25 novembre 2012

Di un mercato torinese, di un orto albertino e di una zuppa di cavolo rosso


 English recipe here

E' passato già un mese dalla mia avventura al Salone del Gusto di Torino ma mi sembra di esserne appena tornata (forse perchè oggi ho trascorso ancora una bellissima giornata in compagnia di amiche ritrovate per un'occasione benefica che sta diventando un appuntamento imperdibile per le strenne natalizie), ancora carica di emozioni, suoni e colori fortissimi da annientare il malotempo che imperversava fuori il Lingotto.
Colori, profumi, sapori e aromi che ho avuto il piacere di degustare la mattina del sabato, quando guidate dalla nostra espertissima guida locale abbiamo fatto un giro nel meraviglioso, inebriante, fantasmagorico mercato di Porta Palazzo, il più grande mercato (ed uno dei più vecchi) all’aperto d’Europa di frutta e verdura, con una sezione dedicata ai contadini che esercitano la vendita diretta.
Il mercato è vastissimo, con un'ampia zona dove le bancarelle si susseguono colorate con la loro bella mercanzia in ordine, disposta con cura e precisione: bella da vedere, bella da comprare, perchè i prezzi sono molto vantaggiosi. Mi sembrava quasi di vedere i classici mercatini francesi dove tutto è ordinato, pulito, luccicante.
Ad ogni angolo venditori marocchini con enormi cesti di menta fresca, così profumata e vellutata.
E nelle bancarlle dei venditori cinesi ortaggi a me sconosciuti, come la zucca bianca.
Qui tutte le foto, giusto per farsi un'idea :-).


 zucca bianca

Poi si entra nello spazio interno sotto l'orologio e qui si apre un mondo fatto di pani, salumi e formaggi, provenienti da ogni regione d'Italia. Una rapida scorpacciata perchè il nostro principale intento era raggiungere il porticato seguente, dove ogni giorno si allestisce il mercato dei contadini locali.
E qui una sopresa continua per occhi, naso e orecchie: un pullulare di mani che toccano, pesano, sistemano, con cura e dedizione, come se avessero a che fare con piccole creature umane e non semplici ortaggi. Uomini e donne di una certa età, in gilet e cappello i primi, col fazzoletto in testa le altre, che ancora parlano in dialetto, siedono mentre tolgono le foglie avvizzite, sistemano le cassettine, contano i soldi nuovi che fanno fatica a distinguere.
Quasi un mondo d'altri tempi, una voglia smisurata di poterci essere ogni mattina per fare la spesa giusta, come si deve, come era un tempo, quando ero bambina.
Ed improvvisamente siamo attratte quasi all'unisono da una bancarella speciale, quella del sig. Enzo, che lavora presso la piccola azienda agricola a conduzione familiare, dove il motto che li distingue cita testuale: non ci serviamo di frigoriferi per conservare i nostri prodotti, ma li raccogliamo un giorno per l'altro.

con enzo

Il motivo del nostro sorprendente interesse è stata questa cassettina di Levistico, o sedano di monte, che per la prima volta ho toccato con mano.

levischio

Un mercato da ritornarci di sicuro, con più calma e con un carrellino gigante appresso. 

Nel sito dell'azienda, dal nome così accattivante e facile da ricordare, Orto Alberto, ho trovato la ricetta di questa zuppa di cavolo rosso.
Deliziosa e facilissima da fare, al contrario, forse, del suo colore poco invitante, se non inquietante per certi versi ...  ma per me fascinoso e molto trendy, così viola, cupo e intenso!
Ma prima di giudicare sarebbe meglio provarla, sono sicura sarà una piacevole sorpresa come lo è stata per i miei ragazzi, sempre così scontrosamente agnostici verso qualcosa di insolito e fuori dai soliti schemi :).



zuppa cavolo rosso


Per 6/8 persone:

un chilo di cavolo cappuccio rosso
una mela
una cipolla
brodo vegetale o fatto con dado homemade
2 foglie di alloro
2 cucchiai di fecola, facoltativi
pancetta rosolata, facoltativa

- Tagliare cipolla, mela (con buccia) e cavolo a fettine.
- Lasciare da parte qualche fettina di cavolo e mettere un paio di fettine di mela in forno o su una padella antiaderente a essiccare per la guarnizione (io ho dimenticato la mela).
- Mettere cipolla, mel e cavolo in una casseruola capiente, unire l'alloro e coprire col brodo vegetale. Cuocere a fuoco medio/basso per circa un'ora, un'ora e mezza.
- Frullare la minestra (avendo l'accortezza di levare le foglie di alloro) fino ad ottenere una crema omogenea, aggiustare di sale (se piace si può aggiungere un pizzico di peperoncino).
- Se si vuole aumentare la cremosità della zuppa sciogliere la fecola in mezzo bicchiere di acqua ed aggiungerla alla minestra, facendola cuocere ancora 5/8 minuti (non l'ho fatto, mi sembrava a posto così).
- Servire la zuppa nelle scodelle guarnendola con la pancetta, se ammessa dalla propria dieta alimentare, le fettine di mela e di cavolo. Una grattatina di pepe bianco macinato fresco ci calza a pennello.






This recipe is my personal entry to WHB # 361
hosted  by Bri from Briggishome
both for English and Italian edition.
Thanks again to Haalo who manages greatfully all events,
to Bri for Italian edition.
Thanks again to Kalyn for her successfull idea!
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2 commenti:

alex di 'food 4 thought' ha detto...

Posso capire i tuoi ragazzi, proprio perche' ragazzi sono :) Ma io la tua zuppa viola la trovo bellissima. Grazie per il bel post che mi ha fatto ricordare la nostra 'gita' a Porta Palazzo. Ale

Cindystar ha detto...

Alex, è stato un bellissimo regalo da parte tua accompagnarci in quel tripudio variopinto, spero avremo presto un'altra occasione per ritornarci più coscienziosamente ... leggasi fare la spesa! :-)

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