Di ritorno dal quel bellissimo weekend a Positano ho portato a casa una cassettina di cedri che avevamo preso, come ogni buon turista fa, alle bancherelle che si trovano lungo la Costiera. Sì, lo so, si fanno ben pagare (strapagare!) quello che vendono, ma sono così colorate e caratteristiche che sono irresistibili! E per una volta, abbiamo fatto i turisti anche noi!

Devo dire in tutta onestà che i pomodori cuore di bue erano veramente speciali, i peperoncini sono ancora lì nella loro collana appesi a far bella mostra di sè (non so se avrò il coraggio di usarli) e i cedri, dopo essermi un pochino documentata e chiesto aiuto per il loro utilizzo, li ho destinati a liquore, simile al limoncello, e ad una sortedi confettura/canditura leggera, mi verranno buoni per la preparazione di dolci natalizi.
Il cedro (
Citrus medica) è originario dell'Asia, senza ancora una precisa collocazione di partenza.
Era conosciuto sin dagli antichi Greci dove, nel 300 a.c., veniva chiamato melo medico o persico, per significare la provenienza dalla Media e dalla Persia. In Italia Plinio il vecchio lo aveva classificato come mela assira. All'inizio era usato come repellente per gli insetti nocivi.
E' stato il primoagrume ad essere diffuso e coltivato nell'area mediterranea, probabilmente ad opera delle truppe di Alessandro Magno. E' presente in molti affreschi degli scavi di Pompei ed Ercolano.
Oggigiorno in Italia è coltivato e lavorato nelle zone costiere del Sud, e a
S. Maria del Cedro, in provincia di Cosenza, cresce addirittura spontaneo.
Fiori a gruppo, molto profumati, i boccioli sono rossastri ma i fiori aperti sono bianchi.
La buccia èmolto ruvida e spessa e costituisce i 2/3 del frutto. Togliendo anche semi e filamenti resta poco più di 1/4 di frutto edibile. Ma è un frutto che si consuma raramente fresco dato che la sua caratteristica principale è di produrre o solo frutti dolci o solo agri.
Per questo motivo è largamente usato per la produzione di frutta candita e bibite, e in ambito farmaceutico per la produzione di olio essenziale.
Moltissime le varietà di cedro esistenti al mondo, di cui il Citrus Medica è solo una.

Tra le più note:
- il Cedro del Libano, che appartiene alla famiglia delle Conifere
- il Cedro degli Ebrei o Cedro Etrog, utilizzato a scopo rituale durante la Festa del Sukkat
- il Cedro digitato o Mano di Buddha, singolare specie di Sarcodactilys (Noot) Swing, diffusa in Estremo Oriente (Cina, India, Indonesia e Giappone) che presenta ilo frutto in spicchi separati, provvisti di buccia e simili a dita (questo ho avuto modo di ammirarlo all'Euroflora di Genova nel 2006).
Per saperne di più: consorzio del cedro di calabria - universocedro
Liquore di cedrodal libro Liquorini e grappe aromatiche, ed. Mulino Don Chisciotte600g di scorza di cedro, senza la parte bianca
300g di zucchero
mezzo litro di alcool per liquori 90°
300g di acqua

- In un vaso ermetico mettere a macerare le scorze di cedro nell'alcool per una settimana/10 giorni, mescolando ogni sera capovolgendo il vaso.
- Preparare lo sciroppo con acqua e zucchero facendolo sobollire pochi minuti e lasciare raffreddare completamente.
- Unire lo sciroppo di zucchero all'alcool con le scorze e lasciare ancora in infusione per una settimana, sempre capovolgendo il vaso una volta al giorno in modoche si mescoli bene.
- Filtrare accuratamente e imbottigliare.
- Conservare in luogo fresco e buio almeno un mese prima di consumare.

Confettura di cedri canditida un'idea di
Paola un cedro e lo stesso peso di zucchero

- Lavare bene il cedro, affettarlo sottile e lasciarlo macerare una notte in acqua fredda coperto (tanta acqua fino a ricoprire le fette).
- Scolare velocemente e mettere in una padella antiaderente con lo zucchero, far prendere il bollore e cuocere delicatamenre per 5/10 minuti.
- Lasciare riposare coperto per 12 ore.
- Rimettere sul fuoco e cuocere 10/15 minuti dal bollore, le fette diventeranno candite e trasparenti.
- Invasare nei vasetti sterilizzati in forno a 100° per mezzora, tappare bene e
pastorizzare.
Questa ricetta partecipa anche alla raccolta di Martina per
GialloZafferano:
