8 dicembre 2008

Una tazza di tè

Sono le cinque del pomeriggio, l'ora del tè per gli affezionati del rito.
Non sono una gran cultrice del rito del tè, c'è sempre troppo e tanto da fare durante la giornata che sembra quasi di perdere tempo prezioso mettendosi a sedere a centellinare con calma una tazza fumante di questa bevanda. E poi, in sincerità, sono piuttosto caffettara ultimamente.
Ci sono stati periodi, però, che ne bevevo molto, e ci sono momenti, ancora adesso, in cui una buona tazza di tè rincuora l'animo e lo spirito, e come per magia lascia spazio all'ottimismo sfocando i malumori.



Quando ero giovane e abitavo ancora a Milano, andavo spesso con le mie amiche a berlo alla Pasticceria Cova, ma più che il tè, i nostri palati erano deliziati dalle alzatine in argento piene di dolcetti prelibati mignon che il cameriere faceva troneggiare in mezzo al nostro tavolo, una vera libidine!

Quando ho vissuto a Londra, era diventato un gesto metodico durante la giornata, e in ogni caso la domanda usuale ad ogni incontro era sempre quella: "...'d you like a cup of tea?", con tutto l'accompagnamento che ne poteva seguire! In sei mesi di soggiorno ho praticamente vissuto di breakfast e tea, ho imparato ad apprezzare il buon latte, la fresh cream, il miele che prima non sopportavo, ogni tipo di cereale...a discapito di qualche chiletto di troppo!

Ora me lo godo principalmente durante il weekend, quando gli orari e gli animi sono più rilassati...allora sì mi prende la voglia, soprattutto in questa stagione, quando fa freddo e mi piace stare in casa, ancor di più in questo periodo che sono a pieno ritmo di addobbi e preparativi per il Natale. E me lo godo quasi sempre da sola, perchè i miei uomini raramente si avvicinano con fare garbato e gentile a un bel servizio da tè!

Mi piace molto l'Earl Grey, le miscele aromatizzate alla frutta e quelle un po' speziate, non metto assolutamente limone, come nel pesce, mi sembra che ne nasconda il sapore.

Per oggi ho rispolverato un tè leggermente profumato al gelsomino che comprai tanti anni fa all' "Arte di Offrire il Tè", me lo conservo gelosamente in un bel barattolino di vetro: ha la particolarità di essere ancora un bocciolo che al calore dell'acqua si apre e sprigiona tutto il suo aroma. E per un tè particolare, una tazza particolare, mia personale e che non può toccare nessuno: "December" della linea Christmas Rose della Royal Albert, un graditissimo regalo di compleanno di una cara amica.

Oggi, poi, banchetto ricco con il ciambellone di Mamo e gli scones di Susan: non ho resistito, e ne ho mangiati sia con la marmellata di fragole che con l'Orange Marmalade.

Per chi volesse approfittarne, la teiera è ancora fumante e sull'alzatina ci sono ancora scones e un paio di fette di ciambellone!

Scones di Susan

Una ricetta facile, avuta da Susan e decisamente made in England!
Gli "scones" sono dei docetti a forma rotonda di origine scozzese; l'impasto è una via di mezzo tra la brioche e il pane dolce, di solito sono neutri o appena zuccherati.
Sono ottimi per accompagnare il tè pomeridiano o a colazione, farciti con burro e marmellata o il tradizionale lemon curd, classica crema inglese al limone
Si possono aromatizzare con uvetta, gocce di cioccolato, mirtilli o optare per la versione più salata, da consumare con le classiche farcie da tramezzino, io adoro formaggio cremoso con fettine sottilissime di cetriolo e una spolveratina di paprika dolce.
Questa ricetta mi piace perchè è semplice, non si pesa niente (un cucchiaio colmo di farina è 30g. circa, per cui si fa presto a fare i conti), si impasta a mano velocemente e come ti prende la voglia in men che non si dica sono pronti!



Ingredienti:

300gr. di farina
un pizzico di sale
2 cucchiaini di lievito in polvere
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di olio di semi
yogurt naturale quanto basta per fare un impasto morbido, circa 2 vasetti*

*oggi non avevo lo yogurt e ho messo un vasetto di panna acida e un pochino di latte



Setacciare farina, sale e lievito. Aggiungere zucchero, olio e yogurt e fare un impasto morbido ma non attaccaticcio. Su un piano infarinato stendere l'impasto alto 1cm. Tagliare dei tondi, con l'aiuto di un bicchiereo di un coppapasta, e metterli sulla placca del forno. Cuocere per circa 10/15 minuti a 180°. Quando si tolgono dal forno vanno lasciati riposare in un panno di cotone umido finchè si intiepidiscono. Poi tagliarli a metà, imburrarli e mettere rigorosamente marmellata di lamponi o fragole e guarnire con un ciuffo di panna montata!

7 dicembre 2008

Il ciambellone di Mamo

Tea time...voglia di qualcosa di dolce, soffice, semplice e genuino? Noi abbiamo appena sfornato questo profumatissimo ciambellone, con la ricetta che la maestra Piera ha dettato in classe ai suoi alunni, Mamo compreso...ci toccherà tenerne da parte una fetta da farle assaggiare!


Riporto fedelmente dal quaderno di Mamo:

Ingredienti:

mezzo chilo di farina
3 uova
250 g di zucchero
mezza tazza di latte
70 g di burro
un bicchierino di liquore
1 bustina di lievito per dolci
uvetta o gocce di cioccolato

In una zuppiera sbattere bene le uova con lo zucchero, aggiungere un po' alla volta la farina, il latte e il burro sciolto insieme, poi il liquore. Aggiungere quindi l'uvetta o le gocce di cioccolato e il lievito. Versare l'impasto in una teglia unta con olio o burro e spolverizzata con la farina perchè non si attacchi.
Infornare subito nel forno ben caldo e cuocere a 180° per 35/40 minuti.
A fine cottura spolverizzare con zucchero a velo.

Noi non abbiamo spolverizzato perchè era bello e buono così!


Buona merenda a tutti!!!

Questa ricetta è per il libro che Caris vuole realizzare per il reparto di neurofisiologia della Fondazione Santa Lucia di Roma e per riuscire a sensibilizzare al massimo la Regione Lazio e quanti ne sono coinvolti per la non chiusura del centro e per quanti vorranno sostenere questa fondazione.


Grappa all'arancia - WHB # 161

E' iniziato il tempo delle arance e questa grappetta capita proprio a fagiolo!
Se ne può fare anche un ottimo regalo di Natale, donandola ancora in infusione in un vaso accompagnandola coi simpatici filtrini in carta da caffè e relative istruzioni all'uso.


Dal libricino di Davide Longo "Grappe alla frutta":

Ingredienti:

6 arance bio
100g di zucchero
2 litri di grappa* secca

Sbucciare le arance e scartare la polpa, servirà per un'ottima spremuta super vitaminica!
Ripulire bene la scorza da eventuali pellicine bianche amarognole.
In un capiente vaso di vetro mettere la scorza a pezzetti, lo zucchero e versare tutta la grappa. Lasciare in infusione per 6 settimane, agitando il vaso nei primi giorni in modo che lo zucchero si sciolga ben bene e mettendolo al sole quando possibile.
Dopodiché filtrare, anche due volte, e imbottigliare: il liquore è pronto per essere consumato.
Chi preferisce un gusto più intenso e agro dell'arancia può sostituire i frutti con altrettanti limoni.

*La grappa un'acquavite a forte gradazione alcolica ricavata dalla distillazione delle vinacce.
E' un prodotto tipicamente italiano, soprattutto di Veneto e Piemonte.
Le vinacce sono il residuo della trasformazione dell'uva in vino e sono costituite da bucce, semi e graspi, con una certa quantità di mosto o vino fermentato.




Questa ricetta partecipa al WHB # 161 ospitato da Ivy from Kopiaste
This recipe participates to WHB # 161 hosted by Ivy from Kopiaste

Thanks again to Haalo from Cook (almost) Anything at Least Once,
she is now the great manager for WHB!


ORANGE GRAPPA

Orange is the fruit of Citrus Sinensis for sweet oranges and Citrus aurantium for bitter oranges, all belonging to the gret family of Citrus.
Oranges originated in Southeast Asia, that's why in many languages is known as "Chinese apple". Orange trees love warm temparatures and in cold places it's better to recover them in greenhouses or conservatory in winter (Wintergarten in German and Orangerie in French, very famous those in Versailles and Kensington Palace and Kew Gardens in London).
Oranges come in many varieties: persian, navel, valencia and blood.
Oranges are very versatile in kitchen: you can use rind to flavour cakes and sweets, juice to make drinks or garnish them, to be added for gravies, to flavour sweets as well, sliced to aromatizes fish and meat, all fruit to make a wonderful marmalade, dried blossoms to make tea.
The orange blossom, which is the state flower of Florida, is traditionally associated with good fortune, and was popular in bridal bouquets and head wreaths for weddings for some time, still in use in some Italian regions. The petals of orange blossom can also be made into a delicately citrus-scented version of rosewater.

And now, a home made orange grape perfect in winter time after dinner, laying down on a sofa watching tv or reading a book, with a gorgeous slice of Pumpkin and Chocolate Cake aside!

Ingredients:

6 natural oranges from bio agriculture
100g sugar
2 litres grappa

Peel oranges, leave the fruit to make a super vitaminic juice to drink!
Take off all white bitter tasty stuff from rinds and cut them in piecies.
In a big glass jar pour grappa, rinds and sugar and leave to rest for 6 weeks.
Turn upside down the jar in the first week to make sure sugar melts perfectly and expose it to sunlight when possible.
Then filter carefully (coffe paper perculators are perfect!), even twice: liquer is ready to drink!
If you like a strong and sour flavour you can use lemons following the same directions.

It's a nice Christmas present, given still in infusion in jar, perculators and instructions included!

Round up WHB #161

5 dicembre 2008

Pane casereccio con lievito madre


Il pane casereccio è il classico pane bolognese a impasto duro. Se ne possono fare vari formati e di diversa pezzatura, il più classico dei quali resta sempre questa pagnottella che assomiglia al biove.


Ingredienti:


300g di pasta madre, vivace di almeno 2 rinfreschi*
300g di farina 0
130g di acqua
50g di olio extravergine di oliva
1 cucchiaino di sale

* significa che si deve usare una pasta madre molto attiva che abbia avuto due rinfreschi ravvicinati, ogni 3/4 ore uno dall'altro, oppure uno la sera prima di andare a dormire e il secondo la mattina presto, lasciandola sempre a temperatura ambiente almeno le 3/4 ore che matura.

Fare la fontana e fondere bene la pasta madre, poi procedere come un normale impasto aggiungendo anche il sale e l'olio.
Nel ken fondere bene la pasta madre con l'acqua a vel. 2, quindi aggiungere olio, sale e farina e impastare per 5/10 minuti a vel. 2.
Lavorare e battere bene l'impasto.
Formare 4/6/8 barilini (a seconda se piacciono più piccoli o più grandi):



1 - tagliare l'impasto in 4/6/8 pezzi

2 - fare una pallina

3 - stendere la pallina in una pizzetta

4/5 - arrotolarla formando un rotolino

6 - allungare il rotolino coi palmi delle mani prima nel mezzo poi nei lati

7 - appiattire leggermente il rotolino in orizzontale davanti a noi

8 - mettere il rotolino in verticale e appiattirlo col matterello

9 - ripiegare il sopra formando una piega schiacciata con le dita

10 - arrotolare col palmo della mano tirando la pasta verso il basso con l'altra mano

11 - mettere la falda sotto




Schiacciare bene con le due mani e lasciare riposare al caldo per 3/4 ore, coperti, fino al raddoppio.
Con un taglierino o una lametta incidere la parte superiore praticando incisioni multiple e leggere fino ad arrivare ad una profondità di circa metà dello spessore della pagnotta.
Cuocere a 200° per 15 minuti, poi a 180°per altri 20 minuti circa.
Il tempo di cottura è indicativo perchè dipende sempre dalla pezzatura dei pani.




Tiny Country Loaves



A common bread from Bologna, made with sour dough.


Ingredients:


300g active sour dough*
300g plain flour
130g water
50g extravirgin olive oil
1 teaspoon salt

* active sour dough: your sour dough must have beeen refreshed twice, waiting 3/4 hours between first and second time, at room temperature, or 1st refresh late in the evening (9pm), 3/4 hours room temperature then in fridge, 2nd refresh early in the morning (7am), 3/4 hours room temperature.

Spread flour on the table making a hole in the middle, melt sour dough with water, add oil and salt, then flour and start kneading. Knead well for 10 minutes.
In the Kneader: melt sour dough with water at low speed, add oil and salt and flour and knead at medium speed for 10 minutes.

Forming "small barrels" (see pics above):

1 - divide dough in 4/6/8 piecies
2 - form a ball with each
3 - roll out as a small pizza
4/5 - roll it in a roll
6 - lenghten the roll using palm of hands, first in the centre then to the sides
7 - roll out a little bit horizontally in front of us
8 - put the roll vertically and roll out to lenghten it
9 - fold a little bit the top crushing with finger
10 - roll using palm of hand and pulling the bottom of the pastry with other hand
11 - put end of the pastry below

Crush each barrel with your hands and leave to rest for 3/4 hours, covered, in a warm place, until doubled.
Then cut in the middle with so many incisions to reach half of the loaf.
Cook at 200° for 15 minutes, then low at 180° for about 20 minutes.
Cooking time is indicative, it depends on your oven and size of your loaves.

This recipe participates to Susan's weekly YeastSpotting.
Round up 12.12.2008

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