16 ottobre 2016

La Brioche col tuppo - Sicilian Brioche for World Bread Day 2016


Oggi è la Giornata Mondiale del Pane!
Today is World Bread Day!


Oggi è la Giornata Mondiale del Pane, il World Bread Day, e come da tradizione anche quest'anno Zorra ci ha invitato a festeggiarlo insieme a lei, celebrando l'undicesima edizione da lei organizzata.

Anche il Calendario del Cibo Italiano ricorda oggi la Giornata Mondiale del Pane con l'articolo di Sonia e i contributi di alcuni soci dell'Associazione Italiana Food Blogger.

E la FAO celebra proprio oggi, in concomitanza con la Giornata Mondiale del Pane, la Giornata Mondiale dell'Alimentazione per commemorare la fondazione dell'Organizzazione nel 1945. In oltre 150 paesi del mondo si festeggia questa giornata attraverso eventi per sensibilizzare più pubblico possibile riguardo alle popolazioni che ancora  soffrono la fame e sulla necessità di garantire la sicurezza alimentare e diete nutrienti per tutti. 

E' stata una settimana panosa: mercoledì scorso sono ricominciati i corsi a Casa Cortella e la prima lezione l'ho voluta dedicare ai Pani farciti (qualche foto sulla pagina FB). Per tutta la serata ci siamo deliziati con impasti e farce gustose, degustando poi ogni cosa con un'insalata ricca di frutta e semi.

Quest'anno contribuisco con un lievitato dolce: una brioche tradizionale siciliana, che in quella bella isola gustano farcita con gelato o abbinata alla loro ottima graniota di caffè.
La ricetta è delle sempre affidabili sorelle Simili, con loro non si sbaglia mai!


brioche col tuppo



Ingredienti per 10 brioches:

500 g di farina di forza *
10 g di lievito di birra
85 g di zucchero
75 g di strutto
200 g di latte
2 uova
15 cm di baccello di vaniglia
un pizzico di sale
1 uovo per pennellare
zucchero da spolvero

* la farina di forza è composta dal 30% di manitoba pura e 70% di farina normale.


brioche col tuppo



Sulla spianatoia fare la classica fontana, al centro sciogliere il lievito nel latte, aggiungere lo zucchero, le uova, lo strutto e i semini della vaniglia.
Iniziare ad impastare, aggiungere il sale e lavorare e battere a lungo: deve risultare un impasto morbido ma elastico.

Nell'impastatrice: sciogliere il lievito nel latte, aggiungere le uova, lo zucchero e lo strutto, poi i semini della vaniglia, la farina (poca alla volta) ed il sale ed  impastare a lungo a velocità bassa, finchè l'impasto è ben incordato e si si stacca dalla ciotola.

Formare una palla e mettere in frigo a riposare coperto in una ciotola unta per 12 ore.


facendo brioche col tuppo


Riportare l'impasto a temperatura ambiente, fare un rotolo e dividerlo in 12 pezzi: con 10 fare 10 palline rotonde.
Dividere i 2 pezzi rimanenti in 10 piccole parti e fare 10 palline piccole.
Pennellare con l'uovo battuto le 10 brioche, col pollice fare un buco al centro ed incastrarare su ognuna una pallina leggermente schiacciata. Far lievitare le brioche coperte fino al raddoppio.
Pennellare ancora con l'uovo sbattuto, cospargere con zucchero (facoltativo) e cuocere a 180° per circa 20 minuti; se colorano troppo in fretta  coprire con stagnola.


brioche col tuppo


Enjoy!

brioche col tuppo col gelato

 

La Brioche col tuppo - Sicilian Brioche for World Bread Day 2016


Oggi è la Giornata Mondiale del Pane!
Today is World Bread Day!
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Oggi è la Giornata Mondiale del Pane, il World Bread Day, e come da tradizione anche quest'anno Zorra ci ha invitato a festeggiarlo insieme a lei, celebrando l'undicesima edizione da lei organizzata.

Anche il Calendario del Cibo Italiano ricorda oggi la Giornata Mondiale del Pane con l'articolo di Sonia e i contributi di alcuni soci dell'Associazione Italiana Food Blogger.

E la FAO celebra proprio oggi, in concomitanza con la Giornata Mondiale del Pane, la Giornata Mondiale dell'Alimentazione per commemorare la fondazione dell'Organizzazione nel 1945. In oltre 150 paesi del mondo si festeggia questa giornata attraverso eventi per sensibilizzare più pubblico possibile riguardo alle popolazioni che ancora  soffrono la fame e sulla necessità di garantire la sicurezza alimentare e diete nutrienti per tutti. 

Quest'anno contribuisco con un lievitato dolce: una brioche tradizionale siciliana, che in quella bella isola gustano farcita con gelato o abbinata alla loro ottima graniota di caffè.
La ricetta è delle sempre affidabili sorelle Simili, con loro non si sbaglia mai!


brioche col tuppo



Ingredienti per 10 brioches:

500 g di farina di forza *
10 g di lievito di birra
85 g di zucchero
75 g di strutto
200 g di latte
2 uova
15 cm di baccello di vaniglia
un pizzico di sale
1 uovo per pennellare
zucchero da spolvero

* la farina di forza è composta dal 30% di manitoba pura e 70% di farina normale.


brioche col tuppo



Sulla spianatoia fare la classica fontana, al centro sciogliere il lievito nel latte, aggiungere lo zucchero, le uova, lo strutto e i semini della vaniglia.
Iniziare ad impastare, aggiungere il sale e lavorare e battere a lungo: deve risultare un impasto morbido ma elastico.

Nell'impastatrice: sciogliere il lievito nel latte, aggiungere le uova, lo zucchero e lo strutto, poi i semini della vaniglia, la farina (poca alla volta) ed il sale ed  impastare a lungo a velocità bassa, finchè l'impasto è ben incordato e si si stacca dalla ciotola.

Formare una palla e mettere in frigo a riposare coperto in una ciotola unta per 12 ore.


facendo brioche col tuppo


Riportare l'impasto a temperatura ambiente, fare un rotolo e dividerlo in 12 pezzi: con 10 fare 10 palline rotonde.
Dividere i 2 pezzi rimanenti in 10 piccole parti e fare 10 palline piccole.
Pennellare con l'uovo battuto le 10 brioche, col pollice fare un buco al centro ed incastrare su ognuna una pallina leggermente schiacciata. Far lievitare le brioche coperte fino al raddoppio.
Pennellare ancora con l'uovo sbattuto, cospargere con zucchero (facoltativo) e cuocere a 180° per circa 20 minuti; se colorano troppo in fretta  coprire con stagnola.


brioche col tuppo


Enjoy!

brioche col tuppo col gelato

  



English version


A typical Sicilian brioche: whatsoever in Sicily you will enjoy it with ice cream or coffee granita.

Serving 10 brioches:

500 g strong flour
10 g fresh yeast
85 g sugar
75 g lard
200 g milk
2 eggs
15 cm vanilla bean
a pinch of salt
1 egg to brush

Pour flour on your work surface, make a well and dissolve yeast in the middle with milk; add sugar, eggs, lard and vanilla seeds.
Start kneading, add salt and mix and beat for long to get a soft but elastic dough.
You can use an electric kneader.
Shape the dough into a ball and place in a greased covered bowl overnight (12 hours).
The following day get the bowl to room temperature, shape the dough into a roll and divide into 12 pieces: shape 10 into 10 round balls.
Divide the remaining 2 pieces in 10 and make 10 small balls.


 facendo brioche col tuppo


Brush each brioche with beaten egg, make a hole on each in the center with your thumb and place a slightly flattened ball. Let brioches rise until doubled.
Brush again with beaten egg, sprinkle with sugar (optional) and bake at 180° for about 20 minutes; if the get too golden too quickly cover with foil.

14 ottobre 2016

La tradizione del Pan Toscano


Arrivo, sul finir della (incessante, e non solo per la poggia torrenziale) giornata a portare un mio piccolo contributo a Patrizia, ambasciatrice della Giornata Nazionale del Pane Toscano nel Calendario del Cibo Italiano.
Non potevo mancare in questa giornata, per il pane, mio primario cibo di sussistenza; per il fatto che sia Toscano, di cui sono per metà razza autoctona pure io; perchè, anche se duro e vecchio, lo si può riciclare in mille altre bontà.
E prendetevi pure una seduta comoda, che l'articolo di Patrizia merita una lettura tranquilla ed attenta: è bellissimo, scritto con la tipica cadenza senese, proprio ganzo, come direbbero i suoi (miei) conterranei. Ecco il quarto motivo per cui non potevo soprassedere: per la delicata amicizia bloggeriana che mi/ci lega.

Un pane toscano semplice, fatto di solo rinfresco di pasta madre, imparato tanti anni fa dalle mie mitiche maestre: le sorelle Simili. Questo è il pane che loro condividono ad ogni pasto, questo è il pane che facevo quando ero ancora una buona mamma e curavo con tanto amore il mio bambino adottivo... poi sono diventata nonna e... non ho più tempo per le adozioni :-))


pan toscano



 E poi, col pan toscano, si possono fare altre meraviglie gustose:


crostini toscani


I crostini toscani, immancabili nelle nostre riunioni familiari e goderecce con amici.


ribollita-tuscan ribollita


La Signora Ribollita, tanto amata e desiderata:
Da quando il cavolo nero si trova anche da noi con facilità sono una donna più felice.



pappa al pomodoro-tuscan tomato soup-whb 330


La Pappa al Pomodoro, regina di ogni estate,
il ricordo di una canzone dei tempi che furono.



La fettunta, pura essenza mediterranea di Toscana.
"Quando a novembre e dicembre le olive vengono portate al frantoio per la spremitura , 
i contadini di solito portano con loro un pezzo di pane. 
Solitamente c'è un caminetto in un angolo del frantoio 
e quando l'olio esce dalla cannella, 
il contadino si abbrustolisce un pezzo di pane sul fuoco per poter assaggiare l'olio".



I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, 
l’acqua e un pezzo di pane fanno il piacere più pieno a chi ne manca.
(Epicuro)

5 ottobre 2016

World Bread Day 2016 - Giornata Mondiale del Pane


E’ ora di riaccendere il forno – il 16 ottobre è il nuovo World Bread Day!
 

Dal 2006 ogni anno centinaia di blogger da tutto il mondo preparano un pane per questo giorno speciale. Così Zorra ci invita a a farlo di nuovo, estendendo l’invito anche a chi vuole partecipare per la prima volta! Cuocere una pagnotta di pane e mostrarla a tutto il mondo attraverso il proprio blog nel World Bread Day il 16 Ottobre!

Celebriamo questa giornata insieme e ringraziamo di avere sempre cibo a sufficienza sulla nostra tavola; non tutti sono così fortunati. Il 16 ottobre si ricorda anche la Giornata Mondiale dell’Alimentazione: è un giorno importante, che dovrebbe aumentare la nostra consapevolezza riguardo il problema alimentare mondiale e rafforzare la solidarietà nella lotta contro la fame, la malnutrizione e la povertà. Naturalmente non riusciremo a risolvere questo problema solo cuocendo un pane, ma potrebbe essere che alcuni di noi abbiano la possibilità di dividerlo con qualcuno meno fortunato.

Tuttavia la nostra panificazione deve anche essere un momento di svago. Avete già idea di cosa preparare in questo giorno speciale? Potete impastare il vostro pane preferito, sceglierne uno nuovo oppure dedicarsi a quello che si voleva fare da tempo e non si è mai fatto. Ancora nessuna idea? Dando un’occhiata agli archivi delle passate edizioni si può trovare la giusta ispirazione!

Come partecipare:

Si prega di leggere e seguire attentamente le istruzioni riportate di seguito.
E’ obbligatorio compilare il modulo pubblicato da Zorra e linkare il suo annuncio nel proprio post, se solo manca una di queste voci la ricetta non apparirà nella raccolta finale. Grazie per la vostra comprensione.
  • Cuocere un pane, scattare una foto e pubblicare la ricetta domenica 16 ottobre 2016. Non prima e non dopo questa data e solo una ricetta per blog, per favore.
  • La ricetta deve essere un nuovo post appositamente scritto per questo evento e non può partecipare ad altri eventi/contest.
  • Compilare il modulo (sarà online il 14 ottobre) e la ricetta verrà poi aggiunta nella raccolta finale.
  • I moduli di adesione saranno accettati solo fino al 17 ottobre.
  • Il proprio post può essere scritto in qualsiasi lingua, purché nel blog sia indicato un traduttore (per esempio Google Translate).
  • Utilizzare #wbd2016 sui social.

Potete voi stessi pubblicizzare l’evento sul vostro blog copiando e incollando questo annuncio e il logo dell’evento.


 

Per il logo aggiungete il codice seguente:



Per qualsiasi domanda o suggerimento non esitate a contattare Zorra scrivendo una mail a kochtopf(at)gmail.com. Potete seguire il World Bread Day anche su Facebook.



25 settembre 2016

Gli gnocchi vintage per l'MTC#59


Si dice giovedì gnocchi, ma da noi non c'è giorno che non vada bene per gli gnocchi, da tanto ci piacciono. E diventa spesso anche un piatto festivo, che risolve il pranzo o la cena della domenica, quando magari ci si ritrova a tavola più del previsto.
E' un piatto dell'abbondanza e del familiare convivio insieme: c'è sempre qualche buon volontario che aiuta a farli, dato che le quantità sono notevoli. Già, perchè quando si decide per gli gnocchi, quelli si mangiano, e solo quelli, quasi fin a scoppiare... poi si passa direttamente alla frutta o al dolce.
Una tradizione quasi storica, da quando ho imparato a farli. E di questo sarò sempre grata alla cara nonna Maria che tanti anni fa mi regalò la sua semplice ricetta che ancora oggi produce ottimi gnocchi.
E questo mese, in casa Mtchallenge, sono piovute quintalate di gnocchi, in tutte le salse e in tutti i più svariati e fantasiosi abbinamenti, perchè la sfida del mese riguardava proprio loro, i signori Gnocchi.
Annarita ci ha dettato le sue linee guida e qualche buon consiglio per una buona e corretta riuscita: dalla scelta delle patate, come cuocerle, come impastare il composto, come eseguire gli gnocchi perfetti ed, eventualmente, come conservarli.

rigatura gnocchi



La scelta della patata è determinante: la sua struttura decide sulla buona riuscita o meno dell'impasto. Io sono sempre stata fedele a quelle a buccia rossa, sono pastose al punto giusto, non mi hanno mai deluso. Se non le trovo, però, sicuramente sono da preferire quelle vecchie e, se si trovano, di montagna. Le patate nuove sono troppo acquose e richiederebbero troppa farina, lo gnocco poi sarebbe immangiabile.
Pochi ingredienti ancora: farina (meglio debole, non abbiamo assolutamente bisogno di risvegliare il nostro amico/nemico glutine) e sale.
E l'uovo? Solitamente lo metto, ma questa sfida richiedeva gnocchi semplici, solo di patate e farina; l'uovo era permesso unicamente nella versione di quelli ripieni, che seguiranno. 
Mi sono così adeguata ed ho fatto, per la prima volta in vita mia, l'impasto senza uovo! Non mi ha deluso, sono venuti bene ugualmente; ma non dovrà deludersi, poi, la Community, se continuerò a seguire la ricetta della nonna Maria, dove un po' di uovo dà un piccolo sostegno e aiuto che, nelle grandi quantità che produco, è necessario per agire più in tranquillità.
Come condirli? Con il classico  sugo di pomodoro non si sbaglia mai, ed è il nostro leit motiv familiare. Unica variazione concessa: un'eventuale aggiunta di mozzarella (raramente, sia chiaro) per farli sembrare più amichevolmente sorrentini.
Certo con il ragù (od un altro sugo consistente) diventerebbero ancora più ricchi e sostanziosi, ma non lo facciamo mai. Mi sembrerebbe quasi di infrangere una regola sacra, non so come spiegarlo: per noi gli gnocchi sono diventati (quasi) un'istituzione, un cibo che ci unisce, che è la nostra famiglia: nato col pomodoro, lì ci resterà unito, indissolubilmente. Probabilmente anche perchè, come ricetta salva tempo (è vero, ne produciamo tanti, ma si fa e si mangia solo quello, quindi, in un certo senso, semplifica il lavoro della cucina) e salva menu, il sugo di pomodoro è quello più veloce ed immediato che si presta all'occorrenza.
E che va a braccetto alla versione in bianco, che poi visivamente in bianco non è, dell'unica altra concessione permessa per i nostri gnocchi.
Non so quanto i miei figli possano sentirsi legati emotivamente (anche se di pancia lo sono molto :-) a questi gnocchi; di certo li apprezzano e li gustano con piacere, e sono gli unici ammessi alle nostre gnoccolate gioiose.
Io lo sono molto, perchè questo semplice condimento racchiude una parte di vita dei miei famigliari che, ineluttabilmente, non ci sono più, ma che sono stati un punto fermo della mia fanciullezza e gioventù. Rappresentano il loro vissuto, le loro gioie e sofferenze in un periodo storico che, per nostra fortuna, abbiamo vissuto solo attraverso i libri scolastici, ma che non possiamo ignorare (e che talvolta dovrebbe farci fermare un attimo e riflettere, ma questa è un'altra storia).
Ed ancora una volta come, attraverso il cibo, si possano trasmettere e rivivere emozioni fortissime, legate a ricordi che, probabilmente, andrebbero ad affievolirsi giorno dopo giorno. Il ripetersi di quei gesti, ora appresi e condivisi di nuovo, renderanno più buone le nostre creazioni, anche se non perfette. La cucina di casa non è perfezione, ma amore verso chi vi si avvicina e vi partecipa.
Mi raccontava la mia mamma che, in tempo di guerra, le dispense nelle case erano molto sguarnite: si vivevano tempi duri, di magra nel vero senso della parola, i generi alimentari di prima necessità si acquistavano attraverso le tessere annonarie, in quantità razionate, settimanalmente o mensilmente. Stava leggermente meglio chi abitava in campagna, dove era possibile avere un piccolo orto e qualche animale. Lo zucchero era uno di questi beni preziosi, ed inevitabilmente scarseggiava. Era, quindi, impensabile sprecarne una grande quantità per fare un dolce tradizionale. 
Probabilmente le nostre nonne, per dovere e necessità, erano sicuramente più ragioniere ed abili contabili nel saper dosare minuziosamente quel che passava il convento, e saper offrire così il giusto ogni giorno.
Questi gnocchi rientravano a pieno titolo in quest'ottica risparmiosa: le patate, per fortuna, crescevano generose nell'orto, il burro si faceva in casa (ho un flash fotografico in un angolo della mia mente di una zia zitella, piccola, che stava seduta su una seggiola da bambini, con la bottiglia nelle mani che alacremente sbatteva di qua e di là e magicamente usciva poi questo candido e soffice composto burroso), si faceva brunire per dare più sapore e si allungava in padella con l'acqua di cottura perchè fosse più sugoso; la cannella era giusto un pizzico; il Parmigiano sicuramente sostituito dal formaggio del contadino vicino; e lo zucchero, l'amico invisibile di tutti i bimbi, dosato con parsimonia, ma volutamente presente, quasi l'essenza dell'intero piatto. Perchè questi gnocchi erano quasi un pranzo completo: c'era lo gnocco, a soddisfare la voglia di un primo consistente e riempire le pance affamate, ed quel vago sapore zuccherino e aromatico che rimaneva in bocca, assecondava la voglia di dolce, così forte soprattutto nei bambini. Un perfetto equilibrio, da manuale gastronomico.
Non so se questa versione sia conosciuta in tutto il Veneto; molto probabilmente l'accostamento speziato ed agrodolce deriva da un retaggio della dominazione Asburgica (e, orgogliosamente, non potevo farmi mancare nel mio albero genealogico, dei bisnonni austriaci nel ramo materno).


gnocchi in bianco



Il mix di questo condimento bianco, dove la base è data dal burro fuso, è composto da Parmigiano grattugiato, zucchero e cannella in polvere mescolati in una ciotola, da equilibrare a piacere secondo il proprio gusto. In genere combino insieme 2 cucchiai di formaggio, 1 cucchiaino di zucchero e mezzo cucchiaino scarso di cannella, ma in casa ci sono uomini che preferiscono un sapore più deciso, ed abbondano con gli ingredienti preferiti.

Personalmente non rigo mai gli gnocchi, data la notevole quantità che impasto; ma la sfida lo richiedeva, per cui mi sono, per la seconda volta, immolata a questo sacrificio, cedendo alla richiesta perversione gastronomica con un sorriso quasi beffardo, sapendo che, comunque, non avrei più peccato in futuro!

Per 4 persone:

600 g di patate rosse
180 g circa di farina 0
sale/pepe
altra farina per lo spolvero (Alice consiglia quella di riso)

Condimento:
burro
qualche foglia di salvia
Parmigiano Reggiano grattugiato
cannella
zucchero

Cottura patate: sempre con la buccia, in acqua, a vapore, in pentola pressione,  seguendo il metodo imparato da Anto - cottura in acqua satura di sale, 230 g di sale grosso per litro di acqua, in questo modo resteranno più corpose e sode ed integre di tutte le loro proprietà nutritive - oppure come insegna Bruno Barbieri, avvolgendo ogni patata nella stagnola e sistemandole sulla teglia del forno su un letto di sale grosso, cuocendo poi a 200° per 45/60 minuti, finchè ben morbide. A voi la scelta; se in acqua, l'importante è che rimangano integre e non si sfaldino.

Farina:  io uso la 0. Non aggiungerla tutta subito all'impasto, lasciarne circa un 20% sulla spianatoia di lato dove si impasta, se occorre si aggiunge (come potrebbe succedere che ne occorra un cucchiaio in più della dose data, dipende sempre dalla consistenza delle patate).


facendo gnocchi



Tagliare le patate cotte a metà e schiacciarle ancora calde nello schiacciapatate con la buccia, questa si leverà mano a mano dallo schiacciapatate.
Aprire il composto per farlo intiepidire rapidamente (assorbirà così meno farina), salare ed impastare con la farina, come consigliato sopra. Formare una palla e coprire con una ciotola, finchè si lavora un pezzo di impasto per volta.
Prendere un pezzo di composto e arrotolarlo sotto i palmi delle mani sul piano infarinato, formando un bigolo. Col coltello o con un tarocco tagliare gli gnocchi della grandezza desiderata e rigarli con l'apposito attrezzo, con la forchetta o con una grattugia, in questo modo assorbiranno meglio il sugo del condimento.
Disporli su un piatto o su un canovaccio leggermente infarinato. Proseguire fino ad esaurimento del composto.

Calcolare i tempi di preparazione, gli gnocchi andrebbero fatti e mangiati, ma mezzoretta o poco più possono resistere sul piatto o nel canovaccio in un luogo fresco e coperti.
Mettere l'acqua a bollire e quando giunge ad ebollizione salarla. Nel frattempo sciogliere del burro in una padella con un paio di foglie di salvia. Il grado di tostatura del  burro è a proprio gusto, c'è a chi piace più chiaro e chi lo preferisce più cotto; se si opta per la versione nocciola, sarebbe bona cosa filtrarlo ed eliminare i sedimenti lasciati,come ci spega dettagliatamente Eleonora qui.
Versare gli gnocchi nell'acqua in ebollizione, facendoli scivolare direttamente dal piatto aiutandosi con un mestolo di acqua bollente versato sopra, in questo modo cadranno da soli; oppure facendoli scivolare dal canovaccio appena immerso nell'acqua (non occorre immergerlo tutto, bastano due dita).
Appena vengono a galla aspettare qualche secondo, poi scolarli con una schiumarola e versarli delicatamente nella padella col burro. Spadellarli velocemente spolverando col mix di formaggio, zucchero e cannella.
Per un condimento più leggero e cremoso, aggiungere un paio di cucchiai di acqua di cottura mentre si spadella.
Versare nel piatto ed eventualmente aggiungere ancora una piccola spolverata del mix o di solo Parmigiano. Servire subito ben caldi.


gnocchi in bianco


Più golosi se serviti con foglie di salvia fritte: 
raccolte, passate nell'uovo sbattuto, poi nel pangrattato e fritte velocemente in olio.



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