11 maggio 2008

Festa della mamma

Valorizziamo la donna-madre
E' il fondamento della società.


Spunta un bellissimo desiderio: scoprire la donna come madre. Occorre parlare di più della madre che ci ha generato, ma anche della madre che ogni donna porta con sé. La donna è sempre madre, sia che abbia o non abbia partorito. È legata alla vita di ogni uomo perché ha in sé l'istintività creativa, lo slancio educativo, la passione affettiva. Dove c'è una donna, c'è una madre che genera vita. La donna desidera, attende, cura la vita, s'interessa della sua crescita, la difende e si rende disponibile per qualsiasi sacrificio e rinuncia. Non la danneggia con la violenza e il disprezzo. Le stesse donne che l'hanno distrutta sul nascere, portano spesso in sé il segno della sconfitta, del rimorso e cercano in tutti i modi di rimediare.
Qualcuno ha detto che il mondo sarebbe diverso se fosse il risultato di un potere femminile. Sono d'accordo. Se la donna avesse la possibilità d'interagire come madre nelle diverse situazioni umane e sociali, i rapporti potrebbero essere più veri, più profondi. Tutti, uomini e donne, siamo segnati intimamente dalla maternità, conserviamo in noi tracce affettive femminili. La madre ha lasciato in noi questo "marchio indelebile" che ci qualifica affettivamente. Tutte le volte che una donna favorisce un rapporto umano, fa rivivere il potenziale materno presente in noi. S'afferma l'empatia, l'affettività che promuovono la famiglia, il gruppo, la società.
Lo stesso amore coniugale trova nella "donna madre" la genesi autentica. Valorizziamo quindi la donna. lasciamola entrare nella società, non offuschiamo la forza della sua maternità che umanizza la terra. Per troppi secoli la società è stata "partorita" dall'uomo, spesso violento, crudele, fratricida. Proviamo a buttare nel solco della storia la "donna-madre" che abbellisce e ringiovanisce i giorni.
Scrive un uomo alla sua donna nella festa della mamma:
"Non sono solo di quella donna che mi ha generato, ma anche tuo. Tutto ciò che penso, dico e faccio, porta il tuo tocco, la tua umanità. Grazie".
La festa della mamma sia la festa di tutte le donne e le mamme che con la loro presenza colorano d'entusiasmo i nostri giorni. Sono tante le mamme da festeggiare: tutte le donne che hanno lasciato la loro impronta indelebile nei nostri vissuti.
Festeggiamole tutte, ma soprattutto la nostra mamma che portiamo per sempre in noi e con noi.

di Don Chino Pezzoli - Comunità Promozione Umana
da Libero, 11.05.2008

AUGURI A TUTTE LE MAMME DEL MONDO!

10 maggio 2008

Meringhe!!!

Finalmente ci sono riuscita!!!
Per me è una grande vittoria, perchè dopo vari e vani tentativi, ricette provate e scartate, finalmente sono riuscita in un'impresa che sembrava insormontabile: fare le meringhe!
I ragazzi non credevano alle loro bocche, pensavano fossi andata in pasticceria...

Ringrazio Night, attraverso la quale sono arrivata alla ricetta del mitico  Maurizio Santin, che riporto dal suo blog.

Queste cotte in forno si chiamano meringhe francesi.

Ingredienti:

200 gr. di albume (vecchio di 2 giorni)
200 gr. di zucchero semolato
200 gr. di zucchero a velo

Si ricorderanno sempre le dosi perchè sono la stessa quantità per ogni ingrediente!

Montare gli albumi nella planetaria o con un frullino aggiungendo lo zucchero semolato poco alla volta, devono essere fermissimi, ci vorranno anche 15 minuti.
Quando saranno ben montati incorporare lo zucchero a velo setacciato molto lentamente con un movimento dall’alto verso il basso e con l’aiuto di una paletta da pasticceria (la spatola  in silicone va benissimo).
Con una sac-à-poche distribuire il composto sulla placca del forno ricoperta di carta forno.
Cuocere in forno ventilato a 110-130° per 45 minuti a cielo aperto (basta una presina messa doppia nello sportello) e 15 minuti a cielo chiuso a 130-150°.
Volendo si può strofinare l'interno della ciotola della planetaria con una fetta di limone.

Mie considerazioni: cuocio a 100° per mantenere le meringhe più bianche, altrimenti con la temperatura più alta tendono a diventare beige. Però prolungo a cottura (il doppio circa) per farle asciugare bene e le lascio nel forno spento e chiuso fino al giorno successivo.

9 maggio 2008

La Carambola

Nome botanico: Averrhoa carambola
Famiglia: Oxalidaceae
Origine: Asia tropicale

La carambola è originaria dello Sri Lanka e delle Molucche, ma è stata coltivata per molti centenari ,nel sud-est asiatico e in Malesia. Viene ora coltivata anche in Brasile, Ghana, Guyana e nella Polinesia francese. Il frutto (carambola) ha un bel colore giallo-arancio, e si riconosce facilmente per la sezione a stella a cinque punte. E' una pianta molto delicata, tipica dei climi tropicali, ma in Sicilia riesce a produrre anche in pieno campo se riparata bene. Questo frutto viene chiamato "frutto a stella" per la sua strana forma. L'albero ha una crescita lenta ed è sempreverde è di dimensioni medie con foglie pennate e grappoli di piccoli fiori porpora. Il frutto di colore giallo quando completamente maturo presenta una sottile buccia e può essere in base alle varietà acidulo o dolce e sempre con una polpa molto succosa.
Il gusto della carambola è un misto di diversi frutti, come limone, ananas, prugna.
La pianta non ha particolari preferenze in fatto di terreno anche se le produzioni migliorano in terreni subacidi e limosi. Nelle coltivazioni vengono effettuate frequenti irrigazioni. La propagazione avviene per seme (rimossi dal frutto perdono il loro potere germinativo entro pochi giorni) o attraverso talee. Nelle zone tropicali fruttifica tutto l'anno mentre in quelle subtropicali solo nella stagione più fresca. Le più rinnomate varietà dolci sono la Arkin, la Maher Dwarf e la Thayer. Il frutto ha proprietà digestive, è molto astringente se immaturo. Si consuma interamente senza sbucciare; può essere consumata sia verde che gialla. Grazie alla sua forma originale, è molto utilizzata come decorazione negli aperitivi e nelle preparazione di bevande esotiche e come guarnimento in pasticceria. Nei luoghi di origine viene consumato anche verde, spremuto nelle pietanze come un limone o a fette nelle insalate. Prelibati sono i liquori che si distillano dal succo di carambola, mentre la polpa può anche essere trasformata in canditi.
Contiene fenoli e flavonoidi quali acido gallico, catechina, epicatechina e proantociandine e ha trovato impiego nella medicina tradizionale per il trattamento di alcuni stati patologici, come cefalea, nausea, tosse, insonnia, ipertensione e diabete.

8 maggio 2008

Nei dintorni di casa nostra

Rispondo volentieri, anche se in ritardo, a questo Meme inviatomi da Claudia per farvi partecipi dello strepitoso panorama che ho la fortuna di assaporare, giorno dopo giorno, appena apro la finestra della cucina!
Devo dire che ogni mia giornata inizia sempre con uno sprint in più, soprattutto se ho dieci minuti di calma apparente (prima che si risveglino le bestioline) per gustarmi un caffè bollente e super corroborante ammirando spettacoli unici che la natura sa offrire.
L'acqua è un elemento forte e vitale, e magnetico: atttrae come una calamita, sa infondere serenità quando calma e vitalità quando agitata, nelle giornate di vento forte si riescono a vedere le creste bianche di spuma delle onde fin da quassù!


Queste foto in sequenza sono state fatte una mattina nel dicembre 2005, sembrava un paesaggio da fiaba, prima tutto ovattato in questa coltre di nebbia vaporosa, poi piano piano io diradarsi lasciando spazio a un lago blu bluissimo!


Questi sono i tramonti che concludono le mie giornate, che mi fanno andare a dormire tranquilla e appagata, che mi fanno dire sempre Grazie!
L'ultima foto è dietro casa, verso la collina, in una giornata indimenticabile di gioia sfrenata per i bambini giocando a palle di neve!


E questo è il lago stamattina, con i miei cespugli di rose che in questo mese danno il massimo della loro fioritura: la rosa e profumata Claire Matin, la rossa scintillante Cocktail e la gialla timidona, preda di antipatici calabroni che le mangiucchiano i boccioli.

Passo questo meme a Danda, sperando che possa farmi rivivere attimi fuggenti della mia adorata swinging London!

6 maggio 2008

Il cibo che consola




PANE PAIN
BROT


ХЛЕБ PAN PÃO


パン
빵


ΨΩΜΙ BREAD


Eccomi, cara Emi, che finalmente raccolgo la palla che mi hai lanciato...e con la quale hai fatto Goal!!!

Non c'è cosa migliore che io non apprezzi del pane, in tutte le sue forme, in tutte le sue variazioni.
E' un retaggio, forse, di quando ero bambina, quando non esistevano merendine e stuzzichini vari, quando si aveva fame era sempre "pane con..." variando gli ingredienti, dolci o salati, a seconda dell'occasione. Sono cresciuta a pane, non mancava mai sulla tavola, si doveva mangiare col pane, era d'obbligo la scarpetta...anche dopo la pastasciutta!
La mattina era pane, burro e marmellata a colazione, a metà mattina un pezzo di focaccia che, se chiudo gli occhi, ne sento ancora il profumo, focaccia ancora calda avvolta nell'oleata, da portare a scuola per merenda, che poi ci arrivava tutta mangiucchiata dopo spiluccamenti continui cercando di non farsi beccare dalla maestra!). Sono tornata in quella via milanese...ma la vecchia bottega di fornaio non c'è più...
A merenda era pane e salame, pane e prosciutto, pane e mortadella...pane burro e zucchero, se si aveva voglia di qualcosa di dolce... poi, con l'arrivo della mitica Nutella, è cambiato anche il modo di fare merenda!
E quante volte la sera, quando non ho voglia di cucinare, metto in tavola pane e caffélatte, col pan biscotto buono, ci sono certi panifici che lo fanno a meraviglia, o fatto in casa, lasciando gli avanzi di pane in forno a 50° per un'oretta, poi mano a mano che si aggiunge il pane avanzato si riscalda tutto insieme, me l'aveva insegnato anni fa la mia amica Rossana.
Mi piace fare il pane, ho riscoperto questo grande piacere in questi ultimi anni, ho conosciuto e frequento assiduamente le fantastiche sorelle Simili che mi hanno insegnato come farlo sempre diverso, come apprezzare e coccolare l'impasto per ottenere i massimi risultati.
Non ho una ricetta particolare che prediligo, ognuna ha la sua caratteristica e seguo molto l'estro del giorno per realizzarla.
Quando mi prende una voglia di .... tiro fuori la mia bella spianatoia, apro il barattolo della farina e...impasto!

In quei momenti proprio "più coccolosi", il mio abbinamento preferito resta pane e cioccolato fondente, possibilmente sopra il 50%!

Ed ora io passo la palla a...Silvietta!

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