5 giugno 2011

Sabato italiano: Torino Golosa

Maggio, un sabato italiano quasi estivo, un sole caldo avvolgente, Freccia Bianca e Freccia Rossa che sfrecciano allegre ed in orario (e sorprendentemente in offerta a metà prezzo!) sui lunghi binari  fino a Porta Nuova, dove ad attendermi sorridente c'è lei. Mi aspetta un giro turistico goloso attraverso la sua Torino, premio finale per aver partecipato al concorso  "Verrine in rete" organizzato dalla De Agostini.

 

E' una lunga passeggiata per il centro di Torino, ora più agibile e  comoda  con le nuove strade  pedonabili, che conoscevo poco e sempre di passaggio veloce. Mi ha dato  l'impressione di una città di altri tempi, regale e fascinosa, come se all'improvviso si potesse sentire lo scampanellio vivace di carrozze chiedere il passaggio, e  vedere scendere dalle loro predelline eleganti dame fasciate in raffinati abiti, con l'ombrellino parasole in una mano e l'altra tesa verso baldi giovani in livrea per un aiuto nella discesa.

finestre tricolori

I palazzi sono maestosi, le strade larghe che convergono in piazze immense: un tripudio di tricolori ad ogni finestra, turisti ordinati e poco caciaroni, quasi comparse ben educate legate a questa immagine ottocentesca. In piazza san Carlo una fanfara a cavallo celebrava a note squillanti sicuramente un evento legato a questo anniversario dei 150 anni dell'Unità d'Italia.

piazza san carlo

Nomi di vie, piazze e monumenti sono ancora un pochino sconosciuti a me (a parte il Museo Egizio e Palazzo Carignano)  ricordarli tutti dopo una rapida occhiata in un vorticoso guarda qui, guarda là è quasi impossibile, ma Wiki è sempre in aiuto, e dà una spiegazione abbastanza esauriente sugli aspetti più importanti della città, quarto comune italiano per densità di popolazione e primo con più verde pubblico per abitante, considerata uno dei maggiori centri universitari, culturali, turistici e scientifici: è la capitale italiana dell'industria dell'automobile, nonché importante centro dell'editoria, delle telecomunicazioni, del cinema, della pubblicità, del design, dello sport (è stata sede nel 2006 dei XX Giochi olimpici invernali) e dell'enogastronomia.


una libreria cioccolatosa tricolore

Prima tappa d'obbligo la Cioccolateria Gobino, dove abbiamo fatto sosta per goderci un caratteristico bicierin, e ammirare gli scaffali pieni di leccornie (mi sono portata a casa una favolosa crema gianduja, dono di Sandra) anche in edizione tricolore. Da ammirare in vetrina la ganache extra bitter mignon e il giandujottino mignon.

il bicierin da gobino
il bicierin

bollicine italiane e francesi

Aperitivo rinforzato all'enoteca Bordò, comodamente sedute in un delizioso angolo con balconcino  sulla Basilica del Corpus Domini , con bollicine sfarzose e rinfrescanti ,italiane per Sandra e francesi per me, accompagnate da panzanella, crema di zolfini e sformatino alle zucchine.


Ancora una passeggiata, scoprendo cortili nascosti  con le tipiche case di ringhiera, locali modaioli come lo Sfashion Cafè o l'Arcadia di Piero Chiambretti, ammirando le vetrine, invece, di luoghi cult e storici, come il Caffè Mulassano, degustando con gli occhi e il naso i profumi e i sapori della gastronomia artigianale Sapori, con i tricolori nelle vesti più luminose ed ingegnose che ci accompagnano sempre in ogni piazza ed in ogni dove.


il po

Anche un piccolo giretto in tram, lungo la Via Po, per ammirare alla fine il grande fiume che abbraccia la  città, e la basilica della Grande madre di Dio al di là del ponte Vittorio Emanuele I, che riprende lo stile del Pantheon romano.

il po


ingresso scannabue

Ritornando sui nostri passi è arrivata l'ora di pranzare, non a caso qualche brontolio di stomaco inizia a farsi sentire. La scelta di Sandra cade sullo Scannabue, delizioso ristorantino a due passi dalla Stazione e dal centro, con una terrazza esterna ombreggiata, quello che ci vuole in questa calda giornata. Cucina piemontese ma di spirito giovane ed attuale, per Sandra solo una tartare di tonno in compagnia di alici marinate ed insalata di asparagi, per me tonno di coniglio e spatola al forno con pomodorini e melanzane (ottima!). Non c'è spazio per il dessert :-), scivoliamo di comune accordo su un tonificante caffè shakerato!


C'è tempo per un piccolo giretto ancora, siamo nelle vicinanze della stazione, ma non mancano i palazzi decorati,  negozietti e  piccoli empori di magrebini si affacciano su queste viuzze tranquille (e resisto alla voglia di comprami le  tajine monoporzione, ma porto a casa un barattolo di halva alle nocciole, chissà se piacerà!),  la Torrefazione Samambaia offre il caratteristico Amaro del Conte di Cavour, purtroppo il negozio di tessuti carini preferito di Sandra è chiuso, ma l'enoteca Rosso Rubino merita una visita, all'interno bottiglie per tutti i gusti e tutti i prezzi, in ordine anche su insolite rastrelliere.

luci in ferro battuto

Ben presto è' l'ora che volge al desìo, ci dobbiamo salutare, presto la mia Freccia mi riporterà a casa sana e salva (nonostante il quasi improvviso sciopero che mette in ginocchio, però, tanti passeggeri più sfortunati), ho nell'anima e nella digi ricordi golosi e cari, Torino è  una città meravigliosa e sicuramente da approfondire, Sandra è stata una guida e consigliera inarrestabile e super efficiente; un unico rammarico, credo per entrambe, la rinuncia di Giulia, finalista con me, a questa mini gita fuori porta.

con sandra
Grazie Sandra!

E stasera per i nottambuli fanatici dello zapping, nella puntata di Speciale TG1-il documentario, alle 23.40 su Rai1, sarà proposto lo special “SURFIN’ TORINO” di Chiara Pacilli e Davide Di Leo, che racconta la trasformazione di Torino da città industriale a città creativa e culturale negli ultimi trent’anni, con la partecipazione di Luciana Littizzetto, John Elkann, Davide Ferrario, gli Africa Unite, i Mau Mau, Ugo Nespolo, Cristina T.

1 giugno 2011

Crestine alla ricotta - BBD # 40

Il mio Bimby compie 10 anni proprio in questi giorni e, nonostante qualche piccolo acciacchetto  iniziale dovuto al troppo lavoro, devo riconoscere che funziona ancora a meraviglia (toccando ferro e legno sotto il pc, sia mai che mi gufi proprio ora!).
E ieri l'ho festeggiato con una ricetta di Nilla, la mia presentatrice preferita, che all'epoca fece dono a noi acquirenti di un bel cd con tante ricette da lei testate personalmente. Ecco allora una frolla per deliziosi biscotti ripieni che casca proprio a fagiuolo, come si suol dire, per il Bread Baking Day # 40 ospitato questo mese dalla stessa Zorra, che chiede di panificare con il curd, ossia, un prodotto ottenuto dal caglio del latte, come la ricotta, il quark o il paneer.
Ho farcito principalmente le crestine con la cioccolata avanzata delle uova di Pasqua (che non si finisce mai di riciclare!), ma questa frolla è deliziosa anche per crostate o piccole tartellette; inoltre è perfetta per gli intolleranti alle uova  (non ne contiene alcuno!) e priva totalmente di zucchero o altro dolcificante.

crestine alla ricotta-bbd 40

Per circa 50 crestine di 8 cm. di diametro:

250 g di ricotta
250 g di farina 00
100 g di burro freddo
una bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale

a piacere per farcire:
marmellata, possibilmente densa 
gocce di cioccolato
crema gianduia
zucchero a velo 

 crestine alla ricotta-bbd 40
Nel boccale: burro a pezzettini, ricotta, farina, lievito e sale, impastare per 30" a vel. 5. 
A mano: con la punta delle dita sbriciolare il burro con la farina, aggiungere  poi ricotta, lievito e sale e  lavorare brevemente l'impasto (meglio se ci si aiuta con la spatola così da maneggiarlo il meno possibile) finchè ben amalgamato.
Con l'impasto ottenuto fare una palla, avvolgerla nella pellicola e metterla in frigo a rassodare almeno mezzora.
Stendere la frolla ad uno spessore di mezzo  centimetro, ritagliare dei cerchi con il tagliabiscotti (se dentellato saranno più carini), farcirli nel mezzo a piacere (fare la prova con uno per la quantità di ripieno da mettere, non deve fuoriuscire altrimenti poi si carbonizza in forno) e piegarli a metà sigillando bene a formare una mezzaluna (io preferisco inunmidire leggermente con dell'acqua il bordo esterno che appoggia sul piano di lavoro per farli aderire bene e premo leggermente con la parte esterna del pollice).
Disporre sulla teglia ricoperta di carta forno e cuocere a 180° per 15/20 minuti, dipende dalla grandezza. Raffreddare e spolverizzare con zucchero a velo.
Nilla suggerisce anche di ritagliare la pasta a rettangoli con una rotella dentata e fare delle caramelle, io  ci ho provato ma con molto scarso risultato estetico!

facendo le crestine alla ricotta



frolla alla ricotta


 Ricotta cookies

My Thermomix turns 10 in these days and I am so happy it still helps me nicely in the kitchen!
When I bought it, my Thermomix seller Nilla gave a nice cd to all buyers, full of delicious recipes she personally tested. And these cookies are one of them, and they nicely fit for Bread Baking Day # 40, hosted this month by our lovely  founder Zorra. She chose baking with curd as theme (meaning any dairy product obtained by curdling milk with rennet or an edible acidic substance such as lemon juice or vinegar, so cottage cheese, ricotta, quark and paneer are welcome).
I mainly filled the cookies with left over Easter eggs chocolate, finely chopped. (to tell you the truth I baked a few ones with jam but I am not still very confident with it, I always make a mess, outcoming from the cookies!). But this ricotta pastry is delicious also for tarts and pies, very suitable for those intolerant to eggs (not even one inside!) and completely sugarless.

crestine alla ricotta-bbd 40


For about 50 cookies, 8 cm. diameter:

250 g ricotta
250 g flour 00
100 g  butter
a bag of baking powder (16 g)
a pinch of salt

for the filling, at your pleasure:
jam
chocolate chips
hazelnut cream or nutella
icing sugar 
In the mixing bowl: butter into small pieces, ricotta, flour, baking powder and salt and knead 30" speed 5.
By hand: mix diced butter with flour using your fingertips and making crumbs, add ricotta, salt and baking powder and briefly knead until amalgamated (easier if you use a kneading spatula and mix by hand the less you can).
Shape the dough into a ball, wrap in plastic wrap and refrigerate at least half an hour.
Roll out the pastry half a centimeter
thick, cut into small disks with cookie's cutter, stuff in the middle at your pleasure (make a test for the amount of filling you need for each biscuit, it should not come out to avoid awful burning in the oven) and fold in half to shape a crescent moon (I prefer to wet with a brush or your finger the outer edge of the pastry to be sure it seals well).
Place on baking tray with parchment paper and bake at 180° for 15/20 minutes, depending on size. Let cool and dust with icing sugar.
A little suggestion by Nilla:  cut the dough into rectangles and shape into candies, I tried but the result was not so good looking, missing some sort of cookie-appeal! 


31 maggio 2011

Tavole di Pasqua ... per Danita

Avevo promesso a Danita che avrei partecipato al suo contest, ed ero quasi pronta alla prima scadenza prefissata, ma poi, nonostante un mese abbondante di prolungamento ed il famoso detto "chi ha tempo non aspetti tempo" mi  sono dedicata ad altro e, come spesso, speessissimo ahimè succede, mi sono "persa", ritrovandomi ad onorare la parola data proprio in extremis!
Ho approfittato della straordinaria giornata festosa di Pasqua per portare a Danita le tavole a cui ho avuto il piacere di sedere. Ero in vacanza all'Elba e forse, per la prima volta in vita mia, ci siamo ritrovati con amici sia a pranzo che a cena. 

A pranzo siamo stati ospiti di Mario e Susan, dove abbiamo goduto della piacevolissima giornata di sole (dopo tanta pioggerella del giorno prima) sulla terrazza blu meravigliosamente affacciata sul Golfo della Biodola, che tra poco potrò considerare "mia" per il lungo periodo di mare e relax che ancora fortunatamente riesco a concedere alla mia famiglia.
Susan aveva preparato una tavola bellissima, con una vecchia tovaglia bianca di lino della nonna, con una balza di pizzo tutto intorno. Piatti bianchi con fondine in vetro verde, calici per il vino ambra e verdi, tovaglioli gialli e verdi per rimanere in armonia. Io mi sono dedicata al centrotavola fiorito, adornando un sempice vassoio con una base di foglie di vite americana (parthenocissus tricuspidata) e fili di erba, sulle quali ho raggruppato un bouquet di fiori variopinti: glicine, nasturzi, violette, pitosforo, dermafoteca, roselline, lavanda stoechas. Quattro ovetti in ceramica dai teneri colori pastello completavano la decorazione. Come segnaposto, una foglie di vite con sopra una vivace un'unghia di strega fucsia (una specie di mesembryanthemum chiamato carpobrotus).

collage pranzo pasqua 2011

Il menu:

fresche bollicine italiane con
salamino, fave fresche e pecorino, noci macadamia
insalata di polpo e totani
gratin di zucca, taleggio e gorgonzola *
sformato di spinaci con funghetti
arrosto di capretto con patate
panna cotta con coulis di fragole *
colomba

 



A cena siamo stati ospiti di Paolo e Lella, nella grande casa di famiglia.
Tavola in lilla e più informale, con la tovaglia in tessuto non tessuto e tovaglioli abbinati.
Una colorata decorazione floreale al centro, composta in una bella ciotola d'argento: foglie di edera, pitosforo, mesembryanthemum, nasturzi, glicine, ortensie bianche, lavanda stoechas, dermafoteca, tre simpatici ovetti in coccio e quattro gardenie screziate del giardino  di casa, fantasioso tocco finale di Paolo.
Come segnaposto una foglia di vite americana e un'unghia di strega fucsia (una specie di mesembryanthemum chiamato carpobrotus).


Un menu più leggero, per non avere sonni agitati poi:

aperitivo di bollicine trevigiane con quadrotti di schiaccia e prosciutto crudo
tagliolini al limone *
costatine di maiale in agrodolce con soia e cipolle
panna cotta con coulis di fragole *
ovetti di cioccolato e figolli

aperitivo di bollicine

Dopocena, quattro chiacchiere allegre in compagnia
seduti davanti al fuoco scoppiettante del grande camino.

al caldo del camino in casa grande

 

* a presto le ricette sul blog

23 maggio 2011

Il Ventennale con le Tamerici - Ballarini, pentole e padelle


La settimana scorsa si è svolta la seconda serata degli incontri programmati dedicati ai festeggiamenti del Ventennale della Scuola di cucina delle Tamerici. E' un'iniziativa nata in casa Tamerici per presentare "in carne ed ossa" le Aziende con le quali collaborano, fino alla grande festa finale del 25 settembre 2011 quando chefs ed esperti si alterneranno e giocheranno con i prodotti per una roulette a sorpresa di prelibatezze.
Gli eventi sono gratuiti, d'obbligo la prenotazione, date e ogni info sul sito della Scuola.

Dopo il Consorzio Latteria Virgilio, ecco  Ballarini, azienda di Rivarolo Mantovano, nelle vicinanze, illustrata da Alessia, Gorni Silvestrini, responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne:



L’azienda nasce nel 1889 come piccolo laboratorio artigiano di utensili in metallo ad opera di Paolo Ballarini. Nel 1931 il catalogo dell'Azienda offre ben 2000 referenze tra stoviglie, utensili e pentolame. E’ degli anni ’60 la scelta strategica di far convergere l’azienda alla produzione delle sole pentole antiaderenti. Nel 1980 viene siglato l’accordo di licenza con la Du Pont per la fornitura del Teflon.
Dagli anni ’90 in poi Ballarini innova a più riprese il mercato delle pentole antiaderenti con un susseguirsi ritmico di novità: dalla linea Titanio, alla fortunata serie de Gli Speciali, dalle pentole per induzione Fenice alla collezione Il Rame, dal progetto gastronomico iLoveCooking al nuovo esclusivo dispositivo termico “Thermopoint” che permette un sensibile risparmio energetico e l’allungamento della vita dell’utensile antiaderente.
Oggi la Ballarini S.p.A. (con una forza lavoro di quasi 300 persone ed una produzione di circa 12 milioni di pezzi l'anno) è giunta alla quinta generazione di imprenditori ed è orientata alla creazione di valore attraverso una nuova cultura della qualità in cucina, consolidando l’ultracentenaria tradizione nel rispetto della qualità non solo di prodotto ma anche di tutela dall’ambiente.

pentole ballarini
l'incompresa quadra e le teglie lilla Lollipot (gentile omaggio) *,
la linea Salento in Keravis WhiteStone

* La storia delle pentole Lollipot è iniziata nel 2005 quando la Ballarini progetta la pentola ispirata al film di animazione Robots della 20th Century Fox a scopo benefico: l'intento, infatti, era quello di attrezzare le cucine di un ospedale pediatrico ad haiti, destinato a salvare 40.000 bambini l'anno, realizzato grazie a tante donazioni raccolte dalla Fondazione Francesca Rava (in azione anche col proprio blog),  che in Italia rappresenta l'organizzazione umanitaria internazionale N.P.H.
Nel maggio 2005 Lollipot entra nella Collezione permanente del design Italiano della Triennale di Milano.

Alessia spiega ed aiuta Gianfranco

Qualità innovativa nel rispetto della salute e dell'ambiente nella nuova linea Salento Keravis WhiteStone: l'antiaderente si (ri)veste di chiaro per un impatto visivo più salutare e modaiolo, garantendo però al contempo una qualità antiaderente eccezionale, non compromettendo le proprietà del rivestimento per i ripetuti lavaggi in lavastoviglie od un eventuale graffio, suggerendo sempre una sana e corretta alimentazione potendo eliminare olii e grassi, non subendo alterazioni anche a regimi termici elevati. 
Anche Eugenio Medagliani (titolare del più importante ed antico negozio di casalinghi e strumenti per cuochi professionisti a Milano), ne ha riconosciuto l'elevata qualità nella linea professionale da risorazione, definendo il Kerastone Profi White "il primo ed unico rivestimento chiaro a prova di utensile metallico, espressamente studiato per soddisfare le moderne esigenze del mondo della ristorazione" (qui tutto l'articolo).

Ahimè, brutte notizie per la  bianca ceramica (che in pratica è composta da particelle indurenti di vetro) in cui, credo, ci siamo caduti un po' tutti, forse anche per la massiccia campagna pubblicitaria degli ultimi tempi: pare, infatti, che NON vada lavata in lavastoviglie per non accorciarne  drasticamente i tempi di utilizzo, che sia molto meno resistente ai graffi durando 9 volte meno dell'antiaderente tradizionale, che abbia un ciclo di produzione molto più inquinante per l'aria ... come dire, l'abito non fa il monaco!

Tre semplici ricette utilizzando le padelle antiaderenti della linea Salento:

insalata con quadrotti frittata
insalata con quadrotti di frittata

orzotto verdure stracchino
orzotto con verdure e stracchino
(all'assaggio il sig. Ballarini tra mestoli e padelle)

coppa pesche con crema cannella
coppa di pesche con crema alla cannella

gustato e approvato
gustato ed approvato


Tamerici & Ballarini Community

I prossimi appuntamenti del Ventennale:
Non scordate di dare un'occhiata anche al calendario de incontri della Scuola di cucina, uno più goloso dell'altro, per alcuni c'è ancora posto!

15 maggio 2011

Pizza classica e di kamut - WHB # 283

Mi sono accorta che dopo aver postato le ricette della pizza, della pizza al fuoco e delle pizzette delle Simili, quella della pizza bassa e quella con la pasta madre (ancora ai tempi della mia frequenza più assidua su Cookaround), ed anche quella delle pizzette morbide, non ho mai postato la pizza classica che faccio da sempre, magari per sbadataggine o non dandole importanza. Ma tutte le ricette meritano attenzione, c'è sempre una virgola o un pizzico di non-so-che di diverso che le distingue ed il confronto in cucina è sempre motivo di più impegno e (forse!) miglioramenti futuri. :-)
Qualche giorno fa abbiamo sfornato due teglie di pizza doppiamente deliziose: da un lato perchè fatte in compagnia ( e si sa che l'impasto ci guadagna!), dall'altro perchè abbiamo provato due impasti diversi, accontentando il gusto soffice e quello più croccantello.
Ed ecco svelata la ricetta della pizza più semplice che faccio da sempre, l'aggiunta della semola rimacinata nell'impasto (su consiglio della mia cara amica Anna) le conferisce una consistenza unica, provare per credere!

pizza

Per una teglia di 30x40 cm. (4 o 6 persone):

350 g di farina 0 + 150 g di semola rimacinata *
250 g di acqua leggermente tiepida
25 g di lievito di birra **
20 g di olio extravergine di oliva
10 g di sale fino

salsa di pomodoro o pomodori pelati
mozzarella fresca tagliata a cubetti
basilico/origano
olio extravergine di oliva

* per la versione al Kamut usare 350/400 g di farina di kamut e 150/100 g di farina 0, probabilmente servirà un goccio di acqua in più

** 25 g di lievito di birra è la dose classica per 500 g di farina con una lievitazione standard di un'ora/un'ora e mezza, se si preferisce dimezzare la dose di lievito si dovrà programmare una lievitazione più lunga

- Sulla spianatoia fare la fontana con la farina,  versare al centro l'acqua, mettere il lievito e scioglierlo bene, aggiungere l'olio quindi iniziare ad impastare con un po' di farina.
- Aggiungere il sale ed impastare finchè l'impasto risulta ben omogeneo ed amalgamato, battendo l'impasto ogni tanto.
- Mettere l'impasto in una ciotola leggermente unta e lasciar riposare coperto in luogo riparato finchè raddoppia di volume (circa 1 ora e mezza).
- Mettere al centro della teglia qualche cucchiaio di olio (ma solo al centro altrimenti non riusciremo a fissare la pizza ai bordi, se unti la faranno scivolare via), trasferire la pasta sopra e senza lavorarla stenderla con la punta delle dita tirandola leggermente fino ai bordi (non abbiate paura che attacchi, in cottura l'olio si scalda e si uniformerà su tutta la superficie della  teglia).
- Condire con la salsa di pomodoro (se preferite i pelati, vanno sgocciolati bene e tagliati finemente col coltello), il sale, un filo d'olio, origano e basilico e lasciare riposare per 30 minuti.
- Cuocere in forno caldo a 220° per circa 15 minuti, aggiungere la mozzarella ben strizzata (sempre lasciata scolare tagliata) e rimettere in forno ancora pochi minuti finchè ben sciolta, abbassando la temperatura a 200°.


taglio pizza

pizza



Traditional Pizza & Kamut Pizza

We had a very nice day last week spending some hours together in the kitchen, playing with flour and yeast, baking wonderful and yummy grissini (breqd-sicks), no-knead buns, no-knead pizza style bites, no-knead focaccia and two different pizza: one traditional and one made with kamut flour.
I was very surprised to realize that, though already blogged about different pizza recipes (Simili sisters' pizza, pizza al fuoco and pizza snacksslim pizza  e also one with sourdough) I never got the chance to post about the simplest and easiest pizza I am used to bake since ever.
So thanks to my dear friends to give me the opportunity to bake together and blog the recipe as a reminder, in case somebody should have forgotten a little passage on the notebook!


pizza classica


For a  30x40 cm. baking pan (serving 4 or 6): 

350 g flour + 150 g remilled semolina *
250 g lukewarm water
25 g fresh yeast **
20 g extra-virgin olive oil 
10 g of salt 

diced mozzarella 
basil/oregano
extravirgin olive oil

* for Kamut pizza use 350/400 g kamut flour and 150/100 g flour

** 25 g yeast  is the classical amount to have 500 g flour leavening in an hour/an hour and a half, but if you prefer to use less yeast  you must schedule a longer rising time

- Pour flour on your working surface and make a well, pour in the water, dissolve yeast in the liquid, add oil and then begin to mix with a little flour. 
- Add salt and start kneading and beating till the mixture is amalgamated and homogeneous. 
- Put the dough in a lightly oiled bowl and let stand covered in a sheltered place until doubled (about 1 hour and a half). 
- Pour  some tablespoons of oil in the middle of the baking pan (but only in the middle, otherwise when you pull the dough to the edges you won't be able to fix it and will slip away), place the dough onto and spread it with your fingertips pulling to the edges (don't be afraid, I promise you, while baking the oil will spread all around!).
- Top with tomato sauce (if you prefer canned tomatoes, first drain and slice finely with the knife), salt, some tablespoons of oil, oregano and basil and let stand for 30 minutes. 
- Bake in hot oven at 220° for about 15 minutes, add squeezed mozzarella (and first let it drain in a colander already diced) and back in the oven for a few minutes until well dissolved but lowering the temperature to 200°.



This recipe is my personal entry to WHB # 283 hosted by
  Simona from Briciole
both for English and Italian edition.
Thanks again to Haalo who manages greatfully all events,

and to Brii for the Italian edition.
Thanks again to Kalyn for her successfull idea!

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