1 maggio 2011

Figolli maltesi - WHB # 281

Ringrazio ancora Nanette di Gourmet Warrior per avermi fatto conoscere questa ricetta.
I Figolli sono una delizia tradizionale pasquale dell'isola di Malta, praticamente biscottoni di pasta frolla con un ripieno di mandorle, dove proprio nel periodo pasquale si possono ammirare e comprare in tutte le panetterie e pasticcerie, e dove vengono venduti anche a scopo benefico. Pare che il loro nome derivi dal latino figura, e la cosa può essere molto probabile dato che l'isola è così vicina all'Italia da esserne stata influenzata in molti aspetti. Questi biscotti vengono realizzati utilizzando tutti i simboli inerenti alla Pasqua: l'agnello, il pesce, il coniglio, le colombe, le farfalle, i cuori e i simboli della fertilità, come i cestini. Sono poi decorati con glassa, cioccolata, confetti e confettini di tutti i colori, ovetti pasquali, scritte e seguendo la propria fantasia. La tradizione vuole che non possano essere mangiati fino alla domenica di Pasqua, quando si celebra la resurrezione di Cristo. Infatti, è molto frequente vedere i bambini che portano con sè i loro figolla durante la funzione pasquale per farli benedire.
Io li ho preparati qualche giorno prima di Pasqua, decorandoli semplicemente con della glassa bianca e rosa. Ma l'anno prossimo mi voglio organizzare meglio e prepararne di più (sono stati un regalo molto gradito e c'è chi se ne è fatto davvero una scorpacciata, sia a colazione che per la merenda pomeridiana!), ricoprendoli anche di cioccolato e zucchero in granella.
Meglio preferire delle figure grandine, l'interno resta più morbido, i coniglietti e le colombine piccole sono risultati troppo croccanti (e probabilmente vanno cotti leggermente meno abbronzati).
Si conservano bene in un contenitore ermetico anche per 10/15 giorni, quindi perfetti come regali culinari: un sacchettino trasparente, un bel nastrino colorato e un rametto di olivo completeranno l'opera!

Visitando questa bacheca su Pinterest si può trarre idee e suggerimentisu forme e decorazioni varie per i Figolli.

figolli decorati

Per la pasta
800 g di farina 00 setacciata
350 g di zucchero semolato
400 g di burro
4 tuorli, leggermente sbattuti
la buccia grattugiata di un limone, un lime e un' arancia

Per il ripieno *
600 g di zucchero a velo setacciato
600 g di mandorle pelate tritate **
4 albumi
la buccia grattugiata di 2 limoni
un paio di cucchiai di acqua ai fiori di arancio

* secondo me è un pochino troppo, o forse sono stata troppo parca io nel farcire i biscottoni, eventualmente si può ridurre a 3 albumi, 450 di zucchero a velo e 450 di mandorle

** tritare le mandorle sempre con un pochino dello zucchero utilizzato nella ricetta per evitare che diventino un impasto paccoso oleoso

Per guarnire
Glassa reale *
Cioccolato fuso
Ovetti di PasquaInserisci link
Confettini colorati

* io seguo la dose consigliatami da Francesca del Plurimix di Verona, 1 parte di albume e 4 parti di zucchero a velo (per esempio: 50 g di albume e 200 g di zucchero)

- Preriscaldare il forno a 180°.
- Amalgamare il burro con la farina e lo zucchero con la punta delle dita fino ad avere un impasto sbricioloso. Aggiungere i tuorli, la scorza di limone e qualche cucchiaio di acqua fredda. Impastare delicatamente, formare una palla liscia, avvolgerla in pellicola e raffreddare in frigo per 20/30 minuti (si può anche impastare brevemente nel robot o nel Bimby mettendo tutti gli ingredienti insieme).
- Nel frattempo, amalgamare bene gli ingredienti del ripieno.
- Su una superficie infarinata stendere la pasta ad uno spessore di 2/3mm. Ritagliare le forme desiderate, due per ogni figura, andranno poi accoppiate col ripieno.
- Posare una figolla su una teglia foderata con carta forno e stendere un po' di ripieno sopra. Adagiare la seconda forma corrispondente sopra la parte superiore, inumidire i bordi con un goccio di acqua e premere in modo da sigillare bene. Cuocere in forno per 20 minuti finchè dorati. Lasciar raffreddare prima di decorare con la glassa e i confettini.

figolli farciti da cuocere

figolli da decorare

figolli decorati


Maltese Figolli

Again a very big thank you to Nanette from Gourmet Warrior for being so special to let me know this recipe.
I never heard about Figolli before and discovered they are popular sweet treats in Malta enjoyed at Easter time. Maltese figolli are baked sweet pastry cut in different shapes and filled with almonds. You can find them in every baker's window, sold in shops and also by various organizations to benefit charities. They are shaped in the most characteristic Easter symbols (possibly the name figolli (figolla in singular) comes from the latin figura): lamb, fish, bunny, butterfly, dove, heart and fertility symbols like baskets. They finally are decorated with icing, melted chocolate, colored confetti, little Easter eggs, sprinkles, whatever your fantasy calls for. Tradition dictates that figolli should not be eaten until Easter Sunday, when it’s time to celebrate the resurrection of Christ. On Easter Sunday, you can see many kids with their figolla during the procession because it’s customary for them to have their figolla blessed during this event.
I baked them a few days before Easter, simply decorated with white and pink frosting . But next year I will better organize myself and prepare more (they were a very welcome gift and some people so fond they enjoyed both for breakfast and afternoon tea!) and will coat some with white chocolate and sugar grains.
You should prefer bigger shapes, the inside is softer, my small bunnies and doves were too crispy (and probably should be baked less golden).
You can store them in an airtight container for 10/15 days, so perfect as culinary gifts: a transparent bag, a nice colored ribbon and a sprig of olive tree will be the final touch!

figolli decorati

For the pastry
800 g organic plain flour, sifted
350 g caster sugar
400 g butter
4 organic egg yolks, lightly beaten
Grated rind of a lemon, lime and orange

For the filling*
600 g icing sugar, sifted
600 g ground almonds **
4 organic egg whites
Grated rind of 2 lemons
A couple of capfuls of Orange Blossom water

* I found it was a little bit too much (or I might have been poor in filling the buiscuits, anyway you can reduce to 450 g icing sugar and 450 g ground almonds)

** if you grind almonds be careful to put some sugar of the dose above because they release oil and might become a stiff mixture instead of a fine powder (sugar will absorb oil)

To finish
Royal icing *
Melted chocolate
Easter eggs
Sprinkles
Edible glitter
Cachous

* I follow this proportion: 1 part of egg white and 4 parts of icing sugar (for ex: 50 g egg white and 200 g sugar)

- Preheat the oven to 180C/350F/Gas 4.
- Rub the butter into the flour and sugar until it resembles fine breadcrumbs. Add the egg yolks, lemon zest and a little cold water. Knead it gently to form a smooth ball. Wrap in cling wrap and chill in the fridge for 20 minutes.
- Meanwhile add the lemon zest, orange blossom water and sugar to the ground almonds. Add the egg whites and mix until well combined.
- On a floured surface roll out your pastry to a 2-3mm thickness. Cut out your desired shapes ensuring that you have two of each figure as they will be sandwiched together with the almond filling.
- Lay the figolla on a lined baking tray and spread with some of the almond filling. Lay the second shape over the top and press the edges together sealing it with a little water. Bake for 20 minutes until a pale golden colour. Allow to cool before decorating with icing sugar and various other bits of glam.

figolli decorati




This recipe is my personal entry to WHB # 281 hosted by
Min from Honest Vanilla for English edition,
myself for Italian edition,
Thanks again to Haalo who manages greatfully all events,

and to Brii for the Italian edition.
Thanks again to Kalyn for her successfull idea!
WHB Rules

WHB # 281 Round up
WHB # 281 la raccolta italiana

Euroflora 2011

Durante le vacanze pasquali sono stata all'Elba, con la speranza di godermi un anticipo di estate come avevano fatto ben sperare le temperature eccessive dei giorni precedenti. Non è stato effettivamente così, tante nuvole e tanta pioggerella hanno ingrigito le giornate, regalandoci solo una bellissima giornata pasquale e nulla più. Ma il primo giorno di vacanza (e fortunatamente era una bellissima giornata, mannaggia a me che poi non ho fotografato il tramnonto d'oro sulla Biodola una volta sbarcati sull'isola) ci siamo fermati a Genova per visitare l'Euroflora, la mostra di piante e fiori da tutto il mondo che si tiene ogni 5 anni. Quest'anno è arrivata alla decima edizione, che si concluderà proprio oggi, alle 23, con questa bella giornata di sole splendente, come aveva aperto appunto il 21 aprile scorso.


La mattinata è iniziata nel migliore dei modi, mi sono incontrata con lei (supergentile e superorganizzata) che ci ha offerto una favolosa colazione da Tagliafico (una delle pasticcerie più antiche di Genova, proprio dietro al nostro albergo!), e che già ci aveva indirizzato bene la sera prima nel locale dei Fratelli la Bufala, sempre nelle vicinanze.
Una piccola visita al mercato orientale praticamente sotto casa, meta di numerosi genovesi per la loro spesa quotidiana (però, che prezzi!), dove i meravigliosi banchi di pesce hanno attirato la nostra attenzione (li avrei comprati tutti!), come pure quello delle spezie (potevano mancare in un mercato con questo nome?) e tutti quelli di frutta e verdura con ogni primizia e specialità, come i grandi asparagi viola ... a 18 eu al kilo!
Una veloce e piacevole passeggiata, il profumo del mare che attira nella giusta direzione, un'Italia in miniatura fiorita, un sottopasso decorato dai ragazzi del liceo artistico statale Klee Barabino, ed eccoci arrivati all'ingresso della fiera.
Ha ragione Gì quando dice che è un'esplosione (anzi, un'ubriacatura) di colori, che ti accoglie subito appena entrati col grande prato di gazzanie che aprono orgogliose le loro corolle al primo sole mattutino.

un prato di colori all'entrata

Questa manifestazione è cresciuta nel corso degli anni ed è diventata veramente un palcoscenico importante per floricoltori e vivaisti. Vi si tengono concorsi tecnici ed estetici che poi influenzano mode e stili di consumo. Ma come è scritto nella storia di questa manifestazione " ... la grande capacità di Euroflora è sempre stata quella di trasmettere, attraverso la riscoperta del fiore e della pianta come abitudine di vita, un messaggio di amore e di rispetto per la natura e di far conoscere a un vastissimo pubblico le più svariate tecniche di utilizzo del verde" ... aiutando sempre a riflettere su molti dei temi sensibili del nostro tempo, come la biodiversità, il rispetto dell'ambiente e la capacità dell'uomo di mantenere un rapporrto equilibrato con la natura nella vita di tutti i giorni (dalle stesse parole di introduzione alla manifstazione).

Le immagini descrivono meglio di ogni parola quello che si è potuto vedere ed ammirare: nel padiglione centrale il magnifico agrumeto di Oscar Tintori con quelli ornamentali e commestibili, come le nuove varietà di lime rosso e giallo, il grande giardino a terrazze o grande scalinata comedescritto nella piantina, le rinfrescanti cascatelle, lo spazio dedicato al deserto con le immancabili altissime palme e gli esemplari più fascinosi di cactus, e quello alla macchia mediterranea, rose colorate e profumate, a cespuglio o rampicanti, come la mia preferita banksia alba, le piante carnivore, l'incredibile e perpetuo miracolo del piccolo seme che diventa pianta. Poi il grande viale all'aperto di Orti & Giardini (a Pasquetta premiati i tre vincitori per categoria), la spettacolare mostra di orchidee (anche se io non ne sono una grande estimatrice, e riesco a farle morire tutte!), il teatro delFiore con le sale dedicate alle composizioni vincitrici dei concorsi, il grande roseto esterno di Barni, con in bella mostra anche tutte le bandierine dei premi ricevuti ... solo per fare qualche esempio.
Un altro messaggio di amore e speranza con l'Albero dei Desideri di Alfredo Ratti, a propria interpretazione personale, dopo essere stato attratto da quelli della preghiera ammirati durante i suoi viaggi, soprattutto negli altipiani tibetani e nepalesi. E così ance Mamo e Tito hanno affidato al vento le loro piccole parole di felicità e serenità, sperando che possano volare libere attraverso i cieli di ogni emisfero.
E poi un grande mercato verde di fiori, piante, semi ed aromatiche, attrezzistica e arredamento da giardino, artigianato locale ed estero, anche specialità culinarie e librarie, dove perdersi ... con gli occhi e il portafoglio sempre aperto!

Non ho resistito a qualche ricordo e qualche regalo, ma soprattutto alla novità di questa stagione, i semi dei frutti del cacao, per la prima volta in Italia (questi nella foto sono freschi ma io li ho presi semitostati), scoprendo in seguito che la loro vendita contribuirà a finanziare l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e la sua fondazione, FISM, grazie all’iniziativa della Antoniodeluca Farm Inc. di Miami, Florida.

semi di cacao freschi

Interessanti da leggere tutti i comunicati stampa riguardanti la manifestazione, e per chi volesse lustrarsi gli occhi ci sono le immagini ufficiali e quelle meno blasonate e più popolane su flickr.


27 aprile 2011

Tajine, mon amour ... per tutti i gusti


Oh Signur, come sono indietro col mio blogghino!
Volevo mettermi a pari con post e foto durante le vacanze pasquali, ma col brutto tempo (eh sì, presa tanta pioggia all'Elba, purtroppo) la chiavetta fa i capricci ed elemosina una connessione lentissima e a singhiozzo, così miei sogni internettiani si sono arenati fin dal primo giorno di vacanza.
A fine marzo ho partecipato al corso sulle Tajine (sì, lo so, Tajine sarebbe maschile ma a me viene più simpatico usarlo al femminile!) proposta da Paola alle Tamerici. Non potevo non farlo, dal momento che mi ha sempre attratto questo metodo di cottura per non dire qualsiasi cosa speziata ed orientaleggiante (ho la dispensa ben rifornita di spezie, dopo un breve soggiorno a Marrakech di Marcello e morosa!). Inoltre, una cara amica mi ha regalato un(a ) bellissim(a)o tajine per 12 persone della Staub, che purtroppo ha avuto vita breve (si è crepata, ma sono in contatto con la casa madre per capirese è stata una mia negligenza o un difetto all'origine). In ogni modo, ne ho subito ordinata (e già ricevuta) un'altra ad un prezzo vantaggiosissimo, e la scorsa settimana all'Euroflora c'era uno stand di una coppia marocchina simpaticissima, così, oltre al(la) tajine, ho rinforzato il servizio con piatti e ciotole di accompagnamento! ... scoprendo anche che ...

tajine decorative
... le tajine decorate sono solo per mantenere in caldo le pietanze e servirle in tavola ...

tajine per cuocere
... mentre quelle in coccio sono adatte alla cottura,
anche sul gas ma con l'avvertenza di mettere una retina spargifiamme

Carne, pesce, verdure, frutta secca o fresca, stufate lentamente in modo da intenerirsi e rilasciare tutto il loro sapore, e speziate con abilità e perfetto dosaggio, per ottenere una miscela di profumi e sapori stuzzicanti.
Base tipica per le tajine è il ras el hanout (si potrebbe anche definire il cugino africano del curry indiano), una mistura di quasi 30 spezie, che ognuno miscela a proprio gusto e piacere. Tra esse non manca la cannella, la curcuma, il macis, il pepe lungo, la noce moscata, il peperoncino, lo zenzero, il cardamomo e i chiodi di garofano.

tajine marocchina
la tajine in coccio originale marocchina di Gianfranco

tajine al fuoco
tajine in cottura

pesce verdure
tajine di pesce e verdure

agnello uvetta mandorle prugne
tajine di agnello all'uvetta, mandorle e prugne
nella fascinosa tajine melanzana di Emile Henry

kefta carne
kefta - polpettine di carne

kefta pesce
e variante al pesce

agnello carciofi
tajine di agnello e carciofi

vitello piselli zucchine
tajine di vitello e piselli

riso e couscous
cous cous e riso basmati per accompagnamento

pollo curcuma patate limoni
tajine di pollo al limone con olive e albicocche

la disfatta delle tajine
la disfatta delle tajine gustate

e da Biblioteca Culinaria:
libro ricette tajine
il bellissimo libro di Bruno Barbieri che accompagnava il mio regalo di compleanno,
recensito anche qui da Barbara,
che sarà mia fonte di ispirazione per le prossime tajine

25 aprile 2011

Weekend Herb Blogging # 281 in italiano chez moi!


Buonissima Pasquetta!



Spero sia stata una Pasqua serena e festosa per tutti,
questa settimana ho il piacere di ospitare ancora una volta
il Weekend Herb Blogging in italiano qui da me



Cos'è il Weekend Herb Blogging?


Il Weekend Herb Blogging è una raccolta settimanale di ricette e/o note informative sulla miriade di prodotti vegetali che ci circondano, siano essi fiori, piante, frutti, semi, alle volte davvero inusuali ed inaspettati.
E' nato in America quasi per caso nell'ottobre del 2005 dalla mente creatrice di Kalyn di Kalyn's Kitchen, potete trovare tutta la storia qui. Questo evento è diventato sempre più popolare di anno in anno grazie ai tanti bloggers partecipanti che, con le loro ricette e i loro posts, arrichiscono la propria cultura culinaria riguardo al mondo vegetale, in qualunque forma esso si presenti. Ed è proprio questa la peculiarità dell'evento: riuscire ad acquisire più conoscenza e dimistichezza sulla cucina con i vegetali.
Dal novembre del 2008 Haalo di Cook (almost) Anything At Least Once è la nuova infaticabile "direttrice" di questo evento settimanale, di cui potete trovare tutte le raccolte settimanali qui. Da fine novembre Bri cura l'edizione italiana, potete dare un occhio alle raccolte settimanali qui.
Personalmente lo seguo da un paio d'anni, e ho avuto anche l'onore di ospitarne qualche edizione, in lingua inglese, nel mio blog (WHB#184 - WHB#205 - WHB#221 - WHB#241 - WHB#258).
Da quando esiste anche la versione in italiano, sono stata padrona di casa in gennaio col WHB#266 e a marzo col WHB # 276 per entrambe le versioni, e col WHB#270 per la sola edizione italiana.
Questa settimana ospito ancora una volta in italiano, con grandissima soddisfazione per la fiducia accordatami, spero che il mio entusiasmo possa contagiarvi e portarvi ad unirvi alla banda!
Non pensate sia una cosa difficile o stressante, potete dare un'occhiata ai miei vecchi post per rendervi conto personalmente che anche la ricetta più semplice può essere apprezzata o addirittura di aiuto e/o ispirazione per qualcuno!

Come si partecipa?

E' molto semplice, divertente ed istruttivo, soprattutto quando a fine settimana si legge la raccolta finale, c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire o imparare!

- Le partecipazioni devono essere pubblicate appositamente per il Weekend Herb Blogging, ciò significa che non possono partecipare contemporaneamente ad altri eventi in corso.
- Lo scopo di questo evento è appunto quello di portare a conoscenza sempre più diversi modi di utilizzare in cucina i prodotti vegetali, per cui saranno accettate solo:
* Ricette dove uno degli ingredienti principali è un' erba aromatica, frutta (anche quella secca), fiore, verdura, seme, cereale o vegetale.
* Post informativi su un determinato ingrediente vegetale, fornendo anche qualche nota sul suo utilizzo in cucina.
Ovviamente si può optare anche per un post che contenga entrambe le cose.
- Il post deve contenere la frase Weekend Herb Blogging, il logo dell'evento, un link all'ospite della settimana e al suo blog (in questo caso a me), un link ad Haalo (organizzatrice in carica), a Kalyn (fondatrice) e a Bri, organizzatrice italiana.
- Si può utilizzare una ricetta vecchia ma riscrivendola in un post nuovo seguendo le indicazioni date.
- Anche chi non ha un blog può partecipare, spedendomi la ricetta via mail, con tutte le informazioni richieste e una foto allegata.
- Il post va poi spedito via mail a cmc(@)cindystar(.)it indicando WHB#281 come oggetto ed aggiungendo i dettagli seguenti:
  • Nome:
  • Nome del Blog/URL:
  • URL del post:
  • Località:
  • Foto: 300px
Si può postare in qualsiasi momento della settimana, facendo però attenzione che la mail arrivi entro il 1 maggio:
  • Domenica ore 15 - Utah
  • Domenica ore 16 - Helsinki
  • Domenica ore 17 - Londra
  • Domenica ore 18 - Roma
  • Lunedì ore 9 - Melbourne
La raccolta verrà poi pubblicata lunedì sera 2 maggio.

Non esitate a contattarmi per qualsiasi dubbio o timore, sarà mia premura rispondervi al più presto.
E se vi venisse voglia di ospitare un'edizione del WHB in italiano contattate Brigida a briiblog(@)gmail(.)com.

Vi aspetto numerosi!

19 aprile 2011

S. Pellegrino World’s 50Best Restaurants Award


... ovvero, la classifica dei 50 migliori ristoranti al mondo,

and the winner is



NOMA di Copenhagen

Ho avuto il piacere di assistere ieri sera in diretta streaming da Londra la premiazione dei migliori 50 ristoranti al mondo. Confesso che è stato emozionante vedere sfilare i volti di questi chefs pluristellati, il tifo per i loro piazzamenti (gli italiani, come sempre, molto calorosi), conoscere, anche se da una pur breve descrizione, il senso e la cucina di rinomati ristoranti che magari un giorno, chissà, potrò avere il piacere di conoscere davvero, sedere ad un loro tavolo e degustare un pranzo sontuoso così come l'hanno descritto. Una lista da conservare, le occasioni alle volte arrivano piacevolmente inaspettate!
Riporto il comunicato stampa della serata redatto dall'agenzia Magenta Bureau di Milano, che ha reso possibile la diretta e ringrazio cordialmente.


IL NOMA DI COPENHAGEN ELETTO
MIGLIOR RISTORANTE AL MONDO 2011
E LO CHEF ITALIANO MASSIMO BOTTURA
SCALA LA CLASSIFICA AGGIUDICANDOSI IL 4° POSTO


  • L’Osteria Francescana di Modena conquista la quarta posizione e Massimo Bottura ottiene lo “Chef’s Choice”
  • I ristoranti europei occupano le prime 10 posizioni, ma nella classifica figurano new entry da Perù, Cina, Russia e Messico
  • Tra i 20 Paesi rappresentati anche il Giappone e il Brasile

Alle 21.30 (London time) di lunedì 18 aprile il ristorante danese Noma è stato proclamato il S.Pellegrino World’s Best Restaurant 2011 dell’annuale classifica considerata l’Oscar della ristorazione mondiale. Per il Noma il 2010 è stato un anno importantissimo e il nome dello chef René Redzepi (nella foto, di Magenta Bureau) è diventato sinonimo di “nuova guardia” della cucina mondiale. William Drew, editore della rivista Restaurant che, dal 2002, organizza il premio, ha dichiarato: “La classifica di quest’anno sfoggia un incredibile elenco di ristoranti appartenenti a un’area geografica ancora più ampia rispetto agli anni precedenti e riconosce l’influenza di paesi dalla gastronomia emergente, quali il Perù e la Russia. Porgiamo i nostri più calorosi complimenti a René Redzepi per essere riuscito nella difficile impresa di rimanere il numero uno della nostra classifica, sottolineando così il suo impegno a ridefinire la cucina nordica".

Con la prossima chiusura del leggendario El Bulli, per questo motivo escluso dalla classifica, dietro il Noma si schierano gli spagnoli El Celler de Can Roca e Mugaritz, rispettivamente in seconda e terza posizione. Quest’anno El Celler de Can Roca, gestito da tre fratelli - il più giovane dei quali ha appena 33 anni - ha guadagnato due posizioni in classifica, piazzandosi al secondo posto. Ormai alle spalle il devastante incendio che lo aveva distrutto nel 2010, guadagna due posizioni anche il Mugaritz, eletto il terzo miglior ristorante del mondo.

L’Osteria Francescana di Modena resta tra i top 10 dei S. Pellegrino World’s 50 Best Restaurants, piazzandosi al quarto posto e guadagnando due posizioni rispetto allo scorso anno. Combal Zero, l'acclamato ristorante piemontese di Davide Scabin (che bell'omo!!!) ubicato nella cornice di un museo di arte contemporanea, mantiene il 35° (ma siamo sicuri? ... io l'avevo segnato alla 28° posizione) posto. Il ristorante milanese Cracco fa il suo rientro in classifica, piazzandosi in 33° posizione, mentre i sempre amati Dal Pescatore e Il Canto occupano rispettivamente il 38° e il 39° posto. Come ulteriore atto d’omaggio a Dal Pescatore (ho avuto il piacere di mangiarci anni fa), la capochef Nadia Santini è stata inserita nella rosa delle candidate a vincere il primissimo Veuve Clicquot World’s Best Female Chef della storia, assegnato poi ad Anne-Sophie Pic della Maison Pic in Francia.
Tra i premi più ambiti della serata figura lo Chefs’ Choice. Votato dai colleghi, il vincitore di quest’anno è Massimo Bottura; la sua Osteria Francescana è tra i ristoranti di cui più si parla. Massimo si sta guadagnando rapidamente una reputazione internazionale per la sua cucina d’avanguardia che, seppure spudoratamente moderna, riflette le tecniche tradizionali e amplia continuamente i confini del nuovo.
Il ristorante brasiliano D.O.M. ha compiuto una delle scalate più avvincenti, salendo di 11 posti e piazzandosi alla posizione numero sette. I critici hanno ammesso la sua crescente influenza sulla cucina mondiale: noto per l’uso di ingredienti provenienti dal Rio delle Amazzoni, lo chef Alex Atala sta portando all’attenzione del mondo una cucina brasiliana nuova e sostenibile. Il primo ristorante peruviano in assoluto a entrare in classifica è Astrid Y Gaston, che occupa la posizione numero 42. Il ristorante di Lima è noto per la sua haute cuisine peruviana che comprende i tradizionali cerviche e chupe (stufati di pesce).
Per il secondo anno consecutivo il Best Restaurant in North America è l’Alinea di Chicago, che mette fuori gara altri favoriti statunitensi, quali il Per se di Thomas Keller (che si conferma al numero 10) e il Daniel (numero 11). Nonostante gli straordinari concorrenti di tutto il mondo, i ristoranti britannici sono presenti in classifica con The Fat Duck di Heston Blumenthal che occupa la posizione numero cinque. Con lui The Ledbury, proclamato la più alta nuova entrata, che si piazza al numero 34. Australiano di nascita, il capochef Brett Graham è ampiamente apprezzato per la sua eccellente cucina di ispirazione francese; la sua presenza in classifica fa prevedere ai critici che il suo ristorante del West di Londra si trasformerà da stella locale a “must go” internazionale. Anche l’Hibiscus di Claude Bosi e il St. John di Fergus Henderson scalano la classifica, piazzandosi rispettivamente al 43° (sei posizioni in più rispetto allo scorso anno) e 41° posto (due posizioni in più).
Il francese Le Chateaubriand continua a salire in classifica, piazzandosi quest’anno al nono posto e guadagnando due posizioni. Lo seguono L’Astrance e L’Atelier de Joel Robuchon, rispettivamente in 13° e 14° posizione. L’Astrance è un locale straordinario, dal momento che può essere considerato l’unico ristorante in classifica senza menù. Gli avventori scelgono il numero di portate che desiderano e dalla cucina arrivano piatti a esclusiva scelta dello chef.
Il premio per la scalata più alta va al ristorante giapponese Nihonryori RyuGin che sale di 28 posizioni in classifica. L’arte culinaria di Seiji Yamamoto amplia i confini della cucina giapponese senza sconvolgere i tradizionalisti. A Tokyo, è stato eletto per il terzo anno consecutivo il Best Restaurant in Asia il ristorante Les Creations de NARISAWA. Quay si aggiudica il premio Best Restaurant in Australasia per il secondo anno consecutivo. Quest’anno il ristorante di Peter Gilmore si è piazzato al 26° posto, una posizione in più rispetto allo scorso anno, ed è l’unico ristorante australiano presente nella classifica dei Worlds’ 50 Best Restaurants.
Nella seconda metà della classifica S.Pellegrino World’s 50 Best Restaurants compaiono ristoranti di paesi nuovi, ma che a livello locale godono di un’ottima reputazione e che ora stanno irrompendo sul palcoscenico internazionale della ristorazione raffinata. Tra di essi il Varvary, in Russia, che occupa la 48° posizione. Propone una cucina tradizionale ma con influenze europee.
Il premio Best Restaurant in Africa va a Le Quartier Francais di Città del Capo, favorito in classifica già da molti anni. Il suo capochef, l’olandese Margot Janse, gestisce la cucina da 16 anni ed è stata nominata miglior chef d’Africa numerose volte.

Ogni anno tra i ristoranti che occupano le posizioni da 51 a 100 della classifica viene scelto il “One to Watch” ovvero il ristorante da tenere d’occhio.
Quest’anno il riconoscimento è stato attribuito allo svedese Frantzen/Lindeberg. Aperto nel 2008, con appena 16 coperti, è tra i ristoranti più piccoli presenti in classifica; cenare qui è stato definito uno “spettacolare show”, con escargot e caviale di escargot serviti su un piatto con carillon, erba gatta, violette, polline e semi di colza. William Drew, editore della rivista Restaurant, ha dichiarato: “Ciò che rende questo ristorante di Stoccolma così impressionante è che non esiste un menù tradizionale; al contrario, gli chef cucinano “fuori da ogni schema” a seconda di quello che è disponibile in giornata, realizzando tanti piatti dagli ingredienti intriganti. Il risultato è un’esperienza gastronomica assolutamente straordinaria”.

Sono stati assegnati anche altri premi, per la prima volta nel 2011 e come già annunciato, Anne-Sophie Pic (
Maison Pic, Francia) è stata la vincitrice del neonato premio Veuve Clicquot World’s Best Female Chef. Nel ringraziare per il premio, Anne-Sophie Pic ha dichiarato: “Sono molto onorata di aver ricevuto questo riconoscimento e di essere parte di questa società ricca di tanti talenti”. La rosa delle candidate comprendeva anche Elena Arzak (Arzak, Spagna, molto toccante e sentito il ringraziamento ai suoi genitori per i traguardi raggiunti)) e Nadia Santini (Dal Pescatore, Italia).
La classifica S.Pellegrino
dei 50 migliori ristoranti del mondo, organizzata dalla rivista Restaurant, è un’istantanea annuale delle opinioni e delle esperienze di oltre 800 esperti del settore della ristorazione internazionale. Non esiste un elenco predeterminato di criteri cui attenersi e i risultati sono determinati semplicemente conteggiando i voti. Il mondo, in relazione alla classifica, è suddiviso in 27 regioni/o aree geografiche diverse. I giurati devono essere stati, negli ultimi 18 mesi, nei ristoranti per i quali votano e devono votare ( ogni giurato può esprimere sette voti ) per ristoranti appartenenti sia alla loro regione che a una regione diversa.


Tutta la classifica qui.

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