Visualizzazione post con etichetta liquori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta liquori. Mostra tutti i post

26 febbraio 2021

Aprigoji Mochanut Breakfast Loaves


scroll down for English version

Era troppo lungo mettere il nome in italiano, mi sono sforzata di cercare qualcosa di accattivante e foneticamente valido abbreviando e mescolando i nomi come riescono a fare questi americani ma le mie papille cerebrali hanno ceduto a quelle gustative all'assaggio di questa bontà, lasciandomi in balia di insignificanti vocaboli... per cui meglio una spiegazione più chiara ma che certo non poteva ambire a titolo accattivante: Filoncini, o meglio, Plum-cake da colazione profumati al caffè (e Rum, se lo sono dimenticati :-)) con albicocche, nocciole e bacche di Goji.
Ricetta strepitosa, che mi ha golosamente strasoddisfatto, tratta dal libro Fruit Cake di Jason Schreiber, scelto per questo appuntamento mensile del Club del 27. Un libro dedicato dall'autore a tutti i curiosi che ricercano un dolce fruttato ma non banale, più o meno complesso nella sua esecuzione, che appaghi vista, palato e momento conviviale a lui dedicato.
Il titolo quasi ingannevole ce lo presenta come un dolce da colazione, da tagliare a fette le quali andranno poi tostate e spalmate generosamente di burro. Certo, si può seguire alla lettera il consiglio, saranno sicuramente più goduriose. Ma credetemi, anche al naturale regala emozioni goderecce, e non solo per colazione: sarà oltremodo un compagno ideale al momento del tè o per quella inevitabile voglia di qualcosa di dolce dopo la cena, divanati davanti alla tv :-)) 
La raccolta finale dei dolci con frutta qui.


Plumcake albicocche, nocciole, bacche di goji
 
Ingredienti:
250 g di farina 0
160 g di zucchero semolato
210 g di zucchero di canna chiaro
180 g di albicocche secche, tritate grossolanamente
50 g di bacche di goji
85 ml di rum scuro *
130 g di nocciole 
85 g di burro, fuso e raffreddato, più altro per ungere gli stampi
2 cucchiai di cacao, più altro per spolverare gli stampi 
un cucchiaino di lievito per dolci
la punta di un cucchiaino di bicarbonato di sodio
2 cucchiaini rasi di polvere di caffè 
1 cucchiaino raso di sale
60 g di panna acida 
3 uova grandi 
85 ml di latte intero

Per la bagna:
65 ml di rum scuro *

* ho usato il Gingerbread Gin che avevo preparato in un'altra occasione del Club del 27, ottenendo così un profumo leggermente speziato che ricorda il classico Pain d'Epices: ve lo consiglio!
 
Mettere le albicocche, le bacche di goji e il rum in una piccola ciotola, mescolare e lasciare riposare un paio di ore.
Preriscaldare il forno a 180° mettendo la griglia in posizione centrale. 
Tostare le nocciole in forno per circa 10/12 minuti,  fino a quando le bucce iniziano a rompersi. Raccoglierle in un canovaccio pulito e lasciarle riposare per raffreddarle leggermente, poi strofinarle nel telo per rimuovere la buccia. Mettere da parte. Si possono usare anche le nocciole già pelate e tostate, mettendole in un padellino antiaderente e facendole rinvenire (si vedrà che si olieranno in superficie) a fiamma media per alcuni minuti, sprigionando il loro caratteristico profumo.
Spennellare 2 stampi (9x21,5 cm misura interna, io uso questi in alluminio comperati per fare la Battenberg Cake) col burro e spolverare con cacao setacciato, battendo poi sul piano di lavoro per eliminare l'eccesso. 
In una ciotola setacciare insieme la farina, il cacao, il sale, il lievito, il bicarbonato di sodio e il caffè. 
In un'altra ciotola più grande o nella planetaria, sbattere con una frusta il burro con la panna acida e gli zuccheri fino ad ottenere un composto denso e cremoso, quindi incorporare le uova una alla volta. Unire quindi metà degli ingredienti secchi, poi il latte ed infine i restanti ingredienti secchi, la frutta macerata col suo rum e le nocciole. 


Plumcake allaPlumcake albicocche, nocciole, bacche di gojifrutta



Dividere l'impasto negli stampi precedentemente disposti su una teglia: saranno molto pieni. Infornare a 180° finché le torte diventano sode al tatto e uno stecchino inserito nel centro esce pulito, circa 50/55 minuti  (per gli stampi piccoli sono bastati 25/30 minuti). 
Trasferire gli stampi su una gratella a raffreddare per 15 minuti prima di sformare le torte sulla griglia. Spennellare con il rum, quindi lasciare raffreddare completamente. 
Servire le fette di dolce leggermente tostate a colazione con burro, ma sono buone anche così al naturale.
Avvolte in pellicola o in un sacchetto per alimenti si conservano per una settimana a temperatura ambiente; possono anche essere congelate fino a 3 mesi.

Considerazioni: 
- ho voluto provare gli stampi piccoli ma non vale la pena, meglio 2 della misura che indico in ricetta;
- meglio anche tagliare le nocciole a metà perché tagliando il dolce con un coltello normale si fa fatica e la nocciola scappa; infatti ho dovuto usare il coltello elettrico :-))
- meglio coprire il dolce con un foglio di alluminio una volta cresciuto perché potrebbe bruciacchiarsi, come ben si vede in foto; nel caso, aspettare che si freddi quasi completamente e con un coltellino a seghetto si riuscirà a rifilarlo ad eliminare ogni parte rovinata;
- la frutta tende a cadere verso il basso, si potrebbe ovviare mettendola in freezer (suggerimento di Ilaria, ma mai provato con le nocciole) o infarinandola leggermente prima di inserirla nell'impasto; oppure, pensato da me, alternandola a strati con l'impasto.


Plumcake albicocche, nocciole, bacche di goji


For the loaves:
1 cup-180 g dried apricots, roughly chopped
½ cup-50 g goji berries
⅓cup-83 ml dark rum *
1 cup-128 g raw hazelnuts
6 tablespoons (¾ stick)-85 g unsalted butter, melted and cooled,
plus additional for greasing the pans
2 tbsp-10 g unsweetened cocoa powder, preferably Dutch-processed,
plus additional for dusting the pans
1¾ cups-249 g all-purpose flour
1 tsp- 3 g coarse salt
1 tsp-3 g baking powder
¼ teaspoon-1,5 g baking soda
2 tsp-2 g finely ground coffee
¼ cup-61 g sour cream
¾ cup- 159 g granulated sugar
1 cup-212 g firmly packed light brown sugar
3 large eggs
⅓cup-83 ml whole milk
3 mini loaf pans, 3¼ × 5¾ × 2¼-inch 
 
For the soaker:
¼ cup-62 ml dark rum *

* for me, homemade Gingerbread Gin


Place the apricots, goji berries, and rum in a small bowl. Give them a quick toss to coat, then let the fruit sit for about an hour to absorb some of the booze.
Preheat the oven to 350°F (180°C) with a rack in the center position.
Place the hazelnuts on a rimmed baking sheet and toast until the skins begin to crack, 10 to 12 minutes. Gather the nuts in a clean kitchen towel and let them sit for a minute or so to cool slightly, then rub the nuts in the towel to dislodge the skins. Set aside.
Brush three 3¼ × 5¾ × 2¼-inch mini loaf pans with butter and dust with cocoa powder, tapping out the excess.
In a medium bowl, whisk together the flour, cocoa powder, salt, baking powder, baking soda, and coffee. Set aside.
In a large bowl, whisk together the melted butter, sour cream, and both sugars. Have at it until the mixture is thick and creamy, then whisk in the eggs one at a time. Whisk in half the dry ingredients, followed by the milk. Stir in the remaining dry ingredients, the soaked fruit and any remaining rum, and the hazelnuts.
Divide the batter into the pans and place the pans on a baking sheet. They will be very full. Bake the loaves until they are firm to the touch and a cake tester inserted into the centers comes out clean, about 52 minutes.
Transfer the pans to a wire rack. Allow the loaves to cool in the pans for 15 minutes before unmolding onto the rack. Brush the loaves with the rum soaker, then let cool completely. Serve gently toasted slices with butter for a breakfast treat.

Storagewrapped well, these loaves will keep for a week at room temperature or can be frozen for up to 3 months (or until you’ve forgotten where you put them).

27 novembre 2018

Gingerbread Gin - Gin speziato per il Club del 27


E finalmente torno a produrre per il Club del 27, dove, ahimè, mancavo da un bel po'. Ma l'appuntamento con un Calendario dell'Avvento coi fiocchi non potevo lasciarmelo scappare... soprattutto dopo aver getttato  uno sguardo veloce alle ricette e aver individuato subito la mia preferita... hic, forse son già un pochino brilla dopo qualche assaggio di dovere :-)))
Questo Gin sarà perfetto nelle lunghe serate invernali, sorseggiandolo davanti al camino, soli o in buona compagnia; sarà pure un'ottima base per vivaci cocktail natalizi, abbinato ad un buon Cava spagnolo o al nostro italianissimo fantastico Prosecco!



gingerbread gin-gin speziato


Versare una bottiglia di gin da 70 cl in un vaso con coperchio e aggiungere 150 g di zucchero Demerara, 100 g di radice di zenzero affettata (con buccia), 8 chiodi di garofano interi, 3 bastoncini di cannella spezzettati grossolanamente e mezza noce moscata grattugiata. Mescolare bene, chiudere e lasciare in infusione per 3-4 giorni, mescolando o agitando il vaso ogni giorno. Una volta raggiunto il grado di speziatura desiderata e lo zucchero risulta completamente sciolto, filtrare attraverso un setaccio rivestito di mussola e versare in bottiglie sterilizzate. 
Servire come liquore riscaldante o utilizzare come base per un Cocktail frizzante di Panpepato, rabboccando con Cava o Prosecco freddo.


Gingerbread Gin

gingerbread gin-gin speziato


Tip a 70 cl bottle of gin into a lidded container and add 150 g golden caster or demerara sugar, 100g root ginger, sliced (no need to peel), 8 whole cloves, 3 cinnamon sticks, roughly broken up, and grate in ½ a nutmeg. Stir well, cover and leave to infuse for 3-4 days, stirring or shaking every day. Once it reaches your desired spiciness (and the sugar has dissolved), strain through a muslin-lined sieve and pour into sterilised bottles. 
Serve as a warming liqueur, or use as the base for a Gingerbread Fizz cocktail, topping it up with chilled Cava or Prosecco.



Buon Calendario dell'Avvento!


Qui troverete tutte le sorprese, giorno dopo giorno.

25 ottobre 2017

Cannoli di pasta sfoglia ai profumi d'Oriente per l'MTC#68


Dopo mesi di ricette salate all'MTChallenge, ecco finalmente arrivare una sfida dolce... e che dolce, nientepopodimeno che la pasta sfoglia nella sublimazione della versione più goduriosa, i cannoli, patrimonio goloso della più nobile pasticceria internazionale.
Ce li propone Francesca, che ha scelto per questa sfida la ricetta del maestro Iginio Massari. E la redazione ha fatto del suo meglio pubblicando tre articoli di Tips&Tricks riguardo creme e cremine, un vademecum su come aromatizzarle senza inganni e un'infografica sull'arte delle pieghe, rivelando  segreti personali per fare un cannolo perfetto e concludendo con la storia del cannolo viaggiatore piemontese.



cannoli ai profumi d'oriente



Ho fatto più volte la pasta sfoglia da quando la imparai tanti anni fa alla scuola delle Tamerici; ultimamente è stata anche argomento di un mio corso con la ricetta di Michel Roux nelle due versioni, classica e veloce.
Per cui avrebbe dovuto essere una piacevole passeggiata, quasi una ripetizione ad occhi bendati. E fino ad un certo punto lo è anche stata: l'impasto è risultato morbido e soprendentemente bello da lavorare, nessun intoppo col panetto di burro e la sfogliatura, negli anni ho anche imparato a mantenere la sfoglia diritta! In più, avendo ora l'abbattitore, anche i riposi sono meno lunghi e noiosi da attendere (anche se, comunque, un riposo lungo fa bene alla distensione del glutine sollecitato con la stesura). Ecco, forse la sicurezza dell'averlo già fatto mi ha fregato: probabilmente son partita con aspettative di sfoglie conosciute e provate ma non esiste una ricetta di pasta sfoglia, bensì tante ricette, tante versioni adattabili alle diverse esigenze di prodotto da ottenere. E non ho fatto bene i miei conti, o meglio ho cominciato a pensare e confrontare a lavoro (quasi) finito.
Non ho seguito tutte le discussioni e i commenti sulla pagina FB che via via si facevano più numerosi e animati e probabilmente ho perso qualcosa per strada, qualche piccola dritta che li avrebbe fatti venire meglio.
Il sapore della sfoglia è molto buono ed è anche molto friabile; si sfoglia meno rispetto ad altre ricette e questo mi ha leggermente deluso. Non conviene tirarla più spessa perchè poi si rischia che diventi più gnucca che friabile o che occorra troppo tempo per cuocerla e si secca... e poi c'è il mistero del cannolo stracciato (come si vede in foto) in una teglia di cannoli mediocri :-))

Per farcire questi cannoli mi sono fatta avvolgere dai profumi inebrianti che mi assalgono ogniqualvolta metto piede in dispensa e che mi portano a rivivere giornate faticose ma indimenticabili e a sognare e agognare quel tanto desiderato viaggio in Estremo Oriente che pare si possa concretizzare davvero con l'anno nuovo.
E le dediche richieste da Francesca me le gioco in casa, anzi, a Palazzo MTC :-))
E il primo cannolo (che poi è l'ultimo in ordine di apparizione) lo voglio dedicare proprio a lei, la nostra (old-fashioned) Lady delle spezie, perchè proprio con lei ho fatto quel gelato goduriuoso che è il Kulfi e con lei ho vissuto una 48 h di full immersion in India a Casa Cortella (con tanto di sari, bindi ed elefanti :-)) di cui conservo i pregiati aromi in preziosi vasetti rigorosamente al buio nella dispensa più invidiata della provincia (e qui mi fermo :-))
Il secondo e terzo cannolo sono per due persone che in comune hanno solo il nome e... la sottoscritta (oltre, naturalmente, al passatempo dell'Mtchallenge :-))
La versione alla cannella è per la più dolce Madeleine del web, quella che non sa mai dov'è quell'altra, quella che se non la smette di fare la gradassa in questi giorni non la riconosco più, quella che sprizza buon sangue romagnolo anche dalle orecchie, quella che se non fosse stato per lei non avrei mai partecipato a questo gioco e non avrei mai potuto scrivere così di lei :-))
Il cannolo con la crema di curry e curcuma è per la super ganza Architetta che vanta tanto di intendersi anche di cucina (ma sarà da crederle?... ), compagna di merende e risate a bestia in due blog tour recenti, dove è scoccata la scintilla della simpatia reciproca e allora vai, si batte il ferro finchè è caldo! :-))



cannoli di pasta sfoglia



PASTA SFOGLIA DI IGINIO MASSARI

per il panetto
350 g di burro
150 g di farina 00

per il pastello
350 g di farina 00
150 g di burro
20 g di sale
10 g di malto (facoltativo)
50 g di acqua fredda
60 g di vino bianco secco

Panetto: impastare velocemente il burro freddo a tocchetti con la farina setacciata, a mano o nella planetaria con la frusta a k. Formare un rettangolo, avvolgere nella pellicola e trasferire in frigo (foto 1 e 2).
Pastello: inserire la farina setacciata e il burro nella planetaria munita di gancio e impastare con i liquidi (nell'acqua fredda andrà precedentemente sciolto il sale). Se si impasta a mano, fare uno sbriciolato con la farina e il burro freddo a tocchetti, unendo poi anche i liquidi.
Non è necessario ottenre un impasto perfettamente liscio poiché saranno le stratificazioni successive, dovute ai passaggi dei vari giri e stesure, a renderlo perfetto (foto 3).
Avvolgere l'impasto nella pellicola e farlo riposare in frigo per mezz'ora.
Stendere l'impasto con il mattarello, cercando di dargli una forma rettangolare, allo spessore di 1 cm; stendere anche il panetto freddo, disponendolo tra due fogli di carta forno (dando inizialmente dei colpetti con il mattarello fino ad abbassarlo) fino allo stesso spessore del pastello ma grande la metà, in modo da poterlo inserire nella parte centrale della pasta (foto 4) e ricoprire con i due lembi laterali di pasta (foto 5).


pasta sfoglia


Usare sempre il matterello verticalmente dalla metà in su e dalla metà in giù, mai in diagonale, deve sempre rimanere una sfoglia rettangolare, non rotonda; non aver timore a sfarinare il piano di lavoro e la sfoglia in modo che non attacchi.
Stendere ulteriormente la pasta per allungarla (foto 6) ed eseguire la prima piega a 3, piegando verso il centro la parte inferiore e ricoprendola poi con la parte superiore, come si piegherebbe una carta da lettera (foto 7 e 8). Avvolgere nella pellicola e mettere a riposare in frigorifero finchè ben raffreddata (anche 30/40 minuti) o nell'abbattitore.
Riprendere l'impasto e posizionarlo davanti a noi in verticale e con l'unica parte non aperta, che chiameremo dorso del libro, a sinistra (foto 9). Stendere nuovamente la sfoglia allo spessore di 1 cm e dare poi la prima piega a 4: portare un terzo verso il centro per la parte sotto, due terzi verso il centro per la parte sopra (foto 11). Segnare il centro del rettangolo e piegare a libro (foto 12).
Di questo libro noi abbiamo due parti: le pagine aperte a destra e il dorso a sinistra. E' fondamentale ricordare da che parte tenere il dorso del libro, perchè quella sarà sempre la posizione di partenza della sfoglia da stendere ad ogni giro.
Ripetere stesura e pieghe per altri 4 giri, alternando sempre la piega a 3 con quella a 4, osservando i tempi di riposo in frigorifero tra una piega e l'altra. Gli ultimi due giri si possono fare di seguito se la pasta si mantiene in forma.
Si può girare la sfoglia sottosopra per stenderla bene, ma sempre girandola verticalmente (mai di lato!) in modo che il lato del dorso del libro resti sempre dalla parte prestabilita.
Ogni tanto pareggiare e raddrizzare i bordi laterali appoggiandoli al mattarello (foto 14).
Per non perdere il conto si può annotare su un foglio le pieghe fatte o direttamente sulla pellicola che avvolge la sfoglia. Qualcuno suggerisce di segnare col polpastrello l'impasto, personalmente non amo rovinare la pasta che giro dopo giro diventa sempre più liscia e omogenea.
A pieghe ultimate, lasciare riposare la pasta qualche ora in frigo prima di utilizzarla (meglio se tutta la notte).
Si conserva avvolta nella carta alluminio per 3/4 giorni al massimo in frigo, altrimenti meglio tagliarla in pezze da 300/400 g e congelarla.
Per utilizzarla in seguito, tirarla fuori dal freezer e permettere uno scongelamento dolce in frigo per una notte.


cannoli di pasta sfoglia


Dividere la pasta sfoglia in 4 parti e procedere con un quarto alla volta, conservando gli altri in frigorifero.
Per fare in modo che non si scaldasse troppo la pasta ho diviso anche il quarto di sfoglia ancora a metà, tenendo bene a mente quale fosse il verso giusto di partenza (il dorso del libro sempre a sinistra).
Col mattarello tirare la sfoglia a circa 2/3 mm di spessore, dividerla in strisce lunghe quanto la sfoglia tirata e larghe circa 1,5 cm. Avvolgere ogni striscia sull'apposito stampo (rotondo o a cono) sovrapponendo leggermente la striscia che si arrotola su quella già arrotolata; è la mano che tiene lo stampo che si muove e lo fa girare in modo che la striscia automaticamente si arrotoli sopra (spiegato bene in questo video).  Se si preferisce si può pennellare con uovo sbattuto la parte interna della striscia prima di arrotolarla per essere sicuri che aderisca bene in cottura e non si apra.



cannoli pasta sfoglia


Sistemare i cannoli fatti su un vassoio e ripassarli in frigorifero per 15/20/30 minuti, dipende da quanto la pasta si era scaldata, oppure in abbattitore.
Sistemarli poi sulla teglia da forno rivestita di carta forno, pennellarli con uovo sbattuto, spolverare con zucchero (anche a velo) e cuocere secondo l'indole del proprio forno: nel mio ventilato circa 13 minuti a 180/190° (oppure in forno statico per 15/20 minuti a 190/200°).



chantilly alla cannella


Ingredienti:

125 g di mascarpone
125 g di panna fresca
15/20 g di zucchero a velo
Jack Daniels Fire
cannella, stecca e polvere


cannolo con chantilly alla cannella



Versare 50/60 g di whiskey in un pentolino e a fuoco medio basso far evaporare l'alcool. Raffreddare lo sciroppo ottenuto ed unirlo alla panna insieme ad una stecca di cannella della lunghezza di 5 cm. Lasciare riposare in frigorifero in una ciotola sigillata per tutta la notte.
L'indomani lavorare il mascarpone con una spatola per ammorbidirlo, trasferire nella planetaria, unire la panna filtrata e montare con le fruste a filo, unendo anche lo zucchero poco alla volta.
Versare la crema in una sacca da pasticceria con bocchetta liscia o a stella e conservare in frigorifero. Riempire poi i cannoli e decorarli con un pizzico di cannella in polvere.




crema al curry&curcuma


Ingredienti:

2 tuorli
30 g di zucchero
30 g di acqua
140 g di panna fresca
50 g di mascarpone
curry e curcuma in polvere


cannolo con crema al curry&curcuma



In un pentolino versare i tuorli con l'acqua, lo zucchero e una punta di cucchiaino di curcuma e curry. A fuoco dolce iniziare a montare il composto con un frullino elettrico, controllando sempre la temperatura. Se necessario alzare il pentolino e allontanarlo dalla fiamma. Se si preferisce lavorare in più tranquillità, usare un bagnomaria. Smettere di montare quando le uova raggiungono la temperatura di 82°.
Trasferire subito in un'altra ciotola e porla su un bagnomaria di acqua e ghiaccio, mescolando continuamente finchè il composto raffredda. Unire la panna e il mascarpone ammorbidito e lasciare raffreddare ancora in frigorifero mezz'ora, poi montare la crema con le fruste a filo.
Trasferire in una sacca da pasticceria con bocchetta liscia o a stella e conservare in frigorifero. Riempire poi i cannoli e decorarli con granella di cioccolato fondente.
Se la crema non dovesse risultare della consistenza desiderata si può aggiungere un pizzico di gelatina in polvere o xantana per stabilizzarla.




kulgi-gelato indiano
(gelato indiano)


Ingredienti:

mezzo kilo di gelato alla vaniglia
1 lattina di latte condensato
1 lattina di latte evaporato
un pizzico generoso di zafferano, rinvenuto nel latte
i semi di 7/8 cardamomi verdi
poche gocce di acqua di rose
anacardi, pistacchi, mandorle


cannolo con kulfi



Estrarre il gelato dal congelatore e lasciarlo ammorbidire a temperatura ambiente.
Nel frattempo macinare grossolanamente la frutta secca e i semi di cardamomo nel frullatore o nel mortaio. Mescolare il gelato con i latti, il trito di frutta secca e le spezie. Assaggiare e regolare le spezie a proprio gusto, aggiungendo ancora un pizzico di cardamomo in polvere se necessario. Ricordare che col freddo i sapori leggermente si perdono.
Coprire con pellicola e congelare per almeno 4-6 ore, meglio se tutta la notte.
Tirare fuori dal congelatore il gelato dieci minuti prima dell'utilizzo, mantecarne una parte con una spatola di alluminio e trasferire in una sacca da pasticceria.
Riempire subito i cannoli (dopo averli pennellati inernamente con del cioccolato bianco sciolto a bagnomaria e lasciato solidificare), decorarli con granella di pistacchi e servire immediatamente; oppure conservarli 5 minuti in freezer, ma non di più altrimenti la sfoglia inizia a congelare.
In alternativa si possono fare delle spirali di sfoglia ed offrire il gelato con quelle.


Per queste creme usare spezie buone e di certificata provenienza, ça va sans dire, e dosarle a proprio gusto personale, assaggiando spesso (rischiando di fare indigestione cremosa in anticipo, credetemi :-)), ricordando che un pizzichino in più ci vuole sempre perchè il freddo anestetizza leggermente gli aromi.

Namaste

 (नमस्ते)



27 febbraio 2015

Tequila Puerto Vallarta


Ancora pochi giorni di permanenza in Messico, settima tappa dell'Abbecedario Culinario Mondiale, ospiti della cara Lucia.
Cocktail a base di Tequila, la bevanda più caratteristica del Messico, un'acquavite prodotta dalla fermentazione dell'agave azzurra.

Dal libro Drinks di Laura Conti:

Puerto Vallarta era un piccolo villaggio di pescatori inella bellissima Mismaloya Bay, sulla costa del Pacifico.
Quando agli inizi degli anni '60 Hollywood lo ha scoperto è stata la fine della pace per questa ridente cittadini e per i suoi abitanti. La mecca del cinema aveva portato stelle affascinanti e tenebrose come, come Richard Burton (che portò ben presto a essere la moglie Elizabeth Taylor per la posizione e la loro storia d'amore ha provocato un enorme attenzione sui media), Ava Gardner e Deborah Kerr in questo deserto idilliaco per girare il film La notte dell' Iguana, diretto da John Huston. Ciò fece sì che anche un gran numero di paparazzi ne fosse attratto e il piccolo villaggio divenne ben presto un'attrazione turistica di fama mondiale.
Attori e artisti hanno lavorato, festeggiato ed anche bevuto nelle notti tropicali. Hanno trasformato questo umile villaggio costringendolo a sostenere il loro ritmo di vita. Pare che questa bevanda sia stata inventata in casa di Marlon Brando (che non era nel cast, ma presenziava come amico), lo stesso giorno che la bellissima Playa de los Muertos è stata ribattezzata Playa Delicias, spiaggia deliziosa, su stessa richiesta delle stars.





Ingredienti per ogni bicchiere:

Ghiaccio tritato
4 cl (3 cucchiai) Tequila
1/2 cucchiaino di succo di lime
1 cl (2 cucchiaini) di granatina
5 cl (3 cucchiai) di spremuta di arancia fresca
1 fetta di lime per guarnire

Riempire un terzo del tumbler di ghiaccio.
Versare la Tequila, il succo di lime e la granatina: lasciare riposare circa 1 minuto.
Aggiungere poi il succo d'arancia e mescolare con cura.
Può essere servito prima o dopo cena, guarnito con una fetta di lime. 


Tequila Puerto Vallarta


From Drinks by Laura Conti:

Puerto Vallarta was a dreamy little fishing village in Mexico in Mismaloya Bay on the Pacific Coast.
When Hollywood discovered it in early '60 it was the end of the peace for this charming town and its inhabitants. The film city sent beautiful and wild stars like Richard Burton (who brought her soon-to-be wife Elizabeth Taylor to the location causing an enormous attention on the media because of their love affair), Ava Gardner and Deborah Kerr into the idyllic wilderness to shoot the movie The night of the Iguana, directed by John Huston. A large number of paparazzi was attracted there and the little village turned soon into a world famous tourist attraction.
The actors and artists worked, celebrated and drank the tropical nights away. They transformed the humble little village, forcing their pace of life onto it. Apparently, this drink was invented in Marlon Brando's house (he was not in the cast but supposed there as a friend), on the same day that the wonderful Playa de los Muertos was rechristened the Playa Delicias, the delicious beach, at the request of the stars.

Tequila is the most typical drink in Mexico, a spirit produced on the  Blue Agave fermentation.





For each tumbler:

Crushed ice
4 cl (3 tablespoons) Tequila*
1/2 teaspoon lime juice
1 cl (2 teaspoons) grenadine
5 cl (3 tablespoons) freshly squeezed orange juice
1 slice of lime to garnish


Fill a third of a tumbler with ice.
Pour over Tequila, lime juice and grenadine: leave for about 1 minute.
Then top up with orange juice and stir carefully.
Can be served before or after dinner, garnished with a slice of lime.


4 febbraio 2015

Caipirinha


La caipirinha è considerata una delle bevande più caratteristicche del Brasile, servita nella maggior parte dei ristoranti.
E' un cocktail a base di cachaça, lime, zucchero bianco e ghiaccio.
Il suo nome è un diminutivo di caipira, termine usato per designare gli abitanti delle zone rurali e remote dello stato.
La cachaça è un distillato tipicamente brasiliano, così ce lo illustra wikipedia:

La cachaça è un'acquavite, comune in Brasile, ottenuta dalla distillazione del succo di canna da zucchero. Per la sua preparazione si utilizza solamente il succo della canna allo stato grezzo, non sottoposto cioè a raffinazione e a separazione della melassa (cosa invece obbligatoria nella fabbricazione del rum, altro distillato proveniente dalla canna da zucchero). Il succo opportunamente bollito, fermentato e distillato produce così l'acquavite finale.
In Brasile è conosciuta con un'infinità di nomi diversi (più di 2000 e oltre 5000 marche) e vanta una produzione record nel paese, seconda nell'ambito degli alcolici solo alla produzione di birra.
Per la sua produzione vengono utilizzate tecniche miste e per far fermentare il succo di canna da zucchero vengono utilizzati lieviti specifici. Dopo la distillazione può essere a piacere fatta riposare in botti di legno. L'eventuale invecchiamento va dai due ai dodici anni e avviene normalmente in legno di quercia bianca brasiliana o in altre essenze tropicali di legni duri. Dalla distillazione si ricava un prodotto di gradazione che varia dai 68 ai 70° alcolici, lo si riduce poi a circa 40° prima di essere messa a dimora nelle botti di legno.
La cachaça può essere bevuta pura o usata come base per cocktail a base di frutta tropicale, come le Batida (come quella di ananas).
 
La ricetta è un omaggio alla più simpatica esecutrice di caipirinha partenopea, così come la scrisse e pubblicò anni or sono sul quel forum di cucina galetto del nostro incontro.







Ingredienti:

cachaça 
(si pronuncia casciassa più o meno)
lime 
(si pronuncia laim nè più nè meno)
zucchero
ghiaccio
foto di Ale


Dopo aver lavato il lime tagliarne le estremità (perchè sono amare), dividerlo in due o più parti e schiacciarlo nel bicchiere con l'apposito attrezzo che non so come si chiama (quello nero).
Aggiungere un paio di cucchiaini di zucchero (x me 4 o 5, una fucilata di calorie) e il ghiaccio spaccato in mille pezzettini (questa del ghiaccio è la versione da barista; io ci schiaffo i cubetti così come mamma li ha fatti).
Irrorare con la cachaça  (la tradizione vuole che si conti in inglese precedendo i numeri dalla parola "bubble" per fare i conti con le bolle che si creano nella bottiglia capovolta; insomma ... io mi faccio 'du bubble e non conto un bel niente!), girare a centrifuga coprendo con la mano il bicchiere in modo che non decolli nulla.
Pensate che la cachaca ha una gradazione alcoolica di 38°…


E ne porto un bicchiere anche a Rosa Maria, che ci ospita ancora per qualche giorno in Brasile per la grande raccolta itinerante dell'Abbecedario Culinario Mondiale.

7 dicembre 2014

Kangaroo, Vodka Martini dall'Australia


Ultimo giorno di permanenza in Australia, ospiti di Haalo, per la terza tappa dell'Abbecedario Culinario Mondiale.
Poco tempo ai fornelli in questo periodo, presa da mille impegni fuori porta.
Comunque fa sempre piacere condividere anche un piccolo contributo, soprattutto se contornato da una storiella divertente. Quanto sia vera non lo so, perchè facendo una piccola ricerca su internet, questo cocktail era già presente nella prima edizione del 1965 della guida Esquire Drink Book.
Perfetto come aperitivo pre cena.
Dal libro Drinks di Laura Conti. 

Un giorno, in fase di atterraggio a Canberra, un  Boeing 727 della Trans Australian Airlines si trovò la pista occupata da un canguro, che faceva prove di saltelli. Il pilota si trovò costretto a compiere innumerevoli cerchi in cielo intorno all'aeroporto, in attesa che gli addetti dell'aerostazione allontanassero l'animale. Ma invano, perchè il canguro imperterrito e felice, continuava a balzellare e non ne voleva sapere di lasciare via libera al grande uccello rumoroso di acciaio.
Alla fine fu il pilota a cedere, che rientrò a Sydney per fare rifornimento, dando tempo alle guardie di prendere quell'intruso sfacciato.
Incurante di fronte agli innumerevoli tentativi, alla fine il canguro si arrese di fronte ad un invitante ciotola piena di vodka: era stanco ed assetato, si saziò velocemente, si tranquillizzò e fu più facile catturarlo. 
L'aereo riprese il volo da Sydney e riuscì quindi ad atterrare felicemente due ore e mezzo più tardi.







Per ogni bicchiere:

cubetti di ghiaccio
4 cl (3 cucchiai) di vodka
1 cl (2 cucchiaini) di vermouth dry
succo di limone
una fetta di limone per guarnire


Mettere il ghiaccio in uno shaker.
Aggiungere la vodka e il vermouth, mescolare bene e versare in un bicchiere da cocktail o in una coppa da martini.
Spremere qualche goccia di succo di limone, guarnire con una fetta di limone  e servire subito. 






Kangaroo
Vodka Martini Cocktail from Australia


Last day in Australia for the World ABC Culinary Tour.
A lovely pre dinner cocktail with a funny name and a funny story behind it.
Don't know how true it can be as this cocktail was already in the first edition in 1956 of the drinking guide Esquire Drink Book.
But we don't mind and just give a toast to this beautiful and amazing country!

From laura Conti's book Drinks:

This is the story of how the kangaroo came upon the vodka.
One day, when a Boeing 727 from Trans Australian Airlines wanted to land in Canberra, a kangaroo was just sing the runway to brush up his hopping technique. The pilot was forced to circle with his plane over the city until the animal got out of the way. But this was all in vain, the Kangaroo just carried on hopping happily and made no attempt whatsoever to get out of the way of the noisy bird.
The pilot gave up and flew back to Sydney to retank the aircraft and wait until the cheeky intruder was driven away.
Two hours later they were ready. The kangaroo paid no attention whatsoever to the attempts to drive him away, but he could not resist a dish full of vodka. He quenched his thirst, became tired and was able to be captured. The plane from Sydney landed safely two and a half hours later.







For each glass:

Ice cubes
4cl (3 tbs) vodka
1 cl (2tsp) dry vermouth
1 dash lemon juice
a slice of lemon to garnish

Put ice cubes into a mixing glass.
Add vodka and vermouth, stir well and strain into a cocktail glass or coupe.
Squeeze a few drops of lemon juice over it, garnish with a lemon slice over the rim of the glass and serve the drink immediately as a before dinner cocktail.


24 settembre 2014

Black & White Wednesday # 144


Simona of Briciole is hosting this week BWW,
please send your entries to simosite AT mac DOT com


Aperitif @ Zucca in galleria,
an institution in Milan.



 rhubarb Zucca liquer, soda and ice

Cheers!







Rules and new host line-up here,

There are always hosting weeks available.  
Please contact me at casacortella AT tin DOT it  if you are interested in presenting a gallery.


We have a group on Flickr if you'd like to join and share your pics,
hashtag #BWFood on Twitter. 









27 febbraio 2014

Punč - Punch


Ancora qualche giorno di villeggiatura in Repubblica Ceca,  ospiti di Alessandra, per l'Abbecedario della Comunità Europea.
Ancora una ricetta dal libro Le migliori ricette della cucina Ceca di Harald Salfellner - ed. Vitalis, che mi sono portata a casa dalla mia recente visita a Praga.
Siamo in inverno, e a Praga fa ancora freddo. Nei chioschi in giro per le piazze e le vie del centro si vendono i dolci e caratteristici Trdlo, da abbinare a un buon bicchiere di caldo vin brulé o, per i più impavidi, di un più forte punch: un immediato sollievo per le membra intirizzite dalle temperature rigide e severe ... e d'incanto il freddo svanisce e la stanchezza scompare!
A piacere si può usare rum bianco o scuro, questo ultimo influenzerà il colore più ambrato del punch.



punč-punch



Ingredienti:

4 dl di acqua
500 g di zucchero
3 limoni
un'arancia
4 dl di rum

Mettere acqua e zucchero in una casseruola e portare a bollore, mescolando continuamente, finchè lo zucchero è ben sciolto ed inizia quasi a filare.
Nel frattempo spremere i limoni e l'arancia, aggiungerli allo sciroppo di zucchero bollente.
Togliere dal fuoco ed aggiungere anche il rum.
Mescolare vigorosamente e servire ben caldo.
Si può conservare in bottiglie ben sigillate o in frigo, scaldandolo al bisogno, ma senza farlo bollire.



Punč - Orange Punch


It's wintertime, and still cold. When I was in Prague a few days ago, kiosks in the city squares and streets sell popular sweet Trdlo, combined with a glass of hot mulled wine or, for the more intrepid, a stronger punch: an immediate relief for the cold temperatures … feeling better also the fatigue disappears! 
At your pleasure you can use white or dark rum, the last giving a more golden color to the drink.



punč-punch



You need:

4 dl water
500 g sugar
3 lemons
an orange
4 dl rum


Put sugar and water in a saucepan and bring to a boil, stirring constantly, until the sugar is completely melted.
Meanwhile, squeeze lemons and the orange, then add the juice to the boiling sugar syrup.
Remove from fire andcombine with the rum.
Stir vigorously and serve hot.
It can be stored in well-sealed bottles or in the fridge:warm it up  when needed, but do not boil again.









This recipe is my personal entry to WHB #422
hosted by  Cristina di La cucina di Cristina
both for English and Italian edition.
Thanks again to Haalo who manages greatfully all events,
to Bri for Italian edition.
Thanks again to Kalyn for her successfull idea!

29 dicembre 2013

Ricette teutoniche per l'Abbecedario Culinario


In questi giorni di festa l'Abbecedario della Comunità Europea ha proseguito il suo viaggio, fermandosi in Germania ospitati da Simona di Briciole.
Sono stata parecchie volte a Monaco di Baviera, città che amo molto e di cui conservo ricordi piacevoli di giornate e feste spensierate con amici italo/tedeschi.
Ho anche attraversato tutta la Germania, da nord a sud, in macchina nel 2006, ma entrambe le volte era notte e buio, e del porto di Rostock ho solo il ricordo di un grande e solitario imbarcadero, alle 4 di mattina erano ben pochi ad imbarcarsi per la Danimarca! Ma il traghetto era molto luminoso, funzionale e ben equipaggiato; ricordo con disappunto, però, la possibilità di fumare a bordo (forse ora si sono adeguati).
Non ho avuto la possibilità di cucinare nuove ricette per questa tappa, il susseguirsi di pranzi e cene di questo mese super festivo mi ha fatto concentrare su altre cose.
Ma consultando il blog, ho ripescato vecchie ricette ed altre più recenti che ci fanno comunque assaggiare qualcosa di originale teutonico.


 Bretzel

Un pane sfizioso e così caratteristico nella sua forma, presente ad ogni fiera e sagra, sempre in prima fila sul banco dei panettieri. Qui in ambedue le versioni,  croccante epiù soffice, per accontentare tutti davvero!


crunchy pretzels





Insalata di cavolo cappuccio


Un contorno semplicissimo, che mi piace molto, e che anche nelle nostre regioni Altoatesine non manca mai nei ristoranti e nei buffet degli alberghi, un classico evergreen! Perfetto con i bretzel di cui sopra.





 Gulasch


La cucina altoatesina risente molto dell'influenza austro/germanica e conseguentemente anche di quella ungherese per certe preparazioni, come il Gulasch. Infatti il suo nome completo in ungherese è  Gulyás-leves, che letteralmente significa "zuppa del mandriano", infatti questi ultimi erano soliti cuocere questo spezzatino (ma in origine era più brodoso, quasi una zuoppa) di manzo in un grande paiolo posto sopra ad un grande fuoco di legna all'aperto.
Ingredienti principali, oltre a della buona carne, sono le cipolle, in quantità quasi esagerata (vado sempre ad occhio, ma per avere un'idea per un pezzo da kilo di carne ho usato 5 o 6 cipolle dorate di grandezza media), e la paprika, sia dolce che piccante (poi ognuno modererà le quantità in base al gusto personale), spezia che uso spesso, ottenuta dalla macinazione del peperone fatto seccare precedentemente.
Questa è una ricetta di casa, così lo faceva la mia mamma, imparata da amici italo/bavaresi di famiglia coi quali per un lungo periodo abbiamo instaurato una sorta di gemellaggio amichevole e culinario.


 



Kugelhopf salato 


Versione salata del tradizionale dolce Kugelhopf, una torta lievitata molto popolare in Germania, Alsazia, Svizzera e Austria.
Perché questa torta si chiama Kugelhopf? Non ci sono certezze,  si ipotizza che il nome derivi dalla parola tedesca Kugel (palla) facendo riferimento alla sua forma rotonda, e Hopfen che significa alzare verso l'alto o sollevarsi sotto l'influenza del lievito. Oppure che derivi dalla parola alsaziana (tedesca) Gugelhut/Gugehüet, che si riferisce a una sorta di cappello medievale rotondo indossato dai membri del Senato di Strasburgo che governavano la città.


savoury kugelhopf



Rumtopf


I tedeschi e gli austriaci lo chiamano Rumtopf, il grande Pellegrino Artusi la chiamava frutta in guazzo: è un modo simpatico e per niente difficile per conservare la frutta, zuccherata e macerata nel rum secondo il metodo tedesco, nel bourbon come da tradizione francese, o anche nel brandy o altro preparato liquoroso ad almeno 40% di gradazione alcolica.
Usando il rum l'ideale sarebbe il Pott 54%, ma qua in Italia è molto difficile da trovare per cui ci si può benissimo arrangiare con un buon rum di qualità e rigorosamente scuro.
Si inizia a primavera inoltrata con le fragole, proseguendo poi durante tutta l'estate aggiungendo i vari tipi di frutta mano a mano che maturano. 

 



Strauben

E per finire un dolce, un dolce fritto tipico dell'Alto Adige, dell'Austria e della Bavaria.
Straub significa tortuoso, arricciato, e infatti la caratteristica forma è piuttosto contorta. E' un dolce tipico da sagra, viene sempre preparato nelle piazze dei paesi in occasione di feste popolari.
La sua versione più tipica è con una spolverata di zucchero a velo e accompagnato dalla classica marmellata di mirtilli rossi.




Queste ricette partecipano alla tappa in Germania per l'Abbecedario della Comunità Europea, ospitata da Simona di Briciole.



Auf Wiedersehen!

14 dicembre 2013

Elisir di arancia - Orange Elixir


Ed anche quest'anno Santa Lucia è passata dalla nostra casa, più leggera e furtiva rispetto agli anni passati, ormai i ragazzi sono grandi e basta un bel bigliettone colorato per renderli felici e l'immancabile vassoio di dolci e leccornie supercolorate e superzuccherose.
E quest'anno ho fatto anche io un regalino colorato e zuccherino per festeggiare la Santa, un liquore che ho assaggiato dalla madeleine più simpatica del web, e che delizierà chi avrà la pazienza di aspettare giorno dopo giorno che le note aromatiche delle spezie si fondano con il profumo e la vivacità dell'agrume più nobile e genuino del nostro paese.
Una sola avvertenza: trovare un vaso dalla bocca larga che possa ospitare comodamente una bella arancia, rigorosamente non trattata.



elisir di arance


Per un vaso da un litro e mezzo:

mezzo litro di alcool per liquori a 90°
mezzo litro di acqua
250 g di zucchero semolato
250 g di zucchero di canna *
1 arancia non trattata
un pezzo di radice di zenzero fresco
20 chiodi di garofano
4 bacche di ginepro, leggermente schiacciate

* lo zucchero di canna aggiungerà una nota aromatica in più, la ricetta originale prevede tutto zucchero semolato

Con uno stuzzicadenti fare 20 buchi nell'arancia e sistemarci un chiodo di garofano in ognuno.
Fare lo sciroppo di zucchero, bollendo l'acqua con gli zuccheri. Lasciare raffreddare completamente e poi unire anche l'alcool.
Sistemare l'arancia, le bacche di ginepro e lo zenzero nel vaso e ricoprire con la miscela sciroppo/liquore.
Chiudere bene e lasciare riposare per almeno 3 mesi prima di degustare, lasciando sempre sia il liquore che l'arancia nel vaso.


 elisir di arance


Orange Elixir


About ten days to Christmas, time to think what to give to friends and relatives.
I love making things for my dearest rather than shopping here, there and everywhere.
I love staying at home, with good music, a lovely cup of tea and my hands working  and zapping among food stuff, ribbons, bows, gift paper, unusual bags and baskets, for the most creative and trendy present to wrap.
This elixir is very very nice and will surprise who will be so patient to wait day after day that the aromatic spices blend with the fragrance and the scent of the sunnier orange citrus.
Just a little suggestion: find a wide-mouthed jar suitable for a nice orange, strictly organic.


For a 1,5 liter jar:

0,5 liter liquor alcohol 90°
0,5 liter water
250 g caster sugar
250 g sugar cane
an organic orange
a piece of fresh ginger root
20 cloves
4 juniper berries, lightly crushed


elisir di arance



With a toothpick make 20 holes in the orange and settle a clove in each.
Make the sugar syrup by boiling water and sugar for a few minutes until the sugar has melted. Allow to cool completely and then combine with the alcohol.
Place the orange, juniper berries and ginger in a jar and cover with the mixture syrup/liquor.
Close well and let stand for at least 3 months, leaving the orange in the jar to the last drop.





This recipe is my personal entry to WHB #414
hosted by Haalo of Cook Almost Anything
both for English and Italian edition.
Thanks again to Haalo who manages greatfully all events,
to Bri for Italian edition.
Thanks again to Kalyn for her successfull idea!

12 agosto 2012

Liquore Fragolino - WHB # 346


Prima di andare in vacanza all'Elba ho voluto provare questo liquore pubblicato poco prima dalla cara amica ischitana Aitina, lasciando in infusione le fragole nell'alcool e zucchero. 
Per una disobbedienza filiare le fragole sono rimaste a macerare più del previsto, ma questo non ha rovinato la buona riuscita dell'elisir fragoloso, anzi, ne ha accentuato la nota profumata e colorata.
Ora deve riposare ancora un bel po', ma sarà poi un ricordo profumato per un prossimo Natale rosso fragola!


fragolino


Ingedienti:

700 g di fragole
700 g di zucchero
700 g di alcool per liquori
300 g di acqua minerale naturale


fragolino

Sciacquare delicatamente le fragole sotto l'acqua corrente, asciugarle, privarle del picciolo e sistemarle in un vaso di vetro (a chiusura ermetica) con lo zucchero, l’alcool e l’acqua.
Lasciare in infusione per un mese, avendo l'accortezza di scuotere con delicatezza il vaso una volta al giorno. 
Filtrare poi il liquido, prima con un colino per togliere le fragole, poi con gli appositi filtri in carta (quelli del caffè all’americana) o in garza.
Imbottigliare aggiungendo qualche fragolina recuperata o, meglio ancora, unendo qualche fragolina di osco fresca.
Aspettare 6 mesi prima di degustare.



Strawberry Elixir


Just  few days before going on holiday to Elba I  left in infusion some strawberries in alcohol with sugar, as I read on Aitina's recipe.
They have been left to soak longer than expected, but luckily with no  schocking consequences, indeed some more infusion time has emphasized fragrance and color.
Now th liquer needs to rest some more months, it will be ready to celebrate a scented strawberry red Christmas! :-)

 fragolino

You need:

700 g strawberries
700 g sugar
700 g alcohol for liquors
300 g still mineral water


 fragolino

Gently rinse the strawberries under cold running water, dry them, take off the stem and place in an airtight glass jar with sugar, alcohol and water.
Leave to infuse for a month, making sure to gently shake the jar once a day.
Then filter the liquid, first with a strainer to remove strawberries, then with coffee paper filters or gauze ones.
Pour into bottles adding a few strawberries or, better some fresh wild strawberries.
Wait 6 months before tasting.





This recipe is my personal entry to WHB # 346
hosted this week by Susan from The Well-Seasoned Cook for English edition.
 Kris from Tutto a occhio for Italian edition.
Thanks again to Haalo who manages greatfully all events,
to Bri for Italian edition.
Thanks again to Kalyn for her successfull idea!
Who's hosting
WHB Rules

Template Design | Elque 2007