La capitale è
Budapest, nata riunendo nel 1873 le tre cittadine di
Buda (in collina sulla riva destra del Danubio),
Óbuda e
Pest (parte ad est del Danubio, ora la zona più commerciale ed industriale).
Altre città importanti sono
Debrecen,
Miskolc,
Szeged (Seghedino),
Pécs (Cinquechiese),
Győr,
Nyíregyháza,
Kecskemét,
Székesfehérvár (Albareale),
Eger,
Esztergom (Strigonio).
E' una nazione senza sbocco al mare, circondata a nord dalla
Slovacchia, ad est con dall'Ucraina e Romania, a sud da Serbia e Croazia
e ad ovest da Austria e Slovenia.
immagine da wikipedia
Occupa per larga parte la zona settentrionale della
Pianura Pannonica, ed è quasi esclusivamente pianeggiante. E' attraversata da nord a sud dal bel
Danubio blu, che dopo aver segnato il confine con la Slovacchia, la percorre per 420 km. dividendola in due regioni: il
Transdanubio, a ovest, e l'Alföld (o
Grande Pianura Ungherese), a est. Altri fiumi importanti sono il il
Tibisco che attraversa l'Alföld da nord a sud per circa 600 km e la
Drava lungo il confine con la Croazia.
Nella zona settentrionale del paese vi è una zona montuosa, che si snoda
da sud-ovest a nord-est per circa 400 km., composta da
rilievi non molto alti che superano di poco i mille metri.
Nella parte occidentale del paese ai piedi della
Selva Baconia c'è il lago
Balaton, il più grande lago dell'Europa centrale.
L'
Ungheria vanta 10 parchi nazionali, 145 riserve naturali minori e 35 aree naturali protette.
In Ungheria vivono poco più di 10 milioni di persone, su una superficie grande meno di un terzo di quella italiana, la maggior parte concentrata nelle aree urbane.
I
magiari rappresentano più del 90% della popolazione.
Circa l'origine della parola
Ungheria (dal latino
Hungaria), è opinione diffusa, ma poco attendibile, che derivi dal nome di una popolazione seminomade, gli
Unni, che furono intorno al V secolo A.C. in Pannonia e che avrebbero avuto alcune similitudini con lo stile di
vita e il modo di guerreggiare dei Magiari. In passato era infatti molto
diffusa, nella storia e nella letteratura, l'erronea identificazione
degli Unni con gli Ungari.
Altri invece pensano che il nome derivi da
Ungur o
Onogur. che nelle
Lingue turche, significa
dieci frecce ovvero
dieci tribù.
Gli
Onogur (da cui
Ungari), quindi, erano tutte e dieci le tribù. Secondo alcuni storici, questo nome deriverebbe da un'alleanza
tra dieci tribù ungare e turco-avaro-bulgare e dimostrerebbe il fatto che il territorio occupato dagli
ungari fosse già abitato da popolazioni magiaro-turco-bulgare denominate
onogur. Gli
ungari, quindi, sarebbero i popoli sotto il
dominio di tribù magiare, turche e bulgare.
Ma la parola
magyar sarebbe forse di origine ugro-finnica e consisterebbe di due parti,
magy- (da
mans, come nel nome del popolo dei
Mansi) e
-er, che significa "
uomo, creatura", usato per denominare un
altro gruppo uralico. Dall'unione di queste due parole si sarebbe quindi
formato
mans+er >
magy+er >
magyer >
magyar.
Secondo la
mitologia ugrica, il popolo magiaro deriverebbe da due mitici gemelli:
Hunor e Magor. Come è facile notare, i due nomi contengono la radice l'uno di
Ungaro (ma anche di unno) e l'altro di
Magiaro.
L'ungherese è una lingua del ceppo ugrofinnico della famiglia delle lingue uraliche. E' una lingua di origini molto antiche, subì le influenze delle lingue dei popoli incontrati dagli ungheresi, soprattutto dei turchi, di cui mantiene alcuni vocaboli.
Generalmente si ritiene che l'ungherese sia una lingua difficile da
imparare, ma non è così complessa,
piuttosto è molto diversa rispetto ad altre lingue. Infatti, quasi tutte
le altre lingue del mondo appartengono a famiglie diverse da quella
uralica dell'ungherese.
E' parlata da circa 15 milioni di persone nel mondo, e così oggi è la lingua uralica più diffusa. E' parlata soprattuto nei paesi adiacenti e nei paesi che sono stati interessati da una forte
immigrazione ungherese (Stati Uniti, Canada e
Israele).
E' anche una delle lingue ufficiali dell'Unione Europea, e si basa sull'alfabeto latino, introdotto soltanto
in seguito alla cristianizzazione da parte di Stefano, il primo re
dell'Ungheria.
la Sacra Corona
immagine da wikipedia
Scrivere tutta la storia ungherese sarebbe stato troppo lungo, ma si può leggerla velocemente
qui e con più calma ed interesse
qui. Alcuni passi salienti:
- La Sacra Corona (foto sopra), simbolo dell'unità del popolo sotto il segno della
croce dopo la fondazione dello Stato magiaro cristiano da parte di Stefano I (974-1038), re d'Ungheria, è stata riportata in patria da New York non molto tempo fa e
collocata nel palazzo del Parlamento ungherese affinchè tutti la possano
ammirare.
- L'Ungheria ha attraversato periodi bui, come l'invasione dei mongoli del
1241, di cui è rimasto poco o nulla, ma anche stagioni luminosissime.
Una per tutte l'Umanesimo, in cui emerse la figura di Mattia Corvino, detto Mattia il Giusto
(1443-1490). Fu uno dei re più ricchi d'Europa, un mecenate sensibile
all'arte e alla bellezza.
- Tra le numerose dominazioni quella turca fu la più devastante. Durò un secolo un mezzo, alla pace di Karloca (Carlowiz) del 1699, e quando il Paese ritornò nelle mani cattoliche degli Asburgo.
- L'Ungheria ha sempre lottato e superato molte avversità. Nel 1848 Pest si sollevò contro l'Impero Austriaco con l'intento di creare una repubblica. La dichiarazione d'indipendenza del 1849
provocò la violenta repressione dei russi dello zar Nicola I e un'altra
rivolta finì, così, soffocata nel sangue.
- Nel 1867, anno del Compromesso e dell'incoronazione di Francesco Giuseppe re d'Ungheria, fu sancita la nascita dello Stato austro-ungarico,
una duplice monarchia con due parlamenti e due capitali mal sopportata
dagli ungheresi, nonostante la crescita economica e lo sviluppo che si
ebbero in quel periodo.
- Nel marzo 1944 anche l'Ungheria si ritrovò invasa
dall'esercito tedesco di cui era stata alleata. Cominciarono le
deportazioni degli ebrei, e un timido ma coraggioso imprenditore veneto che si spacciava
per console spagnolo, Giorgio Perlasca, riuscì eroicamente ad aiutare numerosi cittadini ungheresi.
L'economia ungherese poggia soprattutto sull'agricoltura e l'allevamento (che insieme contano il 4% di addetti). Si coltivano legumi, cereali, frutta, ortaggi, uva, tabacco, lino, canapa e peperoni rossi, da cui si ricava la
paprika, inoltre si allevano cavalli, bovini e ovini. Ma è anche un paese industriale, (con il 32% di addetti) soprattutto nell'area di Budapest.
Le principali industrie sono quelle meccaniche, chimiche e
farmaceutiche. Inoltre si estraggono la bauxite, la lignite, il carbon
fossile e il gas naturale. Il settore terziario (64% di addetti) si basa
sui trasporti e sul turismo. La rete dei trasporti è ben sviluppata; le
autostrade e le linee ferroviarie si diramano a raggiera a partire dalla capitale. Budapest è l'unica città ungherese dotata di aeroporto internazionale. La compagnia di bandiera era la
Malév,
fallita all'inizio del 2012; recentemente hanno aperto collegamenti con
Budapest diverse compagnie low-cost.
porcellane Herend
immagine dal web
Una menzione va alla fabbrica di porcellane
Herend, parte del Patrimonio dell'Ungheria e del Patrimonio culturale europeo.
E' la maggior fabbrica di porcellane del mondo, il simbolo della
bellezza, dell'eleganza e del lusso. Sono porcellane di
eccezionale qualità, che hanno conquistato tutto il mondo, fatte in
un paesino ad appena mezz'ora di strada dal lago Balaton.
Anziché avere un vero e proprio piatto nazionale, si potrebbe dire che la cucina ungherese ha degli ingredienti nazionali come la carne, le patate, i
pomodori, i peperoni, la cipolla, la panna acida (tejföl) e la paprika – benché,
fino alla prima metà dell'Ottocento, di quest'ultimo ingrediente non si
riscontrasse traccia nei ricettari ungheresi, e il tanto decantato
gulyàs, come pure la non meno amata zuppa di pesce, furono
originariamente preparati senza la paprika.
Da premettere che sulla tavola ungherese non manca mai una zuppa, di cui le varianti possono essere molteplici.
Sicuramente uno dei piatti più tipici dell'antica cucina magiara è proprio il
gulyás, la tradizionale zuppa che i
gulyások (i mandriani,
gulya significa mandria)
cucinavano dentro un grande paiolo messo su di un fuoco di legna
all'aperto, il
bogrács . E' una minestra brodosa (a differenza del gulash tedesco che è più
consistente) a base di
carne, lardo, cipolla, patate e paprika.
Altri stufati/spezzatini di carne, di solito bovina, sono i
paprikás aggiustati con farina, paprika e panna acida , o il
pörkölt, detto anche
rosolata della Puszta (vasta distesa di pianura stepposa, tipica del bassopiano magiaro), quest'ultimo senza patate.
La paprika, ottenuta dall'essicamento e macinatura del peperone, è uno dei principali ingredienti di molti piatti ungheresi, benchè i peperoni siano stata importati nel paese solo dopo la scoperta delle Americhe.
Una leggenda
dice che una giovane contadina ungherese, che era stata costretta con la
forza a vivere nell'harem del pascià turco di Buda, avesse spiato a
lungo i giardini del palazzo
mentre coltivavano i peperoni e che, una volta liberata, avesse
insegnato ai contadini del suo villaggio a coltivare la paprica.
Il momento del raccolto viene vissuto come un rito gioioso. L'8 settembre le donne, vestite con costumi sgargianti, raccolgono i peperoni nei campi e dopo averli infilzati con ago e filo fanno delle lunghe ghirlande che appendono a speciali sostegni di legno o ai muri delle case.
Il
lecsó è un piatto di origine balcanica ma è diventato parte integrante della cucina ungheres
e, è uno stufato denso di verdure con peperoni, pomodori, cipolle, lardo e l'immancabile parika di base, seguito da varianti gustose con pezzi di salsiccia, altri le uova, pasta fresca, riso.
Nella Pianura meridionale i piatti principali sono la zuppa di pesce detta halaszle quando piccante e lo
spezzatino di pesce colorati sempre dalla paprika locale. Sono
eccellenti gli insaccati come le salsicce alla paprika csabai e
gyulai. Nell'Ungheria settentrionale i protagonisti della gastronomia
locale sono la carne di maiale, la trota, la cacciagione (soprattutto
cinghiale e fagiano), piatti a base di formaggio molle di pecora, i
funghi impanati e fritti chiamati gombafejek rantva, pietanze a base di patate, le prugne, la marmellata di prugne,
le mele, i dolci preperati con impasto lievitato ripieni alla marmellata
o alla ricotta ungherese.
La specialità assoluta del lago Balaton è il
luccioperca,
(süllő o
fogas
quando è più grande) preparato sulla griglia, al forno e anche fritto.
Tra i dolci sono da ricordare la
torta Dobos, creata in onore di Francesco Giuseppe e la moglie Sissi all'esibizione nazionale generale di Budapest del 1885 e le
palacsinte, una specie di crêpes, preparate sia in versione dolce che salata,
hortobagyi palacsinta, quelle di carne con salsa di paprika.
Ad ogni fiera o mercato viene presto l'acquolina in bocca al profumo dei tradizionali
kürtőskalács e il
somlói galuska è il dolce
che si serve quasi in ogni ristorante ungherese.
Particolari sono le frittelle
lángos, e famoso è il vino bianco
Tokaji e il rosso
Egri Bikavér (l’Ungheria è stata per secoli una nazione dalle grandi tradizioni
enologiche grazie ai numerosissimi vitigni autoctoni, alle tecniche
avanzate di vinificazione dei vini dolci e ad una legislazione
vitivinicola addirittura più antica di quella francese “la più antica
zona a denominazione d’origine del mondo” secondo gli ungheresi).
Alcune grandi multinazionali ci hanno provato, ma ancora non sono riusciti ad imitare il
Túró Rudi, un popolare snack (barretta di cioccolato fondente con interno di ricotta) del marchio ungherese Pöttyös (a pois).
Per finire i pasti non può mancare un bicchierino dell'ottima grappa
ungherese chiamata
Pálinka (di cui le più gettonate sono al gusto di
albicocca, prugne e ciliegie) che dal 1º luglio 2002 l'Unione Europea ne ha protetto il nome che può
essere ufficialmente attribuito solo ai liquori provenienti al 100% da
frutta o erbe autoctone coltivate nel bacino dei Carpazi in Ungheria e
senza additivi artificiali, aventi una gradazione alcolica tra il 37,5% e
86%. Deve inoltre essere distillato e imbottigliato in Ungheria.
Szakácskönyv by
Ilona Horváth è un libro di ricette ancora molto usato e completo, quasi la bibbia della cucina ungherese (
szakács vuol dire
chef e
könyv vuol dire
libro).
Curiosità ungheresi
(per leggerle tutte cliccare
qui)
la Grande Sinagoga
immagine da wikipedia
- A Budapest si trova la più grande Sinagoga d'Europa.
- A Budapest si trova il più grande bagno termale d'Europa, il Bagno Széchenyi ed è l'unica capitale al mondo con 80 sorgenti termali. Per i cittadini recarsi alle terme è uno degli svaghi preferiti.
- L'inventore della biro, la penna a sfera, era l'omonimo ungherese László József Biró.
- Il famoso amaro Unicum è nato ed è prodotto in Ungheria. La fabbrica di
Zwack Unicum è stata fondata nel 1840 a Budapest. La sua fama in Italia è
dovuta al fatto che dal 1969 per alcuni anni venne prodotto in Italia.
- Le prime carrozze costruite nel corso della storia, sono state fatte in Ungheria, intorno al XIII-XIV secolo.
- La birra Dreher è stata inventata dall'omonio ungherese Antal Dreher
nel 1863, e viene prodotta nella fabbrica di birra Dreher a Budapest.
- Le campane suonano a mezzogiorno nel
mondo cristiano in segno di riconoscenza al re ungherese János Hunyadi e
ai suoi soldati che nel 1456, a Nándorfehérvár (attuale Beograd)
riuscirono, a togliere l'assedio dei turchi, e a fermarne l'avanzata in
Europa. Così Papa Callisto III ordinò che le campane in tutto il mondo
cristiano suonassero a mezzogiorno.
-
Il cubo di Rubik, il puzzle più famoso di tutta la storia, è stato
inventato dall'omonimo ungherese Ernő Rubik nei primi anni ottanta.
- La vitamina C è stata estratta la prima volta dai peperoni di Szeged dal
biochimico ungherese Albert Szent-Györgyi che si meritò così il nobel
nel 1937.
Altri personaggi famosi ungheresi:
- Ferenc Puskás, considerato il migliore giocatore ungherese di sempre ed uno dei più dotati calciatori di ogni tempo.
- Franz Listz (vero nome in ungherese Ferenc Liszt) compositore, pianista, direttore d'orchestra e organista.
- Joseph Pulitzer, famoso giornalista, editore e politico ungherese naturalizzato statunitense.
- Harry Houdini (vero nome in ungherese Ehrich Weisz), uno dei più famosi illusionisti ed escapologi della storia, reso celebre dalle sue fughe impossibili, anche lui emigrato in America.
Ai giorni nostri hanno brillato di luce mediatica le pornostar Ilona Staller ed Eva Henger,
non mi è sembrato necessario aggiungere i links :-)
L'Ungheria possiede un patrimonio di canti e di danze tra i più ricchi
al mondo. Gli strumenti più popolari e più presenti nelle melodie sono
lo zufolo (furulya), la cetra (citera), lo scacciapensieri (doromb), la lira tedesca (tekerö), il piffero (tilinkó) e la cornamusa (duda). Anche il violino è molto utilizzato, soprattutto nelle musiche zigane.
Ho trovato due siti molto interessanti per la mia ricerca ungherese:
Go to Hungary e
Ungheria che consiglio vivamente di consultare per saperne ancora di più, oltre alla santa basica
wikipedia.
Cosa vedere e cosa fare: c'è solo l'imbarazzo della scelta, dal
Balaton Sound Festival al
Sziget di Budapest, il festival più grande d’Europa di culture giovanil, al
GP di Formula 1, al
Magyar Borok Háza, la Casa dei Vini Ungheresi, al mercato coperto più grande di Budapest (e uno dei più
grandi e più belli d’Europa) in puro stile Liberty, lo
Központi Vásárcsarnok.
Oltre alla lunga lista di
monumenti e luoghi d'interesse da ammirare e conoscere anche solo virtualmente!
Non conoscevo affatto l'Ungheria, l'ho scelta come regione da ospitare solo per un profondo sentimento affettivo che mi lega ad un'amica (ed ora anche alla sua mamma).
Ma dopo questa piccola ricerca mi è venuta voglia di passarci una vacanza, chissà, magari fra non molto potrei andarci proprio con loro!
Gulyàs
Eccoci a parlare finalmente della ricetta scelta per rappresentare l'Ungheria.
E scelta non poteva essere migliore perchè è proprio una piatanza completa, saporita e nutriente, ed aggiungendo i tradizionali
galuska (gnocchetti di farina e uovo) diventa anche un momento simpatico da assaporare in compagnia.
Elemento fondamentale per la buona riuscita, ma soprattutto per essere più fedeli possibili all'originale, è la paprika. Che non è quella polverina marroncina che ci propinano nei vasetti preconfezionati al supermercato! La vera originale paprika, ottimo souvenir se qualcuno va da quelle parti, è rossa e quando la si usa tinge di rosso vivo la preparazione.
Ho la fortuna di avere un'amica ungherese doc spacciatrice, per le sue conoscenze nelle Tre Venezie, di un'ottima paprika bio fatta dali zii/cugini/parenti stretti che stanno ancora in Ungheria. Ogni suo ritorno dal paese di origine profuma e si tinge di rosso corallo sempre! :-)
Per la ricetta mi sono affidata alle parole sapienti di Agnese, la sua mamma, che per l'occasione mi ha tirato fuori il suo
vecchio libro di ricette, datato 1956, mi sono quasi commossa nel sfogliarlo, sapendo quanti anni di cucina ha vissuto nelle sue mani! E so che sarò in una botte di ferro per le prossime ricette da cucinare!
E originali sono anche gli accessori usati per la scenografia del piatto, dal caratteristico pentolino smaltato rosso, al canovaccio di lino a righe rosse con monogramma ricamato a mano, alla caraffa a forma di ometto che si chiama
Pista Baci e rappresenta il pastore della
Puszta.
Inizialmente il
gulyàs era fatto solo con carne bovina
, poi c'è stato un lungo periodo, durante la
Cortina di ferro, che si faceva col più plebeo maiale, dato che i bovini erano più reddditizi se venduti al macello per l'esportazione. Da qui l'usanza rimasta di farlo con entrambe le carni.
Meglio scegliere parti meno nobili e più grasse, rimarrano più tenere e saporite in cottura.
Una parentesi sull'uso dello strutto: una volta era il condimento usuale, più economico e più facilmente gestibile da conservare, non si usava certo l'olio extravergine di oliva. Oggigiorno possiamo rimpiazzarlo col nostro ben più salutare olio, oppure fare un compromesso fra i due (almeno una volta tanto) giusto per richiamare i sapori originali di un tempo.
Se possibile, meglio usare una pentola in ghisa, come era il vecchio
bogrács dei mandriani. Ma si può fare anche nella più moderna pentola a pressione, ottimizzando i tempi di cottura (soprattutto quando si aggiungono le patate, che cuoceranno solo 5 minuti per non sfaldarsi).
L'aggiunta di peperoncino e quindi il grado di piccantezza va a gusto personale, anche se gli ungheresi lo mangiano abbastanza piccante.
Il vino rosso in ricetta è un'aggiunta di Agnese, non è previsto nella ricetta originale, anche perchè il vino era una bevanda costosa, solo per gente agiata. Quindi si può omettere tranquillamente se non piace.
Non è una preparazione particolarmente difficile, forse più una pietanza maschile, che farà felice gli uomini di casa col testoterone a mille! :-)
Una leggenda narra che sette principi guidarono la migrazione dei magiari dagli Urali fino alla loro terra promessa, la regione dei grandi Carpazi, seguendo la mitica aquila Turul. Durante il viaggio i cavalieri nomadi tenevano vicino a loro il vecchio bogrács, il calderone dove si preparavano il loro tokàny (spezzatino).

Per 6/8 persone:
mezzo kilo di muscolo bovino
mezzo kilo di coppa di maiale
2 cipolle dorate, tagliate fini
strutto/olio extravergine di oliva
paprika
cumino
un quarto di peperone verde, a cubetti
mezzo pomodoro maturo, a cubetti
brodo vegetale o di carne, 2 o 3 litri
800 g di patate
peperoncino secco
sale
vino rosso, facoltativo
galuska, ricetta sottostante
- Mettere la cipolla a rosolare in olio o strutto (o entrambi, come me :-) e lasciarla cuocere a fiamma media, coperta, rigirandola di tanto in tanto, fino a quando diventa trasparente e dorata, anche 20 minuti.
- Nel frattempo tagliare la carne a cubotti di circa 3x3 cm., lasciando anche la parte grassa che darà sapore e manterrà la carne tenera.
- Togliere dal fuoco e aggiungere due cucchiai colmi di paprika, mescolare bene e rimettere sul fuoco a fiamma bassa, mescolando ogni tanto, in modo che la paprika sprigioni il suo aroma ma non bruci.
- Dopo un paio di minuti aggiungere la carne e far insaporire bene da tutti i lati, rigirandola spesso.
- Aggiungere il sale ed un cucchiaino di semi di cumino. Insaporire.
- Poi aggiungere il peperone ed il pomodoro, il peperoncino ed insaporire con mezzo bicchiere abbondante di vino rosso.
- Allungare col brodo e lasciare cuocere coperto a fiamma bassa finchè la carne risulta tenera, aggiungendo le patate (tagliate a cubotti come la carne) a tre quarti di tempo di cottura: queste non devono spappolarsi ma rimanere integre e sode.
- Fare i galuska (gnocchetti di farina e uovo) come da ricetta sottostante, aggiungerli alla zuppa e servire.
- Se avanza del
gulyàs con i
galuska dentro, questi tenderanno ad assorbire il brodo, riscaldare poi la zuppa aggiungendo ancora brodo ed aggiustando di sale, paprika e peperoncino.
la caraffa Pista Baci che rappresenta il pastore della Puszta
Galuska
gnocchetti ungheresi
Tipici gnocchetti fatti con uovo e farina da aggiungere alle zuppe ungheresi, in particolare il gulyàs.
Semplici da fare, serve un uovo a porzione, un pizzico di sale e tanta farina quanta ne prende l'uovo per avere un impasto consistente come nella foto, per avere un'idea circa 3 cucchiai per uovo.
Si spacca l'uovo nella ciotola, si aggiunge il sale, lo si sbatte e si inzia ad aggiungere la farina, poca per volta, mescolando sempre con forza con un mestolo di legno, evitando di fare grumi.
Serve l'attrezzino a griglia apposito (simile a quello per fare gli spätzle tedeschi) e la paletta, meglio se di legno così non si piega. E poi tanta forza di mano.
Ma ce li spiega meglio Susy nel video!

Susy mi ha raccontato che un'antica usanza per i giovani prossimi al matrimonio consisteva nella prova dei galuska: le ragazze preparavano gli gnocchettini a mano e quella che li faceva più piccoli era la ragazza da sposare! :-)
jó étvágyat!
Se volete far parte di questo meraviglioso viaggio culinario in Ungheria, basterà:
- postare una ricetta ungherese entro la mezzanotte di domenica 2 giugno 2013,
- aggiungere nel post un link a questo post e all'Abbecedario Culinario della Comunità Europea,
- esporre il banner se vi fa piacere e poi lasciar il link della ricetta in un commento a questo post.
Valgono anche ricette già postate, basterà aggiornarle con i links di cui sopra.
Grazie per la collaborazione e ... tutti ai fornelli!