16 ottobre 2024
27 settembre 2021
Gosheh Fil, ovvero Orecchie di Elefante
Parwana è un libro sulla cucina afghana, uscito nel 2019, firmato da Durkhanai Ayubi, la figlia più giovane di una famiglia di profughi che nel 2009, dopo varie peripezie, ha aperto un ristorante ad Adelaide (Australia), specializzato nelle ricette casalinghe di Farida, la mamma dell'autrice, citata espressamente sul frontespizio del libro. Parwana è anche il nome del ristorante e in afghano significa farfalla: un nome che voleva essere di buon auspicio, dopo gli anni delle tribolazioni vissuti prima in Afghanistan, al tempo della Guerra fredda - quelli che determinarono la decisione di abbandonare il Paese, nel 1985- e poi negli anni successivi alla fuga, fino all'arrivo ad Adelaide e alla decisione di far conoscere una parte della loro tradizione al Paese che li aveva accolti. Il libro segna una tappa di un percorso altrettanto importante, visto che Parwana è uno dei ristoranti più amati dagli Australiani, critici gastronomici compresi: seppure lontanissimo dall'eleganza un po' stereotipata degli stellati, questo ristorante offre piatti di rara bontà, i più famosi dei quali sono raccolti proprio in questo volume. Ciò che più viene apprezzato, oltre alla cucina, è ovviamente lo sforzo di ricordare e raccontare le storie dell'Afghanistan, esattamente come ha fatto Durkhanay con il libro: le ricette sono tutte intervallate da episodi della storia di questo Paese e della storia della sua famiglia, in una sorta di procedere parallelo, dai fasti del regno degli Shah alla fuga, dopo il colpo di stato filo sovietico e le tensioni della guerra fredda (quando, in parole spicce, l'URSS deteneva il potere politico, controllando il governo, gli USA finanziavano le opposizioni religiose, musulmane).
Premi: Vincitore del Guild of Food Writers Award 2021 - Selezionato per l'Andre Simon Food and Drink Awards 2021 - Finalista al Fortnum & Mason Food & Drink Awards 2021
Per quel poco che ho potuto leggere mi ha molto appassionato e credo proprio che lo acquisterò; già ho in programma in settimana una ricetta salata che speravo di fare in tempo a fare, il Morgan Palaw, un riso allo zafferano con pollo speziato e cranberries.
Ma io mi sono domandata: ci sono veramente gli elefanti in Afghanistan? :-)))
Le dosi date in ricetta sono molto abbondanti. Volevo impastare solo un uovo (con gli altri ingredienti in proporzione) ma avevo paura ne venissero fuori pochi e allora ne ho impastati 2: beh, non finivo più di friggere :-))) Ho usato un coppapasta da 8 cm e ho tirato la sfoglia con la sfogliatrice del Ken arrivando fino al numero 7 compreso. Quindi, regolatevi se volete provarli.
Ingredienti:
3 uova grandi
60 ml (1⁄4 cup) di olio di girasole spremuto a freddo
375 g (21⁄2 cups) di farina per dolci
1⁄2 cucchiaino di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di sale fino
60 ml (1⁄4 cup) di latte intero tiepido
olio di girasole alto oleico per friggere
zucchero a velo
cardamomo in polvere
pistacchi tritati finemente
Rompere le uova in una ciotola e, continuando a sbattere, unire poco alla volta l'olio fino a quando non sarà ben amalgamato.
In una ciotola separata, versare la farina, il lievito e il sale. Fare un buco al centro e versare il composto di uova. Mescolare inizialmente con una forchetta, unire anche il latte e poi proseguire ad impastare con le mani sul piano di lavoro leggermente infarinato. Continuare per qualche minuto finchè l'impasto risulta ben liscio e sodo. Dividerlo in due palline uguali, coprire e lasciare riposare per 30 minuti.
Spolverare leggermente il piano di lavoro pulito e stendere ogni impasto molto sottile, quasi traslucido (ho utilizzato la sfogliatrice del Ken, prendendo un pezzetto di pasta alla volta). Usando un tagliabiscotti grande (8-10 cm di diametro), ritagliare dei cerchi e pizzicare ogni cerchio in un punto cercando di formare una forma a ventaglio.
Nel frattempo portare l'olio a temperatura, 160°.
Friggere i pasticcini pochi alla volta, girandoli di tanto in tanto, fino a quando non saranno leggermente dorati e si saranno formate delle bollicine su entrambi i lati. Scolarli bene e trasferirli su carta assorbente per assorbire l'olio in eccesso.
Disporli poi su un piatto da portata e spolverare generosamente con lo zucchero a velo, il cardamomo e la granella di pistacchi.
Gosheh Fil is a crumbly pastry dessert, dusted with cardamom and ground pistachios. The name translates directly to elephant ears because of its shape. These pastries are a favourite during the Muslim festival of Eid. Recipe from Parwana.
The following recipe is as written in the book but it makes more than 12. I kneaded only 2 eggs and makes a lot, using a 8 cm diameter cookie cutter.
Makes 12 elephant ears:
375 g (21⁄2 cups) plain flour
1⁄2 teaspoon baking powder
60 ml (1⁄4 cup) warm full-cream (whole) milk
Sunflower oil for deep-frying
250 g (2 cups) icing (confectioners’) sugar
4 teaspoons ground cardamom
35 g (1⁄4 cup) ground pistachios
Crack the eggs into a bowl and, while whisking continuously, slowly add the oil until combined.
In a separate bowl, whisk the flour, baking powder and 1⁄2 teaspoon salt to combine. Make a well in the centre and pour in the egg mixture. Mix to combine with your hands, then add the milk and continue mixing to just bring together.
Lightly dust a work surface with flour, turn out the dough and knead for 6–8 minutes, or until smooth and firm. Divide the dough into two equal balls, cover and leave to rest for 30 minutes.
Lightly dust the cleaned work surface and roll out each dough ball to a paper-thin, almost translucent sheet of pastry. Using a large cookie cutter 8–10 cm (31⁄2–4 in) in diameter, cut out circles, then pinch each circle at one point to form a fanned ear shape.
In a saucepan, heat enough oil for deep-frying to 160°C (315°F) on an oil thermometer.
Fry the pastries in batches, turning occasionally, until light golden and bubbles have formed on both sides. Using a slotted spoon, transfer the pastries to a tray lined with paper towel to absorb the excess oil.
Arrange the gosheh fil on a serving platter, and sprinkle generously with the icing sugar, cardamom and ground pistachios to finish.
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9 febbraio 2021
Castagnole allo yogurt
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8 febbraio 2021
Castagnole di Ricotta
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11 settembre 2018
Pasta alla Norma
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11 febbraio 2018
Le frittelle della Dirge per il Calendario del Cibo Italiano
Anni fa, quando cercavo un buona ricetta per fare le frittelle, mi è venuta in aiuto Anna del molino con la ricetta casalinga della sua mamma, la Dirge, appunto... che bel nome insolito, vero? ... è quello di un'antica principessa greca, come principesche sono le frittelle che ho fritto, ricetta ampiamente approvata all'unanimità! Sempre su consiglio di Anna, sostituire un 20% della farina con Manitoba.
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9 febbraio 2018
Fritole veneziane per il Calendario del Cibo Italiano
Quando friggo, ricopro bene i fuochi con alluminio: restano così quasi puliti :-)
Tomorrow Verona will have the biggest Carnival show of the year, the grand parade named venerdì gnocolar, meting then in Piazza San Zeno for the traditional gnocchi for everyone and traditional galani and fritole (fritters) will be served for dessert.
The other day I made a lot of galani with friends, sweet fry day has become almost a tradition among us :-); but had no time for this fritters recipe I found on the best Italian cooking magazine, Cucina Italiana some years ago. The result was very satisfactory, easy to do and delicious to taste, which means totally approved. So will have to make them in the next days before Carnival is over :-))
One more tip: open windows, lit incense, hoods up, lampe berger with favorite fragrance, all helps to prevent the awful smell of fried food in the house ... but one or two drops of oil 31 into frying oil (when cold) will be essential! (and food not affected, try it!)
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25 febbraio 2017
Fried Chicken, ovvero il (buon) pollo fritto per l'MTC#63
Per conferire al pollo fritto morbidezza durante la cottura è necessario che la carne venga sottoposta a marinatura preferibilmente con il latticello per un minimo di 4 ore fino a una notte intera.
Si può tranquillamente fare in casa, scegliendo il metodo più a noi consono.
Ingredienti per 500 g circa di latticello:
1) 1 l di panna fresca
2) 250 g di latte parzialmente scremato
250 g di yogurt magro
10 ml succo di limone filtrato
Scansafatiche io, che nei supermercati di zona lo trovo facilmente, dato l'elevato numero di turisti tedeschi onnipresenti. Quindi di getto, senza neanche guardare perchè so dov'è, com'è, l'ho già preso mille altre volte, mi sono fiondata a occhi bendati sul banco frigo ed ho afferrato il consueto barattolo targato Mila. La sorpresa a casa: hanno cambiato leggermente il prodotto, ora si chiama Perla di latte, ed è anche molto più denso. Ma ormai la carne era già avvolta da questa morbida nuvola bianca e così la lasciai; in fin dei conti, avrebbe comunque reso egregiamente il suo servizio. Ho dovuto solamente tamponare i pezzi di pollo con carta da cucina per eliminare la crema dopo averli lasciati scolare sulla gratella.
(infarinato, come da ricetta di Silvia)

(cosce, sovracosce ed ali)
1,5 l di olio per friggere *
200 g farina
sale/pepe
Preparate un piatto fondo per appoggiare il pollo infarinato, un piatto piano coperto da carta assorbente per appoggiare il pollo appena fritto e una placca da forno coperta anch’essa da carta assorbente per riporre il pollo fritto in forno e tenerlo al caldo.
In una casseruola dai bordi alti versate l’olio e scaldatelo a fuoco medio fino alla temperatura di 180° circa. Se non avete il termometro mettete un pezzo di pane nell’olio, quando dorerà sarà il momento di immergere il pollo.
Oltretutto, il pollo comperato al supermercato (scelto dietro consiglio del macellaio, nato, cresciuto semilibero, macellato in Italia e nutrito non so con cosa) doveva essere di tipo semiruspante, perchè faticava a cuocere (anche il rimanente che ho messo in forno); da qui la conclusione che, probabilmente, per una cottura più veloce servano i polletti meno pregiati, quelli che non danno soddisfazione alle mascelle, ma si sciolgono come neve al sole (e non è un pregio, sia ben chiaro :-)).
Marinatura: 6 ore in latticello (per me Perla di latte Mila) aromatizzata con semi di coriandolo pestati e pepe di Timut macinato (pepe provieniente dal Nepal, con bacche più piccole e scure del cugino di Szechuan. Aroma più intenso e forte, con un'incredibile nota agrumata che ricorda il pompelmo e il profumo del frutto della passione. Scoperto in Francia, me ne sono innamorata: lo consiglio vivamente!).
Pane speziato: ne preparo sempre in quantità e lo conservo in frigorifero, in un vasetto ermetico, sempre pronto all'uso. Fantastico anche per dare uno zic diverso ed accattivante alle solite cotolette. Regalo sempre apprezzato dagli amici che siedono alla nostra tavola :-))
Confesso che non è mai lo stesso della volta precedente, anche se comunque resta sempre molto simile, perchè le spezie vanno e vengono (soprattutto in quantità) conforme l'estro del momento... o l'occhio poco vigile che vede e non vede i vasetti sulla mensola.
Unità di misura è il cucchiaino da tè (intero, metà, la punta), prova d'assaggio... il mio naso :-))
Curcuma, curry di Goa, paprika dolce, paprika forte, paprika rosa, mix chili dolce (chili, paprika, pepe, pepe della Giamaica, coriandolo, chiodi di garofano, cunmino, sale, aglio), mix 4 épices (pepe nero, chiodi di garofano, cannella, noce moscata), galanga, fenugreek, coriandolo, zenzero, coriandolo, mango... mi sembra di averli nominati tutti.
Il pollo va messo a marinare a pezzi: personalmente divido le sovracosce e le ali a metà (la punta finale di queste ultime va scartata).
Rimuovete il pollo dalla marinatura, lasciatelo scolare sopra una gratella posta su un foglio di carta da forno per mezz’ora almeno (per me anche tamponato, vista la notevole cremosità del latticello usato). Preparate un piatto per appoggiare il pollo impanato, un piatto piano coperto da carta assorbente per appoggiare il pollo appena fritto e una placca da forno coperta anch’essa da carta assorbente per riporre il pollo fritto in forno e tenerlo al caldo.
Queste cosce sono risultate cotte meglio delle precedenti (alette e sovracosce a metà non hanno avuto mai problemi, essendo più piccole): ho mantenuto volutamente la temperatura leggermente più bassa, sui 170°, ed ho allungato leggermente i tempi, non di molto per non avere poi dei pezzi carbonizzati esteriormente.
Come dicevo prima, il pollo comperato al supermercato (scelto dietro consiglio del macellaio, nato, cresciuto semilibero, macellato in Italia e nutrito non so con cosa) doveva essere di tipo semiruspante, perchè faticava a cuocere (anche il rimanente che ho messo in forno); da qui la conclusione che, probabilmente, per una cottura più veloce servano i polletti meno pregiati, quelli che non danno soddisfazione alle mascelle, ma si sciolgono come neve al sole (e non è un pregio, sia ben chiaro :-)).
O molto probabilmente, nei locali specializzati in queste pietanze, può essere che diano una precottura al pollo (il problema sono le cosce), forse anche a vapore, chissà... bisognerebbe fare un'incursione spionistica da KFC :-))
Da quando ho assaggiato l'originale in gioventù non l'ho più perso di vista. Ideale con il fritto perchè fresco e molto appetibile e pulisce la bocca dall'untuosità rilasciata dal pollo. Questa insalata è buona anche il giorno dopo, ma le verdure perdono un pò in croccantezza.
carote
mela granny smith
sedano
4 cucchiai colmi di maionese (homemade) *
4 cucchiai colmi di panna acida o yogurt magro
3 cucchiai di aceto di mele
2/3 cucchiaini di zucchero
1/2 cucchiaini di senape
Tagliare tutte le verdure a julienne (a coltello o col robot), carota e mela anche con una grattugia a fori larghi.
* Maionese homemade: 1 uovo e 1 tuorlo - 250/300 ml di olio di semi di girasole bio spremuto a freddo - succo di limone- aceto di mele - senape - sale/pepe.
Si può usare un mixer ad immersione o il Bimby: scaldare metà olio in un pentolino fino a 121°. Nel frattempo iniziare a montare le uova con un cucchiaio di succo di limone, sale e pepe; unire l'olio caldo a filo molto lentamente. Proseguire unendo anche l'olio freddo finchè la salsa sarà ben emulsionata. Assaggiare ed aggiustare di limone e/o aceto di mele e/o senape a proprio gusto. Lasciar raffreddare e conservare in un vaso ben chiuso in frigorifero.
Affettare le cipolle finemente. Metterle in una casseruola con lo zucchero, la mela e il succo di limone. Unire anche alloro e pepe precedentemente avvolti in una garza legata. Far prendere bollore e cuocere semicoperto a fiamma medio/bassa per circa un’ora: la conserva è pronta quando le cipolle sono diventate traslucide. Eliminare gli aromi.
Invasare a caldo (nei vasetti sterilizzati 10 minuti in forno a 100°), chiudere bene, capovolgere, coprire con un panno fino a completo raffreddamento.
Sottovuoto si conserva per lungo tempo, ma una volta aperto il vasetto meglio conservarlo in frigo e consumare la conserva entro 15/20 giorni.
Ingredienti:
* miscela di erbe e spezie argentina, ora diffusa in tutto il Sud America: mix composto da sale fino, cipolla, origano, aglio, prezzemolo, pepe nero e paprika dolce.
Soffriggere leggermente l'aglio spremuto e il cipollotto tagliato fine in un paio di cucchiai di olio, ammorbidendo poi il soffritto con un goccio di acqua al bisogno. Unire poi i pelati tagliati fini e salare col dado (per gli irriducibili a cui è altamente antipatica l'acidità del pomodoro si può aggiungere anche un pizzico di zucchero). Cuocere brevemente a fiamma media finchè la salsa si sia ritirata alla giusta consistenza. Lasciare intiepidire la salsa e poi unire il mix di spezie a piacere, assaggiando fino ad ottenere l'intensità desiderata.
Ingredienti:
patate a buccia rossa
patate a buccia gialla
(non) patata americana (batata)
patate viola (non trovate)
sale aromatico
olio extravergine di oliva
timo fresco
pepe, facoltativo
Lavare bene le patate, strofinando la buccia con una paglietta fina. Affettarle sottili con una mandolina. Tuffarle in acqua bollente leggermente salata per un paio di minuti e scolarle su un telo.
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TAG carne, conserve salate, fritto, insalate, MTC, salse, verdure



























