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26 febbraio 2021

Aprigoji Mochanut Breakfast Loaves


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Era troppo lungo mettere il nome in italiano, mi sono sforzata di cercare qualcosa di accattivante e foneticamente valido abbreviando e mescolando i nomi come riescono a fare questi americani ma le mie papille cerebrali hanno ceduto a quelle gustative all'assaggio di questa bontà, lasciandomi in balia di insignificanti vocaboli... per cui meglio una spiegazione più chiara ma che certo non poteva ambire a titolo accattivante: Filoncini, o meglio, Plum-cake da colazione profumati al caffè (e Rum, se lo sono dimenticati :-)) con albicocche, nocciole e bacche di Goji.
Ricetta strepitosa, che mi ha golosamente strasoddisfatto, tratta dal libro Fruit Cake di Jason Schreiber, scelto per questo appuntamento mensile del Club del 27. Un libro dedicato dall'autore a tutti i curiosi che ricercano un dolce fruttato ma non banale, più o meno complesso nella sua esecuzione, che appaghi vista, palato e momento conviviale a lui dedicato.
Il titolo quasi ingannevole ce lo presenta come un dolce da colazione, da tagliare a fette le quali andranno poi tostate e spalmate generosamente di burro. Certo, si può seguire alla lettera il consiglio, saranno sicuramente più goduriose. Ma credetemi, anche al naturale regala emozioni goderecce, e non solo per colazione: sarà oltremodo un compagno ideale al momento del tè o per quella inevitabile voglia di qualcosa di dolce dopo la cena, divanati davanti alla tv :-)) 
La raccolta finale dei dolci con frutta qui.


Plumcake albicocche, nocciole, bacche di goji
 
Ingredienti:
250 g di farina 0
160 g di zucchero semolato
210 g di zucchero di canna chiaro
180 g di albicocche secche, tritate grossolanamente
50 g di bacche di goji
85 ml di rum scuro *
130 g di nocciole 
85 g di burro, fuso e raffreddato, più altro per ungere gli stampi
2 cucchiai di cacao, più altro per spolverare gli stampi 
un cucchiaino di lievito per dolci
la punta di un cucchiaino di bicarbonato di sodio
2 cucchiaini rasi di polvere di caffè 
1 cucchiaino raso di sale
60 g di panna acida 
3 uova grandi 
85 ml di latte intero

Per la bagna:
65 ml di rum scuro *

* ho usato il Gingerbread Gin che avevo preparato in un'altra occasione del Club del 27, ottenendo così un profumo leggermente speziato che ricorda il classico Pain d'Epices: ve lo consiglio!
 
Mettere le albicocche, le bacche di goji e il rum in una piccola ciotola, mescolare e lasciare riposare un paio di ore.
Preriscaldare il forno a 180° mettendo la griglia in posizione centrale. 
Tostare le nocciole in forno per circa 10/12 minuti,  fino a quando le bucce iniziano a rompersi. Raccoglierle in un canovaccio pulito e lasciarle riposare per raffreddarle leggermente, poi strofinarle nel telo per rimuovere la buccia. Mettere da parte. Si possono usare anche le nocciole già pelate e tostate, mettendole in un padellino antiaderente e facendole rinvenire (si vedrà che si olieranno in superficie) a fiamma media per alcuni minuti, sprigionando il loro caratteristico profumo.
Spennellare 2 stampi (9x21,5 cm misura interna, io uso questi in alluminio comperati per fare la Battenberg Cake) col burro e spolverare con cacao setacciato, battendo poi sul piano di lavoro per eliminare l'eccesso. 
In una ciotola setacciare insieme la farina, il cacao, il sale, il lievito, il bicarbonato di sodio e il caffè. 
In un'altra ciotola più grande o nella planetaria, sbattere con una frusta il burro con la panna acida e gli zuccheri fino ad ottenere un composto denso e cremoso, quindi incorporare le uova una alla volta. Unire quindi metà degli ingredienti secchi, poi il latte ed infine i restanti ingredienti secchi, la frutta macerata col suo rum e le nocciole. 


Plumcake allaPlumcake albicocche, nocciole, bacche di gojifrutta



Dividere l'impasto negli stampi precedentemente disposti su una teglia: saranno molto pieni. Infornare a 180° finché le torte diventano sode al tatto e uno stecchino inserito nel centro esce pulito, circa 50/55 minuti  (per gli stampi piccoli sono bastati 25/30 minuti). 
Trasferire gli stampi su una gratella a raffreddare per 15 minuti prima di sformare le torte sulla griglia. Spennellare con il rum, quindi lasciare raffreddare completamente. 
Servire le fette di dolce leggermente tostate a colazione con burro, ma sono buone anche così al naturale.
Avvolte in pellicola o in un sacchetto per alimenti si conservano per una settimana a temperatura ambiente; possono anche essere congelate fino a 3 mesi.

Considerazioni: 
- ho voluto provare gli stampi piccoli ma non vale la pena, meglio 2 della misura che indico in ricetta;
- meglio anche tagliare le nocciole a metà perché tagliando il dolce con un coltello normale si fa fatica e la nocciola scappa; infatti ho dovuto usare il coltello elettrico :-))
- meglio coprire il dolce con un foglio di alluminio una volta cresciuto perché potrebbe bruciacchiarsi, come ben si vede in foto; nel caso, aspettare che si freddi quasi completamente e con un coltellino a seghetto si riuscirà a rifilarlo ad eliminare ogni parte rovinata;
- la frutta tende a cadere verso il basso, si potrebbe ovviare mettendola in freezer (suggerimento di Ilaria, ma mai provato con le nocciole) o infarinandola leggermente prima di inserirla nell'impasto; oppure, pensato da me, alternandola a strati con l'impasto.


Plumcake albicocche, nocciole, bacche di goji


For the loaves:
1 cup-180 g dried apricots, roughly chopped
½ cup-50 g goji berries
⅓cup-83 ml dark rum *
1 cup-128 g raw hazelnuts
6 tablespoons (¾ stick)-85 g unsalted butter, melted and cooled,
plus additional for greasing the pans
2 tbsp-10 g unsweetened cocoa powder, preferably Dutch-processed,
plus additional for dusting the pans
1¾ cups-249 g all-purpose flour
1 tsp- 3 g coarse salt
1 tsp-3 g baking powder
¼ teaspoon-1,5 g baking soda
2 tsp-2 g finely ground coffee
¼ cup-61 g sour cream
¾ cup- 159 g granulated sugar
1 cup-212 g firmly packed light brown sugar
3 large eggs
⅓cup-83 ml whole milk
3 mini loaf pans, 3¼ × 5¾ × 2¼-inch 
 
For the soaker:
¼ cup-62 ml dark rum *

* for me, homemade Gingerbread Gin


Place the apricots, goji berries, and rum in a small bowl. Give them a quick toss to coat, then let the fruit sit for about an hour to absorb some of the booze.
Preheat the oven to 350°F (180°C) with a rack in the center position.
Place the hazelnuts on a rimmed baking sheet and toast until the skins begin to crack, 10 to 12 minutes. Gather the nuts in a clean kitchen towel and let them sit for a minute or so to cool slightly, then rub the nuts in the towel to dislodge the skins. Set aside.
Brush three 3¼ × 5¾ × 2¼-inch mini loaf pans with butter and dust with cocoa powder, tapping out the excess.
In a medium bowl, whisk together the flour, cocoa powder, salt, baking powder, baking soda, and coffee. Set aside.
In a large bowl, whisk together the melted butter, sour cream, and both sugars. Have at it until the mixture is thick and creamy, then whisk in the eggs one at a time. Whisk in half the dry ingredients, followed by the milk. Stir in the remaining dry ingredients, the soaked fruit and any remaining rum, and the hazelnuts.
Divide the batter into the pans and place the pans on a baking sheet. They will be very full. Bake the loaves until they are firm to the touch and a cake tester inserted into the centers comes out clean, about 52 minutes.
Transfer the pans to a wire rack. Allow the loaves to cool in the pans for 15 minutes before unmolding onto the rack. Brush the loaves with the rum soaker, then let cool completely. Serve gently toasted slices with butter for a breakfast treat.

Storagewrapped well, these loaves will keep for a week at room temperature or can be frozen for up to 3 months (or until you’ve forgotten where you put them).

19 novembre 2020

Cari e adorati Scones

Piccoli panini, direi bocconcini, di origine scozzese a lievitazione rapida, serviti tradizionalmente durante la pausa del tè pomeridiano. Chiamato appunto Cream Tea, la forma più semplice dell'Afternoon Tea, il rito culinario e di life-style britannico per eccellenza, quando insieme al tè vengono serviti accompagnati da clotted cream e confettura rossa, solitamente di fragole o lamponi. La clotted cream è una panna molto soda e rappresa, prodotta unicamente in 2 regioni del Sud-ovest dell'Inghilterra, il Devon e la Cornovaglia. Si ottiene lasciando riposare il latte apena munto in recipienti bassi e larghi vicino a una fonte di calore per anche un paio di giorni: in questo modo tutta la panna affiorerà in uno strato denso e semisolido. 

Clotted cream (noi possiamo accontentarci di mascarpone o semplice panna semimontata) sotto o sopra la confettura? Due sono le scuole di pensiero: nel Devon la mettono sotto (Devon Cream Tea), in Cornovaglia sopra (Cornish Cream Tea). La regina Elisabetta la mette sotto :-)

Come tutte le ricette di tradizione, ne esistono diverse interpretazioni, tutte buone e valide. E che si assomigliano negli ingredienti: chi usa il latticello nell'impasto (una volta si usava appunto quello scartato dalla produzione della clotted cream), chi lo yogurt (come questi casalinghi di Susan), chi semplice latte o panna (quelli serviti a Downton Abbey), chi ci mette l'uovo nell'impasto, come quelli offerti nei Garden Tea Parties della regina Elisabetta.

Il nome Scone ha origini incerte, anche se l'Oxford English Dictionary ne riporta la prima menzione risalente al 1513. Potrebbe derivare da un nome simile di un pane olandese o tedesco o da un termine gaelico scozzese. Esiste anche la città di Scone in Scozia, antica capitale di quel paese, dove i Re scozzesi venivano incoronati sulla Stone of Destiny (o Stone of Scone e ora denominata Coronation Stone), una pietra sulla quale sedevano al momento dell'incoronazione. Fu trasportata a Londra e sistemata sotto al trono delle incoronazioni da Edoardo I nel 1296, dove anche la regina Elisabetta si è accomodata nel giorno della sua proclamazione. Dopo varie peripezie, è stata ufficialmente restituita agli Scozzesi nel 1996 ed attualmente custodita nel castello di Edimburgo.

Ultima curiosità: come si pronuncia scone? con la o larga o più chiusa? dipende sempre dalla provenienza regionale e non a caso esiste una versione rimata per capirne la differenza :-)


I asked the maid in dulcet tone
To order me a buttered scone;
The silly girl has been and gone
And ordered me a buttered scone.


Dopo aver seguito la diretta IG pochi giorni fa di Marina Minelli, royal expert, con Sasha Carnevali (la trovate sul canale IGTV di Marina), qui è scoppiata la scones mania, ripetuti spesso e volentieri in questi pomeriggi (ma anche colazioni) novembrini che richiamano volentieri una bella tazza di tè fumante da gustare in compagnia :-)


scones


Tips&Tricks

- usare burro freddo da frigo o ancora meglio congelato e poi grattugiato sulla farina con la grattugia a fori grossi o congelato già a cubetti

- setacciare il lievito sulla farina già setacciata, anche 2 volte
- non lavorare troppo e con vigore l'impasto, deve rimanere abbastanza grezzo
- quando si tagliano gli scone con il coppapasta, premere solo sopra senza ruotarlo di lato: meglio levare l'impasto eccedente intorno e poi alzare il coppapasta; in questo modo rimarranno le pieghe visibili sulla circonferenza che permetteranno un'ottima crescita in verticale e quindi gli scones lieviteranno meglio
- la tradizione vorrebbe un coppapasta smerlato
- infarinare il coppapasta (quasi) ad ogni taglio
- si possono raffreddare in frigo 15 minuti prima di cuocerli
- usare una teglia da forno per biscotti piatta senza bordi come questa, in modo che il calore sia omogeneo in ogni parte
- sistemare la teglia nel ripiano più alto del forno
- il forno deve essere già a temperatura

scones

Ingredienti:
225 g di farina 0
mezzo cucchiaino sale
60 g di burro freddo a dadini
1 o 2 cucchiai di zucchero di canna chiaro 
1 bustina di lievito per dolci non vanigliato (16 g di baking)
100/120 ml di buttermilk (latticello)
(oppure 1 cucchiaio di yogurt bianco + acqua, in totale 100 ml)
latte per la spennellatura finale
coppapasta 5 cm diametro

 

Non vale la pena sporcare un frullatore perchè a mano è facilissimo e ci si impiega dvvero poco.
In una ciotola capiente versare farina, lievito (entrambi setacciati) e sale e lavorarli velocemente con il burro con la punta delle dita (come fare una frolla): si dovrà ottenere uno sbriciolato grossolano. Unire lo zucchero ed in seguito lo yogurt sciolto nell'acqua, mescolando con una forchetta, brevemente e senza riguardi :-) Si deve ottenere un impasto morbido e abbastanza grezzo (leggasi: non liscio come il culetto di un bambino).
Si possono tagliare direttamente sulla carta forno, altrimenti infarinare leggermente il piano di lavoro. Stendere l’impasto (senza premere troppo con il mattarello) ad uno spessore di 2 cm e tagliare gli scones con il coppapasta. Le eccedenze di impasto si riimpastano velocemente e ritagliano ancora per ottenerne altri. Ne verranno fuori una quindicina, dipende dalla loro grandezza.
Spennellarli con il latte e infornarli in forno già caldo a 200/220° per circa 10/12 minuti, dipende dalla loro grandezza: dovranno risultare belli gonfi e dorati, e il loro profumo invaderà la cucina.
Lasciarli intiepidire leggermente su una griglia e poi servire con mascarpone o panna montata morbida (nel qual caso, essendo più leggera e morbida della confettura, andrà sopra) o burro e confettura di fragole o lamponi.

Gli scones vanno aperti con le dita, mai usare il coltello; sarà un'operazione facile perchè, una volta cotti, risulteranno provvisti di crepe laterali.
Si farciscono e si gustano separati, non chiusi a panino. La tradizione vuole una confettura rossa, che risalti sugli scones dorati.

Esiste anche una versione più morbida e piatta chiamata drop scones, molto simile ai pancakes, di cui mantengono la particolare cottura in padella.

In questo video, gli errori grossolani compiuti dalla troupe di The Crown quando la regina Elisabetta riceve Jacqueline Kennedy per un tè: taglia uno scone con il coltello! :-((

20 dicembre 2018

Battenberg Cake


Davvero, siamo agli sgoccioli di questa grande raccolta del Menù Lib(e)ro, pensato e ideato da Marta e Aiu', che ci ha accompagnato in questi ultimi mesi (da maggio, per l'esattezza) offrendoci una carrellata di idee per presentare un menù ricco e corposo ai nostri ospiti, tutte prese dai libri più o meno conosciuti della grande biblioteca mondiale dedicata alla cucina, spaziando dalle pubblicazioni più recenti a quelle più vintage e capisaldi della tradizione culinaria.
Lynne è stata la nostra ospite per la sezione dedicata a Torte e semifreddi, accogliendoci alla sua tavola con un'invitante e golosa Torta austriaca alle prugne (Zwetschencuchen) e personalmente ho voluto omaggiarla con un'altrettanto golosa torta d'Oltremanica, perfetta per un classico Afternoon Tea o in qualsiasi momento si abbia voglia di qualcosa di particolare da addolcirci la giornata. E' composta da un impasto morbido, una genoise, diviso in due prima della cottura e una parte colorata a contrasto; una volta cotto si ridivide e si compone il dolce alternando i colori, in modo da formare una scacchiera, usando come collante della confettura di albicocche. Si ricopre poi di marzapane (facile da fare in casa) e si lascia compattare in frigorifero. 
E' ormai tradizione consolidata far risalire la sua creazione al 1884, per celebrare le nozze della nipote della regina Vittoria con il principe tedesco Luigi di Battenburg, da qui il nome, e che le 4 sezioni della torta rappresentassero in origine i quattro principi di Battenburg: lo stesso Luigi e isuoi fratelli Alexander, Franz-Joseph e Henry.
Ma facendo una ricerca più approfondita su internet, ho trovato un articolo pubblicato da Ivan Day nel 2011 che pone dei dubbi su questa origine. Ne riporto fedele traduzione (e sulla sua pagina originale potrete trovare anche le relative immagni):


Ci sono molte storie su questa famosa torta inglese, composta da strati alternati di pasta genovese colorati e racchiusi in una copertura di pasta di mandorle. Nella sezione trasversale sembra il disegno di una finestra di un bambino, che è senza dubbio il motivo per cui è nota nel nord dell'Inghilterra come Torta della finestra della cappella (Chapel Window Cake). La storia più comunemente tramandata sulla torta si riferisce alla sua presunta origine: pare, infatti, sia stata creata per celebrare il matrimonio (nel 1884) del principe Luigi di Battenburg con la nipote della regina Vittoria, la principessa Vittoria. Questa spiegherebbe il perchè delle quattro sezioni della torta, a rappresentare in origine i quattro principi di Battenburg: lo stesso Luigi ei suoi fratelli Alexander, Franz-Joseph e Henry. L'unico problema di questa storia è che le prime ricette apparse di questa torta erano a 9 quadrati e non a 4 come si trovano nelle versioni moderne.
La prima ricetta da me ritrovata con sezioni colorate è stata pubblicata da Frederick Vine nel 1898 nel suo meraviglioso libro Salable Shop Goods. Vine era uno dei panettieri e pasticceri più eminenti del suo tempo; non solo era l'autore di numerosi libri, ma era anche l'editore della rivista specializzata The British Baker. Nella sua ricetta dice chiaramente di creare una torta con nove sezioni, alternativamente colorate di rosso e bianco, riportandone il diagramma. La stessa immagine della torta finita apparve solo quattordici anni dopo il matrimonio di Louis e Victoria, pubblicata dal fornaio più rispettato di Londra. Se Frederick Vine non sapeva che aspetto avesse una Battenburg Cake, allora chi lo sapeva? Alcuni altri in realtà. Nei primi anni del XX secolo, un certo numero di professionisti pubblicarono ricette ed illustrazioni in sintonia con quelle di Vine. Ad esempio, la ricetta di T. Percy Lewis e A. G. Bromley nel The Book of Cakes (Londra, 1903) è composta da nove riquadri, come si evince dalla loro dettagliata illustrazione a colori. Non sono stato capace di trovare nessuna prova contemporanea di questo dolce a conferma che sia stato inventato proprio per onorare il matrimonio reale del 1884; questo fatto potrebbe essere vero e molto probabilmente la tradizione si basa su una memoria popolare, ma non sembra essere stata tramandata in nessun documento scritto. Né ci sono resoconti effettivi che colleghino il numero delle sezioni con i principi di Battenburg, a meno che, ovviamente, non ce ne fossero altri 5 di cui non sappiamo nulla. Forse Louis aveva altri fratelli di cui suo padre preferiva mantenere il segreto e non proferire parola! La storia dei quattro pannelli e dei principi sembra essere emersa abbastanza di recente ed è descritta su Wikipedia senza alcuna citazione della sua fonte: se qualcuno è a conoscenza della documentazione iniziale che collega questa torta al matrimonio di Battenburg, sarei felice e perennemente grato di una libera condivisione. Nel 1923, la torta di Battenburg era ancora realizzata con nove riquadri, come testimonia la fotografia pubblicata sul libro The Ship's Baker di Richard Bond, un altro eroe
dimenticato della gastronomia britannica che si specializzò in libri sulla cucina di mare.
Una Battenburg Cake ben fatta è una sfida tecnica per ogni fornaio e si può facilmente intuire perché sia stata scelta come prova di abilità per i concorrenti di The Great British Bake Off. In passato, il compito di costruire uno di questi dolci veniva spesso affidato a fornai e pasticceri apprendisti per testare la loro abilità e i risultati venivano spesso esposti.  In un'edizione del libro di Vine (forse del 1936), si può vedere quali tipi di Battenburg Cake venissero confezionate negli anni Trenta. Nell'immagine riportata, le torte di Battenburg sono quelle a sinistra e a destra. Sono gli anni Trenta e il numero di pannelli si è moltiplicato da 9 a 25: l'Art Deco sembrava fuori di testa! Forse i panettieri dell'epoca non stavano solo onorando i fratelli di Sua Altezza Serenissima (compresi quelli illegittimi), ma anche tutti i suoi nipoti e pronipoti! Quanti ne aveva?
Torniamo alla spinosa domanda: quando la Battenburg Cake diventò a 4 pannelli? Non ne sono sicuro, ma è possibile che si risalga a quando iniziarono ad essere prodotte da panificatori industriali come Lyons, che per quanto ne so iniziò a commercializzarli in serie prima della Seconda Guerra Mondiale. Suppongo che fare una torta a 4 riquadri sia molto più facile da realizzare (anche in scala industriale) rispetto a una con 9. Allora, da dove viene la storia dei quattro principi di Battenburg? Beh, molto probabilmente farà parte delle innumerevoli leggende tramandate riguardo i nostri cibi tradizionali.
Se c'è un eroe in questa storia, è Frederick Vine. Questo scrittore dimenticato di cibo britannico, di cui me ne occupo ampiamente sul mio blog, è stato l'autore di un altro libro
: Cakes and How to Make Them (Torte e come realizzarle). Sfortunatamente nessuna delle edizioni di questo libro è datata, anche se alcune note fanno presupporre una pubblicazione dell'anno precedente a quella di Salable Shop Goods, probabilmente verso il 1890. Se questo è corretto, e sono necessarie ulteriori ricerche per confermarlo, questo libro contiene proprio la prima vera ricetta della Battenburg Cake. Tuttavia, è un dolce completamente diverso dalla torta che ora porta questo nome. La precedente Battenburg Cake di Vine è in realtà una semplice torta alla frutta cotta in uno stampo da plum-cake (segue ricetta per chi avesse voglia di provarla).
Da notare che Vine, il cui pseudonimo era Compton Dene, ci dice che "queste torte si vendono bene ovunque vengano mostrate". Ciò indicherebbe che la Battenburg Cake fu un arrivo abbastanza recente nella pasticceria nei primi anni dopo il 1890. La coppia reale si sposò solo sei anni prima che la ricetta fosse stampata; quindi forse questa precedente
torta ha più pretese di essere la torta celebrativa originale piuttosta di quella che noi conosciamo a più colori. Vine era al culmine della sua carriera al momento del matrimonio; se fosse vivo ora, sono sicuro che sarebbe in grado di dirci perché una torta di frutta deliziosa ma anonima sia stata sostituita da una più appariscente ma anche più stucchevole in neanche sei anni.
Bene, suppongo che la morale di questa storia sia quella di non limitarsi a credere a tutto ciò che ci propinano in tv o su Wikipedia. Per quelli che sono più interessati alla vera realtà piuttosto che alla finzione, ecco la firma e l'etichetta originale di Frederick Vine, tratti dalla copia di Gastronomic Regenerator di Alexis Soyer, che ora fa bella mostra di sè nella mia biblioteca. È un bene prezioso. Sicuramente avrete notato che ho sempre scritto Battenburg con una "u", piuttosto che Battenberg, che sembra essere un'evoluzione lessicale contemporanea. Bene, ho seguito anche il signor Vine in questa faccenda, perché penso che dovrebbe essere proprio lui ad avere l'ultima parola.

Dopo questo mio scritto, ho trovato altre notizie interessanti riguardo questa torta, scrivendone ulteriormente in questo articolo (Buttenberg Cake Revisited, or Neapolitan Roll Rediscovered) e in seguito anche in quest'altro (Butternburg Cake History Again!).

Per voi, la traduzione di questi ultimi 2 articoli in un prossimo futuro :-))
Al momento, godiamoci una fetta di questa torta così scenografica (ma anche buona, a piccole dosi, ve lo assicuro!)


battenberg cake


Ingredienti:
175 g di burro morbido

175 g di zucchero super fino

175 g di farina 00 autolievitante, setacciata

3 uova grandi, sbattute

pizzico di sale
colorante rosso per alimenti

mezzo cucchiaino di acqua di rose

mezzo cucchiaino di acqua di fiori di arancio (o estratto di mandorla)

90 g di marmellata di albicocche

450 g di marzapane *

zucchero

uno stampo 20x20 oppure 2 stampi 10x20

* Marzapane: 320 g farina di mandorle-180 g zucchero a velo
-90 g di confettura di albicocche
Frullare la farina di mandorle, lo zucchero a velo e la marmellata fino ad ottenere un composto omogeneo.


battenberg cake



Imburrare uno stampo 20 x 20 cm. Dividerlo a metà con una parete formata da un cartoncino rivestito di alluminio. Rivestire lo stampo con carta forno, fermandola con un pochino di burro sul fondo e sulla parete dello stampo e facendo attenzione a ricoprire anche la parete divisoria di alluminio.
Oppure rivestire i 2 stampi rettangolari con carta forno, fermandola con un pochino di burro sul fondo e sulle pareti degli stampi.

Lavorare il burro con lo zucchero con una frusta fino ad avere una crema liscia ed omogenea. Unire le uova a filo, poco alla volta, sempre mescolando con la frusta.
Aggiungere poi la farina, un cucchiaio alla volta, fino ad esaurimento. Se il composto fosse troppo duro aggiungere un paio di cucchiai di latte.

Dividere il composto in due parti uguali: unire in una il colorante necessario per avere un impasto rosa e l’acqua di rose, amalgamando bene; nell’altra aggiungere l’acqua di fiori di arancio o l’estratto di mandorla.
Versare delicatamente i due impasti nelle due metà dello stampo (o ognuna in uno stampo rettangolare) e livellare. Infornare a 180/190° per 20 minuti. Fare la prova stecchino per riconoscere la corretta cottura.


facendo battenberg cake


Lasciare raffreddare completamente, estrarre dallo stampo, avvolgere nella pellicola e trasferire in frigo a rassodare.
Pareggiare i lati delle torta in modo da ottenere due parallelepipedi perfetti. Sovrapporre la torta bianca su quella rosa e pareggiare i lati; tagliare poi le torte nel senso della lunghezza per ottenere 4 parallelepipedi uguali.
Preparare la confettura di albicocche: fare raggiungere il bollore alla confetturain un pentolino, spegnere e passate al setaccio e lasciare raffreddare.
Spennellare abbondantemente con la confettura la superficie di un blocco bianco e di un blocco rosa e accostarli. Sovrapporre altri due blocchi facendo attenzione ad alternare il colore per ottenere così la classica scacchiera di questa torta. Spennellare tutta la superficie esterna della torta, per far aderire poi la copertura, e riporre in frigo.
Trasferire il marzapane tra due fogli di carta forno e stenderlo con un matterello fino ad uno spessore di pochi millimetri. Ricoprire la torta e pareggiare i lati in modo da renderli regolari.
Riporre la torta in frigo per almeno mezz’ora o fino al momento di servire.


battenberg cake



Senza titolo


Questa ricetta partecipa alla nuova raccolta Menu Lib(e)ro organizzata da Aiù.
Info su come partecipare qui, pagina FB con tutte le ricette pubblicate qui.

25 marzo 2018

Nursery Tea per l'MTC#71


Durante l'era edoardiana era consuetudine che le classi medio-alte assumessero le bambinaia per crescere i figli. I genitori non ne condividevano le abitudini quotidiane e l'educazione. Una delle rare volte in cui i bambini interagivano con i genitori era a metà pomeriggio, all'ora della merenda, nella stanza dei giochi. I Nursery Teas  non erano elaborati, ma composti da semplici panini (quelli con sardine erano considerati molto nutrienti), uova bollite su fette di pane tostato, pane con burro e talvolta marmellata (considerata una vera leccornia) e in occasioni speciali budini, crostate di marmellata e focaccine dolci. Le poche torte servite erano molto modeste e la regola prevedeva che venissero servite solo dopo aver mangiato pane e burro. Il tè, ovviamente, non era previsto per loro: il latte era la bevanda usuale e occasionalmente, veniva servita la limonata. Si osservavano anche regole precise:
Oggigiorno possiamo essere molto più elastici e fantasiosi ed approfittare talora di un momento golosamente gioioso per divertirci coi nostri bambini o nipoti. Naturalmente, bambole e orsetti saranno i benvenuti e considerati ospiti d'onore, meritando il loro proprio servizio da tè.

Dedicato a grandi e piccini che ancora amano trascorrere i pomeriggi nella stanza dei giochi.


Nursery Tea a Casa Cortella

con Bianca e i suoi Orsi




nursery tea



Genoese Cake - Light Sponge Cake

Ingredienti:

3 uova grandi
110 g di zucchero semolato
110 g di farina autolievitante setacciata
2 cucchiai di burro sciolto freddo
teglia 28x18 cm

Montare uova e zucchero per circa 10 minuti finchè soffici e spumose e raddoppiate di volume (la frusta deve scrivere quando sollevata). Unire delicatamente la farina con una spatola a più riprese, con un movimento dal basso verso l'alto. Alla fine aggiungere anche il burro.
Foderare la teglia con carta forno e cuocere 10 minuti a 200°, finchè dorata e rappresa al tatto.
Lasciare intiepidire poi estrarre dalla teglia, eliminare la carta forno e porre su una gratella a raffreddare completamente.



Mini Nursery Cakes


mini cakes


Con uno stampino rotondo smerlato di 5 cm di diametro, ritagliare le tortine dalla Sponge Cake.
Preparare una glassa abbastanza consistente con 100 g di zucchero a velo e acqua, unendone un cucchiaino alla volta. A piacere si può unire anche qualche goccia di colorante alimentare. Spalmare un po' di glassa su ogni tortina e decorare con una caramella di gelatina o confettini colorati.


Swiss Roll


swiss roll & drop scones


Fare una genoese cake come da ricetta sopra descritta.
Appena tolta dal forno, estrarre dalla teglia con la carta forno attaccata e arrotolarla dal lato lungo; avvolgere poi in un canovaccio pulito e lasciare raffreddare quasi completamente.
Riaprire poi il rotolo, farcire con panna montata e confettura di lamponi e riavvolgere con cura. Riporre in frigorifero a compattarsi e al momento di servire spolverare con zucchero a velo. Servire con lamponi freschi.


swiss roll



Jammy Buiscuits


jammy buiscuits


Ingredienti:

165 g di farina 0
un pizzico di sale
50 g di zucchero semolato
110 g di burro morbido a dadini
marmellata di fragole o ciliegie

Setacciare farina e sale in una ciotola, unire lo zucchero ed amalgamare. Unire il burro e lavorare con la punta delle dita fino a formare uno sbriciolato. Rovesciare sulla spianatoia e lavorare velocemente finchè si ottiene un impasto omogeneo. Formare una palla piatta, avvolgere in pellicola e far riposare in frigorifero almeno mezz'ora. Stendere poi su un piano infarinato ad uno spessore di mezzo centimetro. Ritagliare i biscotti con uno stampino smerlato e disporli su una teglia da forno foderata di carta forno. Usando il manico di un mestolo di legno, incidere il centro di ogni biscotto formando un piccolo incavo; riempire con la marmellata, ripassare i biscotti in frigorifero ancora 10/15 minuti e poi cuocere a 170° per 10/15 minuti, dipende dalla grandezza dei biscotti, non devono colorire.


Drop Scones


drop scones & raspberries jam

Ingredienti:

225 g di farina 0
275 ml di latte intero
2 uova
mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio
 mezzo cucchiaino di cremor tartaro
25 g di zucchero
un pizzico di sale

In una ciotola setacciare la farina e i lieviti: Sbattere uova e zucchero insieme e gradatamente unire anche il latte; versare nella farina e mescolare finchè il composto è ben amalgamato, ottenendo una pastella liscia e leggermente bollosa. Scaldare una piastra di ghisa, ungerla leggermente e versare il composto a cucchiaiate ben distanziate; girare gli scones quando in superficie si saranno formate le bolle e cuocere ancora dall'altro lato finchè ben dorati. Mantenerli al caldo coperti da uno strofinaccio finchè tutti pronti da servire.


Raspberries Jam

lamponi e zucchero in ugual peso


Mettere i lamponi e lo zucchero in due pirofile da forno e cuocere a 180° per 20 minuti. In un'altra ciotola travasare prima i lamponi e poi lo zucchero, facendo attenzione che bruciano. Dare una mescolata vigorosa e la confettura è pronta. Conservare in frigorifero e consumare entro una settimana. Una furbata di confettura last minute della super British Nigella.


Sandwiches

sandwiches


Due ripieni semplici: formaggio morbido e prosciutto cotto tritato (o Potted Salmon)  per il pane integrale e formaggio morbido con salsa verde sul pane bianco.




Per Bianca e i suoi Orsi un canarino zuccherato; per la nonna Cindy una tazza del suo preferito Earl Grey appena velato di latte.

Come preparare una buona tazza di tè ce lo spiega Greta in questo post.




Ricette da Vintage Tea Party di Carolyn Caldiccott

Nursery Tea per la sfida #71 dell'MTChallenge di Valeria

https://www.mtchallenge.it/2018/03/10/mtc-n-71-gli-sfidanti-del-british-afternoon-tea/

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