24 febbraio 2009

Mascherine di Carnevale

Oggi grande botto finale nella maggior parte d'Italia per festeggiare martedì grasso, ultimo giorno di Carnevale secondo il rito romano. A Milano e in alcune province lombarde, invece, si proseguirà con i festeggiamenti fino a sabato prossimo, secondo il rito ambrosiano.
Per festeggiare allegramente ecco una simpatica mascherina che Gianfranco ha realizzato alle Tamerici il week-end scorso in occasione del corso di cucina per bambini in tema carnevalesco: un successo strepitoso, nel corso di due pomeriggi si sono susseguiti un'ottantina di bambini scatenati ed effervescenti, attenti però sempre alle spiegazioni del gran maestro per poi eseguire con bravura ed estro il proprio compito, questa volta anche sotto l'occhio vigile e scherzoso di un clown con occhiali, naso rosso e bombetta a pois.
Prossimo appuntamento per i bambini alle Tamerici il 21 e 22 marzo con tante delizie al cioccolato!



Ingredienti:

300gr. di farina
150gr. di burro morbido
100gr. di zucchero
1 uovo
un pizzico di sale
la buccia grattuggiata di un limone o arancio

per decorare:
codette colorate
oppure zucchero a velo, coloranti alimentari, pastiglie di zucchero

Versare la farina in una ciotola,unire il burro e pizicarlo con la punta delle dita insieme alla farina in modo da fare tante bricioline. Unire lo zucchero,il sale, la buccia di limone/arancio e l'uovo e mescolare bene, ribaltare sulla spianatoia e impastare formando una palla. Avvolgerla con la pellicola e lasciarla riposare in frigo per mezzora. Su un foglio di carta forno stenderla col matterello ad uno spessore di mezzo centimetro, con un coltellino ritagliare le mascherine della forma desiderata, fare i buchi per gli occhi e con i ritagli di pasta aggiungere altre piccole decorazioni (sopracciglia, baffi, ghirlande). Ricoprire la mascherina con le codette colorate premendole leggermente e infornare a 180° per 10/15 minuti, dipenderà dalla grandezza della mascherina.
Per una decorazione più "importante" non mettere le codette colorate, lasciare raffreddare la mascherina una volta cotta, nel frattempo preparare una glassa mescolando in una ciotola lo zucchero a velo con pochissima acqua e un cucchiaino di succo di limone colorandola a piacere. Distribuire sulla mascherina, decorare coi confettini di zucchero e lasciare asciugare.

Buon Carnevale!


23 febbraio 2009

Le frittelle della Dirge - WHB # 171


Siamo nei giorni clou del Carnevale, è tutto un susseguirsi di sfilate di carri allegorici, di feste in maschera, di coriandoli e stelle filanti. Cercavo un buona ricetta per fare le frittelle, mi è venuta in aiuto Anna del molino con la ricetta casalinga della sua mamma, la Dirge, appunto...che bel nome insolito, vero?...è quello di un'antica principessa greca, come principesche sono le frittelle che ho fritto, ricetta ampiamente approvata all'unanimità! Sempre su consiglio di Anna, sostituire un 20%della farina con Manitoba.



Ingredienti:

2 uova intere
1 tuorlo
100gr. di zucchero
80gr. di burro sciolto in un bicchiere di latte tiepido
la buccia grattuggiata di 4 arance bio
300gr. di farina, di cui 80gr. Manitoba
1 bustina di lievito per dolci
250gr. di uvetta, ammollata e asciugata*
olio di semi di arachide per friggere

* io ho fatto metà impasto con 125gr. di uvetta e metà con una mela golden tagliata a piccoli pezzi

Conservando l'uvetta in un barattolo coperta di grappa bianca sarà sempre pronta all'uso e leggermente aromatizzata.

Sbattere le uova con lo zucchero finchè iniziano a fare le bolle, quindi aggiungere il burro col latte, la buccia di arance, l'uvetta (o la mela), la farina e il lievito amalgamando bene con la frusta per evitare grumi. Mettere l'olio a scaldare e quando raggiunge la temperatura tuffare un cucchiaio di impasto per volta e friggere le frittelle da ambo i lati. Scolare a lungo su carta assorbente, cambiandola ogni tanto. Se piace si possono ripassare nello zucchero semolato.



Questa ricetta partecipa al WHB # 171 ospitato da Susan di The Well-Seasoned Cook
This recipe participates to WHB # 171 hosted by Susan from The Well-Seasoned Cook
Thanks again to Haalo who manages greatfully all events,
Thanks again to Kalyn for her successfull idea!


It's Carnival time, a funny feast time dedicated to masquerades, fancy-dress street parades, colors and laughs. I made a lot of "Galani" in the past days, a traditional Italian fried sweet very common in this period, we really adore it, and that changes its name in every region: you could find it as Cenci, Frappe, Chiacchiere, Grostoli, Bugie. We also tried German "Strauben" with Nutella, and they were good indeed. But another traditional Italian Carnival sweet are "Frittelle", a kind of fried pancakes, ball-shaped, filled with raisins, apples, cream. I had this recipe from Anna's mother, Dirce (quite unusual name, isnt'it?...it comes from a Greek Princess) and her frittelle sounds so princely good like her name!

You need:

2 eggs
1 yolk
100gr. sugar
80gr. butter, melted in a glass of warm milk
grated zest of 4 organic oranges
220gr. plain flour
80gr. Manitoba
2 tablespoons of baking powder
250gr. raisins, soaked and dried*
peanut oil

* I tried half batter with 125gr. raisins, half with an apple cut in small piecies

Beat eggs with sugar until you see some bubbles, then add butter and milk, orange zest, raisins (or apple), flour and baking powder and mix well. Put oil on fire and when ready pour inside a tablespoon of batter at a time and fry pancakes each side. Drain on kitchen paper for long, changing paper often. If you like you can spread some sugar on top.

Round up WHB # 171

20 febbraio 2009

Giornata ricca...accipicchia!

Oggi giornata splendida e affacendata!
Si festeggiano ben due compleanni: il nonno Toni si prepara ad affrontare con sempre più grinta il traguardo degli 84 ...!!!...

AUGURI NONNO!

...e Pietro, una stanga di nipotastro di quasi due metri, spegnerà 23 gioiose candeline...sembra ieri quando si dimenava lungo lungo nella culla che quasi ci scappavano i piedi fuori!

AUGURI PIETRO!

Oggi a Verona è venerdì gnocolar...alle 14 partiranno i carri carnevaleschi da Porta Nuova per attraversare tutto il centro cittadino e far passare una bella giornata di carnevale a grandi e piccini...il sole splende e sicuramente aiuterà a divertirsi di più! Speriamo solo che i soliti "teppistelli" con schiume e uova si limitino...è notizia giornaliera al TG che Sindaci di più città ne vietino la vendita ai minorenni...qua i negozi sono costretti ad abbassare le saracinesche per evitare brutte sorprese!
Noi abbiamo rimandato la classica gnoccolata a domani, oggi festa spettacolo, karaoke e pizza party a scuola e stasera partenza per la montagna... ma ho già preparato il sacco da 5kg. di patate rosse in macchina!

Per chi volesse farsi un bel piatto di gnocchi come vuole la tradizione, io li faccio così. E dopo gli gnocchi...un buon galano ci sta proprio bene: quelli della zia Pupa sono fenomenali ma anche le chiacchiere veloci e sprint dell'Elvira non sono male...e perchè non prendere l'occasione al balzo per provare i tirolesi Strauben?...o le dolci e principesche frittelle della Dirge?

Chi invece preferisce starsene stravaccato in poltrona ma non vuole rinunciare a un coriandolo di Carnevale può sempre godersi una gita virtuale visitando i siti dedicati ai due più importanti: il carnevale a venezia e il carnevale a viareggio.

Ma il divertimento non finische qui: leggendo questa pagina si trova una lista dei principali Carnevali in Italia, qui e qui una lista dei principali Carnevali nel mondo.

Il Carnevale è uno dei riti tra i più antichi della storia e del folklore dei popoli e rappresenta un momento di libertà e spensieratezza unito a tradizioni e pratiche propiziatorie. Una sorta di festa del carnevale, era già praticata dagli antichi egizi, dai Greci che dedicavano la festa a Dionisio, il Dio del Vino.
Il Carnevale ha rappresentato il passaggio dall’inverno alla primavera, prima della Quaresima, momento dedicato alla penitenza, per prepararsi alla Pasqua. Molte città danno inizio al Carnevale in periodi diversi, a Capodanno, all'Epifania, o alla Candelora (2 febbraio) e culminano, il martedì o giovedì grasso, prima delle Ceneri.
I Romani, festeggiavano il passaggio alla primavera con due feste, i Saturnali e Lupercali, riti propiziatori per la fertilità della terra. Secondo la leggenda i Lupercali si tenevano il quindicesimo giorno di febbraio e furono organizzati per la prima volta da Remo in onore della Lupa che li aveva allevati. In quei giorni ogni eccesso era consentito anche al popolo.
Nei secoli il Carnevale assunse aspetti molto diversi e raggiunse il massimo splendore nel 1500 in cui i semplici riti pagani si trasformarono in eventi sfarzosi prevalentemente privilegio della nobiltà. Lorenzo de’ Medici fu un grande promotore del Carnevale.
Lunghe sfilate di carri allegorici e personaggi in costume ed ogni regione creò una sua maschera identificativa (Pulcinella di Napoli, Arlecchino di Venezia, Balanzone di Bologna, Pantalone , Colombina ecc.)
Dopo un periodo di declino, il Carnevale tornò dopo la fine della seconda guerra mondiale aggiudicandosi la festa più sfrenata dell'anno. Famosi nel mondo sono il Carnevale di Rio de Janeiro e quello di Venezia in cui si sfoggiano costumi e maschere fantastiche.
In tutta Italia il carnevale viene festeggiato in ogni piccolo centro; alcune località hanno dedicato molto impegno e passione riuscendo ad organizzare meravigliose manifestazioni con carri allegorici, sfilate di maschere e balli portando la loro notorietà ben oltre i confini regionali e nazionali.

Buon Carnevale!


17 febbraio 2009

Cozonac - Romania

This week Joan's "Culinary Tour Around the World" takes us to Romania, a country located North of the Balkan peninsula: in 2004 becoming part of NATO, in 2007 entering in the European Union. Since 1989 (after the collapse of Nicolae Ceauşescu's dictatorship lasted almost 25 years) it has become a Presidential Republic. Even though I have never been in this country, I feel emotionally involved with it. I have positive and familiar memories when my dad was going there for hunting: happy and victorious back home showing its beautiful prey, giving us pictures and stories about these mysterious and boundless landscapes on the banks of Danube. On the other hand, I am aware of a critical and dramatic situation where small, defenseless, innocent children need help and support, both economical and emotional. Ceausescu's dictatorship has left an open wound that current Government has not healed yet (and often seems to "forget"): the drama of abandoned children and infected with the HIV virus through pratcicies not clarified yet. At least 15000 children infected, about 100 thousand children abandoned by their mothers in the last years of dictatorship, so many abandoned children still today. As my little contribution, I have been supporting for years "Fondazione Bambini in Emergenza", Mino Damato's organization wanted and created after he faced emergencies during the days of the Revolution. Mino Damato, journalist of "Il Tempo", journalist of TG 1, special envoy in hot areas of war, from Bangladesh to Northern Ireland, Vietnam to Cambodia, where was the last reporter to enter in Phnom Penh besieged by the Khmer Rouge, special envoy in Afghanistan from 1979 to 1983 where he realized for the first time in the world a satellite clandestine link from the fields of battle, author and conductor of TV programmes, still verstile anchor man whose interviews with famous guests as scientific authorities of worldwide fame, Nobel Prizes, Heads of State, authors and international artists have left a mark in Italian journalism . Once left his career, he completely dedicated himself to shocking condition of children with Aids, especially in Romania, where also adopted a baby girl.
I met Mino for the first time years ago, at a charity party organized in Verona to collect funds for his Foundation.
He is a very nice person, who speaks with his heart in hand of what he has done and what would be able to do. Inner and anger grows unwieldy within yourself, a suffocated scream aches in your stomach when you see the video clips of this terrible reality. It is my intent to go to Romania with him some day, he welcomes happily everybody, and if I am lucky I might cook a very special sweet Cozonac with his children too!

Cozonac is a traditional sweet in Romania, usually prepared for every major festivity like Christmas, New Year and Easter. Sweet bread is quite the same for everybody, but the filling may vary depending on the region: raisins, hazelnuts or nuts, rhum or vanilla flavourings, orange or lemon zest. You can also spread some poppy seed on top. Also the shape may vary: plum-cake, crown, plait, we can easily say that each family has its own recipe for it! I followed Cristina's.
It was the sweet chosen to represent Romania in the Café Europe initiative of the Austrian presidency of the European Union, on Europe Day 2006.

You need:
500gr plain flour
2 eggs
a pinch of salt
100 gr sugar
20 gr yeast
100 gr melted butter or oil
125 gr warm milk
2 tablespoons of rhum

filling:
125 gr finely chopped nuts
10 gr powder bitter cocoa *
75 gr sugar
50 gr milk

you could also use raisins*, soaked, strained and slightly floured, 
added to the dough while kneading


 

Melt yeast in warm milk with a little bit of sugar then add it to flour (by hand or in a kneader) and start kneading, adding all remaining milk and sugar, beaten eggs with a pinch of salt, rhum and melted butter. Knead well and let it rest about a couple of hours in an oiled covered bowl.
Prepare filling: warm milk with cocoa and sugar then add finely chopped nuts.
Divide the dough in two if shaping a plait, roll out in two rectangles, spread filling inside, roll each and shape in a plait, put it in a plum-cake mould covered with baking paper, let it rest about an hour. Bake at 175/180° for 50 minutes, (be careful, it has to be not so "tanned" like mine!), let it cool on a rack before slicing.

*I have learned to keep raisins in a jar covered with grape, they will be always ready and slightly flavoured, just fill again the jar with more raisins when necessary.










Il "Tour Culinario Intorno al Mondo" di Joan questa settimana ci porta in Romania, nazione a nord della penisola balcanica che nel 2004 è entrata a far parte della NATO, mentre nel 2007 è entrata di fatto anche nell'Unione Europea. Dal 1989 (dopo il crollo della dittatura di Nicolae Ceauşescu durata quasi 25 anni) è diventata una repubblica presidenziale, che si ispira ai modelli occidentali. Anche se non sono mai stata in questo paese, ne sono emotivamente e profondamente legata. Da una parte ho un ricordo positivo e familiare di quando il mio babbo ci andava a caccia, e tornava felice e vittorioso con le sue belle prede, le foto e i racconti di questi paesaggi sconfinati e misteriosi sulle rive del Danubio. Dall'altra, sono consapevole di una situazione critica e drammatica in cui i protagonisti piccoli e indifesi, innocenti e senza colpa, hanno bisogno del maggior aiuto e sostegno possibile, sia economico che affettivo. Proprio la dittatura di Ceausescu ha lasciato una ferita aperta che ancora il governo attuale non ha rimarginato (e purtroppo, spesso, pare abbia "dimenticato"): il dramma dei bambini abbandonati e infettati con il virus dell'HIV attraverso pratiche iniettive ancora oggi non chiarite. Almeno 15000 i bambini infettati, circa 100 mila i bambini abbandonati dalle madri negli ultimi anni della dittatura, abbandoni che ancora oggi sono numerosi. E nel mio piccolo, sostengo da anni la "Fondazione Bambini in Emergenza" voluta e creata da Mino Damato dopo che si trovò ad affrontare personalmente situazioni di emergenza durante i giorni della rivoluzione.
Mino Damato, giornalista al "Tempo", giornalista di punta del TG 1, inviato speciale in zone calde di guerra, dal Bangladesh all'Irlanda del Nord, dal Vietnam alla Cambogia, dove fu l'ultimo reporter ad entrare a Phnom Penh assediata dai Khmer Rossi, inviato speciale in Afghanistan dal 1979 al 1983 dove ha realizzato per la prima volta al mondo un collegamento clandestino in diretta via satellite dai campi di battaglia, autore e conduttore di programmi tv, ancora anchor man poliedrico, le cui interviste ad ospiti illustri come autorità scientifiche di fama mondiale, premi Nobel, Capi di Stato, premi Oscar, autori e artisti internazionali hanno fatto storia. Abbandonata la televisione si dedica anima e corpo alla scioccante condizione dei bambini malati di Aids, specialmente in Romania, dove adotta anche una bimba.
Ho conosciuto Mino di persona proprio nella mia città, dove ogni anno si organizza una serata di beneficenza per la sua Fondazione alla quale non manco mai. E' una persona squisita, che parla col cuore in mano e gli occhi lucidi di quello che fa e che vorrebbe poter fare ancora. E una rabbia interiore cresce a dismisura dentro di te, un urlo soffocato rimbomba nello stomaco nel vedere le immagini filmate di questa tremenda realtà. E' nei miei intenti riuscire ad andare un giorno in Romania con lui, con Mino la porta è sempre aperta, e chissà che non riesca poi a cucinare un più dolce Cozonac con i suoi bambini!

Il Cozonac è un pane dolce tradizionale rumeno tipico delle festività più importanti come Natale, Capodanno, Pasqua. La base del pan brioche è abbastanza simile per tutti, il ripieno cambia da regione a regione: uvetta, buccia di arancia o limone, nocciole o noci, aroma di vaniglia o rum. Può essere abbellito anche con semi di papavero sopra. Anche la sua forma è molteplice: rettangolare come un plum-cake, a treccia, a corona, si può dire anche che ogni famiglia conservi gelosamente la propria ricetta personale, io ho seguito quella di Cristina.
Piccola curiosità: è stato il dolce scelto per rappresentare la Romania al Café Europa (iniziativa dell'allora Presidente Austriaco dell'UE dove ogni stato veniva rappresentato dal suo dolce tipico) nella Festa dell'Europa 2006 (festa che si celebra ogni anno il 9 maggio).


Ingredienti:

500 gr farina
2 uova
un pizzico di sale
10 gr zucchero
20 gr lievito di birra fresco
100 gr burro sciolto
125 gr latte tiepido
un paio di cucchiai di rhum

per il ripieno:

125 gr noci macinate
10 gr cacao amaro
75 gr zucchero
50 gr latte

si può usare anche uvetta ammollata*, 
asciugata e leggermente infarinata,
da aggiungere direttamente all'impasto




Nell'impastatore mettere la farina e lo zucchero e iniziare a impastare con il latte dove è stato fatto sciogliere il lievito. Aggiungere poi le uova sbattute con un pizzico di sale, il liquore e poi il burro sciolto. Impastare finchè ben amalgamato, se occorre aggiungere ancora un cucchiaio di farina. Dare una breve menata e una battitura anche a mano, riporre quindi a lievitare in ciotola unta e coperta per circa un due ore.
Preparare il ripieno scaldando latte, zucchero e cacao e aggiungendo alla fine le noci macinate.
Riprendere l'impasto e dividerlo a metà se si decide di fare una treccia, stendere la pasta in due rettangoli e farcirli col ripieno, arrotolare, intrecciare e mettere a lievitare nello stampo da plum-cake ricoperto di carta forno per circa un'ora. Infornare a 175/180° (attenzione a non "abbronzarlo" troppo come il mio!) per 50 minuti. Sfornare e lasciare raffreddare completamente su una griglia prima di tagliarlo.

* ho imparato dalla mia presentatrice Bimby a conservare l'uvetta in un vasetto coperta di grappa bianca, in questo modo è sempre pronta e già aromatizzata, mano a mano che si usa si rimpiazza con dell'altra.



Siamo arrivati in Romania con l'Abbecedario Culinario della Comunità Europea, creato dalla mente fervida e inarrestabile della Trattoria MuVarA, e questa ricetta va a Cristina che ci ospita fino a fine mese.

15 febbraio 2009

Scorze di arancia candite - WHB # 170

Direi che con le temperature polari degli ultimi giorni siamo ancora in inverno, e ancora grande è la voglia e il bisogno di mangiare arance per fare il pieno di vitamina C, che aiuta nella prevenzione di raffreddori e malanni di stagione. A me piacciono molto, e la settimana scorsa, dagli ambulanti che vendono per strada agrumi siciliani in cassetta, ho trovato delle arance belle, buone, giganti e con una buccia spessa, ideale per fare le scorze candite.
Me le aveva insenate a fare tanti anni fa una mia cara cugina di Firenze, ma poi ci avevo perso la mano perchè i bambini da piccoli non le gradivano molto. Ora sono diventate un'idea carina da offrire dopo cena, al té con le amiche, per un regalino di poche pretese. Ho fatto un giretto in internet e ho visto che le ricette si assomigliano un po' tutte, per cui...buccie alla mano e...un delizioso profumo di arance si sprigionerà in tutta la casa!


Solo tre semplici ingredienti: bucce di arancia naturale, acqua e zucchero.

Non occorre mangiare arance in quantità industriale tutte in una volta: basterà conservare le bucce mano a mano che si consumano le arance in una bacinella di acqua fredda (cambiandola ogni giorno) al fresco (in frigo o fuori sulla finestra). Meglio lasciare anche un po' di pellicina bianca attaccata alla buccia, stando in ammollo e bollendola poi perderà l'amaro ma le manterrà morbide. Tagliare le bucce in listarelle di 1/1,5cm. di larghezza, metterle in una pentola, coprire con acqua fredda, portare a bollore e bollire un minuto, scolare. Ripetere l'operazione una seconda volta (una terza volta se non si è tenuto le bucce in ammollo per qualche giorno). Pesare le scorze scolate, in una casseruola mettere zucchero e acqua dello stesso peso delle bucce. Far sciogliere lo zucchero, aggiungere le scorze e cuocere a fuoco basso finché diventeranno traslucide e lo sciroppo si sarà quasi consumato del tutto (se occorre, si può aggiungere ancora un filo di acqua). Aiutandosi con una forchetta mettere le scorze su una gratella e scolare bene, lasciandole poi asciugare per qualche ora. Saranno ancora un pochino appiccicose, ma basterà ripassarle nello zucchero (meglio se finissimo come lo Zefiro) per renderele ben maneggiabili. Aspettare ancora qualche ora che asciughino bene per poi conservarle in un contenitore ermetico.
L'idea in più: immergere le scorze per metà nel cioccolato fondente sciolto e lasciarle asciugare su carta forno o sulla gratella, saranno deliziose!




Questa ricetta partecipa al WHB # 170 ospitato da Cheryl di Gluten Free Goodness
This recipe participates to WHB # 170 hosted by Cheryl from Gluten Free Goodness
Thanks again to Haalo who manages greatfully all events,
Thanks again to Kalyn for her successfull idea!

Candied Orange Zest

It's still winter time (temperatures are so low in these days and it's snowing and freezing in South Italy all around through!), the best season to eat oranges and get plenty of vitamin C, which will help us to avoid colds and typical season aches.
I like very much oranges, for this recipe I recommend to use oranges with a thick peel, ideal to make it candied in a very easy way. A dear cousin of mine in Florence taught me years ago how to do, I had a glance on internet to compare her recipe with others and found that most people do quite the same way. So...here we go... and it will be orange flavoruring smelling throughout your home!


Just 3 ingredients: organic orange peel, water and sugar.

You don't have to eat a lot of oranges in a day, just keep zest in a bowl filled with cold water (changing it every day) in a cold place (fridge or outside), it will be good for a week.
Better to use oranges with a thick peel, leaving a little bit of white layer too: it will looset he bitter taste staying in the water but will keep zest softer.
Slice zest in sticks of about 1/1,5cm wide, put them in a pan, cover with cold water, take to boil and boil for 2/3minutes, then drain. Repeat this passage another time. Another time is necessary if your zest has not be kept in water for somedays.
Weigh drained zest and put the same wheight of water and sugar in a saucepan and let it melt. When sugar is all melted add zest and cook on low fire until strips turn translucent, and the syrup will be quite over. Remove from heat and using a fork take the strips from the pan to a rack, leaving to cool and dry some hours. They will be still a little bit sticky, so roll them in sugar (I use a finer sugar called Zefiro) until well coated. Allow to cool again some hours before storing in an airtight container.
Nice idea: dip each strips in melted dark chocolate, then let drain on wax paper. They will be delicious!

Round up WHB # 170

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