IN TAVOLA - ON THE TABLE

31 agosto 2012

Insalata freschezza


Un po' di colore in questa giornata tumultuosamente temporalesca e uggiosa!
Già, non è proprio la giornata ideale per una bella insalata freschezza (ma sul fuoco sta sobbollendo una fumante e rincuorante vellutata di zucca per stasera :-), di fresco ce n'è abbastanza fuori, di colpo siamo scesi a neanche 18° … capricci meteorologici, non posso credere che la nostra bella estate calda (forse troppo, ma non siamo mai contenti :-) possa essere finita così bruscamente!
Comunque sia, son certa che arriveranno ancora giornate calde e soleggiate, non più afose, ma terse e piacevoli, come Settembre sa regalare, col cielo blu turchino ed il lago ancora di più!

Ho avuto il piacere di gustare recentemente questa freschissima e dolcissima insalata al ristorante Le Tilleul di St. Paul-de-Vence.
Mi sono sempre piaciute le insalate che mescolano sapori dell'orto con quelli del frutteto, c'è un ristorante in zona nostra famoso per i tortellini, dove da sempre servono le insalate arricchite con la frutta di stagione, quando ancora pochi ne capivano il colorato e stuzzicante abbinamento … e quasi quasi mi piaceva di più andare per le insalate, piuttosto che per i meravigliosi tortellini, per scoprire ogni volta le nuove combinazioni dello chef.
E così oggi a pranzo mi sono dedicata una bel piatto colorato di vitamine pure!


insalata freschezza


Non è una ricetta categorica ma variabile e personalizzabile a seconda di quello che offre la propria dispensa e la stagione in corso.


 insalata freschezza



- Nel piatto originale l'arancio era dato dal melone che si sposava con il prosciutto crudo, nella mia insalata appaiono le pesche, ingrediente della raccolta di Agosto del progetto Salutiamoci.
- Trovo carinissima e freschissima la fettona di anguria che fa le veci di un vassoio edibile :-).
- Un'insalatina mista da taglio leggermente condita con olio e aceto di mele è il cuore del piatto, su cui poggiano 3 gamberoni appena scottati in padella.
- La settimana scorsa ho aggiunto anche una piccola tartare di salmone affumicato, ma si potrebbe variare con delle seppioline, dei moscardini, delle cappesante.
- Per un bagliore di acidulo a contrasto con la dolcezza della frutta estiva basta aggiungere dei frutti di bosco, i lamponi sono perfetti (ed anche i miei preferiti :-), ma anche mirtilli, more, fragole, uva spina.
- La nota croccante stamattina ha scelto i crackers di farro e grano saraceno, invece dei ripetitivi grissini, ma anche anacardi, mandorle, noci o pistacchi si propongono felicemente come alternativa.
- Una sparpagliata di semini misti (girasole, zucca, lino, sesamo, papavero)  come tocco finale e voilà, la salade fraîcheure è pronta da servire in tavola!


insalata freschezza



anguria
pesca gialla
insalatina mista da taglio
lamponi
mirtilli
uva bianca
olio extravergine di oliva
aceto di mele
crackers di farro e grano saraceno
gamberi


insalata freschezza




temporale sul lago ...
temporale in mezzo al lago  

... che prova a fatica a rasserenare
sirmione

29 agosto 2012

Tortino di yogurt con pesche e prugne per Salutiamoci


Mancano solo un paio di giorni prima che si chiuda la raccolta sulle Pesche e come gustarle e cucinare in modo più salutare, seguendo le linee di condotta e la tabella degli alimenti permessi dell'iniziativa Salutiamoci. A tal proposito, dopo la pagina FB è sato creato da pochi giorni anche il  Blog dedicato specificatamente al progetto, con tutte le informazioni sulle regole del gioco, le motivazioni che hanno l'fatto nascere e crescere, le raccolte di  ricette già apprezzate e il calendario degli ingredienti in programma nei  prossimi mesi, le letture consigliate per capire qualcosa di più sull'alimentazione naturale.

La ricetta di questo post non è una ricetta perfetta, è stata un primo esperimento di adattamento di una ricetta normale, dove l'ingrediente malefico in primis era lo zucchero (e a seguire la panna). Zucchero che a leggere la ricetta originale sembra essere usato  in larga quantità (bisogna però considerare che la prugna è un frutto acidulo), ma dato che con la dose riportata vengono fuori 10/11 tortini, sono neanche 20 g a tortino, un cucchiaio o pochissimo di più a testa, quindi più che accettabile dal punto di vista calorico se ci si limitasse ad introdurre solo una quantità dolce simile, e se ci si limitasse solo a considerare l'alimento dal punto di  vista calorico. Il problema nasce dal momento che lo zucchero semolato (ma anche moltissimi di canna, dove viene aggiunta melassa e fatti caramellare per sembrare così:-) è un alimento vuoto, cioè solo calorie e nessun nutrimento, è stato talmente raffinato (e chissà usando cosa!) che ha zero apporto vitaminico, minerale, proteico.
Bisognerebbe quindi imparare ad eliminarlo completamente dalla nostra dieta quotidiana, sostituendolo con alimenti alternativi che magari, anche a parità di calorie, riescono a nutrire in modo sano e naturale il nostro corpo: succo di mela (concentrato o meno), frutta secca, malto, semi oleosi ( Marco Bianchi scrive in un suo libro di provare a sgranocchiare dei semi e sentire la dolcezza che emanano sotto i denti!). Cambia il grado ed il gusto di dolcezza a cui non siamo abituati (e nel mio caso non sono affatto abituati i miei figli) e che ormai è diventato quasi una dipendenza totale, come una droga, che ti spinge a ricercarlo soprattutto nei momenti di crisi: il dolce è sempre stato considerato il premio ambito dopo una fatica, una delusione, alle volte anche un ricatto emotivo.
Una lettura piacevole (anche se inquietante sotto certi aspetti) che mi  ha aperto gli occhi riguardo al problema zucchero è stata Sugar Blues.  
Stella ha dedicato un post intero molto più esplicito ed informativo riguardo alla maledetta polverina bianca (seubdolamente nascosta nel 99% degli alimenti in vendita, bisogna imparare a leggere bene le etichette, i miei figli mi prendono sempre in giro quando faccio la spesa che mi fermo tra i banchi e leggo, leggo, leggo :-).
Un piccolo appunto: si dice che in cucina non esista nulla di naturale che sia bianco puro,  qualsiasi alimento bianco deve il suo colore alla raffinazione da parte dell'uomo, latte compreso ... ma quella è un'altra storia, ci sarà modo per parlarne ancora ... comunque sia, il detto fa pensare!
Uova e yogurt non sono permessi liberamente ma tollerati, quindi li ho lasciati, ma chiedo aiuto a Stella e Roberta e chiunque abbia idee per una rivisitazione del tortino, un suggerimento per renderlo più appetibile. Qualsiasi consiglio sarà benvenuto ed utile per il prossimo esperimento dolciario! :-)


 prova tortino pesche prugne


I giudizi sono stati: un po' salato - ma che roba è - non sai fare dolci - passabile, ma poco  dolce.

Le mie considerazioni:
- avrei dovuto studiare più attentamente la ricetta, non mi è venuto in mente di frullare una pesca matura ed aggiungerla al composto, avrebbe sicuramente dato più dolcezza (o anche dell'uvetta, magari jumbo che a me piace molto e la uso spesso),
- ho optato per la panna di soia per sostituire quella fresca ma avrei fatto meglio ad ometterla completamente (forse non siamo  ancora avvezzi a gusti soiosi :-), bastava lo yogurt, la consistenza è quella di un clafoutis,
- non mi sono allargata con le dosi del succo di mela e sciroppo di riso perchè non conosco ancora bene le loro reazioni culinarie.
Solo lui aveva l'acquolina in bocca e se lo sarebbe pappato in un sol boccone! :-) 
quasi quasi lo mangerei :-)   
 

Per 5/6 tortini:
250 g di yogurt naturale bio
una pesca
una o due prugne rosse
60 g di farina di mandorle
50 g di succo di mela concentrato
un cucchiaio di sciroppo di riso
un paio di cucchiai di panna di soia
2 uova
buccia di limone grattugiata
olio di girasole spremuto a freddo bio


 prova tortino pesche prugne


- Lavare le prugne e la pesca, eliminare il nocciolo e tagliarle a fettine.
- In una ciotola amalgamare con una frusta lo yogurt con la panna, unire la farina di mandorle, il succo di mela e lo sciroppo di riso. Unire poi mezzo cucchiaio di olio e le uova, una alla volta, aggiungendo il successivo quando il precedente è stato ben amalgamato. Aromatizzare con la buccia di limone e mescolare finchè il composto è ben liscio ed omogeneo-
- Distribuire in stampini per crostatine leggermente oliati e decorare con le fettine di pesca e prugna.
- Infornare e cuocere a 180° per circa 30'. 


 prova tortino pesche prugne

27 agosto 2012

Black & White Wednesday - Week # 47



Coco Rouge Beans
on sale @ Marché Forville in Cannes,
 at the edge of the Quartier Suquet,
one of the best Provencal Markets in Côte d'Azur.


coco rouge beans-bww47






For lovely Susan and BWW, her weekly culinary photo event,
this week co-hosted @ Hema's Adugemane.

26 agosto 2012

Crostata di mango, ovvero di pesche e melone - WHB # 348


Fa ancora caldo, troppo caldo anche per scrivere qualcosa in più oltre la ricetta :-).
Solo un mondo di auguri al mio primogenito Marcello che oggi compie ben 27 anni! ... ed anche allora faceva così caldo come ora :-).
Un dolce fresco e solare del simpatico Jamie O., dal numero estivo dell'anno scorso della sua rivista mensile.
Doveva essere coi mango, ma non ne avevo trovati di belli maturi e succosi, così ho optato per melone e pesche (nettarine), combinazione vincente!


crostata pesche melone


Ingredienti:
2 manghi
zucchero semolato

Pasta frolla:
250 g di farina
50 g di mandorle
75 g di zucchero semolato
175 g di burro freddo, tagliato a dadini
1 uovo
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Crema pasticciera:
125 ml di latte
35 g di zucchero semolato
mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia
2 tuorli d'uovo
1 cucchiaino di farina di mais
1 cucchiaino di farina
125 ml di panna fresca

Pasta frolla:


Mettere la farina, le mandorle, lo zucchero e il burro in un robot da cucina ed azionare ad intermittenza fino a quando la miscela non diventa uno sbriciolato grossolano.
Sbattere l'uovo con l'estratto di vaniglia e un cucchiaio di acqua fredda, aggiungere al mix nel robot ed impastare velocemente fino a formare una palla.
Avvolgere nella pellicola trasparente e lasciare riposare per circa 2 ore (può essere preparata in anticipo) in frigo (per chi avesse l'abbattitore sarà questione di pochi minuti :-).
Tirare la sfoglia ad uno spessore di circa 5 mm (meglio se fra due fogli di carta forno) e rivestire una teglia per crostate (35x12), coprire la pasta con altra carta forno, riempire con fagioli secchi e cuocere in forno a 180° fino a doratura. Raffreddare e conservare in un contenitore ermetico fino al momento dell'uso.

Crema pasticciera:
Unire il latte, lo zucchero e l'estratto di vaniglia in una casseruola e portare a bollore a fuoco basso. Sbattere i tuorli finchè diventano pallidi e cremosiaggiungere le farine, poi versare la miscela di latte nel composto coi tuorli, sempre mescolando bene con una frusta in modo che non si formino grumi. Rimettere sul fuoco e cuocere per 2 o 3 minuti, finchè le farine saranno cotte e la crema si è addensata.
Trasferire in una ciotola, sigillare con la pellicola a contatto con la crema e lasciare raffreddare, trasferendola poi in frigo quando già fredda
(per chi avesse l'abbattitore è il momento giusto di usarlo :-). Montare la panna e unirla alla crema fredda. Conservare in frigo.
Rimuovere con cura la buccia e le estremità dai mango e tagliarli a fettine sottili, in senso orizzontale. Disporre le fette di mango su una tagliere, cospargerle con zucchero e caramellare lo zucchero con l'apposita pistola a fiamma da cucina (passaggio da me non eseguito, ho lasciato le fette di frutta al naturale).
Ricoprire la frolla con la crema pasticciera e sistemare le fette di mango. Servire subito.




crostata pesche melone



crostata pesche melone

  

Mango Tart


Still too hot to write more than the recipe :-).
Just a few words to send my best wishes and a big hug to my eldest son Marcello, he's turning 27 today,  and so many years ago we were suffering hot temperatures as in these days :-).
A nice and fresh dessert by Jamie O., from last year Summer edition of his magazine.
Could not find sweet ripe mangoes and substituted with melon and nectarines, it worked out super!


 crostata pesche melone


You need:
2 mangoes
caster sugar

Pastry:
250 g flour
50 g ground almonds
75 g caster sugar
175 g chilled butter, diced
1 egg
1 tsp vanilla extract

Crème Patisserie:
125 ml milk
35 g caster sugar
half tsp vanilla extract
2 egg yolks
1 tsp cornflour
1 tsp flour
125 ml double cream

Pastry:
Blitz flour, almonds, sugar and butter in a food processor until the mixture resembles coarse breadcrumbs.
Beat egg and vanilla extract and one tablespoon of cold water then add to the food processor and pulse until pastry form a ball.
Wrap in cling film and let rest for about 2 hours (can be prepared in advance).
Roll pastry to about 5 mm thick and use to line a 35x11 flan tin, line pastry with cling film, fill with dried beans and bake at 180° until golden. Cool and store in an airtight container until ready to use.

Crème Patisserie:
Combine milk, sugar and vanilla extract in a saucepan and bring to simmer. Whisk yolks until pale and creamy, sprinkle over flours then pour milk mixture into yolks mixture whisking.
Return to the pan and cook for 2 or 3 minutes, until flours are cooked and cream has thickened.
Transfer to a bowl, cover and chill until cold. Whip the cream and fold to milk mixture. Keep chilled.
Carefully remove skin from mangoes, slice off the cheeks and thinly slice, horizontally.
Spread the crème patisserie inside the tart case. Lay the mango slices on a board, sprinkle with caster sugar and using a blowtorch or hot metal spoon caramelize the sugar (I did not caramelize, just left melon and peach slices nature)
Arrange mango on the crème patisserie and serve.


 crostata pesche melone




This recipe is my personal entry to WHB # 348
hosted this week by A.B.C from Fragoliva
both English and Italian edition.
Thanks again to Haalo who manages greatfully all events,
to Bri for Italian edition.
Thanks again to Kalyn for her successfull idea!
Who's hosting
WHB Rules

24 agosto 2012

Is Bombas per l'Abbecedario Culinario


Ho dedicato una giornata intera alla cucina sarda, ancora per qualche giorno ospitata dalle Cooking Sisters per l'Abbecedario Culinario organizzato dall'intraprendente Trattoria MuVarA, che ci hanno invitato a gustare con loro i  piatti tipici dell'incantevole Sardegna.
A pranzo ci siamo gustate queste ciliegiose polpettine, nel senso che una tira l'altra, da rubarsele nel piatto, da non lasciarmi il tempo di fare qualche foto sul tavolino accanto ... non avrei potuto sulla tavola imbandita, sarebbe stato un incrocio di mani oscuranti :-).
Facili da fare, serve solo un pochino di pazienza per farle piccolissime, rendono molto di più!
Perfette affiancate dalle simpatiche patate a schiscionera, grazie ancora, Cri, per le ricette!


is bombas


Per circa 80/90 polpettine:

500 g di macinato
100 g di mortadella
50 g di pancetta arrotolata
1 o 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 uova
prezzemolo tritato
mezzo/uno spicchio di aglio tritato
sale/pepe 
pane grattato
olio extravergine di oliva per friggere
(oppure di semi di arachide)

is bombas


- Nel mixer frullare mortadella e pancetta, quindi unire il macinato e dare una mescolata veloce.
- Trasferire il composto in una bacinella, unire le uova, il  formaggio, il trito di aglio  e prezzemolo, un paio di cucchiai di pan grattato (iniziare con uno, se la consistenza è ancora troppo morbida aggiungere il secondo). Amalgamare bene, salare e pepare, poco prchè sono già molto saporite.
- Formare delle polpettine molto piccole, più piccole di  una noce e passarle nel pan grattato. Si possono fare in anticipo e conservare in frigo riparate dall'aria.
- Scaldare l'olio e tuffare le polpettine, poche per volta, friggendole qualche minuto, fino a doratura. Sempre meglio usare una casseruola alta e piccola, si sprecherà meno olio:-).
- Asciugare su carta da cucina e servire subito, avvertendo i commensali in attesa vogliosa che sono ... bollenti!

 is bombas e patate a schiscionera


Macs, il  godurioso per eccelenza, ne ha fatto una versione personale, schiaccinado le palline in modo  che risultassero dei rotolini tipo crocchette e passandole in un trito di patatine chips, prima e dopo la frittura... una ne fanno e cento ne pensano :-)


is bombas max style

Patate a schiscionera per l'Abbecedario Culinario


Perchè fare le solite infelici patate bollite quando con dei piccolissimi accorgimenti possono diventare più gustose e morbide e cremose?
Sempre dalla mia amica sarda Cristina ecco le patate alla schiscionera, un accompagnamento classico per ogni piatto cucinato, perfetto per is bombas :-).
La ricetta va alle Cooking Sisters che ospitano la regione Sardegna per l'Abbecedario Culinario organizzato dall'intraprendente Trattoria MuVarA.

patate a schiscionera


Ingredienti:

patate
acqua
dado, meglio se homemade
prezzemolo tritato
aglio tritato
olio extravergine di  oliva

 patate a schiscionera


- Lavare e sbucciare le patate, tagliarle a pezzettoni.
- Versare un goccio di olio in una padella capiente, sistemare le patate in modo che siano un solo strato, coprirle con acqua, aggiungere il dado e abbondante (abbondante!) trito di prezzemolo e aglio.
- Cuocere a fiamma vivace  con coperchio i primi 5 minuti, poi senza fino a cottura, circa 20 minuti, prestando attenzione che non asciughino troppo (in caso abbassare la fiamma o aggiungere ancora un dito di acqua).
- I pezzetti più piccoli si sfalderanno, creando una cremina, quelli più grossi rimarranno interi: un bel mix di consistenze. Servire subito.

 is bombas e patate a schiscionera

23 agosto 2012

Fregua e cocciua per l'Abbecedario Culinario


L'Abbecedario Culinario, organizzato dall'intraprendente Trattoria MuVarA, è sbarcato su una delle due isole maggiori e più precisamente nella bella e selvaggia Sardegna, ospitata dalle  Cooking Sisters fino a domenica 26 agosto.
Sono stata in Sardegna perla prima volta verso la  fine degli anni '70, avevo vent'anni, nel cuore della Costa Smeralda, per una breve vacanza agostiana in casa di amici. Eravamo a Baja Sardinia, all'epoca la Costa Smeralda era nel clou del suo sviluppo ed iniziava la sua grande popolarità, offrendo paesaggi mozzafiato e mare ancora incontaminati, grazie all'occhio di falco superbusiness-oso dell'Aga Khan, che ne aveva indovinato i potenziali, trasformando questa zona perlopiù disabitata in un paradiso ambientale.  Proprio poco tempo fa ho letto che quasi l'intera Costa è passata in mani arabe, in specifico dell'Emiro del Qatar (che tra le altre cose già assimilate si è pure aggiudicato Valentino) ... la domanda sorge spontanea: possibile che noi italiani riusciamo sempre a farci portare via le più belle cose naturali o artistiche del nostro bel paese invece di difenderle come un patrimonio affettivo, culturale e sociale?
Comunque sia, era stata una bella vacanza, in motoscafo tutto il giorno, godendo così di cale e calette altrimenti inaviccinabili,  mare turchese, ma che dico, smeraldo, sabbia finissima e luccicante, quasi  perlata, tranquillità assoluta, ogni giorno  come essere su un'isoletta privata... quasi come nel famoso e strabiliante film di Lina Wertmuller Trav, girato a Cala Luna, che ci regala inquadrature paesaggistiche fantastiche.
Ci sono ritornata poi qualche annetto più tardi, con amiche per una breve vacanza in Gallura in giugno, attraversando prima tutta la costa orientale della Corsica (con annesso un pauroso incidente tutto self-made, con ribaltamento compreso e arresto su una miracolosa distesa di rovi  a picco su uno strapiombo ... la macchina era la mia, ma non guidavo io, anche se non mi hanno mai creduto :-) quando ancora la stagione non è iniziata e la natura sta regalando le ultime fioriture prima del grande caldo estivo. Anche questa volta tanto mare, più ventoso e freschino, più faticoso per raggiungere a piedi le spiaggette più riservate. Ho il  ricordo fotografico stampato nella memoria di un passaggio per un sentiero naturalistico dove si raccontava nei cartelli informatici che in quella zona erano state portate alla luce testimonianze dell'epoca romana, quando i Romani riuscivano a trasportare nella capitale interi blocchi di granito sardo con cui poi costruivano i colonnati dei templi e gli edifici più importanti.
Le ultime mie visite sardegnole risalgono a vent'anni fa, prima un mese di iodio e salsedine curativi per due mamme intraprendenti e otto bambini (bravi ed ubbidienti :-) al seguito, dai 4 mesi ai 7 anni, un fiammeggiante Espace dove stiparli tutti, di base in Costa Corallina, ma con qualche gita spensierata nei dintorni, fino alla lunghissima, infinita spiaggia bianca della Cinta di S. Teodoro. 
Qualche mese più tardi col marito e sempre il fiammeggiante Espace, attraversando tutta la costa occidentale della Corsica e traghettando in Sardegna da Bonifacio, ammirando le bianche scogliere a strapiombo sul canale.
E proprio in questi giorni il marito è volato a Cagliari, destinazione Carloforte, dove riuscirà ad ammirare la costa sud occidentale dell'isola, a bordo  di un affascinante veliero, e ad esplorare i sorprendenti fondali, nella speranza di portare a paiolo qualche bel pesce:-).
Mi ero ripromessa di ritornare in quest'isola in primavera, quando la natura si ricopre di infinite fioriture di ginestre e margherite, e i profumi della macchia mediterranea iniziano a farsi sentire con prepotenza ... come dice un vecchio detto, la speranza è l'ultima a morire! :-)

Ho una cara amica sarda doc, trapiantata nel veronese da anni, ma che ancora conserva intatti il fascino e la riservatezza tipici degli abitanti isolani. A lei mi sono rivolta per alcune ricettine tipiche, ma soprattutto famigliari, e la mia richiesta è stata ampiamente esaudita.
La fregua o fregola è una tipica pasta locale fatta con la semola di grano duro, prodotta per "rotolamento" della semola in un grosso catino di coccio e tostata poi in forno.  Le palline irregolari possono variare di diametro variabile fra i 2 ed i 6 millimetri.
Le vongole, o meglio le arselle, quelle  più piccole, erano il classico bottino in avanzo dei pescatori, non rendevano bene nella vendita come i pesci più nobili, per cui spesso venivano usate per questo piatto veloce e saporito, base di molte cene povere che diventavano così ricche e gustose.
Forse le mie dosi sono abbondanti, ma ne abbiamo fatto piatto unico. Aglio e peperoncino a propria discrezione.
Scusate le foto bluastre e poco luminose ma erano già sera inoltrata e mi reclamavano a tavola con insistenza:-).


fregua e cocciua   

Per 6 persone:

2 kg di vongole *
500 g di fregua sarda
(ho usato quella a grana grossa)
un vaso grande di pelati, meglio se homemade, tagliuzzati
uno/due spicchio di aglio
uno/due peperoncini
prezzemolo tritato
2 litri abbondanti di brodo vegetale
(o fatto con dado homemade)
olio extravergine di oliva
una padella larga per il sugo e conseguente spadellatura

* andrebbero usate le arselle, le vongole più piccole, ne ho trovate solo un kilo ed ho aggiunto un kilo  di vongole veraci 


 fregua e cocciua

- Far spurgare le vongole per qualche ora a bagno in abbondante acqua fredda ed un pizzico di sale grosso, cambiando  l'acqua ogni due ore. 
- Al momento della cottura batterle una per una, lasciandole cadere da un'altezza di circa 40 cm su una teglia da forno: quelle che si rompono solitamente hanno la sabbia e vanno eliminate. Farle aprire in una padella capiente, coperte e a fiamma vivace per qualche minuto. Scolare le vongole (quelle rimaste chiuse vanno eliminate) e raccogliere il sughino filtranolo bene per eliminare ogni traccia di sabbia. Ho preferito fare questo passaggio (anche se la ricetta prevede che le  vongole vengano aperte direttamente nel  sugo di pomodoro) per evitare una seppur minuscola traccia di sabbia, che rovinerebbe irrimediabilmente la pietanza.
- Nel frattempo, soffriggere leggermente l'aglio con uno/due cucchiai di prezzemolo nell'olio, aggiungere i pelati ed il peperoncino e far cuocere a fiamma vivace qualche minuto, finchè il liquido di cottura si rapprende. Aggiungere le vongole ed il loro liquido  di cottura filtrato e lasciare insaporire.
- Mentre si prepara il sugo, lasciare cuocere la fregua nel brodo vegetale, un paio di minuti  in meno del tempo indicato: per la mia ci volevano 10 minuti, l'ho lasciata nel brodo 8 minuti. Scolare la fregua con un colino e versarla nella padella, aggiungendo qualche mestolo di brodo per terminare la cottura a fiamma vivace.
- Prima di servire spolverare ancora con prezzemolo tritato. La consistenza del piatto va a gusto personale, se piace più asciutta aggiungere il brodo mano a mano che la pasta lo richiede, se piace più brodosa abbondare pure.


fregua e cocciua
 

20 agosto 2012

Black & White Wednesday - Week # 46



Last month in Elba,
calm sea and pleasant temperature,
 all is almost ready for our traditional Beach Party,
flowers decorate the blue fishy cloth,
candles wait patiently to be lit,

candles & flowers on the table

seagulls on the rocks as silent careful guardians,

 seagulls on the rocks

friends gathering around the flourishing table
with so many delicacies and food amenities,

laying the table

 
beach party  

waiting impatiently for  Grazia's ribollita, the guest star of the party.

beach party

Once again, year after year,
kids and grown-ups,
we are all happy, joyful and lucky to be together!


For lovely Susan and BWW, her weekly culinary photo event, 
she's hosting personally this week.

19 agosto 2012

Tortino di yogurt con prugne - WHB # 347


Passato bene Ferragosto? Quest'anno calorosissimo, ed ancora lo sarà per tutta la settimana prossima.
Non mi sto dedicando particolarmente alla cucina, anzi, sono sempre con le valigie in mano e spesso ospite da amici o a gustare del buon pesce in uno dei nostri luoghi preferiti.
Il caldo così insistente poi non invoglia, si ha voglia di cose fresche e veloci, colorate, fruttate, vitaminiche.
E' anche molto tempo che non preparo dolci, dopo le mie letture salutistiche sono alla ricerca di validi sostituti dello zucchero (e dovrei dire anche dei latticini) e delle opportune prove di risanamento culinario.
Questi tortini sono rimasti in archivio abbastanza, per il momento li pubblico in versione originale, promettendomi di riprovarli con le opportune modifiche.
Sono facili da preparare e negli stampi monodose anche simpatici da offrire, ma la ricetta si presta bene anche per una simil crostata, adeguando il tempo di cottura che dovrebbe richiedere qualche minuto in più.


tortino yogurt prugne



 Ingredienti:

500 g di yogurt naturale
120 g di prugne rosse *
200 g di zucchero
125 g di savoiardi tritati grossolanamente **
200 g di panna montata
4 uova
30 g di burro fuso e freddato
zucchero a velo
buccia di limone grattugiata

* anche le pesche andranno bene, specie le nettarine
** si possono anche fare in casa

- Lavare le prugne, eliminare il nocciolo e tagliarle a fettine. 
- In una ciotola amalgamare con una frusta lo yogurt con la panna montata, unire i savoiardi e lo zucchero. Unire il burro a filo e le uova, una alla volta, aggiungendo il successivo quando il precedente è stato ben amalgamato. Aromatizzare con la buccia di limone e mescolare finchè il composto è ben liscio ed omogeneo. 
- Distribuire in stampini per crostatine leggermente imburrati e decorare con le fettine di prugna.
- Infornare e cuocere a 180° per circa 30'. Lasciar raffreddare e cospargere di zucchero a velo prima di servire.
- Con questa dose vengono 10/11 tortini oppure uno grande e qualche più piccolo.


 tortino yogurt prugne



 Yogurt & Plum Tartlets


More than half Summer is over but it's still very hot (and will be for the next week too) and I'm not dedicating so much time and interest to the kitchen, plus  we often stay with friends or enjoy some good fish in one of our favorite places.
Uninviting temperatures make you feel more keen on fresh and fast, colorful, fruity, vitamin food.
Such a long time since I made desserts ... and I found this sunny recipe in my files: easy and quick to do, lovely to serve in single mold, but the recipe is also suitable for a pie-like, adjusting baking time (should take a few minutes more).
 

 tortino yogurt prugne


You need:

500 g plain yoghurt
120 g red prunes *
200 g sugar
125 g coarsely chopped savoiardi **
200 g whipped cream
4 eggs
30 g butter, melted and cooled
icing sugar
grated lemon zest

* nectarine peaches will fit as well
** homemade will be excellent :-)

- Wash plums, remove stones and cut into slices.
- In a bowl whisk yogurt with whipped cream, add biscuits and sugar. Add butter and eggs, one at a time, adding the next when the previous one has been well amalgamated. Flavor with lemon zest and stir until the mixture is very smooth and homogeneous.
- Spread in lightly buttered tartlets  molds (or use a rectangle big one) and garnish with plum slices.
- Bake at 180° for about 30'. Let cool and sprinkle with powdered sugar before serving.

 tortino yogurt prugne





This recipe is my personal entry to WHB # 347
hosted this week by Lynne from Cafe Lynnylu for English edition.
Brigida from Briggishome for Italian edition.
Thanks again to Haalo who manages greatfully all events,
to Bri for Italian edition.
Thanks again to Kalyn for her successfull idea!
Who's hosting
WHB Rules

15 agosto 2012

Julia Child's French Bread for Bread Baking Babes



 la ricetta in italiano qui




It's been a long time I have not been following Bread Baking Babes but when I read on their Facebook Group this month special baking occasion I could not keep my oven off and put my hands into kneading again for many reasons. First of all, I am a big fan of Julia and could not miss this special anniversary. Besides I am still spending some days in France, enjoying baguettes and whatelse almost every day. Last but not least I hosted BBD#52 last month with French Breads, so no doubt I will be a happy Baking Babe today :-).
Today all Babes will post together to celebrate the 100th anniversary of Julia Child's birth baking Pain Français (French Bread), which was published in  Mastering the Art of French Cooking, Volume 2 in 1970.
Susan of Wild Yeast will then collect our breads in a super round up in honor of Julia.
Here below a summary of the recipe Susan kindly gave us, but don't forget to refer to Julia's original master recipe, 20 pages from  Mastering the Art of French Cooking, Volume 2 for detailed instructions (very useful for pictures too and we all should have that book in our culinary library!), in chapter 2 dedicatind to Baking, pages can vary according to different editions, in my book from page 89 to 114, including self-criticism about limited success or how to improve the product :-).

french bread-batards


You can decide to make different shapes, the dough will be good for:
3 baguettes or batards or boules, or 6 short loaves (ficelles) or 12 rolls (petits pains)

It's a long work, will take about 8 hours but definetely worth it.

 french bread-batards

 Bon appétit!

french bread-batards


Ingredients:

one cake (0.6 ounce or 17 grams) fresh yeast or one package active dry yeast (0.25 ounce or 7 grams)
1/3 cup warm water (not over 100 degrees F)
3 1/2 cups (about one pound) all-purpose flour
2 1/4 teaspoons salt
1 1/4 cups tepid water (70 to 74 degrees F)


- Combine the yeast and warm water and let liquefy completely.
- Combine the yeast mixture with the flour, the salt, and the remaining water in a mixing bowl.
- Turn the dough onto a kneading surface and let rest for 2 - 3 minutes while you wash and dry the bowl.
- Knead the dough for 5 - 10 minutes. See the original recipe for details on Julia's kneading technique.
- Let the dough rest for 3 - 4 minutes, then knead again for a minute. The surface should be smooth and the dough will be soft and somewhat sticky.
- Return the dough to the mixing bowl and let it rise at room temperature (about 70F) until 3 1/2 times its original volume. This will probably take about 3 hours.
- Deflate [fold] the dough and return it to the bowl.
- Let the dough rise at room temperature until not quite tripled in volume, about 1 1/2 - 2 hours.
- Meanwhile, prepare the rising surface: rub flour into canvas or linen towel placed on a baking sheet.
- Divide the dough into 3, 6, or 12 pieces depending on the size loaves you wish to make.
- Fold each piece of dough in two, cover loosely, and let the pieces relax for 5 minutes.
- Shape the loaves and place them on the prepared towel. See original recipe for detailed instructions.


 making french bread-batards


- Cover the loaves loosely and let them rise at room temperature until almost triple in volume, about 1 1/2 - 2 1/2 hours.
- Meanwhile, Preheat oven to 450F. Set up your "simulated baker's oven" [p. 70] if you will use one.
- Using an "unmolding board," transfer the risen loaves onto a baking sheet or peel.
- Slash the loaves.
- Spray the loaves with water and get them into the oven (either on the baking sheet or slide them onto the stone).
- Steam with the "steam contraption" or by spraying three times at 3-minute intervals.
- Bake for a total of about 25 minutes.
- Cool for 2 - 3 hours.

french bread-batards


french bread-batards




This recipe is also my entry to this week Susan's YeastSpotting.

12 agosto 2012

Liquore Fragolino - WHB # 346


Prima di andare in vacanza all'Elba ho voluto provare questo liquore pubblicato poco prima dalla cara amica ischitana Aitina, lasciando in infusione le fragole nell'alcool e zucchero. 
Per una disobbedienza filiare le fragole sono rimaste a macerare più del previsto, ma questo non ha rovinato la buona riuscita dell'elisir fragoloso, anzi, ne ha accentuato la nota profumata e colorata.
Ora deve riposare ancora un bel po', ma sarà poi un ricordo profumato per un prossimo Natale rosso fragola!


fragolino


Ingedienti:

700 g di fragole
700 g di zucchero
700 g di alcool per liquori
300 g di acqua minerale naturale


fragolino

Sciacquare delicatamente le fragole sotto l'acqua corrente, asciugarle, privarle del picciolo e sistemarle in un vaso di vetro (a chiusura ermetica) con lo zucchero, l’alcool e l’acqua.
Lasciare in infusione per un mese, avendo l'accortezza di scuotere con delicatezza il vaso una volta al giorno. 
Filtrare poi il liquido, prima con un colino per togliere le fragole, poi con gli appositi filtri in carta (quelli del caffè all’americana) o in garza.
Imbottigliare aggiungendo qualche fragolina recuperata o, meglio ancora, unendo qualche fragolina di osco fresca.
Aspettare 6 mesi prima di degustare.



Strawberry Elixir


Just  few days before going on holiday to Elba I  left in infusion some strawberries in alcohol with sugar, as I read on Aitina's recipe.
They have been left to soak longer than expected, but luckily with no  schocking consequences, indeed some more infusion time has emphasized fragrance and color.
Now th liquer needs to rest some more months, it will be ready to celebrate a scented strawberry red Christmas! :-)

 fragolino

You need:

700 g strawberries
700 g sugar
700 g alcohol for liquors
300 g still mineral water


 fragolino

Gently rinse the strawberries under cold running water, dry them, take off the stem and place in an airtight glass jar with sugar, alcohol and water.
Leave to infuse for a month, making sure to gently shake the jar once a day.
Then filter the liquid, first with a strainer to remove strawberries, then with coffee paper filters or gauze ones.
Pour into bottles adding a few strawberries or, better some fresh wild strawberries.
Wait 6 months before tasting.





This recipe is my personal entry to WHB # 346
hosted this week by Susan from The Well-Seasoned Cook for English edition.
 Kris from Tutto a occhio for Italian edition.
Thanks again to Haalo who manages greatfully all events,
to Bri for Italian edition.
Thanks again to Kalyn for her successfull idea!
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