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Il viaggio in India si è davvero concluso, da poche ore siamo già sbarcate in
Australia, ospiti di Haalo, un'altra terra affascinante e che saprà regalarci spazi incontaminati ed avventure fantastiche.
Mentre volavamo verso la nostra nuova meta, ho voluto raggruppare tutte le vostre deliziose ricette arrivate, per ringraziarvi ancora una volta del vostro impegno e divertimento coinvolgente in questa lunga tappa. Siete state davvero tanto presenti, con molteplici preparazioni ed appunti di viaggio istruttivi ed appassionati.
Mi sono anche (ri)letta un bellissimo articolo apparso sul National Geographic di Tom O'Neill (ci sono molti articoli riguardanti l'
India, sarebbe interessante leggerli tutti ed ammirare le gallerie fotografiche) intitolato
Gli Intoccabili, per riuscire a capire
come un popolo così antico, così evolutamente moderno in ambito tecnologico ed economico, possessore di boba atomica, possa ancora avvalersi della concezione che
tutti gli uomini sono diversi e il destino è segnato inevitabilmente già alla nascita.
Anche se poco attraente per la sua durezza, questo articolo merita una lettura, quasi fosse un piccolissimo aiuto nella lunga e travagliata lotta intrapresa per abolire regole severe ed assurde.
In India, fin dalla nascita ogni indù è inserito nel sistema castale, che stabilisce una gerarchia dei comportamenti sociali, fra le più antiche esistenti al mondo. Radicato nella cultura indiana da 1500 anni, il sistema si fonda su un assunto di base: tutti gli uomini sono diversi.
La gerarchia delle caste è spiegata da un antico mito: le principali categorie sociali, o varna, emergono da un essere primordiale. Dalla bocca provengono i brahmani, sacerdoti e insegnanti; dalle braccia gli kshatriya, re, nobili e guerrieri; dalle cosce i vaisya, commercianti e artigiani; dai piedi, i sudra, la massa dei lavoratori comuni. Ciascun varna, a sua volta, è suddiviso in centinaia di caste e sottocaste, ordinate secondo una gerarchia.
Gli achuta, o intoccabili, costituiscono una quinta categoria. L'essere primordiale non ne rivendica la paternità. Il concetto di fuoricasta è strettamente legato a quello di "impurità". Esseri tanto contaminati da non meritare alcun valore, tali da rendere impuri gli altri varna anche solo sfiorandoli con lo sguardo o con la propria ombra, e perciò imbrigliati da regole severe per assicurarne l'isolamento nella comunità. Tutta la loro vita è dominata dal pregiudizio, specie nelle campagne, dove vivono tre quarti degli indiani.
L'antica dottrina prevale sulla legge moderna. La costituzione indiana ha abolito le regole
del sistema castale, e ha decretato la parità degli intoccabili di fronte alla legge; ma l'Induismo, la fede condivisa dall'80 per cento della popolazione detta legge nella quotidianità.
Il sistema castale è considerato sacro e immutabile, e rinunciarvi equivarrebbe a sovvertire l'ordine dell'universo. La dottrina del
karma determina l'appartenenza a una casta: un intoccabile può generare soltanto un figlio altrettanto intoccabile, condannato fin dal primo vagito a una condizione di "impurità".
Eppure gli intoccabili non hanno un aspetto diverso dagli altri indiani. La loro pelle è dello stesso colore. Non vestono stracci, né hanno il corpo piagato. Camminano per le stesse strade e frequentano le stesse scuole. Tuttavia, è come se portassero sulla fronte un marchio indelebile (continua
qui).
Vi lascio un drink semplicissimo, che potrà essere di sollievo in queste lunghe giornate invernali a venire.
Lo zenzero è anche curativo, allieva la tosse e i malanni da raffreddamento, calma la nausea.
La ricetta ha origine nella costa Malabar indiana.
Lo zenzero è stato usato sia come spezia che come medicina in India e in Cina fin dai tempi più antichi.
Questa radice bulbosa dall'inconfondibile aroma e sapore speziato ha giocato un ruolo significativo a corte durante la dinastia Chera, secondo quanto riportano le scritture indiane, ed è probabilmente anche da dove deriva il nome dello stato federale del Kerala.
Dal 9° secolo, i re vendevano grandi quantità di zenzero ai commercianti arabi che portarono la spezia fin in Europa centrale. Dall'Europa poi arrivò fino alle Indie Occidentali attraverso l'entourage del vicerè spagnolo Antonio de Mendoza.
Questo tubero si insediò così bene che ben presto si cominciò a preferire lo zenzero giamaicano a quello indiano.
Dal libro
Drinks di Laura Conti.
Hot Ginger
Per 4 bicchieri:
1 litro di acqua
6 fette di zenzero
4 cucchiaini di zucchero di canna
Portare acqua, zenzero e zucchero a bollore, lasciare sobollire a fiamma bassa per 10/15 minuti.
Filtrare con un colino in bicchieri termoresistenti. Servire caldo, specie durante serate fresche.
Serving 4 glasses:
1 liter water
6 slices ginger
4 dessert spoons brown sugar
Bring the water, ginger and sugar to a boil, allow to draw for 10/15 minutes, under a small flame.
Strain into prewarmed fireproof glasses. Serve hot.
A drink for cool evenings.
Grazie ancora per le vostre ricette, ecco la raccolta completa!
Per uno sguardo immediato, super colorato e super goloso, anche la
raccolta Pinterest.

Our trip in India has come to an end,
thanks again for your lovely recipes, below our great collection!
And you will find your gorgeous, colored and fragrant dishes on
Pinterest too.
La nostra raccolta indiana - Our Indian Collection
Salato - Savoury
Namaste
(नमस्ते)