20 novembre 2014

10 prodotti per me (non) posson bastare :-)


A fine ottobre sono stata a Torino al Salone del Gusto e Terra Madre, ospite di Garofalo, che si è appoggiata all'AIFB, di cui faccio parte, per la rappresentanza blogger.
E' stato bello poterci ritornare, ero stata la prima volta due anni fa, proprio grazie a Garofalo e al nascente progetto Gente del Fud.
Quest'anno i riflettori erano puntati su Niko Romito e al nuovo progetto Unforketable, una sorta di video enciclopedia gastronomica realizzata proprio da Niko rispettando la tradizione a tavola, ma rinnovandola per riuscire ad insegnare a tutti la cucina italiana nel modo più facile (anche in inglese, of course!). Ma di questo ne parlerò più avanti, una volta sistemate le foto e riordinate le emozioni di quei giorni (Emidio e Giorgio, sto parlando di voi e del fardello famigliare che avete creato, ogni volta mi scappa la lacrimuccia :-)-
Intanto una chicca di articolo di Vincenzo Pagano su Niko Romito, per dare un'idea di quello che ho potuto pregustare, in attesa che la gita a Castel di Sangro si concretizzi.

Dopo l'abbaglio della prima volta, questa gita gastronomica al salone è stata più cognitiva e selettiva, con maggior interesse verso i molteplici prodotti esposti, alcuni delle vere e proprie chicche, altri ritrovati con piacere e gusto inimitabile.
Stilarne una classifica è davvero impossibile, ce ne sarebbe da parlare e scriverne ... per un Salone intero! :-)
Questo elenco è dedicato ai nostri buoni prodotti italiani (con un'eccezione, per confermare la regola), mi sarebbe piaciuto fare un prodotto per ogni regione, ma avrei dovuto raddoppiare la quantità (e non sarebbe stato bloggally correct, con le indicazioni ricevute), per cui mi sono dovuta limitare ... anche se ... un pochino disobbediente lo sono stata :-)


Pane di Castelvetrano








Avevo già parlato dei Grani Antichi Siciliani nel post pre-Salone, sono stata contentissima di incontrare e intervistare Filippo Drago, a capo dei Molini del Ponte, dove ancora si macinano a pietra i semi prosperosi delle varietà dimenticate.
L’ingrediente principale per la produzione del Pane nero di Castelvetrano biologico presidio Slow Food, che ho avuto modo di assaggiare e gustare appieno, è l'accorta miscela di grano duro siciliano e grano duro siciliano varietà timilia, rigorosamente macinati in antichi molini a pietra naturale.
Questo pane è stato portato in mostra  anche all'Arca del Gusto, nata per raccogliere e far conoscere quei prodotti che appartengono alla cultura, alla storia e alle tradizioni di tutto il pianeta, e che corrono il rischio di scomparire.
Sto pensando seriamente di fare un ordine di queste favolose farina, come pure della semola integrale per cous cous da incocciare a mano e cuocere a vapore.



Liquirizia Amarelli


stand Amarelli


confetti di liquirizia


acqua di colonia alla liquirizia


Sono una liquirizia dipendente, fortunata che non soffro di pressione alta, per cui ne posso godere a volontà. Non potevo uscire indenne dallo stand calabro dedicato a questo prodotto, in questa regione a me poco conosciuta dal punto di vista alimentare, dove da secoli cresce questa radice riconosciuta dai testi scientifici come la migliore al mondo.
La prima volta che avrò occasione di scendere in questa terra non mancherò di fare una visita all'azienda e al Museo dedicato a questo prodotto così legato al territorio.
Acquistato la polvere da utilizzare in cucina e l'acqua di colonia, che mi piaceva già anche senza odorarla!

Due parole, anzi tre, come i produttori campani orgogliosi del loro prodotto per eccellenza: il pomodoro. Non ho saputo scegliere quale dei tre mi avesse colpito di più, perchè sono diverse le ragioni di questo innamoramento, così profondo per tutta la regione. Per cui considero questo trittico (con menzione speciale ad un quarto pomodoro) come una lode ad un unico prodotto, il pomodoro.






Già la denominazione antichi suona come un campanello festoso alle mie orecchie. leggendo la presentazione credere che la perfezione di questi pomodori sia stata a rischio è quasi impossibile. Ha solo un difetto: la fragilità alla meccanizzazione. E sono mani delicate che li raccolgono, li sciacquano e li invasano, pronti per una breve cottura, senza nessun additivo e nessun conservante.






Confesso che sono stata fulminata dalla presentazione nelle bottiglie, specie le magnum da 1,5 l. e quella gigante da 3 litri! Un'idea geniale, come rendere regale e prezioso anche il più semplice dei doni, ma di ottima qualità. Ne sono stati prodotti pochi esemplari, determinandone l'unicità: circa 600 bottiglie da 0,75 l., 170 di rosse e circa 70 gialle da 1.5 l. e solo una sessantina per le magnum da 3 l.
Tutti i prodotti Maida sono realizzati naturalmente senza aggiunta di conservanti e additivi chimici, nel rispetto della tradizione locale. L’olio extra vergine d’oliva utilizzato per la conservazione, proviene esclusivamente da coltivazioni cilentane.







E' una linea di pomodori di alta qualità, raccolti a mano, uno ad uno, e conservati in vetro, per mantenerne intatto il profumo e il gusto delizioso.  Solo le migliori varietà di pomodoro piccolo, come il Datterino giallo, Datterino rosso e Pizzutello vengono raccolte per l'invaso.
Come potevo rimanerne indenne, soprattutto dopo l'assaggio di quattro paccheri appena scolati e conditi?


Pomodoro Regina di Torre Canne




Non potevo rimanere insensibile al fascino di queste due signore, adornate nei loro vestiti tradizionali regionali, su questo bel banchetto rustico di pomodori eccellenti, ancora coltivati sotto gli ulivi secolari, simboleggianti l'associazione tra pomodori e cotone, come da tradizione, perchè vengono intrecciati ancora con il filo di cotone filato in casa.
Il Salento era un gran produttore di cotone, ai pomodori era riservato meno terreno. Ma quando l'America conquistò il mercato con le sue piantagioni immense,  il pomodoro prevalse, ma non si abbandonò comunque la coltivazione del cotone (le piante venivano messe a dimora in mezzo a quelle dei pomodori): servivano, infatti, per la produzione di cordicelle per intrecciare le ramasole, i mazzi di pomodori da serbo.
Un tempo il possesso di molte ramasole significava prestigio sociale e ricchezza famigliare: le ragazze in età da marito che ne possedevano molte erano molto ambite e favorite.
Premio Slow Pack nel 2010 per la categoria tecniche e materiali tradizionali.



La buona Fresco Piada




Lievito madre, zero conservanti, selezione di materie prime di eccellenza, solo prodotti di altissima qualità dei quali il 95% proveniente dal territorio romagnolo, combinati con l'abilità e la passione di uomini e donne impiegati nella sua lavorazione, fanno di questo più antico pane romagnolo un prodotto ad alta artigianalità avanzata.
Dalla classica squacquerone, crudo e rucola al conetto da passeggio, al conetto da passeggio pieno di fragranti striscioline fritte: impossibile resisterle!
Ma quanto sono simpatici i romagnoli, anche ttraverso una semplice piada? :-)



Stracchino all'antica delle Valli Orobiche







Siamo abituati a vedere e mangiare uno stracchino industriale tenero, umido, a breve scadenza, onnipresente nelle mense ospedaliere perchè ritenuto facilmente digeribile.
Questo artigianale non è così, anzi, si potrebbe definire un antenato del Taleggio: è un formaggio grasso, gustoso, leggermente piccante, prodotto con latte di montagna, appunto di queste valli bergamasche.
Nei tempi andati chiamavno stracchino tutti quei formaggi fatti col poco latte di animali stanchi (stracchi in dialetto) per le lunghe ascese e discese dei percorsi di transumanza, dalle valli agli alpeggi e viceversa. Si preparava così questo formaggio veloce, senza scaldare il latte e con una breve lavorazione.


Fagiolo Verdon




Anche al Nord si dimenticano le cose.
Questo fagiolo rappresenta la riscoperta di una semenza antica presso un vecchio coltivatore, che ne aveva conservato un etto in un sacchetto. 
Estinto da quasi una cinquantina di anni, con impegno e devozione è stata riportata in auge la coltivazione di questo fagiolo dell'antica tradizione veneta, recuperando un patrimonio della gastronomia locale tipica delle terre di Quarto d'Altino.
Parlando con la signora dello stand, avanti con gli anni ma giovane e arzilla di spirito, sono rimasta rapita dal suo amore sviscerato verso questo piccolo legume, rinfrancata che si sia ripreso a coltivarlo, anche se ancora in quantità esigua, e soprattutto che siano coltivatori giovani ad avvicinarsi a questa raffinatezza semiperduta (una paio anche sull'isola di S. Erasmo), perchè spetterà poi a loro (ri)tramandarne la bontà.



Cipolla ramata di Montoro











Che mondo sarebbe senza cipolle?
Ingrediente indispensabile in cucina, almeno nella mia, non potrei farne assolutamente a meno.
Mi piace scoprire e provare varietà nuove a me sconosciute, come questa campana.
Questa è autoctona delle valli del Monterese, tra Avellino e Salerno. La sua coltivazione in zona risale a tempi remoti. Apprezzata per il suo sapore dolce ed aromatico e la caratteristica lunga conservabilità.
Qui un simpatico articolo di Luciano Pignataro dedicato proprio a questa cipolla e alla sua raccolta.
La cassetta in cartone riciclato in cui veniva riposta nel 2012 ha vinto il Premio Slow Pack nella sezione filiera del packaging primario, secondario, terziario.



Annona di Reggio







Avevo visto la foto su Instagram postata da un'amica e mi aveva subito incuriosito.
Ho un pochino faticato a trovarla, contornata da una miriade di altri prodotti nello stand Profondo Food calabro. E non ho fatto in tempo ad assaggiarla per la coda di gente che ne aspettava una fettina.
Quindi mi fido di quello che ho trovato scritto: è stata introdotta nella prima metà dell'800, e sotto la denominazione Annona di Reggio (u nonu in dialetto) vengono comprese le varietà Annona Cherimola  Mill. e altre varietà spagnole ben acclimatate come la Fino de jete e Campas.
Quasi un dolce presentimento per un'altra varietà di Annona in cui sono incappata qualche giorno dopo, leggendo una rivista, che presentava la specie Asimina Triloba, o PawPaw, chiamato anche volgarmente Banano del Nord, molto bello e scenografico, con le grandi foglie caduche giallo oro nel periodo autunnale, portatore di un frutto simile. Vorrei proprio comprarla, visto che non teme il freddo, resistendo anche fino a -25°.



Sedano nero di Trevi




Famoso fino a qualche decennio fa, ma ora poco conosciuto al di fuori della sua area di produzione, in Umbria.
Un altro binomio ortaggio/fibra naturale (come per il binomio pomodoro Regina di Torre Canne/cotone) perchè i campi dove viene coltivato sono chiamati ancora oggi canapine  come in passato, quando erano utilizzati anche per la coltivazione della canapa. 
E' molto più lungo delle altre varietà, può raggiungere infatti il metro di altezza, ha le coste verde scuro ed è completamente privo di fili e molto profumato.
Oltre ad essere molto buono cucinato, era rinomato per la sua lunga conservabilità: infatti, veniva fornito come alimento ai passeggeri delle navi che ai tempi dello Stato Pontificio facevano la rotta da Genova, Livorno, Napoli verso le Americhe.
I contadini locali sono molto gelosi dei loro semi, tanto che ognuno di loro riproduce i propri dopo averli prelevati dalle piante migliori. Ed è anche per questo che i sedani si trovano solo nei mercati locali, saltuariamente anche a Perugia.
 


In finale un duetto estero, ma ricco di fascino gustoso comunque.




Su suggerimento di Sabrina, ho annusato, gradito e acquistato il Sale Viking, norvegese, aromatico e affumicato, dal cratteristico aroma persistente che accompagnerà e donerà extra vigore ad omelette, gratin di patate, verdure al vapore, torte salate.





Nello stesso stand non potevo rimanere insensibile al Sesamo alle prugne Umeboshi, un condimento molto popolare in Giappone, dove solitamente è accostato al riso bianco. Le prugne umeboshi sono un frutto conservato in salamaoia, assumendo così un gusto più acidulato e salato. Possono essere consumate in polpa, o elaborate in succo, liquore o aceto. Proprietà benefiche qui.
Ora resta solo da sperimentare nella mia cucina il suo utilizzo.


Questo è solo un piccolo assaggio del mio Salone, l'avventura continua, con i ricchi profumi e le storie più icredibili del grande pianeta Oval, dove è più facile perdersi senza una guida preziosa e coinvolgente ... che a noi no è mancata!


a presto, stay tuned ;-)

18 novembre 2014

Black & White Wednesday # 151


As explained last month,
BWW is changing time frequency,
will be now a biweekly event till the end of the year.

Sanhita of Pocket full of Spices is hosting BWW # 151,
send your entries to pocketfullofspices AT gmail DOT com,
the gallery will be up tomorrow Nov. 19th. 




Sicilian Cannoli



all in a row,



like little sweet peaceful soldiers



Would like to host a gallery?
There are always hosting weeks available.  
Please contact me at casacortella AT tin DOT it  if you are interested,
or just leave a comment to this post.

 Rules and new host line-up here.


We have a group on Flickr if you'd like to join and share your pics,
hashtag #BWFood on Twitter. 

17 novembre 2014

Hot Ginger, e si vola in Australia!


Il viaggio in India si è davvero concluso, da poche ore siamo già sbarcate in Australia, ospiti di Haalo, un'altra terra affascinante e che saprà regalarci spazi incontaminati ed avventure fantastiche.
Mentre volavamo verso la nostra nuova meta, ho voluto raggruppare tutte le vostre deliziose ricette arrivate, per ringraziarvi ancora una volta del vostro impegno e divertimento coinvolgente in questa lunga tappa. Siete state davvero tanto presenti, con molteplici preparazioni ed appunti di viaggio istruttivi ed appassionati.
Mi sono anche (ri)letta un bellissimo articolo apparso sul National Geographic di Tom O'Neill (ci sono molti articoli riguardanti l'India, sarebbe interessante leggerli tutti ed ammirare le gallerie fotografiche) intitolato Gli Intoccabili, per riuscire a capire come un popolo così antico, così evolutamente moderno in ambito tecnologico ed economico, possessore di boba atomica, possa ancora avvalersi della concezione che tutti gli uomini sono diversi e il destino è segnato inevitabilmente già alla nascita.
Anche se poco attraente per la sua durezza, questo articolo merita una lettura, quasi fosse un piccolissimo aiuto nella lunga e travagliata lotta intrapresa per abolire regole severe ed assurde.

In India, fin dalla nascita ogni indù è inserito nel sistema castale, che stabilisce una gerarchia dei comportamenti sociali, fra le più antiche esistenti al mondo. Radicato nella cultura indiana da 1500 anni, il sistema si fonda su un assunto di base: tutti gli uomini sono diversi.
La gerarchia delle caste è spiegata da un antico mito: le principali categorie sociali, o varna, emergono da un essere primordiale. Dalla bocca provengono i brahmani, sacerdoti e insegnanti; dalle braccia gli kshatriya, re, nobili e guerrieri; dalle cosce i vaisya, commercianti e artigiani; dai piedi, i sudra, la massa dei lavoratori comuni. Ciascun varna, a sua volta, è suddiviso in centinaia di caste e sottocaste, ordinate secondo una gerarchia.
Gli achuta, o intoccabili, costituiscono una quinta categoria. L'essere primordiale non ne rivendica la paternità. Il concetto di fuoricasta è strettamente legato a quello di "impurità". Esseri tanto contaminati da non meritare alcun valore, tali da rendere impuri gli altri varna anche solo sfiorandoli con lo sguardo o con la propria ombra, e perciò imbrigliati da regole severe per assicurarne l'isolamento nella comunità. Tutta la loro vita è dominata dal pregiudizio, specie nelle campagne, dove vivono tre quarti degli indiani. 
L'antica dottrina prevale sulla legge moderna. La costituzione indiana ha abolito le regole
del sistema castale, e ha decretato la parità degli intoccabili di fronte alla legge; ma l'Induismo, la fede condivisa dall'80 per cento della popolazione detta legge nella quotidianità.
Il sistema castale è considerato sacro e immutabile, e rinunciarvi equivarrebbe a sovvertire l'ordine dell'universo. La dottrina del karma determina l'appartenenza a una casta: un intoccabile può generare soltanto un figlio altrettanto intoccabile, condannato fin dal primo vagito a una condizione di "impurità".
Eppure gli intoccabili non hanno un aspetto diverso dagli altri indiani. La loro pelle è dello stesso colore. Non vestono stracci, né hanno il corpo piagato. Camminano per le stesse strade e frequentano le stesse scuole. Tuttavia, è come se portassero sulla fronte un marchio indelebile (continua qui).

Vi lascio un drink semplicissimo, che potrà essere di sollievo in queste lunghe giornate invernali a venire.
Lo zenzero è anche curativo, allieva la tosse e i malanni da raffreddamento, calma la nausea.

La ricetta ha origine nella costa Malabar indiana.
Lo zenzero è stato usato sia come spezia che come medicina in India e in Cina fin dai tempi più antichi.
Questa radice bulbosa dall'inconfondibile aroma e sapore speziato ha giocato un ruolo significativo a corte durante la dinastia Chera, secondo quanto riportano le scritture indiane, ed è probabilmente anche da dove deriva il nome dello stato federale del Kerala.
Dal 9° secolo, i re vendevano grandi quantità di zenzero ai commercianti arabi che portarono la spezia fin in Europa centrale. Dall'Europa poi arrivò fino alle Indie Occidentali attraverso l'entourage del vicerè spagnolo Antonio de Mendoza.
Questo tubero si insediò così bene che ben presto si cominciò a preferire lo zenzero giamaicano a quello indiano.
Dal libro Drinks di Laura Conti.







Per 4 bicchieri:

1 litro di acqua
6 fette di zenzero
4 cucchiaini di zucchero di canna


Portare acqua, zenzero e zucchero a bollore, lasciare sobollire a fiamma bassa per 10/15 minuti.
Filtrare con un colino in bicchieri termoresistenti. Servire caldo, specie durante serate fresche.







Grazie ancora per le vostre ricette, ecco la raccolta completa!

Per uno sguardo immediato, super colorato e super goloso, anche la raccolta Pinterest.




La nostra raccolta indiana - Our Indian Collection



Salato - Savoury


Biryani vegetariano
Tamara

 Cheppankizhangu/Seppankilangu Varuval - Taro root roast - Radice di taro al forno
Cristina

Indian-style Spicy Chicken 
Pakora 
Chicken Biryani
Eloisa

Tandoori Murghi
Jhinga Tandoori
Carla Emilia

Phool Kopir Dalna
Pinko 

Zuppa Mulligatawny
 Pollo al tikka masala con riso thay e pomodori piccantini
Elena 

Merluzzo con Fish-Curry Masala
Sara

Dahl Indiano e Basmati alla Curcuma
Sabrina

Punjabi Aloo Chole
Rosa Maria

Samosa alle verdure
Resy

Besan ka Cheela e Raita alla menta
Manuela

Aloo Tikki - Polpette di patate e piselli - Potato & Pea Patties 
 Khiceri
Terry

Potoler Dolma
Sanhita 

Panch Phoran - Masala bengalese 
Cristina 

Dum Aloo Punjabi
 Merce

Chana Masala
Alejandro 

Raita ai cachi - Persimmon Raita
Simona





 

Pani - Bread


Butter Naan
Lucia

Chapati o Roti
Puri - Pane fritto
Resy

Chapati 
Naan
Eloisa

Naan
Dosa di lenticchie rosse 

Miss Roti
Tamara

Pane Naan
Carla Emilia

Pane Naan al pepe nero e cardamomo 
Parathas
Alessandra

Gajar Paratha - Carrot Paratha - Pane ripieno alle carote
Cristina

Naan al Curry e Chapati - Curried Naan & Chapati
 Cinzia

Chapati
Alejandro 

Chapathi e Metha Parathi
Terry





 


Dolci - Sweet


Kulfi gelato
Marta

Patisa o Soan Papdi 
Nankathai
Coconut Ladoo e Rava Coconut Ladoo

 Jalebi
Chocolate Sandesh 
Karanji
Resy

Indian Milk Cake
Mysore Pak
NanKathai 
Aparna K.

Singhare Halwa - Dolce alle castagne
Morena

Dolcetti al cocco
Tamara 

Kesar Suji Halwa
Anisja

Chawal ki Kheer
Rosa Maria 






 


Drinks


 
The Chai Masala
Marta

Royal Bengal Tiger Tea - Cognac Indian Tea
Kela ka Rayta 






 Namaste

 (नमस्ते)

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