09 febbraio 2010

Batida de Abacaxi - Pineapple Batida - Batida di ananas

Bem-vindo ao Brasil!
Bem-vindo ao Carnaval do Rio de Janeiro!

This week Joan's Culinary Tour 2010 stops in Carioca Brazil! And now i'ts Carnival time in Rio!
Carnival in Rio is considered one of the most famous in Brazil and one of the greatest shows around the world because of the magnificence and richness of the festivities. The Government has given an official recognition to Carnival Feast as an "expression of culture" of the nation. It's a long period of music and dance, ending in the most famous parade where all samba schools compete with each other for the best floats, the best theme, the best costumes, the best music and coreography. But this year a strong controversy about the most Sexy Samba Queen's election divides Brazilian people: might a 7-year-old girl declared winner? If you lost the news please read this article, I suppose I am lucky I have only boys!

Batida is a mixture of Cachaça (the brandy produced from cane sugar) and fruit juices, and it goes well with the Brazilian fantasy. The word derives from the Portuguese bater (to beat)., Abacaxi is the Brazilian name of pineapple. Batida is often proposed in restaurants in large jugs when drunk as an aperitif. An authentic Brazilian Batida must be prepared fresh and with fresh fruits, although in Europe this kind of cocktails are manufactured on an industrial scale. In music, the rhythm of bossa nova is also called "batida".
There are numerous Batida recipes, but the best comes from Salvador in former Bahia. Here, when the Bahians descending from slaves call their candombles (the ancient African Gods of Bantu and Yorubas) to earth, Cachaça plays a significant role. It helps them descend into a state of trance to twirl into the circular dance and only to be a shell for the Gods, which dance, eat, drink and give advice through the body of the medium.

batida de abacaxi

Each serving:

shaved or crushed ice
2 slices fresh pineapple
half/one teaspoon brown sugar
5 cl (3 tbsp) Cachaça
1 cl (2 tsp) whipping cream
1 pineapple top with its crown leaves to garnish

- Fill a tumbler up to a third full with ice.
- Purée pineapple slices with brown sugar in the electric mixer.
- Add Cachaça and cream, mix slowly on a low setting and pour the mixture over the ice.
- Batida de Abacaxi is decorated with a pineapple top, retaining its crown leaves and then served with a straw.
- It tastes best on hot days in the afternoons and evenings.



See you next week in Colombia!


batida de abacaxi

Batida di ananas


Il Carnevale di Rio de Janeiro è il più famoso in Brasile ed p forse considerato uno degli spettacoli più grandiosi nel mondo per la magnificenza e la ricchezza dei festeggiamenti. Di recente il governo brasiliano ha riconosciuto ufficialmente l'importanza del Carnevale come "espressione della cultura" della nazione stessa. E' un allegro periodo di musica, danza e festeggiamenti, che culmina con la grande parata in cui tutte le scuole di samba gareggiano e sono in concorrenza tra di loro per il miglior carro allestito, il miglior tema scelto, i migliori costumi, la migliore musica e la migliore coreografia. Ma quest'anno lo sfarzo del Carnevale è un pochino oscurato dalla polemica creatasi per l'elezione della Reginetta più Sexy del Samba dividendo anche l'opinione pubblica: può essere eletta una bimba di soli 7 anni? Per saperne di più leggete questo articolo, forse mi devo considerare fortunata che ho tutti maschi!

La Batida è un cocktail brasiliano a base di Cachaça (il distillato prodotto dalla canna da zucchero) e succhi di frutta, e molto bene si sposa con la fantasia dei brasilianai La parola deriva dal portoghese bater (battere). La Batida, se bevuta come aperitivo, è spesso servita nei ristoranti in grandi caraffe. Una Batida autentica deve essere preparata fresca e con frutta fresca, anche se in Europa questo tipo di cocktail viene prodotto su scala industriale (cosa che non avviene in Brasile). Nella musica, il ritmo della bossa nova è anche chiamato "batida".
Sono tante le ricette di Batida, ma le migliori provengono da Salvador, meglio conosciuta col nome di Bahia. Qui, quando il bahiani discendenti dagli schiavi chiamano i loro candombles (gli antichi dèi africani di lingua bantu e yoruba) a terra, la Cachaça gioca un ruolo sfondamentale e significativo. Li aiuta a scendere in uno stato di trance per girare nella danza circolare e diventando solo una copertura per gli Dei, che ballano, mangiano, bevono e danno consigli attraverso il corpo del medium.

Per ogni bicchiere:

ghiaccio tritato
2 fette di ananas fresco
mezzo o un cucchiaino di zucchero di canna
5 cl (3 cucchiai) di Cachaça
1 cl (2 cucchiaini) di panna fresca
la parte superiore dell'ananas con la sua corona di foglie come decorazione

batida de abacaxi

- Riempire un tumbler fino a un terzo di ghiaccio.
- Frullare l'ananas con lo zucchero di canna nel mixer elettrico.
- Aggiungere la Cachaça e la panna, mescolare lentamente in una ciotolina e versare poi il composto sul ghiaccio.
- La Batida di ananas è solitamente decorata con il cappello dell'ananas con la sua corona di foglie e servita con una cannuccia.
- Decisamente al meglio se gustata nelle giornate calde sia di pomeriggi che di sera.

08 febbraio 2010

Ieri sera a teatro ...


Solidarietà in punta di piedi
Eleonora balla per la ricerca

Teatro Filarmonico strapieno ieri sera per il Gala per raccogliere fondi per la fibrosi cistica. In platea Matteo Marzotto, testimonial della onlus: «Serate come questa servono a sensibilizzare le persone»

In punta di piedi per solidarietà. Per raccogliere fondi e finanziare così nuovi progetti di ricerca sulla Fibrosi cistica ma soprattutto per dare speranza e sensibilizzare su questa malattia.
La prima ballerina dell'Opéra di Parigi, Eleonora Abbagnato, si è esibita ieri sera al Filarmonico insieme ad altri otto ballerini di fama internazionale nonché colleghi ed amici, per sostenere la Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica onlus.
«Raccogliere fondi è per noi fondamentale, è così che riusciamo a far progredire la ricerca e finanziare nuovi progetti. Ma serate come questa servono anche a sensibilizzare le persone e far conoscere questa malattia non rara ma, al contrario, ben più diffusa di quanto si immagini», ha spiegato Matteo Marzotto, vicepresidente e testimonial della FFC, nata a Verona 13 anni fa.
Madrina della serata è stata Antonella Paternò Rana, da tempo amica e sostenitrice della Ffc. «È fondamentale rinnovare l'importanza della ricerca, sia intesa come sostegno economico, sia come speranza», ha spiegato Paternò, che da madrina ha fatto appello, appunto, alle madri, «di essere veicolo di speranza, anche quando speranza sembra non essercene più. Ma soprattutto di parlare con i propri figli di questa malattia, affinché possano capirla ed accettare ed accogliere anche i bimbi malati».
Seduti tra le prime fila della platea, tra belle ed eleganti signore ed imprenditori, da Giovanni Rana a Mathias Byblos, gli assessori regionale alla Sanità Sandro Sandri e comunale ai Servizi Sociali e Famiglia Stefano Bertacco. «Queste serate sono importanti e fondamentali, soprattutto in giorni decisamente bui per la ricerca considerato quanto sta accadendo ai ricercatori della Glaxo», ha detto Bertacco.
Spente le luci in platea, si sono accesi i riflettori sul palco e lo spettacolo, presentato da Amadeus, è entrato nel vivo. E le parole hanno lasciato il posto alla bravura della Abbagnato «et Ses amis».
I.N., L'Arena. it, 08.02.2010

Nonostante una carriera folgorante e i massimi riconoscimenti che le giungono da tutto il mondo, Eleonora Abbagnato, parigina d’adozione (dal 2001 première danseuse all' Opéra di Parigi), e palermitana di nascita, ha saputo conservare quella gentilezza d'animo e carismatica spontaneità che la rendono sensibile e sempre pronta ad attivarsi per andare incontro alle istanze di chi soffre.
Grande sostenitrice della FFC, in nome della quale lo scorso anno ha conquistato il grande pubblico del Teatro Regio di Parma con un meraviglioso Gala di Stelle, quest'anno ha scelto Verona, la città dell'amore, per dedicare la sua danza alla vita, volteggiando con la sua inconfondibile leggiadria, ancora una volta per un evento di portata nazionale.
Accanto alla Abbagnato, Benjamin Pech, étoile del teatro parigino, suo grande amico e abituale compagno di lavoro, le prime ballerine Muriel Zusperreguy (Operà di Parigi), Jurgita Dronina (Royal Swedish Ballet), Itziar Mendizabal (Leipziger Ballet), Barbora Kohoutkova (International Guest Artist), affiancate dai danzatori Cédric Ygnace (The Dutch National Ballett), Josua Hoffalt (Operà di Parigi), Jean-Sébastien Colau (Leipziger Ballet), Michal Stipa (National Theatre, Prague), ovvero i primi ballerini dei maggiori teatri europei.
Gli artisti si sono alternati in un ricco programma che si sè snodato fra tre secoli di musica, da Mozart a Chopin, da Lalo a Tchaikowsky, da Asafiev a Minkus, attraverso le storiche coreografie di George Balanchine, Serge Lifar, Roland Petit, fino a quelle contemporanee di Yaroslaw Iwanenko e Krzystof Pastor, solo per citarne alcune. Uno spettacolo, che per la qualità e la varietà del programma e per l’eccezionalità degli interpreti, può considerarsi una “grande occasione”, un evento irripetibile che ha fatto sognare e che nel contempo ha contribuito a dare una speranza concreta agli oltre seimila malati di fibrosi cistica in Italia. E a tutti i nuovi nati con questa grave malattia genetica ereditata da entrambi i genitori (portatori sani il più delle volte ignari d'esserlo). In Italia infatti vengono diagnosticati circa 200 nuovi casi all'anno: ogni settimana nascono circa 4 nuovi malati; ma ogni settimana muore un malato.

La Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica, Onlus, costituita a Verona nel 1997, è una organizzazione di utilità sociale senza scopo di lucro. Essa promuove e finanzia progetti innovativi di ricerca sulla fibrosi cistica; sostiene la formazione di giovani ricercatori ed operatori sanitari, informa ed aggiorna operatori sanitari e popolazione sui problemi di quella che un tempo veniva chiamata mucoviscidosi. Grazie alla FFC, è presente in Italia un modello di ricerca aggregata (negli ultimi 8 anni, 120 laboratori e gruppi di ricerca, con quasi 400 ricercatori coinvolti sul campo attraverso un sistema a rete) fortemente impegnata nello studio di cure risolutive.
Ha bisogno per questo della solidarietà e del contributo di tutti. E, anche l’arte, può fare la sua parte.

Il ricavato della serata al teatro Filarmonico è stato interamente devoluto alla ricerca che mai come in questo momento sembra aver imboccato una strada assai promettente.
La FFC è una delle Onlus riconosciute e garantite dall'Istituto Italiano della Donazione (IID), in quanto organizzazione che opera secondo i criteri di efficienza, trasparenza, credibilità e onestà, una tutela importante anche per i donatori.
da Cittadiverona.it, portale di Eventi, Cultura e Turismo a Verona

05 febbraio 2010

World Nutella Day 2010



E il grande giorno è finalmente arrivato!
World Nutella Day is back again!

Oggi festa grande in tutta la blogsfera mondiale, esaltando, assaggiando, fotografando, sporcandosi generosamente le mani in un barattolo goloso di Nutella!

Today everyone is welcome to the wonderful World Nutella Day!
Have a taste, feel the sweetness, take a picture,
get your fingers inside a big Nutella jar!

nurella day 2010

Noi l'abbiamo gustata già a colazione con gli alfajores,
deliziosi biscotti argentini che ho appena avuto l'occasione per imparare a farli.

We had breakfast with Nutella alfajores,
traditional Argentine biscuits I have learned to bake in the last days.

Nutella Strauben - World Nutella Day 2009

nutella day 2010

Event designed by Sara of Ms. Adventures in Italy and Michelle of Bleeding Espresso.
C'è tempo fino alla mezzanotte di oggi per partecipare,
qui le regole.

Nutella Day Flickr Pool
World Nutella Day Facebook Page
#nutelladay! @ NutellaDay

02 febbraio 2010

Alfajores e Dulche de Leche (crema mou)


Recipe in English here



En el cielo las estrellas,

en el campo las espinas,
en el medio de mi pecho
la Republica Argentina!

E' in questo piccolo sonetto l'essenza dello spirito di libertà del popolo argentino.
Quando Joan ci ha presentato la quarta tappa del suo Tour Culinario 2010, l'Argentina appunto, ho chiesto subito aiuto ad Ale, una cara amica di web conosciuta ai miei esordi su Cookaround. Lei è napoletana verace, di nascita e di residenza ora, ma la sua mamma è argentina e in quel paese ha trascorso la sua infanzia e completato gli studi. Ale mi ha proposto le empanadas e gli alfajores ... e dato che ho un certo feeling coi prodotti da forno e soprattutto visto che qua in famiglia non vedono molto di buon occhio le cose strane/piccanti/sconosciute/misteriose ho preferito dedicarmi completamente agli alfajores ... con grande apprezzamento finale di tutti!
Ho seguito la ricetta consigliatami, ho solo dovuto adattarla leggermente per meglio manipolare l'impasto. Gli alfajores sono dei dolcetti tradizionali composti da due biscotti (semplici o al cioccolato) accoppiati tra di loro con un ripieno, solitamente dulche de leche (crema mou) ma anche marmellata o cioccolato.
I biscotti si possono preparare in anticipo e conservare in una scatola di latta ermetica, accoppiandoli poi in seguito all'occorrenza.

alfajores
Los alfajores son mirame y no me toques!
Guardare ma non toccare!
Gli alfajores sono molto delicati e friabili,
è un attimo che si crepino come quello nella foto in basso a destra


Alfajores bianchi

alfajores

Ingredienti:

250 g di burro
150 g di zucchero
3 tuorli
300 g di maizena (amido di mais)
200 g di farina 00
½ cucchiaino di bicarbonato
2 cucchiaini di lievito in polvere
la scorza grattugiata di 1 limone

alfajores

- In una ciotola sbattere il burro con lo zucchero e la buccia di limone.
- Aggiungere i tuorli uno alla volta.
- In un'altra ciotola setacciare la fecola, la farina, il bicarbonato e il lievito. Unire alla preparazione precedente e formare un impasto liscio. Far riposare in frigo un'ora. Ho dovuto aggiungere un paio di cucchiai di latte all'impasto perchè era troppo sbricioloso.
- Stendere l'impasto a ½ cm di spessore spolverando il piano di lavoro con la maizena e ritagliare dei dischi di circa 8 cm.di diametro.
- Cuocere su carta forno a 160/170° finchè dorati, circa 10/12 minuti.
- Una volta raffreddati, spalmare i biscotti con dulce de leche ed accoppiarli.
- Ripassarli nel cocco grattugiato o nel cioccolato fuso.
- Se si preferisce farli più piccoli (ma gli originali sono grandi) adattare il tempo di cottura.


Alfajores al cioccolato

alfajores cioko

Ingredienti:

300 g di farina
60 g di cioccolato fondente tritato
1 cucchiaino di bicarbonato
150 g di burro fuso
100 g di zucchero a velo
3 tuorli

alfajores cioko

- Mescolare la farina con il cioccolato, il bicarbonato e lo zucchero.
- Incorporare i tuorli e il burro fuso. Formare un impasto liscio e lasciare riposare un'ora in frigo. Ho dovuto aggiungere un paio di cucchiai di latte all'impasto perchèera troppo sbricioloso.
- Stendere a 3 mm di spessore e ritagliare dei dischi di circa 8 cm.di diametro.
- Cuocere su carta forno a 160/170° circa 10/12 minuti.
- Una volta raffreddati, spalmare i biscotti con dulce de leche ed accoppiarli.
- Ripassarli nel cocco grattugiato o nel cioccolato fuso.
- Se si preferisce farli più piccoli (ma gli originali sono grandi) adattare il tempo di cottura.
Dulche de leche (crema mou)

dulche de leche

Il dulche de leche è praticamente una crema mou, una salsa molto dolce al gusto di caramello. E' fatta con latte, zucchero e un pizzico di bicarbonato di sodio (aroma di vaniglia facoltativo),si cuoce lentamente e per lungo tempo, mescolando continuamente fino a quando l'acqua evapora, lo zucchero si caramella e la crema si rassoda: facile a leggere, ma ben più difficile da mettere in pratica! Per fortuna ci sono scorciatoie per renderci la vita meno complicata, più facile e veloce: basta mettere una lattina di latte condensato zuccherato in una pentola a pressione (meglio nel cestello), naturalmente chiusa e senza etichetta, coprirla con l'acqua (almeno un paio di centimetri sopra la lattina) e cuocere 30/45 minuti dal fischio (2/3 ore usando una pentola normale, controllando sempre che l'acqua copra la lattina). Lasciare raffreddare la lattina nell'acqua. Tutto qua! Travasare poi in un barattolo di vetro e conservare in frigorifero ... anche se dubito che durerà a lungo!
Per il Bimby si può seguire la ricetta postata da Fiordilatte: nel boccale mettere 1 litro di latte fresco intero, 300 g di zucchero, mezzo cucchiaino di bicarbonato - 45 min. Varoma velocità 5, poi mescolare 30 sec. velocità 5. Versare nel barattolo e conservare in frigorifero.
Se pensate che il dulche de leche possa essere un regalo carino per gli amici (e sono sicura che lo sarà!) e si vuole stare tranquilli riguardo sterilizzazione e conservazione, meglio versare il latte condensato direttamente nei vasetti di vetro, chiuderli bene con i coperchi, e seguire poi lo stesso metodo di cottura: attenzione a mettere qualche vecchio canovaccio di cucina tra i barattoli che potrebbero crepare durante l'ebollizione se si toccano (stesso metodo come per i pelati fatti in casa).

Alla prossima settimana nel Brasile Carioca!
E' tempo di Carnevale a Rio!

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