5 ottobre 2015

Torta ricciolina per Grandi Molini Italiani


Ho dei ricordi flash di quando bambina trascorrevo le vacanze con la mia nonna materna.
Abitavo già a Milano, e per me era una gioia quando tornavamo a Verona e potevo fermarmi qualche giorno da lei. Viveva insieme al nonno, e la sorella (zitella e poco più grande di me, in altezza) di lui, che aiutava in casa, in una casa degli anni Trenta, che a me sembrava vecchissima e affascinante. 
In cucina c'era il grande tavolo e il grande lavello in marmo, come quello delle case di campagna. E c'era anche un divanetto, dove mi accucciavo e guardavo le mani laboriose e infaticabili di queste due donne.
Si comprava il latte fresco, così ricco di panna che la si metteva in una bottiglia trasparente dall'imboccatura larga. La zia poi si sedeva sulla sua seggiolina bassa e con le mani e tanta pazienza la sbatteva a destra e a sinistra, a seguire quasi il ritmo di quello che stavano trasmettendo alla radio. Ne usciva poi un burro spumoso, profumato, che la nonna mi faceva assaggiare su una fetta di pane, con l'irrinunciabile spolverata di zucchero.
Burro, zucchero, uova e farina: ingredienti che non mancavano mai e che sapevano trasformarsi in mille bontà caserecce.
La nonna faceva spesso la pasta fatta in casa, tirava fuori la sua grande asse di legno e il suo lungo matterello, e impastava, tirava e sfogliava con mani sapienti e abilità incredibile, conquistata con anni di esercizio a cadenza settimanale.
Che fossero lasagne, tagliatelle o tortellini poco importava, un pezzetto della sfoglia finiva sempre per essere dedicato al taglio dei tagliolini e alla golosa torta ricciolina.
Ne assaporavo il profumo già in cottura ed era un dondolio di piedi incessante il dover aspettare che freddasse un pochino appena uscita dal forno. Poi era goduria al settimo cielo: lo scricchiolio di ogni boccone sotto ai denti, i granelli dello zucchero rappreso che non temevano il confronto con le colorate ginevrine della bottega sotto casa, quei fili dorati di pasta che parevano riccioli d'oro della più affascinante principessa disneyana.
Chissà perchè non l'ho mai fatta ai miei figli da piccoli; forse, inconsciamente, temevo un confronto che se si fosse rivelato scadente mi avrebbe deturpato di un ricordo amorevole che serbo con infinità gioia nel mio cuore.
Ho impastato e cotto le mie riccioline stamane: a fatica sono riuscita a salvarne un paio per stasera!

Da una ricerca sul web ho scoperto che è una ricetta molto popolare anche nel Mantovano e in Emilia Romagna, dove i tagliolini vengono protetti in un guscio di pasta frolla. Una versione più elaborata e ricca proviene dalla zona del Monte Amiata.
Qualcuno sostiene abbia origini rinascimentali, nata per omaggiare Lucrezia Borgia, signora del Castello Estense di Ferrara per vent'anni: i riccioli d'oro che la compongono simboleggerebbero la bionda chioma della Dama.
Ne parla anche Pellegrino Artusi nel suo ricettario La Scienza in cucina e l'Arte di mangiare bene, dando due ricette distinte: la prima semplice, la seconda con guscio di pasta frolla e marzapane, perchè riuscisse più gentile di aspetto e di gusto più delicato.
Per i grandi si può servire con del liquore a parte (alle mandorle o amaretto), che può anche essere versato sopra alla torta, un po' come si fa con la sbrisolona. 

Si può fare una torta unica del diametro di 20 cm. oppure 4/5 tartellette con gli stampi monouso di 10/12 cm. di diametro (ho provato a farne una a ciambella, utilizzando uno stampo savarin).


torta ricciolina



Ingredienti:

150/200 g di tagliolini freschi
qualche fiocco di burro
un paio di cucchiai di zucchero di canna
un paio di cucchiai di zucchero semolato
una manciata di mandorle


Bastano due uova e 220 g circa di farina Frumenta 1 per fare i tagliolini e seguire la ricetta passo passo per fare la sfoglia in casa delle sorelle Simili.
A piacere si può tirare la sfoglia col matterello o con la sfogliatrice.


facendo i tagliolini



Tagliare i tagliolini molto fini, disporli su un canovaccio o un asse di legno ad asciugare leggermente, ma non completamente.
Formare le tortine o la torta quando sono ancora abbastanza morbidi, saranno più facilmente modellabili.


torta ricciolina



Tritare finemente a coltello le mandorle ed unirle ad un paio di cucchiai di zucchero, per me un cucchiaio semolato e uno di canna.
Imburrare leggermente gli stampi e ricoprirli di zucchero di canna, eliminando battendo quello in eccesso.
Disporre uno strato di tagliolini, senza comprimerli troppo, disporre qualche fiocchetto di burro e un pizzico di zucchero: quindi ricoprire col secondo strato di tagliolini, spolverare col mix di mandorle e zucchero ed aggiungere ancora qualche fiocco di burro.


torta ricciolina pronta per il forno



Infornare a 170/180° (forno statico) avendo l'accortezza di ricoprire le tortine con un foglio di alluminio. Essendo i tagliolini molto fini, c'è il pericolo che si brucino troppo in fretta: meglio semmai togliere la stagnola gli ultimi minuti se per caso le tortine fossero troppo pallide. Cuocere per circa 30/35 minuti, 40/45 se si opta per lo stampo grande.


torta ricciolina





Con questa ricetta partecipo al contest I Lievitati Della Nonna indetto da Cucina Semplicemente 
in collaborazione con Grandi Molini Italiani

1 commento:

๓คקเ ha detto...

Adoro la torta ricciolina!!!
Ottima idea, quella di farla con la farina tipo 1: il sapore sicuramente ci guadagna!
Un bacione!

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