Minestra di cazzarielli per l'MTC#53
Prima volta per me all'MTC Challenge, forse la sfida più intrigante, istruttiva e seguita del web.
Per la prima sfida del primo mese di questo nuovo 2016, Vittoria ha proposto un tema molto confortante e, con la gelida ondata di freddo che si è abbattuta in questi giorni nel nostro paese, assolutamente di stagione: minestroni e zuppe.
Sono arrivata tardi, ma ora spero di aver capito come funziona, per accapparrarmi un'(in)solita e foresta zuppa, ma mi sono consolata con l'interessante giro del mondo in 25 zuppe, accompagnata dal racconto puntiglioso di Acquaviva e dalla simpatica infografica di Daniela.
I miei zii e cugini preferiti abitano a Salerno, e in gioventù affittavano sempre una casa per la stagione invernale a Roccaraso. Abbiamo trascorso anche noi una vacanza natalizia laggiù, indimenticabile! Il mio babbo, sempre pronto a nuove avventure e desideroso di provare il suo nuovo camper americano in tenuta invernale (era un camper strafavoloso, gemellato, con frigo e freezer di non so quanti litri, forno, vasca da bagno, insomma ... un'americanata trasferita in Italia, e per gli anni '80 era proprio una chicca :-), ci ha caricati e portati giù ... ricordo ancora il pezzo di autostrada nella Val di Sangro con i viadotti a strapiombo, il buio, un ventaccio tremendo e una fifa paurosa!
Ricordo anche le ghiotte scorpacciate di focacce deliziose e i botti e gli scoppi dell'ultimo dell'anno fino alle 4 di mattina: altro che guerra in Libano (all'epoca, ancora in atto), sembrava di avere cecchini ad ogni angolo di strada e ad ogni finestra, una sparatoria infinita! Una vacanza memorabile, con tante risate ed allegria, ne porterò sempre un ricordo affettuoso, di persone care e speciali intorno a me.
Ma cosa c'entra con la zuppa? All'epoca non l'avevo mangiata, ma in una delle mie ultime visite parentali a Salerno, mia cugina portò in tavola una cocotte, che nascondeva la zuppa fumante: quale delizia, forse resa ancora più buona dai momenti trascorsi insieme che cominciammo a ricordare, commuovendoci ancora per le gag goffe del mio babbo e quelle più spanciose della mia cara zia.
La ricetta viene dal foglietto accluso alla confezione di cazzarielli che mia cugina aveva usato, proveniente dall'Alimentari D'Altorio di Roccaraso.
Sono le ricette che piacciono a me, perchè non portano quantità precise, riportano il famigerato q.b. per ogni singolo ingrediente, e lasciano quindi libertà di dosare a proprio gradimento, e con questi tipi di pietanze ce lo si può permettere.
Ne risulta una zuppa a propria immagine e somiglianza, più o meno brodosa come più gusta al cuciniere.
Ingredienti:
aglio
pancetta
fagioli borlotti
verza
brodo vegetale o fatto col dado homemade
peperoncino piccante
olio extravergine di oliva
per i cazzarielli:
300 g di semola rimacinata di grano duro
200 g circa di acqua a temperatura ambiente
Fagioli: se si usano quelli secchi, metterli a bagno in acqua a temparatura ambiente la sera prima, quindi scolarli, risciacquarli e cuocerli in acqua (partendo a freddo) con qualche ago di rosmarino e una foglia di salvia, a bollore minimo e semicoperti. Prelevare poi con un ramaiolo a buchi la quantità necessaria. per quelli freschi passare direttamente alla cottura, dopo averli sgusciati e risciacquati.
Si possono cuocere in pentola a pressione per velocizzare la procedura.
Verza: pulire e lavare la verza, cuocere le foglie in acqua leggermente salata (non troppo abbondante) finchè abbastanza tenere.
Cazzarielli: sulla spianatoia fare la classica fontana con la semola, versare l'acqua al centro ed impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo, se necessario aggiungere ancora un cucchiaio di acqua o semola. Formare una palla e lasciare riposare mezzoretta, coperta da una ciotola. Prendere un pezzo di impasto alla volta, formare un rotolino e ritagliare dei tocchetti di pasta di un centimetro. Disporli su un telo spolverato di semola.
Ho trovato in rete la ricetta di Adele che li impasta con l'acqua bollente, li fa più grandi e li passa sul retro di una grattugia come gli gnocchi.
Questa pasta ha questo nome strano, che ho trovato scritto anche cazzarelli, forse per italianizzarlo, perchè sono una specie di gnocchi molto piccoli, delle cosine da nulla, dei cazzarielli appunto, ... ci siamo capiti? :-)
Questa pasta ha questo nome strano, che ho trovato scritto anche cazzarelli, forse per italianizzarlo, perchè sono una specie di gnocchi molto piccoli, delle cosine da nulla, dei cazzarielli appunto, ... ci siamo capiti? :-)
Zuppa: soffriggere l'aglio spremuto con la pancetta in qualche cucchiaio di olio, aggiungere il pomodoro e il peperoncino piccante (fresco o secco, a piacere), lasciare insaporire.
Unire poi i fagioli scolati e la verza cotta tagliuzzata. Coprire col brodo e sobollire per 5 minuti.
A parte cuocere i cazzarielli per circa 10 minuti in abbondante acqua salata, quindi unirli alla zuppa e lasciare cuocere ancora 20 minuti a fuoco basso. Se necessario, allungare ancora con del brodo.












