Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post

5 luglio 2018

Bruschette di Sardine


C'era una volta un giovane inglese, innamorato pazzo di Venezia. Dopo un'onorata gavetta come cameriere, bartender, maître d' e general manager, nel 2009 decide di aprire la sua company (insieme al suo migliore amico) e il primo ristorante, Polpo, sullo stile dei bàcari veneziani a Soho, Londra. Da allora sono seguite nuove aperture a Smithfield, Notting Hill e Covent Garden, è nato Polpetto, Spuntino e Mishkin's, diventando ben presto King of Soho, come l'hanno soprannominato. Il suo primo libro, POLPO: A Venetian Cookbook (of Sorts) è stato premiato come Waterstones Book of the Year 2012. Nel 2014 ha presentato The Restaurant Man, un documentario in 6 puntate trasmesse in prima serata dalla BBC2, il suo secondo libro SPUNTINO: Comfort Food, New York Style è stato pubblicato nel 2015 e recentemente è uscita la sua ultima fatica, VENICE: Four Seasons of Home Cooking (intervista a R.N. qui)
E poi c'è un giovane lacustre, tanto birichino a scuola, che decide di espatriare a Londra ancora indeciso sul suo futuro, e che, dopo onorata gavetta come cameriere in svariati locali, approda a Polpo Smithfield, ingrana deciso la sua strada, si iscrive alla  University of Westminster, si trasferisce da Spuntino, si laurea a pieni voti in Business Management - Finance & Financial Services nel luglio 2017 ed è (quasi) subito promosso a General Manager del locale.
E poi... non so come finirà la storia, per il momento vivono tutti felici e contenti, lavorando sempre a pieno ritmo (#busyverybusy) nella swinging London :-))

Hanno aperto da non molto a Verona in ZAI un negozio di alimentari sudisti molto ben fornito, Assaporito, dove trovare le più buone mozzarelle e fiordilatte che si possano comprate in città, arrivano fresche ogni martedì e venerdì. Al piano superiore la nuova pizzeria di Guglielmo Vuolo, egregio Maestro della tradizione partenopea.
L'altro giorno, fermandomi a fare spesa da loro, ho scoperto (e comprato e usato per l'occasione) il pane casereccio a base di acqua di mare, direttamente da un forno di San Sabastiano al Vesuvio. Ne parla anche il Gambero Rosso in un suo articolo dell'estate scorsa. Mi sembrava un connubio perfetto con le nostre sardine dell'Adriatico.


bruschetta di sardine


Ingredienti per 4 persone:
250 g di pomodori ciliegini
olio extravergine di oliva
fleur de sel
pepe nero
un pizzico abbondante di zucchero
un pizzico abbondante di peperoncino
2 spicchi di aglio, uno spremuto e uno tagliato a metà
20 ml di aceto di Sherry
8 sardine dell'Adriatico
4 fette di pane casereccio (all'acqua di mare)
foglie di basilico
un limone non trattato

Versare un giro abbondante di olio in una padella, metterla su fuoco alto e quando l'olio è caldo versarci i pomodorini. Appena iniziano ad appassire, unire un pizzico abbondante di fleur de sel, pepe, zucchero e peperoncino. Abbassare a fuoco medio e col dorso di un mestolo di legno, schiacciare delicatamente i pomodorini per far uscire i succhi. Unire l'aglio spremuto e l'aceto e mescolare, facendo evaporare velocemente la nota alcolica. Ritirare dal fuoco e tenere da parte. Se si desidera, si può eliminare la pelle raggrinzita dai pomodorini.
Pulire le sardine, eliminando la testa, le interiora e la spina centrale e aprendole a libro (in
questo video Giorgia mostra come si pulisce una sardina), salarle. Versare un giro di olio in una padella antiaderente, metterla su fuoco medio e sistemarci le sardine con la pelle a contatto con il fondo della padella. Una volta preso colore, circa 2/3 minuti, girarle e cuocerle ancora 30 secondi, poi ritirare dal fuoco.
Nello stesso tempo, grigliare le fette di pane da entrambi i lati e strofinarle poi da un lato con lo spicchio di aglio tagliato.
Spezzettare le foglie di basilico sui pomodorini, sistemare le fette di pane tostate sul piatto di portata, distribuirci i pomodorini e sopra una o due sardine per fetta.
Servire con il limone a spicchi da spremere sopra a piacere.


spuntino


Questa ricetta partecipa alla nuova raccolta Menu Lib(e)ro organizzata da Aiù.
Info su come partecipare qui, pagina FB con tutte le ricette pubblicate qui.

7 giugno 2018

Spicy Red Pepper Hummus - Hummus speziato con peperoni


Secondo appuntamento col Menu Lib(e)ro, la nuova raccolta dedicata a ricette interamente prese dai numerosi libri di cucina che invadono le nostre librerie, dedicato agli stuzzichini da consumare all’aperitivo o in qualsiasi momento si abbia voglia di qualcosa che ci solletichi il palato ☺
Nostro Chef ospitante è Lucia, che ci ha accolto con un vassoio carico di Burekas, una tipica golosità israeliana.
Per l’occasione ho scelto una ricetta dal libro Bring it! di Ali Rosen appena acquistato, dove l’autrice dispensa consigli e ricette per un casual entertaining, ricette facili e veloci da portare e condividere in ogni occasione.
E mi sembrava l'occasione giusta per iniziare ad assaggiarlo proponendo uno stuzzichino semplice diventato molto popolare anche da noi, che richiede poco impegno nella sua preparazione, in questa versione reso più accattivante e saporito dal guizzo piccantino di peperoni e spezie.


spicy red pepper hummus


Ingredienti:
1 peperone rosso
400/450 g di ceci cotti
il succo di un limone
2 cucchiai di salsa tahini
3 spicchi di aglio spremuti
mezzo cucchiaino di sale
1/4 di cucchiaino di pepe bianco Penja
1/2 cucchiaino di coriandolo in polvere
1/4 di cucchiaino di cumino in polvere
1/4 di cucchiaino di pepe di cayenna
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva



spicy red pepper hummus



Arrostire il peperone in forno a 180/200° finchè ben abbrustolito, trasferire in un sacchetto di carta e poi in uno di plastica; oppure cuocere sulla griglia del barbecue, 2 minuti per parte per un totale di 8/10 minuti finchè ben arrostito. Quando freddo, eliminare la pelle, i semi e filamenti interni e taglarlo a cubetti.
Scolare i ceci, trasferirli in un frullatore insieme al succo del limone, alla salsa tahini, all’aglio, all’olio, al sale e al pepe e a tutte le spezie. Frullare finchè ben cremoso, se necessario allungare con un po’ di brodo vegetale o acqua. Unire anche il peperone a dadini ed amalgamare.
Servire con crostini.
Conservare in frigo in un contenitore ermetico anche per una settimana, avendo l’accortezza di mescolarlo di nuovo prima di servire.



bring it!


Questa ricetta partecipa alla nuova raccolta Menu Lib(e)ro organizzata da Aiù.
Info su come partecipare qui, pagina FB con tutte le ricette pubblicate qui.

3 novembre 2016

vade DIETRO... LA LASAGNA! Il nuovo libro dell'MTChallenge!


DIETRO un gran Libro...
... c'è la Community più vibrante del web!




Non avete più scampo!
Esce oggi in tutta Italia il nuovo libro dell'MTChallenge


Illustrazioni e styling di Mai Esteve
Casa editrice Gribaudo - Gruppo Feltrinelli


Non c’è appetito che non si riaccenda, non c’è virtù che non si indebolisca, 
non c’è proposito di dieta che possa resistere alle lusinghe del profumo di un ragù, 
alla morbidezza avvolgente di una besciamella, 
alla crosta croccante di una bontà che addirittura si sente sotto i denti 
e che chiama a raccolta tutti i sensi.



e ci sono anche io, e una mia ricetta!




in vendita in tutte le librerie d'italia e on line su Amazon e Feltrinelli


 a totale sostegno di

http://www.piazzadeimestieri.it/

3 maggio 2015

Una fumante pizza in teglia per le freddissime giornate in Antartide


L'Abbecedario Culinario Mondiale si è fermato in Antartide in queste ultime tre settimane, terra fredda, freddissima, l'estremo sud del nostro pianeta, il luogo più isolato al mondo.
Terra senza una popolazione autoctona e abitata solamente nelle basi scientifiche che ancora ne studiano la struttura e i fenomeni geologici oltre ad approfondimenti tecnici basati su esperimenti: quella più grande è la McMurdo, americana, e le estive Juan Carlos 1 e Gabriel de Castilla (spagnole).
Il cibo arriva via mare, per lo più inscatolato, seccato, liofilizzato, congelato. In una terra così freddamente desertica e con temperature che raggiungono anche i -70° non cresce nulla, a parte qualche alga e lichene, non edibili.
Nelle basi si alternano cuochi di ogni nazionalità, e i pasti preparati rispecchiano le loro origini: si potrebbe quasi dire che sia la cucina più internazionale del mondo! E non a caso nel menu della seconda settimana di aprile della base McMurdo appare ben 7 volte la nostra megacosmopolita pizza!

Pizza è la parola italiana più diffusa al mondo, oltre ad essere il prodotto culinario più italiano che esista e più diffuso sul nostro pianeta, orgoglio del nostro tricolore.
Se ne mangiano 5 miliardi all’anno, un primato che non ha uguali. Nata come piatto povero, realizzata con pochi e semplici ingredienti, solo farina, acqua e lievito, inizialmente condita solo con olio e pepe, ha saputo negli anni rivalutarsi attraverso farciture più ricche e conquistando  anche palati più borghesi e regali, fino a diventare il piatto più universale al mondo.

Se c'è un cibo che rispecchia le abitudini alimentari del passato, del presente e del futuro, questo si chiama pizza. In un'apparente contraddizione, c'è tutta la valenza di questa pietanza che da Napoli ha saputo scalare gerarchie sociali, diventando punto di incontro di culture alimentari, fatto di costume e fenomeno economico.
Giovanni Mento, presidente nazionale della Federazione Italiana Pizzaioli nel mondo - l'Arena del 23.01.2015

Ultimamente la pizza è stata ancora più presente del solito sui social: dapprima con il lancio di una petizione con la quale  si richiede che l’Arte della Pizza sia  inserita da parte dell’Unesco nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità, poi per una pubblicità semidenigratoria nei suoi confronti, a cui il popolo napoletano ha prontamente saputo rispondere con la sua pungente ma garbata ironia, con Gino Sorbillo quasi a dirigere l'orchestra partenopea.

In casa mia la pizza piace in tutte le maniere, in teglia al forno, al forno a legna, a pizzettine, in versione baguette, ma soprattutto l'inimitabile gustata nel suo luogo d'origine e preparata da orgogliosi maestri d'arte.
Ho sostenuto da poco gli esami per diventare insegnante di cucina AICI, e ho scelto proprio la pizza come tesi d'esame: ho ripercorso la storia di questo alimento, nato a Napoli come cibo di strada per il popolo, ho conosciuto e dedicato alcune pagine ai suoi più famosi rappresentanti veraci, ho inserito alcune mie ricette e le classiche immancabili delle care sorelle. Con il marito tipografo/editore ne è diventata un libro, primo piccolo passo per un futuro ed ambizioso progetto culinario.
Questa è la pizza in teglia di CasaCortella, spesso in tavola la domenica sera.
Probabilmente in Antartide useranno la mozzarella congelata: si può fare, basta poi scongelarla e lasciarla scolare bene nel setaccio.






Per una teglia di 30x40 cm o due tonde da 28 cm di diametro:

350 g di farina 0 + 150 g di semola rimacinata *
280 g di acqua leggermente tiepida
12 g di lievito di birra **
20 g di olio extravergine di oliva
10 g di sale fino

salsa di pomodoro o pomodori pelati
mozzarella fresca tagliata a cubetti
basilico/origano
olio extravergine di oliva

** 12 g di lievito di birra è la dose classica per 500 g di farina con una lievitazione standard di un'ora/un'ora e mezza, se si preferisce dimezzare la dose di lievito si dovrà programmare una lievitazione più lunga; si può usare il lievito secco, tenendo in considerazione che una bustina, 7 g, corrispondono a 25 g di quello fresco.


Sulla spianatoia di legno fare la classica fontana con la farina,  versare al centro l'acqua, mettere il lievito e scioglierlo bene, aggiungere l'olio quindi iniziare ad impastare con un po' di farina.
Aggiungere il sale e continuare ad impastare finchè l'impasto risulta ben omogeneo ed amalgamato, battendo qualche volta l'impasto sulla piano di lavoro.
Mettere l'impasto in una ciotola leggermente unta e lasciar riposare coperto in luogo riparato finchè raddoppia di volume.
Mettere al centro della teglia qualche cucchiaio di olio (ma solo al centro altrimenti non si riuscirà poi a fissare la pizza ai bordi, se unti la faranno scivolare via), trasferire la pasta sopra e senza lavorarla stenderla con la punta delle dita tirandola leggermente fino ai bordi (in cottura l'olio si scalderà e si uniformerà su tutta la superficie della  teglia).
Condire con la salsa di pomodoro (se preferite i pelati, vanno sgocciolati bene e tagliati finemente a coltello), il sale, un filo d'olio, origano e basilico e lasciare riposare per 30 minuti.
Cuocere in forno caldo a 230° per circa 15 minuti, aggiungere la mozzarella ben strizzata (sempre lasciata scolare tagliata) e rimettere in forno ancora pochi minuti finchè ben sciolta, abbassando la temperatura a 200°.

27 agosto 2014

Black & White Wednesday # 141


Black & White Wednesday is going to be back,
 hope you all had a lovely Summer and a nice holiday time.
I'm still enjoying a few days of dolce far niente,
and happily give the honor to open the new BWW season 
to the charming founder of the event.

Susan of The Well-Seasoned Cook is hosting this week,
please send your entries to thewellseasonedcook AT yahoo DOT com

Gallery will be up on Wednesday 3rd September.



a very peculiar treat,
for the first time translated in French from Latin,
too expensive for my wallet,
but simply free to get a shot :-)

De Re Coquinaria (On the Subject fo Cooking)
a collection of ancient Roman cookery recipes.







Rules and new host line-up here,
There are always hosting weeks available.  
Please contact me at casacortella AT tin DOT it  if you are interested in presenting a gallery.
 


We have a group on Flickr if you'd like to join and share your pics,
hashtag #BWFood on Twitter. 
 
 


7 maggio 2013

Black & White Wednesday # 82



Alex of Food4Thoughtis hosting this week BWW,
please do send your entries to food4thought AT hotmail DOT it



Next week and for the following three
and my country will be Hungary.


 A dear friend of mine is Hungarian,
and yesterday I spent a lovely afternoon at her mother's home,
looking for recipes and suggestions in this old cookbook, dated 1956,
still the master nowdays for popular and typical cuisine.



szakácskönyv


I was so ecstatic looking at aged Agnese's hands,
carefully reading through the consumed book  
to give me the best tips for the best result,
could breath so many imaginary aromas and fragrances
of long years spent in the kitchen.


szakácskönyv


And more, so many flying papers with hand-written recipes
jealously guarded among the pages of the book.


hand-written hungarian recipe


Food is love,
and you can feel it even from the pages of an old book.


Szakácskönyv by Ilona Horváth










We have a group on Flickr if you'd like to join and share your pics,
  hashtag #BWFood on Twitter.
Should you like to host please send me an email to casacortella AT tin DOT it
rules and host-line up here

2 maggio 2013

Buono come il Pane @ La Feltrinelli - Verona



Presentazione libro "Buono come il Pane"
giovedì 2 maggio 2013 alle 18
alla libreria Feltrinelli di via IV Spade, 2 (Verona)


buono come il pane



Il libro "Buono come il pane" arriva sugli scaffali della Feltrinelli di Verona.


Oggi 2 maggio alle 18, sarò presentere ad illustrare il libro e spiegherò infatti la mia adesione alla campagna "Io non mangio da solo", in un appuntamento tutto da gustare nella sede della libreria in via IV Spade, 2.
Introduce l'incontro Rossella Lomuscio, educatrice di ProgettoMondo Mlal, che parlerà di solidarietà e diritto al cibo.
Alla presentazione, seguirà una degustazione di ricette tratte dal libro: pizza non pizza, frittata di pane, polpettine pane e parmigiano e un assaggio dolce di torta al cioccolato.

L'appuntamento si inserisce tra le iniziative dell'undicesima edizione "Le Piazze dei Sapori", di cui Feltrinelli è sponsor, che dal 2 al 5 maggio porterà nel salotto di Verona i prodotti tipici e le produzioni enogastronomiche più ricercate d'Italia.

Buono Come il Pane raccoglie in 100 pagine illustrate le gustose ricette che le migliori foodblogger italiane hanno regalato con passione, entusiasmo e fantasia alla campagna "Io non mangio da solo" promossa dall'Associazione ProgettoMondo Mlal che da 45 anni realizza progetti di sviluppo in 15 Paesi del Sud del Mondo. Tante ricette a base di avanzi di pane, ideate per riaffermare il diritto al cibo e alla solidarietà internazionale in favore di 1 miliardo e 200 milioni di persone che ancora non si nutrono a sufficienza, non hanno accesso alle risorse naturali, e non sono padrone nè di quanto producono, nè di potere scegliere cosa mangiare.
Il ricavato di questo libro andrà interamente a finanziare 10 diversi programmi di sicurezza e sovranità alimentare che l'organizzazione non governativa ProgettoMondo Mlal sta realizzando in sei Paesi del Sud del mondo.


Per maggiori informazioni: www.progettomondomlal.org - info@mlal.org

30 aprile 2013

Black & White Wednesday # 81


 Lynne of Cafe Lynnylu is hosting this week BWW,
please do send your entries to lynnylu AT gmail DOT com



homemade bread
 Homemade Bread

made especially for BBD#58,
featuring squash & pumpkin seeds,
the recipe on-line tomorrow.


 Tomorrow @ Libreria Feltrinelli in Verona
I will present the book

Buono come il pane - As good as Bread


buono come il pane


The book shows in 100 pages more than 90 tasty recipes that some of the best Italian food-bloggers share with passion and enthusiasm for the campaign "I don't eat alone" promoted by the Association ProgettoMondo Mlal, who's been active for 45 years in development projects in 15 countries in the South of the world. Only recipes with leftover bread, designed to reaffirm the right to food and to international solidarity in favour of 1 billion and 200 million people that still don't have enough, do not have access to natural resources, and are not the master of what they produce, nor are able to choose what to eat. 
The proceeds of this book will go entirely to finance 10 different food security and sovereignty programs that the ungovernmental organisation ProgettoMondo Mlal is carrying out in six countries in the southern hemisphere.

Will follow a little buffet with some recipes from the book.







We have a group on Flickr if you'd like to join and share your pics,
  hashtag #BWFood on Twitter.
Should you like to host please send me an email to casacortella AT tin DOT it
rules and host-line up here

29 aprile 2013

Carote e mandorle in agrodolce


Ancora una ricetta mandorlatosa per la rubrica Salutiamoci per la raccolta di Francesca.
Ancora una ricetta di Marco Bianchi tratta dal volume Piatti di verdura caldi della collana A Tavola con Marco Bianchi, in edicola ogni martedì con il Corriere della Sera.
Ho sempre adorato le carote, da bambina le mangiavo crude così come erano, tenendole in mano come un cono gelato e sgranocchiando sonoramente come Bugs Bunny.
Quelle cotte, però, ho iniziato ad apprezzarle da grande. Chissà perchè la maggior parte delle verdure se cotte piacciono meno ai palati infantili, e sì che dal momento che con la cottura si inteneriscono, dovrebbero essere più facilmente masticabili e dolci :-).
Comunque sia, questo piatto è una via di mezzo, perchè le carote restano ancora abbastanza schioccarelle ma più tenerone che da crude, e l'abbinamento con le mandorle è una favola!
Importante è tostare bene le mandorle in un padellino con un filo di olio, in modo che sprigionino bene tutto il loro profumo ed aroma intenso, è quasi impossibile resistere mentre le si fa.
E l'altro giorno a pranzo ero sola, ma non mi sono scoraggiata, in due turni mi sono mangiata tutta la dose cucinata per 4: della serie ... #sapevatelo!


carote e mandorle in agrodolce


Per 4 persone:

500 g di carote
1 cucchiaio di malto d'orzo *
2 cucchiai di aceto di mele
1 spicchio di aglio
mandorle pelate
olio extravergine di oliva
sale

* non ne avevo e ho usato un paio di cucchiai di succo di mela concentrato



 carote e mandorle in agrodolce


Lavare, pelare e tagliare le carote a julienne.
Soffriggere leggermente lo spicchio di aglio in una padella con un goccio di olio, quindi eliminarlo.
Aggiungere le carote, mescolare bene e lasciare cuocere a fiamma media per circa 10/15 minuti, rigirando di tanto in tanto. Salare.
Tagliare le mandorle a filetti (se usate quelle intere come me, altrimenti ci sono già a lamelle) e farle tostare qualche minuto in un padellino antiaderente con un filo di olio.
Nel frattempo mescolare l'aceto con il malto in una ciotolina e aggiungerlo alle carote.
Far insaporire a fiamma vivace per un minuto, aggiungere anche le mandorle e lasciare insaporire un altro minuto e servire.



28 aprile 2013

Paté di mandorle - Almond Pâté


Ancora qualche giorno in compagnia di Francesca e delle mandorle, raccolta tutte le ricette con questo meraviglioso e salutare frutto, con la rubrica Salutiamoci si passerà alle golosissime e rossissime e allegrissime fragole!
Sto facendo la raccolta dei libri A Tavola con Marco Bianchi, per avere sempre nuove idee stuzzicanti e salutari.
Questo patè, peraltro molto gustoso, viene dal libro degli Antipasti.
E Marco sottolinea che: 
le mandorle sono molto ricche di fibre ed aiutano a combattere la stitichezza.
Sono un toccasana in caso di ansia, stanchezza ed insonnia.
Contengono moltissimo potassio, oltre a magnesio, ferro, calcio e soprattutto fosforo: tra tutti i frutti freschi sono quelli che ne contengono di più.



  paté mandorle


Ingredienti:

100 g di mandorle pelate
2 cucchiai di prezzemolo tritato
2 cucchiai di capperi sotto sale
1 spicchio di aglio
olio extravergine di oliva
1 cucchiaino di olio di sesamo bio
mezzo cucchiaino di curcuma
un pizzico di peperoncino


Togliere il sale dai capperi lasciandoli a bagno in acqua leggermente tiepida per almeno un paio di ore.
Sciacquarli bene e tamponare con carta da cucina.
Mettere tutti gli ingredienti nel frullatore e frullare ad alta velocità, aggiungendo l'olio di oliva a filo, regolarsi per la consistenza (Marco consigliava 10 cucchiai, ne ho messo qualcuno in più).

Ottimo spalmato su pane tostato integrale, ed in stagione si possono guarnire pomodorini ciliegini o datterini tagliati a metà.








paté mandorle



 Almond Pâté


A different  but healthy pâté, quick and easy to do.
Almonds are very rich in fiber and help to fight constipation.
They are a cure-all in cases of anxiety, fatigue and insomnia.
They contain lots of potassium, along with magnesium, iron, calcium and phosphorus: among all the fresh fruits they are the richest.
Great spread on toast, or to garnish halved cherry tomatoes: they will be perfect as appetizer!



paté mandorle



You need:

100 g blanched almonds 
2 tbs chopped parsley 
2 tbs salted capers 
1 clove garlic
extra-virgin olive oil 
1 tspn sesame oil 
half tsp turmeric
a pinch of dried chili


Remove salt from capers: let soak in lukewarm water for at least a couple of hours, then rinse well and dry with kitchen paper.
Pour all ingredients in a blender and mix at high speed, adding olive oil to have a nice texture (about 10/12 tbs).






This recipe is my personal entry to WHB # 381
hosted by Terry from Crumpets & Co
both for English and Italian edition.
Thanks again to Haalo who manages greatfully all events,
to Bri for Italian edition.
Thanks again to Kalyn for her successfull idea!

14 aprile 2013

Leek Tart - Julia Child's Flamiche


la ricetta in italiano qui

A lovely savory tart from Julia Child's Mastering the Art of French Cooking, one of the best basic French recipe books we all should have in our cooking library.
She is very punctilious, almost maniacal in describing and illustrating with personal drawings each step of the recipes, which tool to use, providing extremely precise charts for weights and measures conversions. And I am sure this helped numerous American women in those years to approach French cuisine with a more confident feeling, no panic and happy smiles while working.
The slow sautée-ing of the leeks in this recipe makes them very delicate and easily digestible.
Just a little clarification: real Flamiche is made with brioche type dough and is a specialty of Picardy in the north of France. But can also be made with a typical cheese, le Maroilles and it is named Flamiche au Maroilles.


quiche porri-leek tart



Serving 6/8: 

500 g leeks, finely sliced 
120 g water 
1 tsp salt 
50 g butter 

Pour leeks in a saucepan, better if double bottomed, along with butter, water and salt: cover with lid and at medium/high flame until the liquid is almost evaporated. Then lower the heat and simmer the vegetables slowly for 20/30 minutes, until tender.

3 eggs 
250 ml fresh cream 
a pinch of nutmeg 
fresh ground pepper 
a pastry shell, partially cooked * 
50 g grated Emmental  
butter 


 quiche porri-leek tart


Beat eggs in a bowl, add cream, nutmeg and pepper and mix well. Then add stewed leeks and stir. Pour in the pastry shell, sprinkle with cheese and garnish with small pieces of butter. Bake at 190° for about 25-30 minutes or until nicely golden.
 
* pastry shell, for a pan of 24/26 cm. diameter 

150/200 g flour
half tsp salt 
a little pinch of sugar 
120 g cold butter into small pieces 
about 4 and a half spoons of cold water 

Julia Child describes in detail how to make the dough by hand (and it is a pleasure to read it, you have to knead as making shortcrust pastry, but I'll write a separate step-by-step post when be able to take pictures) for convenience I used a standing machine, by putting all ingredients  in the bowl and mix briefly at medium speed, then a quick knead by hand and then wrapped the dough in plastic and let rest in refrigerator at least 1 hour, preferably overnight.
The dough keeps well in the refrigerator for 3-4 days, but it could also be frozen for several weeks, always wrapped in clinging film and then locked in a bag or fridge container.
 

 facendo la quiche ai porri



Roll out the dough on a floured work surface, if too harsh beat lightly with rolling pin before continuing. Lightly flour the side where the rolling pin works, roll out the desired size (about 5 cm larger than the cake tin), paying attention to turn the dough half a turn to get a circle as perfect as possible. Rather hateful thing, sometimes, but if it happens that the circle is asymmetric do as follows: cut the pastry in excess, dampen the pastry in deficiency, slightly overlap the cut dough to the lack one and straighten the two parts with the rolling pin. Use the dough immediately when stretched out otherwise the butter begins to melt and the dough becomes difficult to manage.
Butter the pan, wrap the dough over the rolling pin and place directly onto the mold. With your fingertips gently lay the dough on the bottom and press around the edge to fix (if necessary, slightly lift up the edges and slide down the dough in the pan). Turn over the exceeding pastry to the inside. Using a knife or a fork make decorative engravings on the pastry rim.
Using a fork (or the specific kitchen tool) prick the bottom of the dough.
Lightly grease a sheet of parchment paper and lay it on the dough, large enough to cover edges as well, fill the center of dried beans.
Bake at 200° for 6/9 minutes, remove the beans and the parchment paper, prick again the bottom of the pastry with a fork and place in the oven for  2-3 minutes more.
Then proceed as stated in the recipe above.
 






This recipe is my personal entry to WHB # 379
hosted by Cristina from La Cucina di Cristina
both for English and Italian edition.
Thanks again to Haalo who manages greatfully all events,
to Bri for Italian edition.
Thanks again to Kalyn for her successfull idea!

4 aprile 2013

Pane francese - Le Baguettes di Julia Child


English recipe here


Il viaggio con l'Abbecedario Culinario della Comunità Europea, creato dalla mente fervida e inarrestabile della Trattoria MuVarA, continua imperterrito per la sua strada e si è fermato vicino a casa, dai nostri cugini d'Oltralpe: siamo in Francia, ospiti di Elena dello Zibaldone Culinario.
Sono spesso in questa regione, ho cugini ristoratori a Parigi, dove torno sempre volentieri, una o due visitine l'anno fanno scoprire sempre nuovi angoli, nuove mostre, nuovi localini da acquolina, nuovi negozi mai esplorati.
E frequento spesso la Costa Azzurra e la Provenza, così dolci e charmant, così rilassanti e apprezzabili in qualsiasi stagione dell'anno.
Sfogliando il mio blog, mi sono accorta che sono piena di ricette francesi (e in casa sono piena di riviste succulente, non perdo mai occasione di prenderne qualcuna :-), chissà se riuscirò a portarle tutte ad Elena, cercando di raccontare di ognuna qualcosina di caratteristico e tradizionale.
Come questa, una delle tante ricette agées, ma sempre attuali, della famosissima Julia Child, la divertente autrice di libri di cucina, che ha fatto conoscere la cucina francese e le relative tecniche culinarie al pubblico statunitense attraverso i suoi libri e le sue buffe trasmissioni televisive, frutto del suo tempo trascorso a Parigi col marito, che inizialmente le diede il la per avvicinarsi e poi amare spasmodicamente la cucina francese.
Da noi ritornata in auge dopo l'uscita nel 2009 del film Julie & Julia, con la favolosa Meryl Streep nei suoi panni, tratto dal libro Julie & Julia: 365 Days, 524 Recipes, 1 Tiny Apartment Kitchen (basato sull'opera della Child) di Julie Powell.
Il libro più conosciuto di Julia e da cui è tratta la ricetta di queste baguettes è Mastering the Art of French Cooking, due volumi scritti insieme  alle sue amiche francesi Simone Beck e Louisette Bertholle.
Julia partendo dal presupposto che chiunque può cucinare degli ottimi piatti alla maniera francese, con le dovute istruzioni, ed infatti il libro/i libri riportano buona parte di quanto discusso nelle lezioni dei corsi di cucina tenuta dalle tre gourmandes nella loro scuola parigina, L'École des trois gourmandes. Il primo volume descrive dettagliatamnte come preparare i pilastri della cucina francese, il secondo approfondisce alcuni aggormenti specifici, come i prodotti da forno e la charcuterie (lavorazione del maiale).


 french bread-batards


Lo scorso agosto ho partecipato ad una celebrazione blogghista per il centenario della nascita di Julia Child organizzato da Susan di Wild Yeast, impastando tutti il suo French Bread, ovvero il pane francese.
Di seguito una sintesi della ricetta che Susan ci aveva gentilmente fornito, ma è sempre meglio fare riferimento all'originale pubblicata nel libro, sono 20 pagine del volume 2, ricche di istruzioni dettagliate e suggerimenti utili (oltre alle immagini proposte, non pubblicabili per non incorrere in guai di copyright). E' un libro che dovrebbe primeggiare nella nostra biblioteca culinaria, se non c'è questa è l'occasione giusta per acquistarlo, su internet si trovano dei prezzi speciali.
Le pagine di riferimento (ma possono variare a seconda delle diverse edizioni) nel mio libro sono dalla 89 alla 114, compresa l'autocritica in merito ad un scarso successo o il modo di migliorare il prodotto: - ).


french bread-batards


Si può decidere di fare diverse forme, come illustrato nel libro, questa dose di impasto andrà bene per:
3 baguette o 3 batards (filoni più corti e cicciotti)
6 ficelles (baguettes più fini) o
12 tire-bouchons (bocconcini)

E' un lavoro lungo, sono necessarie circa 8 ore, ma sicuramente ne vale la pena.


 french bread-batards


Ingredienti:

17 g di lievito fresco o una bustina di lievito secco attivo (7 g)
70 g di acqua tiepida (non più di 30°)
450 g circa di farina 0
poco più di 2 cucchiaini di sale
280 g circa di acqua tiepida (25°)

- Si può fare a mano o nell'impastatrice.
- Sciogliere completamente il lievito nei 70 g di acqua tiepida.
- Unire la miscela di lievito alla farina, aggiungere il sale, e l'acqua rimanente in una grande ciotola e amalgamare.
- Rovesciare l'impasto sulla superficie di lavoro e lasciare riposare per 2/3 minuti mentre si lava e asciuga la ciotola.
- Lavorare bene l'impasto per 5/10 minuti. Vedere la ricetta originale per i dettagli sulla tecnica di impasto di Julia.
- Lasciare riposare la pasta per 3/4 minuti, poi impastare ancora per un minuto. La superficie dovrà essere liscia e l'impasto morbido e un po 'appiccicoso.
- Riportare l'impasto nella ciotola e far lievitare a temperatura ambiente fino a 3 volte e mezzo il suo volume originale. Probabilmente ci vorranno circa 3 ore.
- Sgonfiare l'impasto, riformare la palla e rimettere nella ciotola.
- Lasciare lievitare nuovamente l'impasto a temperatura ambiente fino a quando è quasi triplicato in volume, circa 2 ore.
- Nel frattempo, preparare la teglia per la lievitazione dei pani: spargere dela farina su un canovaccio pulito posto su una teglia da forno.
- Dividere la pasta in 3, 6 o 12 pezzi a seconda delle dimensioni dei pani che si desidera fare.
- Piegare ogni pezzo di pasta in due, coprire con un telo e lasciare riposare 5 minuti.
- Formare i pani e metterli sul canovaccio infarinato. Vedere la ricetta originale per le istruzioni dettagliate.


 making french bread-batards


- Coprire i pani e lasciare lievitare a temperatura ambiente fino a quasi il triplo di volume, circa 2 ore o qualcosina in più.
- Nel frattempo, preriscaldare il forno a 220°.
- Con delicatezza trasferire i pani su una teglia da forno, facendoli scivolare dal canovaccio o aiutandosi con una paletta da forno.
- Spruzzare i pani con acqua e infornare.
- Spruzzare acqua sui pani ancora tre volte a intervalli di 3 minuti.
- Cuocere per un totale di circa 25 minuti.
- Far raffreddare per 2/3 ore … cercando di resistere alla tentazione di addentare una baguette calda! (io non ce l'ho fatta :-).


 french bread-batards

 

29 marzo 2013

Gnocchetti di ceci alla crema di carciofi


English recipe here

Un giovane scienziato, che di nome fa Marco Bianchi, diventato star televisiva pure lui, dice che la salute comincia a tavola. Ho letto i suoi due magnifici libri e niente da eccepire: quello che scrive, come lo scrive, come lo spiega, è di facile approccio ed utilizzo per tutti.
Non contento, ora unisce alle sue ricette anche quelle suggerite da amici, aficionados, seguaci televisivi o internettiani.
Nasce così una bella collana di ricette gustose e salutari, che sono già in edicola dal 19 marzo, scorso a cadenza settimanale, col Corriere della Sera (ma non occorre comprare il quotidiano :-).
La prima uscita è stata dedicata ai primi piatti, e subito l'occhio mi è caduto sugli gnocchetti di ceci,  che non avevo mai fatto prima e quindi valeva la pena di provare.
Giusto appunto vanno bene per la raccolta di questo mese di Salutiamoci, dedicata unicamente a questo legume, a casa di Katia di Pappa e cicci. 
Ne ho fatta solo mezza dose di prova, condendoli con quello che avevo in casa: avevo dei carciofi in teglia e ho frullato così i gambi per ottenerne una crema, aggiunta poi a dei cipollotti stufati. 
Forse non è stato il condimento più azzeccato, almeno cromaticamente, ma la salsina di peperone che suggerisce Marco (che sicuramente avrebbe maggiormente vivacizzato gli gnocchetti) non è ancora di stagione, però mi stuzzica alquanto e prevedo un'abbondante produzione quest'estate per metterla sottovuoto, per altre occasioni improvvise o vogliose.


gnocchetti di ceci


Gnocchetti per 4 persone:

500 g di ceci lessi *
100 g circa di farina integrale di grano saraceno bio
(la mia era mista saraceno/farro)
sale
poco latte di soia, circa mezzo bicchiere

* peso da cotti e scolati, si possono usare quelli sottovetro bio




Frullare i ceci fino a ridurli a polvere finissima, aggiungere il sale ed impastarli con la farina e il latte (aggiungendolo poco alla volta) fino ad ottenere un composto compatto e che non si sbriciola. Regolarsi con il latte, ne può servire un goccio di più o un goccio di meno.
Come per gli gnocchi di patate, tagliare un pezzo di composto e arrotolarlo sotto i palmi delle mani sul piano infarinato formando un bigolo. Col coltello tagliare gli gnocchi della grandezza desiderata e disporli su un canovaccio leggermente infarinato. Proseguire fino ad esaurimento del composto.


Per la crema di carciofi:

gambi di carciofi trifolati in padella
3 o 4 cipollotti
olio extravergine di oliva
semi di sesamo tostati
peperoncino
lievito in fiocchi
qualche mandorla tritata


gnocchetti di ceci


Affettare i cipollotti, soffriggerli leggermente in poco olio e poi stufarli 5 minuti aggiungendo un goccio di acqua. Tenerne una metà da parte per la guarnizione.
Nella metà restante aggiungere i gambi di carciofo, far insaporire e poi frullare tutto con il minipimer.
Cuocere gli gnocchetti in abbondante acqua salata, sono pronti quando vengono a galla.
Scolarli morbidi e spadellarli con la crema di carciofi, unendo un goccio di acqua di cottura (se necessario) per mantenere la crema ben morbida.
Impiattare e servire con una spolverata di mandorle, sesamo e lievito ed un pizzico di peperoncino. Completare con i cipollotti stufati tenuti da parte, se ben accetti.



gnocchetti di ceci


Se non piace avere i cipollotti stufati nel piatto, basterà frullarli tutti insieme ai carciofi.



Per la crema arancione (in estate):

1 peperone rosso
1 peperone giallo
500 g di carote
olio extravergine di oliva
sale
peperoncino secco frantumato o fresco a fettine
lievito in fiocchi
 

Lessare le carote e tagliarle a tocchetti.
Scottare in acqua bollente i peperoni per 15 minuti, spelllarli, eliminare i semi.
Frullare insieme carote e peperoni, salare ed usare questa salsa per spadellare gli gnocchetti, aggiungendo dell'acqua di cottura se risultasse troppo asciutta.
Spolverare con peperoncino e un pizzico di lievito in fiocchi.

22 gennaio 2013

Black & White Wednesday - Week # 67



Jehanne of The Cooking Doctor is hosting this week's BWW, 
please do send your entries to thecookingdoctor AT gmail DOT com 



silver spoon for children 

The Silver Spoon for Children
from the homonymous best-selling bible of Italian cooking



what to cook and how
100 illustrated step-by-step recipes for beginners and keen cooks





We have a group on Flickr if you'd like to join and share your pics,
  hashtag #BWFood on Twitter.
Should you like to host please send me an email to casacortella AT tin DOT it
rules and host-line up here

2 maggio 2012

Black & White Wednesday - Week # 31


 Last Sunday in Milan
@ Naviglio Grande Antiques Market

 i-Kitchen
 240 Italian bloggers' recipes
to help 24 kids of a family home
completely destroyed by last October flood in Liguria

 i-kitchen 
 
 the book is on sale on-line here and going to be translated in English too,
my recipe is Homemade Scialatielli

 i-kitchen books

let's toast together with Italian bubbles to wish a big sale! :-)

toasting to i-kitchen  
 
once there don't forget to have a look at the market,
you could always find something interesting,
a good deal might be around the corner! :-)

kitchen shopping @ the market





For lovely Susan and BWW, her weekly culinary photo event,
this week guest hosted @ Cooking with Siri

Template Design | Elque 2007