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17 dicembre 2020

Cannoli natalizi di baccalà

Succede. 
Succede che segui un'amica che, partecipando ad un evento digitale dedicato all'aglio nero e allo scalogno nero, ti faccia scoprire una realtà distributrice di prodotti unici e prelibati, alcuni anche rari e preziosi, per la ristorazione. Amica che fece doppietta, quel giorno, vincendo sia come ricetta più creativa che come miglior impiattamento.
Succede che un'amico comune mi offra di partecipare all'evento conclusivo dedicato al menu di Natale.
Ci sono 2 o 3 prodotti da scegliere da un elenco particolare. Lo leggo, ci penso un paio di giorni e mi viene l'idea. Decido così di provare le lamine vegetali, mai viste ed usate prima, per farne dei cannoli, il baccalà dissalato Lomo special (anche se lo faccio raramente, vivo in una regione dove il baccalà è protagonista assoluto in molte ricorrenze), e il caviale Kaluga Amur, che personalmente non mangio ma avrebbe fatto felice il consorte :-)
A me piace il pesce in purezza, senza tanti intingoli o manipolazioni, ed ho optato per una mousse lineare, profumata al lime, che preferisco al limone. Sorpresa bomba: il baccalà si cuoce nella sua confezione anche al microonde per 60/90 secondi, e così ho fatto (quasi inusuale per me che non uso il microonde neanche per scaldare le cose, appartiene al ramo maschile della famiglia :-))
Mi sarebbe piaciuto trovare le lamine verdi, per dare ancora più enfasi al mio alberino di cannoli, ma nella confezione c'erano solo avorio, gialle, arancioni e rosse e mi sono adeguata a questi colori sgargianti; che poi, il rosso fa Natale comunque :-))

Nota: sul più bello che avevo impiattato, cercando di fare tutto con delicatezza con le mie mani maldestre, messo il piatto sul legno bianco, preparata la digi sul cavalletto (che da tanto che non la uso non mi ricordavo più come settarla :-)), fare 2 scatti di prova... ecco che ti arriva marito, architetto, muratore, geometra, tecnico di non so cosa (siamo in procinto di fare dei lavori in casa), entrando ovviamente dalla veranda cucina, offrendo ovviamente un caffè di benvenuto, seguendoli nei discorsi perché non si sa mai... e le lancette dell'orologio che correvano veloci e inarrestabili... e i cannoli che inevitabilmente assaporavano anche loro la freschezza della mousse e si inumidivano con piacere... ed iniziavano ad aprirsi, con grande dispiacere mio. Lo si vede dalla foto, dove l'ultimo in alto e un altro arancione hanno iniziato a modellarsi, ahimè. Sorry for that. Comunque questo insegna che vanno riempiti e mangiati nel giro di poco; quindi si possono preparare prima e conservare in un contenitore ermetico e riempirli al momento del servizio.


cannoli natalizi di baccalà



Ingredienti:
 
per la mousse:
panna fresca
zest di lime grattugiata finemente
foglioline di timo al limone
pepe Timut
 
Cuocere il baccalà nella sua confezione nel microonde a 700W per 60/80 secondi. Lasciare raffreddare. Scolare poi dal liquido e tamponare con carta cucina. Preparare la mousse frullando il baccalà (privo della pelle) con la panna, mettendone poca per volta, fino alla consistenza desiderata. Unire poi la zest di lime e una macinata di pepe; assaggiare e, se necessario, aggiungere anche un pizzico di sale. Trasferire in una sacca da pasticcere con beccuccio liscio.
 
per i cannoli:
olio di semi di arachide
 
Incidere con la punta di un coltello ogni lamina e ricavare dei rettangoli di circa 3x5 cm (o della misura desiderata), sfogliarli delicatamente dalla protezione e friggerli in olio a 170° per circa 10 secondi. Scolare su carta assorbente e avvolgerli immediatamente nel cilindro per cannoli, tamponando sempre con carta assorbente e tenendo la parte di congiunzione sotto.


cannoli natalizi di baccalà

 
per la maionese al lime:
1 uovo e 1 tuorlo  
250/300 ml di olio di semi di girasole bio spremuto a freddo 
succo di lime 
aceto di mele  
senape 
sale/pepe

Si può usare un mixer ad immersione (o il Bimby, con la farfalla): scaldare metà olio in un pentolino fino a 121°. Nel frattempo iniziare a montare le uova con un cucchiaio di succo di lime, sale e pepe; unire l'olio caldo a filo molto lentamente. Proseguire unendo anche l'olio freddo finchè la salsa sarà ben emulsionata. Assaggiare e regolare di lime e/o aceto di mele e/o senape a proprio gusto. Lasciar raffreddare e conservare in un vaso ben chiuso in frigorifero.
 
per guarnire:
zest di lime grattugiata finemente
chicchi di melagrana
ciuffetti di timo
 
Riempire ogni cannolo con la mousse, decorare i lati con zest di lime e caviale, disporre sul piatto aggiungendo un cucchiaio di maionese al lime e decorando con il timo e la melagrana.
Servire subito (altrimenti la cialda si inumidisce e non resta croccante), volendo con ancora caviale a parte.



cannoli natalizi di baccalà


Si chiude la prima stagione della Phigital Food Academy di Longino.
Nell'ultima puntata abbiamo decorato il menu di Natale, 
non solo con il dessert presentato dal nostro chef
Giorgio Guglielmetti Chef
ma gli chef
Sebastian Sartorelli
e Walter Ferretto hanno raccontato in diretta 
le loro proposte natalizie, dall'antipasto fino alle portate principale.
I vini de la
Cantina Toblino
e
La Scolca
hanno accompagnato alcuni i piatti presentati, 
mentre la Strong Ale del
Birra Due Tocchi
è stata l'abbinamento perfetto per il panettone.
Anche questa volta la giuria popolare ha espresso il suo giudizio 
e a vincere il premio sia per la creatività che per impiattamento è stato 
"Cannoli natalizi di baccalà" di
Cindystar
cannoli di lamine vegetali con mousse di baccalà, maionese al lime e caviale Kaluga Amur.

Anche due giurie tecniche a commentare le 10 proposte arrivate.
La prima, formata da rappresentanti del gruppo Horeca e dell'Hotellerie, ha nominato 
come migliore ricetta creativa la proposta di Marta Tovaglieri "Ringo di tartare di gamberi", 
e come miglior impiattamento il piatto presentato da Cristina Galliti "Moro Atlantico".
La seconda giuria, formata da media e influencer del mondo del Food, 
ha nominato come miglior ricetta creativa la proposta di Cindystar "Cannoli natalizi di baccalà" 
e come miglior impiattamento il piatto presentato da Luisa Ambrosini "Carrè di agnello".

Sperando che il vostro Natale sia pieno di gusto, 
vi consigliamo di seguire il nostro Magazine https://www.shoplongino.it/magazine 
e le ricette sul nostro canale Youtube "Longino & Cardenal Video Ricette".

Buone feste da Longino & Cardenal!! Alla prossima stagione.

27 settembre 2018

Triglie alla livornese


Da un'idea di Marta, una progettazione di Aiu' e un'entusiasmante partecipazione delle nostre amiche + 1eccoci ancora assieme per un altro progetto, un altro gioco, un'altra scusa per provare e condividere nuove ricette, prese dai libri della nostra libreria culinaria.
Siamo arrivate già al decimo appuntamento, questa volta dedicatro ai Secondi piatti di mare, capitanati da Carla che ci ha accolto nella sua cucina con un succulento piatto di Medaglioni di rana pescatrice al bacon e salsa al Porto.
La mia mezza anima toscana non poteva esimersi dal proporre una ricetta di questa regione. Tanto più che sono ormai quasi vent'anni che tascorro gran parte delle vacanze estive nel loro bel mare; inoltre, avendo figli pescatori, qualche bella triglia riescono a portare a casa ogni tanto :-))
Dalle stesse parole di Giulia: un piatto povero, alsolito, ma con uno dei sughi più saporiti che riuscite ad immaginare. Basta il profumo per far spalancare lo stomaco. Non lesinate di pane che, per questo piatto, è fondamentale.



triglie alla livornese


Ingredienti:

8 triglie di circa 100 g l'una
olio extravergine di oliva
un ciuffetto di prezzemolo
2 spicchi di aglio
500 g di pomodori pelati passati
sale
peperoncino
pane fresco


Lavare le triglie, squamarle ed eliminare le interiora e le branchie; risciacquarle ed asciugarle.
Spremere l'aglio e tritare il prezzemolo; trasferirli in una padella con un bel giro di olio e accendere la fiamma. Far soffriggere un attimo poi unire la salsa di pomodoro, regolare di sale e peperoncino a piacere e lasciare cuocere una decina di minuti a fuoco basso, in modo che la salsa si insaporisca.Unire anche le triglie, sistemandole per benino una vicino all'altra.
Cuocere a fuoco basso per una decina di minuti, senza girarle; basterà bagnarle di tanto in tanto col sugo, sono pesci molto delicati che non amano essere toccati troppo.
Al termine, decorare con una spolverata di prezzemolo.
Servire con abbondante pane fresco perchè il sugo sarà irresistibile e la scarpetta un obbligo!


Senza titolo


Questa ricetta partecipa alla nuova raccolta Menu Lib(e)ro organizzata da Aiù.
Info su come partecipare qui, pagina FB con tutte le ricette pubblicate qui.

16 agosto 2018

Fregola ai calamaretti


Settimo appuntamento per le portate dedicate ai Primi piatti di mare della nuova raccolta Menù Lib(e)ro, la novella antologia culinaria nata da un'idea di Marta, coadiuvata nella progettazione da Aiu'.
Capo brigata di questa cordata la dolce Anna, che ci ha ingolosito con la sua ricetta di apertura proponendo gli Spaghetti interrati di Sal di Riso.

La fregola (sa fregula) è una pasta originaria del Campidano di Cagliari e Oristano. Il nome deriverebbe dal latino fricare, sminuzzare. E' ottenuta impastando semola di grano duro e acqua, quindi lavorata con un movimento rotatorio dei palmi delle mani in modo da ottenre tante piccole palline, lasciate poi seccare. In pratica si presenta come un couscous a grana grossa.
Avevo già postato qualche anno fa per l'Abbecedario Culinario la ricetta di Fregua e coccia, ovvero la fregola con le vongole, consigliatami da un'amica sarda doc; questa volta, invece, mi sono rivolta a Laura Rangoni e al suo libro dedicato alla Cucina sarda di mare, da cui ho scelto la Fregola ai calamaretti.


fregola ai calamaretti


 
Ingredienti per 4 persone:
400 g di fregola
400 g di calamaretti puliti
100 g di rucola
8 cucchiai di olio extravergine di oliva
mezzo bicchiere di brodo di pesce
2 spicchi di aglio
30 g di burro
 sale e pepe q.b.


Soffriggere l'aglio intero nell'olio. Appena comincia a imbiondire unire i calamaretti, ben puliti e tagliati a pezzetti, e 80 g di rucola, grossolanamente triturata; quindi salare, pepare, aggiungere il brodo di pesce e lasciare cuocere per pochi minuti.
Lessare la fregola in abbondante acqua salata, poi scolarla e metterla a insaporire nella padella con il sugo.
Unire il burro e la rucola rimasta, tritata finemente, mescolare e servire.


Senza titolo


Questa ricetta partecipa alla nuova raccolta Menu Lib(e)ro organizzata da Aiù.
Info su come partecipare qui, pagina FB con tutte le ricette pubblicate qui.

5 luglio 2018

Bruschette di Sardine


C'era una volta un giovane inglese, innamorato pazzo di Venezia. Dopo un'onorata gavetta come cameriere, bartender, maître d' e general manager, nel 2009 decide di aprire la sua company (insieme al suo migliore amico) e il primo ristorante, Polpo, sullo stile dei bàcari veneziani a Soho, Londra. Da allora sono seguite nuove aperture a Smithfield, Notting Hill e Covent Garden, è nato Polpetto, Spuntino e Mishkin's, diventando ben presto King of Soho, come l'hanno soprannominato. Il suo primo libro, POLPO: A Venetian Cookbook (of Sorts) è stato premiato come Waterstones Book of the Year 2012. Nel 2014 ha presentato The Restaurant Man, un documentario in 6 puntate trasmesse in prima serata dalla BBC2, il suo secondo libro SPUNTINO: Comfort Food, New York Style è stato pubblicato nel 2015 e recentemente è uscita la sua ultima fatica, VENICE: Four Seasons of Home Cooking (intervista a R.N. qui)
E poi c'è un giovane lacustre, tanto birichino a scuola, che decide di espatriare a Londra ancora indeciso sul suo futuro, e che, dopo onorata gavetta come cameriere in svariati locali, approda a Polpo Smithfield, ingrana deciso la sua strada, si iscrive alla  University of Westminster, si trasferisce da Spuntino, si laurea a pieni voti in Business Management - Finance & Financial Services nel luglio 2017 ed è (quasi) subito promosso a General Manager del locale.
E poi... non so come finirà la storia, per il momento vivono tutti felici e contenti, lavorando sempre a pieno ritmo (#busyverybusy) nella swinging London :-))

Hanno aperto da non molto a Verona in ZAI un negozio di alimentari sudisti molto ben fornito, Assaporito, dove trovare le più buone mozzarelle e fiordilatte che si possano comprate in città, arrivano fresche ogni martedì e venerdì. Al piano superiore la nuova pizzeria di Guglielmo Vuolo, egregio Maestro della tradizione partenopea.
L'altro giorno, fermandomi a fare spesa da loro, ho scoperto (e comprato e usato per l'occasione) il pane casereccio a base di acqua di mare, direttamente da un forno di San Sabastiano al Vesuvio. Ne parla anche il Gambero Rosso in un suo articolo dell'estate scorsa. Mi sembrava un connubio perfetto con le nostre sardine dell'Adriatico.


bruschetta di sardine


Ingredienti per 4 persone:
250 g di pomodori ciliegini
olio extravergine di oliva
fleur de sel
pepe nero
un pizzico abbondante di zucchero
un pizzico abbondante di peperoncino
2 spicchi di aglio, uno spremuto e uno tagliato a metà
20 ml di aceto di Sherry
8 sardine dell'Adriatico
4 fette di pane casereccio (all'acqua di mare)
foglie di basilico
un limone non trattato

Versare un giro abbondante di olio in una padella, metterla su fuoco alto e quando l'olio è caldo versarci i pomodorini. Appena iniziano ad appassire, unire un pizzico abbondante di fleur de sel, pepe, zucchero e peperoncino. Abbassare a fuoco medio e col dorso di un mestolo di legno, schiacciare delicatamente i pomodorini per far uscire i succhi. Unire l'aglio spremuto e l'aceto e mescolare, facendo evaporare velocemente la nota alcolica. Ritirare dal fuoco e tenere da parte. Se si desidera, si può eliminare la pelle raggrinzita dai pomodorini.
Pulire le sardine, eliminando la testa, le interiora e la spina centrale e aprendole a libro (in
questo video Giorgia mostra come si pulisce una sardina), salarle. Versare un giro di olio in una padella antiaderente, metterla su fuoco medio e sistemarci le sardine con la pelle a contatto con il fondo della padella. Una volta preso colore, circa 2/3 minuti, girarle e cuocerle ancora 30 secondi, poi ritirare dal fuoco.
Nello stesso tempo, grigliare le fette di pane da entrambi i lati e strofinarle poi da un lato con lo spicchio di aglio tagliato.
Spezzettare le foglie di basilico sui pomodorini, sistemare le fette di pane tostate sul piatto di portata, distribuirci i pomodorini e sopra una o due sardine per fetta.
Servire con il limone a spicchi da spremere sopra a piacere.


spuntino


Questa ricetta partecipa alla nuova raccolta Menu Lib(e)ro organizzata da Aiù.
Info su come partecipare qui, pagina FB con tutte le ricette pubblicate qui.

21 marzo 2018

Gentleman's Afternoon Tea per l'MTC#71


Let me take you down 'cause I'm going to... no, non vi porterò nei magici Strawberry Fields, ma comunque in un luogo incantevole, so pretty British ma al contempo moderno ed accogliente, dove sentirsi a proprio agio in un'atmosfera rilassata e conviviale.
Ed allora che abbia inizio il nostro piccolo Magical Gourmand Tour, in una swinging London che sempre affascina e incanta, qualunque stagione la visitiate. 
Tube St. Paul's, usciamo e già ci appare la cupola gigante che ci guida verso l'imponente e splendida Cathedral (merita una visita, da lunedì a sabato, 8.30-16.30), luogo di celebrazioni importanti come il funerale di Winston Churchill o il matrimonio di Diana e Carlo. A me riporta inevitabilmente alla famosa e intensa canzone di Mary Poppins, e mi pare sempre di scorgere in un angolo la vecchietta che dà da mangiare agli uccellini e nulla chiede, speranzosa nella gentilezza dei passanti e di due penny donati. Le scalinate e i giardini circostanti sono gremiti, in una giornata di sole e nuvolette bizzarre è sorprendente quanti giovani (e alcuni meno) li affollino durante il lunch time, distesi anche sui prati in mezzo a cespugli fioriti di rose e ortensie cremisi. Imbocchiamo Sermon Lane e proseguiamo poi per Peter's Hill, ricordandosi di girare la testa ogni tanto per ammirare ancora il cupolone che via via diventa sempre più piccolo. In quasi un lampo siamo al Millennium Bridge, il ponte sospeso costruito per acclamare il nuovo millennio. Sarà una piacevole e talvolta dondolante esperienza che ci porterà a metter piede nella South Bank, dove si staglia imponente e fiero lo Shard, il capolavoro architettonico di Renzo Piano. Un ultimo sguardo all'indietro e la grande cupola sembra voler assicurarci che farà ancora buona guardia alla City. A destra la Tate Modern, ma oggi non siamo di Arte famelici, piuttosto smaniosi, invece, di mettere finalmente le gambe sotto al tavolo! Per cui tutta a sinistra, dove malizioso il Shakespeare's Globe Theatre ci fa l'occhiolino. Ma il nostro Sogno di una notte di mezza estate non abita qui, proseguiamo ancora pochi metri, fino all'entrata di The Swan. Miss Kindness e Miss Courtesy ci accolgono con un gran sorriso e ci guidano al piano superiore, facendoci accomodare al nostro tavolo riservato, vicino alla finestra: la vista è spettacolare, la giornata così limpida dai colori quasi sberluccicanti. Menu e servizio di porcellana sono incantevoli, commissionati su misura nel 2013 alla disegnatrice Annika Wester, per celebrare il 400° anniversario della morte del celebre poeta. Ispirandosi ai temi di A Midnight Nights Dream, Annika ha disegnato i personaggi, i paesaggi boschivi e le citazioni dell'opera; e la cucina del ristorante ha formulato un menu speciale per l'Afternoon Tea che ricreasse l'atmosfera magica della commedia. Ordiniamo i tè, 3 diversi per non sbagliare, senza disdegnare un buon calice di bollicine fresche come ouverture alle nostre danze pomeridiane. Come d'incanto appaiono tre diverse teiere luccicanti in Sheffield e la magica pozione fumante ci viene versata nelle tazze da mani sicure e gentili. E la meraviglia per quei piccoli colini da tè, ovviamente nella mia to-buy-list imminente. Sull'alzatina leccornie invitanti e golose per le Ladies, per il nostro gentil accompagnatore un invidiabile tagliere di specialità salate.


afternoon tea @the swan


Accomodatevi con noi, take a seat and enjoy!


Welcome to my

gentleman's afternoon tea





gentleman's afternoon tea


Fish Finger Sandwich
(da Olive)

Ingredienti:
filetti di  merluzzo
(o altro pesce a piacere)
panini semidolci

rucola o valerianella
farina q.b.
pane grattugiato
uovo sbattuto
 

Per la salsa tartara:
1  scalogno tritato finemente

1 cucchiaio di  capperi tritati
6 cetriolini tritati

la punta di un cucchiaino di  mostarda di Digione 

4 cucchiai di  maionese

il succo di mezzo limone  
sale e pepe q.b.


Salsa tartara: mescolare tutti gli ingredienti e condire con il succo di limone; regolare di sale e pepe.  
Impanare i filetti di pesce (una volta tamponati con carta da cucina, passarli nella farina, eliminare l'eccesso, poi nell'uovo sbattuto e nel pangrattato; a discrezione, ripassare nell'uovo e nel pangrattato).
In una padella versare un giro di olio e cuocere i filetti impanati da ambo i lati. Distribuire sul fondo delle fette di pane della salsa, quindi aggiungere l'insalata, i filetti di pesce e ancora un pochino di salsa. Chiudere il panino e servire con la salsa a parte.


Scoth Eggs
 (di Jamie Oliver)

 Ingredienti:
7 uova
500 g di salsicce a grana fina 

erba cipollina fresca trita

prezzemolo fresco tritato
noce moscata 
un cucchiaio di senape inglese
sale e pepe q.b.
farina q.b.

pane grattugiato q.b.

olio di semi per friggere


Mettere 5 uova in una casseruola coperte con acqua fredda e portare ad ebollizione; far bollire per 3-4 minuti (5-6 minuti se si preferiscono più sode), quindi trasferire in una ciotola di acqua gelata. Una volta raffreddate, sbucciarle con cura.
Spremere le salsicce dalla loro buccia in una ciotola, unire erba cipollina e prezzemolo insieme ad una buona grattugiata di noce moscata, la senape e regolare di sale e pepe. Amalgamare e poi dividere in 5 palle (circa 90 g di peso cadauna).
 Preparare 3 piatti: uno con farina, uno con le due uova rimanenti sbattute e un terzo con il pangrattato. Infarinarsi le mani, poi nel palmo di una mano appiattire una delle polpette di salsiccia in una forma ovale. Arrotolare un uovo nella farina, quindi sistemarlo nella polpetta di carne appiattita; modellare delicatamente la carne in modo uniforme attorno all'uovo, fino a quando non sarà sigillata. Passare nella farina, eliminare l'eccesso, quindi immergere la polpetta nell'uovo sbattuto e poi nel pangrattato. Ripassare nell'uovo e nel pangrattato per un rivestimento ottimale.
Scaldare l'olio in una padella profonda o in una friggitrice a circa 160°. Immergere con cura le uova nella padella e cuocere per 4 minuti, o fino a doratura, girandole ogni tanto. Rimuovere con un mestolo forato e scolare su carta da cucina (si possono ripassare le polpette in forno caldo per un paio di minuti per assicurarsi che la carne sia cotta a dovere).
Servire le Scotch eggs tiepide con un  buon pezzo di formaggio cheddar e qualche sott'aceto.


 Fassona Beef Slider


Slider è un termine americano per definire un piccolo sandwich realizzato con un panino non più grande di 6 cm, utilizzando di preferenza i mini hamburger. Si crede che il termine slider provenga dalla Marina, dove gli hamburger serviti erano così untuosi da poter facilmente scivolare dal piatto.


Ingredienti: 
panini morbidi
roastbeef affettato
valerianella
burro
erba cipollina tritata 
salsa bbq


Tagliare il panino a metà, imburrare le parti interne e cospargerle di erba cipollina, sistemare qualche foglia di insalata e sopra il roastbeef. Chiudere il panino e servire accompagnato da salsa barbecue.




gentleman's afternoon tea


Potted Salmon
(da Vintage Tea Party) 

Una ricetta old-fashioned, perfetta come ripieno per i sandwich arrotolati 
o semplicemente da spalmare su toast imburrati. 

Ingredienti:

200 g di salmone 
40 g di burro fuso ma freddo
una grattugiata abbondante di noce moscata
pepe nero macinato fresco e sale q.b.


Cuocere il salmone in padella con un filo di olio, con la pelle a contatto della padella e con coperchio. Quando cotto, eliminare la pelle ed eventuali lische rimaste. Frullare poi tutti gli ingredienti insieme finchè si forma una crema omogenea, tenendo da parte un quarto del burro da versare poi sul composto una volta invasato, in modo da sigillarlo prima di riporlo in frigorifero. Conservare in frigorifero chiuso ermeticamente.


 

Croque Monsieur
 
Ingredienti:
pane da toast
prosciutto cotto
formaggio a fette da toast
Gruyère grattugiato
burro
 
Imburrare i lati interni delle fette di pane; farcire con una/due fetta di formaggio e una/due di prosciutto e tostare nell'apposita tostiera o sotto al grill, ma non del tutto. Quando quasi pronto, sistemare abbondante gruyère grattugiato su un lato del toast e porre sotto al grill finchè ben sciolto.

In alcune regioni della Francia si usa mettere anche della besciamella soda all'interno del toast per renderlo ancora più morbido e anche esternamente, mescolata al Gruyère prima di gratinare.



Blue Cheese & Cider Scones   
 (adattata da BBC Food  

 
gentleman's afternoon tea



Ingredienti:    
300 g di farina autolievitante
1 cucchiaino di lievito per dolci
50 g di burro
100 g di Gorgonzola morbido
1 uovo
50 ml di sidro di mele


Mettere la farina, il lievito e il burro in un robot da cucina e miscelare. Aggiungere il formaggio, l'uovo e il latte e frullare di nuovo per amalgamare. Trasferire l'impasto su un piano da lavoro infarinato e stenderlo a un cm e mezzo di spessore. Usando un coppapasta di 5 cm di diametro ritagliare gli scones, sistemarli su una teglia foderata di carta forno e spennellarli con il latte. Cuocere per 10/15 minuti a 170/180° finchè dorati. Servire subito.
Si possono congelare e riscaldare.

Avrei voluto servirli con un ricciolo di Gorgonzola sopra ma misteriosamente era scomparso dal frigorifero.


kusmi's english breakfast tea


In accompagnamento a questo ricco tagliere, dopo le frizzose bollicine, un intramontabile English Breakfast Tea, a blend of Ceylon and Assam tea: due tè neri classici dall'aroma distinto contribuiscono a creare questa miscela, un tè OP* (Orange Pekoe) di Ceylon dall'aroma ricco e intenso e un tè Assam GFOP* (Golden Flowery Orange Pekoe) indiano dall'aroma corposo. Un mix di grande forza tanninica, che delizierà chi ama tè corroboranti. Della Kusmi, di cui sono affezionata estimatrice.

* sigle che si riferiscono al grading, il metodo di classificazione delle foglie usato in alcuni Paesi tra cui l’India. E' puramente una valutazione estetica: permette di capire qual è l’aspetto delle foglie, non la qualità del tè (da justfiveoclocktea).

Come preparare una buona tazza di tè ce lo spiega Greta in questo post.

L'Afternoon Tea pare sia nato a metà '800, nella residenza estiva di Anna Russell (settima duchessa di Bedfor, amica e dama di corte della Regina Vittoria) a Woburn Abbey come rimedio alla lunga pausa tra il fugace pranzo e la cena (che l'etichetta prevedeva fosse non prima delle 20). Alla duchessa prendeva sempre un certo languorino a metà pomeriggio e così prese l'abitudine di farsi servire un tè con piccoli dolci, pane e burro. L'abitudine personale venne presto allargata agli amici che ne rimasero entusiasti. E una volta di ritorno a Londra, queste piccole cerimonie pomeridiane continuarono ad essere organizzate regolarmente, allargandosi nell'alta società a macchia d'olio. La stessa Regina iniziò ad invitare a corte per l'Afternoon Tea, che ben presto divenne un evento galante, che prevedeva anche un abbigliamento consono. Nacquero i primi appropriati Tea Dress e Tea Gown, da indossare solo quando si ricevevano gli amici a casa; ma ben presto la moda dilagò e le dame iniziarono ad indossarli anche alle cene nella case degli amici più intimi. Questi abiti nacquero per l'esigenza di essere più libere nei movimenti, senza la costrizione di busti e corsetti; dovevano, infatti, essere infilati facilmente e senza l'aiuto di una cameriera. Si usavano tessuti preziosi e negli anni acquisirono un look molto femminile (da The Dreamstress).
Si serviva nei salotti usando i tavolini bassi come appoggio per tazze e dolci, da qui il nome di Low Tea, ed era un incontro di società; da differenziarsi con l'High Tea, consumato dalle classi lavoratrici al rientro dal lavoro, quindi dopo le 17/18, servito a tavola perchè assumeva la connotazione di cena.
Oggigiorno, nelle più belle sale degli hotel e dei ristoranti, si usa servire l'Afternoon Tea a tavola, quasi fosse un High Tea, creando poi confusione nei termini originali; inoltre, è data facoltà di scegliere se iniziare l'incontro con un calice di bollicine, Prosecco o Champagne a scelta, e per i più temerari di averne anche un consumo illimitato per tutto il tempo.

Ho voluto provare a riproporre quanto gustato in quel bel pomeriggio londinese dell'estate scorsa e lo propongo, fuori concorso, per la sfida #71 dell'MTChallenge di Valeria, perchè è giusto che ci siano delle regole, e sacrosanto il dovere di rispettarle, ma altrettanto lecito infrangerle, a proprio rischio e pericolo :-)))

Ma mi rifarò, don't worry & drink tea.


https://www.mtchallenge.it/2018/03/10/mtc-n-71-gli-sfidanti-del-british-afternoon-tea/

29 novembre 2017

I 100 menù di Veronelli: "La porca figura" per il Calendario del Cibo Italiano


A Luigi Veronelli (1926 - 2004), gastronomo, enologo, scrittore, giornalista, appassionato di cibo e di vita, figura predominante nel secolo scorso nella valorizzazione e nella diffusione del patrimonio enogastronomico italiano, è oggi dedicata la Giornata Nazionale nel Calendario del Cibo Italiano.

immagine dal web

A lui si deve la raccolta “I cento menù”, del 1981, in cui elenca con dovizia di spiegazioni 100 menù per ogni occasione, dai pranzi in famiglia alle cene importanti, curandone personalmente anche la prefazione:
“4-500 ricette suppergiù, ciascuna studiata con puntuale proposito di compiacere te, amica lettrice (o lettore, se hai l’innocente stravaganza di “costituirti” in cucina), già al momento in cui ti accingi al paziente e secolare lavoro dei fornelli. Compiacere, ossia fare cosa gradita, o meglio, ci dice il dizionario, “soddisfare volentieri e con cortesia il tuo desiderio di cibi e vini veri”. Veri. Io credo che l’attuale passione culinaria sia il modo di affermare, anche nelle esigenze primarie del vitto, la volontà del ritorno contadino. Vogliamo cibi e vini veri, ossia puliti, così come vogliamo il cielo, il mare, la montagna, le campagne, i boschi, alla fin fine: la natura, puliti”.

Ecco un menù che in redazione abbiamo definito da porca figura, perchè unisce la delicatezza e piacevolezza di gustare saporiti gusci di conchiglie nostrane (leccandosi anche le dita, ci sta :-)) all'aristocratica so British fantasia culinaria del più classico e intramontabile roast beef.
Contorni leggeri e frutta di stagione per non appesantire :-))


Buon Appetito!


Menu  38 

Zuppa di vongole veraci 
oppure Spaghetti con le vongole
Roast beef
Insalata di barbabietole
Frutta fresca di stagione
 


menu 38



Oggi mi sono posto il compito "frutti di mare". Ne ho tuttavia voluto trarre  un menu facile e, allo stesso tempo, prestigioso. Non dico che tu possa ora ricevere lo scià di Persia (eventualità fortunatamente remota); sì, chiunque altro. Farai con piatti classici e facili, ecellente figura. Coi vini, non c'è scelta: un bianco, secco e vivace, e un rosso, austero ed elegante. Tra i bianchi ti consiglio, a titolo di esempio, l'Ansonica del Giglio, dell'annata, servito a 8-10°C; tra i rossi un Carmignano Artimino, di 4-5 anni, servito a 18°C.


Dosi per 6 persone



Zuppa di vongole veraci

Tempo occorrente: 45'
 Difficoltà: x


zuppa vongole veraci



Ingredienti:
2 chili di vongole veraci, sciacquate con cura in acqua fredda corrente. 2 grossi spicchi d'aglio schiacciati. Un decilitro di olio d'oliva di frantoio. Un buon decilitro di vino bianco secco. Fettine di pane raffermo dorate in olio d'oliva di frantoio. Un bel ciuffo di prezzemolo tritato. Pepe nero macinato al momento.

In una casseruola metto gli spicchi d'aglio e l'olio, non appena l'aglio imbiondisce verso il vino e lo faccio ridurre di 4/5. Aggiungo le vongole; le condisco con un buon pizzico di pepe; a fiamma viva scuoto, di tanto in tanto, la casseruola per far saltellare le vongole in maniera che le conchiglie si aprano bene e "caccino" l'acqua di mare che contengono, elimino gli spicchi d'aglio. Dispongo sul fondo di 6 fondine calde le fettine di pane, le ricopro con le vongole e il loro liquido di cottura, filtrato attraverso un panno a trama fine, vi spruzzo il prezzemolo.
Subito servo caldissimo.




Roast beef

Tempo occorrente: 40'
Difficoltà: x
Temperatura del forno: 180°C


roast beef



Ingredienti:
Un chilo di roast beef. Il burro necessario. Un poco di sugo di carne. Sale. Pepe nero, macinato al momento.

Condisco il roast beef con sale e pepe, stesi su tutto il pezzo di carne con le mani; lo lego con uno spaghino per mantenerlo in forma durante la cottura; lo ungo di burro (gli inglesi usano il grasso di rognone e - per quanto riguarda il roast beef - sanno il fatto loro). Passo il roast beef in forno caldo, su una griglietta, a calore molto vivo, lo cospargo sovente di burro (o di grasso di rognone). Durante la cottura non lo devo mai pungere con un forchetta, ma solo quando si ritiene sia in fine di cottura: è infatti cotto quando, pungendolo, ne esce qualche goccia di sangue rosato, e il roast beef è dorato all'esterno, rosa quasi rosso all'interno. Tolgo il roast beef dal forno; elimino lo spaghino, lo taglio a fette; le accomodo su un piatto da portata. Subito servo, passando a parte il suo fondo, sgrassato e completato con un poco di sugo di carne e, se piace, un piattino di rafano grattugiato, e accompagnandolo con patatine arrosto. Il taglio classico del roast beef è lo scannello, parte interna della coscia a contatto col controgirello e attaccata al girello; viene però in genere tagliato nella parte posteriore della lombata o anche sopra i lombi, da una parte e dall'altra della schiena. Per la sua cottura, è preferibile lo spiedo. Se in forno, non sia a contatto col fondo della teglia, ma su una griglietta o sollevato con qualsiasi altro mezzo.


 
Insalata di barbabietole

Tempo occorrente: 30' (più il tempo per lasciare riposare la preparazione)
Difficoltà: x


insalata di barbabietole



Ingredienti:
2 barbabietole, non troppo grosse, cotte al forno, pelate e tagliate a fettine. 2 cipolline affetttate fini. Un trito finissimo composto da: una foglia di alloro, 1-2 chiodi di garofano e un pizzico di timo. Aceto di vino rosso. Olio d'oliva di frantoio. Sale. Pepe nero macinato al momento.

In una ciotola metto il sale, il pepe e il trito di alloro, chiodi di garofano e timo; lo sciolgo con un poco di aceto; verso l'olio  necessario e lo emulsiono bene. Unisco le barbabietole e le cipolline; mescolo con cura. Lascio insaporire una mezz'oretta prima di servire.




365 giorni di festa per celebrare le glorie della nostra cucina: 
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attraverso la celebrazione dei piatti e dei prodotti che hanno reso unica la cucina italiana,
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