8 gennaio 2016

Polpette fritte di carne per la Giornata Nazionale della Polpetta e la Settimana degli Avanzi del Calendario del Cibo Italiano


Oggi è la Giornata Nazionale della Polpetta e ce ne parla ampiamente Elena nel suo esauriente articolo sul Calendario del Cibo Italiano, che sta prendendo sempre più corpo via via che i giorni passano.
Siamo anche nella Settimana degli Avanzi, fino al 10 gennaio, e tra le polpette e l'arte del riciclo sono passati anni, per non dire secoli, di mescolamenti, abbinamenti, recuperi impossibili, volti a trasformare un corposo miscuglio in deliziose palline irresistibili, specie se fritte.
Non c'è gola che ci sappia resistere, ancor più quando si ha la possibilità di mangiarle con le mani, come uno dei più nobili street food a livello mondiale.
Ecco allora che ogni avanzo di carne, anche la meno nobile, aromatizzato o speziato a piacere, ammorbidito con l'immancabile patata lessa, insaporito ulteriormente con una nevicata generosa di Parmigiano o Pecorino, legato indissolubilmente con il jolly della cucina per antonomasia (l'uovo), assemblato e formato a misura e sagoma preferita, si converte a nuova vita, seppur brevissima, perchè l'acquolina in bocca ne farà ben presto man bassa.


polpette fritte



Queste son le ricette che piacciono a me, senza dosi, solo il nostro occhio e la nostra sensibilità ci diranno che la consistenza è quella giusta: deve risultare un composto morbido, ma non mollo.
La carne va tritata, finemente, a coltello, col passaverdura, con un robot: l'importante è non esagerare, nel senso che comunque le polpette devono mantenere una certa dignità masticabile, morbide sì, ma non pappetta da neonati.
Se in frigo avanza una fetta di mortadella/prosciutto crudo/cotto/ speck si può aggiungere all'impasto. 
Patata lessa: sempre schiacciata bene con la forchetta o lo schiacciapatate da gnocchi, mai frullata (diventa troppo collosa).
Uovo: se la quantità è minima basterà un tuorlo, altrimenti si usa un uovo intero (a crudo).Per dosi esagerate ci si regola aggiungendone uno alla volta, mescolando e controllando la consistenza del composto.
Un accorgimento per la frittura: meglio usare una casseruola alta e non molto larga, e friggere poche polpette per volta, per non abbassare troppo la temperatura dell'olio (oltremodo si cuceranno più in fretta). Le polpette non dovranno toccarsi, altrimenti potrebbero facilmente spappolarsi perchè non farebbero in tempo a formare la caratteristica crosticina. 
Si frigge con una dose generosa di olio, extravergine di oliva o di semi di arachide, a piacere.

Ottimo finger food per un aperitivo o un buffet in piedi: attenzione perchè ci si scotta facilmente la lingua per l'ingordigia!

polpette fritte



Ingredienti:

qualsiasi avanzo di carne
(lesso, arrosto, in umido)
patata lessa 
una spolverata di Parmigiano o Pecorino
prezzemolo fresco tritato
(oppure timo, maggiorana, basilico)
uno spicchio di aglio tritato, facoltativo
spezie, facoltative
(curry, zenzero, coriandolo, cumino, paprika, peperoncino)apne grattugiato
olio per friggere
(extravergine di oliva o di semi di arachide)
sale/pepe q.b.


polpette pronte


Tritare la carne e sistemarla in una ciotola capiente.
Aggiungere le spezie e le erbe aromatiche, l'aglio se usato, l'uovo e il formaggio. Salare e pepare e mescolare bene il composto.
Con le mani leggermente umide formare delle palline rotonde o di forma allungata.
Più piccole sono più cuoceranno in fretta (in reltà sono già cotte, devono solo fare la crosticina) e più saranno indicate per l'aperitivo. Rotolarle nel pane grattugiato e sistemarle su un piatto.
Portare l'olio a temperatura e friggere le polpette, poche alla volta. Scolare su carta assorbente e servire subito.
Se la quantità è notevole, si possono mantenere in una pirofila al caldo in forno, 70/80°, finchè saranno tutte pronte.
Si possono preparare in anticipo (senza friggerle) e conservare in frigorifero su un vassoio coperte da stagnola. Se la panatura si assorbe, si possono ripassare nel pane grattugiato.



6 gennaio 2016

Bufalabà, ovvero babà con mousse di Mozzarella di Bufala, pomodorini confit e pesto ligure


Felice ed onorata per l'invito a partecipare al contest Bufala in Fermento, organizzato dal Le Strade della Mozzarella e Antico Molino Caputo, dedicato alle preparazioni lievitate salate.
In lista 24 blogger da confrontarsi con le farine Classica e Cuoco del Molino Caputo e la Mozzarella di Bufala Campana DOP.

Tema del Contest: contaminazioni, perché dopo migliaia di chilometri percorsi dall'Asia al bacino del Mediterraneo e secoli di Storia come fedeli accompagnatori, grano tenero e bufale diventano consuetudine, che si evolve in tradizione e tipicità del nostro territorio.

Svolgimento: da un'idea concepita in terra lacustre (abito sul lago di Garda), svolgo il compito in terra ladina (da brava alunna indisciplinata, perdo tempo prezioso a priori, salvandomi in corner durante le festività trascorse in montagna), utilizzando prodotti DOP campani e siculi, scomodando anche la blasonata Repubblica Marinara ligure per il pesto più profumato e gustoso, orgoglio del mio orto, conservato gelosamente in freezer per nostalgiche preparazioni amarcord di bigie giornate uggiose invernali. E non mi sono lasciata scappare neanche un piccolo accenno al dizionario gastronomico dei cugini d'oltralpe, ça va sans dire pilastri fondamentali della cucina occidentale.
Cu affézzione.


set per bufalabà


Noncurante del proverbiale detto chi ha tempo non aspetti tempo,  ho dovuto impastare a mano, non avendo in vacanza una cucina dotata di ogni comfort come a casa. Ma la fatica tempra lo spirito, e la buona volontà viene premiata con un impasto fragrante e dal giusto grado di sofficità, sopportata anche dalla buona qualità della farina, che ha retto egregiamente una lunga lievitazione per aver voluto utilizzare poco lievito (impastato nel primo pomeriggio, lasciato a temperatura ambiente fino a sera e poi in frigo fino alla mattina seguente).
Arrangiato un piccolo set fotografico che rivela la provenienza montanara degli accessori (ma quelli avevo) per i due babà protagonisti (ma avrei dovuto scegliere meglio), ho conservato gli altri in un sacchetto di nylon ben chiuso e ieri sera sono stati un antipasto molto gradito per i miei numerosi ospiti: per praticità, li ho serviti tagliati a metà e farciti, disposti con ordine su un grande vassoio, con le ciotoline di pesto e pomodorini confit a parte.


bufalabà


L'unica difficoltà della ricetta sta nella preparazione dell'impasto, che deve essere ben lavorato e incordato per permettere poi anche una buona lievitazione, visto la quantità minima di lievito usato: si può anche aumentarne la dose, fino a 8/10 g, magari come primo approccio a questo impasto briochoso.
I contorni si possono preparare durante le fasi di lievitazione, in modo da avere tutto pronto all'impiattamento.
Si possono fare di misura ancora più piccola, saranno un simpatico fingerfood per un buffet in piedi, ancora più accattivanti se presentati nei pirottini di carta da pasticceria.



Per 15/16 babà
(stampini in alluminio di altezza e diametro 6 cm.)

270 g farina Caputo Cuoco
50 g di acqua di governo della mozzarella, a temperatura ambiente
2 uova intere sbattute
50 g di burro morbido
25 g di zucchero
5 g di lievito di birra
5 g di sale fino
extra burro per ungere gli stampi

Preparare il lievitino: sciogliere il lievito nell'acqua, aggiungere 90 g di farina ed impastare fino ad avere un panetto omogeneo. Lasciare riposare in una ciotolina, coperto e in luogo riparato, fino al raddoppio.
Nella ciotola della planetaria versare la restante farina (180 g) e lo zucchero, azionare il gancio impastatore a velocità bassa ed aggiungere, poco alla volta, le uova sbattute e il lievitino, alternando i due ingredienti. Per ultimo aggiungere anche il sale.
Quando l'impasto inzia ad essere omogeneo, aggiungere anche il burro a pezzetti, e lavorare l'impasto finchè ben incordato.
Se si lavora a mano, impastare gli ingredienti in ciotola seguendo lo stesso ordine. Una volta terminati, continuare a battere ed impastare sulla spianatoia, sporcandosi leggermente le mani di farina se necessario, finchè l'impasto si presenta liscio ed omogeneo.
Formare una palla, ungere una ciotola col burro e sistemare l'impasto. Coprire e lasciare lievitare in luogo riparato fino al raddoppio.


babà salati


Ungere internamente col burro gli stampi dei babà.
Riprendere l'impasto, sgonfiarlo leggermente e con le mani ben unte di burro mozzare/formare delle palline di 30/35 g cadauna, come si fa per i babà. Sistemarle negli stampini, con la parte mozzata in basso. Coprire a campana e lasciare lievitare in luogo riparato finchè l'impasto supera di poco il bordo dello stampino.
Infornare a 200°, dopo un paio di minuti abbassare la temperatura a 180° e cuocere per 20/25 minuti circa, modalità statico nella parte bassa del forno. Sono pronti quando la temperatura al cuore raggiunge 90/92°.
Estrarre dagli stampi e lasciarli raffreddare su una griglia.
Si possono preparare il giorno prima, conservandoli in un sacchetto di nylon per alimenti ben chiuso.
Volendo, si possono congelare, scongelandoli a temperatura ambiente per qualche ora quando servono.


pomodorini confit


Pomodorini confit

1 kg di pomodorini
2/3 cucchiai di zucchero di canna
sale fino
olio extravergine di oliva del Garda
origano

Si possono usare i pomodorini preferiti: datterini, ciliegini, del Piennolo (se non infastidisce la buccia più spessa).
Meglio abbondare coi pomodorini perchè in cottura si riducono molto.
Tagliare i pomodorini a metà e sistemarli in una teglia da forno rivestita di carta forno. Cospargere sopra lo zucchero, il sale e l'origano. Versare un giro di olio e infornare a 150/160°, modalità statico, per un'ora e mezza circa. Lasciarli raffreddare e sistemarli in una ciotola, condendo alla fine con un altro giro di olio.
Si possono conservare in frigorifero per 15 giorni in un vaso a chiusura ermetica, ricoperti di olio.


Mousse di mozzarella

500 g di mozzarella di bufala DOP
240 g circa di panna fresca liquida
un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva del Garda
sale fino q.b.

Tagliare la mozzarella a pezzetti, metterla in una caraffa e con un minipimer ridurla a mousse, aggiungendo a più riprese la panna, ed infine l'olio. Aggiustare di sale. Trasferire in una sacca da pasticceria con beccuccio grande, liscio o a stella e conservare in frigo.
Consiglio: meglio lavorare 250 g di mozzarella alla volta per ottenere una mousse vellutata in velocità, per non scaldare troppo la mozzarella.


Olio al basilico

6/7 foglie di basilico
140 ml di olio extravergine di oliva del Garda
60 ml di acqua a temperatura ambiente
3/4 cubetti di ghiaccio

Un escamotage rapido se non si è stati previdenti durante l'estate nell'aromatizzare il nostro olio preferito.
Versare l'olio in un vasetto a bocca larga e mettere un paio di foglie di basilico in infusione.
Nel frattempo frullare finemente 5 foglie col ghiaccio, trasferire il composto in un colino sopra una ciotolina e recuperare un cucchiaio di clorofilla.
Aggiungere la clorofilla all'olio ed emulsionare con una frustina oppure chiudere bene il vasetto e sbatterlo energicamente.
Si può conservare per qualche giorno; se la clorofilla si deposita, emulsionare nuovamente.
Al momento dell'utilizzo, allungare l'olio aromatizzato con l'acqua ed emulsionare ancora con una frustina (oppure sbattendo bene il vasetto): si otterrà un composto più denso.


Pesto di basilico

110 g di foglie di basilico
40 g di pinoli
170 g di olio extravergine di oliva del Garda
un quarto di spicchio di aglio
40 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
(oppure metà grana e metà pecorino)
sale fino q.b.

Per ottenere un bel pesto brillante è importante lavorare velocemente per non ossidare le delicate foglie del basilico, sia che si lavori con un frullatore che col mortaio.
Tostare leggermente i pinoli in padella.
Tritare tutti gli ingredienti secchi insieme (pinoli, formaggio e aglio), aggiungere poi anche il basilico e l'olio a filo. Se necessario aggiustare di sale.
Si conserva in frigorifero per qualche giorno in un vaso di vetro, ricoperto con uno strato di olio perchè non ossidi, ben chiuso.Per i più intrepidi e tradizionali: in un mortaio di marmo e utilizzando un pestello di legno, iniziare a pestare l'aglio con qualche grano di sale grosso. Aggiungere poi le foglie di basilico, non tutte insieme, continuando a pestare con un movimento dolce e rotatorio. Terminato il basilico aggiungere i pinoli leggermente tostati, e per ultimo i formaggi. Alla fine è il turno dell'olio extravergine. Se necessario aggiustare di sale.


bufalabà



Prendere un babà per volta, inciderlo per il lungo a metà, irrorare l'interno di ogni metà con l'emulsione di olio al basilico, farcire con la mousse di mozzarella. Ricomporre il babà sul piatto, a piacere lucidare il babà con un pennello intinto nell'olio, guarnire con i pomodorini confit, una piccola foglia di basilico e un cappero. Servire con il pesto di basilico e i pomodorini confit rimasti.



La corona dei Re Magi per la Giornata Nazionale dell'Epifania



Oggi si festeggia la festa dell'Epifania, con la celebrazione per i credenti cristiani dell'arrivo dei Re Magi davanti al Bambin Gesù a cui offrirono oro, incenso e mirra, e con l'arrivo, per i più piccoli, della Befana, a cavallo della sua scopa volante, con il sacco pieno di giochi e doni per i bimbi buoni e di carbone per quelli più monelli. 
Anche il Calendario del Cibo Italiano, il nuovo grande progetto dell’Associazione Italiana Food Blogger partito il primo gennaio, dedica una Giornata Nazionale a questa festività, attraverso il racconto di Erica, l'Ambasciatrice prescelta.
In alcuni paesi è tradizione festeggiare l'Epifania con dei dolci a forma di corona, ad esempio in Francia si festeggiano i Tre Re Magi con un dolce tradizionale: il gâteau des Rois (dolce dei Re).
Già nell'antica Roma durante le feste dei Saturnali (dove per 7 giorni tutto era permesso) era diventata usanza mandare dolci ai propri amici. Nell'Antico Regime fu chiamato dolce dei Re perchè il dolce veniva offerto al proprio signore nel periodo delle offerte feudali. La tradizione si è mantenuta viva da allora.
Anche se la sua ricetta cambia da regione a regione, il contenuto resta uguale per tutti: al suo interno è dissimulato un seme, solitamente una fava, e colui che, mangiando il dolce, lo trova è dichiarato Re della festa, e indossa una graziosa coroncina di cartone. Questa dolce usanza francese è una tradizione antica già nota nel XIV° secolo quando il dolce dei Re veniva tagliato in tante porzioni quante erano i commensali più una, che veniva poi offerta al primo povero che si presentava. Col tempo, il seme nascosto è diventato un oggetto sempre più importante e da collezione: si poteva usare un fagiolo secco come un diamante o un oggetto in oro! Nel museo di Blain sono conservati più di 10.000 semi e ogni anno viene organizzata una fiera per collezionisti.  
Una buona lettura: I Re Magi di Michel Tournier.
Ho rispolverato una ricetta che i miei piccoli avevano imparato da Gianfranco alle Tamerici qualche anno fa: un gustosissimo e facile pane farcito a forma di corona che aveva fatto bella mostra di sè come centrotavola, adornato con qualche rametto di abete e dei grani vermigli di melograno.


Ingredienti:


500 g di farina
200/230 g di acqua
25 g di lievito *
10 g di zucchero
10 g di sale
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
un uovo sbattuto
per la farcitura: formaggi e salumi tritati a piacere
 
* per una lievitazione standard veloce di un'ora/un'ora e mezza; ma avendo più tempo a disposizione, si può ridurre drasticamente la quantità di lievito, allungando notevolmente i tempi di lievitazione


Sciogliere il lievito nell'acqua con lo zucchero, aggiungere la farina e impastare, unendo il sale per ultimo.
Lavorare bene fino ad ottenere un impasto liscio e morbido, metterlo in una ciotola unta e lasciarlo riposare coperto fino al raddoppio. 
Stendere quindi la pasta in un rettangolo (lasciando un piccolo panetto a parte) e farcirlo con il ripieno preferito tritato. 



Avvolgere e formare un rotolo che andrà poi chiuso a cerchio, sigillandolo bene (meglio mettere una pallina di stagnola nel buco centrale della corona che andrà tolta a metà cottura, altrimenti potrebbe restringersi). 
Con la pasta avanzata stesa bene formare dei triangoli e attaccarli alla corona, e decorare la corona con applicazioni a piacere. Pennellare con uovo sbattuto. Lasciare riposare ancora 20/30 minuti quindi cuocere in forno caldo a 200° per 20/25 minuti.
 


4 gennaio 2016

La Settimana degli Avanzi per il Calendario del Cibo Italiano targato Aifb



E’ iniziata da qualche giorno una grande avventura culinaria: il Calendario del Cibo Italiano.
Questo nuovo grande progetto dell’Associazione Italiana Food Blogger sarà un grande contenitore mediatico che racconterà, giorno per giorno, le specialità gastronomiche, i personaggi che hanno fatto la storia della cultura alimentare e le ricette che fanno parte del nostro territorio e della nostra tradizione, tramandate di generazione in generazione.
Il percorso gastronomico intapreso si svilupperà in 366 Giornate Nazionali e 52 Settimane, ognuna dedicata ad un tema diverso. Ci saranno Ambasciatori differenti per ogni giornata e per ogni settimana a cui fare riferimento, che illustreranno in un post introduttivo, pubblicato sul sito dell’Associazione, il tema del giorno/settimana.


 



Oggi inizia la Settimana degli Avanzi, la prima in scaletta del Calendario, e io ne sono orgogliosamente l’Ambasciatrice.
Un tema molto attuale quello del recupero in cucina (anche se probabilmente la si è sempre perseguita d’istinto), soprattutto da quando si è diventati più sensibili alla parola spreco, in tutti gli ambiti, compreso quello culinario.
Ma c’è anche chi spavaldamente aborre la cucina degli avanzi, e dice di non averla mai presa in considerazione. Pura follia o genio incompreso?
Non c’è peccato senza peccatore, e ve lo racconto nel mio articolo sul Calendario del Cibo.




Il Calendario è rivolto a tutti i blogger, associati e non.

Partecipare è semplice: per le Giornate Nazionali, basterà pubblicare la propria ricetta nella giornata che si celebra, entro la mezzanotte, lasciando il proprio link nei commenti all’articolo dedicato sul sito Aifb. Per le settimane, invece, si ha più tempo a disposizione e volendo/potendo si possono pubblicare più ricette, ma non più di una al giorno, sempre poi lasciando il proprio link nei commenti all’articolo dedicato sul sito Aifb.
Se si volesse pubblicare la propria ricetta in contemporanea all'uscita dell'articolo di presentazione sul sito Aifb (che ricordo esce alle 9 di ogni giorno per le Giornate Nazionali e alle 14.30 di ogni lunedì per le settimane), bisognerà programmare la ricetta sul proprio blog, contattare l'Ambasciatrice referente d inviarle il relativo permalink almeno due giorni prima l'uscita dell'articolo sul sito Aifb.
Qui troverete l’elenco in continuo aggiornamento delle Giornate Nazionali e delle Settimane che si susseguiranno per potervi poi organizzare al meglio.

Nel proprio post si deve sempre fare riferimento al Calendario del Cibo Italiano e alla Giornata o Settimana che si vuole celebrare, linkando il relativo articolo apparso sul sito Aifb.

Gli hashtag che animeranno il web durante questa lunga kermesse sono #calendariodelciboitaliano #calendarioaifb #italianfoodcalendar – fatene buon uso!
Poi, a discrezione degli Ambasciatori, gli hashtag dedicati alle Giornate nazionali e alle Settimane.


E per questa settimana, fino alla mezzanotte del 10 gennaio 2016,

Avanzi che c’è posto per tutti i gusti!

 #avanzipertutti


Vi aspetto numerosi e fantasiosi, recuperiamo il recuperabile, che il 2016 inizi sotto il buon auspicio di meno sprechi e meno scarti!

 #settimanadegliavanzi #lacucinadegliavanzi 





Partecipano come Contributors:











i miei contributi:


1 gennaio 2016

Insalata tiepida di lenticchie con radicchio rosso, finocchi e speck per il Calendario del Cibo Italiano


Buon Anno!


E questo novello 2016 inizia con una grande novità in casa Aifb.
Inizia oggi, infatti, il Calendario del Cibo Italiano, il nuovo grande progetto dall’Associazione Italiana Food Blogger, un grande contenitore mediatico che racconterà, giorno per giorno, le specialità gastronomiche, i personaggi che hanno fatto la storia della cultura alimentare e le ricette che fanno parte del nostro territorio e della nostra tradizione, tramandate di generazione in generazione.

Sarà un percorso che si svilupperà in 366 Giornate Nazionali e 52 Settimane, ognuna dedicata ad un tema diverso. Ci saranno Ambasciatori differenti per ogni giornata e per ogni settimana a cui fare riferimento, che illustreranno in un post introduttivo, pubblicato sul sito dell’Associazione, il tema del giorno/settimana e faranno da traino per la raccolta di ricette inerenti.

Gli hashtag che animeranno il web durante questa lunga kermesse sono #calendariodelciboitaliano #calendarioaifb #italianfoodcalendar – fatene buon uso!


Per l'occasione rispolvero una ricetta d'antan che ci piacque molto e che ben si presta ad essere presentata in tavola dopo tutti i bagordi festaioli di queste vacanze natalizie.
E' facile e straveloce da fare, l'unica accortezza da tenere presente è il tempo di spadellatura degli ingredienti, che deve essere rapido (questione davvero di pochi minuti!) per mantenere fresche e croccanti le verdure. Per questo motivo va preparata e servita immediatamente, altrimenti si inteneriscono troppo e il radicchio, specialmente, perde il suo bel colore facendo ingrigire e rattristire l'insalata. Perfetta come piatto unico, magari abbinata a un formaggio fresco, oppure come contorno a carne alla griglia, come l'abbiamo gustata noi.




insalata tiepida di lenticchie, radicchio rosso, finocchi e speck - mlla 17


Ingredienti :

 200 g di lenticchie piccole
300 g di radicchio rosso mondato e tagliato a listarelle
160 g di speck tagliato a striscioline
 finocchio
mezza carota
mezzo gambo di sedano
mezza cipolla
mezzo porro
un paio di foglie di alloro
sale/pepe
olio extravergine di oliva
qualche grano di pepe


Lessare le lenticchie in acqua (senza metterle a bagno e partendo da acqua fredda) a leggero bollore con carota, sedano, cipolla, alloro e pepe in grani. Affettare il porro e rosolarlo brevemente in una padella con un filo di olio, aggiungere il finocchio tagliato a fettine e insaporire, aggiungere lo speck e rosolarlo finchè diventa croccante. Scolare le lenticchie e unirle al resto, quindi unire anche il radicchio, saltare brevemente a fuoco vivace, salare e pepare. Guarnire con qualche goccia di olio a crudo (il novello appena spremuto così piccantino ci sta proprio bene) e a piacere qualche goccia di aceto balsamico, ma non troppo. Servire subito perchè è buona con le verdure croccanti.

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