IN TAVOLA - ON THE TABLE

16 gennaio 2008

Ieri sera a teatro...

LA FAMIGLIA DELL'ANTIQUARIO di C. Goldoni

Teatro Stabile del Veneto – Teatro Stabile di Genova
con Eros Pagni, Virgilio Zernitz, Gaia Aprea, Anita Bartolucci
regia di Lluis Pasqual

Scriveva Goldoni: “Circa il titolo della commedia, l’ho intitolata in due maniere, cioè: La famiglia dell’antiquario ossia La Suocera e la Nuora. I due titoli mi pare che convengano perfettamente. La Suocera e la Nuora sono le due persone che formano l’azione principale della commedia; l’Antiquario, capo di casa, a causa del suo fanatismo per le antichità, non badando agli interessi della famiglia, dà adito alle loro pazzie e ai loro perenni dissensi”. E, a proposito del finale, aggiungeva: “Mi sarebbe stato facile far riappacificare le due donne, ma, preferendo la verità poco gradevole a una deliziosa immaginazione, ho voluto dare un esempio della costanza femminile nell’odio. Ciò però non sarà senza profitto per chi si trovasse nel caso”.
Il regista, Lluis Pasqual, cresciuto alla scuola di Strehler, in seguito direttore del Teatro Odeon - Teatro d’Europa e del settore Teatro della Biennale di Venezia, è considerato uno dei maggiori registi europei. Dopo avere firmato diverse regie di opere settecentesche tradotte in catalano tra cui una memorabile Una delle ultime sere di carnevale, affronta qui per la prima volta in lingua originale Goldoni, un drammaturgo che ha molto amato e frequentato.
Scrive Pasqual: “La famiglia dell’antiquario è un’opera leggera come il fumo e delicata come una ragnatela. Goldoni la colloca in una lontana Palermo, che è come dire Venezia. E i suoi personaggi sono più veneziani dello stesso Rialto, tutti toccati dalla stessa luce del miracolo e avvolti dalla stessa acqua che li riflette”. E aggiunge, a proposito dell’umanità e dell’universalità dei personaggi di quest’opera: “Siamo noi che osserviamo Goldoni o è lui che ci guarda malizioso e sorridente soprattutto contento di avere indovinato una specie di codice genetico di comportamento che perdura allegramente e si ripete e continua a girare come gira il mondo?”.

Mi è piaciuto molto, due ore e mezza di spettacolo senza intervallo.
Ai personaggi principali si affiancano le immancabili figure caratteristiche di Brighella e Colombina.
Bravi gli attori, di rilievo i falsetti e le movenze tipiche settecentesche delle due dame nella prima parte.
I cambi di scena simpaticamente sottolineati da accenni di minuetti eseguiti con grazia dagli stessi attori.
Da rilevare i cambi di costumi degli attori principali che, attraverso le varie scene, passano dal '700 fino ai giorni nostri, quasi a voler sottolineare maggiormente questo eterno conflitto insanabile tra suocera e nuora.

1 commento:

Maux ha detto...

...ho visto La famiglia dell'antiquario, un paio di mesi fa a Il Piccolo qui a Milano...con la stessa Compagnia lo rivedrei ancora ....divertente e bello allo stesso tempo! da consigliare....baci Rossella(roxi76)

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