4 gennaio 2019

Piccoli bignè con gocce di cioccolato


Penultimo appuntamento con le ricette della raccolta del  Menù Lib(e)ro, pensato e ideato da Marta e Aiu'che sono state capaci di coinvolgere vecchie e nuove conoscenze in questo nuovo progetto: un altro gioco e un'altra scusa per provare nuove ricette e condividerle insieme, ricette rigorosamente prese dagli innumerevoli libri di cucina che affollano le nostre librerie di casa. Sembra ieri quando abbiamo cominciato e invece era maggio e abbiamo traascorso quindi piú di sei mesi golosamente insieme. Nostra ospite caffettosa in questa portata è Cristina, che ci ha servito un vassoio ricolmo di invitanti Non plus ultra.
Questa volta mi sono affidata ad un libro che sto leggendo di David Lebovitz, di cui ho preso anche altri libri e che seguo da tempo sul suo blog e su IG, uno scrittore gastronomico (ma è stato a lungo anche un grande lavoratore in cucina, soprattutto da Chez Panisse, dove ha potuto conoscere Alice Waters, di cui è un grande estimatore) che ad un certo punto della sua vita ha deciso di trasferirsi a Parigi, di cui ci illustra ogni angolo più o meno nascosto nei suoi racconti. E appunto il libro che ho scelto è The sweet life in Paris.
Così David presenta la ricetta:

Ogniqualvolta ho un giorno difficile, il mio rimedio sono i classici chouquettes, che ogni panetteria vende in piccoli sacchetti di carta. 10 chouquettes per sacchetto sembra essere il numero magico, che guarda caso coincide esattamente con quanto mi serva per sentirmi meglio. Quando mi sono fermato alla Aux Péchés Normands, una panetteria nel X arrondissement, ho scoperto i chouquettes ripieni di gocce di cioccolato, e dal quel momento ne aggiungo sempre una bella manciata quando li faccio a casa. L'unico problema è che non riesco a farne solo dieci e finisco sempre con mangiarmi poi l'intera sfornata! La granella di zucchero è il segreto del loro fascino irresistibile: la sua croccantezza sotto i denti li fa così amati sia da grandi che piccini e spesso capita che i fornai ne regalino uno ai ragazzini quando si fermano per comprare la baguette della cena coi loro genitori. Sarà facile dosare l'impasto con un pallinatore da gelato; in alternativa si possono usare due cucchiai o una tasca da pasticceria con bocchetta larga e liscia.

Chouquettes aux pépites de chocolat


chocolate chip cream puff


Ingredienti:
250 ml di acqua
mezzo cucchiaino di sale
2 cucchiai di zucchero
90 g di burro, a piccoli pezzetti
135 g di farina 0
4 uova grandi, temparatura ambiente
85 g di gocce di cioccolato fondente
60 g di granella di zucchero

Accendere il forno a 220^ e foderare una teglia con carta forno.
In una casseruola, portare a lieve bollore l'acqua con il sale, lo zucchero e il burro, finchè quest'ultimo sarà ben sciolto.  Togliere dal fuoco e versare tutta la farina in un colpo; mescolare rapidamente con un cucchiaio di legno in modo che non si formino grumi e l'impasto si stacca dalle pareti.
Lasciare raffreddare per qualche minuto, mescolando ogni tanto per far uscire il calore (trasferire l'impasto in una ciotola fredda aiuterà a velocizzare l'operazione). Aggiungere poi le uova, una alla volta (la seguente quando la precedente è stata ben assorbita), e mescolare fino ad ottenere un impasto liscio e luminoso (si può usare la planetaria con la frusta a foglia). Lasciare poi raffreddare completamente prima di aggiungere le gocce di cioccolato, altrimenti potrebbero sciogliersi.
Versare l'impasto a mucchietti sulla teglia, ben distanziati, circa 2 cucchaini/cucchiai per mucchietto.
Aggiungere la granella di zucchero sopra e a lato di ogni bignè, premendo in modo che aderisca bene, e non siate parsimoniosi: apprezzerete il vostro sforzo dopo :-))
Cuocere i bignè per circa 35 minuti o anche meno se ben gonfiati e dorati. Servire tiepidi o a temperatura ambiente.

I bignè sono perfetti mangiati il giorno stesso. Tuttavia, una volta freddi, possono essere congelati e conservati in un sacchetto apposito per un mese; scongelare poi a temperatura ambiente e riscaldare dolcemente in forno finchè tornano croccanti.


Senza titolo


Questa ricetta partecipa alla nuova raccolta Menu Lib(e)ro organizzata da Aiù.
Info su come partecipare qui, pagina FB con tutte le ricette pubblicate qui.

27 dicembre 2018

Involtini di cavolfiore e formaggio - Cauliflower cheese rolls


Un'idea sfiziosa, facile, quasi veloce, facilmente riscaldabile, per far piacere il cavolfiore anche a chi in genere lo detesta :-))
E ci si potrebbe sbizzarrire usando ogni volta uno diverso: bianco, verde, arancio o viola. L'involucro croccante di pasta fillo renderà questi involtini ancora più goduriosi e la nota speziata e semosa li renderanno irresistibili.
E in questo articolo dell'MTChallenge altri suggerimenti dolci e salati per finire golosamente questo ormai vecchio anno e iniziare alla grande il nuovo! Auguri golosi a tutti!


cauliflower cheese rolls


Ingredienti:
(per 10 involtini piccoli o 5 grandi)

un quarto di cavolfiore
100 ml di latte
1 cucchiaio di farina
80 g più 1 cucchiaio di burro
25 g di formaggio Cheddar, grattugiato
25 g di Parmigiano, grattugiato
10 fogli di pasta fillo
1 cucchiaio di Za'atar *
mezzo cucchiaino di semi di sesamo


* lo Za'atar è una mistura di spezie, originaria del Medio Oriente, tradizionalmente composta da timo, sesamo e sale, ma la cui composizione può anche prevedere origano, cumino, semi di finocchio, santoreggia, maggiorana, sommacco, issopo. Come per molte miscele orientali di spezie, ogni famiglia ha la sua ricetta.

Tritare finemente il cavolfiore in un robot fino a farlo diventare delle dimensioni di chicchi di riso. Coprire con pellicola morbida e passare al microonde per 5 minuti, o finché diventa tenero, dando una mescolata a metà cottura (in alternativa, saltarlo velocemente in padella antiaderente con un filo di olio). In una casseruola versare il latte ed unire la farina e un cucchiaio di burro; amalgamare con una frusta e portare lentamente a ebollizione, mescolando sempre, fino a quando si trasforma in una crema liscia e spessa.
Unire il cavolfiore cotto, i formaggi ed amalgamare; lasciare poi raffreddare. Una volta freddo, trasferire il composto in una tasca da pasticceria o in una busta per alimenti.
Scaldare il forno a 200° statico o 180° ventilato e rivestire una teglia con carta da forno. Aprire la pasta fillo e ritagliare tre strisce larghe circa, tagliando tutti i fogli contemporaneamente.
Prendere 3 strisce alla volta, mantenendo le restanti coperte. Sciogliere il burro rimasto ed usarlo per pennellare leggermente le strisce di pasta. Piegare le strisce a metà per il lato lungo e pennellare nuovamente con il burro fuso. Farcire con un cucchiaio di cavolfiore, piegare le estremità corte verso l'interno del rotolo e arrotolare senza stringere troppo a formare un sigaro. Pennellare ancora col burro la parte finale di pasta fillo per sigillare l'involtino.
Proseguire formando tutti gli involtini, disporli sulla teglia ben distanziati, pennellare con il burro e cospargere sopra un po' di za'atar e semi di sesamo. Cuocere per 15/18 minuti fino a quando diventano dorati e croccanti. Servire caldi.

Buoni, buonissimi... anche se ho dimenticato di mettere i semi di sesamo :-))


Cauliflower Cheese Rolls

You need:

1⁄4 cauliflower
100 ml milk
1 tbsp plain flour
80 g plus 1 tbsp butter
25 g Cheddar, grated
25 g Parmesan (or vegetarian alternative), grated
10 sheets filo pastry
1 tsp za’atar
1⁄2 tsp sesame seeds

Chop or blitz the cauliflower into rice-sized pieces. Cover loosely and microwave for 5 mins, or until tender, stirring halfway. Pour the milk into a saucepan with the plain flour and 1tbsp butter. Whisk together and slowly bring to the boil, mixing all the time, until smooth and thick. Mix in the cooked cauliflower, Cheddar and Parmesan, then season. Leave to cool in the pan. Once cold, transfer to a piping bag or food bag and chill.
Heat oven to 200C/180° fan/gas 6. Line a baking sheet with baking parchment. Unfold the pastry sheets and slice into three pieces widthways, cutting through all the sheets at once. Take out three strips and keep the rest covered.
Melt the remaining butter, then use to lightly brush the pastry strips. Fold the strips in half lengthways, then brush again with the melted butter. Pipe or spread 1 tbsp of the cauliflower mixture onto the buttered pastry strips. Fold the short ends in, then loosely roll to form a cigar. Brush the end with a little butter to help seal in place. Place on the baking sheet, spacing them a little apart, then repeat with the remaining pastry strips. Brush the tops with butter, then sprinkle with the za’atar and sesame seeds. Bake for 15-18 mins until golden and crisp. Serve warm.

20 dicembre 2018

Battenberg Cake


Davvero, siamo agli sgoccioli di questa grande raccolta del Menù Lib(e)ro, pensato e ideato da Marta e Aiu', che ci ha accompagnato in questi ultimi mesi (da maggio, per l'esattezza) offrendoci una carrellata di idee per presentare un menù ricco e corposo ai nostri ospiti, tutte prese dai libri più o meno conosciuti della grande biblioteca mondiale dedicata alla cucina, spaziando dalle pubblicazioni più recenti a quelle più vintage e capisaldi della tradizione culinaria.
Lynne è stata la nostra ospite per la sezione dedicata a Torte e semifreddi, accogliendoci alla sua tavola con un'invitante e golosa Torta austriaca alle prugne (Zwetschencuchen) e personalmente ho voluto omaggiarla con un'altrettanto golosa torta d'Oltremanica, perfetta per un classico Afternoon Tea o in qualsiasi momento si abbia voglia di qualcosa di particolare da addolcirci la giornata. E' composta da un impasto morbido, una genoise, diviso in due prima della cottura e una parte colorata a contrasto; una volta cotto si ridivide e si compone il dolce alternando i colori, in modo da formare una scacchiera, usando come collante della confettura di albicocche. Si ricopre poi di marzapane (facile da fare in casa) e si lascia compattare in frigorifero. 
E' ormai tradizione consolidata far risalire la sua creazione al 1884, per celebrare le nozze della nipote della regina Vittoria con il principe tedesco Luigi di Battenburg, da qui il nome, e che le 4 sezioni della torta rappresentassero in origine i quattro principi di Battenburg: lo stesso Luigi e isuoi fratelli Alexander, Franz-Joseph e Henry.
Ma facendo una ricerca più approfondita su internet, ho trovato un articolo pubblicato da Ivan Day nel 2011 che pone dei dubbi su questa origine. Ne riporto fedele traduzione (e sulla sua pagina originale potrete trovare anche le relative immagni):


Ci sono molte storie su questa famosa torta inglese, composta da strati alternati di pasta genovese colorati e racchiusi in una copertura di pasta di mandorle. Nella sezione trasversale sembra il disegno di una finestra di un bambino, che è senza dubbio il motivo per cui è nota nel nord dell'Inghilterra come Torta della finestra della cappella (Chapel Window Cake). La storia più comunemente tramandata sulla torta si riferisce alla sua presunta origine: pare, infatti, sia stata creata per celebrare il matrimonio (nel 1884) del principe Luigi di Battenburg con la nipote della regina Vittoria, la principessa Vittoria. Questa spiegherebbe il perchè delle quattro sezioni della torta, a rappresentare in origine i quattro principi di Battenburg: lo stesso Luigi ei suoi fratelli Alexander, Franz-Joseph e Henry. L'unico problema di questa storia è che le prime ricette apparse di questa torta erano a 9 quadrati e non a 4 come si trovano nelle versioni moderne.
La prima ricetta da me ritrovata con sezioni colorate è stata pubblicata da Frederick Vine nel 1898 nel suo meraviglioso libro Salable Shop Goods. Vine era uno dei panettieri e pasticceri più eminenti del suo tempo; non solo era l'autore di numerosi libri, ma era anche l'editore della rivista specializzata The British Baker. Nella sua ricetta dice chiaramente di creare una torta con nove sezioni, alternativamente colorate di rosso e bianco, riportandone il diagramma. La stessa immagine della torta finita apparve solo quattordici anni dopo il matrimonio di Louis e Victoria, pubblicata dal fornaio più rispettato di Londra. Se Frederick Vine non sapeva che aspetto avesse una Battenburg Cake, allora chi lo sapeva? Alcuni altri in realtà. Nei primi anni del XX secolo, un certo numero di professionisti pubblicarono ricette ed illustrazioni in sintonia con quelle di Vine. Ad esempio, la ricetta di T. Percy Lewis e A. G. Bromley nel The Book of Cakes (Londra, 1903) è composta da nove riquadri, come si evince dalla loro dettagliata illustrazione a colori. Non sono stato capace di trovare nessuna prova contemporanea di questo dolce a conferma che sia stato inventato proprio per onorare il matrimonio reale del 1884; questo fatto potrebbe essere vero e molto probabilmente la tradizione si basa su una memoria popolare, ma non sembra essere stata tramandata in nessun documento scritto. Né ci sono resoconti effettivi che colleghino il numero delle sezioni con i principi di Battenburg, a meno che, ovviamente, non ce ne fossero altri 5 di cui non sappiamo nulla. Forse Louis aveva altri fratelli di cui suo padre preferiva mantenere il segreto e non proferire parola! La storia dei quattro pannelli e dei principi sembra essere emersa abbastanza di recente ed è descritta su Wikipedia senza alcuna citazione della sua fonte: se qualcuno è a conoscenza della documentazione iniziale che collega questa torta al matrimonio di Battenburg, sarei felice e perennemente grato di una libera condivisione. Nel 1923, la torta di Battenburg era ancora realizzata con nove riquadri, come testimonia la fotografia pubblicata sul libro The Ship's Baker di Richard Bond, un altro eroe
dimenticato della gastronomia britannica che si specializzò in libri sulla cucina di mare.
Una Battenburg Cake ben fatta è una sfida tecnica per ogni fornaio e si può facilmente intuire perché sia stata scelta come prova di abilità per i concorrenti di The Great British Bake Off. In passato, il compito di costruire uno di questi dolci veniva spesso affidato a fornai e pasticceri apprendisti per testare la loro abilità e i risultati venivano spesso esposti.  In un'edizione del libro di Vine (forse del 1936), si può vedere quali tipi di Battenburg Cake venissero confezionate negli anni Trenta. Nell'immagine riportata, le torte di Battenburg sono quelle a sinistra e a destra. Sono gli anni Trenta e il numero di pannelli si è moltiplicato da 9 a 25: l'Art Deco sembrava fuori di testa! Forse i panettieri dell'epoca non stavano solo onorando i fratelli di Sua Altezza Serenissima (compresi quelli illegittimi), ma anche tutti i suoi nipoti e pronipoti! Quanti ne aveva?
Torniamo alla spinosa domanda: quando la Battenburg Cake diventò a 4 pannelli? Non ne sono sicuro, ma è possibile che si risalga a quando iniziarono ad essere prodotte da panificatori industriali come Lyons, che per quanto ne so iniziò a commercializzarli in serie prima della Seconda Guerra Mondiale. Suppongo che fare una torta a 4 riquadri sia molto più facile da realizzare (anche in scala industriale) rispetto a una con 9. Allora, da dove viene la storia dei quattro principi di Battenburg? Beh, molto probabilmente farà parte delle innumerevoli leggende tramandate riguardo i nostri cibi tradizionali.
Se c'è un eroe in questa storia, è Frederick Vine. Questo scrittore dimenticato di cibo britannico, di cui me ne occupo ampiamente sul mio blog, è stato l'autore di un altro libro
: Cakes and How to Make Them (Torte e come realizzarle). Sfortunatamente nessuna delle edizioni di questo libro è datata, anche se alcune note fanno presupporre una pubblicazione dell'anno precedente a quella di Salable Shop Goods, probabilmente verso il 1890. Se questo è corretto, e sono necessarie ulteriori ricerche per confermarlo, questo libro contiene proprio la prima vera ricetta della Battenburg Cake. Tuttavia, è un dolce completamente diverso dalla torta che ora porta questo nome. La precedente Battenburg Cake di Vine è in realtà una semplice torta alla frutta cotta in uno stampo da plum-cake (segue ricetta per chi avesse voglia di provarla).
Da notare che Vine, il cui pseudonimo era Compton Dene, ci dice che "queste torte si vendono bene ovunque vengano mostrate". Ciò indicherebbe che la Battenburg Cake fu un arrivo abbastanza recente nella pasticceria nei primi anni dopo il 1890. La coppia reale si sposò solo sei anni prima che la ricetta fosse stampata; quindi forse questa precedente
torta ha più pretese di essere la torta celebrativa originale piuttosta di quella che noi conosciamo a più colori. Vine era al culmine della sua carriera al momento del matrimonio; se fosse vivo ora, sono sicuro che sarebbe in grado di dirci perché una torta di frutta deliziosa ma anonima sia stata sostituita da una più appariscente ma anche più stucchevole in neanche sei anni.
Bene, suppongo che la morale di questa storia sia quella di non limitarsi a credere a tutto ciò che ci propinano in tv o su Wikipedia. Per quelli che sono più interessati alla vera realtà piuttosto che alla finzione, ecco la firma e l'etichetta originale di Frederick Vine, tratti dalla copia di Gastronomic Regenerator di Alexis Soyer, che ora fa bella mostra di sè nella mia biblioteca. È un bene prezioso. Sicuramente avrete notato che ho sempre scritto Battenburg con una "u", piuttosto che Battenberg, che sembra essere un'evoluzione lessicale contemporanea. Bene, ho seguito anche il signor Vine in questa faccenda, perché penso che dovrebbe essere proprio lui ad avere l'ultima parola.

Dopo questo mio scritto, ho trovato altre notizie interessanti riguardo questa torta, scrivendone ulteriormente in questo articolo (Buttenberg Cake Revisited, or Neapolitan Roll Rediscovered) e in seguito anche in quest'altro (Butternburg Cake History Again!).

Per voi, la traduzione di questi ultimi 2 articoli in un prossimo futuro :-))
Al momento, godiamoci una fetta di questa torta così scenografica (ma anche buona, a piccole dosi, ve lo assicuro!)


battenberg cake


Ingredienti:
175 g di burro morbido

175 g di zucchero super fino

175 g di farina 00 autolievitante, setacciata

3 uova grandi, sbattute

pizzico di sale
colorante rosso per alimenti

mezzo cucchiaino di acqua di rose

mezzo cucchiaino di acqua di fiori di arancio (o estratto di mandorla)

90 g di marmellata di albicocche

450 g di marzapane *

zucchero

uno stampo 20x20 oppure 2 stampi 10x20

* Marzapane: 320 g farina di mandorle-180 g zucchero a velo
-90 g di confettura di albicocche
Frullare la farina di mandorle, lo zucchero a velo e la marmellata fino ad ottenere un composto omogeneo.


battenberg cake



Imburrare uno stampo 20 x 20 cm. Dividerlo a metà con una parete formata da un cartoncino rivestito di alluminio. Rivestire lo stampo con carta forno, fermandola con un pochino di burro sul fondo e sulla parete dello stampo e facendo attenzione a ricoprire anche la parete divisoria di alluminio.
Oppure rivestire i 2 stampi rettangolari con carta forno, fermandola con un pochino di burro sul fondo e sulle pareti degli stampi.

Lavorare il burro con lo zucchero con una frusta fino ad avere una crema liscia ed omogenea. Unire le uova a filo, poco alla volta, sempre mescolando con la frusta.
Aggiungere poi la farina, un cucchiaio alla volta, fino ad esaurimento. Se il composto fosse troppo duro aggiungere un paio di cucchiai di latte.

Dividere il composto in due parti uguali: unire in una il colorante necessario per avere un impasto rosa e l’acqua di rose, amalgamando bene; nell’altra aggiungere l’acqua di fiori di arancio o l’estratto di mandorla.
Versare delicatamente i due impasti nelle due metà dello stampo (o ognuna in uno stampo rettangolare) e livellare. Infornare a 180/190° per 20 minuti. Fare la prova stecchino per riconoscere la corretta cottura.


facendo battenberg cake


Lasciare raffreddare completamente, estrarre dallo stampo, avvolgere nella pellicola e trasferire in frigo a rassodare.
Pareggiare i lati delle torta in modo da ottenere due parallelepipedi perfetti. Sovrapporre la torta bianca su quella rosa e pareggiare i lati; tagliare poi le torte nel senso della lunghezza per ottenere 4 parallelepipedi uguali.
Preparare la confettura di albicocche: fare raggiungere il bollore alla confetturain un pentolino, spegnere e passate al setaccio e lasciare raffreddare.
Spennellare abbondantemente con la confettura la superficie di un blocco bianco e di un blocco rosa e accostarli. Sovrapporre altri due blocchi facendo attenzione ad alternare il colore per ottenere così la classica scacchiera di questa torta. Spennellare tutta la superficie esterna della torta, per far aderire poi la copertura, e riporre in frigo.
Trasferire il marzapane tra due fogli di carta forno e stenderlo con un matterello fino ad uno spessore di pochi millimetri. Ricoprire la torta e pareggiare i lati in modo da renderli regolari.
Riporre la torta in frigo per almeno mezz’ora o fino al momento di servire.


battenberg cake



Senza titolo


Questa ricetta partecipa alla nuova raccolta Menu Lib(e)ro organizzata da Aiù.
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1 dicembre 2018

Gelato alla Robiola, miele e pere


Ancora poche settimane per completare il Menù pensato e ideato da Marta e Aiu'che sono state capaci di coinvolgere vecchie e nuove conoscenze in questo nuovo progetto: un altro gioco e un'altra scusa per provare nuove ricette e condividerle insieme, ricette rigorosamente prese dagli innumerevoli libri di cucina che affollano le nostre librerie di casa.
Questa quart'ultima portata è dedicata ai Dolci al cucchiaio e gelati: la nostra hostess Haalo ci ha accolto con un sorprendente gelato alle nocciole di Giorgio Locatelli, uno dei miei chef preferiti che spero di aver l'occasione di assaggiare nel mio prossimo imminente ritorno a Londra.

La mia scelta non poteva che ricadere su un libro solo, che mi rende celebre ed orgogliosa addirittura in copertina, dove fa bella mostra di sè un pallinatore da gelato vintage, trovato quasi per caso e con gran fortuna nelle mie scorribande per mercatini francesi, sempre così generosi e divertenti!


gelato robiola miele pere

Ingredienti:

100 g di Robiola
300 g di pere Williams
2 g di farina di semi di carrube
500 g di latte fresco intero
100 g di miele (di acacia)

Tagliare le pere a pezzetti, unire la Robiola e il miele e frullare tutto.
Nel frattempo, mettere il latte sul fuoco e farlo scaldare; unire la farina di carrube al latte.
Quando gli altri ingredienti sono ben miscelati tra loro, aggiungerli al latte e aspettare che la temperatura arrivi a 85°, mescolando di tanto in tanto.
Far raffreddare la miscela velocemente prima di versarla nella gelatiera.

Senza titolo


Questa ricetta partecipa alla nuova raccolta Menu Lib(e)ro organizzata da Aiù.
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27 novembre 2018

Gingerbread Gin - Gin speziato per il Club del 27


E finalmente torno a produrre per il Club del 27, dove, ahimè, mancavo da un bel po'. Ma l'appuntamento con un Calendario dell'Avvento coi fiocchi non potevo lasciarmelo scappare... soprattutto dopo aver getttato  uno sguardo veloce alle ricette e aver individuato subito la mia preferita... hic, forse son già un pochino brilla dopo qualche assaggio di dovere :-)))
Questo Gin sarà perfetto nelle lunghe serate invernali, sorseggiandolo davanti al camino, soli o in buona compagnia; sarà pure un'ottima base per vivaci cocktail natalizi, abbinato ad un buon Cava spagnolo o al nostro italianissimo fantastico Prosecco!



gingerbread gin-gin speziato


Versare una bottiglia di gin da 70 cl in un vaso con coperchio e aggiungere 150 g di zucchero Demerara, 100 g di radice di zenzero affettata (con buccia), 8 chiodi di garofano interi, 3 bastoncini di cannella spezzettati grossolanamente e mezza noce moscata grattugiata. Mescolare bene, chiudere e lasciare in infusione per 3-4 giorni, mescolando o agitando il vaso ogni giorno. Una volta raggiunto il grado di speziatura desiderata e lo zucchero risulta completamente sciolto, filtrare attraverso un setaccio rivestito di mussola e versare in bottiglie sterilizzate. 
Servire come liquore riscaldante o utilizzare come base per un Cocktail frizzante di Panpepato, rabboccando con Cava o Prosecco freddo.


Gingerbread Gin

gingerbread gin-gin speziato


Tip a 70 cl bottle of gin into a lidded container and add 150 g golden caster or demerara sugar, 100g root ginger, sliced (no need to peel), 8 whole cloves, 3 cinnamon sticks, roughly broken up, and grate in ½ a nutmeg. Stir well, cover and leave to infuse for 3-4 days, stirring or shaking every day. Once it reaches your desired spiciness (and the sugar has dissolved), strain through a muslin-lined sieve and pour into sterilised bottles. 
Serve as a warming liqueur, or use as the base for a Gingerbread Fizz cocktail, topping it up with chilled Cava or Prosecco.



Buon Calendario dell'Avvento!


Qui troverete tutte le sorprese, giorno dopo giorno.

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