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22 ottobre 2012

Black & White Wednesday - Week # 55


 The oldest and most famous Italian Craft Fair
has just closed its doors in Vicenza,
numerous exhibitors, coming from all parts of Italy and abroad,
 to satisfy all sorts of creative manual skills.

Patchwork, knitting, embroidery, crochet,
you can lead your fantasy to create so many peculiar and detailed works,
like these sweet watering cakes and pastries :-)

  sicilian cassata  
 Sicilian Cassata

strawberry chocolate cake
Strawberry Chocolate Cake

fruit cake
Fruit Cake

three-layers cake
Three-layers Cake and Assorted Pastries






This week Black & White Wedsneday is hosted by Simona of Briciole  
 do send your entries to simosite AT mac DOT com
until midnight Tuesday, Oct. 23th.

11 luglio 2010

Succo di aloe, cosmetico naturale - WHB # 241

Sono ancora al mare, all'isola dell'Elba e finalmente l'estate è arrivata e ci sta regalando magnifiche giornate di sole sgargiante e di mare caldo e trasparente. Ho la fortuna di soggiornare in una casa molto ospitale, con un giardino non molto grande, piuttosto roccioso ma ricco di vegetazione. Mario è un appassionato di giardinaggio, ha costruito anche uno stagno che in questi ultimi anni si è ingrandito ospitando più pesci rossi e piante acquatiche. Tutto intorno un giardinetto roccioso che ospita numerose piante grasse la sua passione. L'altro giorno mi ha insegnato come fare ad estrarre il succo dall'aloe, per usarlo poi come base nutriente e antirughe sul viso (anche le regine d’Egitto Nefertiti e Cleopatra mantenevano la pelle del viso e del corpo fresca e giovane con l’Aloe!)

aloe

E' interessante leggere le molteplici virtù terapeutiche di questa pianta, conosciuta fin dai tempi più antichi a tutte le latitudini del pianeta. Non a caso si può definire la pianta del miracolo: è il vegetale più ricco di sostanze benefiche per l’organismo, che, anche se talvolta presenti in tracce, lavorano comunque in una straordinaria sinergia naturale. E' ricca di minerali, vitamine, enzimi, aminoacidi e mono-polisaccaridi. L’Aloe è uno dei più potenti agenti disintossicanti, uno dei più efficaci stimolanti del sistema immunitario, un forte agente antinfiammatorio, un analgesico, antibiotico, antisettico, antibatterico, anestetico, purgativo, uno stimolante della crescita, un acceleratore di recupero dei tessuti, un germicida, fungicida, tranquillante, una ricca fonte di sostanze nutrienti ed un valido aiuto per la digestione. Anche semplicemente come pianta ornamentale in casa assorbe anidride carbonica e libera ossigeno.
Alcune specie come l'Aloe arborescens sono utilizzate per realizzare dei preparati con un alto contenuto di sostanze ritenute antitumorali. Un frate brasiliano dell'Ordine dei Frati Minori, padre Romano Zago, ha trascritto un'antica ricetta arrivata a lui oralmente, ma utilizzata fin dall'antichità in Oriente e Sud America. La ricetta, contenuta nel libro da lui pubblicato, consiste in un semplice preparato naturale (miele + alcool + aloe arborescens) utile per tante cose, ma soprattutto anche per la prevenzione e la cura del cancro. In questo caso il frate suggerisce di non abbandonare comunque le tipiche cure tumorali, ma procedere in parallelo con questo preparato.

succo aloe

- Tagliare alla base una foglia di aloe. Il periodo migliore sarebbe dopo un paio di giorni da una giornata piovosa, in modo che la pianta abbia avuto la possibilità di assorbire più liquido e trasferirlo alle foglie.
- Incidere la buccia e tirarla via. Con un coltello raschiare sopra la sostanza gelatinosa lasciando cadere il liquido che ne fuoriesce ed eventuali grumi di gel in una ciotola.
- Passare il composto al colino schiacciando bene con un cucchiaio ed invasare. Conservare in frigo per una decina di giorni.
- Usare mattina e sera sul viso e sul decolleté prima della crema abituale, stendendo il composto con un pennello o con la punta della dita. Volendo si può mescolare alla propria crema. Ottimo anche come doposole.


succo aloe



This recipe is my personal entry to WHB # 241
Thanks again to Haalo who manages greatfully all events,
Thanks again to Kalyn for her successfull idea!
WHB Rules

Fresh Aloe Juice, Natural Cosmetic

I am still on vacation in Elba island, Summer is at its best, giving us beautiful bright sunny days and warm and transparent sea water. I am very lucky to stay in a very charming house with a lovely terrace on a litttle bay and a cute garden, rather rocky but rich in vegetation. Mario , the owner of the house, is very fond of gardening, and also built a pond. In recent years he has enlarged it, hosting more goldfish and aquatic plants. All around the pond a rock garden gives home to numerous cacti, his great passion. The other day he taught me how to extract the juice from aloe, to use as a nutrient basis on the face (still Egyptian Queens Nefertiti and Cleopatra kept face and body skin young and fresh with Aloe!). It's very interesting to read about the numerous therapeutic virtues of this plant, known since ancient times at all latitudes of the planet. We can definetely name it the miracle plant: it's the richest plant in beneficial substances for the body, which work in an extraordinary natural synergy. And it's rich in minerals, vitamins, enzymes, aminoacids and mono-polysaccharides. Aloe is one of the most powerful detoxifying agents, one of the most effective stimulant of the immune system, a strong anti-inflammatory agent, an analgesic, antibiotic, antiseptic, antibacterial, anesthetic, purgative, a growth stimulant, an accelerator for the recovery of tissues, a germicide, fungicide, sedative, a rich source of nutrients and a valuable aid to digestion. Even simply used as an ornamental plant in the house it absorbs carbon dioxide and free oxygen.
Some species such as Aloe arborescens are used to make preparations with a high content of presumed anti-cancer substances. Its extract has been found to contain compounds that inhibit cell proliferation. A Brazilian friar of the Order of Minor Friars, Father Romano Zago, has transcribed an old recipe came to him orally, but used since ancient times in Asia and South America. The recipe, published in his book, is a simple natural preparation (honey + alcohol + Aloe arborescens) useful for many things, but particularly for the prevention and cure of cancer. In this case, the monk suggests to continue the typical cancer treatments, but proceeding in parallel with this preparation.

succo aloe

- Cut an aloe leaf at the base. The best time would be a couple of days after a rainy day, so that the plant has been able to absorb more liquid and transfer to the leaves.
- Cut the peel and pull away. With a knife scrape over the jelly, dropping the liquid coming out and inevitable lumps of gel into a bowl.
- Pass the mixture through a sieve pressing well with a spoon and pour into a glass jar. Store in refrigerator for ten days.
- Use morning and evening before the usual cream on face and decolleté, spreading the mixture with a brush or your fingertips. If you want you can mix it to your cream. Excellent as an after sun.

8 luglio 2009

Una pecora da adottare

L’idea è venuta a Roberto Grattone e Agata Marchesotti, proprietari del Caseificio e Agriturismo Vallenostra a Mongiardino Ligure in provincia di Alessandria, che ha lanciato un’iniziativa che ha immediatamente riscosso un grande successo: l’adozione a distanza di una pecora. Così come avviene per i bambini, ma negli ultimi anni anche per alberi o monumenti. Quelle di Roberto e Agata, però, non sono delle semplici pecore, ma sono quelle che producono il Montébore, antichissimo formaggio della provincia di Alessandria la cui produzione però era stata interrotta dopo la II guerra mondiale. Alla Vallenostra hanno ripreso a farlo, unico posto al mondo. Ecco quindi che le pecorelle che producono il Montébore possono essere adottate, così che chi ama questo prodotto di nicchia può seguirne le fasi passo dopo passo.

Adottare una pecora è semplicissimo, basta andare sul sito del Caseificio e compilare l’apposita schermata indicando i propri dati e versando 100 euro. Con questo contributo il genitore adottivo riceverà una scheda dall’animale di cui si sta prendendo cura.

Roberto e Agata hanno proprio pensato a tutto, anche al raduno in cui avviene “l’incontro”. Una volta l’anno, nel giorno della festa del Montébore – si legge nel sito – le famiglie adottive (singole persone, interi nuclei familiari, gruppi di amici o associazioni) possono incontrare ciascuno la pecora adottata e vedere di persona come si produce il loro famoso formaggio, che è presidio Slow Food.

Oggi (5 luglio, ma si ripete il 12 e il 19) ci sarà la festa del Montébore del 2009 e si svolgerà a Sezzella, frazione di Grondona (Al). Anche quest’anno i genitori potranno fotografare la loro prole adottiva, prendere la quota di formaggio che ciascuna pecorella ha prodotto ma soprattutto si porteranno a casa il “boccolo”. Si tratta di un pezzettino della lana del loro animale che potranno conservare come ricordo della giornata (tagliarlo non provoca alcun dolore).

L’iniziativa della Vallenostra sull’adozione a distanza delle pecore ha suscitato talmente tanto interesse da superare i confini nazionali, così che la televisione pubblica tedesca, la ARD1, ne ha realizzato un documentario. Di Roberto Grattone e del Montébore si è occupata anche la ABC, facendoli conoscere negli Stati Uniti. La tv di Stato americana, in uno speciale sui prodotti caseari italiani, ha raccolto la sua dichiarazione sul glorioso passato del Montébore. “Questo formaggio lo mangiava Leonardo da Vinci. Era tra gli ingredienti del banchetto di nozze tra Isabella d’Aragona e Gian Galeazzo Sforza, che noi sappiamo frequentavano Leonardo”. La produzione del Montébore è cessata dopo la seconda guerra mondiale, quando le valli si sono spopolate e le tradizioni contadine sono state abbandonate. Solo nel 1999 Maurizio Fava, del presidio locale Slow Food, ha rintracciato Carolina Bracco, ultima depositaria della tecnica tradizionale, e ha ricominciato a produrre questo formaggio. Lo hanno seguito Roberto Grattone e Agata Marchesotti, che sono diventati ambasciatori del Montébore nel mondo. Oggi la cooperativa “Vallenostra” è l’unica produttrice al mondo del Presidio Slow Food Montèbore.

Adottare le pecore a distanza, per noi italiani, è una novità assoluta. Non è così invece per la Gran Bretagna, paese pioniere in questo genere di iniziative. Oltremanica esistono numerosi siti internet specializzati. Su www.adopt-a-pet-sheep.com l’adozione di una pecorella o di un agnello può diventare un originale regalo di Natale o di San Valentino. Al genitore adottivo viene inviato un biglietto con gli auguri natalizi o d’amore.

di Simona Verazzo, da Libero 05.07.2009
Foto da Storie di pascolo vagante

5 luglio 2009

Pesca Tabacchiera - WHB # 190

pesche tabacchiera


Ne avevo parlato già dua anni fa qui, quando per la prima volta le assaggiai.
Sono le pesche Saturnine o Tabacchiere, assai particolari, dalla forma schiacciata e dal profumo estremamente intenso. Sono immediatamente riconoscibili appunto per a loro forma, tanto schiacciata da sembrare una tabacchiera, per questo sono anche così soprannominate. Sono pesche di taglia medio/piccola, con un piccolo nocciolo all'interno e possono essere sia a pasta gialla o bianca, io le ho mangiate a polpa bianca. La polpa è estremamente morbida e dolce, intensamente profumata. Oltre ad essere ottimi frutti da tavola, queste pesche sono utilizzate nell'industria dolciaria e per la produzione di gelati e granite. Io le aggiungerò a giorni nel Rumtopf. Sono perfette anche per fare uno specialissimo Bellini !
Una zona di buona produzione è quella intorno all'Etna, dove persiste un habitat ideale per questa coltura (terreni ben drenati, abbondanza di acqua e notevole escursione termica garantiscono un prodotto di qualità superiore), anche se ora si sta espandendo in altre regioni (ne ho viste anche importate dalla Spagna!)
Sono veramente una prelibatezza che merita di essere conosciuta ed apprezzata!
Questa particolare pesca è diventata anche Presidio Slow Food.

tatin pesche

Slow Food promuove il diritto al piacere, a tavola e non solo. Slow Food studia, difende e divulga le tradizioni agricole ed enogastronomiche di ogni angolo del mondo, per consegnare il piacere di oggi alle generazioni future.
Per saperne di più: www.presidislowfood.it e www.fondazioneslowfood.it.


Stasera per dessert ho preparato una versione veloce e semplificata della classica Tarte Tatin accompagnata da un freschissimo Daiquiri alla pesca.

Per 7 tartellette occorre: un rotolo di pasta sfoglia, un po' di burro, pesche (io ho usato le tabacchiera ma qualsiasi tipo va bene), zucchero di canna.

Sciogliere il burro e con un pennello ungere gli stampini, ricoprirli con un paio di cucchiaini di zucchero eliminando l'eccesso. Ricoprire con uno strato di pesche sbucciate affettate, anche con buccia, e sigillare con un disco di pasta sfoglia. Riporre in frigo per 20 minuti quindi cuocere a 200° per 10/15 minuti finchè ben dorate. Togliere dal forno, aspettare qualche minuto che si intiepidiscano e rovesciare sul piattino da dessert.

tatin pesche

Per il Daiquiri alla pesca seguire le stesse indicazioni di quello alla fragola, sostituendo la frutta e il succo.

peach daiquiri

tatin pesche


Questa ricetta partecipa al WHB # 190 ospitato da Laurie from Mediterranean Cooking in Alaska
This recipe participates to WHB # 190 hosted by Laurie from Mediterranean Cooking in Alaska
Thanks again to Haalo who manages greatfully all events,
Thanks again to Kalyn for her successfull idea!

I saw them for the first time 2 years ago.
Saturnino peaches or literally known as "tabacchiere" (snuffbox) are very special, has a flattened shape and very intense aroma. You can immediately recognize because of their shape so crushed like a snuffbox. These peaches come in medium or small size, with a small core insiede, can be either yellow or white. The flesh is very soft and sweet, intensely fragrant. They are excellent as table fruits, and often used in confectionery and for the production of ice cream and granitas. I will add some in a few days in Rumtopf. And they are ideal to have a delicious sparkling Bellini!
The original production area is around Mount Etna, an ideal habitat for this crop (well-drained soil, plenty of water and considerable fluctuations in temperature ensure a higher quality product), but they are growing them in other regions (I saw some imported from Spain too!)
They are truly a delicacy that deserves to be known and appreciated!
This peculiar peach has also become a Slow Food Presidia.
Slow Food Foundation's mission is to defend food biodiversity, safeguard the environment and the land, endorse sustainable agriculture, protect small producers and theri communities, promote the gastronomic traditions of the whole world: www.slowfoodfoundation.com.

Mini Tatin with Saturnino Peaches

Tonight for dessert we had a sort of quick and easy Tarte Tatin, accompanied by a fresh peach Daiquiri.

Serving 7 tartellettes: a roll of puff pastry, a little butter, peaches (I used Tabacchiere but any type is allright), sugar cane.

Melt the butter and grease the molds with a brush , cover with a couple of teaspoons of sugar tand remove the excess. Put a layer of sliced peaches in each mold and seal with a disc of puff pastry. Place in the fridge for 20 minutes then bake at 200° about 10/15 minutes until golden. Remove from oven, wait a few minutes to cool and overthrow on the dessert plate.

tatin pesche


Peach Daiquiri
(see also Strawberry D.)

6/10 white rum
3/10 peach syrup
1/10 lemon or lime juice
ripe chopped peaches
ice cubes

peach daiquiri

Blend all ingredients and pour into a margarita glass.

WHB # 190 Round up

2 dicembre 2008

Io non bevo Red Bull

Ho ricevuto questa comunicazione dalla mia cara amica Anto.
Potrebbe essere il solito sfrenato allarmismo, come potrebbe essere una verità conosciuta ma taciuta per ovvi intrallazzi commerciali. Del resto succede anche per le sigarette, la Coca Cola, i superalcolici, il vino stesso: l'eccesso fa male, si sa, ma alla maggior parte delle persone pare che questo non interessi, o peggio, crede che a loro stessi non capiterà mai la batosta!
Personalmente non fumo più e ho avuto la fortuna di smettere in modo "naturale" (gravidanza...), e anche se ci ho riprovato perchè il gesto mi piace molto, non ci ho trovato più gusto, forse non ero una vera fumatrice...non mi piace la Coca Cola e le bevande gassate in genere (piuttosto muoio di sete!...) ma i miei figli ne berrebbero a litri, detesto la Red Bull (come può piacere una bevanda così falsamente dolciastra?...) però un Gin Tonic fatto con amore ogni tanto mi risolleva l'animo, bevo vino (e solo bollicine...) quando sono in compagnia, solitamente non ne sento il bisogno...con questo non mi considero una virtuosa, tutt'altro, cedo e pecco in altre debolezze (paneeeeeee...cioccolataaaaaa...shopping sfrenato ai saldiiiiiii...)...quindi è vero, ognuno ha le sue debolezze...ma certune sono un pochino più pericolose di altre, tutto qui.
Se avete voglia leggete, altrimenti girate pagina, o meglio...la rotella del mouse!



LA VERITA' SULLA BEVANDA RED BULL

Questa bevanda è in vendita in tutti
i supermercati del nostro paese.
I nostri figli e amici, quando
vogliono, la possono provare..e può essere mortale.

Red Bull fu creata per stimolare il cervello in persone sottoposte a un grande sforzo fisico e non per essere consumata come bevanda innocente o rinfrescante.

Red Bull è la bevanda che si commercializza a livello
mondiale con il suo slogan: 'Aumenta la resistenza fisica, facilita la capacità di concentrazione e la velocità di reazione, da più energia e migliora lo stato d'animo'. Tutto questo lo puoi trovare in una lattina di Red Bull, la bevanda energizzante del millennio (secondo i suoi
proprietari).

Red Bull è riuscita ad arrivare in quasi 100 paesi di tutto il mondo. La marca del Toro Rosso, ha come principali consumatori i giovani e gli sportivi, che la usano per gli stimoli che produce.


Questa bevanda fu creata da Dietrich Mateschitz, un imprenditore di origini austriache che la scoprì per caso in un viaggio ad Hong Kong, quando lavorava per un impresa che fabbricava spazzolini da denti.
Il liquido basato su una formula che contiene caffeina e taurina, faceva furore in questo paese; quindi pensò al successo che questa bevanda avrebbe avuto in Europa, dove tuttavia non esisteva, e in più vide un opportunità di diventare imprenditore.

In Francia e Danimarca l'hanno appena proibita per essere un cocktail di morte, dovuto ai suoi componenti di vitamine mischiate a Glucuronolattone, agente chimico altamente pericoloso, sviluppato dal Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti, durante gli anni '60 per stimolare il morale delle truppe mandate in Vietnam, il quale era come una droga allucinogena che calmava lo stress de lla guerra. Però i suoi effetti nell'organismo furono devastanti, e fu causa di tante emicranie, tumori celebrali e malattie del fegato che colpirono i soldati che lo consumarono.

E oltre a ciò, nella lattina di Red Bull si leggono i suoi componenti: Glucuronolattone, catalogato come stimolante. Però quello che non dice la lattina di Red Bull, sono le conseguenze della sua assunzione, che obbligherebbero a aggiungere una serie di gravi avvertenze:

1. E pericoloso berlo se poi non si fa esercizio fisico, visto che la sua funzione energizzante accelera il ritmo cardiaco e può causare infarto fulminante.

2. Può causare emorragie cerebrali dovute al fatto che Red Bull contiene componenti che diluiscono il sangue per far si che il cuore lo pompi più velocemente, e così poter far uno sforzo fisico con meno fatica.

3. E' proibito mischiare la Red Bull con alcolici, perche il risultato è una 'bomba mortale' che attacca direttamente il fegato, facendo si che la zona colpita non si rigeneri mai più.

4. Uno dei componenti principali di Red Bull è la vitamina B12, utilizzata in medicina per recuperare pazienti che si trovano in coma etilico (coma causato dal consumo di alcool); e per lo stato di eccitazione che si prova dopo averla bevuta, come se fossi ubriaco, senza aver bevuto nessuna bevanda alcoolica.

5. Il consumo regolare di Red Bull provoca la comparsa possibile di una serie di malattie nervose e neurologiche irreversibili (non esiste recupero!).


Se leggeste queste indicazioni sulla lattina di una bevanda la berreste mai?

E' una bevanda che dovrebbe essere proibita nel mondo intero. Venezuela, Repubblica Dominicana, Puerto Rico e altri paesi dei Caraibi, già stanno allertando le altre nazioni, soprattutto perchè il miscuglio di questa bevanda con alcool è una bomba per il corpo umano, principalmente per gli adolescenti ma anche per adulti.

Questa bevanda si vende nei supermercati e nei negozi del nostro paese quindi non bevetela e dissuadete gli altri dal berla specialmente i bambini!


Mi sono documentata cercando altri articoli "pro e contro" e in rete ho trovato questi:

- Antibufala: Red Bull, bevanda letale di origini militari? di Il Disinformatico
- Energy drinks: l'illusione di essere su di giri di Francesca Perna
- In che modo la Red Bull ti mette le ali di Francesca Perna
- Il successo di Red Bull di Markwork
- Red Bull sfida la Coca Cola nei soft drink dal Sole 24 ore

23 novembre 2008

Detersivo ecologico per lavastoviglie - WHB # 159




Il limone, Citrus Limon, è un agrume ben noto a tutti e del quale se ne fa un uso quasi quotidiano in cucina. Se ne adopera il succo, la buccia e la polpa e anche i semini, aiutano nella preparazione delle marmellate rilasciando la pectina di cui sono ricchi, favorendo così la gelificazione. Il limone è largamente usato nella preparazione di bevande, aperitivi e drinks, la fa da padrone nelle decorazioni dei piatti, è fantastico per la marinatura di pesci e carni, dona un gradevole profumo e sapore a torte, biscotti e dolci, può diventare un'ottima marmellata, anche in compagnia di arance e pompelmi, ed è la base essenziale per uno dei liquori Italiani più famosi al mondo, il Limoncello, come pure di uno meno famoso, ma non per questo meno buono, casalingo e genuino.

Ho conosciuto da poco Matteo e il suo blog fresco freschissimo.
Fra le sue ricette ho notato questa in particolare che ho voluto provare subito e immediatamente dopo fatta mia!
Non avrò scoperto l'acqua calda, ne sono certa, sicuramente qualcuno la conosce già e ne fa buon uso. Io ne sono rimasta molto soddisfatta e con l'approvazione di Matteo la ripubblico volentieri, in modo che possa essere divulgata maggiormente e "raccimolare" ulteriori fans!
Girando poi per la rete sono arrivata anche a questo sito che la pubblica in maniera moto divertente e allegra e aggiunge ulteriori consigli spaziando nel campo delle pulizie.



Ingredienti:

3 limoni
100g. di aceto, meglio bianco
200g.di sale
400g.di acqua

Tagliare i limoni (con buccia) a pezzi, togliere i semi e frullarli insieme a un po' di acqua in modo da ottenere una crema finissima
Aggiungere la restante acqua, l'aceto e il sale grosso e cuocere per 15/20 minuti.
Anche in pentola a pressione, 10 minuti dal fischio.
Anche nel Bimby, dopo aver frullato i limoni a turbo per 1 minuti, cuocere 100° per 20'.
Usare un paio di cucchiai a lavaggio nella vaschetta del detersivo. Funzia!!!

Ho provato a pulire il paiolo in rame per la polenta ed è venuto luccicante!

A me e Matteo è venuta poi un'idea in contemporanea che lui ha già sviluppato con successo: aggiungere un mandarino o mezzo arancio quando si frullano i limoni così da aromatizzare diversamente il detersivo.

Qui un video che mostra la realizzazione di questo detersivo.

E per la lavatrice io uso le magiche palline Robby Wash.
Oppure si può usare la BioWashBall tanto sponsorizzata da Beppe Grillo nel suo tour (www.greenest.se)
Oppure ancora utilizzare le noci lavanti del Nepal.




Questa ricetta partecipa al WHB # 159 ospitato da Siri di Siri's Corner
This recipe participates to WHB #159 hosted by Siri from Siri's Corner

Thanks again to Haalo from Cook (almost) Anything at Least Once,
she is now the great manager for WHB!


Biological dishwashing liquid



Lemon is the common name for Citrus Limon.
It is well known and well appreciated, especially in culinary use. It is a wonderful help in cooking and baking: sliced, juiced, rinded. Even seeds are used in preparing jams and jellies, because they are plenty of pectin, which helps in gelling. It's perfect for drinks, as a garnish, for marinating meat and fish. Gives flavour to cakes, biscuits and sweets, becomes a wonderful marmalade, alone or with other oranges and grapefruits, is essential for a famous Italian liquer, limoncello, or a less famous but still homemade like mine.
But lemon is good also for a fantastic ecological home made dish washer detergent!
Easy to do, easier to use!




You need:


3 lemons
400g. water
100g. vinegar, better white
200g. kitchen salt


Cut lemons in four, take off all seeds and then mix well with half water in the mixer until is soft and creamy.
Add remaining water, vinegar and salt, put on fire and cook for 15/20 minutes.
Use 2 tablespoons for every washing in your dishwasher.

It's also good to clean copper pans, they will turn out as bright as new!

If you like, add a tangerine or half orange for a special citrus fruits flavouring.




For my washing machine I use Robby Wash Ball.
You can use also Bio Wash Ball.


Round up WHB # 159

22 novembre 2008

Sale rosa dell'Himalaya

Vado sempre a comprare le farine al molino Bertolini di Caprino, dai miei amici Anna, Mauro e Raffaello (...quando c'è...). Vendono molte altre cose oltre a farine e granaglie, hanno un bel assortimento di paste particolari e ultimamente sugli scaffali delle belle confezioni con Sale Rosa dell'Himalaya.
L'ho ammirato per molto tempo, sono stata più volte indecisa se prenderlo o meno, avevo ancora da finire il barattolo di Fleur de Sel*... è abbastanza costoso e qua, coi ragazzi con le mani bucate, non sarebbe stato così appropriato.
Ma poi la settimana scorsa, in un raptus di shopping sfrenato, mi sono decisa e ho acquistato un chilo di sale macinato grossolanamente e pure la saliera piena!
E così sono tornata a casa felice e soddisfatta e ora la saliera "rosa" è sempre presente sulla nostra tavola, anche se il più delle volte devo sempre ricordare "...poco...non serve metterne tanto!...".

*Fleur de Sel (Fior di Sale) è un condimento raro e pregiato. Questo sale marino artigianale consiste in una brina di “giovani” cristalli che si formano in modo naturale sulla superficie delle saline. Nei mesi estivi viene quotidianamente raccolto a mano in piccole quantità. Naturalmente candido, viene chiamato anche "Il caviale del sale", ed è molto apprezzato dai migliori chefs e gourmets del mondo.



Vi riporto la scheda informativa:

Il nostro pianeta è ricco di sale, che è presente non soltanto nei nostri mari, ma anche e in abbondanza sulla terraferma, nella forma di giacimenti minerari.
Il Sale Rosa Resonance è Salgemma cristallino della qualità più elevata, estratto a mano rispettando l'etica del lavoro presso le antichissime miniere di sale ai piedi dell'Himalaya, formatesi all'evaporazione dell'oceano primordiale, oltre 250 milioni di anni fa.
Il sale marino subisce l'inquinamento dei mari, a causa del fenomeno naturale di affioramento per evaporazione, e viene successivamente lavorato, raffinato e addittivato in più modi.
Il Sale Rosa Resonance è puro e naturale al 100%, non è raffinato, non è addittivato, non è sbiancato e non è inquinato.
E' ricco dei suoi purissimi minerali ed oligoelementi, tutti quelli presenti nell'organismo umano che è in grado di
generare la vita.
L'importanza del sale Rosa dell'Himalaya, per il mantenimento del nostro organismo diventa più evidente se paragoniamo l'acqua del mare col nostro sangue: il nostro sangue non è altro che acqua marina trasformata.
Pensate alle nostre lacrime: sono anch'esse salate!
L'acqua del mare contiene, infatti, 84 elementi naturali, gli stessi che sono presenti nel nostro organismo e nel Sale Rosa dell'Himalaya.
Da recenti ricerche scientifiche risulta evidente che questi 84 elementi vitali essenziali sono indispensabili per mantenere il nostro organismo imperfetta forma e per il nostro benessere fisico.
La maggior parte dei minerali ed oligoelementi fissati nel Sale Rosa Resonance possono essere direttamente disponibili per le cellule senza essere metabolizzati dall'organismo, perchè la struttura del Sale Rosa non è molecolare ma elettrica.

Pubblico volentieri questa scheda speditami da Federico:

SOLUZIONE SATURA DEL SALE ROSA DELL’HIMALAYA RESONANCE®

La Soluzione Satura del Sale Rosa dell’Himalaya contiene tutti i Minerali e gli Oligoelementi in concentrazione ottimale per il nostro corpo.

Il Sale Rosa dell’Himalaya è nato oltre 250 Milioni di anni fa, quando i Mari Primordiali sono stati prosciugati dalla luce del Sole, dando origine alla vita.
Viene estratto a mano nelle
Antichissime Miniere di Sale ai piedi dell’Himalaya, non contiene additivi, non è raffinato, è Puro e Naturale al 100%.

La Soluzione Idrosalina Naturale ha in sé lenergia necessaria per generare la vita; non a caso tutte le forme viventi che siano mai esistite sul nostro pianeta provengono dal mare.
Questa modalità di sviluppo della vita si può osservare ancora oggi nella gestazione
dell’embrione umano all’interno dell’utero materno.
Durante i
nove mesi che vanno dal concepimento alla nascita, l’embrione percorre ognuna delle fasi dell’evoluzione.
In quest’arco di tempo si condensano
250 Milioni di anni di evoluzione biologica, dall’organismo unicellulare fino all’essere vivente dotato di coscienza.
L’embrione
cresce in realtà nel Liquido Amniotico, ovvero in una Soluzione di Acqua e Sale all’1%, alla temperatura di 37°C, che corrisponde alla Soluzione Satura del Sale Rosa dell’Himalaya diluita in un bicchiere pieno d’acqua.

Questa Soluzione concentrata di Sali minerali è di notevole aiuto in tantissime patologie, è un ottimo energetico, un disintossicante, Non dà Ritenzione dei Liquidi come il sale raffinato da cucina normale che viene ripulito chimicamente dall’Industria e ridotto a Cloruro di Sodio Innaturale.
E’ preferibile quindi sostituire il sale grosso ed il sale fino da cucina con il
Sale Rosa dell’Himalaya, purchè sia di Prima Qualità e di Origine Certificata, come il Sale Rosa dell’Himalaya Resonance® e di bere un cucchiaino da thè di soluzione satura tutte le mattine a digiuno diluita in un bicchiere pieno di acqua oligominerale da 200 ml (Levissima – Lauretana etc.).

Di seguito si riportano alcuni esempi di utilizzo della Soluzione Satura del Sale Rosa dell’Himalaya tratti da Fonti di Medicina Omeopatica Italiana ed Europea.

  • Acne, impurità, eczemi, neurodermite, psoriasi:

Bere tutte le mattine la soluzione diluita in un bicchiere di acqua e fare il bagno ½ volte la settimana con un chilo di sale da bagno Himalayano per 100 litri di acqua in vasca (concentrazione 1%) a temperatura di 37°C, e rimanere immersi per circa 20 min.

  • Herpes, micosi al piede, verruche, punture di insetto:

Fare toccature locali con la soluzione concentrata o fare degli impacchi con una garza più volte al giorno, bere inoltre tutte le mattine a digiuno un cucchiaino da thè di soluzione satura diluita in un bicchiere d’acqua.

  • Allergie, asma, rinite allegica, raffreddore, otite, mal di gola, influenza, bronchite:

Bere ogni mattina a digiuno un cucchiaino di soluzione diluita in un bicchiere d’acqua oligominerale. E’ bene fare anche il bagno con la soluzione all’1%.

La soluzione satura si può usare nell’aereosol all’ 1%.

  • Mal di gola:

Fare gargarismi con la soluzione diluita all’1% in mezzo bicchiere d’acqua.

  • Artrite, artrosi, osteoporosi, gotta, fratture, distorsioni, contusioni, stiramenti, insonnia, ansia, depressione, difficoltà di concentrazione, disturbi femminili, climaterio, sindrome pre-mestruale, dolori mestruali, amenorrea, secchezza vaginale, disintossicazione da metalli pesanti, acidità di stomaco, stitichezza, problemi di fegato e delle vie biliari, diarrea, colite, gonfiore addominale, intestino irregolare, difficoltà digestiva, problemi renali e della vescica, calcoli renali, ipertensione, ipotensione:

Bere ogni mattina a digiuno un cucchiaino di soluzione in un bicchiere di acqua oligominerale e bere almeno 2/3 litri di acqua oligominerale al giorno.

Fare il bagno con la soluzione all’1% (circa 1kg di sale da bagno Himalayano in una vasca da 100 litri) una volta a settimana e/o fare impacchi locali con un panno o garza imbevuto di soluzione satura.

  • Per lo sport:

Bere un cucchiaino da thè di soluzione satura diluito in un bicchiere di acqua da 200ml prima dell’attività sportiva e uno dopo o durante lo sforzo.

  • Igiene orale:

Spazzolare i denti con la soluzione salina satura in concentrazione all’1% e fare gargarismi e risciacqui in bocca per 2/3 minuti.


PREPARAZIONE DELLA SOLUZIONE SATURA

Mettete uno o più cristalli di Sale Rosa Cristallino in un piccolo vaso di vetro con coperchio e riempitelo con acqua di sorgente di buona qualità.

Nell’arco di 24 ore i Cristalli si scioglieranno fino alla saturazione dell’acqua e daranno così origine ad una Soluzione Idrosalina Cristallina Satura al 26% e pronta all’uso.

La conservazione non richiede alcun accorgimento particolare in quanto Soluzione STERILE; l’acqua salina satura non consente la proliferazione di microrganismi come germi, virus, funghi e batteri e quindi non ha data di scadenza.

Finchè i Cristalli saranno visibili nel vaso avrete la certezza che la soluzione è satura e potrete prelevarne ogni giorno la quantità che vi serve.

Con 1 Kg. di Cristalli di Sale Rosa Resonance si prepara una quantità di Soluzione Satura che dura circa 2 Anni ( per un consumo di un cucchiaino da the al giorno).

Come si può vedere il Sale Rosa dell’Himalaya è utile in quasi tutte le patologie più comuni: è molto importante però che sia di Prima Qualità e di Origine Certificata.

Non è un medicinale ma è un modo naturale per ritrovare l’equilibrio perso all’interno delle nostre cellule, ed è per questo che aiuta la risoluzione naturale di molti problemi.

Si ricorda inoltre che questa terapia si può Associare a qualsiasi altro prodotto naturale o farmacologico, ottenendo un Beneficio Maggiore per effetto Sinergico.

per saperne di più: www.I-love-you-federico.it

21 luglio 2008

Miracle Fruit

Con una bacca gli chef trasformano l'amaro in dolce


Lo chiamano Miracle Fruit,anche se il suo nome scientifico è Synsepalum Dulcificum, ed è l'ultima moda dell'alta cucina, almeno nel mondo anglosassone.

Originario della parte ovest dell'Africa, simile a una bacca rossa e grande come un acino di uva, e usato da tempo in Giappone, il frutto miracoloso ha il potere di trasformare il gusto in bocca.
L'amaro diventa d'incanto dolce. Contiene una proteina che inibisce temporaneamente la capacità delle papille nel recepire i gusti amari. Negli Usa era vietata l'importazione ma a New York e San Francisco ora spopola, in Gran Bretagna il sito che lo importa e vende (miraclefruit.co.uk) non riesce a soddisfare le richieste.

18 maggio 2008

Il mio amico RobbyWash

ROBBY WASH: una palla di lavaggio ecologico ed economico!

Sono stata contagiata dal mio amico Giorgio e dal suo entusiasmo per questa novità proveniente dalla Francia. Una palla di gomma contenente delle biglie di macromolecole lavanti non inquinanti che durante il lavaggio attiveranno ioni che a loro volta attiveranno le molecole di acqua. Le molecole così attivate penetreranno più facilmente nelle fibre della biancheria, attaccheranno le molecole di sporco che si separeranno facilmente e saranno eliminate con l'acqua.
Grazie quindi alla combinazione unica di elementi fisico-chimici non inquinanti, Robby WASH dimostra di essere l'alternativa valida all'acquisto di detersivi per il nostro bucato!

Sarà vero?
Provare per credere!

http://www.robbywash.com/

Ecco la scheda tecnica:

Specificità e dati
Palla bianca circondata da una gomma sintetica antiurto blu o rosa, riempita di macromolecole (sfere lavanti). Peso medio della Robby Wash: 140g.

Composizione
Solfato di achile, componenti non ionici, sodio di metasilicato, carbonato di calcio, sodio di carbonato, olio profumato, acqua.

Funzionamento
Grazie alla combinazione di elementi chimici-fisici non inquinanti, la Robby Wash viene proposta come l'alternativa ai vostri acquisti di detersivi. Le sue macromolecole attivate si liberano man mano che procede il lavaggio ed emulsionano le macchie incrostate nella vostra biancheria, generando degli ioni che attivano le molecole di acqua. L'aumento del PH permette alle molecole attivate di penetrare più facilmente al cuore della vostra biancheria e di mescolarsi alle macchie. Grazie ai movimenti creati dalla vostra lavatrice le macchie si staccano agevolmente dalle fibre della biancheria e si rimuovono nell'acqua.

Vantaggi
Nessun elemento chimico dannoso.
Facile da usare.
Ecologica: 270g. di macromolecole equivalgono a 60Kg. di detersivo!
I vostri vestiti sono protetti (morbidezza e colori).
Ricaricabile, utilizzazione senza limiti.
Ipoallergenica: ideale per bambini e le persone con pelle delicata.
Economica: non c'è bisogno di acquistare più detersivo.
Scrive in un commento Roberto Braidotti, dell'azienda BLU Italia distributrice del prodotto:
E' vero che la pallina è prodotta in Cina ma la tecnologia è europea. Inoltre la pallina ha superato tutti i test molto severi delle normative europee, test anti-veleni, rohs...Per le macchie più resistenti abbiamo predisposto una polvere speciale da mettere nella vaschetta che amplifica il potere smacchiante della pallina e rende il bucato più bianco. Tutto sempre in modo assolutamente ecologico. Sarà disponibile dalla fine di settembre.

Per ulteriori info e acquisti rivolgersi a:

Roberto Braidotti
Class s.r.l.
Via Rovereto, 1 - 36030 Motta di Costabissara (VI)
Tel. 0444 971734 - fax 0444 973238
blu.italia (at) tin (dot) it

17 maggio 2008

Cortella si lancia nell'editoria

La storica tipografia guidata da Antonio apre ai libri

«Cortella a Verona è, forse, la tipografia più conosciuta». Lo dice con orgoglio Antonio Cortella, 83 anni portati magnificamente, presidente dell’omonima tipografia veronese.
La storia. La storia di Cortella inizia nel 1919 quando Ugo, zio di Antonio, apre in via Stella 15. Pochi anni dopo entra nella società Giulio, il padre di Antonio. E a 17 anni, appena conseguito il diploma alle scuole magistrali, Antonio capisce che quella sarebbe stata la sua vita «non tanto per la guerra, quanto perché quel lavoro era un'arte». La grafica intesa non come mestier, ma come arte.
«Adesso è cambiato tutto. I computer hanno stravolto completamente la maniera di intendere la grafica» prosegue il decano dei tipografi veronesi. «Basta un programmino e tutti possono diventare grafici. Ai nostri tempi c'era la passione, c'era quell'arte di presentare al cliente un lavoro fatto con certosina pazienza che sfociava in una qualità di altissimo livello. Non che non la si possa ottenere col computer, ma è un’altra cosa. E poi oggi pochi chiedono la qualità».
Le sedi. Antonio Cortella ricorda i tempi di via Marconi dove, dopo via Stella, la tipografia Cortella si trasferisce: «Avevamo bisogno di più spazio. Era il 1942, proprio nei giorni in cui io sono entrato in azienda». Nel 1967 il passaggio nell'attuale sede di lungadige Galtarossa, «quella che ci ha fatto fare il salto definitivo di qualità. E abbiamo continuato nel solco della nostra tradizione, restando sempre al passo con i tempi».
L’arrivo del computer. «Dalle linotype siamo passati ai computer» continua Antonio Cortella, «dalle macchine da stampa a due colori a quelle modernissime di adesso che arrivano anche a dieci. Perché la tecnologia e il progresso sono fondamentali nella storia di una azienda come la nostra. Senza perdere di vista quella che dicevo prima: la qualità. Che alla fine paga sempre. Esempio sono le elezioni appena passate. Noi siamo i referenti per il Poligrafico dello Stato da oltre 15 anni per la stampa delle schede e degli elenchi che si trovano nelle sezioni elettorali di Verona e provincia».
Le nuove generazioni. Oggi Antonio è affiancato dal figlio Martino, laureato in Economia, quale direttore commerciale e amministrativo. L’azienda ha trenta dipendenti. Schiere di tipografi sono passati da Cortella, «come dei figli», ai quali ha insegnato l'arte della grafica, con passione».
«In tutti questi anni abbiamo visto cambiare Verona moltissime volte, diventare una città moderna in tutti i sensi» continua Cortella. Sono contento che in azienda ci siano mio figlio ed i miei nipoti a portare avanti la tradizione di famiglia, perché il mercato è spietato. E molte volte nell'arco della nostra storia lo abbiamo anticipato. Tanto per citarne una: la novità assoluta dei moduli continui, una vera rivoluzione all'epoca».
Il futuro. Verona con la sua tradizione grafica era praticamente la capitale di questa arte. Non serve fare nomi, li conosciamo tutti. «E poi» conclude Antonio Cortella, «adesso abbiamo una nuova scommessa: alla fine dello scorso anno abbiamo pubblicato un libro…". Cortella si sta trasferendo nell'editoria. Con tutta la sua storia e la sua passione.

pubblicato da L.S., L'Arena del 15.05.2008

13 maggio 2008

7%

Un sant'uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese:
"Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno."
Dio condusse il sant'uomo verso due porte. Aprì una delle due e gli permise di guardare all'interno. Al centro della stanza, c'era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola, si trovava ungrandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant'uomo sentì l'acquolina in bocca. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato. Avevano tutti l'aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia. Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po', ma poichè il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio, non potevano accostare il cibo alla bocca.
Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio disse:
"Hai appena visto l'Inferno."
Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l'aprì. La scena che l'uomo vide era identica alla precedente. C'era la grande tavola rotonda, il recipiente colmo di cibo delizioso che gli fece ancora venire l'acquolina. Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici. Questa volta, però, le persone erano ben nutrite e felici e conversavano tra di loro sorridendo. Il sant'uomo disse a Dio:
"Non capisco!"
"E' semplice, rispose Dio, dipende solo da un'abilità. Essi hanno appreso a nutrirsi gli uni gli altri mentre gli altri non pensano che a loro stessi.Quando Gesù è morto sulla croce, pensava a te."

Si stima che il 93% delle persone non inoltreranno questo messaggio.
Se fate parte del 7% che lo faranno, inviatelo con il titolo: "7%".

Io faccio parte del 7% e ricordati che dividerò sempre il mio cucchiaio con te!...

9 maggio 2008

La Carambola

Nome botanico: Averrhoa carambola
Famiglia: Oxalidaceae
Origine: Asia tropicale

La carambola è originaria dello Sri Lanka e delle Molucche, ma è stata coltivata per molti centenari ,nel sud-est asiatico e in Malesia. Viene ora coltivata anche in Brasile, Ghana, Guyana e nella Polinesia francese. Il frutto (carambola) ha un bel colore giallo-arancio, e si riconosce facilmente per la sezione a stella a cinque punte. E' una pianta molto delicata, tipica dei climi tropicali, ma in Sicilia riesce a produrre anche in pieno campo se riparata bene. Questo frutto viene chiamato "frutto a stella" per la sua strana forma. L'albero ha una crescita lenta ed è sempreverde è di dimensioni medie con foglie pennate e grappoli di piccoli fiori porpora. Il frutto di colore giallo quando completamente maturo presenta una sottile buccia e può essere in base alle varietà acidulo o dolce e sempre con una polpa molto succosa.
Il gusto della carambola è un misto di diversi frutti, come limone, ananas, prugna.
La pianta non ha particolari preferenze in fatto di terreno anche se le produzioni migliorano in terreni subacidi e limosi. Nelle coltivazioni vengono effettuate frequenti irrigazioni. La propagazione avviene per seme (rimossi dal frutto perdono il loro potere germinativo entro pochi giorni) o attraverso talee. Nelle zone tropicali fruttifica tutto l'anno mentre in quelle subtropicali solo nella stagione più fresca. Le più rinnomate varietà dolci sono la Arkin, la Maher Dwarf e la Thayer. Il frutto ha proprietà digestive, è molto astringente se immaturo. Si consuma interamente senza sbucciare; può essere consumata sia verde che gialla. Grazie alla sua forma originale, è molto utilizzata come decorazione negli aperitivi e nelle preparazione di bevande esotiche e come guarnimento in pasticceria. Nei luoghi di origine viene consumato anche verde, spremuto nelle pietanze come un limone o a fette nelle insalate. Prelibati sono i liquori che si distillano dal succo di carambola, mentre la polpa può anche essere trasformata in canditi.
Contiene fenoli e flavonoidi quali acido gallico, catechina, epicatechina e proantociandine e ha trovato impiego nella medicina tradizionale per il trattamento di alcuni stati patologici, come cefalea, nausea, tosse, insonnia, ipertensione e diabete.

1 maggio 2008

Buchi ... incredibili!

Questi buchi non sono solo incredibili, ma alcuni sono veramente terrificanti...specialmente l'ultimo!!!


Sinkhole - Guatemala
Creato semplicemente dal risucchio dell'acqua piovana causato dal collasso della superficie terrestre. Questo buco, creatosi in Guatemala ha letteralmente inghiottito almeno un dozzina di case, abitanti inclusi.

Kimberley Big Hole - South Africa
Apparentemente il più grande buco mai scavato sulla terra. Profondo 1.097 metri questa miniera ha dato alla luce più di 3 tonnellate di diamanti prima della sua chiusura avvenuta nel 1914.
Furono rimosse più di 22.500.000 di tonnellate di terra.

Bingham Canyon Mine -Utah
Un altro dei più grandi buchi scavato nella terra. L'estrazione mineraria iniziò nel 1863 e continua ancora oggi. Il buco aumenta costantemente la sua larghezza e profondità. Allo stato attuale, misura quasi due chilometri ed è profondo quasi cinque.

Mirny Diamond Mine - Siberia
Sicuramente la miniera di diamanti numero uno per larghezza. Profonda 525 metri, con un diametro alla superficie di 1.200 metri, è fatto espressamente divieto di volo sopra di esso per il pericolo, per gli elicotteri, di rimanevi letteralmente succhiati dentro. La freccia rossa a destra, punta un grosso camion per il trasporto terra.

Great Blue Hole - Belize
Questo incredibile fenomeno geografico conosciuto come il Buco Blu è situato a 60 miglia da Belize, in America Centrale. Ci sono numerosi buchi blu nel mondo ma, nessuno così grande e stupefacente. La misura alla superficie, perfettamente circolare, è di ¼ di miglio mentre la sua profondità raggiunge i 145 metri. Naturalmente il buco è considerato il paradiso dei sub.


Glory Hole - Diga di Monticello - California
Il Glory Hole viene usato quando il livello della diga raggiunge il punto critico e bisogna far scorrere l'acqua fuori dall'invaso. La sua grandezza gli consente di drenare 14.400 metri cubi di acqua al secondo. Nella foto a sinistra, si può ammirare il buco visto dall'alto. Se vi venisse in mente di saltarci dentro, il vostro corpo verrebbe letteralmente sputato fuori come si può vedere nella foto a destra.

Diavik Mine - Canada
Questa incredibile miniera si trova a 300km a nord-est di Yellowknife in Canada. Spettacolo magnifico anche con il ghiaccio che circonda questa miniera di diamanti.

Il buco più terrificante di tutti? Si trova in Italia.
Buco poco profondo ma, nonostante ciò,
riesce ad inghiottire, ed a far scomparire, MILIONI di EURO ogni giorno.
Il buco più terrificante costruito dall'uomo.
Un record tutto italiano.
Non esiste niente di simile in tutto il mondo.

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