8 febbraio 2010

Ieri sera a teatro ...


Solidarietà in punta di piedi
Eleonora balla per la ricerca

Teatro Filarmonico strapieno ieri sera per il Gala per raccogliere fondi per la fibrosi cistica. In platea Matteo Marzotto, testimonial della onlus: «Serate come questa servono a sensibilizzare le persone»

In punta di piedi per solidarietà. Per raccogliere fondi e finanziare così nuovi progetti di ricerca sulla Fibrosi cistica ma soprattutto per dare speranza e sensibilizzare su questa malattia.
La prima ballerina dell'Opéra di Parigi, Eleonora Abbagnato, si è esibita ieri sera al Filarmonico insieme ad altri otto ballerini di fama internazionale nonché colleghi ed amici, per sostenere la Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica onlus.
«Raccogliere fondi è per noi fondamentale, è così che riusciamo a far progredire la ricerca e finanziare nuovi progetti. Ma serate come questa servono anche a sensibilizzare le persone e far conoscere questa malattia non rara ma, al contrario, ben più diffusa di quanto si immagini», ha spiegato Matteo Marzotto, vicepresidente e testimonial della FFC, nata a Verona 13 anni fa.
Madrina della serata è stata Antonella Paternò Rana, da tempo amica e sostenitrice della Ffc. «È fondamentale rinnovare l'importanza della ricerca, sia intesa come sostegno economico, sia come speranza», ha spiegato Paternò, che da madrina ha fatto appello, appunto, alle madri, «di essere veicolo di speranza, anche quando speranza sembra non essercene più. Ma soprattutto di parlare con i propri figli di questa malattia, affinché possano capirla ed accettare ed accogliere anche i bimbi malati».
Seduti tra le prime fila della platea, tra belle ed eleganti signore ed imprenditori, da Giovanni Rana a Mathias Byblos, gli assessori regionale alla Sanità Sandro Sandri e comunale ai Servizi Sociali e Famiglia Stefano Bertacco. «Queste serate sono importanti e fondamentali, soprattutto in giorni decisamente bui per la ricerca considerato quanto sta accadendo ai ricercatori della Glaxo», ha detto Bertacco.
Spente le luci in platea, si sono accesi i riflettori sul palco e lo spettacolo, presentato da Amadeus, è entrato nel vivo. E le parole hanno lasciato il posto alla bravura della Abbagnato «et Ses amis».
I.N., L'Arena. it, 08.02.2010

Nonostante una carriera folgorante e i massimi riconoscimenti che le giungono da tutto il mondo, Eleonora Abbagnato, parigina d’adozione (dal 2001 première danseuse all' Opéra di Parigi), e palermitana di nascita, ha saputo conservare quella gentilezza d'animo e carismatica spontaneità che la rendono sensibile e sempre pronta ad attivarsi per andare incontro alle istanze di chi soffre.
Grande sostenitrice della FFC, in nome della quale lo scorso anno ha conquistato il grande pubblico del Teatro Regio di Parma con un meraviglioso Gala di Stelle, quest'anno ha scelto Verona, la città dell'amore, per dedicare la sua danza alla vita, volteggiando con la sua inconfondibile leggiadria, ancora una volta per un evento di portata nazionale.
Accanto alla Abbagnato, Benjamin Pech, étoile del teatro parigino, suo grande amico e abituale compagno di lavoro, le prime ballerine Muriel Zusperreguy (Operà di Parigi), Jurgita Dronina (Royal Swedish Ballet), Itziar Mendizabal (Leipziger Ballet), Barbora Kohoutkova (International Guest Artist), affiancate dai danzatori Cédric Ygnace (The Dutch National Ballett), Josua Hoffalt (Operà di Parigi), Jean-Sébastien Colau (Leipziger Ballet), Michal Stipa (National Theatre, Prague), ovvero i primi ballerini dei maggiori teatri europei.
Gli artisti si sono alternati in un ricco programma che si sè snodato fra tre secoli di musica, da Mozart a Chopin, da Lalo a Tchaikowsky, da Asafiev a Minkus, attraverso le storiche coreografie di George Balanchine, Serge Lifar, Roland Petit, fino a quelle contemporanee di Yaroslaw Iwanenko e Krzystof Pastor, solo per citarne alcune. Uno spettacolo, che per la qualità e la varietà del programma e per l’eccezionalità degli interpreti, può considerarsi una “grande occasione”, un evento irripetibile che ha fatto sognare e che nel contempo ha contribuito a dare una speranza concreta agli oltre seimila malati di fibrosi cistica in Italia. E a tutti i nuovi nati con questa grave malattia genetica ereditata da entrambi i genitori (portatori sani il più delle volte ignari d'esserlo). In Italia infatti vengono diagnosticati circa 200 nuovi casi all'anno: ogni settimana nascono circa 4 nuovi malati; ma ogni settimana muore un malato.

La Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica, Onlus, costituita a Verona nel 1997, è una organizzazione di utilità sociale senza scopo di lucro. Essa promuove e finanzia progetti innovativi di ricerca sulla fibrosi cistica; sostiene la formazione di giovani ricercatori ed operatori sanitari, informa ed aggiorna operatori sanitari e popolazione sui problemi di quella che un tempo veniva chiamata mucoviscidosi. Grazie alla FFC, è presente in Italia un modello di ricerca aggregata (negli ultimi 8 anni, 120 laboratori e gruppi di ricerca, con quasi 400 ricercatori coinvolti sul campo attraverso un sistema a rete) fortemente impegnata nello studio di cure risolutive.
Ha bisogno per questo della solidarietà e del contributo di tutti. E, anche l’arte, può fare la sua parte.

Il ricavato della serata al teatro Filarmonico è stato interamente devoluto alla ricerca che mai come in questo momento sembra aver imboccato una strada assai promettente.
La FFC è una delle Onlus riconosciute e garantite dall'Istituto Italiano della Donazione (IID), in quanto organizzazione che opera secondo i criteri di efficienza, trasparenza, credibilità e onestà, una tutela importante anche per i donatori.
da Cittadiverona.it, portale di Eventi, Cultura e Turismo a Verona

4 commenti:

valina ha detto...

nooooooooo..e io nn lo sapevo!!!!!!!!!!!!

emilia ha detto...

Ciao cara, finito di pappare Nutella ?? Buona giornata, bacio. :-)

Nanny ha detto...

Un ottima iniziativa!

Cindystar ha detto...

Oh no, Val, averlo saputo ti chiedevo di venire con me!

Ciao Emi, la nutella è durata ben poco ... per fortuna ... avevo preso un vasetto piccolo!

Grazie, Nanny, ed è stato molto interessante e coinvolgente!

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