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18 luglio 2020

Red Rice dei Gullah-Gee Chee per MTC-Taste the World


Nuova stagione per MTChallenge, la sfida culinaria nata nel maggio 2010 dalle pagine di Menuturstico e diventata in breve tempo il gioco più frequentato e più famoso della blogsfera.
E per festeggiare questo decennio di impavide e succulenti sfide, ecco nascere un nuovo progetto: Taste the World. E così da format che si è sempre contraddistinto per la capacità di guardare avanti e in profondità, oggi MTChallenge diventa l’intermediario fra le cucine delle Minoranze che tuttora vivono in tanta parte del mondo e il pubblico degli Italiani che desidera aprirsi a nuovi conoscenze, a nuovi saperi, a nuove esperienze (cit. Mtchallenge).
La ricetta scelta per la puntata zero di questo nuovo format è il Gullah Red Rice (Riso Rosso dei Gullah Geechee). Ma chi sono i Gullah Geechee dal nome così buffo? Praticamente gli antenati di tutti gli Afro Americani attuali, la più africana fra le comunità afro-americane negli Usa, stabilitasi nella costa orientale degli stati del Sud. Ce ne parla ampiamente Alessandra in questo articolo, raccontandoci la storia di questo popolo e l'importanza che hanno avuto una volta raggiunto il Nuovo Mondo, anche se, purtroppo, inizialmente come testimoni effettivi della tratta degli schiavi. E in questo video prosegue il racconto appassionato di Alessandra dedicato a questa comunità.
Interessante anche la storia di questo riso, che pare abbia come padre il Jollof Rice, un riso speziato al pomodoro, che è riuscito ad innescare una Guerra dei Risi tra il fronte Ghanese e quello Nigeriano. leggete l'articolo (completo di ricetta) e capirete perché :-)
Jolly Rice che ci porta anche alla versione senegalese, la Thieboudienne: ancora una volta una storia avvincente, trascritta dalla penna arguta di Alessandra, per questa preparazione diventata il piatto nazionale del Senegal. Per gli impavidi, l'articolo è ovviamente completo di ricetta.
E non poteva concludersi questa carrellata di storia culinaria sudista senza raccontare la Jambalaya, la cugina ricca del Red Rice, cucinata superbamente per noi da Greta (di cui c'è da fidarsi a occhi chiusi). L'articolo è molto sostanzioso e particolareggiato, sembra quasi di sentire i profumi delle spezie e il friccicorio dei peperoni scaturire da ogni sillaba che si legge. Consiglio spassionato: leggetelo e provate, almeno una volta, la ricetta allegata ;-)
E da buna tradizione MTChallenge, non poteva mancare l'approfondimento tecnico sulla preparazione di un perfetto riso Pilaf: ce lo regala Greta qui.

Ricetta tratta da Jubilee di Toni Tipton- Martin - qui la videoricetta realizzata da Alessandra


gullah red rice


Per 3/4 persone:
3 fette di bacon a cubetti o a fiammifero
20 g di burro  
mezza cipolla rossa tritata 
uno spicchio d’aglio tritato 
una tazza di riso a grano lungo (225 g) 
180 g di passata di pomodoro 
un cucchiaino di zucchero 
un cucchiaino di sale 
mezzo cucchiaino di pepe nero macinato al momento
una foglia di alloro 
2 tazze di brodo di pollo o acqua (450 ml) 
rametti di timo fresco

In una casseruola capiente cuocere il bacon a fiamma media finché ben croccante, circa 6/8 minuti. Scolare e tenere da parte. Nel grasso liquefatto del bacon sciogliere il burro finché diventa quasi nocciola. Unire la cipolla e lasciarla cuocere fino ad averla traslucida, circa 3 minuti. Aggiungere l’aglio e lasciare insaporire per un minuto. Unire poi il riso precedentemente sciacquato e farlo tostare velocemente mescolando. Aggiungere quindi tutti gli altri ingredienti e portare a bollore a fiamma alta. Poi abbassare la fiamma al minimo, mettere il coperchio (meglio se trasparente in modo da controllare l’assorbimento dei liquidi) e proseguire la cottura per 20 minuti, mescolando di tanto in tanto solo se necessario. Quando il riso è cotto, spegnere il fuoco, sistemare un canovaccio piegato in 4 tra la pentola e il coperchio (in questo modo non cadrà più neanche una goccia di vapore acqueo sul riso) e lasciare riposare 5 minuti. Eliminare poi l’alloro, sgranare il riso con una forchetta o l'apposito cucchiaio da riso, assaggiare ed eventualmente regolare di sale e pepe e trasferirlo nel piatto da portata. Guarnire con il bacon e il timo e servire.

gullah red rice



Serving 3 or 4:
3 bacon slices, diced
3 tbsp butter
½ cup finely diced onion
1 minced clove of garlic 
1 cup long-grain rice 
6 oz can tomato paste
1 tsp sugar 
1 tsp salt
½ tsp freshly ground black pepper
1 bay leaf
2 cups Chicken Stock or water 
fresh thyme

Sauté bacon in a heavy saucepan over medium heat until crisp, 5 to 7 minutes. Pour the bacon onto kitchen paper to drain. Melt butter in the bacon fat, add onion and sauté until translucent, about 2 minutes. Stir in the garlic and cook one minute longer. Pour in the rice (previously rinced and strained) and cook until is no longer translucent, 2 to 3 minutes. Stir in the remaining ingredients, bring to a boil over high heat, then reduce the heat to low, cover with a trasparent lid and simmer until the rice is tender, about 20 minutes, stirring halfway through if necessary. When done, let it stand at least 5 minutes placing a kitchen towel folded in 4 between the pan and the lid. Then remove and discard the bay leaf, fluff with a fork before, taste and add salt and pepper if necessary, garnish with time and bacon aside and serve.


5 luglio 2015

Boston Cheese-Cake


Ieri era il 4 luglio, per noi il primo sabato di un luglio torrido e il primo giorno di saldi in tutta Italia :-)

Per gli Americani, invece, il giorno dell'Indipendenza, la grande festa nazionale degli Stati Uniti d'America che celebra l'adozione della Dichiarazione di indipendenza il 4 luglio 1776, quando le Tredici Colonie si staccarono dal Regno Unito di Gran Bretagna. Storia e curiosità su Wikipedia:

E' una festa molto pattriottica. I festeggiamenti vengono svolti solitamente attraverso fuochi d'artificio, parate, barbecue, picnic, concerti, partite di baseball, discorsi politici, cerimonie ed altri eventi pubblici e privati che celebrano la storia, il governo e le tradizioni degli Stati Uniti. Similmente ad altre festività estive, spesso le celebrazioni avvengono all'aperto. Essendo una festività federale, tutte le istituzioni non essenziali (come il servizio postale e le corti federali) vengono chiuse. Molti politici statunitensi trascorrono il 4 luglio presenziando un evento pubblico e lodando la nazione in tutti i suoi aspetti (la storia, il popolo, ecc.).
Le famiglie celebrano l'Independence Day organizzando un picnic o una grigliata con il barbecue e colgono l'occasione per riunire i parenti. Le decorazioni sono generalmente colorate di rosso, bianco e blu, come la bandiera degli Stati Uniti. Le parate avvengono in mattinata, mentre i fuochi d'artificio vengono sparati di sera nei parchi e nelle piazze; in alcuni casi i fuochi vengono accompagnati da canti patriottici come, ad esempio, l'inno nazionale The Star-Spangled Banner.
Inoltre, a mezzogiorno in punto, nelle basi militari si svolge un saluto militare, chiamato Salute to the Union ("il saluto all'Unione"), in cui vengono sparati tanti colpi di pistola quanti sono gli stati che compongono gli Stati Uniti.

Quale miglior dolce per concludere la tappa americana ospitata da Simona dell'Abbecedario Culinario Mondiale.
Sono molto affezionata a questa ricetta, imparata anni fa quando frequentavo il forum di Cookaround, è la cheese-cake che preferisco in assoluto.
La decoro e personalizzo a seconda delle stagioni, presentandola con coulis di frutta diversa, a volte ricoprendola anche di frutta, come con le fette di arancia in inverno.
A voi seguire i propri gusti e fantasia.
Serve una tortiera di 24 cm. diametro, meglio se a cerniera.



boston cheese-cake


Ingredienti:

per la frolla

75 g di burro freddo a pezzetti
1 uovo + 1 tuorlo
100 g di zucchero di canna
230 g di farina 0
1 bustina di lievito per dolci

per la crema

110 g di zucchero di canna
2 uova
30 g di farina 0
500 g di Philadelphia
150 g di latte temperatura ambiente
un cucchiaino di vaniglia liquida
buccia di mezzo limone piccolo grattugiata


Nel robot o nel Bimby: tutto nel boccale a vel. 6/7 finchè ben amalgamato, 1 minuto o poco più, poi fare una palla piatta e metterla in frigo per almeno mezz'ora avvolta nella pellicola (si può fare la sera prima o la mattina per la sera).
A mano: mescolare la farina, il lievito e lo zucchero. Con la punta delle dita strofinare il burro freddo a pezzettini col composto di farina finchè si amalgama, poi fare la fontana, aggiungere nel mezzo le uova sbattute, coprire con la farina imburrata ed aiutandosi con la spatola sovrapporre i composti finchè ben amalgamati. Fare una palla piatta e metterla in frigo per almeno mezz'ora avvolta nella pellicola.

Stendere poi la pasta su carta forno (con un altro foglio sopra per facilitare l'operazione) in un disco di almeno 4 cm. più largo della tortiera.
Con delicatezza adagiare il disco di pasta con la carta forno sottostante nella teglia e se occorre sistemare il bordo che si arriccerà un po': il bordo di pasta deve essere alto circa come quello della tortiera. Mettere in frigo a rassodare.
Nel frattempo preparare la crema.

Nel robot o nel Bimby : boccale + farfalla (frusta): uova e zucchero, vel. 3  per un paio di minuti, quindi, mantenendo la stessa velocità aggiungere la farina, la vaniglia, la buccia di limone, il Philadelphia e il latte a filo. Amalgamare bene la crema, se occorre usare la spatola, per un paio di minuti.
A mano: sbattere ben con la frusta le uova con lo zucchero, montandole leggermente, quindi aggiungere la farina, la vaniglia, la buccia di limone, il Philadelphia e il latte a filo. Amalgamare bene la crema, in modo che non abbia grumi, per un paio di minuti.

Versare la crema nella torta, battere leggermente sul piano di lavoro per evitare bolle di aria ed infornare a 160° per 40/45 minuti.
Se si vede che la superficie della torta scurisce troppo coprirla con un foglio di alluminio.
Quando pronta, lasciarla nel forno con lo sportello aperto per 5 minuti, poi raffreddare sul bancone un'oretta, quindi metterla in frigo coperta con stagnola, sempre nella tortiera di cottura, fino al giorno dopo (o dalla mattina alla sera).

Quando ben fredda (quindi la sera se si fa la mattina, o il giorno dopo se si fa la sera prima) trasferirla sul vassoio e servire, accompagnata da frutta fresca e dal coulis.


fetta boston cheese-cake



Coulis di fragole
(o qualsiasi altro frutto)

Mettere un paio di cestini di fragole a pezzetti in una pentola, aggiungere un bicchiere di succo di arancia (o mezzo limone spremuto e mezzo bicchiere di acqua), buccia di limone grattugiata, un cucchiaio di zucchero di canna (o sciroppo d'agave o zucchero liquido di mela) e cuocere 15 minuti, finchè le fragole sono morbide.
Frullare, freddare e poi conservare in frigo (si può anche congelare).


28 giugno 2013

Donuts al forno


 English recipe here

We Knead To Bake, il gruppo panificatore di  Aparna di My Diverse Kitchen, creato lo scorso gennaio con la bella idea di cuocere un pane diverso ogni mese, ha già fatto metà del suo viaggio nel mondo dei lievitati.
Per questo mese, la ricetta scelta da Aparna ha qualcosa a che fare con un tipico dolce da forno americano a cui è dedicata una celebrazione speciale, come lei stessa ci spiega nel suo post:

Nel 1917, l'Esercito della Salvezza femminile, tutte volontarie, ha sfornato migliaia di doughnuts (ciambelle) per coccolare i giovani soldati americani che combattevano in Francia durante la prima guerra mondiale. Pare i soldati li amassero così tanto, da guadagnarsi il soprannome di doughboys. In seguito, nel 1938, la prima festa nazionale della ciambella è stata organizzata per raccogliere fondi per l'Esercito della Salvezza. Non ci è sorprende che ancora oggi che gli Stati Uniti si continui a dedicare un giorno all'anno per celebrare i doughnuts, considerando anche il fatto che l'industria americana delle ciambelle valga qualcosa come 3,6 milioni di dollari all'anno!
Si dovrebbe scrivere Doughnut, ma anche la forma abbreviata Donut è ormai ampiamente accettata e può essere trovata nei dizionari insieme alla parola più lunga.
Ci sono storie piuttosto interessanti, alle volte quasi inverosimili che raccontano come è nata la ciambella americana. Una prima teoria ha a che fare con un capitano di mare del 19° secolo, Hansen Gregorio. Sembra che la sua mamma usasse fare un impasto fritto con le spezie che il figlio le portava dai suoi carichi (noce moscata e cannella) e scorza di limone.
Li dava poi al figlio e al suo equipaggio per i loro lunghi viaggi. La signora Gregorio metteva nocciole o noci al centro della ciambella, dove la pasta faticava a cucinare bene, ed è per questo che si suppone derivi il nome doughnut (dough=impasto nut=noce).
Tuttavia, il buco della ciambella pare sia dovuto ad Hansen. Alcune versioni dicono che stava mangiando una ciambella (senza buco) mentre navigava in una tempesta. All'improvviso, la nave ha una brusca e violenta scossa e la sua ciambella si impala un piolo del timone, creando il ben noto buco.
Altre versioni dicono che Hansen era un po' tirchio e cercava di risparmiare sui costi del cibo, anche facendo un buco nelle ciambelle. Un'altra versione altamente improbabile dice di essere stato visitato da un angelo che gli disse che si doveva eliminare l'impasto dal centro delle ciambelle e fare i buchi
Resta il fatto che sia stato Gregorio Hansen a segnare il buco nel nei Doughnuts odierni, anche se poi fece una brutta fine: fu bruciato sul rogo per essere stato tacciato di stregoneria a metà del 19° secolo.
Oggi sono tutti d-accordo nell'affeermare che sono stati gli olandesi a portare i Doughnuts negli Stati Uniti nel 1800 come Olykoeks, o torte all-olio dato che erano palline fritte di pasta. Si dice anche che siaa stato un caso fortuito l'aver scoperto la Olykoek quando una mucca prese a calci una pentola piena di olio bollente che cadde sopra un impasto dolce, trasformandolo in qualcosa di un bel colore dorato!

E 'stato molto interessante per me leggere tutta la storia dei Doughnuts che non conoscevo affatto, li avevo solo mangiati!
Di solito sono fritti (e spesso faccio qualcosa di simile), ma per questa sfida Aparna ha preferito scegliere una ricetta con cottura forno, che si e' rivelata davvero molto buona.
Sono buone, ma in un modo diverso, dice Aparna, ed è vero, non aspettatevi di avere la stessa consistenza di quelle fritte, ma vale la penaprovarli, e possono essere un valido sostituto se non si può/vuole friggere o non si vogliono mangiare cibi fritti.

Non mi soo sbizzarrita con le glasse, ho preferito rimanere sul tradizionale facendone alcuni con il classico abbinamento cannella/zucchero e ricoprendone altri con cioccolato fondente sciolto (sono in vacanza all'Elba in una piccola casa con una piccola cucina,sono andata in prestito da amici per i coppapasta rotondi e  per il forno elettrico, e mi sono spremuta le meningi per riuscire a pensare a qualcosa di adatto per fare il piccolo taglio rotondo per i buchi ... piu' avanti nella ricetta si scopre l'arcano :-), e ai miei ragazzi e' piaciuta molto la glassa di cannella.

Ma si puo' usare qualsiasi glassa preferita a scelta, e qualunque ripieno per quelli rotondi se se ne fanno  senza buco.

Queste ciambelle glassate sono perfette anche per il BBD  di Zorra, che celebra il 6° anniversario, c'e' tempo ancora fino al 1 luglio per partecipare!

Un paio di consigli da Aparna per avere dei doughnuts perfetti:
- assicurarsi che la pasta sia 1,5 cm. di spessore prima di tagliare le ciambelle.
- assicurarsi inoltre che le ciambelle non perdano la loro forma quando vengono trasferite dal piano di lavoro alla teglia
- assicurarsi inoltre che qualunque cosa si usi per tagliare le ciambelle sia abbastanza affilata in modo da evitare ogni minimo movimento di torsione durante il taglio che potrebbe rovinare la forma delle ciambelle.

Per il momento tutti i pesi sono in tazze, ma una volta a casa riusciro' a pesare gli ingredienti e sostituire i valori.


doughnuts

Ingredienti:

1/4 di tazza di zucchero 
1 tazza di latte caldo (45C)
10 g di lievito di birra
1/2 cucchiaino di sale
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
1 tazza di farina per dolci
(o 1 cucchiaio di maizena + abbastanza farina per fare fino a 1 tazza)
1 1/2 a 2 1/2 tazze di farina per tutti gli usi
100g di burro freddo, tagliato a cubetti 


Per la copertura:

circa 1/2 tazza di burro fuso per spennellare
1 tazza di zucchero + 2 cucchiai di cannella
(più o meno, a seconda dei gusti), mescolati tra loro
o glassa a scelta
e/o marmellata per riempire le ciambelle senza buco


doughnuts


Con un'impastatrice il lavoro e' piu' semplice ma è possibile farlo a mano.
Mettere lo zucchero, il latte (con il lievito sciolto), il sale e la vaniglia nella ciotola del robot e dare qualche impulso per amalgamare bene. Aggiungere la farina per torte e 1 tazza di farina e iniziare ad impastare a velocita' bassa, aggiungendo un poco più della farina se necessario fino ad ottenere un impasto denso che si stacca dalle pareti del recipiente.
A questo punto aggiungere i pezzi di burro uno alla volta ed immpastare finché siano ben assorbiti, aggiungendo un po 'di farina alla volta fino ad ottenere una pasta elastica non eccessivamente appiccicoso.

Ho fatto l'impasto a mano e ho usato il burro morbido, aggiungendolo poco alla volta.
Non ho usato tutta la farina prevista, ne ho avanzata mezza tazza abbondante.

Trasferire la pasta su una superficie infarinata e lavorare delicatamente fino a quando l'impasto non appiccica più alle mani. Formare una palla e mettere in una cotola leggermente unta, coprire con un panno umido e lasciare lievitare fino al raddoppio, circa un'ora.
Sgonnfiare poi la pasta e stenderla ad uno spessore di 1,5 cm. Tagliare le ciambelle con un coppapasta di circa 10 cm. di diametro ed uno piccolo per il buco centrale di circa 3 cm.


making donuts


Ho preso in prestito un paio di coppapasta rotonde da un'amica, ma non il piccolo per i buchi. Doveva essere qualcosa di alto e forte abbastanza per fare un lavoro corretto ... dopo vari pensamenti finalmente ho trovato la cosa giusta: il tappo di latta di una bottiglia di olio extravergine di oliva! :-)

Se si  fanno delle ciambelle da riempire con la marmellata non tagliare i buchi. Mettere le ciambelle sulla teglia da forno rivestita di carta forno, lasciando spazio tra di loro.
Riimpastare gli scarti e fare ancora ciambelle.

Lasciare lievitare per circa 20 minuti o fino a quasi il raddoppio e poi cuocere in forno a 200* per circa 5 a 10 minuti finche' ben dorati. Non cuocere di piu' altrienti seccano.

Appena fuori dal forno spennellarli subito con il burro fuso e poi immergerli nella miscela di zucchero e cannella. Se si riempiono con marmellata, lasciarli raffreddare. Mettere la marmellata in un saccca da paasticceria con un beccuccio fine e premere delicatamente la marmellata nella ciambella di lato. Se si preferisce glassare le ciambelle, meglio lasciarle raffreddare completamente e poi immergere un lato della ciambella nella glassa, poi lasciare solidificare.


doughnuts



Questa ricetta partecipa all'Abbecedario Culinario Mondiale per la tappa in Usa ospitata da Simona.
 

24 giugno 2013

Baked Doughnuts - We Knead to Bake # 6 & BBD # 60


 la ricetta in italiano qui


We Knead To Bake, the baking group Aparna of My Diverse Kitchen created last January with the very nice idea to bake a different bread every month, has already done half of its journey in the magical baking world.
For this month the recipe has something to do with a typical US baking celebration, as Aparna tells us in her post:
In 1917, Salvation Army female volunteers made thousands of fresh donuts for homesick American soldiers serving in France during World War I. Apparently the soldiers loved them so much, that it earned them a nickname of “doughboys”. Then in 1938, first National Doughnut Day was held to raise funds for the Salvation Army. Today though, it’s not surprising that the US continues to dedicate one day a year to celebrate doughnuts considering that the US Doughnut industry is supposedly worth something like $3.6 million annually!
Have you wondered what would be the proper way to spell this confection with a “hole” in the middle? It seems that “Doughnut” is the proper way to do it, though the shortened form of “Donut” is now accepted and can be found in dictionaries along with the longer spelling. 
There are some rather interesting, almost improbable stories which are told about how the Doughnut got its start. One theory has to do with a 19th Century sea captain, named Hanson Gregory. It seems his mother used to make a deep-fried dough with her son's spice cargo of nutmeg, cinnamon, and lemon rind. 
She would pack them for her son and his crew to take on their long voyages. Mrs Gregory used to put hazel nuts or walnuts in the centre of the doughnut where the dough would otherwise not cook well and this is supposed to have given Doughnuts their name.

However, the hole in the Doughnut is credited to Hansen. Some versions say he was eating a Doughnut (without the hole) while sailing in a storm. Suddenly, the ship rocked violently and a spoke on the ship's wheel impaled his cake, creating the now well-known “hole” in the Doughnut. 
Other versions say that Hansen was a bit of a cheapskate and was just trying to save on food costs by making the hole in the middle. Another highly improbable version says he was visited by an angel who told him the doughy centres of the Doughnut had to go!!!
All we do know is that Gregory Hansen put the “hole” in the modern Doughnut and that he came to an unfortunate end when he was eventually burnt at the stake for being a witch in the mid-19th century.
Today, it is mostly agreed that it was the Dutch who brought Doughnuts to the U.S. in the 1800s as “Olykoeks”, or oily cakes which were deep-fried balls of dough. They’re supposed to have accidentally discovered the “Olykoek” when a cow kicked a pot full of boiling oil over onto some pastry mix, turning it golden brown! 

It was very interesting for me to read all the story about doughnuts as I didn't know that much, just only eaten them!
Usually they are deep fried (and I often do something similar, very popular in most Italian regions too), but for this challenge Aparna choose a baked recipe, and it was/is very good indeed.
They are nice, but in a different way, she says, and it's true, don't expect to have the same texture, but they worth to give a try, and they can be a valid substitute in case you can't fry or do not want to eat fried food.

I just went for simple glaze, some with traditional cinnamon/sugar and some with dark chocolate (I'm on holidays in Elba island in a little house with a very tiny kitchen, had also to ask a friend for round cutters and electric oven, and had to get a genial idea for the small round cutter for the holes ... you will discover how I did reading the recipe), and my boys really loved the cinnamon combo!

But you are free to use any glaze at your choice, and any filling for the round ones if you make some without hole.

And as I'm not having any more chance to bake again till the end of the month when coming back home, these glazed doughnuts are ideal for Zorra's celebration of Bread Baking Day 6th Anniversary, the monthly baking event she's still carrying on so successfully!

A few tips from Aparna to have perfect doughnuts:
You need to be a bit careful about a couple of things when making these doughnuts. The first thing is make sure your dough is 1/2” thick before cutting out your doughnuts. Also make sure that the doughnuts do not lose their shape when you transfer them from your work surface to the baking sheets or you will end up with “wonky” looking doughnuts when they bake! Also make sure that whatever you use to cut the doughnuts is sharp so that it makes it easy to lift them off. Also that you do not too much of a twisting motion while cutting them out, as these can cause your doughnuts to not rise properly.



Baked Yeasted Doughnuts



doughnuts




Ingredients:


1/4 cup superfine sugar
1 cup warm milk (45C/115F)
3/4 tbsp instant yeast (or 1 tbsp active dry yeast) *
1/2 tsp salt
2 tsp vanilla extract
1 cup cake flour 
(or 1tbsp cornstarch + enough all-purpose flour to make up to 1 cup)
1 1/2 to 2 1/2 cups all-purpose flour
100gm cold butter, cut into 1 inch cubes


* for me 10 g fresh yeast


For the topping:

about 1/2 cup melted butter for brushing
1 cup superfine sugar + 2 tbsp cinnamon 
(more or less, depending on your taste), mixed together
or glaze of your choice 
and/or jam for filling the doughnuts




doughnuts



Using a processor to knead helps but you can do this by hand.
Put the sugar, milk, yeast, salt and vanilla in the processor bowl and pulse to mix well. Add the cake flour and 1 cup of all-purpose flour and process, adding a little more of the flour as necessary till the dough is thick and pulls away from the sides of the bowl.
Now add the butter pieces one at a time and process till there no large chunks of butter are left in the bottom of the bowl. Now add a little more flour until your have a soft, pliable and elastic dough that is most but not overly sticky.


I did the dough by hand and used soft butter, little by little.


Turn the dough out onto a floured surface and knead gently until the dough no longer sticks to your hands. Shape the dough into a ball and place in a lightly greased large mixing bowl., turning it to coat well. Cover with a damp towel and let it rise till double in volume. This should take about an hour.
Punch down the dough and roll out to a thickness of 1/2" thickness. Cut out doughnuts using a doughnut cutter or whatever you have on hand to cut out 3” diameter with 1” diameter holes. 


making donuts


I borrowed a couple of big round cutters from a friend of mine but did not have the small one for the holes. And it should have been something tall and sharp enough to do a proper work ... at last I got the perfect tool: the tin cap of the extravirgin olive oil! :-)


If you’re making doughnuts to fill with jam, then do not cut out the holes. Place the doughnuts and the holes on parchment lined or lightly greased baking sheets, leaving at least 1” space between them.
Re-roll the scraps and cut out more doughnuts. I used the last left over scraps of dough by pinching of bits, rolling them into balls and baking them too.

Let them rise for about 20 minutes or till almost double in size and then bake them at 200C (400F) for about 5 to 10 minutes till they’re done and golden brown. Do not over bake them.
This recipe makes about 12 to 14 doughnuts and holes. 
Take them out of the oven and immediately brush them with the melted butter and then dip them into the cinnamon sugar mixture. If filling the doughnuts with jam, let them cool. Put the jam into a piping bag with a writing nozzle tip and press into the doughnut from the side and gently press out the jam into the doughnut till it starts oozing out. Jam doughnuts do not need too much jam to fill them. If glazing your doughnuts, let them cool completely and then dip one side of the doughnut in the glaze of your choice and let it set.



doughnuts






This recipe also goes to Susan's weekly YeastSpotting

19 gennaio 2011

Colazione in Alasca


English version here

Benvenuti tra i ghiacci polari dell'
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Eccoci arrivati alla seconda tappa del Tour Culinario Finale di Joan, effettivamente un clima molto diverso e temperature drasticamente abbassate dopo la dolcezza di Panama!
Il detto dice che il buongiorno si vede dal mattino, ed allora cosa c'è di meglio di una sana e ricca colazione per ricaricare le pile ed avere forza, grinta e nervi saldi per affrontare ogni situazione possibile? Servono pochissime cose in tavola tavola: una tazza di caffè o tè, o anche una lussuriosa cioccolata calda per i più golosi fatta con la propria miscela fatta in casa, un po'di latte e un incredibile, delizioso, favoloso concentrato di muesli fatto in casa, come forse non ne avete mai avuto, frutta inclusa! E non preoccupiamoci troppo della dieta: qui in Alasca c'è bisogno bisogno di più calorie (e cibo confortante) per affrontare la lunga e polare stagione invernale!

alaskan cookies

Ho trovato le ricette di questi biscotti sul sito alaskarecipes.com (che oggi è molto monello e non collabora, non carica le pagine!). Li ho provati tutti e due perchè non sapevo decidermi sulla ricetta migliore ed in ogni caso ora ne ho una bella scorta, speriamo che i ragazzi riescano a farseli durare almeno per qualche giorno!
Se avete un po' di tempo e vogli di ammirare splendidi panorami dell'Alasca, date un' occhiata al blog di Giuseppe Pompili, che racconta la sua salita al Denali (che significa la montagna più alta). Questa vetta, chiamata anche McKinley, famosa per essere la più fredda del mondo, è il culmine dell' Alaska Range, una catena di ghiaccio e granito sul bordo del Circolo Polare Artico, che sale a oltre seimila metri sopra le pianure circostanti, attraverso boschi di betulle e acquitrini paludosi.


""Choca Chippers"
(Chocolate Chip Cookies)
ricetta di Scott di Ketchikan,
citta dell'Alasca chiamata anche "Capitale Mondiale del Salmone"
e famosa per la più grande collezione di totem al mondo

Per circa 70 biscotti:

220 g di burro morbido
200 g di zucchero semolato
220 g di zucchero di canna
2 uova
300 g di fiocchi d'avena, ridotti in polvere nel mixer
250 g di farina 00
340 g di gocce di cioccolato (ne ho messe una scatola, 250 g)
200 g di cioccolato, meglio se con mandorle (ho messo cioccolato al latte con nocciole)
180 g di noci (ne avevo meno, ho aggiunto 60 g di pecan)
mezzo cucchiaino di bicarbonato
mezzo cucchiaino di sale
un cucchiaino di lievito per dolci
2 cucchiaini di vaniglia liquida


choca chippers-chocolate chip cookies

- Montare il burro con gli zuccheri e le uova. nel frattempo in un'altra ciotola mescolare la farina con la polvere di avena, il lievito, il sale e il bicarbonato. Unire i due composti e mescolare bene. Aggiungere la vaniglia, le gocce di cioccolata, la cioccolata e le noci (tritate a coltello entrambe).
- Fare delle palline della grandezza di una da golf (il composto è molto maneggevole) e schiacciarle leggermente, dispporle ben distanziate su una teglia da forno foderata con carta forno. Infornare a 190° per circa 8/10 minuti, devono rimanere dorati e non scurire troppo.

choca chippers-chocolate chip cookies


Tongass Forest Cookies
ricetta di Karen del Missouri,
avuta 35 anni fa da alcuni amici al rientri di una vacanza in Alasca

La Foresta di Tongass è la più grande foresta degli Stati Uniti. Deve il suo nome al popolo degli Tlingit, che abitavano le zone più a sud dell'Alasca, al confine col Canada, quella che ora è la zona di Ketchikan.


tongass forest cookies

Per circa 80/90 biscotti:

110 g di burro morbido *
110 g di strutto *
200 g di zucchero semolato
220 g di zucchero di canna
2 uova
250 g di farina 00
100 g di cocco umido **
230 g di fiocchi di avena
80 g di Rice crispies
1 cucchiaino e mezzo di vaniglia liquida
mezzo cucchiaino di sale
1 cucchiaino di bicarbonato
mezzo cucchiaino di lievito per dolci

* volendo si può fare tutto burro, la ricetta originale prevede di usare lo shortening, di cui la marca più famosa è Crisco, si tratta di un grasso vegetale, tipo margarina, una specie di miscuglio di olii idrogenati, poco rassicuranti secondo me

** la ricetta originale prevede i fiocchi di cocco umidi, io ho bagnato con alcuni cucchiai di acqua il cocco grattugiato secco, ma essendo poi l'impasto molto morbido, ritengo che quest'operazione sia inutile

- Montare a crema il burro e lo strutto con gli zuccheri, unire le uova una alla volta e la vaniglia.
- Setacciare insieme farina, sale, lievito e bicarbonato ed unirli delicatamente al composto. Unire anche il cocco, l'avena e il riso soffiato. Mescolare bene, anche con le mani se necessario: il mio impasto era veramente molto morbido, probabilmente per la presenza dello strutto e perchè inizialmente il mio burro era molto morbido.
- Formare delle palline grandi quanto una noce (oppure, aiutandosi con un cucchiaio, mettere un po' di composto) disponendole ben distanziate sulla teglia rivestita di carta forno e cuocere a 170° per 12 minuti. Ottimi anche con latte freddo.

tongass forest cookies


Questa ricetta partecipa all'Abbecedario Culinario Mondiale per la tappa in Usa ospitata da Simona.





Alla settimana prossima nella soleggiata Turchia!

Alaska Round up

Breakfast in Alaska


qui la versione italiana


Welcome to frrrrrrrrreeeeezing

IMG_6915

Second stop of Joan's Final Culinary Tour, definetely such a different weather and temperature from last week in Panama!
As a good day starts in the morning what better than a healthy rich breakfast to give you the strenght to deal with any possible situation? Just a very few things to lay the table: a cup for coffee or tea, or else a luxury hot chocolate for greedy ones made with your own special homemade chocolate blend, a little milk and scrumptous, delicious, fabulous concentrated mix of homemade muesli you have ever had, fruit included! And do not bother about the diet: we need more calories (and comforting food) to face the long icing Winter season in Alaska!

alaskan cookies

I found these cookies' recipes on the site alaskarecipes.com (but today it does not cooperate and load any pages!), made both because could not choose the best and anyway will have some breakfast ready for the week to go!
And if you have a little time and would like to enjoy amazing Alaskan views, take a look to Giuseppe Pompili blog, showing his team climbing to Denali (that means highest mountain) The mountain, named then McKinley, famous for being the coldest in the world, is the culmination of Alaska Range, a chain of ice and granite at the edge of the Arctic Circle, which rises to over six thousand meters above the surrounding plains, through forests of birch and swampy marshes.

So ... table is ready, would you like a cup of tea, coffee or chocolate?

" Choca Chippers"
(Chocolate Chip Cookies)

recipe by Scott from Ketchikan,
Alaskan city famous as the "Salmon capital of the world"
and for its world's largest collection of standing totem poles

choca chippers-chocolate chip cookies

For about 60/70 cookies:

1 cup butter
1 cup sugar
1 cup brown sugar
2 eggs
2 1/2 cups quick oats blended to powder (you can do this in a blender or coffee grinder)
2 cups flour
1/2 tsp baking soda
1/2 tsp salt
1 tsp baking powder
2 tsp vanilla
12 oz bag semi-sweet chocolate chips (I used dark choco chips)
One 7 oz. chocolate bar, preferrably with almonds (mine was milk choco with hazelnuts)
1 1/2 cups nuts (mine 1/2 cup were pecans)

- Beat together the butter, sugar, brown sugar, and eggs. In a separate bowl, mix together the oat powder, flour, baking soda, salt, and baking powder. Add the butter mixture to the dry mixture and blend. Then add vanilla, chocolate chips, the grated chocolate bar, and nuts.
- Drop mixture (or shape with hands, dough is very manageable) on cookie sheet in the size of golf balls (if dough is dry, flatten slightly). Bake 8/10 minutes at 375° F (190° C) and please don't overbake. They don't need to turn dark brown. They should be a light golden color.


choca chippers-chocolate chip cookies

Tongass Forest Cookies
recipe by Karen from Missouri
It was given to her family 35 years ago
by friends that had just returned from an Alaskan vacation

Tongass National Forest is the largest forest in United States. The forest is named for the Tongass group of the Tlingit people, who inhabited the southernmost areas of the Alaska panhandle near what is now Ketchikan.

tongass forest cookies

For about 80/90 cookies:

1 cup shortening(I used half lard and half butter)
1 cup brown sugar
1 cup granulated sugar
2 eggs - well beaten
1 1/2 tsp. vanilla
2 cups flour
1/2 tsp. salt
1 tsp. baking soda
1/2 tsp. baking powder
1 cup moist coconut flakes
2 cups of oats
2 cups Rice Krispies

- Cream together the shortening, brown sugar, and granulated sugar. Add the eggs and vanilla.
- Sift together flour, salt, soda, and baking powder and then add to the egg/shortening mixture. Then add the moist coconut, oats and Rice Krispies. Mix with your hands as this will be thick (mine was very soft, but I suppose due to lard and very soft butter from the beginning).
- Mold into balls the size of a walnut and bake at 350° F/170° C for 12 minutes. Serve with cold milk.


tongass forest cookies


See you next week in sunnier Turkey!


28 gennaio 2010

Graham Crackers e Nanaimo Bars - January DBs' Challenge


Recipe in English here

La sfida di gennaio 2010 delle Daring Bakers è capitanata da Lauren del blog Celiac Teen. Lauren ha scelto di sfornare i Graham Wafers versione senza glutine e con quelli elaborare le Nanaimo Bars,un dolce tipico canadese visto che siamo alle soglie dell'apertura dei XXI Giochi Olimpici Invernali a Vancouver. Le ricetta sono tratte da 101 Cookbooks e dal sito www.nanaimo.ca.

Graham Crackers


Il cracker Graham è nato nel 1829 a Bound Brook, New Jersey, per opera del ministro presbiteriano Rev. Sylvester Graham. Viene chiamato cracker, anche se è dolce e non salato, sembra più un biscotto (cookie) e il classico digestive è quello che gli assomiglia di più. Il vero cracker Graham è fatto con farina Graham*, una combinazione di farina bianca fine e a grana più grossa, crusca e germe di grano macinati. I Graham crackers sono spesso usati per fare crostate e cheesecakes: sbriciolati e amalgamati con burro morbido o olio vegetale ne costituiscono la base.
I Graham crackers sono stati inizialmente commercializzato come Dr. Graham Honey Bisket e sono stati introdotti sul mercato come un alimento salutare facente parte della Dieta Graham, un regime alimentare che sopprimeva tutto ciò considerato malsano e fonte di sollecitazioni carnali e malattie (secondo Graham). Il Reverendo teneva spesso conferenze sugli effetti negativi della masturbazione, o auto-abuso, come amava definirlo. Una delle sue molte teorie era che si potesse limitare un esagerato appetito sessuale mangiando alimenti blandi, poveri e non raffinati. Un altro uomo che avanzava questa teoria era il Dr. John Harvey Kellogg, l'inventore dei famosi corn flakes.
Molti dei Graham crackers moderni moderni sono in effetti più raffinati, fatti con farina bianca 00 a cui il reverendo Graham si era sempre implacabilmente opposto. Alcuni crackers sono diventati così commerciali da non essere più considerati alimenti per la salute: contengono una maggiore quantità di zucchero e/o dolcificanti diversi della ricetta originale, e la farina non è più la Graham originale, anzi spesso non contengono per niente farina integrale. Però sono ancora molto popolari come snack o per la colazione. Si può aggiungere un pizzico di cannella o cacao per migliorare il sapore dei crackers.
*La farina Graham è un tipo di farina di frumento integrale prende il nome dal ministro presbiteriano Rev. americano Sylvester Graham (1794-1851), un avvocato prima di una riforma alimentari. Secondo il Larousse gastronomico, Graham disprezzava la farina bianca e credeva che la crusca fosse il toccasana per le cattive abitudini alimentari dei suoi compatrioti. Invece che macinare il grano intero (crusca, germe, e endosperma insieme), nella farina Graham i componenti sono macinati separatamente. L'endosperma è macinato finemente, fornendo la farina bianca. La crusca e il germe sono macinati grossolanamente. Le due parti vengono poi mescolati insieme, creando una farina grossolana che cuoce e mantiene bene il prodotto lavorato (fonte Wikipedia).

Li abbiamo trovati semplicemente fantastici!
Sono proprio contenta di aver partecipato a questa sfida perchè questa semplice ricetta merita davvero tanta attenzione, penso che li rifarò e lir egalerò a dismisura! ... e hanno anche passato a pieni voti l'esame gustativo criticissimo di un'amica americana doc!

graham crackers

Ingredienti:

350/400 g di farina
200 g di zucchero di canna scuro
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino scarso di fior di sale
100 g di burro tagliato a cubetti e surgelato
80 ml di miele dolce
75 ml di latte intero
2 cucchiai di estratto di vaniglia

1. Nella ciotola di un robot da cucina o nella planetaria con la frusta a foglia (K), unire la farina, lo zucchero di canna, il bicarbonato di sodio e il sale. Dare qualche colpo a intermittenza per il robot o iniziare ad impastare a bassa velocità per la planetaria. Aggiungere il burro ed impastare fino a quando la miscela presenta grumi grossolani. Se si impasta a mano, unire gli ingredienti di cui sopra ed impastare con la punta delle dita come per la frolla fino a ottenere un impasto grossolano. Nessun pezzo di burro dovrebbe essere visibile.
2. In una piccola ciotola amalgamare insieme il miele, il latte e vaniglia. Aggiungere alla miscela di farina ed impastare fino a quando sarà assorbito. Risulterà un impasto molto morbido e appiccicoso (sinceramente il mio non era poi così tanto appiccicoso).
3. Mettere l'impasto su una superficie ben infarinata e dare la forma di un rettangolo di circa 3 cm. di spessore. Avvolgere nella pellicola e raffreddarealmeno 2 ore, meglio se tutta la notte.
4. Dividere la pasta a metà e una metà rimetterla in frigo. Stendere la pasta sul piano di lavoro infarinato in un rettangolo di circa mezzo cm. di spessore. Se l'impasto fosse appiccicoso abbondare con la farina di spolvero. Tagliare in quadrati di 10x10 o rettangoli o cerchi, a vostra scelta. Appoggiare i crackers ritagliati su carta forno e far riposare in frigo 30/45 minuti. Ripetere l'operazione con il secondo impasto.
5. Preriscaldare il forno a 180°.
6. Raccogliere i ritagli, rinfrescarli ancora in frigo qualche minuto, ridistenderli e ritagliarli per avere altri crackers.
7. Pungere i crackers con uno stuzzicadenti o una forchetta o l'apposito attrezzo.
8. Cuocere in forno per 10/15 minuti, fino a doratura, ruotando le teglie a metà cottura per uniformare la cottura. Il tempo esatto di cottura varia da forno a forno, dalla posizione della teglia (se in alto o oin basso), dalla grandezza dei crackers e dalle farine usate, con quelle integrali ci vuole più tempo, anche 20/25 minuti.
9. Per fare la base dei Nanaimo Bars: quando si sono raffreddati completamente, mettere qualche crackers nel robot per fare 300 ml. di briciole. Un altro sistema è quello di mettere i crackers in un sacchetto di plastica per alimenti, far uscire tutta l' aria e battere con un mattarello fino a ridurli in briciole.

graham crackers

I crackers Graham possono essere conservati in un contenitore ermetico fino a 2 settimane.


 Questa ricetta partecipa all'Abbecedario Culinario Mondiale per la tappa in Usa ospitata da Simona.
 

Nanaimo Bars

Secondo la leggenda, circa 35 anni fa una casalinga canadese di Nanaimo (cittadina del British Columbia, di fronte a Vancouver) spedisce la sua ricetta ad un concorso di cucina lanciato da una rivista. In un impeto di orgoglio civico e in onore della sua città decise di chiamarla "Nanaimo Bars". La sua ricetta vinse, promuovendo in ugual modo la sua cucina tanto quanto la sua città. Alcuni turisti americani sostengono però che spetta loro la sovranità su questo dessert, chiamato anche "New York Slice", e che così viene venduto in molti altri luoghi del mondo. Ma i residenti di Nanaimo si rifiutano di accettare questa teoria, sostenendo che, una volta messo piede sull'isola di Vancouver, non ci sono altri posti nel mondo. La ricetta originale delle Nanaimo Bar fu così stampata come souvenir,anche su canovacci e grembiuli da cucina. Nel 1986, il sindaco di Nanaimo Graeme Roberts, ha disposto un altro concorso per trovare l'ultima ricettaperfezionata delle Nanaimo Bars. Durante le quattro settimane di questa lunga lunga contesa, sono state raccolte 100 diverse varianti di questo famoso dessert. La vincitrice fu Joyce Hardcastle.

nanaimo bars

E'un dolce molto calorico e personalmente l'ho trovato troppo burroso e dolce, il secondo strato è proprio troppo, penso che con una crema più leggera, usando mascarpone o più panna acida e meno burro, sia meglio.
Il primo strato di base è fantastico, sicuramente ottimo da adottare anche per le cheesecakes. Diminuirei anche leggermente la dose di cocco.


Ingredienti:

Primo strato:
115 g di burro
50 g di zucchero
5 cucchiai di cacao amaro
1 uovo grande sbattuto
300 ml di briciole di Graham Crackers
55 g di mandorle tritate
130 g di cocco grattuggiato

Secondo strato:
115 g di burro morbido
40 ml di panna fresca o panna acida
2 cucchiai di Vanilla Custard Powder (preparato per budino alla vaniglia)
255 g di zucchero a velo

Terzo strato:
115 g di cioccolato fondente
30 g di burro

nanaimo bars

1. Primo strato: sciogliere il burro, lo zucchero e il cacao a bagnomaria. Aggiungere l'uovo e mescolare bene finchè addensato. Togliere dal fuoco.Aggiungere i crackers sbriciolati, le mandorle e il cocco. Sistemare e premere bene in una tortiera di 20x20 cm. (o un classico stampo da plum-cake) foderata con alluminio o carta da forno bagnata e strizzata o pellicola. Mettere in frigo a rassodare.
2. Secondo strato: fare una crema col burro, lapanna, il preparato in polvere (io non l'avevo e non l'ho messo) e lo zucchero a velo. Battere bene anche con un frullinoelettricofinchè ben soffice, distendere sul primo strato, livellare e raffreddare in frigo.
3. Terzo strato: sciogliere il cioccolato e il burro a bagnomaria o nel microonde. Raffreddare un pochino e poi versare sopra ilsecondostrato cercandodi livellare bene (io ho poi guarnito con lamelle di mandorle).

nanaimo bars

1 settembre 2009

Boston Brown Bread - Pane nero di Boston - BBD # 23


I always wanted to try this bread, I was very intrigued by the nice flour mix of it and by the idea of baking in a jar. And Nick, this month our BBD's hostess, chose the theme: "something never done before" ... might she read in my mind?
Thanks Nick for hosting BBD with such a lucky theme, you made my dreams come true!

Once in New England the traditional dinner on Friday evenings was made up of Boston baked beans, sausages and brown bread, slightly sweet and sticky, steamed, made with equal amounts of rye, whole wheat flour and corn meal. It was used to steam it on beans and sausages, but nowadays the best bakeries in the area bake it in the oven, improving flavor and texture. The combination of bread and beans still remains very popular.
Linda Collister writes so in her wonderful book Bread, from which I get the recipe.

boston bread

You need:

120g stone ground whole wheat flour
120 g stone ground rye flour
120 g stone ground corn meal
1/2 teaspoon salt
3/4 teaspoon baking powder
1 teaspoon and 1/2 baking soda
115 g molasses
450 ml milk

A clean coffee jar about 11 cm. diameter and 17 cm. deep, well buttered and lined the base with baking paper (I have washed and squeezed it, and also buttered the bottom to make it stick perfectly).
You can also use a heat-resistant glass jar with mouth wide.

- In a large bowl combine flour, salt, baking powder and baking soda making a well in the centre.
- Heat the molasses with milk to dissolve it.
- Pour the liquids in the well of the flours and gradually work dry ingredients with liquid ones with a wooden spoon to obtain a thick and homogeneous batter .
- Pour the mixture into the jar with the aid of a spoon filling up to three quarters.
- Bake in preheated oven at 150 ° and bake 75/90 minutes or until a toothpick inserted in the center of the bread comes out clean.
- Leave to cool 5 minutes then gently pull the bread out and let cool on a wire rack.
- Better if eaten still hot, or the same day (but I kept it in a plastic bag and it was good for more days later).

For a sweeter bread add 60 g of raisins or dried cranberries (soaked in warm water) to the dough, mix well and follow the recipe.

This recipe also goes to Susan's weekly YeastSpotting

YeastSpotting Round up 9.4.09


Pane nero di Boston



Ho sempre voluto provare questo pane, mi intrigava molto il mix di farine di cui è composto e l'idea di cuocerlo dentro un recipiente tondo. Ed ecco che Nick, che ospita il BBD questo mese, sceglie come tema "qualcosa mai fatto prima" ... casualità o ... mi ha letto nella mente?

Una volta la cena tradizionale del venerdì sera nel New England era costituita da fagioli di Boston cotti al forno, wurstel e salsicce e un pane scuro, vagamente dolce e colloso, cotto al vapore, fatto con uguali quantità di segale, farina integrale e farina di granoturco. Tradizionalmente veniva cotto al vapore sui fagioli e le salsicce, ma ora le migliori panetterie della zona lo fanno al forno, migliorandone il sapore e la consistenza. La combinazione di pane e fagioli rimane, come sempre, molto popolare.
Questo scrive Linda Collister nel suo libro Pane, da cui è tratta la ricetta.

boston bread

Ingredienti:

120 g di farina integrale macinata a pietra
120 g di farina di segale macinata a pietra
120 g di farina di granoturco macinata a pietra
1/2 cucchiaino di sale
3/4 di cucchiaino di lievito in polvere (per cose salate)
1 cucchiaino e 1/2 di bicarbonato di sodio
115 g di melassa
450 ml di latte

Un barattolo da caffè pulito di circa 11 cm. di diametro e 17 cm. di profondità ben imburrato e rivestito alla base con carta forno (io l'ho bagnata e strizzata e ho imburrato anche il fondo così aderisce bene).
In alternativa si può usare anche un vaso di vetro resistente al calore del forno con imboccatura larga.

- In una grande ciotola unire le farine, il sale, il lievito e il bicarbonato e fare la fontana.
- Scaldare la melassa con il latte in modo da scioglierla bene.
- Versare i liquidi nel centro delle farine e con un cucchiaio di legno lavorare gradualmente gli ingredienti asciutti coi liquidi in modo da ottenere una pastella spessa ed omogenea.
- Versare l'impasto nel barattolo aiutandosi con un cucchiaio e riempiendolo fino a tre quarti.
- Infornare in forno caldo a 150° e cuocere 75/90 minuti o finchè uno stuzzicadente inserito al centro ne esce pulito.
- Lasciare raffreddare 5 minuti poi estrarre delicatamente il pane e lasciarlo freddare su una griglia.
- Meglio se mangiato ancora caldo, o il giorno stesso (ma ho provato e mantenuto in un sacchetto di nylon dura più giorni).

Per una pagnotta più dolce aggiungere all'impasto 60 g di uva passa o mirtilli essicati (rinvenuti in acqua tiepida), mescolare bene e procedere come da ricetta.


Questa ricetta partecipa all'Abbecedario Culinario Mondiale per la tappa in Usa ospitata da Simona.

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