28 febbraio 2022

Brownies vegani - Vegan Fudgy Brownies


scroll down for recipe in English


Eccoci all'appuntamento mensile con il Club del 27 della grande famiglia MTChallenge.

Febbraio significa San Valentino e Carnevale, come dire Cioccolato e Dolci Fritti :-))

La scelta di questo mese è golosamente ricaduta sul mirabilante Cibo degli Dei, proponendo irresistibili ricette tratte dal libro Everything Chocolate di America's Test Kitchen, un sito che trasuda cibo e tutto quanto gli gira intorno, dalle ricette agli strumenti più idonei per prepararle, ai libri più intriganti, ai corsi di cucina più interessanti, ai cooking show più divertenti, c'è solo l'imbarazzo della scelta tra le tante offerte in programma!

E sono stata un pochino indecisa pure io su quale ricetta replicare, tra le tante proposte, e non è detto che a poco a poco non ne provi altre che mi avevano incuriosito; se ne gradite un assaggio, qui c'è la raccolta completa.

Alla fine ho optato per i Brownies vegani, che devo ammettere mi hanno sorpreso, perchè sono venuti (quasi) uguali ai tradizionali (ok, non c'è il profumo del burro, ma sono vegani :-)). Quindi, approvati in pieno!

Ho fatto mezza dose, per una teglia di 20x20 cm, foderata con carta forno bagnata e strizzata bene. Dopo la spiegazione del procedimento, le dosi originali per una teglia grande 23x33 cm.


 

vegan brownies


Per una teglia 20x20 cm (16 pezzi):
150 g di di farina
mezzo cucchiaino di lievito in polvere
un pizzico di sale
110 g di acqua bollente
45 g di cioccolato 60/70%, tritato finemente
45 g di cacao amaro in polvere
1 cucchiaino di caffè istantaneo in polvere (opzionale)
200 g di zucchero
55 g di olio di semi di girasole spremuto a freddo
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
45 g di gocce di cioccolato


vegan brownies


Perché questa ricetta funziona: i Brownies gommosi, fondenti e ultra cioccolatosi richiedono poco lavoro e in compenso appagano immensamente. Ma la domanda sorge spontanea: si possono fare dei brownies altrettanto deliziosi senza burro e uova? Fortunatamente la risposta è positiva: l'olio di semi, delicato e dal sapore neutro, può sostituire egregiamente il burro. In genere in quasi tutte le ricette non si aggiunge lievito chimico; tuttavia, usarne una piccola quantità aiuta i nostri brownies  vegani a creare una soffice struttura e una consistenza sbriciolosa, eliminando la necessità di trovare un sostituto per le uova. La combinazione di cioccolato fondente, cacao in polvere e caffè contribuisce a dare intensità e aroma mentre le gocce di cioccolato intensificano la bontà cioccolatosa dei brownies. Non tutte le gocce di cioccolato sono vegane, quindi meglio controllare attentamente la lista degli ingredienti. È importante far raffreddare bene i brownies prima di tagliarli. Per una misurazione accurata dell'acqua bollente, portare ad ebollizione un bollitore pieno e quindi misurare la quantità desiderata. Per la cottura, utilizzare una teglia di metallo e non di vetro.

Regolare la griglia del forno nella posizione media bassa ed impostare 170°.
In una ciotola mescolare insieme la farina setacciata, il lievito e il sale.
In un'altra ciotola unire il cioccolato, il cacao, il caffè  e versarci l'acqua bollente; mescolare finchè il cioccolato è ben sciolto e il mix ben amalgamato. Unire anche lo zucchero, l'olio e la vaniglia.
Con una spatola, mescolare la miscela di farina con la miscela di cioccolato fino ad ottenere un composto liscio, poi aggiungere anche le gocce di cioccolato.
Travasare l'impasto nella teglia preparata e livellare la superficie. Cuocere per 30/35 minuti (inserendo uno stuzzicadenti nel centro dovrà uscire con alcune briciole umide attaccate) ruotando la teglia a metà cottura. Fare raffreddare i brownies in teglia per 2 ore, poi trasferirli su una griglia per un'altra ora. Tagliare in 16 pezzi e servire.
I Brownies possono essere conservati a temperatura ambiente per un massimo di 4 giorni. Se risultano leggermente induriti, qualche secondo nel microonde li restituirà perfetti, come appena sfornati.



vegan brownies

 


Per una teglia di 23x33 cm (24 pezzi):
2 tazze (10 once) di farina
1 cucchiaino di lievito in polvere
3⁄4 di cucchiaino di sale fino
1 tazza di acqua bollente
3 once di cioccolato 60/70%, tritato finemente
3⁄4 di tazza (2 once 1⁄4) di cacao amaro in polvere
1 cucchiaino 1⁄2 di caffè istantaneo in polvere (opzionale)
2 tazze 1⁄2 (17 once 1⁄2) di zucchero
1⁄2 tazza di olio di semi
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
1⁄2 tazza (3 once) di gocce di cioccolato


Vegan Fudgy Brownies


Makes 24 brownies:
2 cups (10 ounces) all-purpose flour
1 teaspoon baking powder
3⁄4 teaspoon table salt
1 cup boiling water
3 ounces unsweetened chocolate, chopped fine
3⁄4 cup (21⁄4 ounces) unsweetened cocoa powder
11⁄2 teaspoons instant espresso powder (optional)
21⁄2 cups (171⁄2 ounces) sugar
1⁄2 cup vegetable oil
1 tablespoon vanilla extract
1⁄2 cup (3 ounces) bittersweet or semisweet chocolate chips

 

Why this recipe works:  chewy, fudgy, ultrachocolaty brownies take little work for an immensely satisfying reward. Could we make decadent brownies without butter and eggs? Happily, we found we could whip up a batch of fudgy vegan brownies just as easily as we do conventional ones. Neutral-flavored vegetable oil was a quick swap for the butter. We typically don’t add chemical leavener to a fudgy brownie; however, we found that a small amount of baking powder gave our brownies the perfect amount of lift and structure and eliminated the need to find a replacement for eggs. A combination of unsweetened chocolate and cocoa powder—bloomed in boiling water to unlock their flavor compounds—contributed intensity. Finally, a scattering of chocolate chips created pockets of gooey goodness. Use organic sugar if you’re a strict vegan. Not all chocolate chips are vegan, so check ingredient lists carefully. It’s important to let the brownies cool thoroughly before cutting. For an accurate measurement of boiling water, bring a full kettle of water to a boil and then measure out the desired amount. Be sure to use a metal baking pan and not a glass baking dish in this recipe.


Adjust oven rack to lowest position and heat oven to 350 degrees. Make foil sling for 13 by 9-inch baking pan by folding 2 long sheets of aluminum foil; first sheet should be 13 inches wide, and second sheet should be 9 inches wide. Lay sheets of foil in pan perpendicular to each other, with extra foil hanging over edges of pan. Push foil into corners and up sides of pan, smoothing foil flush to pan. Grease foil. Whisk flour, baking powder, and salt together in bowl. Whisk boiling water; unsweetened chocolate; cocoa; and espresso powder, if using, in large bowl until well combined and chocolate is melted. Whisk in sugar, oil, and vanilla. Using rubber spatula, stir flour mixture into chocolate mixture until combined, fold in chocolate chips. Scrape batter into prepared pan and smooth top. Bake until toothpick inserted halfway between edge and center comes out with few moist crumbs attached, 30 to 35 minutes, rotating pan halfway through baking. Let brownies cool in pan on wire rack for 2 hours. Using foil overhang, lift brownies from pan. Return brownies to wire rack and let cool completely, about 1 hour. Cut into 24 pieces. Serve. (Brownies can be stored at room temperature for up to 4 days.) 

18 febbraio 2022

Tartellette al cioccolato e lamponi

Facili, veloci, zero sbatti, ma goduriose e lussuruose come un buon cioccolato sa esserlo! 
I lamponi piccoli cuori rossi per augurare il bene più grande a chi amiamo di più, perchè ogni giorno ci può essere un piccolo San Valentino vicino a noi.
Ricetta di Donna Hay.


tartellette cioccolato lamponi


Per 4 tartellette:
200 g di cioccolato fondente 70%
90 g di zucchero di canna
60 g di burro
60 ml di panna fresca
3 uova
35 g di farina
lamponi freschi


tartellette cioccolato lamponi


Accendere il forno a 150°.
In una casseruola a fuoco basso sciogliere insieme il cioccolato a pezzetti, lo zucchero, il burro e la panna fino ad avere una crema ben amalgamata.
A parte sbattere le uova con la farina setacciata finché il composto risulta liscio. Unire poi il mix di cioccolato mescolando bene.
Disporre in 4 stampini rotondi (diametro 10 cm) foderati con carta forno e guarnire coi lamponi. Abbondate pure coi frutti, io ne avevo trovati pochi.
Cuocere per 35/40 minuti, prova stecchino.
Servire con del gelato alla vaniglia.

Per i più cioccolatosi si può servire con una ganache al cioccolato sciogliendo in una casseruola a fuoco basso 300 g di cioccolato fondente 70% tritato con 250 ml di panna fresca, mescolando bene. Ma a me pare troppo troppo :-))

Le tartellette si possono conservare in frigorifero un paio di giorni avvolte nell'alluminio o in un contenitore ermetico; basterà poi farle rinvenire al microonde per pochi secondi. Si possono altresì congelare.


tartellette cioccolato lamponi


27 gennaio 2022

Farrotto invernale

Eccoci arrivati all'appuntamento mensile con il Club del 27 della grande famiglia MTChallenge, l'unico evento culinario che seguo (quasi) regolarmente e che mi fa scoprire ogni mese nuovi libri di cui probabilmente non ne verrei a conoscenza (e che spesso acquisto, se mi affascinano così tanto).

Questo mese ci mettiamo a tavola in America, a casa di Jenny Rosenstrach, che ci illustra il suo libro The Weekday Vegeterians, un omaggio a chi è vegetariano convinto, a chi vorrebbe provarci a esserlo, a chi cerca un'alternativa anche saltuaria alla solita fettina :-))

Non è necessario essere vegetariani per mangiare come loro! In questo libro più di 100 ricette testate, che l'autrice e la sua famiglia seguono adottando una mentalità "vegetariana nei giorni feriali”. Jenny Rosenstrach, creatrice dell'amato blog Dinner: A Love Story ed editorialista di Cup of Jo, voleva iniziare a mangiare meglio per motivi di salute e per il pianeta, ma senza perdere del tutto la carne che ama. E si domandava: ma perché deve essere tutto o niente? Ha pensato così che avrebbe potuto mangiare vegetariano durante la settimana e concentrare le pazzie carnose per il fine settimana. The Weekday Vegetarians mostra ai lettori come Jenny sia riuscita a dirottare la sua famiglia verso questa mentalità vegetariana nei giorni feriali e delinea un piano da seguire per gli amanti della cucina casalinga, consigliando pasti colorati e gustosi senza carne. I cuochi curiosi troveranno più di 100 ricette (organizzate per tipo di pasto) per cibi confortanti e adatti alle famiglie come insalata di pizza con fagioli bianchi, cotolette di cavolfiore con salsa ranch e tacos di zucca e fagioli neri. Jenny suggerisce anche abbinate fortuite che renderanno irresistibile qualsiasi vassoio di verdure arrosto o ciotola di fagioli all'aglio: ottime cose da preparare e aggiungere al prossimo pasto, come i ceci croccanti speziati, i crostini di pasta per pizza e una salsa dolce al peperoncino che rende tutto buono e gustoso. The Weekday Vegetarians è ricco di consigli pratici, tecniche e spunti di riflessione, e Jenny è una saggia guida per inserire più pasti senza carne nella routine settimanale. E poi, forse, come la famiglia di Jenny, più ci si esercita a essere vegetariani nei giorni feriali, più si desidererà questo cibo anche nei fine settimana! "Che tu sia vegetariano o meno (o simpatizzante in qualche modo), queste ricette sono perfette per diventare subito le preferite nella tua cucina!" —Molly Yeh, conduttrice di Food Network e autrice di libri di cucina (da amazon).

Ho scelto di fare un versatile Farrotto, cioè un farro cotto come il risotto (anche se non c'è verso che mantechi esattamente come il più nobile cugino, resta sempre più gommoso a mio avviso :-)). Molto accomodante nell'abbinamento degli ingredienti vegetali che lo contraddistinguono nelle varie stagioni, e quindi sempre attuale in ogni periodo dell'anno.


farrotto invernale


Per 3/4 persone:
mezza cipolla piccola, tritata
220 g di farro perlato
vino bianco secco
brodo vegetale
olio extravergine di oliva
burro 
sale fino
pepe nero macinato fresco
un pizzico di peperoncino
verdure di stagione *
erbe aromatiche a piacere
Parmigiano grattugiato

* per me cavoletti di Bruxelles e broccolo verde
 
Per un Farrotto invernale si possono usare tutti i tipi di cavoli, verze, cappucci (tagliati a listarelle fini), carciofi, radicchio, cime di rapa (a queste ultime aggiungendo un'acciuga sciolta nell'olio di rosolatura e qualche cappero).

In una casseruola da risotto stufare la cipolla in un giro di olio e una noce di burro, a fuoco medio, unendo anche il sale, il pepe e il peperoncino fino a quando si sarà ammorbidita, e mescolando di tanto in tanto (se necessario unire un goccio di acqua perchè non bruci).
Aggiungere il farro, sfumare col vino lasciando evaporare la nota alcolica a fuoco a medio-alto. Quando il vino è stato pressoché assorbito, iniziare ad unire il brodo un mestolo alla volta, come per fare un risotto. Nel frattempo preparare le verdure scelte.
Ho sbollentato  in acqua leggermente salata i cavoletti per renderli teneri e poi qualche cimetta di broccolo verde. Scolati e ripassati in padella rosolandoli con una noce di burro nocciola per insaporire (oppure un pochino di bacon a listarelle fini). L'acqua di sbollentatura l'ho usata come brodo vegetale per cuocere il farro.
Quando il farro è cotto, ma al dente, spegnere il fuoco e mantecare con una noce abbondante di burro, il Parmigiano e la combinazione di verdure preparata.
Guarnire con un trito di aromatiche (per me timo del giardino) e servire.
 
Questi i suggerimenti stagionali del libro per condire il Farrotto:
Estate: pomodorini tagliati in quarti e chicchi crudi di 2 spighe di granoturco medie molto americano, opterei per burrata/mozzarella); guarnire con basilico fresco tritato.
Autunno: zucca arrostita al miele con foglie di salvia croccanti.
Inverno: cavoletti di Bruxelles tagliati a metà, conditi con 3 cucchiai di olio extravergine di oliva, sale e pepe nero e arrostiti a 200° per 12 minuti; piselli surgelati; guarnire con timo fresco o dragoncello.
Primavera: funghi affettati (shiitake o champignons) saltati in olio extravergine di oliva con sale e pepe fino a renderli croccanti, circa 10 minuti; una dozzina e mezza circa di asparagi mondati e tagliati a pezzetti (aggiungendoli ai funghi verso gli ultimi minuti di cottura); profumare con scorza di limone non trattato; guarnire con prezzemolo fresco tritato.
 
Per i non vegetariani, si può insaporire ulteriormente il Farrotto con salsiccia sgranata e rosolata o gamberi saltati.


Qui tutte le ricette proposte questo mese.


farrotto invernale


Farrotto

You need:
4 tablespoons extra-virgin olive oil 
2 tablespoons unsalted butter 
½ small onion, chopped 
Kosher salt and freshly ground black pepper to taste 
Dash of dried red pepper flakes 
2 cups pearled farro 
½ cup dry white wine 
4 cups vegetable stock, store-bought or homemade 
warmed Seasonal vegetables and an herb (see Add-ins below) 
⅔ cup grated Parmesan cheese
 
Combine the olive oil and 1 tablespoon of the butter in a deep medium-size skillet over medium heat. Add the onion, salt, black pepper, and red pepper flakes and cook until the onion is softened, stirring occasionally, about 3 minutes. Stir in the farro and wine and increase the heat to medium-high. Stir until most of the wine has been absorbed, then start adding vegetable stock in 1-cup drizzles, adding more as the liquid is absorbed. (You want the grains to always be just slightly submerged.) This is when you should prepare your seasonal vegetable add-in (see below). When the farro is cooked (porridgy but still a little toothy, like risotto, 30 to 35 minutes), turn off the heat and stir in the remaining tablespoon butter, the Parmesan, and the desired vegetable combination. Serve the farrotto in bowls topped with the suggested fresh herb.
 
SEASONAL ADD-INS 
SUMMER: 1 cup quartered cherry tomatoes and the uncooked kernels from 2 medium ears of corn; finish with chopped fresh basil.
FALL: Roasted Honeynut Squash with Crispy Sage Leaves.
WINTER: 3 cups halved Brussels sprouts, tossed with 3 tablespoons extra-virgin olive oil, salt, and black pepper, and roasted at 425°F for 12 minutes; ½ cup frozen peas; finish with fresh thyme or tarragon.
SPRING: 8 ounces sliced mushrooms, such as cremini, shiitake, or white button, sautéed in 2 tablespoons extra-virgin olive oil with salt and pepper until crispy (about 10 minutes); about a dozen and a half trimmed, chopped asparagus (you can add them to the mushrooms toward the last few minutes of cooking); and a teaspoon of lemon zest; finish with chopped fresh flat-leaf parsley.
 

29 novembre 2021

Gnocchi di Zucca con barbabietola e burro alla salvia


Ed eccoci arrivati all'ultimo appuntamento dell'anno per il Club del 27 , questo mese dedicato ad un insolito Calendario dell'Avvento dove sono raggruppati piatti dolci e salati che potranno accompagnare tutte le nostre prossime giornate di attesa per le grandi festività natalizie. Preparazioni semplici, che profumano di casa e riscaldano il cuore. Ce n'è per tutti i gusti, per tutte le occasioni, dal pranzo completo a piccoli momenti gioiosi e golosi in compagnia. Tutte le ricette sono tratte dal libro Festive - A Culinary Advent Calendar, di Julia Stix ed Eva Fisher.

Ho scelto di preparare gli Gnocchi alla Zucca perchè io sono una gnoccolara di default, gli gnocchi a Casa Cortella sono il nostro comfort food e spesso la risoluzione della cena domenicale o di quando scarseggiano idee da mettere in tavola. Quindi la curiosità di questo insolito abbinamento con la barbabietola mi ha solleticato non poco. Però direi che il gioco non vale la candela, nel senso che ho trovato questo binomio alquanto infelice. In primis, non si possono spadellare gli gnocchi insieme alla barbabietola a cubetti (come reciterebbe la ricetta originale) perchè altrimenti diventa tutto un mapazzone stile Profondo Rosso. Poi veramente trovo che i due sapori insieme restino indifferenti tra di loro; probabilmente i cubetti di barbabietola parrebbero dare un effetto visivo festivo, ma allora tanto valeva guarnire con una manciata di chicchi di melagrana :-)) Senza contare che 500 g di barbabietola sono tanta roba, secondo me una quantità esagerata.
Ho invece apprezzato molto la spruzzata di limone nell'impasto degli gnocchi, anche se ho preferito usare solo la scorza grattugiata invece del succo, che talvolta potrebbe rilasciare un retrogusto amarognolo. Simpatica l'idea di tagliuzzare la salvia a listarelle e farla diventare croccante soffriggendola in burro e olio (attenzione a non farla bruciare), si potrebbe osare con una quantità maggiore perchè fa piacere sentire ogni tanto qualcosa di schioccarello a vivacizzare la morbidezza degli gnocchi.
Ovviamente è da preferire una zucca a polpa soda, tipo la Delica o la mantovana. In ogni caso, se la polpa ottenuta dovesse sembrare ancora troppo umida, basterà asciugarla a fiamma medio alta in una padella antiaderente, rigirandola spesso con una spatola, in modo che evapori la poca acqua rimasta. Spesso faccio così, soprattutto quando non ho voglia di accendere il forno e cuocio la zucca a vapore (sempre a spicchi e sempre con la buccia, eliminando ovviamente semi e filamenti).

Il Calendario (Culinario) dell'Avvento 2021 del Club del 27 completo qui.



Senza titolo


Per 4 persone:
1 kg di zucca Delica o mantovana
500 g di patate vecchie o a buccia rossa
sale e pepe
noce moscata grattugiata fresca
scorza grattugiata di limone non trattato
1 tuorlo d'uovo
4/6 cucchiai di semola rimacinata
farina 0 per spolverare
500 g di barbabietola cotta a cubetti
 
Burro alla salvia:
2 spicchi d'aglio
20 foglie di salvia
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
50 g di burro
10 foglie di basilico
120 g di Parmigiano in scaglie
 
Foderare una teglia con carta da forno o alluminio. Tagliare la zucca in 6 spicchi, eliminare i semi e la parte filamentosa ed adagiarli sulla teglia. Distribuire un filo di acqua sul fondo, coprire con alluminio, praticare qualche foro con il coltello o la forchetta e infornare a 190/200° per circa 35 minuti o finchè  la zucca risulta ben tenera.
Nel frattempo, lessare le patate in acqua salata fino a quando risultano morbide . Scolarle e passarle ancora calde nello schiacciapatate (anche con la buccia, verrà via da sola).
Togliere la zucca dal forno, prelevarne la polpa, schiacciarla bene con la forchetta o l'apposito attrezzo ed aggiungerla alla patata. Allargare il composto sulla spianatoia in modo che si raffreddi velocemente. Condire poi con sale (poco), pepe, noce moscata e scorza di limone a piacere. Aggiungere il tuorlo d'uovo e la semola ed amalgamare. Usare un po' più di semola se l'impasto è troppo appiccicoso.
Sulla spianatoia ben spolverata di semola e farina, formare dei rotoli spessi 2 cm e tagliarli a pezzi di 2 cm ricavando gli gnocchi. Se piace, rigare gli gnocchi con una forchetta/grattugia/apposito rigagnocchi. Trasferirli su più piatti o uno strofinaccio leggermente spolverato di semola e farina.


facendo gnocchi zucca
 

Per il burro alla salvia: tagliare a metà gli spicchi d'aglio e schiacciarli con il dorso di un coltello. Tagliare a listarelle le foglie di salvia. Scaldare metà dell'olio e del burro in una padella a fuoco medio. Soffriggere l'aglio e la salvia per circa 5 minuti, facendo attenzione che non bruci, e mettere da parte.
 
Cuocere gli gnocchi in una casseruola di acqua bollente salata (poco) finché risalgono tutti in superficie. Nel frattempo scaldare l'olio e il burro rimanenti e friggere brevemente gli gnocchi scolati con una schiumarola. Unire la barbabietola e il condimento di aglio e salvia. Cospargere con basilico e Parmigiano e servire subito.



 Pumpkin Gnocchi with beetroot in sage butter

gnocchi zucca e barbabietola

Serves 4:
1 kg (2 lb 4 oz) pumpkin (winter squash)
500 g (1 lb 2 oz) waxy potatoes
Salt and Pepper
Fresh grated nutmeg
Lemon juice
1 egg yolk
4 tbsp semolina
Plain (all-purpose) flour, for dusting
500 g (1 lb 2 oz) cooked beetroot
 
Sage Butter:
2 garlic cloves
about 20 sage leaves
2 tbsp oil
2 tsp butter
10 basil leaves
120 g (41⁄4 oz) shaved Parmesan cheese

 
Preheat the oven to 200°C (400°F). Line a baking tray with baking paper. Cut the pumpkin into 6 wedges. Place them on the tray and bake for about 35 minutes.
Meanwhile, boil the potatoes in salted water until well done. Drain, set aside until cool enough to handle, then peel and mash or push through a potato ricer. Remove the pumpkin from the oven. Once it has cooled and dried out, mash the pumpkin and add it to the potato. Season with salt, pepper, nutmeg and lemon juice to taste. Add the egg yolk and semolina and gently mix with a wooden spoon to make a smooth dough. Add a little more semolina if the dough is too sticky.
Shape the dough into 2 cm (3⁄4 inch) thick rolls, then slice them into 2 cm (3⁄4 inch) pieces. Use floured hands to shape the pieces into balls, then gently flatten the balls with a fork. Transfer the gnocchi to a tray dusted with flour. Cook the gnocchi in batches in a saucepan of simmering salted water for 3 minutes or until they rise to the surface. Remove with a slotted spoon and set aside to cool. Dice the beetroot.
For the sage butter, halve the garlic cloves and crush them with the back of a knife. Cut the sage leaves into strips. Heat half the oil and butter in a frying pan over medium heat. Fry the garlic and sage for about 5 minutes, then transfer to a plate. Heat the remaining oil and butter and briefly fry the gnocchi. Toss the beetroot with the gnocchi, garlic and sage. Sprinkle with basil and Parmesan. Serve immediately.
 

16 ottobre 2021

Il Tiròt di Felonica per il WBD2021


Oggi è il 16 ottobre e si celebra la Giornata Mondiale del Pane.

Come ogni anno accolgo sempre super volentieri l’invito di Zorra a festeggiare insieme questa ricorrenza preparando qualcosa di fragrante e profumato da portare in tavola.

Quest’anno mi sono lasciata ispirare da una tradizione popolare di una realtà a noi vicina, complice la prima puntata di Dinner Club (che ho scoperto grazie al suo suggerimento) dedicata alla navigazione del tratto finale del Po fino al suo largo delta intrapresa da Fabio De Luigi e Carlo Cracco, alla scoperta delle peculiarità di questo territorio, a cavallo tra Lombardia, Veneto e Romagna (qui un riassunto delle specialità incontrate ed assaggiate su e giù per la nostra bella penisola durante le varie puntate).

Quindi ben venga questo Tiròt mantovano, più precisamente di Fenolica, dove si coltiva da sempre una particolare varietà di cipolla bionda, appunto la cipolla bionda di Sermide e Felonica, dal sapore dolce e dal colore giallo paglierino. Considerata da sempre un cibo contadino, avendo nutrito le masse popolane durante le guerre e le carestie, è oggi rivalutata come ingrediente della cucina tradizionale locale, riconosciuta col marchio P.A.T. e rientrante nell'Arca del Gusto di Slow Food.


Tiròt di Felonica

Per preservarne l'autenticità e la tradizione, il Tiròt è diventato un Presidio Slow Food che così ce lo racconta: 

Tiròt in dialetto mantovano è una focaccia tipica, da tempo prodotta a Felonica, l’ultimo comune del basso mantovano, a un centinaio di chilometri dal delta del Po, al confine tra Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Il tiròt è un prodotto tanto radicato nel suo territorio che la sganzega, la festa del paese, è interamente dedicata a questa focaccia. Tradizionalmente, era consumato o durante il lavoro nei campi o alla fine della giornata, alla sera, quando le famiglie si riunivano nelle aie delle fattorie. Di primo mattino, le donne preparavano l’impasto a base di farina di grano tenero, cipolla, strutto, un poco di lievito, acqua e sale per poi recarsi ai forni collettivi del paese per la cottura.
Il nome tiròt indica il modo di stendere la morbida e soffice pastella che, con abilità, è tirata a mano sulle teglie da forno. Tagliata tradizionalmente in forme rettangolari, la focaccia ha colore paglierino carico e dorato e uno spessore di pochi millimetri. Ciò che la caratterizza però è l’aroma intenso della cipolla, che al palato si presenta dolce ma sapido.
A Felonica, la coltivazione della cipolla risale già al 1800 e, in particolare, la cipolla bionda ha costituito a lungo la fonte maggiore di reddito. C’erano magazzini per la lavorazione, una fabbrica per la produzione di cassette di legno, le cipolle erano spedite col treno all’estero, soprattutto in Francia, in Germania e in Svezia. Ma alla fine degli anni ’70 la produzione di cipolla è entrata in crisi (l’ultimo magazzino ha chiuso circa una ventina di anni fa) e, di conseguenza, il tiròt è diventato una produzione limitata, la tradizione familiare man mano si è persa e i forni comuni hanno cessato la loro attività. Il Presidio vuole difendere il tiròt di Felonica dalle imitazioni e aumentare la domanda del prodotto e la valorizzazione del territorio attraverso il recupero della varietà di cipolla bionda di Felonica. Il Presidio promuove una filiera locale che collega i fornai alle aziende agricole per recuperare i terreni dismessi e creare nuovi posti di lavoro. A tale scopo il comune di Felonica in collaborazione con la cooperativa il Ponte si impegna anche ad attivare un progetto di agricoltura sociale che coinvolga soggetti con difficoltà. Inoltre la Pro loco di Felonica tutte le domeniche estive, da giugno a settembre, propone il tiròt agli abitanti del paese e del circondario. 

Per la ricetta ho seguito le indicazione di Agrodolce.
Fondamentale, inoltre, che la quantità di farina e di cipolle utilizzate siano sempre uguali. Le cipolle vanno tagliate finissime e inserite crude nell'impasto, che andrà steso molto sottile in teglia, al massimo 1,5 cm di spessore.
Un articolo riassuntivo e ben dettagliato riguardo il Tiròt in questo articolo di Turismo.it.


Tiròt di Felonica



Ingredienti:
500 g di cipolle bionde
500 g di farina 0
300 g di acqua
100 g di strutto
olio extravergine di oliva
8 g di lievito di birra

Sbucciare le cipolle e tagliarle a fette molto sottili.

Nella ciotola dell’impastatrice versare l’acqua, scioglierci il lievito e poi a pioggia la farina setacciata. Iniziare ad impastare a velocità bassa.Appena l’impasto inizierà ad incordarsi,  unire anche il sale e lo strutto a piccole dosi, sempre impastando a velocità bassa. Infine aggiungere le cipolle e lavorare finchè ben amalgamato (l’impasto sarà leggermente appiccicoso). Ungere una ciotola capiente con un pochino di olio, trasferirci l’impasto e lasciare lievitare in un luogo tiepido e riparato per circa un’ora.

facendo Tiròt di Felonica


Ungere bene una teglia da forno in ferro con olio, rovesciarvi l’impasto e allargarlo delicatamente con le dita fino ai bordi, ottenendo uno spessore di circa 1,5 cm. L’impasto era troppo per una teglia di 30x40 così ne ho sistemato un poco anche in una seconda teglia 25x25. Lasciare riposare coperto per una mezz'ora.

Cuocere a 200°per 15/20/25 minuti, il tempo di cottura dipende dalla grandezza della teglia infornata, la focaccia deve risultare ben dorata. Servire il Tiròt ben caldo, meglio se accompagnato da un bicchiere di Lambrusco. 


Tiròt - Onion Focaccia

Tiròt di Felonica9

It's World Bread Day again and I happily join Zorra's invite to bake something fragrant and delicious for this special occasion. 
I am proud to share this year a peculiar recipe of a nearby territory, featuring  an old blonde onion variety, Sermide Onion, grown in towns along the Po River, with a mild flavour and a straw yellow colour. Considered peasant food, having kept the masses fed during times of war and famine, it is now promoted as an ingredient of traditional local cuisine. And Tiròt has become a Slow Food Presidium:

Tiròt is the Mantuan dialect word for a typical focaccia historically produced in Felonica. The municipality, a hundred miles from the Po Delta, lies in the southeast corner of the province of Mantua, where Emilia-Romagna, Lombardy and Veneto meet. The name Tiròt comes from the tiratura (“pulling”) of the soft dough (a mixture of all-purpose flour, onion, lard, extra-virgin olive oil, yeast, salt and water), which is stretched out into baking trays by hand. In the past, every family in Felonica would make Tiròt on special occasions. All the women had their own recipes, and they would prepare the dough at home before taking it to the town ovens for baking. Tiròt is closely associated with the cultivation of its most important ingredient: Felonica yellow onions, a crop that was a significant source of income for many families in the past. The strongly oniony Tiròt has a sweet but intensely sapid flavor. To best appreciate its flavor and the textural equilibrium between crunchy and soft, Tiròt should be eaten fresh from the oven. Traditionally cut into rectangles, it is just a few millimeters thick and deep golden-yellow in color. The Presidium wants to protect the authentic Felonica Tiròt from imitations, to increase demand for the flatbread and to promote the local area through the revival of the Felonica yellow onion variety. The Presidium promotes a local production chain that links the bakers to farms, and hopes to recover abandoned land and create new jobs. To this end, the Felonica municipal authority is working with the cooperative Il Ponte to start a social agriculture project which will involve people with difficulties. The Felonica tourist board will also be promoting Tiròt on Sundays from June to September. 

 

Tiròt di Felonica


Very important: flour and onions must be the same quantity. The dough has to be spread in a very thin layer, about 1.5 cm high.

Ingredients:

500 g blond onions

500 g all-purpose flour, sifted

300 g water

100 g lard

extra virgin olive oil

8 g fresh yeast

10 g fine salt


Peel the onions and slice them very finely.

Pour the water into the bowl of your stand mixer, dissolve the yeast and then add the flour. Start kneading at low speed. As soon as the dough begins to amalgamate, add the salt and lard in small doses, always kneading at low speed. Finally add the onions and work until well blended (the dough will be slightly sticky). Grease a large bowl with a little oil, transfer the dough and let it rise covered in a warm place for about an hour.

Grease an iron baking tray with oil, turn the dough over and spread it gently with your fingers to the edges, to a thickness of about 1.5 cm. The dough was too much for a 30x40 pan, so I also placed some in a 25x25 pan. Leave to rest covered for half an hour.

Bake at 200° for 15/20/25 minutes, the cooking time depends on the size of the baking tray, the focaccia must be golden brown.

Serve the Tiròt hot, preferably accompanied by a glass of Lambrusco.



Happy #wbd2021 #worldbreadday #worldbreadday2021


Banner World Bread Day, October 16, 2021

Template Design | Elque 2007