9 settembre 2015

Torta di banane per la Papua Nuova Guinea - Banana cake


La banda dell'Abbecedario Culinario Mondiale ha già lasciato la Papua Nuova Guinea e da un paio di giorni si è già insediata in Ecuador, la nuova tappa di questo lungo viaggio culinario intorno al mondo, dove Alessandra ci farà da guida per tre settimane.
Per una serie di circostanze fortuite, non sono riuscita a postare in tempo la ricetta che avevo preparato e che ci siamo gustati in un baleno.
Ma confido nella bontà della nostra capa e nel suo non ancor pubblicato aggiornamento della pagina dedicata alla Papuasia per accettare anche la mia ricetta.
Una preparazione dolce molto facile, l'ho scelta perchè avevo sempre in mente di fare un giorno una torta con le banane, ma non ne  avevo mai avuto l'ispirazione giusta.
Ricetta originale (recipe in English) qui.



banana cake



Ingredienti:

80 g di burro morbido
130 g di zucchero
2 uova
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
3 banane di medie dimensioni
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio *
210 g di farina autolievitante *
80 g di latte


* si può usare anche la normale farina da dolci, utilizzando un paio di cucchiaini rasi di lievito in polvere per dolci


banana cake



Sbattere il burro, lo zucchero e l'essenza di vaniglia fino ad ottenere un composto cremoso.
Aggiungere le uova, una alla volta e quindi le banane, schiacciate precedentemente con la forchetta.
Diluire l'impasto con il latte ed aggiungere la farina setacciata insieme al bicarbonato di sodio.
Deve risultare un impasto morbido, ma non troppo liquido.
Versare in una tortiera di 20 cm. di diametro con i bordi alti, imburrata ed infarinata o ricoperta con carta forno, e cuocere per 45/50 minuti a 180°.

21 agosto 2015

Degustazione a spreco zero a Cortina con Aifb


Nutrire il pianeta, energia per la vita, è il filo conduttore dell'Expo 2015 che stiamo vivendo in questi mesi a Milano.
Dalla Carta di Milano per Expo alla Carta SprecoZero sottoscritta dal Comune di Cortina d’Ampezzo. 
A Cortina lunedì 24 agosto 2015 tutto il gusto della sostenibilità in relazione al cibo, all’alimentazione e all’agricoltura per una riflessione più allargata sullo stile di vita, le scelte e i comportamenti quotidiani.

Ridurre lo spreco alimentare
 In cucina tutto si crea e nulla si butta




Sarà questo il tema centrale del "Talk con Andrea Segré e Degustazione a SprecoZero a due passi dal cielo", in programma alle ore 11.30 al Cristallo Hotel Spa&Golf. Un incontro che, insieme al Sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani, al Sindaco di Cortina Andrea Franceschi e alla Presidente dell'Aifb Anna Maria Pellegrino, vedrà protagonista Andrea Segrè, fondatore di Last Minute Market, promotore dal 2010 della campagna europea Un anno contro lo spreco e ideatore della rete SprecoZero, membro del Comitato ristretto di esperti che ha redatto la Carta di Milano, documento di intenti sulla sostenibilità alimentare condiviso dagli Stati che partecipano a Expo 2015. Andrea Segrè, autore de L’oro nel piatto (Einaudi 2015), saggio-intervista sui temi dell’educazione alimentare, è oggi a capo del Comitato tecnico-scientifico del Ministero dell’Ambiente per il Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti e per la realizzazione del primo Piano nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare (PINPAS). Il talk sarà condotto da Fabrizio Ferragni, vicedirettore TG1.

A seguire un aperitivo a impatto zero, ricette sostenibili con prodotti locali e di recupero dall’evento gastronomico Cena di Note del 23 agosto al Cristallo Hotel Spa&Golf: a cucinarli saranno i food bloggers dell’Associazione Italiana Food Blogger.  
Anna Maria Pellegrino proporrà in degustazione la Panada o Zuppa di pane di segale, preparata utilizzando il pane in eccedenza della Cena di Note. Ma non solo. Altre blogger, da Est a Ovest, dal Nord al Centro Italia, dimostreranno in un appassionante cooking show in quota, come si possa ridare nuova e golosa vita ai cibi di recupero, con un occhio alla tradizione culinaria ampezzana. 
Greta De Meo – dal Lazio con amore – presenterà I Caniscioni di Gaeta incontrano le Dolomiti, mentre Giulia Robert dal Piemonte reinterpreterà un piatto tipico come i Casunziei di patate
Dulcis in fundo, io avrò l'onore di dimostrare con il mio French Mais con Chantilly di ricotta e frutti di bosco come un'ispirazione francese possa sposarsi perfettamente con i prodotti locali. 

A rendere l’ambiente ancor più frizzante la degustazione a spreco zero, il brindisi offerto da Bisol in collaborazione con il Cortina Wine Club.





Doveva essere una degustazione a spreco zero a due passi dal cielo, presso il RifugioAverau a quota 2.413 metri, nel cuore del Museo all’Aperto della Grande Guerra.
Ma a causa delle avverse condizioni meteo previste per lunedì 24 agosto, il Talk con Andrea Segré e Degustazione a SprecoZero sarà ospitato al Cristallo Hotel SPA & Golf di Cortina d’Ampezzo sempre alle ore 11.30 di lunedì 24 agosto.


 A lunedì, dalla fascinosa Cortina :-)

18 agosto 2015

Pampushki - Panini all'aglio ucraini - Ukranian Garlic Bread


Sono in super iper ritardissimo, la carovana dell'Abbecedario Culinario Mondiale è già atterrata in Papua Nuova Guinea e si sta godendo il sole tropicale e le acque cristalline della regione oceanica e io sto ancora impacchettando le ultime cose per raggiungere i miei compagni di viaggio.
Grazie ancora alla capa e a Stefania, gentile ospite dell'Ucraina che mi hanno concesso questo extratime per postare la ricetta preparata per l'occasione.
Non conosco molto di questo paese ai confini dell'Europa orientale, se non per le tristi vicende conflittuali che in questi ultimi anni l'hanno portato alla ribalta: la Crimea, assieme alla città autonoma di Sebastopoli, ha dichiarato unilateralmente l'indipendenza l'11 marzo 2014 ed è in via di annessione alla Russia, anche se il governo ucraino non riconosce nessun atto del parlamento della Crimea, che è stato sciolto dalle autorità ucraine il 16 marzo e dal 20 marzo viene considerato dall'Ucraina "territorio temporaneamente occupato". Tuttavia dall'8 settembre 2014 le guardie di frontiera ucraine presenti nell'Oblast' di Cherson richiedono ai cittadini ucraini il passaporto o la carta d'identità ucraina se si recano nella penisola (da wikipedia)

Ma notizie più allegre, gioiose e spensierate arrivano dal mio terzo figlio, Macs, che si può dire ormai sia quasi di casa ad Odessa, importante meta turistica e famoso centro termale affacciato sul Mar Nero. Città che ha anche un legame stretto col nostro paese: la città di Odessa ha una storia strettamente legata all’Italia. Infatti gli italiani sono menzionati nel Duecento per la prima volta, quando sul territorio della città odierna fu ubicato l’ancoraggio delle navi genovesi. La nuova affluenza degli italiani nel Sud dell’Ucraina crebbe particolarmente con la fondazione di Odessa. Agli inizi dell'Ottocento la comunità italiana cominciò ad avere un ruolo importante nella vita pubblica e commerciale della città. La lingua italiana iniziò a diffondersi e con il passare del tempo entrò nella sfera delle comunicazioni degli uomini d’affari. All’inizio del XIX secolo la colonia italiana era composta in primo luogo da commercianti, marinai e militari in servizio nell’Armata russa (da wikipedia).

Dicevo di Macs, che col suo JazzyFunk sta spopolando all'Ibiza Beach Club, dopo maggio e giugno, prossimo appuntamento a breve, il 22 agosto.
Per voi, un breve assaggio del popolo della notte di Odessa :-)








Una ricetta facile e gustosa, dei panini aromatici all'aglio deliziosi, che solitamente vengono serviti con il Boršč, la tradizionale zuppa ucraina a base di barbabietola. Noi li abbiamo gustati con carne alla griglia.
 

pampushi


 Ingredienti:
500 g di farina 0 (per me Petra 9)
250 g di acqua o latte
5/10 g di lievito di birra *
1 cucchiaino di zucchero di canna o malto d'orzo
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
1 cucchiaino di sale

olio extravergine di oliva
prezzemolo tritato
aglio spremuto
un pizzico di sale
un goccio di acqua


pampushi



Sciogliere il lievito con lo zucchero nel latte o nell'acqua, quindi impastare a mano o con l'impastatrice unendo la farina e l'olio finchè l'impasto risulta ben amalgamato. Formare una palla e lasciare lievitare in ciotola leggermente unta e coperta in luogo riparato fino al raddoppio.
Trasferire l'impasto sulla spianatoia, formare un rotolo e dividerlo in 8 pezzi uguali (io ho fatto mezza dose). Formare una pallina con ogni pezzo e sistemarle in una teglia da forno foderata di carta forno. Lasciare lievitare ancora 40 minuti circa.
pennellare i panini con olio e cuocere in forno caldo a 180° per circa 30 minuti.
Nel frattempo preparare il composto aromatico mescolando in una ciotola il prezzemolo tritato con l'aglio spremuto, il pizzico di sale, qualche cucchiaio di olio extravergine e un goccio di acqua.
Servire i panini caldi e cosparsi del mix aromatico appena usciti dal forno.



pampushi


Buon Appetito!
насолоджуватися їжею

26 luglio 2015

Kaimati e Kahawa Chungu - Frittelle dolci e caffé amaro speziato kenioti


E' stato un luglio pesantissimo, caldissimo ed afosissimo, che mi ha tenuto spesso lontano dai fornelli.
Pensavo di non farcela per questa tappa keniota dell'Abbecedario Culinario Mondiale ed invece miracolosamente il tempo si è un attimino rinfrescato, per il momento il caldo africano che ci pervadeva ha lasciato spazio ad un'aria sempre calda estiva ma non così opprimente.
E così oggi ho preparato la ricetta che avevo adocchiato nel blog di Masai Mara, ragazza keniota, appassionata di cucina sin da bambina, quando le piaceva stare in cucina con la nonna: abitavano a Kamba Land, dove ancora si usava lo sterco di vacca, il fornello a carbone jiko o una stufa per preparare un vero pasto keniota. Si trasferisce poi in Svizzera per studio e lavoro e per arginare la nostalgia di casa decide di preparare un piatto keniota ogni weekend. Supportata poi dalla sua famiglia, che la incita anche a scrivere un libro di ricette keniota, decide di aprire il suo blog: All Kenyan Recipes.


kahawa chungu & kaimatis


Mara spiega che il cibo keniota è un incredibile assortimento di esotico, etnico e tradizione.
Nelle regioni settentrionali le ricette sono fresche, stagionali, semplici ma altrettanto deliziose, con un tocco particolare della tradizione keniota.
Il cibo della zona costiera è più esotico, un connubio gourmand tra swahili e mijikenda (le nove tribù). E' una cucina ricca di sapori forti, di spezie ed erbe aromatiche, frutti tropicali e latte di cocco.
Più a Nord, nell'isola di Lamu, si percepisce maggiormente l'influenza araba, spesso racchiusa nel loro caffè particolare servito in piccolissime tazze e accompagnato da dolcetti o datteri.



 Kaimati
frittelle keniote


Le Kaimati sono una specialità della costa keniota, dolci frittelle solitamente rivestite da altrettanto sciroppo zuccheroso. Tanto deliziose per il palato, quanto facili da fare.
In molte case queste frittelle vengono preparate durante il sacro mese del Ramadhan, servite come dessert o appetitoso snack, ma si trovano facilmente anche nelle strade della costa keniota come tradizionale street food in qualunque periodo dell'anno.
Personalmente le ho servite al naturale, ma possono essere gustate anche ricoperte col tradizionale sciroppo, di cui riporto la ricetta originale, oppure ricoperte di cioccolato sciolto o più semplicemente con dello zucchero a velo.
Si sono rivelate una piacevole sorpresa goduriosa, sicuramente da rifare.
 

kaimatis


Ingredienti:

una tazza di farina 0
mezza tazza di yogurt intero (anche greco)
mezza tazza di acqua
un cucchiaino di zucchero
un cucchiaino di lievito per dolci
un cucchiaino di cannella
olio per friggere


In una ciotola mescolare bene tutti gli ingredienti insieme con una forchetta, finchè la pastella risulta liscia e senza grumi e quasi vischiosa.
Lasciarla riposare coperta per almeno un paio di ore a temperatura ambiente, volendo anche tutta la notte, nel qual caso meglio in frigo, riportandola a temperatura ambiente prima di friggere.
In un wok scaldare l'olio e con l'aiuto di un cucchiaino versare piccole dosi di pastella alla volta, girando le frittelle un paio di volte finchè ben dorate.
Scolare su carta assorbente e servire.


 Sciroppo:

una tazza di zucchero
una tazza di acqua
2 cucchiai di cardamomo in polvere
1 cucchiaio di succo di limone
buccia di limone grattugiata, facoltativa


Mettere lo zucchero e l'acqua in una piccola casseruola e portare a bollore. Abbassare e aggiungere il succo di limone, la buccia grattugiata, e il cardamomo e lasciare sobbollire per 5/8 minuti o finchè diventa quasi appiccicoso. Lo sciroppo è pronto quando , immergendo un cucchiaio, questo esce ricoperto uniformemente. Togliere allora dal fuoco e lasciare raffreddare completamente.
Disporre le frittelle nello sciroppo poche alla volta, lasciandole in infusione meno di un minuto. Più si lasciano nello sciroppo e più diventano dolci.



kahawa chungu & kaimatis




Kahawa Chungu
caffè amaro keniota


Una specialità della costa keniota riservata perlopiù agli anziani del villaggio.
Era solitamente preparato sulla stufa a carbone nelle caffettiere alte in ottone, retaggio dell'antico mondo arabo.
Seduti sulle basse panchine delle strade umide della regione costiera, gli uomini più vecchi dei villaggi sorseggiano questo caffè speziato bollente da piccole tazzine in ceramica mentre giocano a scacchi, il loro passatemnpo preferito.
Solitamente questo corposo caffè, dal gusto intenso ed amaro, e dal piacevole aroma di cardamomo e cannella, è accompagnato da dolcetti tipici o da datteri.


kahawa chungu


Ingredienti:

3 cucchiai di caffè in grani, macinati al momento
1 o 2 tazze di acqua
i semi di 3 bacche di cardamomo
una stecca di cannella, circa 10 cm.


Mettere tutti gli ingredienti in una piccola casseruola e portare a bollore. Lasciare poi sobollire al minimo per 10/15 minuti.
Passare al setaccio in una caffettiera e servire ben caldo, con dolcetti o datteri.





 foto da R.it







E in questi ultimi due giorni il Presidente americano Barack Obama è stato per la prima volta in visita ufficiale in Kenia, terra che ha dato i natali a suo padre. Chissà se avrà gustato una delle ricette del nostro Abbecedario? :-)

5 luglio 2015

Boston Cheese-Cake


Ieri era il 4 luglio, per noi il primo sabato di un luglio torrido e il primo giorno di saldi in tutta Italia :-)

Per gli Americani, invece, il giorno dell'Indipendenza, la grande festa nazionale degli Stati Uniti d'America che celebra l'adozione della Dichiarazione di indipendenza il 4 luglio 1776, quando le Tredici Colonie si staccarono dal Regno Unito di Gran Bretagna. Storia e curiosità su Wikipedia:

E' una festa molto pattriottica. I festeggiamenti vengono svolti solitamente attraverso fuochi d'artificio, parate, barbecue, picnic, concerti, partite di baseball, discorsi politici, cerimonie ed altri eventi pubblici e privati che celebrano la storia, il governo e le tradizioni degli Stati Uniti. Similmente ad altre festività estive, spesso le celebrazioni avvengono all'aperto. Essendo una festività federale, tutte le istituzioni non essenziali (come il servizio postale e le corti federali) vengono chiuse. Molti politici statunitensi trascorrono il 4 luglio presenziando un evento pubblico e lodando la nazione in tutti i suoi aspetti (la storia, il popolo, ecc.).
Le famiglie celebrano l'Independence Day organizzando un picnic o una grigliata con il barbecue e colgono l'occasione per riunire i parenti. Le decorazioni sono generalmente colorate di rosso, bianco e blu, come la bandiera degli Stati Uniti. Le parate avvengono in mattinata, mentre i fuochi d'artificio vengono sparati di sera nei parchi e nelle piazze; in alcuni casi i fuochi vengono accompagnati da canti patriottici come, ad esempio, l'inno nazionale The Star-Spangled Banner.
Inoltre, a mezzogiorno in punto, nelle basi militari si svolge un saluto militare, chiamato Salute to the Union ("il saluto all'Unione"), in cui vengono sparati tanti colpi di pistola quanti sono gli stati che compongono gli Stati Uniti.

Quale miglior dolce per concludere la tappa americana ospitata da Simona dell'Abbecedario Culinario Mondiale.
Sono molto affezionata a questa ricetta, imparata anni fa quando frequentavo il forum di Cookaround, è la cheese-cake che preferisco in assoluto.
La decoro e personalizzo a seconda delle stagioni, presentandola con coulis di frutta diversa, a volte ricoprendola anche di frutta, come con le fette di arancia in inverno.
A voi seguire i propri gusti e fantasia.
Serve una tortiera di 24 cm. diametro, meglio se a cerniera.



boston cheese-cake


Ingredienti:

per la frolla

75 g di burro freddo a pezzetti
1 uovo + 1 tuorlo
100 g di zucchero di canna
230 g di farina 0
1 bustina di lievito per dolci

per la crema

110 g di zucchero di canna
2 uova
30 g di farina 0
500 g di Philadelphia
150 g di latte temperatura ambiente
un cucchiaino di vaniglia liquida
buccia di mezzo limone piccolo grattugiata


Nel robot o nel Bimby: tutto nel boccale a vel. 6/7 finchè ben amalgamato, 1 minuto o poco più, poi fare una palla piatta e metterla in frigo per almeno mezz'ora avvolta nella pellicola (si può fare la sera prima o la mattina per la sera).
A mano: mescolare la farina, il lievito e lo zucchero. Con la punta delle dita strofinare il burro freddo a pezzettini col composto di farina finchè si amalgama, poi fare la fontana, aggiungere nel mezzo le uova sbattute, coprire con la farina imburrata ed aiutandosi con la spatola sovrapporre i composti finchè ben amalgamati. Fare una palla piatta e metterla in frigo per almeno mezz'ora avvolta nella pellicola.

Stendere poi la pasta su carta forno (con un altro foglio sopra per facilitare l'operazione) in un disco di almeno 4 cm. più largo della tortiera.
Con delicatezza adagiare il disco di pasta con la carta forno sottostante nella teglia e se occorre sistemare il bordo che si arriccerà un po': il bordo di pasta deve essere alto circa come quello della tortiera. Mettere in frigo a rassodare.
Nel frattempo preparare la crema.

Nel robot o nel Bimby : boccale + farfalla (frusta): uova e zucchero, vel. 3  per un paio di minuti, quindi, mantenendo la stessa velocità aggiungere la farina, la vaniglia, la buccia di limone, il Philadelphia e il latte a filo. Amalgamare bene la crema, se occorre usare la spatola, per un paio di minuti.
A mano: sbattere ben con la frusta le uova con lo zucchero, montandole leggermente, quindi aggiungere la farina, la vaniglia, la buccia di limone, il Philadelphia e il latte a filo. Amalgamare bene la crema, in modo che non abbia grumi, per un paio di minuti.

Versare la crema nella torta, battere leggermente sul piano di lavoro per evitare bolle di aria ed infornare a 160° per 40/45 minuti.
Se si vede che la superficie della torta scurisce troppo coprirla con un foglio di alluminio.
Quando pronta, lasciarla nel forno con lo sportello aperto per 5 minuti, poi raffreddare sul bancone un'oretta, quindi metterla in frigo coperta con stagnola, sempre nella tortiera di cottura, fino al giorno dopo (o dalla mattina alla sera).

Quando ben fredda (quindi la sera se si fa la mattina, o il giorno dopo se si fa la sera prima) trasferirla sul vassoio e servire, accompagnata da frutta fresca e dal coulis.


fetta boston cheese-cake



Coulis di fragole
(o qualsiasi altro frutto)

Mettere un paio di cestini di fragole a pezzetti in una pentola, aggiungere un bicchiere di succo di arancia (o mezzo limone spremuto e mezzo bicchiere di acqua), buccia di limone grattugiata, un cucchiaio di zucchero di canna (o sciroppo d'agave o zucchero liquido di mela) e cuocere 15 minuti, finchè le fragole sono morbide.
Frullare, freddare e poi conservare in frigo (si può anche congelare).


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