20 novembre 2014

10 prodotti per me (non) posson bastare :-)


A fine ottobre sono stata a Torino al Salone del Gusto e Terra Madre, ospite di Garofalo, che si è appoggiata all'AIFB, di cui faccio parte, per la rappresentanza blogger.
E' stato bello poterci ritornare, ero stata la prima volta due anni fa, proprio grazie a Garofalo e al nascente progetto Gente del Fud.
Quest'anno i riflettori erano puntati su Niko Romito e al nuovo progetto Unforketable, una sorta di video enciclopedia gastronomica realizzata proprio da Niko rispettando la tradizione a tavola, ma rinnovandola per riuscire ad insegnare a tutti la cucina italiana nel modo più facile (anche in inglese, of course!). Ma di questo ne parlerò più avanti, una volta sistemate le foto e riordinate le emozioni di quei giorni (Emidio e Giorgio, sto parlando di voi e del fardello famigliare che avete creato, ogni volta mi scappa la lacrimuccia :-)-
Intanto una chicca di articolo di Vincenzo Pagano su Niko Romito, per dare un'idea di quello che ho potuto pregustare, in attesa che la gita a Castel di Sangro si concretizzi.

Dopo l'abbaglio della prima volta, questa gita gastronomica al salone è stata più cognitiva e selettiva, con maggior interesse verso i molteplici prodotti esposti, alcuni delle vere e proprie chicche, altri ritrovati con piacere e gusto inimitabile.
Stilarne una classifica è davvero impossibile, ce ne sarebbe da parlare e scriverne ... per un Salone intero! :-)
Questo elenco è dedicato ai nostri buoni prodotti italiani (con un'eccezione, per confermare la regola), mi sarebbe piaciuto fare un prodotto per ogni regione, ma avrei dovuto raddoppiare la quantità (e non sarebbe stato bloggally correct, con le indicazioni ricevute), per cui mi sono dovuta limitare ... anche se ... un pochino disobbediente lo sono stata :-)


Pane di Castelvetrano








Avevo già parlato dei Grani Antichi Siciliani nel post pre-Salone, sono stata contentissima di incontrare e intervistare Filippo Drago, a capo dei Molini del Ponte, dove ancora si macinano a pietra i semi prosperosi delle varietà dimenticate.
L’ingrediente principale per la produzione del Pane nero di Castelvetrano biologico presidio Slow Food, che ho avuto modo di assaggiare e gustare appieno, è l'accorta miscela di grano duro siciliano e grano duro siciliano varietà timilia, rigorosamente macinati in antichi molini a pietra naturale.
Questo pane è stato portato in mostra  anche all'Arca del Gusto, nata per raccogliere e far conoscere quei prodotti che appartengono alla cultura, alla storia e alle tradizioni di tutto il pianeta, e che corrono il rischio di scomparire.
Sto pensando seriamente di fare un ordine di queste favolose farina, come pure della semola integrale per cous cous da incocciare a mano e cuocere a vapore.



Liquirizia Amarelli


stand Amarelli


confetti di liquirizia


acqua di colonia alla liquirizia


Sono una liquirizia dipendente, fortunata che non soffro di pressione alta, per cui ne posso godere a volontà. Non potevo uscire indenne dallo stand calabro dedicato a questo prodotto, in questa regione a me poco conosciuta dal punto di vista alimentare, dove da secoli cresce questa radice riconosciuta dai testi scientifici come la migliore al mondo.
La prima volta che avrò occasione di scendere in questa terra non mancherò di fare una visita all'azienda e al Museo dedicato a questo prodotto così legato al territorio.
Acquistato la polvere da utilizzare in cucina e l'acqua di colonia, che mi piaceva già anche senza odorarla!

Due parole, anzi tre, come i produttori campani orgogliosi del loro prodotto per eccellenza: il pomodoro. Non ho saputo scegliere quale dei tre mi avesse colpito di più, perchè sono diverse le ragioni di questo innamoramento, così profondo per tutta la regione. Per cui considero questo trittico (con menzione speciale ad un quarto pomodoro) come una lode ad un unico prodotto, il pomodoro.






Già la denominazione antichi suona come un campanello festoso alle mie orecchie. leggendo la presentazione credere che la perfezione di questi pomodori sia stata a rischio è quasi impossibile. Ha solo un difetto: la fragilità alla meccanizzazione. E sono mani delicate che li raccolgono, li sciacquano e li invasano, pronti per una breve cottura, senza nessun additivo e nessun conservante.






Confesso che sono stata fulminata dalla presentazione nelle bottiglie, specie le magnum da 1,5 l. e quella gigante da 3 litri! Un'idea geniale, come rendere regale e prezioso anche il più semplice dei doni, ma di ottima qualità. Ne sono stati prodotti pochi esemplari, determinandone l'unicità: circa 600 bottiglie da 0,75 l., 170 di rosse e circa 70 gialle da 1.5 l. e solo una sessantina per le magnum da 3 l.
Tutti i prodotti Maida sono realizzati naturalmente senza aggiunta di conservanti e additivi chimici, nel rispetto della tradizione locale. L’olio extra vergine d’oliva utilizzato per la conservazione, proviene esclusivamente da coltivazioni cilentane.







E' una linea di pomodori di alta qualità, raccolti a mano, uno ad uno, e conservati in vetro, per mantenerne intatto il profumo e il gusto delizioso.  Solo le migliori varietà di pomodoro piccolo, come il Datterino giallo, Datterino rosso e Pizzutello vengono raccolte per l'invaso.
Come potevo rimanerne indenne, soprattutto dopo l'assaggio di quattro paccheri appena scolati e conditi?


Pomodoro Regina di Torre Canne




Non potevo rimanere insensibile al fascino di queste due signore, adornate nei loro vestiti tradizionali regionali, su questo bel banchetto rustico di pomodori eccellenti, ancora coltivati sotto gli ulivi secolari, simboleggianti l'associazione tra pomodori e cotone, come da tradizione, perchè vengono intrecciati ancora con il filo di cotone filato in casa.
Il Salento era un gran produttore di cotone, ai pomodori era riservato meno terreno. Ma quando l'America conquistò il mercato con le sue piantagioni immense,  il pomodoro prevalse, ma non si abbandonò comunque la coltivazione del cotone (le piante venivano messe a dimora in mezzo a quelle dei pomodori): servivano, infatti, per la produzione di cordicelle per intrecciare le ramasole, i mazzi di pomodori da serbo.
Un tempo il possesso di molte ramasole significava prestigio sociale e ricchezza famigliare: le ragazze in età da marito che ne possedevano molte erano molto ambite e favorite.
Premio Slow Pack nel 2010 per la categoria tecniche e materiali tradizionali.



La buona Fresco Piada




Lievito madre, zero conservanti, selezione di materie prime di eccellenza, solo prodotti di altissima qualità dei quali il 95% proveniente dal territorio romagnolo, combinati con l'abilità e la passione di uomini e donne impiegati nella sua lavorazione, fanno di questo più antico pane romagnolo un prodotto ad alta artigianalità avanzata.
Dalla classica squacquerone, crudo e rucola al conetto da passeggio, al conetto da passeggio pieno di fragranti striscioline fritte: impossibile resisterle!
Ma quanto sono simpatici i romagnoli, anche ttraverso una semplice piada? :-)



Stracchino all'antica delle Valli Orobiche







Siamo abituati a vedere e mangiare uno stracchino industriale tenero, umido, a breve scadenza, onnipresente nelle mense ospedaliere perchè ritenuto facilmente digeribile.
Questo artigianale non è così, anzi, si potrebbe definire un antenato del Taleggio: è un formaggio grasso, gustoso, leggermente piccante, prodotto con latte di montagna, appunto di queste valli bergamasche.
Nei tempi andati chiamavno stracchino tutti quei formaggi fatti col poco latte di animali stanchi (stracchi in dialetto) per le lunghe ascese e discese dei percorsi di transumanza, dalle valli agli alpeggi e viceversa. Si preparava così questo formaggio veloce, senza scaldare il latte e con una breve lavorazione.


Fagiolo Verdon




Anche al Nord si dimenticano le cose.
Questo fagiolo rappresenta la riscoperta di una semenza antica presso un vecchio coltivatore, che ne aveva conservato un etto in un sacchetto. 
Estinto da quasi una cinquantina di anni, con impegno e devozione è stata riportata in auge la coltivazione di questo fagiolo dell'antica tradizione veneta, recuperando un patrimonio della gastronomia locale tipica delle terre di Quarto d'Altino.
Parlando con la signora dello stand, avanti con gli anni ma giovane e arzilla di spirito, sono rimasta rapita dal suo amore sviscerato verso questo piccolo legume, rinfrancata che si sia ripreso a coltivarlo, anche se ancora in quantità esigua, e soprattutto che siano coltivatori giovani ad avvicinarsi a questa raffinatezza semiperduta (una paio anche sull'isola di S. Erasmo), perchè spetterà poi a loro (ri)tramandarne la bontà.



Cipolla ramata di Montoro











Che mondo sarebbe senza cipolle?
Ingrediente indispensabile in cucina, almeno nella mia, non potrei farne assolutamente a meno.
Mi piace scoprire e provare varietà nuove a me sconosciute, come questa campana.
Questa è autoctona delle valli del Monterese, tra Avellino e Salerno. La sua coltivazione in zona risale a tempi remoti. Apprezzata per il suo sapore dolce ed aromatico e la caratteristica lunga conservabilità.
Qui un simpatico articolo di Luciano Pignataro dedicato proprio a questa cipolla e alla sua raccolta.
La cassetta in cartone riciclato in cui veniva riposta nel 2012 ha vinto il Premio Slow Pack nella sezione filiera del packaging primario, secondario, terziario.



Annona di Reggio







Avevo visto la foto su Instagram postata da un'amica e mi aveva subito incuriosito.
Ho un pochino faticato a trovarla, contornata da una miriade di altri prodotti nello stand Profondo Food calabro. E non ho fatto in tempo ad assaggiarla per la coda di gente che ne aspettava una fettina.
Quindi mi fido di quello che ho trovato scritto: è stata introdotta nella prima metà dell'800, e sotto la denominazione Annona di Reggio (u nonu in dialetto) vengono comprese le varietà Annona Cherimola  Mill. e altre varietà spagnole ben acclimatate come la Fino de jete e Campas.
Quasi un dolce presentimento per un'altra varietà di Annona in cui sono incappata qualche giorno dopo, leggendo una rivista, che presentava la specie Asimina Triloba, o PawPaw, chiamato anche volgarmente Banano del Nord, molto bello e scenografico, con le grandi foglie caduche giallo oro nel periodo autunnale, portatore di un frutto simile. Vorrei proprio comprarla, visto che non teme il freddo, resistendo anche fino a -25°.



Sedano nero di Trevi




Famoso fino a qualche decennio fa, ma ora poco conosciuto al di fuori della sua area di produzione, in Umbria.
Un altro binomio ortaggio/fibra naturale (come per il binomio pomodoro Regina di Torre Canne/cotone) perchè i campi dove viene coltivato sono chiamati ancora oggi canapine  come in passato, quando erano utilizzati anche per la coltivazione della canapa. 
E' molto più lungo delle altre varietà, può raggiungere infatti il metro di altezza, ha le coste verde scuro ed è completamente privo di fili e molto profumato.
Oltre ad essere molto buono cucinato, era rinomato per la sua lunga conservabilità: infatti, veniva fornito come alimento ai passeggeri delle navi che ai tempi dello Stato Pontificio facevano la rotta da Genova, Livorno, Napoli verso le Americhe.
I contadini locali sono molto gelosi dei loro semi, tanto che ognuno di loro riproduce i propri dopo averli prelevati dalle piante migliori. Ed è anche per questo che i sedani si trovano solo nei mercati locali, saltuariamente anche a Perugia.
 


In finale un duetto estero, ma ricco di fascino gustoso comunque.




Su suggerimento di Sabrina, ho annusato, gradito e acquistato il Sale Viking, norvegese, aromatico e affumicato, dal cratteristico aroma persistente che accompagnerà e donerà extra vigore ad omelette, gratin di patate, verdure al vapore, torte salate.





Nello stesso stand non potevo rimanere insensibile al Sesamo alle prugne Umeboshi, un condimento molto popolare in Giappone, dove solitamente è accostato al riso bianco. Le prugne umeboshi sono un frutto conservato in salamaoia, assumendo così un gusto più acidulato e salato. Possono essere consumate in polpa, o elaborate in succo, liquore o aceto. Proprietà benefiche qui.
Ora resta solo da sperimentare nella mia cucina il suo utilizzo.


Questo è solo un piccolo assaggio del mio Salone, l'avventura continua, con i ricchi profumi e le storie più icredibili del grande pianeta Oval, dove è più facile perdersi senza una guida preziosa e coinvolgente ... che a noi no è mancata!


a presto, stay tuned ;-)

18 novembre 2014

Black & White Wednesday # 151


As explained last month,
BWW is changing time frequency,
will be now a biweekly event till the end of the year.

Sanhita of Pocket full of Spices is hosting BWW # 151,
send your entries to pocketfullofspices AT gmail DOT com,
the gallery will be up tomorrow Nov. 19th. 




Sicilian Cannoli



all in a row,



like little sweet peaceful soldiers



Would like to host a gallery?
There are always hosting weeks available.  
Please contact me at casacortella AT tin DOT it  if you are interested,
or just leave a comment to this post.

 Rules and new host line-up here.


We have a group on Flickr if you'd like to join and share your pics,
hashtag #BWFood on Twitter. 

17 novembre 2014

Hot Ginger, e si vola in Australia! Hot Ginger and off to Australia!


 scroll down for English version

Il viaggio in India si è davvero concluso, da poche ore siamo già sbarcate in Australia, ospiti di Haalo, un'altra terra affascinante e che saprà regalarci spazi incontaminati ed avventure fantastiche.
Mentre volavamo verso la nostra nuova meta, ho voluto raggruppare tutte le vostre deliziose ricette arrivate, per ringraziarvi ancora una volta del vostro impegno e divertimento coinvolgente in questa lunga tappa. Siete state davvero tanto presenti, con molteplici preparazioni ed appunti di viaggio istruttivi ed appassionati.
Mi sono anche (ri)letta un bellissimo articolo apparso sul National Geographic di Tom O'Neill (ci sono molti articoli riguardanti l'India, sarebbe interessante leggerli tutti ed ammirare le gallerie fotografiche) intitolato Gli Intoccabili, per riuscire a capire come un popolo così antico, così evolutamente moderno in ambito tecnologico ed economico, possessore di boba atomica, possa ancora avvalersi della concezione che tutti gli uomini sono diversi e il destino è segnato inevitabilmente già alla nascita.
Anche se poco attraente per la sua durezza, questo articolo merita una lettura, quasi fosse un piccolissimo aiuto nella lunga e travagliata lotta intrapresa per abolire regole severe ed assurde.

In India, fin dalla nascita ogni indù è inserito nel sistema castale, che stabilisce una gerarchia dei comportamenti sociali, fra le più antiche esistenti al mondo. Radicato nella cultura indiana da 1500 anni, il sistema si fonda su un assunto di base: tutti gli uomini sono diversi.
La gerarchia delle caste è spiegata da un antico mito: le principali categorie sociali, o varna, emergono da un essere primordiale. Dalla bocca provengono i brahmani, sacerdoti e insegnanti; dalle braccia gli kshatriya, re, nobili e guerrieri; dalle cosce i vaisya, commercianti e artigiani; dai piedi, i sudra, la massa dei lavoratori comuni. Ciascun varna, a sua volta, è suddiviso in centinaia di caste e sottocaste, ordinate secondo una gerarchia.
Gli achuta, o intoccabili, costituiscono una quinta categoria. L'essere primordiale non ne rivendica la paternità. Il concetto di fuoricasta è strettamente legato a quello di "impurità". Esseri tanto contaminati da non meritare alcun valore, tali da rendere impuri gli altri varna anche solo sfiorandoli con lo sguardo o con la propria ombra, e perciò imbrigliati da regole severe per assicurarne l'isolamento nella comunità. Tutta la loro vita è dominata dal pregiudizio, specie nelle campagne, dove vivono tre quarti degli indiani. 
L'antica dottrina prevale sulla legge moderna. La costituzione indiana ha abolito le regole
del sistema castale, e ha decretato la parità degli intoccabili di fronte alla legge; ma l'Induismo, la fede condivisa dall'80 per cento della popolazione detta legge nella quotidianità.
Il sistema castale è considerato sacro e immutabile, e rinunciarvi equivarrebbe a sovvertire l'ordine dell'universo. La dottrina del karma determina l'appartenenza a una casta: un intoccabile può generare soltanto un figlio altrettanto intoccabile, condannato fin dal primo vagito a una condizione di "impurità".
Eppure gli intoccabili non hanno un aspetto diverso dagli altri indiani. La loro pelle è dello stesso colore. Non vestono stracci, né hanno il corpo piagato. Camminano per le stesse strade e frequentano le stesse scuole. Tuttavia, è come se portassero sulla fronte un marchio indelebile (continua qui).

Vi lascio un drink semplicissimo, che potrà essere di sollievo in queste lunghe giornate invernali a venire.
Lo zenzero è anche curativo, allieva la tosse e i malanni da raffreddamento, calma la nausea.

La ricetta ha origine nella costa Malabar indiana.
Lo zenzero è stato usato sia come spezia che come medicina in India e in Cina fin dai tempi più antichi.
Questa radice bulbosa dall'inconfondibile aroma e sapore speziato ha giocato un ruolo significativo a corte durante la dinastia Chera, secondo quanto riportano le scritture indiane, ed è probabilmente anche da dove deriva il nome dello stato federale del Kerala.
Dal 9° secolo, i re vendevano grandi quantità di zenzero ai commercianti arabi che portarono la spezia fin in Europa centrale. Dall'Europa poi arrivò fino alle Indie Occidentali attraverso l'entourage del vicerè spagnolo Antonio de Mendoza.
Questo tubero si insediò così bene che ben presto si cominciò a preferire lo zenzero giamaicano a quello indiano.
Dal libro Drinks di Laura Conti.



Hot Ginger






Per 4 bicchieri:

1 litro di acqua
6 fette di zenzero
4 cucchiaini di zucchero di canna


Portare acqua, zenzero e zucchero a bollore, lasciare sobollire a fiamma bassa per 10/15 minuti.
Filtrare con un colino in bicchieri termoresistenti. Servire caldo, specie durante serate fresche.



Serving 4 glasses:

1 liter water
6 slices ginger
4 dessert spoons brown sugar
Bring the water, ginger and sugar to a boil, allow to draw for 10/15 minutes, under a small flame.
Strain into prewarmed fireproof glasses. Serve hot.
A drink for cool evenings.







Grazie ancora per le vostre ricette, ecco la raccolta completa!

Per uno sguardo immediato, super colorato e super goloso, anche la raccolta Pinterest.



Our trip in India has come to an end,

thanks again for your lovely recipes, below our great collection!

And you will find your gorgeous, colored and fragrant dishes on Pinterest too.




La nostra raccolta indiana - Our Indian Collection



Salato - Savoury


Biryani vegetariano
Tamara

 Cheppankizhangu/Seppankilangu Varuval - Taro root roast - Radice di taro al forno
Cristina

Indian-style Spicy Chicken 
Pakora 
Chicken Biryani
Eloisa

Tandoori Murghi
Jhinga Tandoori
Carla Emilia

Phool Kopir Dalna
Pinko 

Zuppa Mulligatawny
 Pollo al tikka masala con riso thay e pomodori piccantini
Elena 

Merluzzo con Fish-Curry Masala
Sara

Dahl Indiano e Basmati alla Curcuma
Sabrina

Punjabi Aloo Chole
Rosa Maria

Samosa alle verdure
Resy

Besan ka Cheela e Raita alla menta
Manuela

Aloo Tikki - Polpette di patate e piselli - Potato & Pea Patties 
 Khiceri
Terry

Potoler Dolma
Sanhita 

Panch Phoran - Masala bengalese 
Cristina 

Dum Aloo Punjabi
 Merce

Chana Masala
Alejandro 

Raita ai cachi - Persimmon Raita
Simona





 

Pani - Bread


Butter Naan
Lucia

Chapati o Roti
Puri - Pane fritto
Resy

Chapati 
Naan
Eloisa

Naan
Dosa di lenticchie rosse 

Miss Roti
Tamara

Pane Naan
Carla Emilia

Pane Naan al pepe nero e cardamomo 
Parathas
Alessandra

Gajar Paratha - Carrot Paratha - Pane ripieno alle carote
Cristina

Naan al Curry e Chapati - Curried Naan & Chapati
 Cinzia

Chapati
Alejandro 

Chapathi e Metha Parathi
Terry





 


Dolci - Sweet


Kulfi gelato
Marta

Patisa o Soan Papdi 
Nankathai
Coconut Ladoo e Rava Coconut Ladoo

 Jalebi
Chocolate Sandesh 
Karanji
Resy

Indian Milk Cake
Mysore Pak
NanKathai 
Aparna K.

Singhare Halwa - Dolce alle castagne
Morena

Dolcetti al cocco
Tamara 

Kesar Suji Halwa
Anisja

Chawal ki Kheer
Rosa Maria 






 


Drinks


 
The Chai Masala
Marta

Royal Bengal Tiger Tea - Cognac Indian Tea
Kela ka Rayta 






 Namaste

 (नमस्ते)

16 novembre 2014

Nimki e Diwali, il Festival delle Luci


Il viaggio in India volge al termine, ancora poche ore di permanenza in questo paese così affascinante, le valigie aspettano solo di essere chiuse per raggiungere per una nuova destinazione.
Ma c'è ancora tempo per godere qualcosa di festoso, colorato e luminoso, che ha rallegrato nelle ultime giornate di ottobre ogni singolo indiano nella sua terra.
Si sono appena concluse, infatti, le celebrazioni del Diwali (anche chiamato Deepavali, che vuol dire fila di luci). Ho chiesto aiuto alle mie amiche blogger indiane, Aparna B. e Aparna K., e gentilmente si sono offerte di passarmi notizie e foto di questa grande festa.

In India, la festa di Diwali è celebrata in tutti gli Stati, ma con molte varianti. Feste e tradizioni variano notevolmente da uno stato all'altro, sia per quanto riguarda i rituali che per il cibo preparato. Tuttavia, nella maggior parte dei posti è regola fare qualcosa di dolce e qualcosa di salato e piccante per bilanciare le cose. Molte persone oggi amano sperimentare nuovi piatti a Diwali.
A seconda della regione, le celebrazioni possono durare da uno a 4 o 5 giorni consecutivi.
Diwali è una celebrazione di tutto ciò che è buono - la conoscenza sull'ignoranza, la felicità sulla tristezza, il bene sul male (la maggior parte delle storie raccontano degli Dei in lotta con i demoni potenti e il male, per poi vincere e salvare il mondo). E' anche la celebrazione della luce sulle tenebre, motivo per cui gli Indù accendono le lampade a olio la sera del Diwali al crepuscolo, proprio per rimarcare il concetto. Questo è anche il motivo per cui questa festa viene chiamata Festival delle Luci.
Le luci sono accese ovunque, nelle case e nei negozi, e l'atmosfera è piena di gioia.
Così la gente pulisce e decora la propria casa con le luci e i Rangoli (disegni colorati sui pavimenti, qui altre immagini), compra e indossa abiti nuovi, condivide dolci con la famiglia e gli amici, scoppia petardi e fuochi d'artificio benauguranti, prega per la prosperità dell'anno a venire.


le lampade di argilla, onnipresenti a Diwali, vengono lavate e pulite bene

 le famose lampade di Lakshmi 
 
decorazioni a terra chiamate rangoli presenti in ogni casa


dolcetti fatti a Diwali - Jalebi, Kaju Katli, Mysore Pak, dry fruits ladoo and Murukku


i famosi Motichoor laddus


negozio con lanterne accese - appese anche in quasi tutte le case



decorazioni floreali e lumini disposti nei cortili e in ogni angolo delle case

foto di Aparna K.


Nell'India del Nord, si è solito donare un pacchetto di frutta secca assortita ad amici e parenti, è un'usanza importante delle celebrazioni del Diwali.

Aparna B. mi ha brevemente descritto il loro Diwali appena festeggiato: sveglia alle 5, con petardi e fuochi d'artificio benauguranti. A seguire il rituale dell'unzione e massaggio dell'intero corpo con olio di cocco, completato da un bagno in acqua calda. Poi la vestizione con abiti nuovi, comprati appositamente per l'occasione, e la benedizione data dagli anziani della famiglia. Completa la festa una colazione ricca ed abbondante, e il Diwali si può dire concluso. La sera si accendono le luci.
Nelle foto anche i dolcetti e gli snack da lei preparati, con il link alla ricetta sul suo blog.





Deepavali in India del sud

Nel sud dell'India, Diwali è celebrato solo per un giorno.
I festeggiamenti iniziano la mattina presto. La tradizione vuole che le persone facciano un bagno d'olio prima che il sole sorga. Si scoppiano petardi e fuochi di artificio benauguranti e vengono fatte offerte di cibo alle divinità. Il Murukku (una pasta fritta a base di farina di riso, nel link c'è il video di una venditrice di strada mentre lo prepara) è un must per Diwali. Dolci e snack sono preparati in casa e scambiati con amici e parenti.
La sera vengono accese le lampade  e si fanno scoppiare ancora petardi.
I fuochi d'artificio e l'abbuffata di cibo sono i momenti clou del festival.

Diwali in India del nord

Nel nord dell'India i festeggiamenti durano 5 giorni e Diwali è considerato uno dei festival più importanti.
Dhanteras - è il primo giorno dei festeggiamenti. La dea Laxmi è adorata per garantire prosperità e benessere. Questo giorno, infatti, ha molto più valore e significato per la comunità imprenditoriale. E' considerato di buon auspicio l'acquisto di articoli in oro o argento.
Laxmi-Puja (preghiera indù) viene recitata la sera, quando i minuscoli Diyas di argilla (lumini) sono accesi per scacciare le ombre degli spiriti maligni.
Per rimarcare il giorno di buon auspicio, le case e i locali commerciali sono rinnovati e decorati. Le entrate sono decorate con dei bei motivi tradizionali di disegni Rangoli per accogliere la dea della ricchezza e prosperità.
Choti Diwali -  è il secondo giorno delle celebrazioni.
Si tratta di un Diwali in scala minore, con meno luci accese e un minor numero di petardi da scoppiare. La mattina dopo Choti Diwali, le donne di casa fanno dei bellissimi Rangoli colorati sulla soglia di casa e nei cortili.
Diwali - il terzo giorno è il più importante per Lakshmi-puja ed è interamente dedicato alla dea Lakshmi.
E' estremamente importante mantenere la casa perfettamente pulita per il Diwali. Le donne di casa iniziano a prepararsi per Diwali quasi dieci giorni prima. La pulizia e la preparazione di snack e dolcetti costituiscono la parte principale delle celebrazioni pre-festival. Le lampade sono illuminate la sera per accogliere la dea Lakshmi.
Jalebi è un famoso dolce preparato per Diwali. Altri dolci preparati sono i Gulab Jamun, Motichoor Laddu, Rasgullas, Kaju Katlis.



Padwa e Govardhan Puja - Gudi Padwa è simbolo di amore e devozione tra moglie e marito. In questo giorno le figlie appena sposate sono invitate con i rispettivi mariti per un pranzo speciale e uno scambio di doni.
Bhai Duj - Bhaiya Dooj, popolarmente conosciuto come Bhai Dooj - quinto e ultimo giorno di festeggiamenti. E' dedicato alla preghiera per augurare lunga vita al fratello, che viene indicato come bhayya o Bhai. Secondo le scritture religiose, Yamaraj, il Dio della morte, andò a visitare la casa di sua sorella, dopo un lungo periodo di separazione. Sua sorella Yami era molto felice di rivederlo e gli diede il benvenuto, mettendo un segno di buon auspicio sulla sua fronte per il suo benessere. Yami e Yamraj poi condivisero anche un pasto insieme. Fu così contento del segno ricevuto dalla sorella, che proclamò che ogni anno, nel giorno Dooj, se una sorella avesse messo un tilaka (segno rosso) sulla fronte del fratello, nessuno avrebbe più potuto fargli del male. Ancora oggi si segue questa tradizione. Le sorelle celebrano questa giornata per la sicurezza e il benessere dei loro fratelli. I fratelli, in cambio,  offrono doni alle sorelle come pegno d'amore.
In questo video, tutti i festeggiamenti del Diwali, e alla fine l'apposizione del tilaka sulla fronte dei fratelli.


 Nimki



Cracker croccante o chip fragolosa? Ideale per coktails, aperitivi, happy hours e anche Diwali. Terribilmente contagiosa, una tira l'altra, come le ciliegie, non si riesce a smettere di mangiarne!
Dal libro Sapori Indiani di Linda Fraser.
Qui altri simpatici snacks indiani, perfetti per ogni momento di festa.







Ingredienti:

125 g di farina
15 g di burro o di ghee
60 g di acqua
un grande pizzico di peperoncino in polvere
un pizzico di zucchero
mezzo cucchiaino di semi di cipolla
(oppure semi di papavero o nigella damascena *)
mezzo cucchiaino di sale
olio di semi per friggere

* la trovo da Tiger







In una ciotola mescolare farina, sale e burro con le dita e sbriciolare.
Aggiungere peperoncino, zucchero, semi di cipolla e acqua e impastare. Stendere la pasta a circa 0,3 cm. di spessore (io ho usato la sfogliatrice), bucherellarla con le punte di una forchetta o l'apposito attrezzo, tagliare con la rotella a strisce di 2,5 cm. Poi tagliare in diagonale a rombi.
Friggere in olio bollente per pochi minuti, asciugare su carta da cucina.
Possono essere preparate 2/3 giorni in anticipo, conservandole poi in scatole a chiusura ermetica.







A domani, per la raccolta finale!

14 novembre 2014

Naan al Curry e Chapati - Curried Naan Bread & Chapati


Ancora pochi giorni di permanenza in India, raccoglierò le ricette per l'Abbecedario Mondiale, da me ospitato in questa tappa indiana, fino al 16 Novembre compreso. Per chi vuole divertirsi con spezie ed aromi orientali c'è tutto il weekend per donare nuovi profumi in cucina!
Anche se sono già state postate più ricette sui pani indiani, non potevo esimermi da aggiungere anche il mio, visto che il binomio farina+acqua è il mio preferito in cucina.
Inoltre, ho piacere a condividere con voi un paio di video di chapati homemade (un altro classico della cucina locale), ripresi in una vera cucina indiana, da abili mani indiane, sempre dalla mia amica Susy.
 
Il Naan è un pane asiatico molto popolare in diverse regioni del continente. E' un pane lievitato e piatto, molto simile a quello arabo.
Mi sono divertita a farlo, è facile e abbastanza veloce, molto gustoso e particolare. Ce lo siamo mangiato accompagnandolo a salumi e formaggi ma visto che sta iniziando la stagione invernale, si sposerà bene anche con delle belle zuppe fumanti.



Naan al Curry
dal libro di Paul Hollywood 100 Great Breads
dose per 6 naan







Ingredienti:

450 g di farina, più extra per lo spolvero
1 cucchiaino e mezzo di sale
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva, più extra per friggere
2 cucchiai di curry in polvere dolce
10 g di lievito di birra
230/250 g di acqua
mezza tazza di uvetta
3 cucchiai di chutney di mango *

* io non avevo il chutney e ho usato dei peperoni agrodolci avanzati




Mettere la farina, l'olio, il curry in una ciotola, aggiungere l'acqua dove si sarà sciolto il lievito e mescolare il tutto per 2 minuti, aggiungendo anche il sale alla fine. Capovolgere su un piano di lavoro leggermente infarinato e impastare per 5 minuti, o finché la pasta diventa morbida e malleabile. Fare lievitare per 40/45 minuti coperta (volendo si può fare tutto nell'impastatrice).
Foderare una teglia con carta forno. Incorporate l'uvetta e il chutney all'impasto. Dividere la pasta in sei pezzi, metterli sulla teglia e lasciare riposare per circa 1 ora e mezza coperti.
Girare ogni pezzo di impasto su un piano leggermente infarinato e, con il matterello, appiattire ogni pezzo in un cerchio di circa 25cm. di diametro. Rimettere sulla carta forno e lasciare riposare per 5 minuti.
Scaldare una padella a fuoco medio e aggiungere una spruzzata di olio. Cuocere ogni impasto fino a doratura su entrambi i lati, quindi mettere da parte a raffreddare un po' prima di servire.



Ecco come fare un vero chapati - How to make chapati:









Anche nella versione con verdure - Veggie chapati:













Naan bread is a very popular Asian bread, often present in different regions of the continent. It's a leavened and flat bread, very similar to Arabic one.
It's a very nice and deliciuos recipe, easy, simple and so tasty, we enjoyed very much with ham and cheese but I bet it would be perfect with winter soup too.

Above some videos about homemade Chapati, another popular local bread, filmed in a real Indian familiar kitchen by my dear friend Susy.



Curried Naan Bread
from Paul Hollywood's 100 Great Breads
makes 6 naan







You need:

scant 4 cups white bread flour, plus extra for dusting
1-1/2 tsp salt
1 Tbsp olive oil, plus extra for frying
2 Tbsp mild curry powder
1/2 oz /15 g package compressed fresh yeast
1-1/4 cups water
generous 1/2 cup (golden) raisins
3 Tbsp mango chutney *

* I had no mango chutney and used sweet and sour peppers, diced


Put the flour, salt, oil, curry powder, yeast, and water into a bowl and mix together for 2 minutes. Tip out onto a lightly floured counter and knead for 5 minutes, or until the dough is soft and pliable. Let rise for 40/45 minutes.
Line a baking sheet. Incorporate the golden raisins and chutney into the dough. Divide the dough into six pieces, then put on the baking sheet and let rest for about 1 1/2 hour.
Turn the dough out onto a lightly floured counter and, using a rolling pin, flatten each piece into a circle, 25.5 cm / 10 inches in diameter. Put back on the sheet and let rest for 5 minutes.
Heat a skillet to medium heat and add a splash of olive oil. Shallow-ofry each dough until browned on both sides, then set aside to cool slightly before serving.



This recipe also goes to Susan's weekly YeastSpotting.

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