30 luglio 2012

Baguettes Viennoises per il BBD # 52


 English recipe here

Sto ospitando ancora per qualche giorno il Bread Baking Day # 52, se volete sfornare un pane francese c'è ancora tempo fino alla mezzanotte di mercoledì 1 agosto.
Io amo il pane, soprattutto mi piace impastarlo, e amo la Francia, dove ultimamenete riesco ad andare abbastanza spesso, quindi credo sia stata una buona idea scegliere come tema di questo mese i Pani Francesi.
Per questa sfornata ho deciso di provare le Baguettes Viennoises, uno dei nostri pan preferiti per la colazione.
Si tratta di una specie di pan brioche, un pochino meno ricco di burro ma più veloce da fare (e davvero facile con un'impastatrice :-). Ideale anche per il tè, le quatre-heures come viene chiamato in Francia (le goûter o le quatre-heures, in altre parole sono la nostra classica merenda del pomeriggio, ciò che viene preparato per i bambini che tornano da scuola affamati, per tenerli buoni e zitti fino all'ora di cena :-).
Infatti la tradizione vuole che i bambini francesi, una volta tornati a casa da scuola, mangiassero una baguette viennoise farcita con una tavoletta di cioccolato Poulain, un tempo un cioccolato molto popolare tra i bambini.

 avidité :-)

Ho faticato non poco a fare le foto alle baguettes appena sfornate, era metà mattina ed il loro profumo si era sparso inebriante per la casa … avevo due ombre affamate che seguivano ogni mio passo e ogni click, con insistente avidità e mani che cercavano di appropriarsi di un pezzo fragrante … che dire, due bocche voraci che hanno rifatto volentieri colazione a metà mattina!

baguette viennoise à l'interieur


La ricetta è di Richard Bertinet, un famoso chef e panificatore anglo-francese, BBC Champion of the Year 2010, ora stabilitosi a Bath dove conduce una scuola di cucina dal 2005.
Ho dovuto adattare la ricetta ad uno standard più familiare, dividendo alquanto le dosi, l'originale era per più di 40 baguettes utilizzando 5 chili di farina!

Questa ricetta va anche all'Abbecedario Culinario della Comunità Europea, creato dalla mente fervida e inarrestabile della Trattoria MuVarA, per la regione Francia, ospitata da Elena dello Zibaldone Culinario.



 baguettes viennoises



Per 4 o 5 baguettes:

500 g di farina forte
250 g di latte intero
60/70 g di  burro morbido (ma non fuso)
40/50 g di zucchero semolato
10 g di lievito fresco
2 uova
1 uovo sbattuto o un pochino di latte per la lucidatura
1 cucchiaino di sale
un paio di cucchiai gocce di cioccolato per ogni baguette, facoltativi

- Sciogliere il lievito nel latte tiepido, poi unire la farina e il resto degli ingredienti (il sale per ultimo), mescolare per quattro minuti a bassa velocità, poi 6 a 7 minuti a velocità media fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
- Lasciare riposare l'impasto per almeno un'ora, fino al raddoppio, coperto e in un luogo tiepido.

 baguettes viennoises

- Dividere l'impasto in 4 o 5 pezzi, aggiungere le gocce di cioccolato se previste, e formare le baguettes.
- Posizionare sulla teglia rivestita di carta forno, spennellare con l'uovo sbattuto/latte,  con un coltello affilato  diversi tagli in diagonale su ogni baguette  e lasciare riposare per 30/40 minuti. E' meglio usare una teglia per baguette, che riesce a contenere meglio i filoncini, ho deciso che sarà il mio prossimo acquisto culinario!

 baguettes viennoises

- Cuocere in forno a 190/200 ° per circa 15 minuti fino a doratura completa (io ho fatto solo 4 baguettes e cotto per 20 minuti).


 baguette viennoise à l'interieur


colazione da principi! :-) 
  Bon Appétit!

27 luglio 2012

Focaccia soffice di Bari per l'Abbecedario Culinario


Un'altra ricetta vincente delle care Sorelle Simili, che questa volta ci portano in Puglia, regione ospitata da Patrizia per l'Abbecedario Culinario, organizzato dall'intraprendente Trattoria MuVarA, e precisamente a Bari, dove questo pane è molto conosciuto e spesso uno spuntino di metà mattina.
La sua incredibile sofficità ed il suo delicato profumo sono dovuti alla semola utilizzata nell'impasto. Se fatta a mano è un pochino impegnativa perchè l'impasto va battuto in ciotola per circa 10/15 minuti, ma lo sforzo si può fare ogni tanto e ne vale sicuramente la pena!
Si mantiene anche per 3/4 giorni se conservata bene in un sacchetto chiuso al riparo dall'aria. Sempre meglio scaldarla un attimo in forno prima di servirla.

 focaccia soffice barese

E' stata regina di un aperitivo in spiaggia l'altro giorno, quando il tempo bigio e nuvoloso sembrava intristire un pochino gli animi (ma dopo più di un mese di sole splendente era anche accettabile :-): morbida focaccia barese, pesche al vino e un buon bicchiere di Prosecco, lo sciabordio sulla rena, amici cari … è ancora una favolosa estate in questo piccolo paradiso!

focaccia in spiaggia


Biga:
80 g di farina 0
60 g di acqua
1g di lievito di birra

Impastare bene tutti gli ingredienti e lasciare riposare coperto a temperatura ambiente per 18/24 ore.

Impasto:
1 kg di semola rimacinata di grano duro
800 g di acqua a temperatura ambiente
30 g di olio extravergine di oliva
15 g di lievito di birra
4 cucchiaini rasi di sale

Farcitura:
1 kg circa di pomodorini ciliegini tagliati a metà
400 g circa di olive nere denocciolate
abbondante olio extravergine di oliva
origano/sale
2 teglie in alluminio monouso: rotonde 25 cm. di diametro, rettangolari 20x30 cm.


 focaccia soffice barese


- Il giorno dopo aver fatto la biga sciogliere il lievito e la biga con metà acqua in una grande ciotola, poi aggiungere un quarto della farina ed iniziare ad impastare battendo. Per fare il movimento giusto si mette la mano a cucchiaio ma con le dita larghe, in modo che l'impasto entri tra le dita, si porta la mano all'estremità più lontana della ciotola, si raccoglie l'impasto nella mano e si avvicina alla parte della ciotola opposta, quella vicino noi, facendolo ricadere nella parte più lontana della ciotola e cercando di alzare l'impasto in modo che prenda più aria possibile. Sembra difficile ma con un pochino di esercizio si prende facilmente la mano, e i nostri bicipiti poi ringraziano :-).
- Unire il sale, poi l'olio ed in seguito alternitavamente la farina e l'acqua rimanenti, continuando a battere con forza finchè non si vedono apparire delle bolle nell'impasto (che si rompono subito) e sparisce la caratteristica grana della semola (circa 10/15 minuti).
- Si può usare un'impastatrice (tipo Ken, non il Bimby), seguendo la stessa procedura impostando la velocità bassa.
- L'impasto risulterà molto tenero, forse leggermente appiccicoso, coprire la ciotola e fare riposare 30 minuti.
- Versare abbondante olio nelle teglie, ungersi bene le mani nella teglia, prendere metà dell'impasto ed arrotolarlo sospeso, tenendolo in una mano mentre con l'altra si raccoglie la pasta che cade lateralmente, inserendola subito sotto al centro, trasferendo l'impasto da una mano all'altra (guardando il video si capisce meglio :-). All'inizio la pasta cadrà molto velocemente perchè il glutine è ancora addormentato, ma ben presto si rianima e dopo un paio di manipolazioni l'impasto sarà facilmente gestibile.


 

- Adagiare la pasta nella teglia, ripetere l'operazione con l'altra metà di impasto poi coprire (anche con un'altra teglia da forno come coperchio) e lasciare lievitare a temperatura ambiente per un paio di ore.
- Sistemare i pomodorini e le olive, partendo dai lati esterne delle focacce, facendo attenzione a non sgonfiare l'impasto. Nel video Margherita spiega bene come fare, pizzicando con delicateza l'impasto e posizionando sotto l'oliva o il pomodorino.


 

- Spolverare di sale e origano, irrorare con olio (non abbiate paura e siate generosi :-) e cuocere in forno caldo a 230° per circa 25/30 minuti, avendo l'accortezza di scambiare le teglie sotto/sopra e davanti/dietro dopo circa 20 minuti.

 facendo focaccia soffice barese
- Sfornare e dopo pochi minuti togliere la focaccia dalla teglia e fare raffreddare (ma non troppo :-) su una griglia, tiepida è da sballo!
- Si può congelare una volta fredda, nella stesa teglia da forno: scongelare poi a temperatura ambiente e riscaldare prima di servire.

 focaccia soffice barese


Forse è più conosciuta la versione con la patata nell'impasto, più delicata perchè rimanendo più umida potrebbe inacidire se conservata a lungo. Riporto comunque la variante:

7 g di lievito di birra
300/350 g di acqua
250 g di patate lessate e passate al setaccio
500 g di semola rimacinata di grano duro
2 cucchiaini rasi di sale

 - Il giorno dopo aver fatto la biga sciogliere il lievito e la biga con metà acqua in una grande ciotola, poi aggiungere un quarto della farina ed iniziare ad impastare battendo.
-  Unire il sale, poi le patate, amalgamare bene ed in seguito unire alternitavamente la farina e l'acqua rimanenti, continuando a battere con forza finchè non si vedono apparire delle bolle nell'impasto (che si rompono subito) e sparisce la caratteristica grana della semola (circa 10/15 minuti).
- Procedere poi come da ricetta sopra.

26 luglio 2012

Baguettes Viennoises for BBD # 52


 la ricetta in italiano qui
     
I am hosting Bread Baking Day # 52 this month, so come along and bake a French Bread, you can blog about it till midnight (Rome time) August, 1st.
I love bread, especially kneading and baking, and I love France, where I often go for fun, so it's a good combo for our monthly baking date :-. 
I chose to bake Baguettes Viennoises because it's one of our favorite breads for breakfast.
It's a sort of pain brioche, a little less rich but quicker to make (and simply easy too with a stand mixer :-). Ideal also for teatime, le quatre-heures in France (French-speaking nations have le goûter or le quatr-heures, in other words, the 4:00 afternoon snack. Le goûter is most often prepared for children who have returned from school hungry, to keep them satisfied until dinner - from wikipedia).
Infact tradition recalls that French children once back home from school would have a baguette viennoise halved, with a bar of Poulain chocolate inside, a very popular chocolate among kids.
And it was very difficult for me to get proper pictures because my 2 youngest, as soon as the baking fragrance was coming out from the kitchen, kept on following and hanging around me (well, actually the baguettes!), watering to have one for an anticipated middle-morning snack! :-).


 avidité :-)

The recipe is by Richard Bertinet, a famous Anglo-French baker and chef, BBC Food Champion of the Year 2010,  now settled in Bath where he's been managing a cookery school since 2005.
I had to adapt it to a family standard, superdividing the quantities as the original was for more than 40 bauettes using 5 kilos of flour!


baguettes viennoises


For 4 or 5 baguettes:

500 g strong bread flour
250 g full fat milk
60/70 soft (but not melted) unsalted butter
40/50 g caster sugar
10 g fresh yeast
2 eggs
1 beaten egg or a little extra milk for brushing
1 teaspoon salt
a couple of tablespoon chocolate chips for each baguette, optional

- Dissolve yeast in lukewarm milk, then combine to the flour and the rest of the ingredients (salt will be the last one), mix for four minutes at slow speed, followed by 6 to 7 minutes at fast until the dough is smooth.
- Let rest the dough for at least one hour, until doubled, covered and in a warm place.

 baguettes viennoises

- Divide the ough into 4 or 5 pieces, add the chocolate chips to each/some pieces if you like and shape into baguettes.
- Place onto baking tray lined with parchement paper, brush with beaten egg/milk, make several diagonal cuts on each baguette with a sharpened knife and let rest for 30/40 minutes. Better if you have a baguette pan as it may happen that some overspring, as 2 of mine did. I will definetely buy one!

 baguettes viennoises

 - Bake at 190/200° for about 15 minutes until golden brown (I did only 4 baguettes and baked for 20 minutes).


baguette viennoise à l'interieur


colazione da principi! :-)
 Bon Appétit!



This recipe is my entry to this week Susan's YeastSpotting.

25 luglio 2012

Black & White Wednesday - Week # 43


A cloudy day, no sunbathing,
 anyway  having fun with friends on the beach,

a little snack,
a soft focaccia with olives & cherry tomatoes,
yellow peaches in wine,
and a sparkling toast with Prosecco
to our lovely Summer together!


snack on the beach-bww 43






 For lovely Susan and BWW, her weekly culinary photo event,
this week co-hosted @ Briciole.

24 luglio 2012

Orecchiette con zucchine, mandorle e ricotta (poca :-)


Un sugo diverso per condire le orecchiette fatte l'altro giorno.
Un'altra ricetta per la regione  Puglia  ospitata da Patrizia per l'Abbecedario Culinario, organizzato dall'intraprendente Trattoria MuVarA, e in linea con gli alimenti permessi dalla tabella dell'iniziativa Salutiamoci, questo mese ospitata da Cobrizo (Roberta), che ha scelto come ingrediente protagonista la zucchina.
Dalla mia rivista preferita :-)



 orecchiette zucchine mandorle ricotta


Per 4 persone:

350 g di orecchiette
300 g di zucchine chiare
50/70 g di ricotta dura grattugiata
50 g di mandorle pelate
1 spicchio di aglio
olio extravergine di oliva
sale
foglie di menta fresca


orecchiette zucchine mandorle ricotta


- Lavare e spuntare le zucchine, affettarle sottilmente.
- In una padella appassire l'aglio sbucciato e schiacciato con qualche cucchiaio di olio per qualche minuto a fiamma bassa.
- Unire poi le zucchine e le mandorle, far insaporire bene a fiamma vivace, salare, aggiungere un dito di acqua, coprire e cuocere per 5/7 minuti finchè tenere. Aromatizzare con qualche fogliolina di menta spezzettata.
- Cuocere le orecchiette, scolarle al dente e spadellarle nelle zucchine, unendo un cucchiaio di olio se necessario.
- Distribuire nei piatti (o in uno grande da portata) guarnendo con la ricotta grattugiata e ancora qualche fogliolina di menta (dimenticate :-).

orecchiette zucchine mandorle ricotta





23 luglio 2012

Le Orecchiette per l'Abbecedario Culinario

 

L'Abbecedario Culinario, organizzato dall'intraprendente Trattoria MuVarA, è già arrivato in  Puglia e ci sta regalando profumi, colori e tepori di questa terra con i magnifici racconti e le foto fantastiche di Patrizia, ospite eccezionale di questa regione.
Non conosco a fondo questa regione, ma vedendo le foto di Patrizia mi è tornto alla mente un giugno lontano di circa 30 anni fa, quando il mio babbo portò me e la mia cara amica Rossana in vacanza con il suo nuovo camper appena arrivato dall'America, uno Shasta lucente e sfavillante, una vera chic-cheria come quelli dei film, con cucina superaccessoriata dotata diforno e megafrigo con congelatore, e bagno con vasca. Siamo partiti alla volta della Grecia, con imbarco a Brindisi. Abbiamo costeggiato tutto il Salento, immersi in una quite assoluta, ancora doveva arrivare la grande massa vacanziera, in certe località semideserte sembravamo quasi i primi viaggiatori/esploratori di un mondo ancora sconosciuto. E mi sembra quasi di rivedere le casette bianche arroccate di Ostuni, dove ho comperato delle ciotole in terracotta dipinte a mano con il classico uccellino. Al ritorno abbiamo proseguito verso Otranto e poi sempre più giù fino a girare il tacco a S. Maria di Leuca, tuffandoci nelle sue meravigliose acque turchine e pranzando sul porto con pesce fresco di giornata. E poi di nuovo su verso Taranto, la lunga spiaggia immacolata di Gallipoli quasi tutta per noi perchè la stagione estiva non era ancora ufficialmente iniziata. Non credo di avere fotografie decenti di quella vacanza (comprai la mia prima Canon un mese dopo a New York :-), per cui ringrazio davvero le splendide gite fotografiche che ci ha regalato Patrizia, colmano un grande vuoto pittorico dei miei ricordi.


orecchiette


Uno dei piatti più caratteristici della Puglia sono le orecchiette, che ho imparato a fare qualche annetto fa sotto la grande maestria delle fantastiche sorelle Simili.
E' un tipo di pasta fatta con semola di grano duro, a forma di cupoletta, con il centro più sottile del bordo e con la superficie abbastanza ruvida. Sembrano delle piccole orecchie, da qui il nome che portano. Si potrebbe anche dire che siano l'evoluzione dei Cavatelli, infatti per farl si parte proprio dalla forma delcavatello.
Ma forse forse non sono proprio pugliesi doc, ecco cosa riporta Wikipedia:

Le origini delle orecchiette non sono da ricercarsi in Puglia, ma molto probabilmente nella zona provenzale francese, dove fin dal lontano Medioevo si produceva una pasta simile utilizzando il grano duro del sud della Francia. Si trattava di una pasta molto spessa e a forma di dischi, incavata al centro mediante la pressione del dito pollice: questa forma particolare ne facilitava l'essiccazione, e quindi la conservazione per fronteggiare i periodi di carestia. Sembra anche che ne venissero imbarcate grandi quantità sulle navi che si accingevano ad affrontare lunghi viaggi. In seguito, sarebbero state diffuse in tutta la Basilicata e la Puglia con il loro nome attuale dagli Angioini, dinastia che nel Duecento dominava le terre delle regioni. Secondo insigni studiosi di enogastronomia pugliese - ricordiamo qui solo il più autorevole - le orecchiette avrebbero avuto origine nel territorio di Sannicandro di Bari, durante la dominazione normanno-sveva, tra il XII e il XIII secolo. È infatti possibile, in seguito all'atteggiamento di protezione nei confronti della comunità israelitica locale da parte dei normanno-svevi, la loro derivazione da alcune ricette della tradizione ebraica, come le orecchie di Haman - l'antagonista del libro di Esther - che ritroviamo, ad esempio, in alcuni dolci sefarditi oppure nelle croisettes, un tipo di pasta preparato nelle vallate occitane del Piemonte, lontana parente delle orecchiette di Sannicandro anche nella probabile influenza mediorientale.

facendo orecchiette


Per 3/4 persone:

300 g di semola di grano duro rimacinata
130/150 g di acqua a temperatura ambiente

Impastare brevemente, deve risultare un impasto duro altrimenti poi col riposo ammorbidisce troppo ed è più difficoltoso da lavorare. Lasciare l'impasto sulla spianatoia coperto da una ciotola a riposare per almeno mezzora.
Prendere un pezzo di pasta e fare un rotolino di circa 1 cm. di diametro. Con un coltellino staccare un piccolo pezzo che va premuto col pollice dell'altra mano contro la punta del coltello, poi schiacciare la lama sul tavolo ruotando brevemente e trascinando  il cavatello verso il basso, quindi si passa sulla punta del pollice e si rovescia a formare l'orecchietta. 


nel video Margherita mostra come fare l'orecchietta


Il classico condimento è con le cime di rapa: si mette l'acqua a bollire con le cime di rapa (solo lecimette, si eliminano le foglie e le pati più dure), dove poi si cuoceranno le orecchiette. Nel frattempo si scalda l'olio in una padella larga insieme a qualche acciuga, finchè non sono ben sciolte (a chi piace anche uno spicchio di aglio e peperoncino). Si scolano le orecchiette e si spadellano nell'olio aromatizzato. Si spolvera alla fine con parmigiano/pecorino grattugiato a piacere.
Il formaggio sulle orecchiette e cime di rapa NON ci va ... senza SE e senza MA (come ben mi hanno insegnato Ornella e Mimmo) ... però non ditelo a nessuno che io lo metto ovunque, anche sullo scoglio! :-)

22 luglio 2012

Fiori di zucchina ripieni profumati alla curcuma



Quando si è in vacanza, senza televisione, senza radio (e senza sentirne veramente la mancanza :-), leggendo i giornali a giorni molto alterni giusto per aggiornarsi sui fatti principali, si perde un pochino la nozione ufficiale del tempo, o perlomeno dell'esatto numero del giorno.

So che è domenica, ma … che numero? E guardando di sfuggita il calendario in cucina, che è bello ammirare solo per le incantevoli vedute che ogni mese regala di questa sempre bellissima Elba, mi accorgo che è il 22, e mi trovo a pensare che avevo letto qualcosa riguardo al 22 … mumble, mumble ... già, scade oggi l'invito di Leda  preparare qualcosa con i fiori di zucchina!

Suvvia, non c'è tempo da perdere, un'ideuzza ce l'ho (anche se è nostra sana abitudine consumarli fritti, specie se appena colti dall'orto di Mario :-), apro il frigo, tiro fuori un pentolo (come si dice qui :-) e mi dedico alla ricetta (parolona :-), senza rimpianti perchè oggi pomeriggio è nuvoloso (dopo più di un mese di sole e cielo azzurro :-).
Possono essere serviti singolarmente come piccolo antipasto, oppure diventare piatto unico mangiandone un buon numero :-).


Senza alcuna difficoltà, ne è venuta fuori anche una preparazione molto salutare, in linea con gli alimenti permessi dalla tabella dell'iniziativa Salutiamoci, questo mese ospitata da Cobrizo (Roberta), che ha scelto come ingrediente protagonista la zucchina (e i suoi fiori).



fiori zucchina ripieni alla curcuma


Per 6 fiori di zucchina:

un pugno di riso thai rosso
una falda di peperone rosso
uno spicchio di melanzana senza buccia
un paio di cucchiai di pisellini surgelati
basilico e prezzemolo tritati
un pezzetto di ricotta affumicata
pomodorini ciliegini
olio extravergine di oliva
curcuma *
sale


fiori zucchina ripieni alla curcuma


- Lessare il riso per circa mezzora in acqua leggermente salata. A parte lessare i piselli (io lio ho cotti insieme al riso ma ahimè, idea malsana perché cuocendo il riso rende l'acqua scura e i piselli diventano così verdino spento).
- Nel frattempo tagliare a cubetti molto piccoli la melanzana ed il peperone. Saltare in padella a fiamma vivace le verdure con qualche cucchiaio di olio, salare e cuocere qualche minuto finchè tenere. Aggiungere il riso e i piselli ed una grattatina di ricotta ed insaporire amalgamando bene. Per ultimo spolverare con il prezzemolo e il basilico.
- Togliere il picciolo e i rametti della corolla ai fiori di zucchina, con una forbice tagliare delicatamente un lato fino alla corolla, levare anche il pistillo e farcirli con il composto. Richiuderli bene, attorcigliando anche la punta e disporli in una pirofilina (o su carta forno) leggermente oliata. Grattugiare sopra ancora della ricotta.
- Sciogliere in una tazzina mezzo cucchiaino di curcuma con qualche cucchiaio di olio e versare sopra ai fiori. Infornare in forno caldo a 190/200° per circa 10 minuti.
- Fare una piccola dadolata con qualche ciliegino, salare e condire con olio. Servire i fiori con la dadolata di pomodorini.


 fiori zucchina ripieni alla curcuma


fiori zucchina ripieni alla curcuma


*  La curcuma è la spezia base del curry, a cui dona quel meraviglioso colore giallo. E' un potente antiossidante, dalle notevoli virtù antinvecchiamento (si dice che il quasi inesistente tasso di malati di Alzheimer in India sia dovuto proprio all'elevato consumo di questa spezia), purifica il sangue, ostacola lo sviluppo dei tumori e protegge il fegato. Questa spezia contiene curcumina, una sostanza dotata di indubbie proprietà antinfiammatorie perché capace di fermare l'azione di un enzima responsabile dell'infiammazione, chiamato ciclossigenasi 2 (non sono così saputa, lo spega bene  Marco Bianchi nel suo libro I Magnifici 20). E' stata studiata ed approfondita in laboratorio, insieme al gingerolo contenuto nello zenzero, e i ricercatori hanno osservato che queste due sostanze hanno un enorme potere sulle cellule mutate e danneggiate dai tumori, portandole alla distruzione. E' stato anche osservato da studi recentissimi che rallenta il progresso dell'Hiv. Inoltre pare che abbia notevoli potenzialità per fermare la crescita del tumore della pelle.
E' quasi risaputo da chi mi conosce bene la mia avversione per il colore giallo … fatta eccezione per la curcuma ed il curry! :-)

 

21 luglio 2012

Salsa barbecue - BBQ Sauce for WHB # 343



La carne alla griglia è uno dei piaceri gastronomici preferiti dalla mia banda di uomini, e per me decidere di pranzare o cenare in questo modo è oltremodo festa grande: da quando sono cresciutelli, tutto il lavoro è appannaggio loro, dalla marinatura alla cottura completa, a me resta da pensare solo al contorno. Se poi decido di optare anche per le verdure grigliate, allora posso quasi vergognarmi di non muovere neanche un dito … ed aver la sicurezza che la cucina sarà pulita rigovernata in un lampo :-). 
Macs è uno dei più afecionados alla griglia, e direi quasi il più bravo in cucina in senso lato, spesso prepara il pranzo per sé e i fratelli che rientrano più tardi dalla scuola. A lui devo la ricerca per questa classica salsa da barbecue, per variare anche le solite marinature di casa. 
Molto semplice da fare, ma molto gustosa. Devo però confessare un tragico mio errore la prima volta che l'ho preparata: Macs mi aveva mandato solo gli ingredienti per sms ed io, ignara di doverla cuocere, l'avevo semplicemente assemblata. All'assaggio era risultata un po' troppo pesante e carica … beh, è proprio vero che in cucina non si finisce mai di imparare!


 salsa bbq


Perfetta per accompagnare ogni tipo di carne alla griglia, ma anche spalmata su costine o bracioline prima di griliarle.
Si conserva in frigo per qualche giorno in un vaso ben chiuso.


Ingredienti:

una cipolla tritata molto finemente
2 o 3 spicchi d’aglio tritati molto finemente
1 tazza e mezza di ketchup
mezza tazza di aceto di mele
1/4 tazza salsa Worcestershire
1/3 tazza di zucchero, anche di canna
peperoncino in polvere
pepe di cayenna, facoltativo
2 cucchiai di olio extravergine di oliva

Scaldare l’olio a fuoco medio in una casseruola, aggiungere la cipolla e l’aglio e cuocere a fuoco dolce, mescolando ogni tanto, per circa 5 minuti. Aggiungere il ketchup, l'aceto, la salsa Worcestershire, lo zucchero, la polvere di peperoncino e pepe di Caienna (dosare questi ultimi secondo il proprio gusto di piccantezza). Abbassare il fuoco al minimo e far cuocere la salsa, parzialmente coperta, per almeno 20 minuti o finchè ben addensata. 


bbq



BBQ Sauce


Grilled meat is one of the gastronomic pleasures of my whole family, all men and all meat lovers :-).
And I like to have lunch or dinner in this way because it's a sort  of celebration for me: it's all men's work, from marinade to cooking, I have to think only at the veggies. And should I decide for grilled vegetables, then I can almost feel ashamed I won't move even a finger … and be happy my kitchen won't get a mess but soon washed up in a flash :-).
Macs is one of the most aficionados to BBQ, and I would say very confident with cooking anyway, he often prepares lunch for himself and his brothers who come home later from school. He searched on internet for a classic barbecue sauce and found this very simple but tasty recipe.
But I must confess a tragic mistake occurred to me when I first prepared it: Macs sent me a sms with only ingredients and I just combined them, don't even imagine I had to cook them. Well, it wasn't that bad, a little heavier and stronger … but then we cooked it!
Anyway, it is really true that you never stop learning in the kitchen!

Perfect to accompany any type of BBQ meat, but also spread on ribs or chops before grilling.
Can be stored in the refrigerator for a few days in a tightly closed jar.


salsa bbq


1 onion, very finely chopped
2 or 3 cloves garlic, finely 
1 ½ cup ketchup
half cup apple cider vinegar
1/4 cup Worcestershire sauce
1/3 cup caster sugar or sugar cane
chili powder
cayenne pepper, optional
2 tablespoons extra virgin olive oil

Heat oil over medium heat in a saucepan, add onion and garlic and cook at low heat, stirring occasionally, for about 5 minutes.
Add ketchup, vinegar, Worcestershire sauce, sugar, chili powder and cayenne pepper (the amount according to your taste).
Lower the heat and simmer the sauce, partially covered, for at least 20 minutes or until well thickened.


salsa bbq





This recipe is my personal entry to WHB # 343
hosted this week by  Cleare from Il Pomodoro Rosso
  both Italian & English edition.
Thanks again to Haalo who manages greatfully all events,
to Bri for Italian edition.
Thanks again to Kalyn for her successfull idea!
Who's hosting
WHB Rules
 

20 luglio 2012

Black & White Wednesday - Week # 42



One of our favorite pasta dish
we had for dinner today

linguine with clams

linguine with clams

linguine with clams




For lovely Susan and BWW, her weekly culinary photo event,
this week co-hosted @ Roma's Space.

19 luglio 2012

Gazpacho alle zucchine


La raccolta Salutiamoci prosegue il suo cammino e dopo fave e piselli da Stella e l'orzo da Lo siamo ospiti questo mese siamo ospiti da Cobrizo (Roberta), che ha scelto come ingrediente protagonista la zucchina, una delle verdure più versatili e dolci della stagione.
A me piacciono quelle chiare, sia lunghe che tonde, ho imparato ad apprezzarle qui in Toscana, sono più croccanti e sode, alle volte quelle verde scuro tendono ad essere leggermente amare.
Appena ho letto questa ricetta su La Cucina del Corriere della Sera (una delle mie riviste gastronomiche preferite) mi è venuta l'acquolina in bocca, e tra il dire e il fare è stata questione di poco :-).
La ricetta viene data per 4 persone, se ne mangiano una ciotola grande e come piatto principale; servita in bicchierini se ne possono fare comodamente 8/10 porzioni.


gazpacho zucchine


Ingredienti:

400 g di zucchine chiare
200 g di pomodori verdi
80 g di pane (integrale) raffermo
1 peperone verde
1 cetriolo
succo di limone
olio extravergine di oliva
sale
erba cipollina per guarnire


gazpacho zucchine


- Mettere il pane a tocchetti un ammollo finchè ben morbido con qualche cucchiaio di acqua e di succo di limone.
- Spuntare le zucchine, spuntare e pelare il cetriolo, pelare il peperone e privarlo dei semi e delle nervature bianche, quindi tagliare tutte le verdure a pezzetti, anche i pomodori.
- Mettere le verdure nel frullatore insieme al pane ammollato e il suo sugo, unire un paio di cucchiai di olio e frullare bene. regolare di sale.
- Conservare fino al momento di servire in frigorifero, quindi distribuire il gazpacho nei bicchieri e guarnire con erba cipollina, fiori commestibili (nella foto un nasturzio), un crostino di pane o un fettina di limone.
- Servire accompagnato da crostini/crackers/grissini di pane integrale.


 gazpacho zucchine


Un'altra ricetta che avevo postato tempo fa e che rientra nella categoria salutare è questa delle Zucchine alla curcuma, un modo simpatico e veloce di rinchiudere in barattolo i profumi e i colori dell'estate, con una nota speziata indiana fra le più salutari del fascinoso mondo delle spezie.


C'è tempo fino a fine mese per partecipare a questa bellissima iniziativa, ricordando che l'ingrediente principale è la zucchina, prestando attenzione, però, a seguire le indicazioni per i cibi permessi di questa tabella.


Questa ricetta partecipa alla raccolta della Spagna, ospitata da Francesca di  Burro e Zucchero per l'Abbecedario della Comunità Europea.

17 luglio 2012

Mozzarella sandwich


la ricetta in italiano qui

A family recipe, my dear Aunt Anna from Salerno taught me so many years ago.
When I was younger I used to spend part of my Summer holidays in Salerno, where my oncle lives and it was always fun and worth  helping my Aunt in the kitchen, watching her busy working hands and trying to learn as much as possible about delicious traditional Neapolitan dishes such as  potato croquettes and pizza (always  cut into slices with scissors!) and of course anything featuring mozzarella.

mozzarella in carrozza

 mozzarella in carrozza


The main ingredient for these sandwiches is actually mozzarella, better fiordilatte, but not freshly made, rather elderly (certainly not rancid :-), in order to be not too watery.
In fact, this recipe was created to restore freshness and preciousness to dry mozzarella which had remained an extra day in the cupboard (oh yes, my Aunt used to store mozzarella in its water in a bowl covered with a plate in the cupboard, never in the fridge).
That's why in Italian we call it Mozzarella in carrozza (literally mozzarella in coach), but why is it named so funny?
I always wonder because the leftover mozzarella gets a new good-looking and tasting appeal as it should turn into a queen, so would deserve a coach :-).
But on the web I found other probable nice comments:
  • In 1800 carriages and coaches were the most used vehicles for transport, including food, such as buffalo milk. Driving on the cobblestone streets the milk shaked and curdled and once at destination it had turned into cheese, hence the name Mozzarella.
  • Mozzarella is served between two slices of bread, originally round like the wheels of carriages, as  Sergio (pure Neapolitan) describes with coloring enthusiasm in his fun post.
  • When you bite the fried sandwich, chewy mozzarella creates imaginative reins, so it looks like driving a carriage where we are the coachmen tasters.
  •  
Well, you have to fry them but once in a while you should forget about any diet and indulge in these gorgeous crunchy bites of chewy soft goodness!

Tip from Peppe (my dear friend known for his personal carbonara :-): add half anchovy or spread a little anchovy paste on the mozzarella ... try it!


mozzarella in carrozza


You need:

sliced sandwich loaf
sliced mozzarella
beaten egg
milk
flour
peanut oil


 facendo mozzarella in carrozza

- Cut off the crust from the bread slices and then cut each in half diagonally (or else you can use a round cook cutter to make round sandwiches).
- Stuff a slice of bread with a slice of mozzarella and top with another slice of bread.
- Lightly soak each sandwich on both sides in the milk, then dip in flour, even squeezing gently with your hands, flouring also the sides of the sandwich (a sort of sealing and mozzarella won't come out while frying).
- Put oil in a pan and get it to the right temperature. When ready soak a sandwich at a time in the beaten egg (even sides) and immediately put in hot oil. Fry for a minute or two on each side, until golden brown. Drain and dry on paper towels.
- I usually don't add any salt but if you need drizzle with salt once fried.


 mozzarella in carrozza


This recipe is my entry to this week Susan's YeastSpotting.

16 luglio 2012

Black & White Wednesday - Week # 41


I am happily on holidays in Elba island,
often enjoying an aperitif in the terrace,

 aperitif on the terrace

iced & fruity bubbling glasses,
with some basil leaves to give an extra taste,
little bites of focaccia & finocchiona to enjoy,
stunning turquoise sea below us to admire,
what else?

 aperitif on the terrace





For lovely Susan and BWW, her weekly culinary photo event,
this week co-hosted @  Cafe Lynnylu.

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