IN TAVOLA - ON THE TABLE

31 dicembre 2008

Happy New Year!





Un caro augurio per tutti,
perchè il nuovo anno possa essere stracolmo
di grande entusiasmo, vitalità, grinta, ottimismo,
serenità e amore in tutte le case, in tutte le famiglie.

Baci novelli!

WHB Recaps 2008

WHB # 163 - Holiday Herb Blogging - Liquore Centerbe - Multiherb Elixir

WHB # 162 - Torta di orzo antico - Barley Cake

WHB # 161 - Grappa all'arancia - Orange Grape

WHB # 160 - Polenta di grano saraceno ai formaggi - Buckwheat Cheese Polenta

WHB # 159 - Detersivo ecologico per lavastoviglie - Biological Dishwashing Liquid

WHB # 158 - Marmellata di pomodori verdi . Green Tomatoes Preserve

WHB # 157 - Cestino di croccante con gelato al rosmarino e castagnaccino - Rosemary Ice-cream served in Almond Brittle Basket with Chestnut Pudding

WHB's 3rd Anniversary - Budino di zucca - Pumpkin Crème Caramel

WHB # 155 - Torta al cioccolato con con mele e semi di papavero - Chocolate Poppy Seeds Cake with Apples

WHB # 154 - Liquore di erba Luigia - Lemon Verbena Elixir

WHB # 153
- Grappa alle olive - Olive Grape

30 dicembre 2008

Panfrutto - BBD # 15

Un dolce tipico natalizio, che riunisce profumi e sapori fruttati.
Di facile esecuzione, si mantiene anche 3 settimane (avvolto bene nella stagnola), insaporendosi ogni giorno di più.
Ricetta delle mitiche sorelle Simili, che hanno saputo arricchirla ulteriormente con l'aggiunta delle amarene.


INGREDIENTI:

150g. di burro morbido
150g. di zucchero di canna
300g. di farina
300g. di uva sultanina ammollata e asciugata bene
100g. di amarene
70g. di mandorle leggermente tostate e tritate*
100g. di arancia e cedro candito
mezza bustina di lievito
3 uova
mezzo cucchiaio di melassa di canna, in alternativa miele
80g. di rum
2 stampi rettangolari di alluminio monouso di circa 22x8.5cm.

* meglio tritarle a coltello, oppure nel robot ma sempre con un cucchiaino di zucchero per assorbire l'olio che emanano che le renderebbe amarognole


Ammorbidire i canditi con il rum per circa 30 minuti.
Battere bene il burro e lo zucchero fino ad averli ben montati, poi unire le uova uno alla volta, sempre battendo.
Dopo aver ben incorporato le uova, unire la farina setacciata con il lievito chimico, poi unire l’uva sultanina, le amarene, le mandorle e i canditi (a chi non piace sentire i pezzettini di canditi tritarli bene, si scioglieranno in cottura) con il loro rum e per ultimo la melassa.
Amalgamare bene e dividere l’impasto nei due stampi rettangolari imburrati e infarinati (o spruzzati con l’apposito spray antiaderente) e infornare a 170°/180° per circa 50 minuti.

Con questa ricetta partecipo anche alla raccolta di Val "Un Soave Natale":




PANFRUTTO

This month BBD is hosted by Annarasa.
December is a very special month, full of celebrations, festivals and holidays all around the world and she invites us to bake something special for this occasion.
It's also a great time for my family and I, we celebrate much more events before Christmas: we start on 13th with S. Lucia for children, we still celebrate on 18th my Birthday, and on 22nd my Wedding Anniversary...lots of fun and joy all the month through!
I am very busy all the time, baking and cooking for friends and relatives who come along for seasonal greetings.
This fruit flavoured cake is very common at Christmas time. It is one of my favourites because it can be cooked in advance, so whenever you have unexpected guests knocking at your door, you are sure you can offer them something special and festive straight away!...at your choice with a cup of tea, a light cocktail or a fine digestive.

You need:

150g soft butter
150 demerara sugar
300g plain flour
300g raisins, soaked and dried
100g egriot cherries
100g candied orange and citron
70g finely chopped peeled almonds, lightly toasted
8g baking powder
3 eggs
half tablespoon of cane molasses or honey
80g rum
2 rectangle tins, 22x8,5cm each, like plum-cakes moulds


Soften candied fruits in rum for 30 minutes. Whip butter and sugar, then add eggs, one at a time,mixing well. Add sieved flour and bakin powder, then raisins, cherries, almonds and candied fruits* and rum, and last molasses. Mix well, divide the pastry into moulds (slightly buttered and floured) and bake at 170/180° for 50 minutes.
When completely cold, they can be storaged for 20 days wrapped in tin foil.

* if you don't like to feel pieces of candid fruits you can mix them in a blender, they will melt while cooking leaving a wonderful flavouring.

Round up BBD # 15 part 1
Round up BBD # 15 part 2

Insalata di mango con gamberi

Avevo fatto un corso di cucina con Paola delle Tamerici che proponeva un "Menu per le feste" da cui prendere spunti e idee nuove per il nostro Natale. Questa colorata e invitantissima insalata mi aveva colpito particolarmente, e all'assaggio si era rivelata un connubio di profumi, sapori e strutture incredibili. L'ho riproposta al mio Birthday Party con gran successo, è stata apprezzata all'unanimità e le hanno dedicato notevoli bis! Ha fatto poi bella mostra di sè anche sulla nostra tavola di Natale, donando una nota frizzante ed allegra ad un pranzo di linea tradizionale. Sulla scia di questo grande entusiasmo... potrebbe anche succedere che si riesca a trovarle una giusta collocazione per la cena di fine anno...io a certi piatti mi ci affeziono proprio!
Grazie ancora, Paola...alle Tamerici ci fai stare proprio bene!


Ingredienti:

100g di zucchero
100g di sedano bianco
100g di carote
100g di zucchine
200g di peperoni gialli e rossi
3 fette di sedano rapa
100g di verza
1 mango o papaia
olio, limone,sale, pepe
10 gamberi
olio, sale, pepe, cognac
valeriana o insalatina novella

Tagliare tutte le verdure a julienne (mantenendole in una bacinella con acqua frizzante perchè non anneriscano e si mantengano croccanti se per motivi organizzativi si preparano in anticipo).
Scottarle un paio di minuti al massimo in acqua bollente leggermente salata, scolarle bene.
In una padella scaldare un po' di olio con lo zucchero, quando questo sarà quasi caramellato aggiungere le verdure e caramellarle qualche minuto. Lasciare poi intiepidire.
Pulire bene i gamberi e svenarli sul dorso tirando via bene il filetto nero, saltarli in padella ben calda con un filo di olio, sfumare con cognac facendoli fiammare, cuocere per pochi minuti e lasciare intiepidire.
In un piatto disporre l'insalata, condirla con un'emulsione di olio, limone, sale e pepe, disporre i gamberi, sopra le verdure in agrodolce e guarnire col mango tagliato a fettine.

Questa ricetta partecipa alla raccolta di Anto:


29 dicembre 2008

Sciare...sul lago di Garda!

...ebbene sì... si può fare!




I'm dreaming of a white Christmas....cantava il mitico Frank Sinatra...e quest'anno si può proprio dire che Natale si è tinto di bianco!

La neve è scesa copiosa nel mese di dicembre, innevando prepotentemente valli e località montane, anche a bassa quota. Domani partiremo anche noi per la montagna, dopo tanti anni di lontananza ritroveremo amici e piste innevate a noi care...e sembrerà di tornare indietro nel tempo, quando ancora avevo tutti i bocia piccoli e le feste natalizie erano sacrosantemente dedicate alla neve e allo sci!
Ma nel frattempo i ragazzi hanno ripreso confidenza....praticamente dietro casa... approfittando di giornate splendide (a parte la breve nevicata di ieri), impianti perfettamente funzionanti e neve al suo massimo splendore!

L'altro giorno sono andata su anch'io, senza sci (...anche se moglie di un maestro...madre di atleta agonista...devo ancora "implorare" per un'attrezzatura su misura...), faceva anche troppo freddo per i miei gusti (- 9 la mattina!) e sono rimasta ancora una volta a bocca aperta di fronte al panorama mozzafiato che da qui si può ammirare! Nonostante sia anni che frequentiamo questo monte, ogni volta la particolarità di avere i piedi nella neve e gli occhi a picco sul lago lascia posto a stupore e ammirazione, pare quasi di essere sospesi tra cielo e terra!

Si lascia la macchina a Malcesine, nel parcheggio della nuova funivia, oppure si prosegue fino alla contrada di San Michele, evitando così la salita del primo troncone di funivia, lunga 1512m. con un dislivello di 463m.
Il secondo troncone porta in vetta in cima al Baldo , compiendo un tragitto di 2813m. con ben 1187m. di dislivello. La particolarità di questa seconda salita della funivia è la cabina rotante, unica al mondo, che offre ai passeggeri una visione del panorama a 360°, quasi un cinemascope!
Una volta in cima il panorama mozzafiato è da cogliere appieno: a piene mani, polmoni e occhi!
Nonostante il freddo e l'aria gelida che tirava non ho esitato a fare qualche foto, mentre i ragazzi, sprezzanti della temperatura (beata gioventù) già erano a "menare gli sci" alla Pozza.
Le piste del Monte Baldo offrono divertimento e allenamento per sciatori di vari livelli, prossimamente sarà riaperto il collegamento con la seggiovia di Prà Alpesina (versante trentino), che ha subito rallentamenti forzati nei lavori di ristrutturazione (diventerà una 4 posti ad agganciamento automatico) a causa del maltempo. Da qui sarà in servizio il collegamento di bus gratuito per le adiacenti località sciistiche della Polsa e San Valentino: insomma, ce n'è da divertirsi!


Abbiamo pranzato su al rifugio, la Baita dei Forti, che offre una cucina casalinga con piatti tipici montani, paste e dolci fatti in casa. Questa locanda offre anche camere confortevoli con finestre a picco sul lago, che sembra quasi di cascarci dentro: ci è mancato poco che l'altro giorno io e Martino ci fermassimo su, è un po' che ci diciamo di farlo e mi sa che presto organizzeremo!
Dopo pranzo, un'altra sciatina per i ragazzi, una cioccolata calda per ritemprarsi e poi giù verso casa, con un sole dorato che si specchiava nel lago e sembrava volesse illuminarci la via del ritorno!


23 dicembre 2008

Antivigilia quasi da fiaba...








Un magico buongiorno a tutti!
Questo è il lago stamattina, avvolto in una coltre di nebbia fiabesca, e alle sue spalle un cielo sereno tinto di rosa che albeggia nel freddo pungente della notte che se ne va...come non poter affrontare serenamente la giornata?
Oggi ultime recite a scuola, ultimi giri "forzati" in città (ultima spesuccia alla Metro e poi....ggggggrrrrrr...mi si è rotto il folletto n. 1, vabbè, prendiamola con filosofia, brinderò in assistenza con Giorgio & co. e la torta al cioccolato che ho in forno quasi pronta...menomale ho di riserva il folletto n. 2...!), ultimi preparativi per il pranzo del 25 (devo stirare le tovaglie, raccogliere ancora qualche ramo per addobbare la tavola, scongelare l'oca regalatami per l'occasione, preparare il panettone farcito, fare gli alberelli di frolla per tutti i nipoti e il detersivo per le cognate)...insomma....siamo quasi arrivati a Natale!!!...e ho promesso che farò anche la mia bella letterina...quante cose ancora!...ma ce la faremo, come sempre, con tanta gioia, voglia di fare, entusiasmo, serenità, pazzia e magia...come questi panorami che ho la fortuna di godere e apprezzare ogni giorno di più!
Una bellissima, faticosissima, pienissima, intensissima giornata a tutti voi!
Facciamoci travolgere appassionatamente dagli eventi!

22 dicembre 2008

Ieri pomeriggio a teatro...



PECCATO CHE SIA UNA SGUALDRINA

di John Ford
con Gaia Aprea, Max Malatesta, Alvia Reale,
Stefano Scandaletti, Enzo Turrin e Anita Bartolucci
regia di Luca De Fusco


Una grande storia d'amore con finale tragico. Tutto abbastanza convenzionale, quindi. Salvo che i due che si innamorano sono fratello e sorella: ciò che ha reso celebre questo dramma di Ford, insieme con il titolo, certamente non convenzionale. Dramma passionale d'amore, di vendetta e di morte: quindi, come di consueto, ambientazione in Italia (a Parma) perché l'Italia era, per gli elisabettiani, insieme con la Spagna, lo scenario ideale per le storie di vendetta. E anche in questa rappresentazione non si sfugge al ricorrente leitmotiv per cui "nessun uomo può sottrarsi all'inesorabilità del Fato".
Questo ramma fu rappresentato per la prima volta in teatro nel 1632. Contestato dalla critica inglese dell'800, come del resto gran parte del teatro elisabettiano, fu invece osannato dai critici francesi, tant'è che proprio a Parigi Luchino Visconti permise a Romy Schneider (nel 1961 a fianco di Alain Delon) di esprimere appieno il suo temperamento drammatico. in Italia, l'edizione teatrale più nota è forse quella di Guicciardini nel 1974.
Con quest'allestimento Luca de Fsco torna a un tema che gli è particolarmente caro, quello delle "storie di formazione, in cui al centro della vicenda c'è sempre quella fase essenziale della vita dei giovani che coincide con il passaggio dall'adolescenza alla maturità. E fra tutte, qiusta è la più nera, inquitante ed erotica. Si tratta, infatti, di una vicenda in cui i protagonisti diventano adulti nel corso della storia, ma la loro crescita finisce pr coincidere con la loro morte".
E conclude De Fosco: "Punto a realizzare uno spettacolo di grande intensità emotiva che contrapponga l'ipocrita moralismo delgli adulti alla terribile, travolgente, ma autentica passione dei due protagonisti".


Artefice dello spettacolo è l’abituale organico dello Stabile del Veneto con i suoi giovani (Gaia Aprea, Max Malatesta, Stefano Scandaletti) che hanno riscosso in questi anni grande consenso di pubblico e critica oltre che premi e riconoscimenti.

Scenografia inquitante ma d'effetto, costumi bellissimi, attori bravi e scelti perfetti per il loro ruolo, due ore circa di spettacolo senza intervallo che non annoiano mai, alcuni interpreti anche ironicamente comici...e la morale finale affidata alle parole di un alto prelato...che dire...peccato che sia una sgualdrina!

20 dicembre 2008

Liquore Centerbe - WHB 163

Questo è uno dei miei preferiti, perchè racchiude in sè tutti gli aromi e i sapori che la natura sa regalarci. E' da fare in estate, quando si trovano tutte le foglie a portata di mano...o cesoia, anche perchè necessita di un lungo periodo di maturazione, arriva infatti pronto giusto per Natale o poco prima. Può diventare l'occasione giusta per una bella scampagnata fuori porta o una dolce camminata fra i campi, in cerca di piante e alberi da piluccare!
Ottimo dopo cena, servito coi biscottini preferiti: stelline di frolla e cantuccini.



Dal libro "La natura sottovetro" ed. Contempora:

3 foglie di basilico
3 foglie di menta
3 foglie di pesco
3 foglie di erba Luigia
3 foglie di limone
3 foglie di alloro
3 foglie di prugno
3 foglie di albicocco
3 foglie di ciliegio
3 fiori di camomilla
1 foglia di nespolo
1 pezzetto di radice di liquerizia
400g di alcol 90°
400g di acqua
400g di zucchero

Mettere foglie, fiori e liquerizia in un vaso capiente a chiusura ermetica, versare l'alcol e lasciare macerare al buio per 40 giorni mescolando ogni tanto.
Preparare poi lo sciroppo con acqua e zucchero sciogliendolo delicatamente sul fuoco.
Nel bimby: acqua e zucchero nel boccale 10 min. 90° vel.2.
Lasciarlo raffreddare e unirlo alle erbe.
Il giorno dopo filtrare, anche più volte se necessario (perfetti sono i filtri in carta da caffè americano), imbottigliare e far riposare (meglio al fresco e al buio) 3 mesi prima di consumarlo.




Questa ricetta partecipa al WHB # 163 Speial Edition - Holiday Herb Blogging
ospitato da Haalo di Cook (almost) Anything
This recipe participates to WHB # 163 Special Edition - Holiday Herb Blogging
hosted by Haalo of Cook (almost) Anything
Thanks again, Haalo, for being such a great manager of WHB,
from Kalyn's super idea!


I love very much this liquer, it reminds me all flavours and perfumes of bright sunny days.
It's not really a typical Christmas holidays recipe to cook straight away,it's rather something to manage to prepare in summertime because it needs a long rest, but it will be ready just for Christmas, and could be also a nice idea for lovely homemade gifts!
It will be delightful to appreciate it as a digestive after long and pantagruelic family gatherings , or late in the afternoon in long and relaxing days with books to read, unfalling romantic movies on tv, friends to play cards with, nibbling my favourite Christmas biscuits: puff pastry little stars and cantuccini.
So...keep ready next summer, when nature is so generous and gorgeus with all flowers blooming and all herbs at their best: what better than going for a walk in the countryside to pick up all you need for this liquer?


Multiherb Elixir

3 leaves of basil
3 leaves of mint
3 leaves of peach tree
3 leaves of lemon verbena
3 leaves of lemon tree
3 leaves of laurel
3 leaves of plum tree
3 leaves of apricot tree
3 leaves of cherry tree
3 flowers of camomile
1 leaf of medlar tree
1 piece of liquorice root
400g alcohol 90°
400g water
400g sugar

Put all leaves, flowers and liquorice in a big glass jar, add alcohol, close tight and leave to rest in a dark place for 40 days, stirring somewhile.
Melt gently sugar in water on low fire, let it cool and then add it to herbs.
After a day, filter carefully, even twice or more if necessary (paper coffee perculators ar perfect!), pour it in bottles and leave again to rest, surely better in a cool and dark place, for 3 months.

Round up WHB #163 - Holiday Herb Blogging

19 dicembre 2008

Menu for Hope V


We love Menu for Hope!

Ho scoperto da poco questa bellissima e internazionalissima iniziativa che raggruppa foodblogger di ogni dove nel mondo e sono molto contenta di poter dare il mio piccolo contributo divulgandone la notizia.
L'evento in questione si chiama Menu for hope, ed è una lotteria a scopo benefico ideata da Pim.
Pensate, è arrivata già alla sua quinta edizione, e ogni anno raggiunge traguardi ineguagliabili, l'anno scorso sono stati sfiorati i $ 100,000 (centomila dollari!).
In pratica ogni foodblogger partecipante mette un premio in palio che andrà a far parte della grande lista di Pim.
Tutti i premi saranno estratti come in una lotteria, e il ricavato dei biglietti venduti verrà destinato a scopo benefico. A Pim è nata questa idea dopo lo sconvolgimento dello Tsunami che devastò gran parte del sud est asiatico nel 2004 proprio il giorno di S. Stefano.

Ma veniamo a ragguagli più tecnici:

- tutto il ricavato della lotteria sarà devoluto a United Nations World Food Program e quest'anno in particolare alle scuole in Lesotho e ai programmi di sviluppo per quell'area
- la campagna acquisti dei biglietti va dal 15 al 24 dicembre
- il sito dove comprare i biglietti è first giving menu for hope
- ogni biglietto della lotteria costa $10 (dieci dollari)
- più biglietti si comprano...più possibilità si hanno di vincere il regalo scelto
- ogni premio ha un codice a fianco, per ogni biglietto che si compra si deve sempre indicare a che premio vogliamo sia abbinato, per es.: se volessi vincere il premio di Sandra dovrei indicare EU04, se ci abbino un biglietto solo sarà 1xEU04, se invece compro 3 biglietti e li abbino tutti allo stesso premio sarà 3xEU04, se li abbino a premi diversi indicherò quanti biglietti per il codice di ogni premio...spero sia chiaro...
- non dimenticare di scrivere il proprio indirizzo e-mail (che non verrà resonoto a terzi) per essere avvisati tempestivamente in caso di vincita
- qui la lista dei premi in Europa
- FAQ

Per meglio organizzare la lotteria, ci sono capi foodbloggers che dirigono la propria zona.

Per l'Europa la foodblogger ospitante è Sara di Mrs Adventures in Italy , per ulteriori info le si può scrivere al seguente indirizzo: sara.rosso (at) gmail (dot) com

Appello per i foodbloggers europei: Sara è alla ricerca continua di nuovi premi, per chi ne avesse l'opportunità contattarla immediatamente alla sua mail!

Buona fortuna a tutti e ...acchiappiamola questa fortuna comprando tanti tanti biglietti!

Su Facebook trovate anche menu for hope V group!

in English

Elenco vincitori lotteria

Si legge anche su Comidademama e Un tocco di Zenzero.

18 dicembre 2008

Tanti auguri a...


Cara Fiordisale,
spero che quest'alberino possa rallegrare il tuo compleanno,
farti sorridere e dimenticare momenti poco propizi,
accompagnarti nelle gornate festose che verranno,
coccolarti virtualmente ad ogni click di tastiera.

Happy Birthday!


La dolce Simo mi ha dedicato questa poesia:

Un amico lontano
è a volte più vicino
di qualcuno a portata di mano.
E' vero o no
che la montagna ispira più reverenza
e appare più chiara al viandante della valle
che non all'abitante delle sue pendici ?
~ Kahlil Gibran

E questo è il tramonto sul lago di questa sera,
un piccolo grande regalo che non ha prezzo!



17 dicembre 2008

Le streghe

Ma perchè questi favolosi crackers si chiamano così?
Una volta la strega, detta "streia" in dialetto, si faceva solo a Bologna e nelle campagne adiacenti.
I fornai iniziavano a lavorare presto la sera, perchè dovevano preparare i lieviti, accendere i forni e formare gli impasti. A notte inoltrata, per sapere se il forno avesse raggiunto la giusta temperatura, tiravano una sottile sfoglia da un pezzo di impasto, la ricoprivano di olio e sale e la mettevano a cuocere. Dalle sue reazioni si capiva se il forno fosse pronto o meno. Dal momento che spesso e volentieri questa sottile sfoglia bruciava, fu chiamata appunto Strega. Questa era anche l'occasione buona per fare un piccolo spuntino dopo tanto lavoro.
Le mitiche sorelle le hanno modificate leggermente per rendere un impasto e una lavorazione facile anche coi forni di casa. Questo prodotto ha dato loro molta notorietà a Bologna, quando ancora avevano i forni che lavoravano a pieno ritmo, tanto che erano state soprannominate per un certo periodo "quelle streghe delle Simili"!
Poi la ricetta ha preso piede ed è stata adottata anche da altri fornai, espandendo così la sua conoscenza.
Ora può tornare a fare bella mostra di sè anche sulle nostre tavole!



Ingredienti:

500g di farina
50g di strutto
250g di acqua circa
25g di lievito di birra
12g di sale
olio di semi per la teglia
olio extravergine di oliva e sale fino per finitura

Fare la fontana con la farina, sciogliere al centro il lievito con quasi tutta l'acqua, aggiungere lo strutto, prendere un pochino di farina e iniziare a impastare, aggiungere il sale e finire l'impasto, aggiungendo anche la restante acqua se necessario: deve risultare un impasto non eccessivamente morbido. Lavorarlo e batterlo per 8 minuti, poi coprirlo a campana e lasciarlo riposare un'oretta scarsa.
Ungere le teglie con pochissimo olio di semi.
Prendere un pezzetto di pasta, cospargerla con un po' di farina, tirarla col matterello, poi piegarla in due e tirarla sottile. Volendo ci si pò aiutare con una sfogliatrice a mano o elettrica, nel Ken ci si ferma al 4 o 5.
Stendere la sfoglia sulla teglia, cospargerla di olio di oliva, tagliarla a losanghe con la rotella e cospargerla di sale.
Cuocere in forno a 200/210° per 8/10 minuti, a metà cottura girare le teglie (sopra/sotto e davanti/dietro).

"Crispy Witches"

Funny name for these crispy homemade crackers: "witches".
Long time ago bakers started working very early in the evening: they had to prepare yeasts, doughs and fire. Late in the night they checked oven temperature putting a piece of dough (finely rolled out, oiled and salted) inside. The way it cooked showed them if oven was ready to bake. But often this thin layer of bread burned quite immediately, just like witches in ancient times. And they've been keeping that name till now!

You need:

500g plain flour
50g soft lard
230/250g water
25g yeast
12g salt
seed oil for baking trays
extravirgin oil and salt for topping

Melt yeast in water, add it to flour with lard and start kneading. Add salt, knead and beat for 8 minutes, you should have an elastic dough but not very soft. Cover it and let rest for about an hour.Take a little bit of dough, spread some flour on it, roll it out, double it, roll out again very thin: you can use a pasta making machine to help you, in my Kenwood I stop at number 4 or 5.
Put the pastry on oiled baking tray, spread some olive oil on it, cut in rhombus, add some salt on top.
Bake at 200/210° for 8/10 minutes.

This recipe participates to Susan's weekly YeastSpotting.

Round up 12.19.2008

14 dicembre 2008

Torta di orzo antico - WHB # 162

E' sempre un piacere andare al Molino Bertolini di Caprino, ogni volta è una nuova scoperta e un nuovo imparare.
Anna e Mauro, sempre disponibilissimi e cortesi, amano raccontare delle loro farine e dei loro prodotti, dove li vanno a prendere anche personalmente, quando è meglio utilizzarli e per quali preparazioni. Io mi diverto a fare da cavia, sia per me che per loro, cucino e poi porto gli assaggi per un giudizio critico...oppure facciamo scambi equi e solidali: farine particolari per pani sempre nuovi che belli fumanti gli arrivano poi sul bancone avvolti in un canovaccio per non perderne la fragranza...sali naturali e puri (l'altro giorno Anna me ne ha dato uno nuovo nuovo, bellissimo!, ma ne parlerò più avanti) per una cucina sempre più attenta, semi, legumi, polverine magiche...come questo caffè d'orzo, che Mauro è andato a prendere direttamente nelle colline parmensi, coltivato ancora con grande cura e maestria dall'Azienda Agricola di Claudio Grossi.
Unito alla farina dello stesso cereale, macinata a pietra al momento, diventa una squisita torta rustica d'altri tempi, ne esalta il profumo e l'aroma. Essendo un cereale privo di glutine, è perfetta per i soggetti celiaci.
Abbinata a una crema pasticcera, naturale o aromatizzata al caffè, diventa un dessert raffinato.


Ingredienti:
7 uova
200g di burro
300g di zucchero
300g di farina di orzo
3 cucchiai di orzo finissimo tostato
1 bustina di lievito

Montare il burro con lo zucchero, aggiungere poi i tuorli uno alla volta fino ad ottenere una bella crema.
Aggiungere la farina e l'orzo tostato, amalgamare bene e alla fine unire gli albumi montati a neve fermissima e il lievito. Cuocere in forno caldo a 200°per 40/45 minuti.
Spolverizzare di zucchero a velo quando fredda.


Per il giorno di S. Lucia le ho fatte a forma di stella negli stampi di carta piccoli, quelli da 100/130g di impasto l'uno.
Mi sono venute fuori 7 stelle che ho regalato ad amici semplicemente impacchettate in un sacchettino trasparente e nastrino oro.

Ho seguito la ricetta accorciando il tempo di cottura di 10/15 minuti.


L'Orzo Antico dell'Az. Agricola Grossi è una cultivar di antica varietà a seme nudo grande, progenitore, discendente dall'orzo selvatico (Hordeum Spontaneum), precoce distico, originario dell'Asia Occidentale e Mesopotamia. Era coltivato anticamente dai Romani come cibo speciale per i gladiatori (venivano chiamati Hordeari), cioè mangiatori di orzo (e secondo me, l'inquadratura nel film "Il Gladiatore" di Massimo Decimo Meridio che cammina in un campo di spighe toccandoloe con le mani potrebbe proprio riferirsi a un campo di orzo!).
Selezionato nel 1923 dal Prof. Strampelli per uso surrogato al caffè, è riconosciuto per le sue proprietà benefiche che lo rendono unico da genotipi di orzi nudi a bassa resa di produzione ma ad alto valore organolettico e nutrizionale, con sapori e aromi intensi sulle molteplici ricette antiche in cui viene largamente usato: pane, pasta, biscotti, torte, gelati, cioccolata e specialmente per il Caffè d'orzo, bevanda macrobiotica.
Dalle analisi testate in laboratorio E' un cereale in totale assenza di glutine, quindi utile alla salute umana apportandone benefici, grazie anche alla particolarità dei suoi componenti attivi: le cariossidi di orzo antico contengono un'elevata quantità di proteine, il 15,1% contro un valore medio del 9%*.
Contiene anche un elevato contenuto di minerali: potassio, magnesio, fosforo e ferro (53ppm pari a 5 volte il contenuto medio), è quindi altamente nutriente e digeribile, cosa che lo rende prezioso nell'alimentazione di persone deboli, convalescenti, anziani e bambini. Il decotto di orzo è conosciuto come la tisana di Ippocrate. E' un ottimo regolatore intestinale, emolliente nei casi di infiammazioni intestinali.
A questo proposito posso aggiungere che ai miei piccoi, allattati artificialmente e quini tendenti ad essere stitici, usavo aggiungere i fiocchi di orzo al latte del biberon per aiutare a mantenere più "fresco" e libero l'intestino.
E' coltivato sulle colline parmensi nella valle del Piantone, terre salmastre ricche di calcio e micro elementi naturali perchè emerse anticamente dal mare, dove il chicco di orzo antico trova tutte le sue proprietà che lo rendono speciale.

* non è indicato, però, per le persone che soffrono di celiachia conclamata (vedi commenti)

Orzi Antichi - Az. Agr. Grossi Claudio
Lesignano Dè Bagni (Parma)
S. Maria del Piano - Via Piantone, 6
cell. 338 9224734

Orzo da Wikipedia
Buone e sane ricette con orzo sul libro "Cucinare con i cereali" di Laura Rangoni.



Questa ricetta partecipa al WHB # 162 ospitato da Chriesi di Almond Corner

This recipe participates to WHB # 162 hosted Chriesi of Almond Corner

Thanks again to Haalo from Cook (almost) Anything at Least Once,
she is now the great manager for WHB,
from Kalyn's great idea!


Barley Cake


7 eggs
200g butter
300g sugar
300g barley flour
3 tablespoon "barley coffee powder" (finely roasted barley grains)
2 teaspoons baking powder


Whip butter and sugar together, then add yolks one at a a time to have a soft cream.
Add flour and "coffee" powder, mix together, add carefully whipped whites of eggs and baking powder. Bake in oven at 200° for 40/45 minutes.
Fantastic with a vanilla cream aside.
Spread icing sugar on top when cake is cold.



Nice present idea, cooking the cake in tiny star shaped paper tin (mine are for 100/130g of pastry each).
I baked 7 stars, with the same recipe, adjusting cooking time to 25/30 minutes.


Domestic barley descends from wild barley, called Hordeum Spontaneum.

It comes from Occidental Asia and Mesopotamia.
Ancient Romans cultivated it as "special food" for Gladiators, in fact they were called "Hordeari" that means barley eaters (and I bet that in the movie "The Gladiator" when Maximo dies and walks in a cereal field touching spikes with his hands that is barley!). This because barley has a very high protein percentage, more than 15% (normal value is 9%).
It is not a gluten free cereal therefore not permitted to people with coeliac desease or gluten allergies (see comments below).
It contains a high percentage of minerals: potassium, magnesium, phosphorum and iron, it is highly nourishing and digestible, ideal for children, convalescent and elder people.Round up WHB # 162

13 dicembre 2008

Una casetta illuminata per S. Lucia!


E' arrivata Santa Lucia!!!

Come ogni anno, puntualmente, senza ritardi o amare sorprese, La Santa è arrivata silenziosa nella notte, portandodolci e doni per tutti!
Ieri sera le abbiamo preparato nel suo piatto come sempre un pochino di latte e qualche pezzo di pane per l'asinello, un mandarino per lei...e abbiamo lasciato sul tavolo in veranda, come lucina accesa nel buio della notte per non scordarsi di passare di qui, questa casetta illuminata, che avevamo fatto per l'occasione nei giorni scorsi.
Sarà perfetta, con qualche ramodi pino e qualche bacca rossa (la mia pyracanta in giardino mi sta regalando una "baccatura" eccezionale!) come delizioso centrotavola o angolo luce su una credenza.
Serve della semplice pasta sfoglia, meglio comprata per non sciupare quella buona fatta in casa, e dello zucchero a velo (facoltativo).


Stendere la pasta sfoglia e ricavare 4 quadrati di 12cm. di lato, saranno le pareti della casetta.
Praticare 4 piccoli fori in prossimità degli angoli (ci passeranno poi i nastrini) e al centro di ogni quadrato ritagliare una sagoma a tema natalizio usando i tagliabiscotti.
Ricavare altri 2 rettangoli di 14x10cm, saranno il tetto e praticare i 4 fori ai lati di ciascuna tegola.
Cuocere le sfoglie a 200° per circa 10/15 minuti finchè dorano e farle poi raffreddare.
Legare le pareti ttra loro coi nastrini e per ultimo aggiungere anche il tetto, prima legando le due tegole tra loro e poi unendolo alla casetta, il tutto con delicatezza per non rompere la sfoglia.
Mettere la casetta su un vassoio (meglio metallico) o un piatto, inserire una candelina al centro, addobbare con rami di pino e bacche rosse.
Se piace, si può aggiungere una spolverata di zucchero a velo sul tetto per simulare l'effetto neve.
Volendo una casetta più sostanziosa, si può usare la pasta frolla, bianca o al cioccolato, oppure della pasta brisé.
Volendo essere ancora più artistici, si può decorare la casetta di biscotto con glassa bianca.


Questa ricetta partecipa alla raccolta di Jelly "Un regalo dalla cucina"



Da Turismo Verona:

S. Lucia è una delle tradizioni veronesi più antiche, sentite e partecipate.
Si dice che le spoglie della santa siracusana, protettrice degli occhi, siano passate da Verona nel loro viaggio verso la Germania intorno al X sec. Ciò spiega anche perchè il culto della santa sia molto diffuso nel nord Europa. Secondo un’altra ipotesi, il culto di Santa Lucia deriverebbe dal periodo di dominio della Serenissima su Verona. Venezia infatti, già nel 1204, fa trasportare le spoglie della santa nella città lagunare.
A Verona però, il culto assume caratteristiche peculiari e si colora di folklore e tradizioni locali.
Dal secolo scorso si è sviluppata, per l’occasione la tradizionale grande fiera, che ancora oggi si tiene nei tre giorni precedenti il 13 dicembre, in una Piazza Brà riempita dai “bancheti de Santa Lussia”, ricchi di giocattoli, articolo da regalo, abbigliamento e dolci di ogni tipo.
A coronamento della festa la grandissima archiscultura di Renato Olivieri: una stella di Natale illuminata che parte dall’invaso dell’Arena e si tuffa luminosa, in piazza Bra’ ed invita a visitare l’ormai tradizionale appuntamento con la Rassegna Internazionale di Presepi nell’arte e nella tradizione, ogni anno sempre nuova, quest'anno nel loro XXV° anno di rappresentazione.


La leggenda racconta…
Secondo la leggenda veronese, intorno al XIII sec., in città, in particolare tra i bimbi, era scoppiata una terribile ed incurabile epidemia di “male agli occhi”.
La popolazione decise allora di chiedere la grazia a S. Lucia, con un pellegrinaggio a piedi scalzi e senza mantello, fino alla chiesa di S. Agnese, dedicata anche alla martire siracusana, posta dove oggi c’è la sede del Comune: Palazzo Barbieri. Il freddo spaventava i bambini che non avevano nessuna intenzione di partecipare al pellegrinaggio.
Allora i genitori promisero loro che, se avessero ubbidito, la Santa avrebbe fatto trovare, al loro ritorno, tanti doni. I bambini accettarono e l’epidemia si esaurì.
Da questo momento è rimasta la tradizione di portare in chiesa i bambini, per la benedizione degli occhi, il 13 dicembre e ancora oggi, la notte del 12 dicembre, i bambini aspettano l’arrivo di S. Lucia che porta loro gli attesi regali a bordo di un asinello volante.
Si lascia un piatto sul tavolo con del cibo con cui ristorare sia lei che l’asinello prima di andare a dormire. In questa sera i bambini vanno a letto presto e chiudono gli occhi, nel timore che la Santa, trovandoli ancora svegli, li accechi con la cenere.
La mattina dopo, Lucia fa trovare loro il piatto colmo di dolci, fra cui le immancabili “pastefrolle di S. Lucia”, di varia forma (stella, cavallino, cuore…), nonché l'altrettanto immancabile "ghiaia dell'Adige".
Le formine delle frolle scacciano il male e sono di buon auspicio.


Santa Lùssia con la scuffia,
porta conse e scapa via;
se la mama la te crìa,
Santa Lùssia, portela via!

Santa Lucia con la cuffia,
porta le pastafrolle e scappa via;
se la mamma ti sgrida,
Santa Lucia, portala via!

“I l’à fati su de note,
co le asse e col martel
co le tòle mese rote
piturade da cortel,
co ‘na tenda trata sora
co i lumeti trati là
l’è così che salta fora
i bancheti de la Bra!”

Berto Barbarani, cantore della Verona del passato

Tradizioni, storia e approfondimenti su:
www.eventiarenaverona.it
www.carasantalucia.it
www.associazionesantalucia.it

12 dicembre 2008

"Guarda e cucina" di T. Davis


Un libro simpatico dedicato ai più piccoli..ma non solo!
Potrebbe essere una carina idea regalo, sia ora per Natale che più in là in vista di Comunioni o ricorrenze, per giovani chefs appassionati!





GUARDA E CUCINA
di Tina Davis

ed. Corraini
20eu


Si potranno sperimentare più di 50 classiche ricette della cucina americana: dalle minestre alle zuppe, dalle verdure agli hot-dog, per concludere in bellezza con crostata di zucca, brownies e cassatine al cioccolato.
In fondo al libro delle pagine libere dove poter raccogliere ricette personali.
Oltre alle ricette, consigli e suggerimenti sull'uso dei vari utensili, su come si misurano gli ingredienti, su come si prepara la tavola
Sapientemente illustarto con disegni stile anni '50.

Ecco alcune pagine:



Della stessa autrice anche:

- "Guarda e Cuci", dove i piccoli vengono portati a cucire con facilità
- "Guarda e Coltiva" dove i piccoli vengono vengono avvicinati al mondo magico di piante e semi.