18 novembre 2012

Chestnut soup - WHB # 360


 la ricetta in italiano qui


A very seasonal soup for the first very cold days, real comfort food :-)
My boys were very suspicious about but once they tasted the first spoon they devoured it! 
You can use any sort of chestnut you like: fresh, dried, frozen and of course even roasted leftover. In fact I used those we left from St. Martin's dinner, so long as they were still soft, just peel and they would be fine (if necessary, a few seconds in the microwave at high power always helps peeling :-).


minestra di castagne


Serving 4: 

300 g unpeeled chestnut 
1 chopped onion
20 g butter * 
homemade stock cube
fresh thyme 
salt/pepper 
vegetable stock and/or milk

* I used extra virgin olive oil


 minestra di castagne


- If you decide for dried chestnuts, just rinse and soak them in warm water for 10 hours to soften them. Then drain and dry.
- Pour onion in a casserole with a little oil (I also added a little celery finely chopped), then add a dash of water at a time to sauté on low heat for about 10 minutes, until it becomes almost transparent, stirring occasionally.
- Combine the chestnuts. Season with salt or add homemade stock cube, cover with plenty of milk or vegetable broth (I decided for half of each): when up to the boil,  lower the flame and cook with the lid until the chestnuts are tender, adding more milkbroth / if necessary (about an hour, an hour and a half, and with heat diffuser if possible).
- Reduce to cream in a blender and let stand 10 minutes.  Garnish with fresh thyme and boiled chestnut, and serve immediately, with croutons if you like.


minestra di castagne
The soup is also nice if served cold. If sweetened with sugar, it becomes a dessert (but I haven't time to try, not a spoon left :-).






This recipe is my personal entry to WHB # 360
hosted  by Lynne from Cafe Lynnylu for English edition.
Thanks again to Haalo who manages greatfully all events,
to Bri for Italian edition.
Thanks again to Kalyn for her successfull idea!
Who's hosting
WHB Rules

17 novembre 2012

Due simpatiche e intraprendenti bolognesi per l'Abbecedario e le loro fantastiche ricette


C'è stato un momento, anni fa, nella mia avventura culinaria che ha decisamente segnato la mia vocazione gastronomica, accentuata anche dalla golosità per tutto quello che ruota intorno al buon pane quotidiano.
L'incontro con le sorelle Simili è stato amore a prima vista, un colpo di fulmine così emotivamente intenso che ancora si perpetua ogni volta che prendo farina e lievito in mano, per qualsiasi ricetta voglia seguire. E dal momento che le mie amate sorelle, a cui sarò eternamente grata, soprattutto per la generosa umanità trasmessa, sono bolognesi doc, non potevo non dedicare loro qualche piccola parola di ringraziamento e, visto che siamo anche alla conclusione di questo lungo viaggio attraverso la nostra bella Italia, un posto ad honorem nell''Abbecedario Culinario per le loro numerose ed infallibili ricette regalate in tanti anni con innata modestia e incolmabile generosità.




C'erano una volta, tanti anni fa, in quel di Bologna, due simpatiche sorelline, anzi, qualcosina di più, due gemelle, Margherita e Valeria, cresciute sin da piccolissime in un mondo di pane fragrante: i loro genitori possedevano un forno in città, e ben presto iniziarono all'arte bianca anche le giovani ragazzine, per far quadrare meglio i conti e per accontentare la numerosa clientela che affollava ogni giorno la bottega. Crescendo le due giovincelle si appassionano sempre di più a giocare con farine e lieviti, impastando e dando forme diverse a impasti fantasiosi e dolci profumati. Per queste vere figlie d'arte, mai stanche e sempre alla ricerca di nuovi stimoli produttivi, il fato riserva loro nel 1986 l'incontro determinante nella svolta della loro carriera panificatrice: dalla conoscenza con Marcella Hazan - la famosa cuoca della cucina italiana a New York - traggono la spinta decisiva per aprire la loro scuola di cucina, che diventa immediatamente famosa ed un punto di riferimento della buona cucina italiana. 
La loro fama si espande rapidamente e da Bologna si sposta in lungo e in largo: sono invitate a numerosi spettacoli televisivi e, dopo la chiusura della loro scuola nel 2001, iniziano a tenere lezioni pratiche sul pane in tutta Italia, per arrivare persino negli Stati Uniti, in Giappone ed in Nuova Zelanda. Non stancandosi mai non solo di portare la cultura e la cucina italiana attraverso gli oceani, ma di imparare loro stessa con grandissima umiltà quello che le loro visite estere poteva offrire. Un esempio? Erano a Valencia e paseggiando vedono in vetria un bel pane strano e stuzicante: entrano e con garbo e gentilezza fanno subito amicizia col fornaio ed ottengono così la ricetta del famoso Pan de Hojaldre.
In Italia continuano ad insegnare, arrivando quasi in tutte le regioni, fino a un paio di anni fa, quando prendono la definitiva decisione di ritirarsi dal palcoscenico ufficiale, salutandoci un pomeriggio dicembrino alle Tamerici davanti a un bel tè fumante e una miriade di biscottini fragranti fatti un'ultima volta dalle loro abili ed instancabili mani per tutti noi.
Hanno scritto 3 libri: Pane e roba dolce - Sfida al mattarello e La buona cucina di casa, quest'ultimo presentato 3 anni fa durante il Festival della Letteratura a Mantova. In quell'occasione furono intervistate da Viviana Lapertosa per la rivista del Gambero Rosso e sono sicura che le parole scritte nell'intervista faranno ancora battere il cuore di chi le legge.



Ora si sono ritirate nella loro amata Bologna, anche se spesso volano alle Canarie a trovare la terza sorella, nipoti e pronipoti. Ma le loro ricette favolose resteranno impresse per sempre nei nostri cuori, nei nostri blogs, nei loro libri. 
Come ho già scritto in un vecchio post,  non ho più aggettivi e parole per definire la grande passione, il cuore smisurato e l'incredibile carica umana che le avvolge e che in pura semplicità e grande disponibilità riescono a trasmettere anche alla più piccola formichina che abbia l'occasione di passare vicino a loro! Sono due donne in gambissima, mai stanche e sempre prodighe di consigli e aiuti, il loro terzo libro è stato un regalo generoso affinchè la loro arte autodidatta, come sono solite definirsi, non vada persa ma possa essere ancora un valido aiuto nelle nostre cucine e confortare i nostri animi.
Nel mio blog ho riunito gran parte delle ricette imparate e fatte mie in tutti questi lunghi anni di frequentazione, dedicando loro una ezione per i pani e affini e una per i dolci;  tra loro ho scelto quelle che meglio rappresentano la loro regione di appartenenza, l'Emilia Romagna.



 La ricetta più tradizionale della regione emiliana è forse

 sfoglia al matterello
per fare ottime tagliatelle o tortellini da sposare col tradizionale

ragù bolognese

senza aver prima sgranocchiato una profumata

crescentine rosmarino

seguita poi da una ricca fetta di

erbazzone 

addolcendosi infine con un biscottino a scelta tra


tris



Grazie Mita e Vale!



Tutte le ricette vanno all'Abbecedario Culinario, organizzato dall'intraprendente Trattoria MuVarA, per la regione Emilia Romagna ospitata da Roxy di Curiosando in Cucina.

16 novembre 2012

Un pomeriggio benefico a Bardolino degustando ottimo vino!


Per chi fosse in zona, per chi avesse in mente una gita fuori porta o un semplice giro sul lago, la possibilità di una buona, sana, consapevole e benefica degustazione di vini e sfiziosità mangerecce :-)



Sabato 17 novembre 2012 
dalle 15.00 alle 20.00 


 

   
SAN MARTINO IN CANTINA

 presso la bottaia della Cantina Zeni
Via Costabella, 9 - Bardolino (Vr)


in collaborazione con AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla
 
 “ Alla ricerca del senso perduto ... 5 + 1 sensi in mostra”

un evento all'insegna della solidarietà tra musica, sapori, clown e ... ottimo vino!


con la collaborazione di:

Laura Richelli (Fotografa)
Magia di Fiori (Floral Designer)
Manuela Piccoli (Interior Desinger)
Margherita Vellini (Ceramista)
Thilo Weimar (Fotografo)



il ricavato dell'evento verrà interamente devoluto all'AISM


evento on Facebook
cantina zeni on Facebook

13 novembre 2012

Minestra di castagne per l'Abbecedario Culinario


 English recipe here


Siamo proprio alla fine con l'Abbecedario Culinario, organizzato dall'intraprendente Trattoria MuVarA, ed ancora per pochi giorni ospiti di Roxy di Curiosando in Cucina per la regione Emilia Romagna.
Che dire di questa regione? Una goduria di ghiottonerie per gli appassionati food-isti più esigenti: dai salumi più prelibati come il culatello di Zibello al formaggio italiano per antonomasia, il Parmigiano Reggiano, alla varietà di ciliegie più buone che io abbia mai assaggiato, il Durone di Vignola, al condimento più aromatico come il vero aceto balsamico, dalla classica sfoglia fatta in casa (ma di questa parlerò in un post a parte) per avere poi le classiche tagliatelle e i saporiti cappelletti, senza dimenticare gnocco fritto, tigelle, mortadella, felino, squacquerone, zamponi e cotechini, la mitica Barozzi, il sale di Cervia (niente da invidiare al francese fleur de sel :-), solo per citarne alcuni tra i più noti.
Cercando fra le ricette in rete mi ha incuriosito questa che ho provato della Cucina del Corriere della Sera, facendomi scoprire una varietà di castagne a me sconosciuta: i Marroni di Castel del Rio.

Questo marrone ha ottenuto il riconoscimento europeo IGP grazie alla tutela del Consorzio locale, operativo dal 1985, per agevolare il recupero, il mantenimento ed il miglioramento dei boschi di castagno (detti selve castanili) dell'Alta Vallata del Santerno, veri giacimenti dove in autunno si raccolgono i prelibati marroni di Castel del Rio.
Il marrone si distingue dalla castagna principalmente per il gusto: più dolce e profumato, racchiude ed esalta gli aromi e i sapori del bosco. Inoltre ha una pezzatura molto maggiore della castagna, tanto è vero che un riccio racchiude al massimo 2 o 3 frutti. Ultima delle sue qualità,  è protetto da una buccia bruna e da una sottile pellicina che possono essere asportate con estrema facilità, operazione quasi impossibile con le castagne.
Nel Medioevo castagne e marroni rappresentavano preziose merci di scambio grazie alla possibilità di una lunga conservazione. Venivano immersi in acqua per 8 giorni, in modo da provocare una leggera fermentazione, venivano poi fatti asciugare in luogo aerato, raccolti in rete e conservati dall'autunno alla primavera successiva. Si pensi che erano apprezzati fino a Parigi e al Cairo.
Il marrone è un frutto sano e genuino, che viene coltivato senza l'impiego di alcuna sostanza chimica. Oggi conservare i marroni è molto più semplice e se ne può quindi assaporarne il gusto tutto l'anno. È sufficiente metterli in freezer negli appositi sacchettiper avere una scorta di bontà a portata di mano.
E' interessante anche la storia del marrone, base dell'alimentazione delle genti montane per secoli, basti pensare che nel 1885 i castagneti ricoprivano il 40% del terreno coltivato nel Comune di Castel del Rio.
Sul sito del Consorzio sono riportate anche altre interessanti e golose ricette

Questo è il momento più propizio per le castagne, giusto l'altro giorno era San Martino, per noi da sempre sinonimo di castagne e vino :-).
Per questa minestra ho utilizzato i marroni avanzati, anche se già cotti al forno vanno benone (non si spreca nulla :-), a patto che siano ancora morbidi, basterà sbucciarli  e sono pronti per l'utilizzo (qualche secondo nel microonde alla massima potenza aiuta sempre la sbucciatura :-).


minestra di castagne


Per 4 persone:

300 g di Marroni di Castel del Rio (freschi o essiccati)
1 cipolla tritata fine
20 g di burro *
timo fresco
dado homemade o sale/pepe
brodo vegetale e/o latte

* ho usato olio extravergine di oliva


 minestra di castagne


- Sciacquare le castagne secche e metterle in ammollo in acqua tiepida per 10 ore per farle rinvenire. Poi scolarle ed asciugarle.
- Usando quelle fresche si sbucciano facilmente così: inciderle e metterle in una fondina nel microonde, un paio di minuti a potenza massima, aspettare solo qualche secondo che si intiepidiscano e voilà, si sbucceranno in un baleno!
- Fare un leggero soffritto con la cipolla (ho aggiunto anche mezza gamba di sedano tritata fine), unire un goccio di acqua per volta per lasciarla appassire a fiamma bassa per circa 10 minuti, finchè diventa quasi trasparente, mescolando ogni tanto.
- Unire  le castagne, farle insaporire per qualche minuto. Salare o aggiungere il dado homemade, coprire con abbondante latte o brodo vegetale (fatto metà di ognuno): quando bolle abbassare la fiamma al minimo e lasciare cuocere con coperchio fino a quando le castagne saranno tenere, aggiungendo altro brodo/latte se occorre (circa un'ora, un'ora e mezza, e con retina spargifiamma).
- Ridurre a crema con il passaverdure o il minipimer e lasciare riposare 10 minuti.  Guarnire poi con timo fresco e una castagna lessata, a piacere servire anche con crostini di pane.


 minestra di castagne


La minestra è gradevole consumata anche fredda. Se addolcita con zucchero, si trasforma in dessert (ma non l'ho provata :-).






Questa ricetta partecipa alla raccolta Un coccio al mese per 12 mesi di Max.

12 novembre 2012

Black & White Wednesday - Week # 58


Yesterday it was St. Martin's Day in our calendar,
we always celebrate this anniversary with our boys and some friends
as my husband and my fifth son are named like him.


invito 
Martin of Tours is a Saint venerated by the Roman Catholic Church, the Orthodox Church and the Coptic Church. He was named Martin in honor of Mars, the God of war, by his father, a prominent army officer of the Roman Empire. Martin of Tours is celebrated on 11th November and this date has become an extraordinary feast throughout the West, due to a large number of Christians who were named Martin.
The legend tells that while Martin was still a soldier in the Roman army and deployed in Gaul (modern day France), he experienced the vision that became the most-repeated story about his life. One day as he was approaching the gates of the city of Amiens he met a scantily clad beggar. He impulsively cut his own military cloak in half and shared it with the beggar. That night, Martin dreamed of Jesus wearing the half-cloak he had given away. He heard Jesus say to the angels: "Here is Martin, the Roman soldier who is not baptized; he has clad me." In another story, when Martin woke, his cloak was restored (from Wikipedia)
That's why he is always represented cutting his cloak in two.

veranda table
the table in veranda

centerpiece
Autumn centerpiece,
quince, chestnuts, pyracantha and ampelopsis

tableware
tableware and placeholders made with a cork


centerpiece
Autumn centerpiece in detail,
quince, chestnuts, pyracantha and ampelopsis


kitchen table
kitchen table for the boys

kitchen table
kitchen table for the boys








This week Black & White Wedsneday is hosted by Rinku of  Cooking In Westchester 
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