25 gennaio 2021
6 novembre 2018
Spinaci alla ricotta e noce moscata
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3 aprile 2016
Trenenec, la pizza di patate croata
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1 febbraio 2016
Un Cavolo Navone per la Settimana dei Cavoli del Calendario del Cibo Italiano
Ho preso in prestito questa bella foto esaustiva da questo articolo, semplice e chiaro, di Cristina, scoprendo che è anche un'associata Aifb.
Qualche mese più tardi anche Agrispesa ne scrisse qualcosa qui.
Mi sono sbizzarrita, provandolo in tre maniere diverse.
Chips di cavolo navone
Pelare il cavolo, tagliarlo a bastoncini della grandezza di un mignolo e saltarli velocemente in olio extravergine di oliva, meglio se nel wok. Salare con sale integrale e cuocere coperto per 5/8 minuti. Aggiungere le mele a fettine e l'uvetta (uso la jumbo), far amalgamare i sapori per un paio di minuti, aggiungere un pochino di aceto di mele e un cucchiaio di succo di mela (usando quello concentrato il colore del cavolo diventerà più ambrato). Mescolare bene e lasciar evaporare l'aceto qualche istante, il navone in agrodolce è pronto! Se occorre, aggiungere un filo di olio extravergine di oliva a crudo.
Pelare il cavolo, tagliarlo a bastoncini della grandezza di un mignolo, lessarli in acqua leggermente salata per 5/8 minuti. Scolarli, adagiarli in una pirofila, salare con sale integrale e cospargere di pane grattugiato e parmigiano grattugiato o fiocchi di lievito per gli intolleranti (volendo anche qualche frutta secca tritata), versare un filo di olio extravergine di oliva e infornare a 180° per circa 20/30 minuti finchè ben dorato e croccante.
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11 gennaio 2016
Il gattò di patate di Allan Bay per la GN del Calendario del Cibo Italiano

Per 6/8 persone:
1,5 kg di patate
4 uova
100 g di prosciutto cotto tritato
75 g di grana grattugiato
75 g di pecorino grattugiato
100 g di mozzarella a fette
100 g di provola a fette
100 g di burro, più qualche ricciolo
un bicchiere di latte, se necessario
prezzemolo tritato
pane grattugiato
sale/pepe
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9 gennaio 2016
Bucchips per la Settimana degli Avanzi del Calendario del Cibo Italiano
Il Calendario è rivolto a tutti i blogger, associati e non.
Nel proprio post si deve sempre fare riferimento al Calendario del Cibo Italiano e alla Giornata o Settimana che si vuole celebrare, linkando il relativo articolo apparso sul sito Aifb.
#avanzipertutti
#settimanadegliavanzi #lacucinadegliavanzi
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13 gennaio 2015
La Poutine, piatto tradizionale canadese
Ce ne sono molte varianti, con salse e formaggi differenti o con l'aggiunta di altri ingredienti.
Nata nelle zone rurali del Quebec nel 1950, da allora è diventata popolare in tutta la regione. La sua origine specifica è molto controversa e diverse sono le ipotesi.
Una delle storie più accreditate dice che questo piatto sarebbe nato in un ristorante chiamato Le Lutin qui rit (Il diavoletto che ride) a Warwick. Secondo la leggenda, nel 1957 un cliente di nome Eddy Lainesse chiese al proprietario Fernand Lachance di mettergli il formaggio e le patatine fritte insieme e il proprietario avrebbe risposto: ça va faire une maudite poutine! (ma sarà un casino terribile!), da qui il nome, che significa strano miscuglio.
Quest'ultima fatta con un fondo bruno ispessito leggermente con dell'amido o della farina, spesso aromatizzato con una punta di aceto, deve risultare della consistenza di una besciamella molto morbida.
Questa ricetta vola in Canada, dove siamo tutti ospiti di Elena per la quinta tappa dell'Abbecedario Culinario Mondiale.
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19 dicembre 2014
Insalata di patate Dakarois - Potato Salad Dakarois
Toubab è un nome usato in Africa centrale e occidentale per definire una persona di origine europea (bianco). E' utilizzato più frequentemente in Gambia, Senegal e Mali. Non è considerato un termine dispregiativo, anche se spesso viene associato alla figura del viaggiatore ricco (se qualcuno può permettersi di viaggiare, conseguentemente deve essere ricco).
Gli indigeni senegalesi chiamavano Toubab i colonizzatori francesi.
Sull'origine del nome ci sono varie teorie: è probabile che discenda dalla parola araba Tabib, che significa medico; oppure potrebbe essere un verbo in lingua Wolof, la lingua parlata dai Senegalesi, che significa convertire (i primi medici e missionari durante il periodo coloniale erano bianchi provenienti dall'Europa); o ancora che sia derivato dalla moneta two bob (due scellini) della vecchia valuta del Regno Unito. Un'altra probabile spiegazione significherebbe dal mare, dato che i primi bianchi arrivarono con le nave.
2 uova sode
qualche cipollotto
6 o 7 cetrioli sottaceto
4 o 5 cucchiai colmi di maionese
(meglio se fatta in casa)
2 cucchiai di latte o panna
2 cucchiai di liquido dei sottaceti
senape
sale/pepe
The World ABC Culinary Tour has reached Senegal a week ago and we'll be Lynne's guests till 28th Dec.
I don't know much about this country and it will be very interesting for me to discover its culture and food reading all posts of my travelling fellows.
I tried a simple recipe, a sort of potato salad very similar to a German one, and I knew it would have been happily appreciated in my family.
Original recipe from Toubab Recipes.
I was very curious about this funny name, and Wikipedia promptly gave me a satisfying answer:
Toubab is a Central and West African name for a person of European descent (whites). Used most frequently in the Gambia, Senegal, and Mali, the term does not have derogatory connotations by itself, though it is also frequently associated with "wealthy traveler" (if one can afford to travel, then he/she must be rich). The word can also be applied to any perceived traveler - even those of black African descent with an identifiably different phenotype such as (whiter) Cape Verdeans and (blacker) Nigerians, up to foreign-raised locals (thus with a different accent) or visiting expatriates.
In God's Bits of Wood, authored by Senegalese Sembene Ousmane, the natives call the French colonizers toubab (singular) or toubabs (plural).
The name has many suggested sources, including: a likely corruption of the Arabic word Tabib meaning doctor; a verb in the Wolof language meaning to convert ( the early doctors and missionaries during colonial times, being whites coming from Europe ); or that it is derived from the two bob (two shilling) coin of pre-decimalisation United Kingdom currency. Another explanation is that it means from the sea as the first whites arrived by ship.
2 boiled eggs
some spring onion
6 or 7 cornichons pickles
4 or 5 tbs mayonnaise
(preferably homemade)
2 tbs milk or cream
2 tbs cornichons liquid from jar
Dijon mustard to taste
salt/pepper
In a large bowl, mix the mayonnaise with finely chopped eggs and cornichons, liquids, mustard and season with salt and pepper. Adjust as needed.
Cover and chill well before serving.
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10 novembre 2014
Raita
Il Raita rinfresca il palato in abbinamento coi piatti piccante indiani. Si potrebbe quasi considerare il cugino orientale della salsa greca tzatziki.
Molte sono le ricette che variano a seconda delle regioni, delle spezie usate e della frutta o verdura mescolata.
Di seguito due ricette, la prima molto semplice (e forse più incline ad essere accettata dai palati tradizionalisti italiani) della mia cara e pazza amica Susy, che ha vissuto a lungo in India ed è riuscita a coinvolgerci in questa fantastica cena indiana (le altre foto qui):
la tavola in veranda
la tavola imbandita
il centrotavola
La seconda ricetta è un po' più saporita ed è tratta dal libro di Madhur Jaffrey (attrice indiana diventata famosa anche per le sue doti culinarie e per aver fatto conoscere al mondo occidentale le varie cucine indiane) "An Invitation to Indian Cooking".
yogurt magro
cetriolo sbucciato
pomodorini ciliegini
peperone rosso
cipollotti
sale/pepe
Tagliare le verdure a cubetti e mescolarle con lo yogurt. Insaporire con il sale e conservare in frigo. Al momento di servire aggiungere una bella macinata di pepe nero.
1 cetriolo
250 g di yogurt
1 cucchiaino di sale
una macinata di pepe nero
mezzo cucchiaino di semi di cumino tostati e macinati*
un pizzico di peperoncino piccante, facoltativo
un pizzico di paprika per guarnire
Pelare e grattugiare il cetriolo.
Mettere lo yogurt in una ciotola e batterlo con la forchetta in modo che diventi liscio e soffice.
Aggiungere il cetriolo, sale, pepe nero e cumino (tenendone da parte un pizzico per guarnire) e il peperoncino, mescolare bene.
Guarnire con la paprika e i semi di cumino, coprire e conservare in frigo fino al momento di servire.
* per tostare il cumino, mettere la quantità desiderata di semi interi in una padella pesante (di ferro è la migliore) a fuoco medio. Mescolare 2/3 minuti o fino a quando diventano più scuri. Togliere dal fuoco. Il cumino è ora pronto per essere pestato nel mortaio o tritato con un mattarello. Rende meglio appena fatto, ma si può conservare alcuni giorni in un barattolo chiuso ermeticamente.
Raita
Raita or raitha is a yogurt based Indian condiment, used mostly as sauce or dip, but in hot summer months takes the place of a salad. Yogurt can be flavored with fresh coriander, cumin, mint, paprika, ginger, garlic, pepper or other herbs and spices to taste. Minced raw fruits or vegetables are then mixed into the yogurt: cucumbers, peppers, onions, carrots, pineapple, depending on the recipe.
Raita may cool the palate when eating spicy Indian dishes. And it could almost be consider ed the eastern cousin of Greek tzatziki sauce.
There are many recipes which vary by region, use of spices and fruit or vegetables mixed into.
My first recipe, very simple (and perhaps more inclined to be accepted by traditional Italian tastes) belongs to my dear crazy friend Susi, who has long lived in India and was able to involve our girls' group in a fantastic Indian dinner (pictures of the table above and some others here); the second one, a bit more tasty, is from the book "An Invitation to Indian Cooking" by Madhur Jaffrey (an Indian actress famous for her culinary skills and introducing the Western world to the many cuisines of India).
peeled cucumber
cherries tomatoes
red bell pepper
onions
salt/freshly ground black pepper
Cut vegetables into cubes and mix with yogurt. Season with salt and keep refrigerated. Before serving add a nice pinch of black pepper.
1 teaspoon salt
freshly ground black pepper
half teaspoon roasted, ground cumin seeds*
a pinch of cayenne pepper, optional
a pinch of paprika for garnishing
Pour the yogurt into a serving bowl and beat it well with a fork until is smooth and pastelike.
Add the cucumber, salt, black pepper, roasted cumin (reserve a pinch for garnish) and cayenne to the bowl with the yogurt.
Sprinkle with paprika and the pinch of roasted cumin. Cover and refrigerate until ready to serve.
* to roast cumin, place desired amount of whole seeds in heavy skillet (iron is best) over a medium flame. Stir 2 to 3 minutes or until seeds turn a darker brown. Remove from heat. The cumin can now be crashed as easily with a mortar and pestle or with a rolling pin. Best when freshly roasted but can be kept a few days in a tightly covered jar.
Still one week to spend in India: I'll be collecting Indian recipes till Nov. 16th midnight, Rome time for the World ABC Culinary Tour, info and rules here.
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25 maggio 2014
Kremidotiganites - Onion Fritters - Frittelle di cipolle
Last day in Greece with the Culinary ABC of the European Community.
Last summer I spent a week sailing along the coast of the Ionian islands on a gulet: we embarked in Fiskardo, at the extreme north of Kefalonia island, a characteristic fishing village, not far from Ithaca, with very pretty colored cottages, a sort of Greek St. Tropez, full of attractive little restaurants and lovely shops (photos here).
We sailed to Lefkada, Ithaca, Skorpios (the legendary refuge of tycoon Onassis), Meganissi. I can not say what place I liked more, every rock and every little beach has its own charm, and the blue of the sea is tinged with the most delicate or most intense nuances following the sunlight (photos here).
I had the opportunity to visit the Acropolis of Lindos in Rhodes a few years ago, end of September, out of the rowdy Summer crowd, early in the morning, when the little town still was sleeping still and silence was the emperor, as to consecrate to the gods those stones so skillfully arranged and adorned ... where once again , unfortunately, you can find the unpleasant and negative presence negative of modern men.
The acropolis of Lindos rises above the modern town and it's a natural citadel which was fortified successively by the Greeks, the Romans, the Byzantines, the Knights of St John and the Ottomans. This makes the site difficult to excavate and interpret archaeologically. The acropolis offers spectacular views of the surrounding harbours and coastline.
On the acropolis of Lindos today parts of the following buildings may still be seen:
Some scenes of the well-known film, The Guns of Navarone, were filmed here (from wikipedia).
- The Doric Temple of Athena Lindia, dating from about 300 BC, built on the site of an earlier temple. Inside the temple is the table of offerings and the base of the cult statue of Athena.
- The Propylaea of the Sanctuary, also dating from the 4th century BC. A monumental staircase leads to a D-shaped stoa and a wall with five door openings.
- The Hellenistic stoa with lateral projecting wings, dating from about 200 BC. The stoa was 87 metres long and consisted of 42 columns.
- The well-known relief of a Rhodian trireme (warship) cut into the rock at the foot of the steps leading to the acropolis. On the bow stood a statue of General Hagesander, the work of the sculptor Pythokritos. The relief dates from about 180 BC.
- The Hellenistic staircase (2nd century BC) leading to the main archaeological area of the acropolis.
- Remains of a Roman temple, possibly dedicated to the Emperor Diocletian and dating from about 300 AD.
- The Acropolis is surrounded by a Hellenistic wall contemporary with the Propylaea and the stairway leading to the entrance to the site. A Roman inscription says that the wall and square towers were repaired at the expense of P Aelius Hagetor, the priest of Athena in the 2nd century AD.
- The Castle of the Knights of St John, built some time before 1317 on the foundations of older Byzantine fortifications. The walls and towers follow the natural conformation of the cliff. A pentagonal tower on the south side commanded the harbour, the settlement and the road from the south of the island. There was a large round tower on the east facing the sea and two more, one round and the other on a corner, on the northeast side of the enceinte. Today one of the towers at the southwest corner and one to the west survive.
- The Greek Orthodox Church of St John, dating from the 13th or 14th century and built on the ruins of a previous church, which may have been built as early as the 6th century.
On my way back, along the staircase to the Acropolis, I met some local women setting their laces and embroidered tablecloths on the edge of the road, while the donkeys and their masters were waiting to give a lift to the lazy tourists.
Choklakia mosaics are made with small sea pebbles, usually black and white, sometimes red. They can be found in all the islands of the Dodecanese. The tradition of mosaic dates back to the Byzantine era and the patterns include both abstract geometric shapes than folk decorations.
They cover the terraces of interior gardens, steps and thresholds of the houses (more photos here). They are not just decorative, but wet with water, they help to freshen the surrounding temperature.
(for me red Tropea)
300 g all-purpose flour
a glass/one and a half water
chopped fresh mint
salt/pepper
peanut oil for frying
Add flour, chopped mint, salt and pepper and water enough to have a very thick batter.
Pour a spoonful of batter at a time in hot oil, turning the pancakes to brown them on both sides.
Drain on paper towels and serve.
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Kremidotiganites - Frittelle di cipolle - Onion Fritters
Ultimissimo giorno di permanenza in Grecia, con la nostra ambasciatrice Resy, per l'Abbecedario della Comunità Europea.
L'estate scorsa sono stata una settimana in caicco lungo le coste delle isole ionie greche: ci siamo imbarcati a Fiskardo, nell'estremo nord dell'isola di Cefalonia, un caratteristico borgo colorato di pescatori, poco distante da Itaca, si potrebbe definire una piccola St. Tropez alla greca, brulicante di ristorantini accattivanti e negozietti sfiziosi (le foto qui).
Abbiamo poi costeggiato Lefkada, Itaca, Skorpios (il mitico rifugio del magnate Onassis), Meganisi. Non saprei dire quale posto mi sia piaciuto di più, ogni roccia e ogni piccola spiaggia emana un suo fascino particolare, e l'azzurro del mare si tinge delle sfumature più delicate o più intense seguendo il riverbero della luce solare (le foto qui).
E per i più impegnati, la Grecia offre anche secoli di storia da ammirare nelle sue vestigia monumentali che ancora sanno estasiare ed emozionare chi le osserva.
Anni fa, in vacanza a Rodi, mi sono dedicata alla visita dell'acropoli di Lindos, dopo il passaggio della chiassosa folla estiva, una mattina presto, quando ancora il paese sonnecchiava e il silenzio regnava sovrano, quasi a consacrare ancora agli Dei quelle pietre così abilmente disposte e ornate ... dove ancora una volta, purtroppo, così antipaticamente contrasta la presenza negativa e spocchiosa dell'uomo moderno (le foto qui).
L'acropoli di Lindo si trova su una collina a precipizio sul mare alta 116 m. Nel suo spazio si trovava il tempio dorico di Atena Lindia del IV secolo A.C.. Sulle basi delle statue che ornavano il suo interno furono trovate epigrafi degli artisti che le eseguirono. In un antico testo epigrafico si legge l'inventario delle offerte e delle epifanie della dea.
Il castello di Lindo giace anch'esso sul sito dell'antica acropoli. Fu rifatto al tempi dei Cavalieri di Rodi nel XIV secolo e ricostruito ai tempi del dominio italiano 1912-1947. In cima alla scala di accesso vi è un rilievo raffigurante una nave sulla quale poggiava la statua dell'ammiraglio Agesandro di Mikion, opera di Pitocrito, l'artista che realizzò la Nike di Samotracia esposta al museo del Louvre. All'interno c'è un vasto cortile con tre cisterne, i resti di una chiesa bizantina dedicata a San Giovanni. Qui si trovano anche alcune colonne del III secolo A.C. che facevano parte della vasta stoà del periodo ellenistico.
Alcune scene del famoso film I cannoni di Navarone sono state girate qui (da wikipedia).
Nel tornare a casa, lungo la scalinata che porta all'acropoli, un gruppo di donne del paese aveva preso possesso della scarpata confinante, stendendo alla vista dei turisti le loro tovaglie ricamate e i loro pizzi, mentre gli asinelli e il loro padrone aspettavano di rimettere in sella i pigroni della giornata.
I Choklakia sono dei mosaici realizzati con piccoli ciottoli di mare, solitamente in bianco e nero, talvolta anche con ciotoli. Si possono ammirare in tutte le isole del Dodecaneso. La tradizione del mosaico risale all'epoca bizantina e i motivi includono sia forme geometriche astratte che raffigurazioni pittoriche folcloristiche.
Si ricoprono le terrazze dei giardini interni, i gradini e le soglie delle case (altre foto qui). Oltre ad uno scopo ornativo, questi mosaici, bagnati con acqua, aiutano a rinfrescare la temperatura circostante.
Semplici e veloci, queste frittelle di patate potranno essere uno sfizioso aperitivo o un contorno insolito, o perchè no, mescolarsi in un vassoio di fritto misto all'italiana.
Ricetta adattata da food.com

Sbucciare le cipolle e tritarle finemente in un robot (anche nel Bimby).
Aggiungere la farina, la menta tritata, sale e pepe ed allungare con acqua in modo da avere una pastella molto densa.
Versare un cucchiaio di pastella alla volta in olio bollente, rigirando le frittelle per farle dorare da entrambi i lati.
Scolare su carta assorbente e servire.
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