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23 aprile 2018

Tortilla de Patatas per l'MTC#72


Mai ha vinto la sfida dell’Afternoon Tea in nome della Rosa, col suo personalissimo ricordo dedicato a San Jordi e per questa nuova sfida ha scelto un piatto a lei molto caro e familiare, la famosa Tortilla de patatas.
Ho avuto l’onore e il grande privilegio di ospitare Mai a Casa Cortella l’estate scorsa per un corso di cucina spagnola e nelle ricette preparate c’era proprio la Tortilla de patatas. So di aver avuto un battesimo d’eccezione con consigli e suggerimenti in loco dalla diretta interessata; ma ugualmente, al momento di riproporla per questa sfida, mi sono sentita un pochino in soggezione e con il timore che tutto finisse in uno spatafascio abominevole.
Fortunatamente è andato tutto liscio, ma mi sono avvalsa di un aiuto incredibile: sono partita con la dose piccola, quindi una padella ben maneggevole e un composto non troppo pesante. Penso sia il consiglio più elementare per affrontare la prima volta questa preparazione e farci l’occhio e la mano. La prossima volta azzarderò la dose media e alla prima riunione amichevole numerosa mi lancerò con la dose grande, magari chiedendo aiuto a qualche uomo di casa al momento di girarla :-)
Secondo suggerimento: usare una buona padella antiaderente o in ghisa, in modo che le patate e la tortilla poi friggano bene ma non si attacchino.

Dosi per fare la Tortilla di patatas:


foto Mai Esteve


Grande: padella 30 cm di diametro – 2 kg di patate già sbucciate – 11 o 13 uova – 2 cipolle medie – tempo 55’

Media: padella 25 cm di diametro – 1,200 g di patate già sbucciate – 9 uova – 1 cipolla grande – tempo 45’

Piccola: padella 20 cm di diametro – 600 g di patate già sbucciate – 5 uova – 1 cipolla piccola – tempo 40’


tortilla de patatas


Ingredienti:
patate
uova
cipolla dorata
olio extra vergine
sale

a piacere:
curcuma - mild curry - pepe white Penja - erba cipollina


tortilla de patatas


Lavare e sbucciare le patate, tagliarle a pezzi irregolari e friggerle con olio in una padella molto capiente; dopo 5 minuti unire la cipolla tagliata a fettine molto sottili.
Alcuni preferiscono tagliare le patate a dadini, altri a julienne; Mai suggerisce a pezzetti irregolari perchè si ha la sensazione che in questo modo si amalgamano meglio tra di loro e la tortilla venga più compatta.
Salare mentre friggono e girare ogni tanto per non bruciarle; l’ideale sarebbe farle saltare in modo da non spappolarle troppo, ma se si opta per la dose grande è abbastanza faticoso.
In una ciotola sempre molto capiente, sbattere le uova, unire l’erba cipollina tagliuzzata, una punta di curry, mezzo cucchiaino di curcuma, salare e pepare. Quando patate e cipolla sono cotte e dorate, vale a dire fritte e croccanti, versarle dentro il recipiente con le uova sbattute, avendo cura di non versarci anche l'olio ma lasciarlo nella padella.
Amalgamare e regolare di sale.
Versare il composto nella padella e cuocere a fuoco basso. Con il mestolo di legno (Mai, chiedo perdono, mi trovo bene con le spatole Ikea) controllare che non si attacchi; il massimo per una tortilla de patatas è il gioco di polso facendo sì che questa si muova dentro la padella e non si attacchi, Mai docet:-)
Inumidire un piatto della grandezza comoda della padella con acqua fredda dalla parte dove si appoggerà la tortilla, in questo modo scivolerà da sola e non si farà fatica a girarla, altrimenti l'uovo si appiccica. Mettere il piatto sulla padella, appoggiare la mano sopra, con l'altra mano prendere la padella e girare. Far scivolare poi la tortilla dal piatto nella padella.
Rimboccare il bordo della tortilla con la parte concava del mestolo di legno, tutto intorno alla frittata, con un movimento che assomiglia al rimbocco delle coperte del letto :-)
Una volta cotta anche dall’altro lato, far scivolare la tortilla dalla pentola su un piatto se volete; oppure rimettere un piatto sulla tortilla (questa volta non servirà inuidirlo) e rovesciare di nuovo la tortilla sul piatto.
Attenzione alla cottura: una vera tortilla non deve mai risultare secca o ben cotta dentro, deve risultare quasi "bavosa"e "umidiccia".



tortilla de patatas


La Tortilla de patatas andrebbe sempre servita con un contorno verduroso; per noi, un'insalatina primaverile con lattughino verde e rosso, rapanelli, rucola, fragole, peperone giallo e limoni confit a julienne, timo al limone, fragole e fiori di viole.


tutti gli sfidanti





Ho voluto provare a fare anche la Tortilla Chips di Ferran Adrià, come illustrata da Greta.
Sicuramente più veloce, non male come sapore, ma nulla a confronto dell'originale! Meglio perdere una ventina di minuti in più per ripagarsi poi di una Tortilla eccezionale :-)


TORTILLA DE PATATAS IN 7 MINUTOS
da Cocinar en Casa

tortilla chips


Per 4 persone:
7 uova grandi
200 g di patatine di busta
olio extravergine di oliva

erba cipollina a piacere

Sgusciare 6 uova in una ciotola e mescolarle quel tanto che basta per legarle fra di loro.
Spezzettare grossolanamente le patatine con le mani, unirle alle uova, mescolare e lasciare poi riposare per 15 minuti, perchè si intridano bene delle uova.
Scaldare un filo d’olio in una padella di 18 cm di diametro in basso e 22 in alto.
Aggiungere al composto il settimo uovo e mescolare leggermente, per amalgamarlo: questo è il trucco per far risultare la tortilla più cremosa.
Appena l’olio inizia a schiumare, versate il composto e cuocere a fuoco basso. Con il mestolo di legno controllare che non si attacchi; il massimo per una tortilla de patatas è il gioco di polso facendo sì che questa si muova dentro la padella e non si attacchi.
Inumidire un piatto della grandezza comoda della padella con acqua fredda dalla parte dove si appoggerà la tortilla, in questo modo scivolerà da sola e non si farà fatica a girarla, altrimenti l'uovo si appiccica. Mettere il piatto sulla padella, appoggiare la mano sopra, con l'altra mano prendere la padella e girare. Far scivolare poi la tortilla dal piatto nella padella.
Consumare calda oppure tiepida.


26 novembre 2013

Ricette spagnoleggianti per l'Abbecedario, olé!


L'Abbecedario della Comunità Europea è arrivato nella frizzantissima Spagna, dove si fermerà per altre due settimane, con Francesca di  Burro e Zucchero a farci da guida einterprete di questa colorata e chiassosa terra.
In attesa di mettermi ai fornelli con una ricetta nuova, ecco delle proposte già provate ed approvate su questo blog. Allegre e colorate come la tierra del sol: risale infatti alla Costa del Sol (Malaga, Torremolinos) la mia prima visita in Spagna, da 13/14enne, sotto il sole caliente di agosto, e il ricordo di interminabili ore in macchina con la famiglia su strade lunghe, monotone, costellate di niente, ogni tanto una casupola bianca, coi finestrini abbassati (ancora non usava il clima in auto :-) e l'aria torrida che ti prosciugava la gola ... tutta questa sofferenza per andare visitare Granada e Siviglia, di cui, ahimé, non conservo ricordi visivi nella mente.
Poi ci sono ritornata da più grande e meglio invogliata, nel 1984, per un lunghissimo weekend a Madrid, per omaggiare il ritorno ad esporre in patria nel Palacio de Velázquez del famoso e poliedrico scultore ed artista Miguel Berrocal, di cui mio padre era molto amico.
In quei giorni non è mancata una viita alla vicina Toledo, famosa da secoli per la sua produzione di acciaio e soprattutto per le spade, le cui tecniche di produzione provenienti dalla Persia furono importate dagli arabi. Ancora oggi la città è un centro importante di produzione di coltelli e di altri oggetti di acciaio.
Sono stata poi in vacanza coi bambini prima, e col marito poi, a Formentera, la più piccola delle Baleari, forse ora resa un pochino troppo mondana e chic, e probabilmente deturpata del suo fascino così semplice e naturale che la contraddistingueva. Una vacanza indimenticabile, une mese in questa piccola bellezza incontaminata, dove l'acqua è più turchese dei Caraibi, dove le giornate scorrono lente e pigre su spiagge di sabbia fine e dorata, dove (allora, perlomeno) si era veramente quasi fuori dal mondo e liberi da ogni contaminazione moderna: una casa grande immersa nella silenziosa e vasta pineta, senza corrente elettrica seguendo il ritmo della luce solare (e senza telefoni, tv & co.), due mamme intraprendenti e otto bambini scalmanati (ma educati ed ubbidienti) dai 2 ai 9 anni, che ben si sono adattati a questa fascinosa vacanza fuori dagli schemi, canticchiando allegramente negli spostamenti da una spiaggia all'altra tutti vicini vicini in una spettacolare Mehari arancione d'epoca.
Ho quasi paura a ritornarci, di non ritrovare più quel profumo e quel sapore di libertà inconizionata respirato allora.
Mi sono ripromessa, poi, di riuscire, un giorno o l'altro, ad esaudire uno dei miei sogni nel cassetto: il Cammino di Santiago de Compostela, se non tutto, almeno in parte. Ecco, forse là ancora si respira la grandiosità e la magnificenza della natura, che libera il corpo e la mente, avvicinandoci all'immenso, talvolta così nascosto, di ognuno di noi.


La cocina española


La sangria è una  bevanda alcolica a base di vino, spezie e frutta.  In origine questa bevanda alcolica e dolce era servita tra i contadini portoghesi, i quali la denominarono col nome sangria, dal sostantivo portoghese sangre, sangue (da wikipedia).
Questa versione con le fragole è fresca, veloce, profumata, perfetta come aperitivo estivo.

sangria alle fragole
Sangria alle fragole



Anche le mie amate sorelle sono curiose e quando sono in giro non si lasciano scappare l'occasione giusta! Un giorno, anni fa, Margherita e Valeria erano a Valencia e all'unisono si fermarono davanti alla bottega di un fornaio: in vetrina c'era un pane meraviglioso che aveva fatto luccicare loro gli occhi. Ecco che senza indugi varcano la soglia, fanno presto amicizia e tornano a casa con la ricetta, da loro poi adattata per i nostri forni di casa.
Pan de Hojaldre significa appunto pane sfogliato e lo hanno imparato da Don Juan Villanueva della Avenida del Puerto.

pan de hojaldre - pane sfogliato
Pan de Hojaldre



Nella cucina spagnola, il gazpacho è una zuppa fredda a base di verdure crude, molto apprezzata d'estate in regioni calde come l'Andalusia. Gli ingredienti principali sono tradizionalmente peperoni, pomodori, cetrioli e cipolla, arricchiti di volta in volta con erbe aromatiche differenti. Immancabile il pane raffermo, ammorbidito in acqua, che rende cremoso il composto.
Il piatto si mangia comunque freddo, talvolta addirittura con cubetti di ghiaccio e accompagna crostini di pane con uova sode. Viene anche usato come aperitivo servito in bicchiere, come energetico rinfrescante (da wikipedia).
Qui in versione più delicata con zucchine e pomodori verdi.

gazpacho zucchine



L'astice o l'aragosta alla Catalana è da sempre considerato un piatto spagnolo originario della Catalogna, ma molti sostengono sia di origini sarde, in particolare della zona intorno ad Alghero. Questa cittadina, infatti, si chiamava Barceloneta, la piccola Barcellona e ha conservato l'uso della lingua catalana, di cui è un'isola linguistica e il 22,4% dei suoi abitanti lo parla nella variante algherese, riconosciuta dalla Repubblica Italiana e dalla Regione Sardegna come lingua minoritaria. Ad Alghero ha inoltre sede istituzionale una delegazione della Generalitat de Catalunya, il governo regionale della Catalogna (da wikipedia). 
Può essere servito come antipasto o piatto unico, accompagnato da una fresca insalata.

astice alla catalana



Le ensaimadas sono delle paste briochose tipiche dell'isola di Maiorca. A partire dal 1996 è stata riconosciuta come prodotto IGP "Ensaïmada de Mallorca".
Sono di una delicatezza estrema, molto soffici, non troppo dolci per non appesantirsi con eventuli ripieni.

ensaimadas



Hasta luego!

Ricette spagnoleggianti per l'Abbecedario, olé!


L'Abbecedario della Comunità Europea è arrivato nella frizzantissima Spagna, dove si fermerà per altre due settimane, con Francesca di  Burro e Zucchero a farci da guida einterprete di questa colorata e chiassosa terra.
In attesa di mettermi ai fornelli con una ricetta nuova, ecco delle proposte già provate ed approvate su questo blog. Allegre e colorate come la tierra del sol: risale infatti alla Costa del Sol (Malaga, Torremolinos) la mia prima visita in Spagna, da 13/14enne, sotto il sole caliente di agosto, e il ricordo di interminabili ore in macchina con la famiglia su strade lunghe, monotone, costellate di niente, ogni tanto una casupola bianca, coi finestrini abbassati (ancora non usava il clima in auto :-) e l'aria torrida che ti prosciugava la gola ... tutta questa sofferenza per andare visitare Granada e Siviglia, di cui, ahimé, non conservo ricordi visivi nella mente.
Poi ci sono ritornata da più grande e meglio invogliata, nel 1984, per un lunghissimo weekend a Madrid, per omaggiare il ritorno ad esporre in patria nel Palacio de Velázquez del famoso e poliedrico scultore ed artista Miguel Berrocal, di cui mio padre era molto amico.
In quei giorni non è mancata una viita alla vicina Toledo, famosa da secoli per la sua produzione di acciaio e soprattutto per le spade, le cui tecniche di produzione provenienti dalla Persia furono importate dagli arabi. Ancora oggi la città è un centro importante di produzione di coltelli e di altri oggetti di acciaio.
Sono stata poi in vacanza coi bambini prima, e col marito poi, a Formentera, la più piccola delle Baleari, forse ora resa un pochino troppo mondana e chic, e probabilmente deturpata del suo fascino così semplice e naturale che la contraddistingueva. Una vacanza indimenticabile, une mese in questa piccola bellezza incontaminata, dove l'acqua è più turchese dei Caraibi, dove le giornate scorrono lente e pigre su spiagge di sabbia fine e dorata, dove (allora, perlomeno) si era veramente quasi fuori dal mondo e liberi da ogni contaminazione moderna: una casa grande immersa nella silenziosa e vasta pineta, senza corrente elettrica seguendo il ritmo della luce solare (e senza telefoni, tv & co.), due mamme intraprendenti e otto bambini scalmanati (ma educati ed ubbidienti) dai 2 ai 9 anni, che ben si sono adattati a questa fascinosa vacanza fuori dagli schemi, canticchiando allegramente negli spostamenti da una spiaggia all'altra tutti vicini vicini in una spettacolare Mehari arancione d'epoca.
Ho quasi paura a ritornarci, di non ritrovare più quel profumo e quel sapore di libertà inconizionata respirato allora.
Mi sono ripromessa, poi, di riuscire, un giorno o l'altro, ad esaudire uno dei miei sogni nel cassetto: il Cammino di Santiago de Compostela, se non tutto, almeno in parte. Ecco, forse là ancora si respira la grandiosità e la magnificenza della natura, che libera il corpo e la mente, avvicinandoci all'immenso, talvolta così nascosto, di ognuno di noi.


La cocina española


La sangria è una  bevanda alcolica a base di vino, spezie e frutta.  In origine questa bevanda alcolica e dolce era servita tra i contadini portoghesi, i quali la denominarono col nome sangria, dal sostantivo portoghese sangre, sangue (da wikipedia).
Questa versione con le fragole è fresca, veloce, profumata, perfetta come aperitivo estivo.

sangria alle fragole
Sangria alle fragole



Anche le mie amate sorelle sono curiose e quando sono in giro non si lasciano scappare l'occasione giusta! Un giorno, anni fa, Margherita e Valeria erano a Valencia e all'unisono si fermarono davanti alla bottega di un fornaio: in vetrina c'era un pane meraviglioso che aveva fatto luccicare loro gli occhi. Ecco che senza indugi varcano la soglia, fanno presto amicizia e tornano a casa con la ricetta, da loro poi adattata per i nostri forni di casa.
Pan de Hojaldre significa appunto pane sfogliato e lo hanno imparato da Don Juan Villanueva della Avenida del Puerto.

pan de hojaldre - pane sfogliato
Pan de Hojaldre



Nella cucina spagnola, il gazpacho (pronuncia: gazpàcio) è una zuppa fredda a base di verdure crude, molto apprezzata d'estate in regioni calde come l'Andalusia. Gli ingredienti principali sono tradizionalmente peperoni, pomodori, cetrioli e cipolla, arricchiti di volta in volta con erbe aromatiche differenti. Immancabile il pane raffermo, ammorbidito in acqua, che rende cremoso il composto.
Il piatto si mangia comunque freddo, talvolta addirittura con cubetti di ghiaccio e accompagna crostini di pane con uova sode. Viene anche usato come aperitivo servito in bicchiere, come energetico rinfrescante (da wikipedia).
Qui in versione più delicata con zucchine e pomodori verdi.

gazpacho zucchine



L'astice o l'aragosta alla Catalana è da sempre considerato un piatto spagnolo originario della Catalogna, ma molti sostengono sia di origini sarde, in particolare della zona intorno ad Alghero. Questa cittadina, infatti, si chiamava Barceloneta, la piccola Barcellona e ha conservato l'uso della lingua catalana, di cui è un'isola linguistica e il 22,4% dei suoi abitanti lo parla nella variante algherese, riconosciuta dalla Repubblica Italiana e dalla Regione Sardegna come lingua minoritaria. Ad Alghero ha inoltre sede istituzionale una delegazione della Generalitat de Catalunya, il governo regionale della Catalogna (da wikipedia). 
Può essere servito come antipasto o piatto unico, accompagnto da una fresca insalata.

astice alla catalana



Le ensaimadas sono delle paste briochose tipiche dell'isola di Maiorca. A partire dal 1996 è stata riconosciuta come prodotto IGP "Ensaïmada de Mallorca".
Sono di una delicatezza estrema, molto soffici, non troppo dolci per non appesantirsi con eventuli ripieni.

ensaimadas



Hasta luego!

19 luglio 2012

Gazpacho alle zucchine


La raccolta Salutiamoci prosegue il suo cammino e dopo fave e piselli da Stella e l'orzo da Lo siamo ospiti questo mese siamo ospiti da Cobrizo (Roberta), che ha scelto come ingrediente protagonista la zucchina, una delle verdure più versatili e dolci della stagione.
A me piacciono quelle chiare, sia lunghe che tonde, ho imparato ad apprezzarle qui in Toscana, sono più croccanti e sode, alle volte quelle verde scuro tendono ad essere leggermente amare.
Appena ho letto questa ricetta su La Cucina del Corriere della Sera (una delle mie riviste gastronomiche preferite) mi è venuta l'acquolina in bocca, e tra il dire e il fare è stata questione di poco :-).
La ricetta viene data per 4 persone, se ne mangiano una ciotola grande e come piatto principale; servita in bicchierini se ne possono fare comodamente 8/10 porzioni.


gazpacho zucchine


Ingredienti:

400 g di zucchine chiare
200 g di pomodori verdi
80 g di pane (integrale) raffermo
1 peperone verde
1 cetriolo
succo di limone
olio extravergine di oliva
sale
erba cipollina per guarnire


gazpacho zucchine


- Mettere il pane a tocchetti un ammollo finchè ben morbido con qualche cucchiaio di acqua e di succo di limone.
- Spuntare le zucchine, spuntare e pelare il cetriolo, pelare il peperone e privarlo dei semi e delle nervature bianche, quindi tagliare tutte le verdure a pezzetti, anche i pomodori.
- Mettere le verdure nel frullatore insieme al pane ammollato e il suo sugo, unire un paio di cucchiai di olio e frullare bene. regolare di sale.
- Conservare fino al momento di servire in frigorifero, quindi distribuire il gazpacho nei bicchieri e guarnire con erba cipollina, fiori commestibili (nella foto un nasturzio), un crostino di pane o un fettina di limone.
- Servire accompagnato da crostini/crackers/grissini di pane integrale.


 gazpacho zucchine


Un'altra ricetta che avevo postato tempo fa e che rientra nella categoria salutare è questa delle Zucchine alla curcuma, un modo simpatico e veloce di rinchiudere in barattolo i profumi e i colori dell'estate, con una nota speziata indiana fra le più salutari del fascinoso mondo delle spezie.


C'è tempo fino a fine mese per partecipare a questa bellissima iniziativa, ricordando che l'ingrediente principale è la zucchina, prestando attenzione, però, a seguire le indicazioni per i cibi permessi di questa tabella.


Questa ricetta partecipa alla raccolta della Spagna, ospitata da Francesca di  Burro e Zucchero per l'Abbecedario della Comunità Europea.

25 febbraio 2010

February BBB - Ensaïmadas


Karen from Baking Soda is our hostess and kitchen of the month for the Bread Baking Babes.
I am very glad I followed her recipe because I discovered a very nice sweet bun, this morning I surprised my kids with warm, soft, brand-baked brioches on the table!
Ensaïmada is a typical sweet pastry from Majorca, very popular throughout Spain, Philippines and Puerto Rico ... and now on our table too!

ensaimadas


You need:

500g all-purpose flour (plus additional as needed )
75g sugar

1/2 tsp fine sea salt

40g fresh yeast
200-250ml lukewarm milk
2 eggs

2 tbsp olive oil

150g soft pork lard (that was too much indeed!, I used less)
powdered sugar for dusting



- Add the flour together with sugar and salt into a large bowl or in a stand-mixer and mix well. Make a hollow in the center, add the crumbled yeast as well as a decent pinch of sugar and pour over just enough of the lukewarm milk until the yeast is covered. Stir the yeast milk once or twice, then cover the bowl with a kitchen towel and let rest for about 15 minutes or until the surface of the yeast milk looks bubbly.

- Add the other ingredients (the remaining milk, eggs, olive oil ) and knead well, either by hand or with your kitchen machine until the dough comes together nicely. I used less milk (only 200 or 220 ml, while the original recipe suggests 250 ml) and my dough still turned out pretty sticky, I therefore added a tad more flour and let it knead at medium speed for 3/5 minutes, then it was ok. Let the covered bowl rest again in a warm place for at least 30 minutes or until the dough has doubled.
- Punch it down softly, then flip the dough onto a well-floured surface and sprinkle with flour. Cut into about 10 equally sized portions and form into neat little balls, before letting them rest – sprinkled with flour, covered with a kitchen towel – once more for at least 30 minutes.

ensaimadas

- Shaping the Ensaimadas: Flatten one doughball, then roll out with a rolling pin (use flour as needed) until you get a pretty thin pastry in a long rectangular shape of about 20 cm. height: to get it easier I used the pasta making machine, rolling accessory. Brush it generously with the softened pork lard (just a few second in the microwave). Roll up cautiously.
Line the baking sheets with either parchment paper or silicone mats. Coil up the dough piece until it resembles the house of a snail (tuck the outer end under), ideally very loosely, because any spaces will fill up as the dough rises further. Place Ensaimadas on baking sheet, making sure to leave enough space between them. Lightly brush with lard and cover up again. I cover them with wet and wrung out kitchen paper and let rise in the oven (off, of course!). The next morning, if the paper dried just sprinkle with water (using a spray bottle), wait a few minutes and gently pull the paper off.
- Repeat with each dough ball.
- The final rise is supposed to last overnight, but I suppose something less could have been better, I found them overrisen (but I went to bed and happily slept!). Or perhaps try using less amount of yeast, 40 g are quite a lot for 500 g flour!
- Preheat the oven to 200° and bake for 14 to 16 minutes or until golden brown. Take out and let them cool down on a wire rack for a couple of minutes, then generously dust with powdered sugar and enjoy while still warm. Any favorite filling would be nice with them: jam, marmalade, honey, chocolate, nutella, whipped cream.

Here and here some videos about kneading and rolling ensaimadas.

ensaimadas
fluffy and soft , with a delicate crust

Ensaimadas Buddies

This recipe goes to Susan's weekly YeastSpotting.
YeastSpotting Round up 2.26.10

Ensaïmadas


Le Ensaimadas sono delle paste briochose tipiche dell'isola di Maiorca, ora popolari in tutta la Spagna, nelle Filippine e a Porto Rico. A partire dal1996 è stata riconosciuta come prodotto IGP "Ensaïmada de Mallorca".
Sono di una delicatezza estrema, molto soffici, non troppo dolci per non appesantirsi con gli eventuali ripieni. E questa mattina sono uscite belle calde e dorate dal forno ... puntuali per una ricca colazione!


ensaimadas

Ingredienti:

500g di farina (più ancora per spolvero)
75g di zucchero
mezzo cucchiaino di fleur de sel
40g lievito fresco
200-250ml di latte tiepido
2 uova
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
150 g di lardo di maiale ammorbidito (per me era troppo davvero, ne ho usato meno)
zucchero a velo per guarnire
- In una ciotola grande o nella planetaria unire la farina con lo zucchero e il sale e mescolare bene. Fare una fontana nel centro, aggiungere il lievito sbriciolato e un pizzico di zucchero e versarvi sopra un po' del latte tiepido. Sciogliere il lievito, poi coprire la ciotola con un canovaccio e lasciare riposare per circa 15 minuti o finché non inizia a fare le bolle.
- Aggiungere gli altri ingredienti (il resto del latte, le uova, l'olio) e impastare bene, a mano o con la planetaria fino a quando l'impasto è ben amalgamato. Io ho usato meno latte (solo 200, mentre la ricetta originale dice 250 ml) ma il mio impasto era ancora un pochino appiccicoso, per cui ho aggiunto un paio di cucchiai di farina, ho lasciato impastare a velocità media per 3/5 minuti, poi era perfetta, morbida e liscia. Lasciare ancora l'impasto coperto nella ciotola in un luogo caldo per almeno 30 minuti o fino a quando sarà raddoppiato.
- Sgonfiare l'impasto dolcemente, poi capovolgere su una superficie ben infarinata e cospargere livemente con la farina. Tagliare 10 porzioni di uguali dimensioni e formare delle palline, che si lasciano riposare (cosparse di farina e coperte con un telo da cucina) ancora altri 30 minuti.


ensaimadas

- Formazione delle ensaimadas: schiacciare una pallina di impasto, poi stendere con il matterello (aiutarsi con un po' di farina se necessario) fino ad ottenere una sfoglia abbastanza sottile in una forma rettangolare allungata di circa 20 cm. altezza: per facilitarmi il compito ho usato la sfogliatrice per fare la pasta. Pennellare generosamente con lo strutto di maiale ammorbidito (basta qualche secondo nel microonde). Avvolgere la pasta su se stessa dal lato lungo fino a formare un rotolo.
Ricoprire le teglie del forno con carta forno. Arrotolare il pezzo di pasta su se stesso fino a che non assomiglia alla casa di una lumaca (attaccare l'estremità finale sotto), anche molto largamente, perché gli spazi si riempiranno durante la lievitazione. Sistemare le ensaimadas sulla teglia da forno, facendo attenzione a lasciare abbastanza spazio tra di loro. Pennellare leggermente con lo strutto e coprire di nuovo. Io ho usato carta da cucina bagnata e strizzata bene, e ho messo le teglie a lievitare in forno (spento naturalmente!). La mattina successiva, se la carta si è seccata, basterà spruzzare dell'acqua (con uno spruzzino), attendere qualche minuto e delicatamente la carta verrà via con facilità.
- Ripetere per ogni pallina.- La ricetta dice che la lievitazione finale prosegue per tutta la notte, ma penso che potevano essere pronti anche qualche ora prima perchè li ho trovati più che lievitati (sono andato a letto e ho dormito tranquilla!). O forse basterebbe utilizzare meno lievito, 40 g sono un pochino tanti per 500 g di farina!
- Preriscaldare il forno a 200° e cuocere per 14 a 16 minuti o fino a doratura. Estrarre e lasciare raffreddare su una griglia per un paio di minuti, poi cospargere generosamente con zucchero a velo e gustare finchè sono ancora calde. Qualsiasi ripieno preferito le renderà ancora più buone: confetture, marmellate, miele, cioccolato, nutella, panna montata.

Qui e qui due video per vedere come si fanno le ensaimadas.

ensaimadas

 

Questa ricetta partecipa a "Brioche...la raccolta" di Laurae alla raccolta "Basta un poco di lievito" di Betty



Questa ricetta partecipa alla raccolta della Spagna, ospitata da Francesca di  Burro e Zucchero per l'Abbecedario della Comunità Europea.

10 gennaio 2010

Pan de Hojaldre - Pane sfogliato


Recipe in English here

Anche le amate sorelle sono curiose e quando sono in giro non si lasciano scappare l'occasione giusta! Un giorno, anni fa, Margherita e Valeria erano a Valencia e all'unisono si fermarono davanti alla bottega di un fornaio: in vetrina c'era un pane meraviglioso che aveva fatto luccicare loro gli occhi.
Ecco che senza indugi varcano la soglia, fanno presto amicizia e tornano a casa con la ricetta, da loro poi adattata per i nostri forni di casa.
Pan de Hojaldre significa appunto pane sfogliato e lo hanno imparato da Don Juan Villanueva della Avenida del Puerto.

pan de hojaldre - pane sfogliato

Io ho imparato a farlo a filone unico, come spiegato nel loro libro "Sfida al matterello". Ultimamente, però, anche le sorelle si sono rivedute e lo insegnano a pani più piccoli e con un giro di sfogliatura in meno, come hanno seguito Antonella e Jajo. Di seguito entrambe le versioni, a voi la scelta!
Un buon olio extravergine di oliva renderà questo pane unico, personalmente mi piace farlo con il mio olio novello, finchè dura!



Dose per un filone o due pani piccoli

Lievitino:

50 gr. farina 0
30 gr. acqua
2 gr. lievito di birra fresco

Impasto:
250 gr. farina 0
125 gr. acqua
mezzo cucchiaio di olio extravergine di oliva per l'impasto
10 gr. lievito di birra fresco
5 gr. sale
30 gr. di olio extravergine di oliva per sfogliare*

* solo 20 gr. se si decide di fare due pani piccoli
Amalgamare tutti gli ingredienti del lievitino e far lievitare fino al raddoppio.
Con la dose di farina dell'impasto fare la fontana, metterci l'acqua nel mezzo, scioglierci il lievito di birra fresco e il lievitino spezzettato, aggiungere l'olio, iniziare a prendere la farina ed impastare, aggiungere il sale e finire di impastare senza lavorare troppo l'impasto.

Nel Bimby: sciogliere il lievito nell'acqua 10 sec. vel. 3, aggiungere la farina e mescolare 30 sec. vel. 3.Coprire col boccale e il misurino e lasciare lievitare al raddoppio. Aggiungere quindi l'acqua e il lievito di birra e mescolare a vel. 3 per 30 sec. Fermare il Bimby, aggiungere la farina e il sale e impastare 1 min. a vel. 6 poi 30 sec. Spiga. Togliere la pasta dal boccale, dare una brevissima menata a mano.

Fare un filone di circa 20cm. e lasciarlo riposare sul tavolo per una ventina di minuti coperto con un canovaccio o una ciotola.

Filone unico
pan de hojaldre - pane sfogliato


1 - Senza rilavorarlo e sul tavolo infarinato, stenderlo in un rettangolo di circa 20x50. Ungerlo con metà dei 30g. di olio (con le dita o con un pennello) e chiuderlo cosi:
2 - dal lato corto del rettangolo fare una piega verso il centro fino a metà,
3 - la stessa piega dall'altro lato corto verso il centro,
4 - ripiegare le due parti una sull’altra. Si avranno così 4 strati.
5 - Fissare bene i bordi per non far uscire l’olio, infarinare di nuovo il tavolo e anche la pasta in modo che non attacchi al matterello. Tirare ancora una sfoglia sottile di circa 60x40 senza preoccuparsi se esce un po’ di olio, è inevitabile.
6 - Ungere la sfoglia col rimanente olio fino ad un paio di centimetri dal bordo e poi arrotolarla dal lato corto senza stringere troppo e cercando di alzare leggermente la pasta mano a mano che si arrotola in modo da mantenere all’interno del rotolo l’olio, che altrimenti potrebbe fuoriuscire tutto verso la fine della sfoglia.

7 e 8 - Appoggiare il rotolo su una placca da forno con la falda sotto, con la lametta incidere profondamente lasciando uno spazio centrale di 3cm e arrivando fino a un paio dalla chiocciola laterale.
Pennellare con poco olio e lasciare lievitare fino al raddoppio (di solito 1 oretta), quindi infornare a 200° per 30/35 minuti.
Se fatto prima meglio scaldare il pane 3/4 minuti prima di servirlo.

pan de hojaldre - pane sfogliato

Due pani piccoli

pan de hojaldre - pane sfogliato

1 - Stendere la pasta formando un rettangolo di circa 25x35 er tagliarlo a metà dal lato lungo.
2 e 3 - Ungere le sfoglie con l'olio e poi arrotolarle dal lato corto senza stringere troppo e cercando di alzare leggermente la pasta mano a mano che si arrotola in modo da mantenere all’interno del rotolo l’olio, che altrimenti potrebbe fuoriuscire tutto verso la fine della sfoglia.
5 -
Appoggiare i rotoli su una placca da forno con la falda sotto, con la lametta incidere profondamentefino a un paiodi centimetri dalle estremità.
6 -
Pennellare con poco olio e lasciare lievitare fino al raddoppio (di solito 1 oretta), quindi infornare a 200° per 30/35 minuti.

Se fatto prima meglio scaldare il pane 3/4 minuti prima di servirlo.

pan de hojaldre - pane sfogliato


Con questa ricetta, dove un buon olio fa veramente la differenza,
partecipo al contest di Mariluna e Dada "L'oro nel piatto"



Questa ricetta partecipa alla raccolta della Spagna, ospitata da Francesca di  Burro e Zucchero per l'Abbecedario della Comunità Europea.
pan de hojaldre - pane sfogliato


Questa ricetta partecipa alla raccolta della Spagna, ospitata da Francesca di  Burro e Zucchero per l'Abbecedario della Comunità Europea.

23 giugno 2009

Sangria alle fragole


Una sangria fresca, veloce, profumata, perfetta come aperitivo estivo.

Un'idea di Gianfranco delle Tamerici.

Ingredienti per 6/8 persone:

7,5 dl di vino rosso leggero
(chiaretto, sangiovese, lambrusco)
2,5 dl di vino bianco anche frizzante
1,5/2 dl di brandy o cognac
4 cucchiai di sciroppo di zucchero*
2 arance
250 g di fragole mature

* lo sciroppo di zucchero si trova facilmente in commercio, è usato soprattutto per prepare cocktails e long drinks, ma si può fare anche in casa bollendo pochissimi minuti acqua e zucchero nella proporzione di 4 parti di acqua e 6 di zucchero; raffreddare, imbottigliare e conservare al fresco

Mescolare i vini con il brandy e lo sciroppo di zucchero, quindi unire le arance tagliate a fettine e le fragole a pezzetti. Dare una bella mescolata e lasciare riposare in frigo per 2 ore prima di servire.

Strawberry Sangria

A fresh, quick, fragrant sangria, perfect in summertime.



Serving 6/8:

7,5 dl light red wine
2,5 dl white wine
1,5/2 dl brandy or cognac
4 tbsp sugar syrup*
2 oranges
250 g ripe strawberries

* sugar syrup is on sale in bottle, but it can be made easily melting sugar in water for a few minutes on fire (proportion of 4 parts water and 6 of sugar), let cool, pour in bottle and store in a cool place

Mix wines together with brandu and sugar syrup. Add sliced oranges and strawberries. Mix well and let rest in the fridge for about 2 hours before serving.

This recipe participates to
"Strawberry feast" by Happy Cook from My Kitchen Treasures:

Strawberry Feast Round up


Questa ricetta partecipa alla raccolta della Spagna, ospitata da Francesca di  Burro e Zucchero per l'Abbecedario della Comunità Europea.

29 agosto 2007

Astice alla Catalana


Di solito si dice "Aragosta alla Catalana"... ma anche gli astici non sfigurano in questo piatto!





INGREDIENTI:

astici freschi
olio extravergine di oliva
una cipolla, meglio se di Tropea
pomodori ben maturi
sale/pepe


Questi astici erano 1,8kg. e hanno servito un antipasto per 6/8 persone.
Tagliare i pomodori e la cipolla a fette. Se il sapore troppo forte della cipolla disturba, si può mettere in ammollo in acqua leggermente tiepida con un goccio di aceto per 10/15 minuti.

Tagliare gli elastici che chiudono le chele grandi degli astici: per farlo con più tranquillità (dal momento che sono vivi e vivaci...) strofinare le punte delle antenne con le dita in modo da "tranquillizzare" il crostaceo (potrebbe pinzarvi e farvi male...).
Questo astice voleva scappare via...

Con gesto deciso immergere gli astici uno per volta in acqua bollente, avendo l’accortezza di chiudere subito col coperchio la pentola dopo ogni astice immerso per evitare che con la coda sbatacchino fuori acqua bollente!
Far riprendere il bollore e cuocere per 5/8 minuti, dipende dalla grandezza del crostaceo.

Scolare e far raffreddare leggermente.
Tagliare il carapace del corpo ed estrarre tutta la polpa, aiutandosi con le apposite pinze (o anche il trinciapollo). Metterle in una ciotola, unire la cipolla e i pomodori, olio, sale e pepe e mescolare bene. Per insaporire aprire la testa dei crostacei ed estrarne il liquido che farà parte del condimento.

Disporre con garbo sul piatto da portata le teste, la polpa condita e le chele grandi, irrorare col sugo e servire.
E’ buonissima anche tiepida.


Questa ricetta partecipa alla raccolta della Spagna, ospitata da Francesca di  Burro e Zucchero per l'Abbecedario della Comunità Europea.

 

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