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7 giugno 2018

Spicy Red Pepper Hummus - Hummus speziato con peperoni


Secondo appuntamento col Menu Lib(e)ro, la nuova raccolta dedicata a ricette interamente prese dai numerosi libri di cucina che invadono le nostre librerie, dedicato agli stuzzichini da consumare all’aperitivo o in qualsiasi momento si abbia voglia di qualcosa che ci solletichi il palato ☺
Nostro Chef ospitante è Lucia, che ci ha accolto con un vassoio carico di Burekas, una tipica golosità israeliana.
Per l’occasione ho scelto una ricetta dal libro Bring it! di Ali Rosen appena acquistato, dove l’autrice dispensa consigli e ricette per un casual entertaining, ricette facili e veloci da portare e condividere in ogni occasione.
E mi sembrava l'occasione giusta per iniziare ad assaggiarlo proponendo uno stuzzichino semplice diventato molto popolare anche da noi, che richiede poco impegno nella sua preparazione, in questa versione reso più accattivante e saporito dal guizzo piccantino di peperoni e spezie.


spicy red pepper hummus


Ingredienti:
1 peperone rosso
400/450 g di ceci cotti
il succo di un limone
2 cucchiai di salsa tahini
3 spicchi di aglio spremuti
mezzo cucchiaino di sale
1/4 di cucchiaino di pepe bianco Penja
1/2 cucchiaino di coriandolo in polvere
1/4 di cucchiaino di cumino in polvere
1/4 di cucchiaino di pepe di cayenna
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva



spicy red pepper hummus



Arrostire il peperone in forno a 180/200° finchè ben abbrustolito, trasferire in un sacchetto di carta e poi in uno di plastica; oppure cuocere sulla griglia del barbecue, 2 minuti per parte per un totale di 8/10 minuti finchè ben arrostito. Quando freddo, eliminare la pelle, i semi e filamenti interni e taglarlo a cubetti.
Scolare i ceci, trasferirli in un frullatore insieme al succo del limone, alla salsa tahini, all’aglio, all’olio, al sale e al pepe e a tutte le spezie. Frullare finchè ben cremoso, se necessario allungare con un po’ di brodo vegetale o acqua. Unire anche il peperone a dadini ed amalgamare.
Servire con crostini.
Conservare in frigo in un contenitore ermetico anche per una settimana, avendo l’accortezza di mescolarlo di nuovo prima di servire.



bring it!


Questa ricetta partecipa alla nuova raccolta Menu Lib(e)ro organizzata da Aiù.
Info su come partecipare qui, pagina FB con tutte le ricette pubblicate qui.

29 ottobre 2017

Pasta e fagioli di Casa Cortella per il Calendario del Cibo Italiano


Si susseguono incessanti le giornate nel Calendario del Cibo Italiano ed oggi è la Giornata Nazionale dei Fagioli.
Pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Fabaceae (o Leguminose) che cresce quasi ovunque nel mondo (non nella zona Antartica) e che è stata di prezioso aiuto come sostentamento altamente nutritivo per molte popolazioni nei periodi di maggior necessità.
Presenti in molteplici varietà, la fanno (quasi) da padroni nelle zuppe, richiamando già all'occhio sapori e tradizioni contadine che si sono perpetuate nei secoli.
La zuppa di fagioli, o meglio appellata Pasta e Fagioli, regna sovrana su tutto il territorio nazionale, cambiando con le stagioni e le diverse varietà di legumi utilizzate, adattandosi alle peculiarità di ogni luogo dove vengono raccolti; come pure al gusto personale, diventando più asciutta come la Pasta e fasul' o più morbida, con pasta o senza, dove un particolare fagiolo ne diventa il protagonista principale, contribuendo a rendere più ricca una preparazione tradizionale come la famosa Ribollita.
Nonostante la fama nazionale, non ne esiste una ricetta unica, ogni regione ha la sua, ogni famiglia la propria versione con il proprio tocco personale.
Solo l'ingrediente principale resta invariato: i fagioli. Le diverse aggiunte sono molteplici, dai più svariati aromi, al pomodoro, al lardo, al prosciutto o alla pancetta, ognuno dà la sua impronta a un piatto così semplice e familiare.
E così anche a Casa Cortella, dove ultimamente la facciamo così, rigorosamente con baccelli freschi, finchè se ne trovano.



pasta e fagioli


Ingredienti per 6 persone:

2 kg di fagioli freschi da sgranare
2/3 cipollotti
dado fatto in casa
olio extravergine di oliva
salvia e rosmarino
aglio
sale
peperoncino, facoltativo
spaghetti


Sgranare i fagioli e sciacquarli, eliminando impurità se necessario.
Tagliare finemente i cipollotti e metterli a soffriggere inizialmente e poi brasare lentamente, aggiungendo un filo di acqua al bisogno, in 3/4 cucchiai di olio. Quando traslucidi, dopo circa 5/8 minuti, unire i fagioli, un rametto di rosmarino e due foglie di salvia racchiusi in una bustina portatè, dare una mescolata, ricoprire abbondantemente di acqua (che arrivi almeno a 2 cm sopra i fagioli) e un pizzico di sale, coprire e portare a cottura, a fuoco basso. Personalmente uso la pentola a pressione (in alluminio) e li faccio cuocere circa un'ora dal fischio.
Scolare un terzo dei fagioli cotti e mettere da parte. Eliminare gli aromi e frullare il resto dei fagioli col brodo di cottura.
Riportare sul fuoco, unendo anche i fagioli integri, regolare di sale col dado e portare a bollore. Se necessario, aggiungere un po' di acqua o brodo vegetale, considerando che dovrebbe essere abbastanza morbida da permettere la cottura della pasta. 
Prendere un pugno di spaghetti (o altro tipo di pasta a scelta, per noi gli spaghetti spezzati sono un ricordo d'infanzia, quando in cucina si usava quel che era disponibile al momento), spezzarli in piccoli pezzi ed aggiungerli alla zuppa. Far cuocere pochi minuti e poi spegnere il fuoco, mettere il coperchio e lasciare terminare la cottura per assorbimento.
Al momento di servire la pasta e fagioli, versare dell'olio in un pentolino, unire uno spicchio di aglio, un rametto di rosmarino, un paio di foglie di salvia e mezzo peperoncino e far soffriggere leggermente, in modo che l'olio si aromatizzi. Versare sulla minestra attraverso un colino, dare una mescolata e portare in tavola.
Parmigiano grattugiato e pepe macinato fresco a piacere per ogni commensale.
Come tutte le zuppe, meglio se fatta il giorno prima.
Se piace avere quel pizzico di sapore in più, si può aggiungere alla zuppa mentre cuoce un pezzetto di cotenna o grasso di prosciutto crudo o speck.





365 giorni di festa per celebrare le glorie della nostra cucina:
la più famosa, la più bella (e buona) del mondo!
La festa del cibo che si rinnova ogni giorno,
attraverso la celebrazione dei piatti e dei prodotti che hanno reso unica la cucina italiana,
in Italia e nel mondo.

16 gennaio 2016

Pasta e fasul' per la Giornata Nazionale del Calendario del Cibo Italiano


Oggi il Calendario del Cibo Italiano celebra la Giornata Nazionale della Pasta e Fagioli: ce ne parla ampiamente Sabrina nel suo articolo di presentazione sul sito Aifb.


spollichini


Una ricetta tanto conosciuta e tanto amata non solo in Italia, ma in tutto il mondo: nonostante la fama nazionale, non ne esiste una ricetta unica, ogni regione rivendica la sua, ogni famiglia la propria versione con il proprio tocco personale.
Solo l'ingrediente principale resta invariato: i fagioli. Le diverse aggiunte sono molteplici, dai più svariati aromi, al pomodoro, al lardo, al prosciutto o alla pancetta, ognuno dà la sua impronta a un piatto così semplice e familiare.

Pasta e fasul', come dicono a Napoli.
E questa è una ricetta che viene proprio da laggiù, dal nostro caro amico Nicodemo che ha la fortuna di abitare in uno dei posti più belli del mondo: Positano. 
E' una semplice ricetta di casa, la faceva il suo babbo, chiamato il Capitano, che tanto si raccomandava di non usare quelle schifezze dei dadi, ma solo sale e pepe! 
Semplicissima nella sua esecuzione, esige però un fattore determinante che ne pregiudica la bontà: i fagioli devono essere rigorosamente freschi!
Quaggiù sono detti spollichini o spollecarielli, perché si acquistano ancora con il baccello e vengono sgranati poco prima di essere cotti. 
Sì, lo so, tanti dicono che è noioso pulire fagioli e piselli: a me piace, rilassa e dà soddisfazione. Poi ho anche insegnato ai miei due più piccoli (una volta, ora grandi anche loro) come si fa e spesso e volentieri mi faccio aiutare ... con le buone o le cattive! 
Quando è stagione e ne trovo al mercato, ne faccio gran scorta: li sgrano (li sgraniamo!) e poi li congelo, in modo da averli sempre pronti quando ci prende la voglia di coccolarci con questa zuppa.

Qualche anno fa, al ritorno da una mini vacanza nel nostro luogo del cuore (non a caso il mio primogenito è nato laggiù!), la mia valigia era più preziosa che mai: conteneva un sacchetto regalatoci da Nicodemo di spollichini doc, che sono subito finiti in pentola come faceva il suo babbo.


pasta e fasul'


Servono:

 un battuto di cipolla, carota e sedano
un pomodorino ciliegia per ogni porzione
fagioli freschi
olio extravergine di oliva
sale/pepe
pasta corta
acqua o brodo vegetale


Soffriggere il battuto di verdure in un po' di olio facendo attenzione che non bruci, in caso aggiungere un dito d'acqua.
Unire i fagioli e mescolare bene, aggiungere i pomodori e acqua o brodo fino a coprirli completamente, solo un paio di centimetri sopra, salare e pepare.
Cuocere sobollendo piano e coperto, finchè i fagioli sono teneri. Al bisogno aggiungere ancora un pochino di acqua.
Quando i fagioli sono pronti, buttare la pasta e cuocere per il tempo indicato.
Più densa (azzecculiat' come dicono a Napoli) o più liquida? Sta al proprio gusto, per averla più cremosa si possono schiacciare dei fagioli con un mestolo di legno contro le pareti della pentola prima di aggiungere la pasta.
Una grattatina fresca di pepe e una bella spolverata di grana e la pasta e fasul' è servita!

Interessante anche la versione all'Ischitana.
 

1 gennaio 2016

Insalata tiepida di lenticchie con radicchio rosso, finocchi e speck per il Calendario del Cibo Italiano


Buon Anno!


E questo novello 2016 inizia con una grande novità in casa Aifb.
Inizia oggi, infatti, il Calendario del Cibo Italiano, il nuovo grande progetto dall’Associazione Italiana Food Blogger, un grande contenitore mediatico che racconterà, giorno per giorno, le specialità gastronomiche, i personaggi che hanno fatto la storia della cultura alimentare e le ricette che fanno parte del nostro territorio e della nostra tradizione, tramandate di generazione in generazione.

Sarà un percorso che si svilupperà in 366 Giornate Nazionali e 52 Settimane, ognuna dedicata ad un tema diverso. Ci saranno Ambasciatori differenti per ogni giornata e per ogni settimana a cui fare riferimento, che illustreranno in un post introduttivo, pubblicato sul sito dell’Associazione, il tema del giorno/settimana e faranno da traino per la raccolta di ricette inerenti.

Gli hashtag che animeranno il web durante questa lunga kermesse sono #calendariodelciboitaliano #calendarioaifb #italianfoodcalendar – fatene buon uso!


Per l'occasione rispolvero una ricetta d'antan che ci piacque molto e che ben si presta ad essere presentata in tavola dopo tutti i bagordi festaioli di queste vacanze natalizie.
E' facile e straveloce da fare, l'unica accortezza da tenere presente è il tempo di spadellatura degli ingredienti, che deve essere rapido (questione davvero di pochi minuti!) per mantenere fresche e croccanti le verdure. Per questo motivo va preparata e servita immediatamente, altrimenti si inteneriscono troppo e il radicchio, specialmente, perde il suo bel colore facendo ingrigire e rattristire l'insalata. Perfetta come piatto unico, magari abbinata a un formaggio fresco, oppure come contorno a carne alla griglia, come l'abbiamo gustata noi.




insalata tiepida di lenticchie, radicchio rosso, finocchi e speck - mlla 17


Ingredienti :

 200 g di lenticchie piccole
300 g di radicchio rosso mondato e tagliato a listarelle
160 g di speck tagliato a striscioline
 finocchio
mezza carota
mezzo gambo di sedano
mezza cipolla
mezzo porro
un paio di foglie di alloro
sale/pepe
olio extravergine di oliva
qualche grano di pepe


Lessare le lenticchie in acqua (senza metterle a bagno e partendo da acqua fredda) a leggero bollore con carota, sedano, cipolla, alloro e pepe in grani. Affettare il porro e rosolarlo brevemente in una padella con un filo di olio, aggiungere il finocchio tagliato a fettine e insaporire, aggiungere lo speck e rosolarlo finchè diventa croccante. Scolare le lenticchie e unirle al resto, quindi unire anche il radicchio, saltare brevemente a fuoco vivace, salare e pepare. Guarnire con qualche goccia di olio a crudo (il novello appena spremuto così piccantino ci sta proprio bene) e a piacere qualche goccia di aceto balsamico, ma non troppo. Servire subito perchè è buona con le verdure croccanti.

4 aprile 2015

Falafel con salsa di yogurt e tahine



recipe in English here


Con l'Abbecedario Culinario Mondiale stiamo esplorando l'Egitto, ospiti della cara Terry.
Sono sempre stata attratta dal fascino misterioso della storia degli Egizi, a scuola era l'unico periodo della storia antica che mi faceva passare volentieri le ore sui libri, cercando di immaginare, attraverso le parole e le immagini, le fantastiche imprese faraoniche perseguite in quegli anni.
Non ho mai visitato dal vero le Piramidi, ma spero tanto che un giorno non lontano questo possa accadere.
Fortunatamente, si possono ammirare reperti unici anche nei musei metropolitani, come al Louvre di Parigi o al British Museum di Londra, dove è conservata la Stele di Rosetta, che permise di decifrare il mistero dei geroglici egiziani. E in terra nostra, a Torino c'è un intero Museo dedicato esclusivamente all’arte e alla cultura dell’Antico Egitto. E' costituito da un insieme di collezioni che si sono sovrapposte nel tempo, alle quali si devono aggiungere i ritrovamenti effettuati a seguito degli scavi condotti in Egitto dalla Missione Archeologica Italiana tra il 1900 e il 1935. In quell’epoca vigeva il criterio secondo cui i reperti archeologici erano ripartiti fra l’Egitto e le missioni archeologiche. Oggigiorno, invece, tutti i reperti ritrovati restano giustamente all’Egitto.
L'avevo visitato anni fa, ma mi era sembrato vecchio, cupo, quasi un tantino inquitante.
Proprio di pochi giorni fa è la notizia della riapertura (anche se in effetti non ha mai chiuso durante i lavori) del rinnovato Museo Egizio di Torino, molto più luminoso, ordinato ed accogliente.
Vi consiglio di visitare il loro sito, un assaggio di quello che si potrà visitare e che spero di riuscire a fare fra 10 giorni, quando tascorrerò un lungo weekend a Torino.

L’inaugurazione del Museo Egizio rappresenta in primo luogo la vittoria di una grande scommessa: quella di far coesistere un cantiere da 50 milioni di euro, tra i più grandi in Europa, senza chiudere, neppure un giorno, il Museo al pubblico. Per mantenere fede alla promessa di non chiudere mai le sale museali, le movimentazioni dei reperti sono avvenute secondo un complesso cronoprogramma: un work in progress a cui il pubblico ha assistito nei cinque anni di lavori, dal 2010 fino alla data storica del 1 aprile 2015. La sfida di mantenere il Museo sempre aperto nonostante il cantiere ha premiato il Museo Egizio: infatti le presenze nel 2014 sono state 567.688, registrando un aumento significativo anche rispetto all’anno record delle Olimpiadi invernali del 2006 (529.911). Una notorietà e un apprezzamento che hanno consentito all’Egizio di essere fra i primi 10 musei più visitati d’Italia e fra i primi 100 del mondo (fonte The Art Newspaper, maggio 2014) ... continua sul sito.
Per questi giorni pasquali, il Museo sarà aperto Sabato 4 e Domenica 5 Aprile 2015  dalle 8.30 alle 21, Lunedì 6 Aprile dalle 8.30 alle 19.30.

Un classico vegetariano dello street food medio orientale, pratico, economico, nutriente, reperibile ad ogni angolo di strada, in ogni occasione.
Da gustare in una fragrante pita, seguendo la ricetta ideale delle mitiche sorelle Simli.








Per circa 50 falafel:

500 g di fave secche
2/3 spicchi d'aglio tritato
prezzemolo e coriandolo fresco tritato
una cipolla tritata e stufata
5/6 cucchiai di farina
un cucchiaino scarso di bicarbonato
un cucchiaino di cumino in polvere, anche 2 se piace
sale/pepe
olio di semi di arachide



falafel pronti da friggere 

- Mettere le fave in ammollo per una notte in una ciotola capiente con il bicarbonato e abbondante acqua a temperatura ambiente.
- Scolare e sciacquare bene le fave e frullarle nel robot fino a ridurle a purea, aggiungendo anche l'aglio, la cipolla, le aromatiche ed il cumino. Aggiustare di sale e pepe.
- Far riposare il composto una mezzoretta quindi formare delle piccole polpette. Friggerle pochi minuti in abbondante olio di semi di arachide. Si possono anche cuocere in forno per ridurre il contenuto di grassi dovuto alla frittura, ma indubbiamente avranno un altro sapore e consistenza.
- Le ho fatte grandi quasi quanto una pallina da golf, ma poi la sera le ho divise a metà e con ogni pallina me ne sono venute fuori due, mi sembrano meglio più piccole. Si può preparare il composto e dividerlo già a palline la mattina, conservarle su un vassoio di plastica e coperte con pellicola in frigo fino al momento di friggere, la sera, ma credo possano resistere anche fino al giorno dopo.







Salsa di yogurt e tahine

100 g di yogurt greco
un cucchiaio colmo di tahina (salsa di sesamo),
un cucchiaio di succo di limone
sale/pepe


pita imbottita con falafel e verdure fresche e salsina allo yogurt e tahine

30 giugno 2014

Peanut Panettone Buns for MLLA # 72


 la ricetta in italiano qui


I found this recipe on an Italian food magazine, a special edition about gourmet homemade gifts, and this bread cought my attention at first glance.
The result was over my expectations, can't say if it's more savoury or sweet, just an incredible mix of both. The shape is very cute and could be used as placeholders on a festive table.
Definetely a lovely bread to enjoy at breakfast, with the right incentive help to face any work or duties of our long busy days.


panettoncini arachidi-peanut buns



You need:


500 g all-purpose flour
150 g salted peanuts
250 ml lukewarm milk
10 g fresh yeast
1 egg
2 egg yolks
75 g soft butter into small pieces
50 g sugar cane
5 g salt

for the glaze:

50 g finely chopped salted peanuts
2 egg whites
25 g grated Parmesan cheese



facendo panttoncini arachidi



Dissolve the yeast in the milk.
Coarsely chop the peanuts and add them to the flour.
In a bowl begin to knead the flour with peanuts along with the mix milk/yeast little by little using a fork, then add the egg and egg yolks, lightly beaten .
Combine sugar and salt, and transfer to the working surface, add the butter too, and knead and beat until the dough is elastic, smooth and homogeneous.
All this work can be easily in a stand mixer.
Shape the dough into a ball and let rest covered for half an hour.
Divide the dough into little balls weighing approximately 50 g each and place them on a baking sheet lined with parchment paper; leave enough space between them as they will grow in cooking too, then cover and let rise until doubled (even a couple of hours).
It will be nicer using a baking muffin mold tin (slightly oiled), they will get the typical panettone shape.
Prepare the glaze by mixing all the ingredients together.
Use a pastry bag (but I went with a spoon and a finger to spread) to distribute a little bit of frosting on each bun.
Bake at 220° for a couple of minutes then low to 200° for about 15/20 minutes, pay attention to cooking time,  if they get golden too much and/or too fast, cover with aluminum foil and bake a few minutes less.



panettoncini arachidi-peanut buns








This recipe goes to Susan of The Well-Seasoned Cook who's hosting MLLA # 72,
the monthly event about legumes she launched in January 2008
and now run by lovely Lisa of Lisa's Kitchen.

31 marzo 2014

Black Bean Brownies - MLLA # 69


scroll down for English version


Dall'Araba più felice del web, ora ancor di più perchè in via di guarigione dopo una brutta e dolorosa esperienza bollente in cucina, una furbata dolce di quelle che solo lei può scovare :-)
La ricetta viene da un sito di fitness oltreoceano, uno dei suoi preferiti, dedicato al mondo femminile sportivo, con un occhio di riguardo anche per quanto riguarda l'alimentazione.
Questo dolce è una piacevole sorpresa, un misto tra un cioccolatoso brownie e un morbidoso fudge, gli ingredienti quasi misteriosi e forse difficili da individuare uno per uno, ma saranno l'arma vincente per proporlo e riproporlo su tutte le tavole, considerato che è completamente gluten-free.
Ho usato zucchero di canna grezzo (e son convinta si possa ridurre senza troppa sconvenienza), ho fatto la salsa di mele in casa, sempre seguendo la sua ricetta (a brevissimo anche su questo blog), ho cosparso di cioccolato tritato fondente 70% la superficie prima di infornare: per i fagioli mi sono accontentata dei nostrani borlotti.



black bean brownies



Ingredienti:

240 g di fagioli neri lessati
110 g di salsa di mele
130 g di zucchero (di canna)
2 uova intere
un albume
25 g di cacao amaro
un cucchiaino di caffè solubile
un pizzico di sale
un cucchiaino di estratto di vaniglia
gocce di cioccolato, facoltative

una teglia da forno 20x20 cm.


Si possono usare fagioli in scatola, meglio se bio, o lessare dei fagioli secchi: sciacquarli bene dal loro liquido di conservazione o scolarli da quello di cottura e tamponarli con carta scottex.
Mettere tutti gli ingredienti in un robot e frullare bene fino ad ottenere un composto omogeneo, che si presenterà liquido. Amalgamare le gocce di cioccolato, se usate,  nel composto con un cucchiaio (io ho preferito grattugiare del cioccolato sopra al dolce già versato nella tortiera).
Foderare la teglia con carta forno bagnata e strizzata bene e versarci il composto.
Infornare a 180° per circa 30 minuti, la prova stecchino confermerà la cottura.
Lasciare raffreddare bene almeno un paio di ore (si può anche mettere in frigo) prima di tagliare in quadrotti e cospargere lievemente di zucchero a velo.

Stefania dice che sono più buoni il giorno dopo, a domani per la conferma.



Black Bean Brownies


I've been hosting My Legume Love Affair # 69 this month, the running event about legumes created long ago by Susan and now organized by Lisa, you will find all info and rules on her on going MLLA's page, and can't wait to gather all your recipes in a lovely and delicious round-up tomorrow.
But first, my entry for you: when I saw it a few days ago on a friend of mine's blog I realized that it could have been perfect for this event.
A lovely choco dessert, a well-balanced mix between a soft brownie and a tender fudge: very luscious and hard to resist, and completely gluten-free.
Recipe from fitnessxwomen.



 black bean brownies


 You need:

240 g boiled black beans
110 g applesauce
130 g sugar cane
2 eggs
an egg white
25 g cocoa powder
a tsp instant coffee
a pinch of salt
a tsp vanilla extract
chocolate chips, optional
a 20x20 cm. baking pan



You can use canned beans, preferably organic, or boil dried beans on your own: rinse well from their storage liquid or drain them from cooking water and dry with paper towels.
Put all ingredients into a blender and mix well to a homogeneous mixture, which will be liquid. Add chocolate chips and gently mix with a spoon (I preferred to grate the chocolate over the cake once poured into the pan).
Line the pan with parchment paper (soaked and squeezed) and pour the mixture.
Bake at 180° for about 30 minutes, the toothpick test will confirm when ready.
Allow to cool at least a couple of hours (you can even put it in the fridge) before cutting into squares and lightly sprinkle with powdered sugar.

They are better the following day.


till March 31st

1 febbraio 2014

Panettoncini alle arachidi


 English recipe here


Sul numero speciale del Meglio di Sale&Pepe di dicembre, dedicato ai regali golosi da preparare per le festività (ed è ormai cosa nota ch mi piace da morire il trittico fare/incartare/regalare, solitamente seguito dall'hashtag #maquantomepiace) era pubblicata questa ricetta che mi incuriosiva molto: mi intrigava l'uso delle arachidi nell'impasto e poi era così carina l'idea di mini panettoni da servire o usare come segnaposto su una tavola festiva.
Perfetta per partecipare al mio evento panoso preferito, il BBD#64, che richiedeva un pane in qualche modo più proteico e ricco; deliziosa per una merenda insolita, farcendo i piccoli panini con la cibaria preferita, ideale per una colazione più sprintosa e/o un più ricco e fantasioso brunch domenicale.
Come dire testata e approvata!



panettoncini arachidi-peanut buns



Per 22/24 panettoncini:

500 g di farina 0
150 g di arachidi salate
250 ml di latte (anche vegetale) tiepido
10 g di lievito di birra
1 uovo intero
2 tuorli
75 g di burro morbido a pezzetti
50 g di zucchero di canna
5 g di sale

per la glassa:

50 g di arachidi salate tritate
2 albumi
25 g di parmigiano grattugiato


facendo panttoncini arachidi


Sciogliere il lievito nel latte.
Tritare grossolanamente le arachidi ed unirle alla farina.
In una ciotola iniziare ad impastare con una forchetta la farina con le arachidi insieme al latte versato a filo, unendo poi l'uovo e il tuorlo leggermente sbattuti.
Unire lo zucchero e il sale e trasferire sulla spianatoia, continuando a lavorare e a battere ed aggiungendo anche il burro, finchè l'impasto sarà elastico ed omogeneo.
Si può fare tranquillamente in un'impastatrice.
Formare una palla e lasciare riposare coperta per mezzora.
Dividere l'impasto in tante palline del peso di 50 g circa l'una (ne verranno poco più di 20) e sistemarle su una teglia da forno ricoperta di carta forno ben distanziate tra loro (cresceranno anche in cottura), lasciandole poi lievitare coperte fino al raddoppio (anche un paio di ore).
Se si mettono in una teglia da muffins (per precauzione oliare leggermente ogni stampino) verranno più carini con la forma a panettoncino.
Preparare la glassa, mescolando bene insieme tutti gli ingredienti.
Usando una sacca da pasticceria (ma anche un cucchiaino e un dito per spargerla) distribuire un pochino di glassa su ogni panino.
Infornare a 220° (abbassando a 200° dopo un paio di minuti) per circa 15/20 minuti, attenzione alla cottura che non scuriscano toppo, eventualmente coprire con un foglio di alluminio e cuocere qualche minuto in meno.


panettoncini arachidi-peanut buns 





 Questi panettoncini partecipano anche alla raccolta Panissimo, creata da Barbara di Bread & Companatico e Sandra di Indovina chi viene a cena?, ospitata questo mese da Sandra.

Peanut Panettone Buns - BBD # 64


 la ricetta in italiano qui


Ninive has been hosting BBD#64, asking to bake a bread, sweet, savoury or neutral, and enrich it with protein source in whatever way we would have liked to experiment.
I found this recipe on an Italian food magazine, a special edition about gourmet homemade gifts, and this bread cought my attention at first glance.
The result was over my expectations, can't say if it's more savoury or sweet, just an incredible mix of both. The shape is very cute and could be used as placeholders on a festive table.
Definetely a lovely bread to enjoy at breakfast, with the right incentive help to face any work or duties of our long busy days.


panettoncini arachidi-peanut buns



You need:


500 g all-purpose flour
150 g salted peanuts
250 ml lukewarm milk
10 g fresh yeast
1 egg
2 egg yolks
75 g soft butter into small pieces
50 g sugar cane
5 g salt

for the glaze:

50 g finely chopped salted peanuts
2 egg whites
25 g grated Parmesan cheese


facendo panttoncini arachidi



Dissolve the yeast in the milk.
Coarsely chop the peanuts and add them to the flour.
In a bowl begin to knead the flour with peanuts along with the mix milk/yeast little by little using a fork, then add the egg and egg yolks, lightly beaten .
Combine sugar and salt, and transfer to the working surface, add the butter too, and knead and beat until the dough is elastic, smooth and homogeneous.
All this work can be easily in a stand mixer.
Shape the dough into a ball and let rest covered for half an hour.
Divide the dough into little balls weighing approximately 50 g each and place them on a baking sheet lined with parchment paper; leave enough space between them as they will grow in cooking too, then cover and let rise until doubled (even a couple of hours).
It will be nicer using a baking muffin mold tin (slightly oiled), they will get the typical panettone shape.
Prepare the glaze by mixing all the ingredients together.
Use a pastry bag (but I went with a spoon and a finger to spread) to distribute a little bit of frosting on each bun.
Bake at 220° for a couple of minutes then low to 200° for about 15/20 minutes, pay attention to cooking time,  if they get golden too much and/or too fast, cover with aluminum foil and bake a few minutes less.



panettoncini arachidi-peanut buns





This recipe also goes to Susan's weekly YeastSpotting.

31 gennaio 2014

La Signora Ribollita - Tuscan Ribollita - MLLA # 67


Una delle mie zuppe preferite, una ricetta che sa di casa e sapori antichi.
Sicuramente ognuno cela la propria ricetta personale, aggiungendo/togliendo questo o quello,  come la mia(nostra) cara amica Grazia, che per tradizione non manca mai di festeggiare il suo soggiorno elbano con tutta la compagnia con la spiaggiata più attesa dell'anno, gioiosamente riuniti intorno al suo pentolone di ribollita fatta con tanta cura e amore.
Si dice ribollita perchè una volta veniva fatta in grandi quantità, e riscaldata nei giorni seguenti, diventando sempre più gustosa ogni volta che la si ribolliva.
Da qui il consiglio di farla sempre almeno un giorno prima di degustarla, tenendola abbastanza morbida per avere poi la consistenza giusta quando si aggiungerà il pane (che comunque non è obbligatorio, si può anche degustare così al naturale). 
Pane che ho imparato ad affettare sottilmente, su consiglio di mia cugina, fiorentina doc: in questo modo si amalgamerà meglio e più velocemente, lasciando la zuppa più morbida.
Si possono usare fagioli borlotti, cannellini o toscanelli, sia freschi che secchi, a seconda della loro reperibilità stagionale.
Ingredienti:

cipolla, sedano e carota per il soffritto
fagioli secchi cannellini o borlotti
olio extravergine di oliva
verza, cavolo cappuccio, cavolo nero
cipolla, carote, sedano, bietole, patate,
zucchine (quando in stagione)
un cucchiaio o due di salsa di pomodoro, facoltativo
sale/pepe o dado homemade
peperoncino, se piace
finocchio selvatico, se piace
pane toscano raffermo


Mettere a bagno i fagioli per una notte se si usano quelli secchi.
L'indomani eliminare quelli risaliti in superficie, risciacquarli e cuocerli in pentola a pressione per circa 15 minuti dal fischio in abbondante acqua, con un rametto di rosmarino e uno di salvia legati insieme (cuocendoli in pentola normale il tempo di cottura si allunga a un'ora, un'ora e mezza).
Non buttare questa acqua che servirà per cuocere la zuppa.
Far rosolare cipolla, sedano e carota tritati finemente per il soffritto.
Aggiungere tutte le verdure mondate e tagliate, iniziando da verze e cavoli, una per volta (la salsa di pomodoro per ultima, se usata), far appassire, allungare quindi con l'acqua di cottura dei fagioli. Tritare 2/3 dei fagioli lessati e aggiungerli alla zuppa, il resto dei fagioli interi andrà aggiunto a cottura quasi ultimata.
Salare e pepare (o insaporire col dado homemade), eventualmente aggiungere il peperoncino/finocchio selvatico a piacere.
Portare a cottura le verdure, in pentola a pressione cuocere 20/30 minuti dal fischio, altrimenti in pentola normale lasciare sobollire per un'ora e mezza circa.
E' meglio se fatta il giorno prima, così le verdure riposano e i sapori si amalgamano bene.
Mezzora prima di servire disporre nella zuppiera uno strato di zuppa ben calda, uno di pane a fette tagliate molto sottili, un altro di zuppa, un altro di pane e finire con la zuppa e lasciare riposare coperta per circa 10/15 minuti.



Tuscan Ribollita

Definetely one of my favorite soups, full of traditional home flavors.
And for that everyone hides his personal recipe, with a little more or less of this and that.
Ribollita means boiled twice as once it was made ​​in large quantities, and re-heated in the following days, becoming more and more delicious every day after.
So get yours the suggestion to make it at least a day in advance, and fluid enough if you plan to add the bread (which however is not mandatory, you can also serve it without).
I've learned from my Florentine cousin to slice thinly the bread: in this way he will fit in better and faster, leaving the soup softer.
You can use borlotti beans, cannellini or toscanelli, both fresh or dried, depending on their seasonal availability .

ribollita-tuscan ribollita


You need:

onion, celery and carrot for soffritto
dried beans or cannellini beans
extra virgin olive oil
cabbage, kale,
carrot, onion, celery, chard, potato,
zucchini (when in season)
1 or 2 tbsp tomato sauce, optional
salt/pepper or homemade stock cubes
chili, if you like
fennel, if you like
leftover Tuscan bread
(or any rustic bread)


Soak the beans overnight if using dried ones .
The next day remove those recovered to the surface, rinse and cook in a pressure cooker for about 15 minutes from the whistle with plenty of water, with a sprig of rosemary and sage tied together (if using a regular pot cooking time will be an hour, an hour and a half).
Do not throw away cooking water, will be used for the soup.
Sauté onion, celery and carrot, finely chopped.
Add all chopped vegetables, one at a time, starting with cabbage and kale, amalgamating the previous with the following (tomato sauce the last, if used), then add the bean cooking water. Blend 2/3 of the cooked beans and add to the soup, the remaining will be added  when the soup is done.
Add salt and pepper (or season with homemade stock cubes), optionally add a little chili/fennel at your pleasure.
Cook the vegetables in a pressure cooker for 20/30 minutes from the whistle , otherwise in a regular pot let simmer for an hour and a half.
As said before, better if made in advance, all vegetables and flavors will nicely amalgamate.
Half an hour before serving, arrange a layer of piping hot soup in a large bowl, place sliced ​​bread, again soup, then again bread and repeat till you come to the top of the bowl: let stand covered for about 10/15 minutes then serve.




entro 31 gennaio

This recipe goes to Brigida for My Legume Love Affair # 67, both for English and Italian edition, the international event created in 2008 by Susan of The Well-Seasoned Cook and now organized by Lisa of Lisa’s Kitchen.



This recipe is my personal entry to WHB #418
hosted by Simona from Briciole
both for English and Italian edition.
Thanks again to Haalo who manages greatfully all events,
to Bri for Italian edition.
Thanks again to Kalyn for her successfull idea!

30 dicembre 2013

Cavoli a merenda per Salutiamoci


Qualche ricetta zupposa e cavolosa per la raccolta dicembrina di Salutiamoci, che terminerà domani.


Zuppa di cavolo rosso


Deliziosa e facilissima da fare, al contrario, forse, del suo colore poco invitante, se non inquietante per certi versi ...  ma per me fascinoso e molto trendy, così viola, cupo e intenso!


 zuppa cavolo rosso


 Per 6/8 persone:

un chilo di cavolo cappuccio rosso
una mela
una cipolla
brodo vegetale o fatto con dado homemade
2 foglie di alloro
2 cucchiai di fecola, facoltativi


- Tagliare cipolla, mela (con buccia) e cavolo a fettine.
- Lasciare da parte qualche fettina di cavolo e mettere un paio di fettine di mela in forno o su una padella antiaderente a essiccare per la guarnizione (io ho dimenticato la mela).
- Mettere cipolla, mela e cavolo in una casseruola capiente, unire l'alloro e coprire col brodo vegetale. Cuocere a fuoco medio/basso per circa un'ora, un'ora e mezza.
- Frullare la minestra (avendo l'accortezza di levare le foglie di alloro) fino ad ottenere una crema omogenea, aggiustare di sale (se piace si può aggiungere un pizzico di peperoncino).
- Se si vuole aumentare la cremosità della zuppa sciogliere la fecola in mezzo bicchiere di acqua ed aggiungerla alla minestra, facendola cuocere ancora 5/8 minuti (non l'ho fatto, mi sembrava a posto così).
- Servire la zuppa nelle scodelle guarnendola con le fettine di mela e di cavolo. Una grattatina di pepe bianco macinato fresco ci calza a pennello.





Zuppa di cavolfiore e patate


Una zuppa facile e semplice dove protagonista è una varietà marchigiana di cavolfiore,  il cavolfiore di Fano.  Viene piantato a tarda estate (agosto-settembre) e raccolto tra gennaio e febbraio. Ha colore bianco candido ed è caratterizzato da cimette ben sviluppate e sode.

 zuppa cavolfiore patate
Per 4 persone:
1 piccolo Cavolfiore di Fano 
800 g di patate farinose
1 porro  
2 spicchi di aglio, facoltativi 
300 g di latte di avena
pane casereccio *
erba cipollina o prezzemolo per guarnire
olio extravergine di oliva
qualche foglia di salvia fresca
* va benissimo quello vecchio avanzato


- Sbucciare, lavare ed affettare il porro finemente e farlo appassire in una casseruola (meglio se antiaderente) in un paio di cucchiai di olio con uno spicchio di aglio sbucciato e schiacciato.
- Nel frattempo lavare e dividere il cavolfiore in cimette, sbucciare le patate e tagliarle a cubetti.
- Aggiungere le verdure al soffritto, far insaporire e poi coprire a filo con acqua fredda. Portare a ebollizione, salare (o aggiungere il dado homemade) e lasciare sobbollire, con coperchio e a fuoco basso, per una mezzoretta, le verdure dovranno risultare tenerissime.
- Lasciare intiepidire e frullare con un minipimer. 
- Aggiungere quindi il latte vegetale, riportare a bollore e cuocere a fiamma bassa (e meglio se con uno spargifiamma perchè tenderà ad attaccarsi sul fondo ) per altri 10 minuti.
- Tagliare il pane a tocchetti e tostarlo in padella o sotto al grill, facendolo rosolare con un paio di cucchiai di olio, qualche foglia di salvia e uno spicchio di aglio tritato. Si può aggiungere del gomasio o del lievito in scaglie per insaporirlo di più.
- Servire la zuppa ben calda con i crostini di pane e una spolverata di erba cipollina o prezzemolo tritati.





 La ribollita toscana


Una delle mie zuppe preferite, una ricetta che sa di casa e sapori antichi.

 la signora ribollita


Ingredienti:

cipolla, sedano e carota per il soffritto
fagioli secchi cannellini o borlotti
olio extravergine di oliva
verza, cavolo cappuccio, cavolo nero
carote, sedano, bietole, patate,
zucchine (quando in stagione)
sale/pepe o dado homemade
peperoncino, se piace
finocchio selvatico, se piace
pane toscano raffermo

Mettere a bagno i fagioli per una notte, se si usano quelli secchi.
L'indomani eliminare quelli risaliti in superficie, risciacquarli e cuocerli in pentola a pressione per circa 15 minuti dal fischio in abbondante acqua, con un rametto di rosmarino e uno di salvia legati insieme (cuocendoli in pentola normale il tempo di cottura si allunga a un'ora, un'ora e mezza).
Non buttare questa acqua che servirà per cuocere la zuppa.
Far rosolare cipolla, sedano e carota tritati finemente per il soffritto.
Aggiungere tutte le vedure mondate e tagliate, iniziando da verze e cavoli, una per volta, far appassire, allungare quindi con l'acqua di cottura dei fagioli. Tritare 2/3 dei fagioli lessati e aggiungerli alla zuppa, il resto dei fagioli interi andrà aggiunto a cottura quasi ultimata.
Salare e pepare (o insaporire col dado homemade), eventualmente aggiungere il peperoncino/finocchio selvatico a piacere.
Portare a cottura le verdure, in pentola a pressione cuocere 30 minuti dal fischio.
E' meglio se fatta il giorno prima, così le verdure riposano e i sapori si amalgamano bene.
Mezzora prima di servire disporre nella zuppiera uno strato di zuppa ben calda, uno di pane a fette tagliate molto sottili, un altro di zuppa, un altro di pane e finire con la zuppa e lasciare riposare coperta una decina/quindicina di minuti prima di servire.



30 novembre 2013

Ricette lenticchiose per Salutiamoci


Qualche ricetta lenticchiosa per la raccolta novembrina di Salutiamoci, che termina oggi.





Il Prívarok è un piatto tipico, una preparazione che assomiglia ad una zuppa ma di più densa consistenza. Può avere molti gusti, a seconda della scelta della verdura utilizzata: zucca, lenticchie, fagioli, patate, o altro. È molto facile da preparare e oltremodo veloce.
Può diventare anche piatto unico per un pranzo/cena leggeri.


šošovicový prívarok-lentil prívarok

Per 2 persone:

150 g di lenticchie *
un paio di foglie di alloro
pepe nero
olio extravergine di oliva
un pezzetto di sedano
un pezzetto di carota
mezzo bicchiere di latte d'avena
un cucchiaio di succo di mele concentrato
sale
un cucchiaio di farina 0
un paio di cucchiai di aceto di mele

* uso un mix di lenticchie bio piccole arancioni e verdi chiamato lenticchiata di Naturasì


Cuocere le lenticchie con la foglia di alloro, il sedano e la carota sminuzzati finemente, una grattatina di pepe e un pizzico di sale finchè diventano tenere, circa 20/30 minuti.
In una ciotolina mescolare l'olio, farina e e il latte; quando ben amalgamato aggiungere la salsina ottenuta alle lenticchie e cuocere qualche minuto a fiamma bassa finchè la preparazione tenderà ad addensare.
Aggiungere il succo di mele e l'aceto per ottenere il gusto agrodolce. 
Solitamente si serve con uovo fritto e pane.






Ingredienti comuni, ricetta facile, ma il pizzico di curry e curcuma fa la differenza.
Inoltre, mai scartare la buccia zucca, affettata finemente si può mettere nella minestra, è commestibile, e con gusto!
Nel caso sia già cotto perchè si è utilizzata solo la polpa della zucca, non scartare neanche quella, si può mettere nel mix di verdure per il dado fatto in casa.
Come tutte le zuppe, col riposo ci guadagna, se possibile meglio farla il giorno prima.


 zuppa lenticchie zucca curry



Per 4 persone: 

una carota 
una gamba di sedano 
un porro 
una fetta di zucca 
2 pugni di lenticchie piccole 
(le mie erano verdi e rosse) 
brodo vegetale o fatto con dado homemade
olio extravergine di oliva 
sale 
curry e curcuma 


- Tritare finemente sedano, carota e porro e soffriggere legermente in una casseruola con un po' olio.
- Aggiungere le lenticchie, far insaporire e poi unire anche la zucca a dadini (avevo avanzato della buccia dalla fetta usata per il risotto e tritato finemente pure quella).
- Coprire con brodo, mettere il coperchio e lasciare cuocere lentamente un paio di ore, aggiungendo ancora brodo se necessario.
- Dieci minuti prima della fine cottura insaporire con un pizzico di curry e curcuma, a proprio gusto.



Anche un paio di ricette primaverili ed estive, quando le zucchine saranno di stagione.




Una sorpresa per me sono state le lenticchie beluga, viste sul banco del Naturasì e comprate al volo: piccole, nere, lucide, dal nome così altisonante, e preziose come il caviale lo sono davvero per il loro basso contenuto di grassi e l’alto contenuto di proteine e fibre.
Un mix vincente se abbinate all'avena e al miglio, essendo questi due cereali i più proteici e nutrienti della categoria.



 zucchini with millet & oat


Per 6 zucchine:

un porro, tagliato fine
una carota grande, a cubetti
una fetta di zucca, a cubetti
olio extravergine di oliva
sale (rosa himalaya)
100 g di lenticchie beluga *
130 g di miglio
130 g di avena
brodo vegetale o dado homemade
curry
curcuma
uno scalogno, affettato

* lessate 15 minuti in acqua e una foglia di alloro, poi scolate


- Preparare il miglio: basta lavare accuratamente sotto l'acqua, l'acqua dovrà rimanere limpida e trasparente. Si può tostare per pochi minuti in una padella, quindi unire due parti di acqua e un pizzico di sale. Portare a bollore e cuocere a fuoco lento per 20/30 minuti, fino ad assorbimento dell'acqua (se necessario aggiungerne ancora un goccio). A cottura ultimata sgranare con una forchetta.
- Bollire l'avena in acqua fino a cottura e scolare.
- Tagliare la calotta alle zucchine e svuotarle delicatamente con uno scavino.
- In una padella soffriggere leggermente il porro in un filo di olio, aggiungere la carota, la zucca e due terzi della polpa delle zucchine tagliata a cubetti. Rosolare 5 minuti a fiamma media, salare.
- Unire il miglio, l'avena e le lenticchie alle verdure e mescolare bene.
- Sistemare le zucchine in una pirofila e riempirle con il composto. Irrorare con un filo di olio. Aggiungere due dita di brodo (o acqua e dado homemade) sul fondo della pirofila ed infornare a 180/200° per 45/50 minuti.
- A metà cottura bagnare le zucchine con il sugo, se si colorano troppo coprire con stagnola.
- Per la salsa di accompagnamento: mettere il terzo di polpa delle zucchine avanzato e lo scalogno nella padella usata per le verdure, aggiungere un mestolo di brodo e cuocere 10/15 minuti. Insaporire con curry e curcuma e frullare. Aggiustare di sale se occorre.
- Servire ogni zucchina con un paio di cucchiai di salsa e guarnire con qualche lenticchia beluga.





Una bella crema calda ristora sempre alla grande, un comfort food ineguagliabile.
Deliziosa l'accoppiata cremosa delle lenticchie con il sapore speziato del curry, la dolcezza delle zucchine e la croccantezza delle noci. Provare per credere!




Ingredienti per 4 persone:

200 g di lenticchie rosse
2/3 cucchiaini di curry
brodo di verdure
mezza cipolla
uno scalogno
olio extravergine di oliva
2 zucchine
10/13 gherigli di noce
mezzo bicchiere di latte d'avena
sale/pepe
qualche rametto di timo

Tritare finemente cipolla e scalogno e farli rosolare in un pochino di olio insieme alle foglioline di timo. Aggiungere il curry, farlo tostare un attimo, quindi aggiungere le lenticchie, rosolarle qualche secondo, coprirle di brodo e lasciare cuocere a fiamma bassa per 15/20 minuti.
Nel frattempo, tagliare la zucchina a dadini e rosolarla bene in una padellina con un goccio di olio. Tostare 10 minuti in forno a 200° i gherigli di noce.
Aggiungere il latte alle lenticchie, lasciando sobollire un paio di minuti, poi passare tutto al mixer, aggiustare di sale e pepe e servire con qualche dado di zucchina e qualche gheriglio di noce tritato.

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